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Questa lezione esplora il ruolo del Consiglio d'Europa nella tutela della libertà religiosa in relazione all'Unione Europea. del quadro ampio in cui si muove la comparazione del diritto ecclesiastico, che include notevoli accordi come la Convenzione europea per i diritti dell'uomo e la Carta sociale europea. Inoltre, viene esplorato il ruolo della Corte europea dei diritti umani nella tutela della libertà religiosa e il principio generale di libertà religiosa secondo l'articolo 9 della Convenzione europea per i diritti dell'uomo.
Tipologia: Appunti
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Lezione 17.3 – DIRITTO ECCLESIASTICO COMPARATO (1-4) slide 17.3 (n. 1-4)
Rapporto tra UE (Consiglio d’Europa) e tema religioso Il quadro, entro il quale ci muoviamo per l’approfondimento del diritto ecclesiastico comparato (in particolare si tratta di una comparazione, che riguarda quegli Stati, che afferiscono all’area europea) non è solo quello dell’UE (= cioè dei documenti, dei trattati, che afferiscono all’UE in quanto tale e agli Stati membri dell’UE), ma si allarga a una prospettiva più ampia, che tiene conto anche di un’altra realtà (es. il Consiglio d’Europa = organizzazione internazionale, con sede a Strasburgo, fondata dal Trattato di Londra (5 maggio 1949) con il proposito di salvaguardare e promuovere lo sviluppo economico e sociale dei paesi europei. Il Consiglio d’Europa = è la prima organizzazione costituita in Europa dopo la seconda guerra mondiale, che attualmente comprende 47 Stati. Fin dalla sua istituzione, il Consiglio d’Europa ha operato per assicurare il rispetto dei diritti dell’uomo, della democrazia parlamentare e del primato del diritto. A complemento di questi principi, il Consiglio d’Europa si è impegnato nella valorizzazione dell’identità culturale europea, attraverso la lotta contro ogni forma di intolleranza, nella soluzione di problemi sociali e nella salvaguardia della qualità della vita dei popoli dell’Europa; all’ultimo decennio del ‘900, a seguito della caduta della cortina di ferro, il Consiglio d’Europa si è impegnato anche ad aiutare i paesi dell’Europa centrale e orientale nell’attuazione e nel rafforzamento delle riforme politiche, legislative e costituzionali. I lavori del Consiglio d’Europa si traducono nell’elaborazione di convenzioni di applicazione regionale volte ad armonizzare le pratiche sociali e giuridiche degli Stati membri. Tra gli accordi siglati nell’ambito di questa organizzazione, assumono particolare rilevanza la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) del 1950 e la Carta sociale europea del 1961). Più volte si è fatto riferimento al ruolo della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) (istitutrice della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo) in tema di libertà religiosa) (non a caso molto spesso faremo riferimento alle sentenze, alla giurisprudenza della Corte europea, che ha un ruolo fondamentale nella tutela della libertà religiosa con riferimento all’art. 9 della CEDU).
La CEDU costituisce il primo dei trattati regionali a tutela dei diritti umani e il più avanzato sotto il profilo dei meccanismi di controllo di carattere giurisdizionale; a essa sono seguiti 14 Protocolli aggiuntivi, che hanno ampliato la gamma dei diritti tutelati dalla Convenzione e modificato il meccanismo giurisdizionale di tutela. Ricorsi individuali alla Corte europea dei diritti umani = ogni individuo che ritenga, che gli sia stato negato uno dei diritti tutelati dalla Convenzione, ha accesso diretto alla Corte europea dei diritti umani, istituita dalla CEDU. La Corte europea dei diritti umani ha sede a Strasburgo e è formata da un numero di giudici pari a quello degli Stati contraenti. Le sentenze della Corte sono vincolanti per le parti in
causa. Le sentenze sono adottate a maggioranza dal collegio giudicante e ogni giudice può allegare alla sentenza la propria opinione dissenziente. Oltre ad accertare l’esistenza della pretesa violazione, la Corte europea può concedere alla parte lesa un’equa soddisfazione nel caso, in cui l’ordinamento dello Stato responsabile non consenta la rimozione integrale delle conseguenze della violazione.
nell’ambito del sistema sovranazionale dei diritti fondamentali dell’uomo è svolto dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, in particolare per quanto riguarda il tema della libertà religiosa, al quale fanno riferimento tutta una serie di sentenze della Corte europea, che negli ultimi anni sono state fondamentali per comprendere come l’UE e la Comunità europea ha voluto considerare la tematica della libertà religiosa anche nella comparazione tra i diversi Stati membri del Consiglio d’Europa).
Infatti l’art. 9 della CEDU si divide in 2 parti =
verbale contro una determinata confessione religiosa (questo è il caso dei Testimoni di Geova contro la Georgia del 3 maggio del 2007). (secondo tema, che viene in evidenza nell’art. 9)
(terzo tema, che viene in evidenza nell’art. 9)
La seconda parte dell’art. 9 della CEDU fa esplicito riferimento ad alcuni limiti tassativi, previsti per legge), che sono necessari per la tutela della democrazia e che devono essere sempre proporzionati allo scopo, che si vuole perseguire. L’art. 9 della CEDU fa riferimento alla sicurezza pubblica (sicurezza pubblica, che può intravedersi (così come la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo ha
sottolineato), laddove es. un passeggero di religione Sikh venga invitato a togliere il turbante per i controlli aeroportuali oppure laddove il fedele Sikh deve fare la foto per la patente o per un altro documento di identificazione a capo scoperto (mentre proprio l’utilizzo del copricapo è uno degli elementi fondamentali della religione Sikh) (come dice la sentenza Soku contro Francia del 11 gennaio del 2005); oppure l’obbligo di togliere il velo per un fedele di religione islamica per i controlli previsti dal consolato (come dice la sentenza Fatma contro Francia del 4 marzo del 2008). Un altro riferimento limitante previsto dall’art. 9 della CEDU = è l’ordine pubblico (che è stato concretizzato dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo es. nel divieto per le studentesse di indossare il velo durante le ore di educazione fisica); un ulteriore riferimento limitante = è il tema della salute (es. come l’obbligo per il motociclista di religione Sikh di portare il casco, che potrebbe essere in contrasto con l’utilizzo del turbante previsto della propria religione).