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doping off-label e doping tecnologico, Appunti di Diritto Dello Sport

doping off-label e doping tecnologico

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 20/10/2025

alfonso-bifolco
alfonso-bifolco 🇮🇹

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Il doping off-label e il doping tecnologico
1 Doping off-label
Il doping rappresenta da sempre uno dei settori del diritto dello sport che maggiormente è soggetto a
cambiamenti, per la rapidità nella ricerca medico-farmaceutica di nuove sostanze, nella ricerca di
nuove tecnologie e nell’utilizzo di nuovi metodi di allenamento.
Ci sono tipi di doping ancora poco chiaramente regolamentati, come ad esempio il doping off-label e il
doping tecnologico, proprio a causa della loro continua evoluzione.
Proviamo ad analizzarli, partendo dal doping off-label.
Fenomeno dilagante questo, perché riguarda non solo gli atleti professionisti, ma sempre più il mondo
dei non agonisti, dei giovani e anche dei giovanissimi, frequentatori di palestre e culturisti.
Si tratta di preparati farmacologici che, introdotti nella pratica medica per curare specifiche malattie,
trovano poi degli utilizzi off-label. Per prescrizione di farmaci off-label si intende la somministrazione
di questi, diversamente dall’indicazione terapeutica prevista, o comunque difformemente dalle vie e
dalle modalità di somministrazione prevista.
Si tratta di sostanze finalizzate alla performance, in quanto consentono all’individuo di portare avanti
la propria attività fisica o mentale, migliorando e mantenendo gli standard agonistici.
Ad esempio, il farmaco promotore dello stato di veglia è stato introdotto nella pratica medica
specificamente per il trattamento della narcolessia, peraltro unica indicazione, tutt’ora, anche per i
farmaci a base di anfetamine; ma sin da subito se ne sono intraviste le potenzialità al fine del
mantenimento della performance e dello stato di vigilanza per un lungo periodo di tempo, ritardando il
bisogno di riposo e sonno. Per tale motivo ve ne è stata ampia applicazione off-label nel mondo dello
sport, in particolare negli sport di endurance come il ciclismo.
Casi analoghi si possono riscontrare nell’abuso di sostanze come gli antinfiammatori, finalizzati
all’innalzamento della soglia del dolore negli sport dove è richiesta resistenza; o di farmaci
commercializzati per la cura di diverse condizioni come l’asma, riutilizzati per migliorare la capacità
aerobica.
2 Motivazioni degli atleti per l’uso di farmaci off-label
Cerchiamo di capire quali sono i motivi che spingono gli atleti ad utilizzare farmaci off-label.
Gli atleti, dai professionisti d'élite ai partecipanti amatoriali, affrontano pressioni sociali che spesso li
spingono a questi abusi. Queste pressioni includono la ricerca di un'immagine corporea ideale, la
gestione del peso e l'aumento della massa muscolare, insieme ai tentativi di ridurre i segni
dell'invecchiamento e gestire la fatica o gli squilibri ormonali.
Una delle principali scoperte nella letteratura è che gli atleti maschi sono generalmente più inclini a
impegnarsi in comportamenti dopanti rispetto alle loro controparti femminili. Ad esempio, gli studi
hanno dimostrato che gli uomini hanno maggiori probabilità di usare sostanze che migliorano le
prestazioni, spesso motivati dal desiderio di migliorare le prestazioni fisiche e il vantaggio
competitivo, mentre le donne tendono a usare integratori alimentari principalmente per motivi di
salute.
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Il doping off-label e il doping tecnologico 1 Doping off-label Il doping rappresenta da sempre uno dei settori del diritto dello sport che maggiormente è soggetto a cambiamenti, per la rapidità nella ricerca medico-farmaceutica di nuove sostanze, nella ricerca di nuove tecnologie e nell’utilizzo di nuovi metodi di allenamento. Ci sono tipi di doping ancora poco chiaramente regolamentati, come ad esempio il doping off-label e il doping tecnologico, proprio a causa della loro continua evoluzione. Proviamo ad analizzarli, partendo dal doping off-label. Fenomeno dilagante questo, perché riguarda non solo gli atleti professionisti, ma sempre più il mondo dei non agonisti, dei giovani e anche dei giovanissimi, frequentatori di palestre e culturisti. Si tratta di preparati farmacologici che, introdotti nella pratica medica per curare specifiche malattie, trovano poi degli utilizzi off - label. Per prescrizione di farmaci off-label si intende la somministrazione di questi, diversamente dall’indicazione terapeutica prevista, o comunque difformemente dalle vie e dalle modalità di somministrazione prevista. Si tratta di sostanze finalizzate alla performance , in quanto consentono all’individuo di portare avanti la propria attività fisica o mentale, migliorando e mantenendo gli standard agonistici. Ad esempio, il farmaco promotore dello stato di veglia è stato introdotto nella pratica medica specificamente per il trattamento della narcolessia, peraltro unica indicazione, tutt’ora, anche per i farmaci a base di anfetamine; ma sin da subito se ne sono intraviste le potenzialità al fine del mantenimento della performance e dello stato di vigilanza per un lungo periodo di tempo, ritardando il bisogno di riposo e sonno. Per tale motivo ve ne è stata ampia applicazione off-label nel mondo dello sport, in particolare negli sport di endurance come il ciclismo. Casi analoghi si possono riscontrare nell’abuso di sostanze come gli antinfiammatori, finalizzati all’innalzamento della soglia del dolore negli sport dove è richiesta resistenza; o di farmaci commercializzati per la cura di diverse condizioni come l’asma, riutilizzati per migliorare la capacità aerobica. 2 Motivazioni degli atleti per l’uso di farmaci off-label Cerchiamo di capire quali sono i motivi che spingono gli atleti ad utilizzare farmaci off- label. Gli atleti, dai professionisti d'élite ai partecipanti amatoriali, affrontano pressioni sociali che spesso li spingono a questi abusi. Queste pressioni includono la ricerca di un'immagine corporea ideale, la gestione del peso e l'aumento della massa muscolare, insieme ai tentativi di ridurre i segni dell'invecchiamento e gestire la fatica o gli squilibri ormonali. Una delle principali scoperte nella letteratura è che gli atleti maschi sono generalmente più inclini a impegnarsi in comportamenti dopanti rispetto alle loro controparti femminili. Ad esempio, gli studi hanno dimostrato che gli uomini hanno maggiori probabilità di usare sostanze che migliorano le prestazioni, spesso motivati dal desiderio di migliorare le prestazioni fisiche e il vantaggio competitivo, mentre le donne tendono a usare integratori alimentari principalmente per motivi di salute.

Mentre le motivazioni specifiche possono differire tra gli atleti professionisti che cercano un vantaggio competitivo e gli atleti dilettanti che si concentrano sull'aspetto o sulla forma fisica, i rischi associati a questo uso improprio restano gli stessi. L'accelerazione del recupero è un altro motivo importante per cui gli atleti usano farmaci off-label. I farmaci destinati alle malattie che causano la perdita di massa muscolare, come gli steroidi anabolizzanti, possono essere usati per accelerare il recupero da infortuni o per sostenere allenamenti intensi, consentendo agli atleti di mantenere programmi di allenamento rigorosi. Il desiderio di gestire il peso, specialmente negli sport con classi di peso rigide per la competizione o esigenze estetiche, può portare gli atleti a usare sostanze per la soppressione dell'appetito o per il potenziamento metabolico. I diuretici e altri farmaci non destinati principalmente alla perdita di peso potrebbero essere usati off- label per perdere o controllare rapidamente il peso. Le pressioni della società e dei media per ottenere un'immagine corporea ideale, insieme al desiderio di risultati rapidi e spesso irrealistici, spingono gli atleti a usare queste sostanze, nonostante i rischi per la salute. É scientificamente provato che in soggetti sani, non è apportabile alcun beneficio da farmaci o pratiche farmacologiche. Piuttosto si otterrebbe soltanto un serio rischio di accrescerne statisticamente gli effetti collaterali; tali effetti collaterali, che gli anglosassoni definiscono “ adverse drug reaction ”, secondo una recente indagine, rappresenterebbero la quarta causa di morte negli Stati Uniti. 3 Regolamentazione del doping off-label La giurisprudenza federale italiana, negli ultimi anni, ha sanzionato disciplinarmente condotte di somministrazione di farmaci off-label , così de facto ha equiparato condotte in violazione della normativa sportiva anti doping a ipotesi di somministrazione off-label di farmaci. Essa chiarisce che, in ambito sportivo, è presente un principio di fair play nei vari atti normativi delle Federazioni sportive, per questo deve essere sanzionata disciplinarmente la condotta del soggetto che somministra in modo improprio farmaci, anche se questi non sono qualificati come dopanti, in quanto si configura violazione del principio di lealtà sportiva. In particolare si vuole reprimere la somministrazione in via preventiva e senza alcuna patologia di farmaci, non qualificati dalla normativa come dopanti, che realizza la medicalizzazione degli atleti. Infatti, l’impiego di farmaci, non per finalità patologiche, pregiudica a lungo andare la salute degli sportivi. I farmaci hanno numerosi effetti collaterali e il loro utilizzo in soggetti sani non realizza un miglioramento della salute, ma una lesione dell’integrità psicofisica e si pone anche in contrasto con la funzione educativa dello sport. Inoltre, le norme sportive non consentono che ci si possa dimenticare dell’atleta e che la ricerca del risultato prenda il sopravvento sul rispetto dei diritti dell'atleta, tra cui in primis il diritto alla salute. Lo sport ha un’essenziale finalità salutista, in quanto diretto a favorire il benessere psico-fisico di quanti pongono in essere tale pratica. Invece, la medicalizzazione dello sport realizza un rischio per la salute degli sportivi, in violazione dell'art. 32 della Costituzione Italiana, secondo il quale, tra l'altro, neanche una legge può imporre dei trattamenti medici che siano tali da violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

cui è indispensabile l’apporto di una macchina che utilizza una propulsione esterna al corpo umano, come ad esempio nell’automobilismo. Questo è il nodo principale del problema: se un attrezzo sportivo consente enormi vantaggi a fronte di un costo decisamente elevato, la regolamentazione deve intervenire per porre dei divieti, al fine di non discriminare la massa di atleti che non hanno la disponibilità economica per utilizzare quell’attrezzo. Diversamente dal doping farmacologico, il doping tecnologico, però, non è vietato in allenamento. Tuttavia, il divieto posto dalla regolamentazione per l’uso di un materiale o di un’apparecchiatura in gara finisce per incidere globalmente sulla domanda di quel prodotto, che non verrà scelto perché vietato dalla Federazione. Ciò nonostante, gran parte delle imprese che operano nel settore delle attrezzature sportive puntano sulla ricerca, per riuscire a competere con le altre imprese, per realizzare prodotti che consentano una prestazione più efficiente, limitando i rischi di infortuni. In conclusione, il doping tecnologico rappresenta una sfida emergente che richiede una continua vigilanza e un adattamento sempre più veloce da parte delle Istituzioni sportive. È fondamentale mantenere un equilibrio tra l’utilizzo responsabile della tecnologia e la tutela dello spirito e dell'integrità dello sport. Le norme e le sanzioni attuali, rappresentano un passo verso la creazione di un ambiente sportivo equo e giusto per tutti gli atleti.