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Diritto dello Sport: Doping, Schemi e mappe concettuali di Diritto Dello Sport

Approfondimento del doping nel diritto penale e dello sport.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2023/2024

Caricato il 30/08/2024

alfonso-bifolco
alfonso-bifolco 🇮🇹

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Riflessione sul doping e quasi-doping in prospettiva penale Introduzione Sembra passato un secolo da quel giorno di luglio del 1998 quando Zdenek Zeman, nel corso di una intervista ad un settimanale dichiarava che il calcio era finito in farmacia. Pagò pesantemente queste dichiarazioni, passando agli occhi della pubblica opinione per destabilizzatore e calunniatore, fino a quando uno dei club italiani più blasonati in Europa e nel mondo, per la prima volta nella storia del calcio, venne condannato per doping. L'accusa principale, peraltro pienamente confermata nella sentenza di primo grado, era la frode sportiva mediante “somministrazione sistematica di eritropoietina” (la famigerata e vietatissima EPO) e mediante l'abuso di farmaci su atleti sani. Farmaci off label, ossia utilizzati diversamente dall'indicazione terapeutica e dalle modalità di somministrazione previste. In buona sostanza, l'accusa formulata nell’ imputazione, a carico dei medici sportivi del club, fu ritenuta fondata dal Tribunale. Sia in relazione alla frode sportiva, in riferimento alla Legge 401/89 (che punisce chi compie atti fraudolenti per alterare i risultati delle competizioni sportive) sia su quello della somministrazione di farmaci e creatina in maniera pericolosa per la salute degli atleti (Art.445 Codice penale). L'uso diffuso del doping, la cui etimologia deriva dal termine anglosassone “to dupe” cioè ingannare, risale (limitandosi ai nostri tempi, atteso che si hanno notizie di uso di eccitanti per migliorare le performances già duemila anni a.c.) al periodo post bellico della seconda guerra mondiale che trasferì alle discipline sportive l’uso delle amfetamine, largamente sperimentate come “droghe da combattimento” in tutti gli eserciti, ed usate senza controllo da eminenti figure dello sport. Una dimensione più drammatica della diffusione dell'uso dell’amfetamina nella pratica sportiva è quella offerta dall'analisi delle morti per doping. Una prima segnalazione di un caso mortale risale all’ anno 1949: il ciclista Alfredo Falsini moriva nell'ospedale di Rapallo, al termine della Milano-Rapallo, per intossicazione da amfetamina; questa fase così drammatica terminava intorno alla metà degli anni sessanta, con l'introduzione dei primi controlli antidoping. Gli steroidi anabolizzanti,invece, vennero impiegati per la prima volta al fine di doping negli ‘anni ‘50 in Europa orientale. In seguito, il loro uso si estese agli Stati Uniti e rapidamente in tutto il mondo. Venendo ai nostri giorni, il fenomeno del doping, come a tutti noto, ha raggiunto livelli di guardia davvero allarmanti, anche in virtù del fatto che assieme agli steroidi e agli stimolanti, peraltro soggetti ad una continua e rapidissima evoluzione che ne rende sempre più facile l'assunzione e corrispondentemente più difficile l'individuazione, assistiamo alla comparsa di una selva di sostanze ed integratori definiti “Smart Drugs” spesso facilmente reperibili in internet. Con il termine “Smart Drugs” ovvero “droghe furbe”, si definiscono tutti quei composti sia di origine naturale che sintetica, non proibiti dalla normativa ordinaria e speciale, che possono contenere principi attivi con presunte o accertate proprietà psicoattive. La caratterizzazione della definizione di Smart Drugs è in continuo cambiamento, non solo per i diversi tipi di sostanze che di volta in volta rientrano in questa categoria, ma anche da un punto di vista concettuale e culturale. Negli anni ‘90 il termine Smart Drugs si diffuse negli Stati Uniti per indicare alcuni farmaci usati in medicina come coadiuvanti delle malattie senili. Nel 1991, fu pubblicato “Smart Drugs and Nutrients”, un libro scritto dal gerontologo americano Ward Dean e dal giornalista John Morgenthaler in cui si descrivevano una serie di sostanze con “azione sul cervello”, dette “nootropiche”, in grado di resuscitare ricordi dimenticati, di aumentare il quoziente di intelligenza, di aumentare la potenza sessuale, come ad esempio il piracetam o la lecitina. Solo alcune sostanze di origine vegetale contenenti principi psicoattivi erano menzionate nel libro. In realtà la dizione “americana” di Smart Drugs è rimasta invariata nel tempo: ancora oggi negli Stati Uniti le Smart Drugs sono una serie di sostanze farmacologicamente attive, che comprendono anche gli steroidi, in grado di agire sulla “performance” generale dell'individuo. A partire dalla fine degli anni ‘90, invece, in Europa arrivava la moda studentesca dell'uso di sostanze naturali o sintetiche vendibili legalmente con presunte indicazioni di efficacia sulla concentrazione e sulla memoria o con proprietà psicoattive. Attualmente non esiste una terminologia univoca sul termine Smart Drugs: si parla infatti contestualmente di droghe vegetali, droghe