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Una panoramica delle diverse forme di stato, dalla monarchia assoluta allo stato democratico costituzionale, evidenziando l'evoluzione storica e le caratteristiche principali di ciascuna forma. Viene inoltre analizzato il ruolo dei diritti fondamentali nella società moderna, con particolare attenzione alla loro tutela e alla loro evoluzione nel contesto italiano.
Tipologia: Appunti
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Il procedimento amministrativo è una sequenza di atti che portano all’adozione di un atto amministrativo conclusivo. Si articola in quattro fasi principali:
Responsabile del procedimento : L’amministrazione deve designare un funzionario responsabile per ogni procedimento, garantendo ordine e responsabilità. Diritto alla partecipazione : I soggetti coinvolti hanno diritto di partecipare, presentando osservazioni o documenti nella fase istruttoria. L’amministrazione deve avvisarli dell’avvio del procedimento. Principio di semplificazione amministrativa : L’attività amministrativa deve ridurre al minimo tempi e adempimenti, anche attraverso strumenti come la conferenza di servizi , che permette decisioni coordinate tra più amministrazioni. Principio di trasparenza amministrativa : L’attività dell’amministrazione deve essere conoscibile dai cittadini. I soggetti interessati hanno diritto di accedere ai documenti amministrativi, e molti atti devono essere pubblicati. Sintesi : Questi principi assicurano che l’attività amministrativa sia regolata, trasparente, partecipativa e orientata al rispetto della legge e degli interessi dei cittadini. FORMA DI GOVERNO La forma di Governo definisce come il potere politico e giuridico è distribuito tra gli organi dello Stato e chi determina l’indirizzo politico. Si distingue dalla forma di Stato , che riguarda i principi e i valori che regolano il rapporto tra governanti e governati. Punti chiave:
Parlamentarismo maggioritario : caratterizzato da un sistema bipartitico o da coalizioni omogenee, con sistema elettorale maggioritario. L'elettore, pur eleggendo formalmente l'assemblea legislativa, di fatto sceglie anche l'esecutivo. Parlamentarismo a prevalenza del Parlamento : associato a un sistema politico multipartitico e a un sistema elettorale proporzionale. Qui la maggioranza si forma in Parlamento dopo le elezioni. Queste distinzioni sono descrittive e non derivano da regole costituzionali scritte, ma riflettono il sistema politico, le prassi istituzionali e il sistema elettorale di uno Stato. In Italia, il governo parlamentare si configura come un parlamentarismo maggioritario , dove il rapporto fiduciario tra maggioranza e Governo è il fondamento giuridico che determina l'indirizzo politico, con la maggioranza parlamentare che esercita la funzione legislativa e il Governo quella esecutiva. FORMA DI GOVERNO PRESIDENZIALE La forma di governo presidenziale si caratterizza per l'elezione diretta, da parte del corpo elettorale, sia del Presidente che dell'assemblea legislativa. I due organi sono separati e non esiste un rapporto fiduciario tra loro. Entrambi contribuiscono all'indirizzo politico: l'assemblea esercita la funzione legislativa, mentre il Presidente è titolare della funzione esecutiva, assistito dai membri del Governo da lui nominati. Negli Stati Uniti, esempio classico di forma presidenziale, l'elezione del Presidente avviene attraverso un sistema indiretto basato su grandi elettori che in sede nazionale si obbligano a votare un determinato candidato, ma il risultato riflette sostanzialmente una scelta diretta. L'assemblea legislativa non può sfiduciare il Presidente, né il Presidente può sciogliere l'assemblea. I due organi, eletti direttamente dal popolo, possono collaborare o contrapporsi nell'indirizzo politico, a seconda che la maggioranza parlamentare appartenga o meno allo stesso schieramento politico del Presidente. FUNZIONI CHE LA COSTITUZIONE AMERICANA RISERVA AL PARLAMENTO Il Parlamento americano è composto da due camere: il Senato, rappresentativo degli Stati membri (ognuno elegge due senatori), e la Camera dei Rappresentanti, eletta su base nazionale. Il Parlamento esercita la funzione legislativa, inclusa l’approvazione della legge di bilancio, fondamentale per finanziare le politiche pubbliche. Nel sistema costituzionale degli Stati Uniti, Presidente e Parlamento sono indipendenti e privi di rapporto fiduciario. Se appartengono a schieramenti politici opposti, il Parlamento può ostacolare l’azione presidenziale negando i fondi necessari. Il Presidente può opporre un veto alle leggi, ma questo può essere superato dal Congresso con una maggioranza qualificata. Il Parlamento controlla il Presidente con poteri come la messa in stato d’accusa e l’approvazione delle nomine presidenziali per ruoli amministrativi di vertice, assicurando così un bilanciamento tra i poteri. FORMA DI GOVERNO SEMIPRESIDENZIALE
La forma di governo semipresidenziale combina elementi del presidenzialismo e del parlamentarismo. Il Capo dello Stato (Presidente) e l'assemblea legislativa sono eletti direttamente dal corpo elettorale, ma a differenza del presidenzialismo, il Governo nominato dal Presidente deve ottenere la fiducia del Parlamento. La funzione esecutiva è condivisa tra Presidente e Primo Ministro, che presiede il Governo. Il Presidente della Repubblica può sciogliere l’assemblea legislativa, cercando di ottenere una maggioranza parlamentare favorevole. Questo modello, adottato ad esempio in Francia, si basa su tre organi costituzionali: Presidente, Parlamento e Governo. In una forma di governo "super presidenziale", il Presidente, forte della sua elezione diretta, ha ampi poteri, inclusa la possibilità di sciogliere il Parlamento per rafforzare il proprio sostegno politico. FORME DI STATO Lo Stato è una forma di organizzazione del potere politico che emerge tra il XV e il XVII secolo e si sviluppa nei secoli successivi fino ad arrivare ai giorni nostri. È caratterizzato dal monopolio della forza legittima su un determinato territorio e dall'esistenza di un apparato burocratico che gestisce il governo del territorio e dei suoi abitanti. Il concetto principale che definisce lo Stato è la sovranità, che si manifesta in due forme:
borghese (imprenditori) che, pur contribuendo economicamente, rivendica il diritto di partecipare alla governance dello Stato. Le disuguaglianze sociali e l'inaccettabile disparità tra aristocrazia e borghesia generano un malcontento che sfocia in conflitti, culminando nella Rivoluzione francese. A differenza della Francia, l'Inghilterra, fin dal 1600, adotta una forma di Stato che evolve pacificamente da assolutismo regio a Stato liberale, senza ricorrere alla violenza. In questo nuovo modello, l' assemblea legislativa rappresenta gli interessi della borghesia e limita il potere assoluto del sovrano, soprattutto in materia fiscale. Il principio di legalità impone che ogni imposizione fiscale sia basata su leggi stabilite dall'assemblea, riducendo l'invadenza dello Stato nelle libertà economiche della borghesia. Inoltre, con lo Stato di diritto, si afferma una tutela dei diritti individuali fondamentali (libertà personale, domicilio, comunicazione, proprietà, e libertà economica). Questi diritti sono cruciali per la borghesia, che si afferma come classe sociale. Mentre nello Stato assoluto i sudditi non avevano mezzi legali per opporsi allo Stato, nello Stato liberale i cittadini sono protetti dalla legge e possono ricorrere a un giudice terzo per difendere i propri diritti. La separazione dei poteri, quindi, garantisce una protezione dei diritti individuali anche nei confronti dello Stato, contrariamente all'assolutismo in cui il sovrano deteneva un potere illimitato. LIMITE DELLO STATO LIBERALE: STATO MONOCLASSE La forma di Stato liberale, pur rappresentando un passo avanti rispetto all'assolutismo, presenta un limite significativo: era uno Stato monoclasse, cioè uno Stato che garantiva principalmente gli interessi della borghesia, che trovava rappresentanza nell'assemblea legislativa, e dell'aristocrazia, attraverso l'autorità regia. Tuttavia, escludeva altre componenti della società dalla possibilità di partecipare attivamente e influenzare l'indirizzo politico. Questa limitazione dell'elettorato attivo ha creato uno squilibrio simile a quello che, secoli prima, aveva portato al superamento dell'assolutismo regio. La mancanza di rappresentanza e di partecipazione per le classi sociali escluse ha contribuito a determinare, nel tempo, la necessità di un ulteriore cambiamento verso una forma di Stato più inclusiva e democratica. STATO PLURICLASSE l passaggio da Stato monoclasse a Stato pluriclasse segna un ampliamento significativo della base sociale dello Stato, che accoglie e riconosce gli interessi di classi sociali diverse da quelle aristocratica e borghese. In questo nuovo modello, si estende il suffragio universale, che consente a un numero maggiore di cittadini di partecipare alla vita politica, rappresentando un'evoluzione verso una società più inclusiva. In Italia, il suffragio universale è stato raggiunto solo nel 1919, inizialmente limitato agli uomini. Le donne ottennero il diritto di voto solo nel 1946, durante il referendum che determinò la forma repubblicana dello Stato. L'ampliamento dell'elettorato portò con sé anche un aumento delle rivendicazioni sociali nei confronti dello Stato. Questo processo favorì la nascita dei partiti politici di massa, che cercavano di rappresentare frazioni sempre più ampie della società e del corpo elettorale.
Nel corso del 1900, l'evoluzione delle forme di Stato ha visto l'affermarsi di forme autoritarie e totalitarie, come il Fascismo in Italia e il Nazismo in Germania , che hanno portato alla Seconda guerra mondiale. STATO DEMOCRATICO COSTITUZIONALE Dopo la fine della guerra, le forme di Stato si sono evolute, consolidandosi in direzioni diverse: Stato socialista : ispirato all'ideologia comunista, come nel caso dell' Unione Sovietica e in altri Stati dell'Europa orientale. Stato democratico costituzionale : prevalente in Inghilterra e nel continente europeo. Le caratteristiche dello Stato democratico costituzionale sono le seguenti:
I diritti fondamentali sono quelli riconosciuti e garantiti dalla Costituzione. L'articolo 2 della Costituzione italiana stabilisce che la Repubblica riconosce i diritti inviolabili dell'uomo, mentre specifici articoli della Costituzione disciplinano i seguenti diritti: Libertà personale (Art. 13) Libertà domiciliare (Art. 14) Libertà di comunicazione (Art. 15) Libertà di circolazione (Art. 16) Libertà di riunione (Art. 17) Libertà di associazione (Art. 18) Libertà religiosa (Art. 19) Libertà di manifestazione del pensiero (Art. 21) Diritto di difesa (Art. 24) Questi diritti si estendono anche alla sfera sociale , economica e politica. La tutela di questi diritti nasce storicamente dalla rivendicazione dell'individuo nei confronti dell'autorità pubblica. Un esempio iniziale è la Magna Charta del 1215, che riconosceva diritti contro l'abuso di potere da parte del sovrano. Nel corso della storia, si è sviluppata l'idea che alcuni diritti siano inviolabili e che l'autorità pubblica debba rispettarli, limitandoli solo secondo procedure giuridiche precise e con garanzie specifiche. Nel Stato democratico contemporaneo, la tutela dei diritti fondamentali è essenziale e costituisce un pilastro delle costituzioni moderne. Questi diritti non sono modificabili facilmente, poiché sono protetti dalla Costituzione stessa. Inoltre, si possono fare alcune distinzioni tra i diritti fondamentali: Libertà negative (limitano l'intervento dello Stato nella vita dell'individuo) vs libertà positive (impongono allo Stato di agire per garantire i diritti). Diritti assoluti (che non possono essere limitati) vs diritti relativi (che possono essere limitati, ma solo in determinate circostanze). Diritti individuali (diritti personali, come la libertà) vs diritti funzionali (che riguardano la collettività, come i diritti politici). In sintesi, i diritti fondamentali costituiscono una parte integrante e irrinunciabile della forma di Stato democratico , essendo tutelati e vincolati dalla Costituzione. STRUMENTI DELLA COSTITUZIONE A TUTELA DEI DIRITTI FONDAMENTALI La Costituzione italiana prevede cinque strumenti di tutela dei diritti fondamentali:
Eguaglianza formale (Comma 1): tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, e condizioni personali e sociali. Questo principio implica che il legislatore non può fare differenziazioni legislative per queste categorie. Ogni cittadino deve godere degli stessi diritti e opportunità senza discriminazioni. La eguaglianza formale costituisce un limite per il legislatore, che può legittimamente fare scelte politiche, ma deve rispettare il principio di uguaglianza. In altre parole, in situazioni simili, il legislatore non può trattare in modo diverso gli individui, mentre in situazioni omogenee le leggi devono trattare tutti allo stesso modo. Eguaglianza sostanziale (Comma 2): questo principio richiede che vengano adottate misure per rimuovere le disuguaglianze materiali. Il principio di eguaglianza non si limita a trattare formalmente tutti allo stesso modo, ma impone anche che siano adottate politiche attive per garantire una vera parità di condizioni. Per esempio, possono essere adottate misure di legislazione positiva, che differenziano la disciplina per superare situazioni di discriminazione storica o di svantaggio. Queste norme, però, devono essere transitorie e mirare a eliminare il disequilibrio iniziale. In sintesi, l'articolo 3 tutela il diritto di tutti i cittadini ad essere trattati con uguale dignità sociale e pari davanti alla legge, mentre consente, in circostanze particolari, l'adozione di politiche che possano correggere squilibri o discriminazioni preesistenti. BILANCIAMENTO DEI DIRITTI I diritti fondamentali nella Costituzione italiana sono affermati in modo assoluto, come la libertà personale (art. 13), il domicilio (art. 14) e la libertà di comunicazione (art. 15). Tuttavia, questi diritti possono entrare in conflitto con altri diritti o interessi pubblici di rango costituzionale, poiché ogni diritto ha un contenuto che può interagire con altri. In alcuni casi, i diritti possono entrare in concorrenza, come nel caso di risorse limitate che non permettono di soddisfare appieno tutti i diritti riconosciuti dallo Stato. Un esempio di conflitto può essere tra il diritto alla salute e quello all’istruzione, dove lo Stato deve allocare risorse per entrambe le aree. Inoltre, i diritti fondamentali possono essere limitati per motivi di sicurezza o ordine pubblico, come nel caso della libertà personale che può essere limitata per la repressione dei crimini. In tale contesto, quando diritti o interessi entrano in conflitto, è necessario applicare regole di bilanciamento. La Costituzione fornisce strumenti come la riserva di legge, che stabilisce che le limitazioni ai diritti fondamentali possano avvenire solo attraverso la legge. Il legislatore ha il compito di bilanciare i diritti in conflitto, ma deve farlo rispettando determinati parametri di legittimità, garantendo che non vengano compromessi i nuclei fondamentali dei diritti in gioco. La Corte Costituzionale verifica che tale bilanciamento sia proporzionato e giustificato. Alcuni esempi di conflitti tra diritti fondamentali includono:
bilanciamento della Corte Costituzionale considera la legittimità delle misure adottate e se sono state scelte soluzioni meno lesive per i diritti coinvolti. Due esempi pratici di bilanciamento riguardano:
ha una riservatezza nei confronti dei terzi. Tuttavia, se manca la stabilità, non si tratta di un domicilio protetto nella stessa maniera. Titolare della libertà domiciliare : La titolarità del domicilio spetta sia a persone fisiche che persone giuridiche (ad esempio, associazioni o società). Se un soggetto occupa un immobile senza titolo, ad esempio, in attesa di sfratto, quella abitazione è comunque considerata domicilio, sebbene non sia legalmente regolare. Strumenti di garanzia della libertà domiciliare : L’art. 14 della Costituzione tutela gli spazi privati dell’individuo, estendendo la sfera di riservatezza e richiedendo una riserva di legge assoluta e una riserva di giurisdizione per gli atti che limitano la libertà domiciliare. In particolare: Le ispezioni , perquisizioni e sequestri devono essere eseguiti solo in conformità con la legge e previa autorizzazione del giudice (riserva di giurisdizione). In caso di urgenza , l’autorità di pubblica sicurezza può eseguire perquisizioni e sequestri, ma devono essere convalidati dal giudice entro 48 ore. Riserva di legge e riserva di giurisdizione sono garanzie fondamentali, ma la Costituzione ammette altre misure limitative della libertà domiciliare, regolamentate da leggi speciali, come quelle per sanità , incolumità pubblica , o fini economici e fiscali (art. 14, comma 3). In questi casi, la legge prevede che l'atto sia eseguito in conformità con le disposizioni di legge, ma non è necessaria l'autorizzazione preventiva di un giudice, bensì quella di un pubblico ministero. Esempio : Se un ispettore fiscale svolge un accertamento o un’ispezione in un luogo che funge anche da domicilio , deve comunque seguire le forme previste dalla legge, ma non è richiesta l'autorizzazione di un giudice, solo quella del pubblico ministero. In sintesi, la Costituzione protegge la libertà domiciliare come un diritto fondamentale, stabilendo garanzie contro invasioni arbitrarie da parte delle autorità, ma prevedendo alcune eccezioni in casi di urgenza o necessità. ARTICOLO 15: LIBERTÀ DI COMUNICAZIONE La libertà di comunicazione riguarda il diritto dell'individuo di comunicare con altri, ed è una libertà più facilmente limitabile rispetto alla libertà personale e domiciliare. L'articolo 15 della Costituzione protegge la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione , indicando che le limitazioni a questa libertà devono rispettare due garanzie: la riserva di legge e la riserva di giurisdizione. La libertà di comunicazione e la libertà di manifestazione del pensiero (art. 21) sono entrambe tutelate dalla Costituzione, ma con modalità diverse. La libertà di manifestazione del pensiero è assoluta , con l'unico limite del buon costume, mentre la libertà di comunicazione, se implica segretezza, è protetta dall'articolo 15, che garantisce la riservatezza e l'intersoggettività della comunicazione. La comunicazione, per rientrare sotto la tutela di questo articolo, deve essere destinata a un numero limitato di destinatari con l'intenzione che resti segreta. Al contrario, la manifestazione del pensiero è rivolta a una pluralità di soggetti, senza l'intenzione di mantenerla segreta. I requisiti della comunicazione sono: Intersoggettività : coinvolge almeno due soggetti, un mittente e uno o più destinatari. Attualità : l'interesse alla riservatezza deve sussistere al momento della comunicazione. Irrilevanza del mezzo : il mezzo di comunicazione non incide sulla tutela.
Esiste una posizione più restrittiva che giustifica limitazioni alla libertà di comunicazione per motivi di sicurezza, purché vengano rispettati i requisiti di intersoggettività e attualità, ma anche il mezzo di comunicazione deve garantire un minimo di segretezza. La libertà di comunicazione riguarda sia il mittente che il destinatario , tutelando entrambi. La Costituzione impone una doppia garanzia : riserva assoluta di legge e riserva di giurisdizione. Rispetto alla libertà personale e domiciliare, la libertà di comunicazione è maggiormente protetta, poiché non ammette limitazioni d'urgenza ; ogni atto limitativo deve essere autorizzato preventivamente da un giudice. L'assenza di provvedimenti d'urgenza è giustificata da due motivi principali:
o Ogni cittadino ha il diritto di tutelare i propri diritti davanti a un giudice. Questo diritto di difesa deve poter essere esercitato in un processo giusto. L'Art. 111 Cost. stabilisce che la giurisdizione si attua tramite il giusto processo, che deve rispettare determinati standard, tra cui: Imparzialità e terzietà del giudice: il giudice deve essere estraneo agli interessi delle parti e non deve avere alcun coinvolgimento nel caso. Contraddittorio tra le parti: ogni parte deve avere l’opportunità di esporre i propri argomenti e di presentare le proprie prove, in condizioni di parità con le altre parti. Sintesi: La legge deve rispettare i principi di giudice naturale, imparzialità e indipendenza del giudice, e garantire il diritto alla tutela giurisdizionale attraverso un giusto processo, in cui il contraddittorio tra le parti e l’imparzialità del giudice sono elementi essenziali. AUTONOMIA DELL'ORDINE GIUDIZIARIO E INDIPENDENZA DELL'ORDINE GIUDIZIARIO L'autonomia dell'ordine giudiziario garantisce che all'interno della magistratura non vi siano gerarchie tra i singoli magistrati. Ogni magistrato agisce indipendentemente, anche se alcuni ricoprono funzioni direttive con poteri organizzativi, senza però interferire con l'attività giudiziaria degli altri. L'indipendenza dell'ordine giudiziario, invece, riguarda il potere giudiziario nel suo complesso rispetto agli altri poteri dello stato. La Costituzione prevede il Consiglio Superiore della Magistratura, che ha il compito di garantire sia l'autonomia all'interno dell'ordine giudiziario, sia l'indipendenza rispetto agli altri poteri dello stato. CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA L'articolo 104 della Costituzione stabilisce la composizione del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), il cui numero di componenti può variare nel tempo, ma la legge definisce esattamente il numero. La Costituzione prevede che il Consiglio sia composto da: Il Presidente della Repubblica , che presiede il Consiglio. Il Primo Presidente della Cassazione. Il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione. Oltre a questi, il Consiglio include anche altri membri: Due terzi dei membri sono eletti dai magistrati ordinari. Un terzo dei membri è eletto dal Parlamento in seduta comune, e devono essere scelti tra esperti giuridici (avvocati con almeno 15 anni di esperienza o professori universitari in discipline giuridiche). La Costituzione ha voluto che il CSM non fosse composto solo da magistrati per evitare il rischio di autoreferenzialità, ma ha anche escluso che il governo dell'ordine giudiziario fosse affidato a soggetti appartenenti ad altri poteri dello stato, per garantire l'indipendenza della magistratura. FUNZIONI CONSIGLIO SUPERIORE MAGISTRATURA
Qualunque decisione riguardante lo status di un magistrato è di competenza esclusiva del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). In particolare, il CSM è responsabile delle decisioni su: Assegnazione di un magistrato a una specifica sede. Trasferimento da una sede ad un'altra. Promozione , cioè l'avanzamento di carriera. Provvedimenti disciplinari , che riguardano sanzioni per violazioni delle regole di condotta stabilite dalla legge. Questa struttura, composta da membri eletti sia dai magistrati stessi che dal Parlamento, garantisce che lo status del magistrato sia protetto da influenze dirette degli altri poteri dello Stato. Inoltre, evita il rischio di autoreferenzialità all'interno della magistratura, assicurando che il governo dell'ordine giudiziario non sia concentrato solo tra i magistrati, ma che ci sia una componente esterna che bilancia le decisioni. Così, il CSM diventa l'organo costituzionale responsabile della gestione dell'ordine giudiziario, con una composizione mista che evita condizionamenti esterni e interni. GIUSTIZIA COSTITUZIONALE La Costituzione è la fonte giuridica suprema, e tutte le altre fonti devono rispettarla. Per garantire che le leggi non violino la Costituzione, è necessario un meccanismo di giustizia costituzionale , un sistema giurisdizionale che protegga la Costituzione come fonte sovraordinata. Giustizia costituzionale e forma di stato democratico costituzionale: Il sistema democratico costituzionale si distingue per una Costituzione sovraordinata , che contiene principi fondamentali, tra cui: Separazione dei poteri Tutela dei diritti fondamentali Principio di laicità dello stato La Costituzione stabilisce dei limiti all'azione politica, che deve rispettare i principi supremi dell'ordinamento. Inoltre, la giustizia costituzionale garantisce che la Costituzione possa essere applicata anche contro la maggioranza politica che propone una revisione costituzionale. Il potere politico è soggetto al diritto : anche le decisioni politiche devono rispettare i principi costituzionali. In uno stato costituzionale democratico , le scelte politiche incontrano sempre i limiti della Costituzione. Giustizia costituzionale: modelli e funzioni La giustizia costituzionale nasce principalmente negli stati federali , ma si estende a tutti gli stati costituzionali democratici, diventando una garanzia per l'intera Carta costituzionale. Modelli di sindacato costituzionale: Sindacato diffuso : qualunque giudice può accertare e sanzionare la violazione della Costituzione da parte della legge. Esempio: Stati Uniti.