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Banca Dati e Test di autovalutazione della materia Diritto Fallimentare (A.A. 2022/2023)
relativo al Master di Diritto e contrattualistica d'impresa (MA1432)
- A seguito del pagamento integrale dei debiti in sede di riparti parziali e prima di quello finale, il curatore: deve convocare l9assemblea ordinaria dei soci per le deliberazioni necessarie ai fini della ripresa dell9attività o della sua cessazione
- Affinché l9accordo di ristrutturazione possa avere efficacia estesa: tutti i creditori appartenenti alla medesima categoria devono essere informati dell9avvio delle trattative e messi in condizione di parteciparvi consapevolmente
- Affinché possa darsi l9accordo di ristrutturazione a efficacia estesa: l9accordo deve avere carattere non liquidatorio quindi prevedere la continuazione dell9attività d9impresa, direttamente o indirettamente
- Affinché si abbia la procedura familiare: il sovrindebitamento deve colpire più membri della famiglia e deve avere origine comune
- Affinché un membro della famiglia possa presentare un unico progetto di risoluzione della crisi: deve essere convivente o il debito deve avere un9origine comune
- Ai creditori che hanno concluso gli accordi di ristrutturazione: si applica il 1239 c.c. se la remissione sia uno degli strumenti negoziali previsti dall9accordo (o accordi) di ristrutturazione
- Ai creditori non aderenti: Occorre garantire un soddisfo in misura non inferiore rispetto a ciò che essi conseguirebbero se si aprisse la liquidazione giudiziale
- Ai fini della cessazione dell9attività e della cancellazione di cui all9art. 33 CCeI, per l9imprenditore individuale: È sempre ammesso che il creditore o il pubblico ministero possano dimostrare un momento dell9effettiva cessazione dell9attività da cui far decorrere il termine annuale diverso dalla cancellazione
- Ai fini della formazione dello stato passivo, il curatore deve: compilare l9elenco dei creditori e l9elenco di coloro che appaiono titolari di diritti reali e personali, mobiliari e immobiliari
- Ai fini dell9ammissione al concordato preventivo, nella originaria impostazione della L.F si soleva distinguere tra: condizioni patrimoniali e personali dell9imprenditore
- Ai sensi dell9art 233 comma 1 lett a) e b) la procedura di liquidazione giudiziale si chiude: a)se nel termine stabilito nella sentenza con cui è stata dichiarata aperta la procedura non sono state proposte domande di ammissione al passivo; b) quando, anche prima che sia compiuta la ripartizione finale dell9attivo, le ripartizioni ai creditori raggiungono l9intero ammontare dei crediti ammessi, o questi sono in altro modo estinti e sono pagati tutti i debiti e le spese da soddisfare in prededuzione
- Ai sensi dell9art 2487 ter, per poter revocare lo stato di liquidazione: occorre eliminare la causa di scioglimento con deliberazione dell9assemblea presa con le maggioranze richieste per le modificazioni dell9atto costitutivo o dello statuto
- Al concordato minore, salvo quanto specificamente previsto, si applica: le disposizioni in materia di concordato preventivo
- Al fine della loro omologazione, devono aderirvi: almeno il sessanta per cento dei creditori
- Al fine di individuare un gruppo di società, si presume che: l9attività di direzione e coordinamento sia esercitata dalla società o ente tenuto al consolidamento dei loro bilanci e che siano sottoposte alla direzione e coordinamento di una società̀ o ente che le controlli direttamente, anche nei casi di controllo congiunto
- Al piano attestato di risanamento può fare ricorso l9imprenditore: Anche non commerciale
(agricoltori, artigiani)
- Al piano attestato di risanamento può oggi fare ricorso: l9imprenditore
- Al verificarsi di una causa di scioglimento della società: gli amministratori conservano il potere di gestirla ai fini della conservazione dell9integrità e del valore del patrimonio sociale
- Alla domanda deve essere allegata: una relazione particolareggiata redatta a cura dell9OCC
- All9erede è preclusa la domanda di apertura della liquidazione giudiziale, quando: si sia già realizzata confusione tra il patrimonio dell9imprenditore defunto e dell9erede
- Anche nel caso di procedimento di gruppo, la legittimazione a proporre la domanda di accesso al concordato preventivo il ricorso per l9omologazione di accordi di ristrutturazione dei debiti spetta a: unicamente al debitore
- Artigiani, imprenditori non commerciali e imprenditori: possono fare ricorso al piano attestato di risanamento
- Banche, SIM, Sicav e assicurazioni: sono escluse dal procedimento di composizione negoziata della crisi in quanto soggette alle rispettive legislazioni speciali
- Con il concordato nella liquidazione giudiziale si tende a: chiudere definitivamente i rapporti pregressi attraverso il pagamento parziale dei creditori o attraverso altre forme di ristrutturazione dei debiti
- Con la chiusura della liquidazione giudiziale: cessano gli effetti della procedura di liquidazione sul patrimonio del debitore e le sue conseguenti incapacità personali
- Con riferimento ai crediti pecuniari: la dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale sospende il corso degli interessi legali e convenzionali
- Con riferimento alla società cooperativa, la perdita del capitale sociale: l9apertura di una procedura di liquidazione controllata dei suoi beni
- Dal deposito della domanda di omologazione di accordi di ristrutturazione: si sospende la sovranità e il controllo diretto dei soci sul procedimento di liquidazione volontaria
- Dal punto di vista strutturale, gli accordi di ristrutturazione contemplano il debitore e uno o più creditori: vero, la norma fa riferimento a uno o più creditori aderenti
- Dal tenore letterale della norma (art. 172 CCeI), si evince che: la decisione (e connessa comunicazione) di risoluzione del contratto non esigano autorizzazione da parte di alcuno
- Dalla data di domanda di concordato preventivo e fino all9omologazione: conserva l9amministrazione dei suoi beni e l9esercizio dell9impresa sotto la vigilanza del commissario giudiziale
- Dalla lettura dell9art 13 Ccel si comprende che costituiscono indicatori di crisi: gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario ed i ritardi nei pagamenti reiterati e significativi
- È competente, in caso di presentazione di più richieste di risoluzione della crisi: il giudice adito per primo
- Essi sono conclusi: dall9imprenditore in stato di crisi o di insolvenza
- Essi sono soggetti: a omologazione ai sensi dell9art. 48 CCeI
- Ex articolo 33 del CCeI la liquidazione giudiziale può essere aperta: entro un anno dalla cessazione dell9attività del debitore, se l9insolvenza si sia manifestata anteriormente alla medesima o entro l9anno successivo
- Gli accordi di ristrutturazione: Sono strumenti negoziali stragiudiziali soggetti a omologazione
- Gli accordi di ristrutturazione a efficacia estesa: sono estesi anche ai creditori non aderenti che appartengono alla medesima categoria
- Gli "accordi di ristrutturazione dei debiti": sono compresi nella composizione negoziata
- Gli accordi di ristrutturazione dei debiti: sono anch9essi strumenti di regolazione (negoziale) della crisi, e sono volti al risanamento dell9esposizione debitoria
- Gli accordi di ristrutturazione dei debiti devono assicurare: il pagamento integrale dei creditori estranei
- Gli accordi di ristrutturazione della società hanno efficacia: nei confronti dei soci illimitatamente responsabili
- Gli accordi di ristrutturazione possono essere eseguiti: attraverso atti negoziali e non negoziali
- Gli accordi di ristrutturazione possono essere stipulati in funzione: della continuità aziendale
- Gli accordi di ristrutturazione sono agevolati in quanto: la percentuale richiesta per la loro conclusione è il trenta (invece che il sessanta) per cento dei crediti
- Gli allegati del piano di risanamento sono: Le scritture contabili, le dichiarazioni dei redditi, i bilanci degli ultimi tre anni, l9elenco dei creditori e una relazione economica particolareggiata in formato digitale
- Gli aspetti 8essenziali9 delle attività propedeutiche alla liquidazione sono: l9apposizione dei sigilli, la redazione dell9inventario, la consegna dei beni del debitore e la formazione del fascicolo informatico
- I membri della stessa famiglia possono: presentare un unico progetto di risoluzione della crisi da sovra indebitamento
- I principi generali del Capo II possono così riassumersi: doveri del debitore, doveri dei creditori, doveri delle autorità preposte al governo della crisi d9impresa e principi di carattere processuale
- Il Ccel nella disciplina degli assetti organizzativi dell9impresa esige un modello di organizzazione complesso ove l9attività di impresa si esprima a sua volta attraverso modelli gestionali complessi. La complessità consiste: nella predisposizione di un9organizzazione amministrativa e contabile capace di sostenere le diverse articolazioni dell9attività economica svolta dalla società, e deve essere utile a rilevare la crisi o a indicare il rischio di perdita della continuità aziendale, naturalmente secondo gli indicatori e nei modi che sono disciplinati principalmente negli artt. 13 e 14 del nuovo Codice
- Il Ccel ripristina, per la liquidazione giudiziale, il precetto secondo cui: l9apertura della procedura di liquidazione giudiziale e della liquidazione controllata sono cause di scioglimento delle società di capitali
- Il Ccel si compone di: 388 articoli e diverse disposizioni di attuazione e transitorie e modifiche al codice civile
- Il Codice ammette, anche nella liquidazione coatta: ripartizioni parziali
- Il Codice declina due modi esecutivi per monetizzare il valore dei beni del patrimonio del debitore: in via principale, la vendita dell9azienda o suoi rami, ovvero le vendite in blocco di beni e, dall9altro, in via subordinata le vendite dei singoli beni
- Il Codice qualifica come essenziali i contratti: necessari per la continuazione della gestione corrente dell9impresa
- Il COMI e la "dipendenza" esprimono lo stesso concetto: falso, il COMI serve a individuare lo stato membro che dovrà regolare la procedura principale, la presenza di una "dipendenza" declina la possibilità di aprire un procedimento secondario nel luogo in cui essa si trova
- Il comma secondo dell9art. 207 CCeI stabilisce che: le vendite e gli altri atti di liquidazione sono effettuati dal curatore o dal delegato alle vendite tramite procedure competitive, anche avvalendosi di soggetti specializzati, con le modalità stabilite con ordinanza dal giudice delegato
- Il commissario deve accantonare le somme ricavate dalla vendita di beni gravati da diritti di prelazione: si, anche se tale specifico accantonamento non è espressamente previsto
- Il commissario liquidatore: forma l9inventario, procede alla stima dei beni, quindi li liquida, salve le limitazioni stabilite dall9autorità di vigilanza
- Il commissario liquidatore: liquida il patrimonio sociale secondo le direttive dell9autorità che vigila e sotto il controllo del comitato di vigilanza
- Il compenso dell9Organismo di Composizione della Crisi: È ripartito tra i membri della famiglia in proporzione all9entità dei debiti di ciascuno
- Il concordato giudiziale integra una fattispecie: a formazione progressiva che consta di tre fasi
- Il concordato minore è finalizzato a: risolvere lo stato di sovrindebitamento in funzione della prosecuzione dell9attività imprenditoriale o professionale
- Il concordato minore è rivolto a: professionisti, imprenditori minori, imprenditore agricolo, start-up innovative e ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale
- Il concordato nella liquidazione giudiziale si contrappone funzionalmente a quello preventivo: vero, infatti il concordato preventivo mira a evitare l9ingresso dell9impresa in crisi (o insolvente) nella procedura concorsuale, mentre quello nella liquidazione giudiziale ha lo scopo di farla uscire dal procedimento concorsuale
- Il concordato non può essere definito un "mero" schema civilisticamente satisfattorio per l9estinzione del rapporto obbligatorio, in quanto: difetta la piena libertà delle parti di scegliere la soluzione estintiva.
- Il concordato preventivo può essere definito: una proposta proveniente dal debitore, e rivolta ai creditori, avente ad oggetto un piano di risanamento dei debiti e quindi di risoluzione della crisi (o dell9insolvenza)
- Il concordato preventivo può essere: con continuità aziendale o liquidatorio
- Il concordato può consistere: nella cessione dei beni
- Il contenuto della proposta è dunque: libero ma deve indicare in modo specifico tempi e modalità per superare la crisi da sovraindebitamento
- Il contenuto minimo del piano di concordato sta: nella descrizione della proposta e nell9analiticità della descrizione dei modi e tempi di adempimento della stessa
- Il contratto avente a oggetto un immobile da costruire, si scioglie se: l9acquirente escute la fideiussione prima che il curatore comunichi la scelta tra esecuzione e scioglimento
- Il contratto di edizione: si risolve solo se il curatore, entro un anno dall9apertura della liquidazione giudiziale, non continui l9esercizio dell9azienda editoriale o non la ceda ad altro editore
- Il contratto di locazione finanziaria: subisce la regola generale della "sospensione" dell9esecuzione del contratto quando l9apertura della liquidazione giudiziale riguardi il patrimonio dell9utilizzatore
- Il contratto di mutuo ipotecario: È suscettibile di essere contenuto nella proposta
- Il contratto preliminare di vendita immobiliare: può essere oggetto di subentro o di scioglimento, come previsto per i contratti "in generale"
- Il creditore che resti insoddisfatto per gli interessi "maturati" ma non soddisfatti nel corso della procedura potrà: agire per il loro recupero una volta che la procedura sarà chiusa, salvo l9eventuale concordato nella liquidazione giudiziale o l9eventuale esdebitazione
- Il creditore che, prima dell9apertura della liquidazione giudiziale, ha ricevuto da un coobbligato in solido con il debitore il cui patrimonio è sottoposto alla procedura concorsuale, o da un fideiussore, una parte del proprio credito: ha diritto di concorrere nella liquidazione giudiziale per la parte non riscossa
- Il creditore non può anticipare la scadenza dei contratti in essere o modificarli in danno dell9imprenditore: quando debitore abbia richiesto misure protettive anche in funzione della omologazione degli accordi di ristrutturazione
- Il curatore della liquidazione giudiziale: È l9organo che sostituisce il debitore nell9amministrazione funzionale alla liquidazione del patrimonio, avente lo scopo di soddisfare i creditori nell9ordine e grado di legge
- Il curatore è obbligato a inventariare: tutti i beni di proprietà (o sui quali vi sia altro diritto reale) del debitore, ancorché essi siano detenuti a qualsiasi titolo da terzi e anche se i terzi abbiano diritto a rimanere nel godimento dei beni in oggetto in virtu9 di un titolo opponibile al curatore
- Il curatore può delegare le sue funzioni: sì, in caso di "specifiche operazioni" e purché sia all9uopo autorizzato dal comitato dei creditori
- Il curatore può essere messo in mora: dalla controparte contraente al fine di assegnargli un termine per decidere se subentrare
- Il danno che funge da presupposto ai fini dell9esercizio della revoca: per giurisprudenza dominante, il danno si considera in re ipsa ed è rappresentato dalla lesione della par condicio creditorum, ricollegabile all9uscita del bene dalla massa
- Il debitore condannato per bancarotta fraudolenta o per delitti contro l9economia o compiuti in connessione con l9esercizio dell9attività d9impresa: non può essere ammesso al beneficio dell9esdebitazione
- Il deposito della domanda di concordato preventivo può innescare: i procedimenti necessari al conseguimento, su istanza degli interessati legittimati, di misure protettive e cautelari
- Il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sui beni compresi nella procedura, dal giorno della dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale: ha la duplice valenza di evitare la formazione di posizioni di "vantaggio" e quella di garantire l9unitarietà della procedura
- Il divieto, per i creditori per titolo o causa anteriore, di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore, è una misura: tipica
- Il dolo e la colpa grave operano con riferimento: sia all9attestatore che al debitore
- Il giudice delegato può autorizzare la vendita immediata: per i beni per i quali non sia possibile apporre i sigilli e per quelli facilmente deteriorabili
- In caso di curatela dell9eredità giacente già aperta e necessità di procedere all9apertura della liquidazione giudiziale: si applica il termine di un anno ex art. 34 CCeI e inizia direttamente nei confronti del curatore
- In caso di imprese appartenenti al medesimo gruppo e che abbiano tutte il COMI all9interno del territorio nazionale: per il concordato preventivo e per l9ammissione alla ristrutturazione dei debiti, la domanda e il piano possono essere unici o plurimi
- In caso di insolvenza della società cooperativa: È una delle cause di scioglimento della società
- In caso di irregolare funzionamento della società cooperativa e nel caso di crisi o insolvenza, l9autorità di vigilanza può: revocare gli amministratori e i sindaci e affidare la gestione a un commissario, autorizzandolo a prendere provvedimenti in ordine alla composizione della crisi o dell9insolvenza
- In caso di liquidazione causata da "gravi irregolarità", essa è pronunziata da: autorità amministrativa
- In caso di morte dell9imprenditore, la liquidazione giudiziale: può essere aperta se ricorono le condizioni dell9art. 33 CCeI
- In costanza dell9applicazione delle misure cautelari, gli organi (assemblea, organi di amministrazione e controllo): sono limitati nel loro funzionamento dalla contrazione dei poteri di amministrazione attiva che verranno sostituiti da quelli giudiziari o posti sotto la tutela autorizzatoria dell9autorità giudiziaria
- L9accertamento e la dichiarazione dello stato di insolvenza sono di competenza: esclusiva dell9autorità giudiziaria
- L9accordo: può non essere unico e può essere concluso con creditori diversi
- L9accordo di ristrutturazione è: Uno strumento di soluzione della crisi volto a ridurre l9esposizione debitoria
- L9accordo di ristrutturazione è concluso: Almeno con il 60% dei creditori
- L9accordo di ristrutturazione può essere concluso: Dall9imprenditore anche non commerciale purché diverso da quello minore
- L9affidamento di compiti tipicamente giudiziari all9autorità amministrativa è stato storicamente determinato: anche dalla circostanza per cui, già in bonis, la stragrande maggioranza delle imprese in questione operano sotto l9egida di un9autorità di vigilanza
- L'agente della riscossione e gli uffici fiscali: debbono comunicare il debito tributario accertato e gli eventuali accertamenti pendenti all'OCC
- L9amministrazione del patrimonio del debitore viene affidata a: un soggetto terzo il quale - sotto il controllo dell9autorità giudiziaria - provvede ad amministrarlo, gestirne i rapporti pendenti, proteggerlo e liquidarlo per ripartirne il ricavato tra i creditori
- L'apertura della procedura di liquidazione giudiziale nei confronti della società produce: l'apertura della procedura di liquidazione giudiziale dei soci che abbiano tipologicamente e fisiologicamente la responsabilità illimitata per le obbligazioni sociali
- L9applicazione delle norme contenute nel nuovo codice della Crisi di impresa e dell9insolvenza sono escluse e dunque non rilevano nei confronti: dello Stato e degli enti pubblici
- L9art. 4 del Ccel: sancisce il dovere del debitore di gestire il patrimonio o l9impresa durante la procedura di regolazione della crisi o dell9insolvenza nell9interesse prioritario dei creditori
- L9art. 33 CCeI stabilisce un principio generale: la cessazione dell9attività coincide, per tutti gli imprenditori, con la cancellazione dal registro delle imprese
- L9art 89 del Ccel prevede con riferimento alla riduzione o perdita del capitale della società in crisi: il deposito della domanda produca immediatamente la disattivazione delle principali regole di protezione del capitale sociale delle società di capitali
- L9art. 379 comma 1 Ccel sancisce che l9obbligo di nomina dell9organo di controllo o del revisore cessa quando: per tre esercizi consecutivi non è superato nessuno dei limiti indicati dalla medesima disposizione
- L9art. 382 Ccel quale importante modifica introduce all9art 2272 cc: il comma 5-bis
- L9articolo 34 CCeI legittima pienamente la procedura di liquidazione giudiziale anche senza alcun "rappresentante" del defunto: vero, ma i creditori del defunto possono "stimolare" l9erede ad accettare ponendo in essere l9actio interrogatoria di cui all9articolo 481 c.c
- L9articolo 84 del CCeI esordisce enunziando le finalità del concordato preventivo, e stabilisce che:
con il concordato preventivo il debitore realizza il soddisfacimento dei creditori mediante la continuità aziendale o la liquidazione del patrimonio
- L9aspetto più rilevante del piano attestato è: l9esenzione da revocatoria salvo i casi di dolo o colpa grave
- L9associazione in partecipazione: si scioglie per effetto dell9apertura della liquidazione giudiziale nei confronti dell9associante
- L9attestazione del professionista indipendente: deve specificare l9idoneità dell9accordo e del piano ad assicurare il pagamento integrale dei creditori estranei
- L9attestazione del professionista indipendente relativamente ai crediti tributari e contributivi ha ad oggetto: anche la convenienza del trattamento proposto rispetto alla liquidazione giudiziale
- L9attività ricognitiva in capo al curatore sfocia: nella redazione dell9inventario
- L9audizione delle parti nel procedimento di liquidazione giudiziale: può essere effettuata dal giudice delegato dal Tribunale che provvede all9ammissione e all9espletamento dei mezzi istruttori richiesti dalle parti o disposti d9ufficio
- L9azione dei creditori sociali contro gli amministratori della s.r.l. responsabili della cd. "insufficienza del patrimonio sociale rispetto ai crediti": si prescrive in cinque anni dal manifestarsi dell9insufficienza del patrimonio
- L9azione revocatoria ordinaria: può essere domandata dal curatore che propone l9azione innanzi al tribunale che ha aperto la liquidazione giudiziale
- L9effetto del piano è: ricognitivo e programmatico
- L9efficacia della convenzione di moratoria: È estesa anche ai creditori non aderenti che appartengono alla medesima categoria
- L9esdebitazione della società ha efficacia nei confronti dei soci illimitatamente responsabili: vero
- L9esdebitazione è l9istituto attraverso il quale: il debitore assoggettato a liquidazione giudiziale o controllata o il sovraindebitato, a certe condizioni, viene liberato dall9obbligo di adempimento delle prestazioni ancora dovute ai creditori rimasti insoddisfatti dai riparti "concorsuali"
- L9esdebitazione si consegue: con provvedimento del tribunale
- L9esperimento dell9azione revocatoria fallimentare: presuppone la sussistenza di un danno
- L'essere "imprenditore commerciale": È un presupposto essenziale anche per le società
- L'estensione della liquidazione è possibile solo quando: non sia decorso un anno dallo scioglimento del rapporto sociale e dalla cessazione della responsabilità illimitata anche in caso di trasformazione, fusione o scissione, se sono state osservate le formalità per renderle note ai terzi
- L9imprenditore che ha all9estero il centro degli interessi principali: può essere assoggettato a una procedura di regolazione della crisi in Italia quando ha una dipendenza in Italia, anche se è stata aperta analoga procedura all9estero
- L9imprenditore commerciale e agricolo può: chiedere la nomina di un esperto quando si trova in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico finanziario
- L'imprenditore escluso dalla liquidazione giudiziale deve presentare: un attivo patrimoniale complessivo annuo non superiore a trecentomila euro e ricavi annui non superiori duecentomila euro, entrambi i requisiti devono sussistere nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di apertura della L.G., e un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore a cinquecentomila euro
- L9inefficacia che affetta atti e pagamenti compiuti dal debitore dopo l9apertura della liquidazione giudiziale: sussiste indipendentemente dalla loro idoneità ad arrecare pregiudizio alla procedura e dallo stato di buona o malafede dei contraenti
- L9inefficacia degli atti compiuti dal debitore dopo l9apertura della liquidazione giudiziale: ha carattere generale; infatti, riguarda sia atti di ordinaria amministrazione, che quelli di straordinaria
- La legge dispone che dalla data di presentazione della domanda di accesso al concordato preventivo e fino all9omologazione: il debitore conserva l9amministrazione dei suoi beni e l9esercizio dell9impresa, sotto la vigilanza del commissario giudiziale
- La limitazione temporanea del potere di amministrare e disporre riguarda: i beni ricompresi nello spossessamento e dunque quelli "esistenti" al momento dell9apertura del procedimento di liquidazione
- La liquidazione coatta amministrativa può aprirsi per: insolvenza o in conseguenza di "gravi irregolarità" amministrative, di gestione e/o organizzative
- La liquidazione del complesso aziendale interrompe: la continuità aziendale
- La liquidazione dell9attivo: È svolta dal commissario in forza dei poteri che gli attribuisce la legge
- La liquidazione giudiziale apre un "concorso", ciò significa: che i creditori non possono agire isolatamente a tutela del credito, ma devono partecipare "collettivamente" alla procedura
- La liquidazione giudiziale è: la procedura concorsuale giudiziale tramite la quale il debitore, in conseguenza dello stato di insolvenza, perde l9amministrazione del suo patrimonio
- La liquidazione giudiziale in caso di gruppo di società: può essere unitaria
- La liquidazione in estensione riguarda anche: il socio occulto di società palese
- La maggiore dottrina considerava il concordato preventivo: uno strumento d9aiuto dell9imprenditore volto ad evitare la dichiarazione di fallimento.
- La modifica del piano successiva alla sua omologazione: trova la sua pubblicità, insieme all9attestazione del professionista indipendente, presso il registro delle imprese
- La necessità di addivenire all9accordo di ristrutturazione: non attenua gli obblighi di informazione a favore dei soci
- La nozione di "origine comune": va interpretata restrittivamente, la procedura potrà essere "familiare" quando i debiti dei componenti la stessa famiglia abbiano il medesimo titolo
- La nuova formulazione dell9art 2086 cc: sembra imporre una regola organizzativa consistente innanzitutto nell9obbligo di predisposizione di un assetto, sia sul piano dell9organizzazione dell9attività d9impresa, sia su quello dell9amministrazione e contabile, adeguato alla natura e alle dimensioni dell9attività svolta in funzione della tempestiva rilevazione della crisi
- La pendenza di giudizi o procedimenti esecutivi nati su iniziativa degli organi della procedura o promossi nei loro confronti: non impedisce la chiusura della liquidazione giudiziale per il caso in cui vi sia stata la ripartizione finale dell9attivo
- La perdita del potere di amministrare i propri beni deriva da una sentenza che: inter partes produce i propri effetti dalla data della pubblicazione. nei riguardi dei terzi, si produrranno dalla data di iscrizione della sentenza nel registro delle imprese
- La possibilità che vi siano prestazioni ineseguite o non compiutamente eseguite da entrambe le parti: si verifica esclusivamente nei contratti a prestazioni corrispettive
- La previgente formulazione dell9art 2086 cc: era storicamente considerata norma volta a sancire il potere gerarchico dell9imprenditore sui collaboratori
- La procedura di concordato preventivo come disciplinata dalla legge del 842 era caratterizzata da una forte presenza dell9autorità giudiziaria. Al giudice delegato, in particolare, venivano affidati: stretti compiti di sorveglianza in materia di amministrazione dei beni nel corso dello svolgimento dell9intera procedura
- La proposta ai creditori consiste in: una formula dal contenuto ampio con il quale il debitore prevede il soddisfacimento dei creditori attraverso il pagamento anche parziale o dilazionato dei suoi debiti
- La proposta concorrente deve avere gli stessi requisiti: del piano di concordato ex art 87 Ccel
- La proposta concorrente di concordato preventivo ed il relativo piano: può essere presentata da chi rappresenta almeno il dieci per cento dei crediti risultanti dalla situazione patrimoniale depositata dal debitore
- La proposta concorrente è: una diversa proposta di concordato per soluzione della crisi, che si pone, in competizione appunto con quella del debitore
- La proposta di concordato deve essere: funzionale alla ristrutturazione dei debiti e alla soddisfazione dei crediti
- La proposta di concordato ha contenuto: libero
- La proposta di concordato, in concreto: deve essere fattibile
- La proposta di transazione fiscale: deve essere depositata presso il competente agente della riscossione sulla base dell9ultimo domicilio fiscale del debitore
- La proposta di transazione può consistere: nel pagamento, parziale o dilazionato, dei tributi e dei relativi accessori amministrati dalle agenzie fiscali, nonché9 dei contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza
- La Raccomandazione 2014/135/UE del 12 marzo 2014, precisa tra le premesse che appare necessario consentire alle imprese in crisi di: ristrutturarsi in una fase precoce in modo da evitare l9insolvenza, massimizzandone il valore totale per creditori, dipendenti, proprietari e per l9economia in generale
- La relazione del professionista indipendente: certifica che il piano di risanamento e gli atti esecutivi in esso contemplati possano essere idonei ed adeguati a superare la crisi d9impresa
- La revoca, per la Banca, dell9autorizzazione allo svolgimento dell9attività creditizia, è il presupposto della liquidazione coatta amministrativa: È discusso ma sembra potersi dedurre dalla lettura del combinato disposto delle norme
- La ricognizione immediata dei beni del debitore in capo al curatore: È volta a evitare che il patrimonio del debitore subisca una dispersione in danno ai creditori
- La rinunzia alla domanda di applicazione di provvedimenti cautelari e protettivi: non esclude che essa possa essere proseguita da altri legittimati, ovvero riproposta nei medesimi termini da costoro
- La ripartizione finale dell9attivo: È un9ipotesi di chiusura della liquidazione giudiziale
- La società agricola: È società semplice che non svolge attività commerciale e dunque non è assoggettata alla liquidazione giudiziale
- La sostanza della disciplina giuridica dei vari istituti di composizione negoziata della crisi è testimonianza: dell9ampio ventaglio di opzioni che vengono messe a disposizione di debitori e creditori per la regolamentazione della crisi
- La sproporzione tra le prestazioni del sinallagma presa in esame dall9art. 166: È riferita al debitore insolvente
- La suddivisione dei creditori in classi: È espressamente prevista
- La titolarità dei beni del debitore: rimane in capo a quest9ultimo anche in caso egli ne subisca lo spossessamento
- La transazione fiscale: È autonoma rispetto alle procedure nell9ambito delle quali può inserirsi
- La transazione fiscale, conclusa nell9ambito degli accordi di ristrutturazione: È risolta di diritto se il debitore non esegue integralmente i pagamenti dovuti alle agenzie fiscali e agli enti di previdenza
- La transazione fiscale è fisiologica alle trattative: di una più ampia ristrutturazione del debito di cui tende ad essere parte
- La transazione fiscale senza accordi di ristrutturazione: non può esservi
- La trasformazione del patrimonio del debitore in liquidità è finalizzata a: distribuire il ricavato ai creditori secondo i criteri derivanti dalla formazione e gradazione del cd. "stato passivo"
- La vecchia Legge Fallimentare consentiva l9ammissione al concordato preventivo: solo all9imprenditore non fallito che si trova in stato di crisi
- La vendita dei beni mobili e immobili: È effettuata con modalità telematica tramite il portale delle vendite pubbliche
- La violazione del divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore è punita con: la nullità
- Le azioni individuali: dal giorno della dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale, non possono essere iniziate o proseguite sui beni della procedura
- Nel contratto di affitto di azienda, l9apertura della liquidazione giudiziale nei confronti del concedente: non scioglie il contratto ma il curatore, previa autorizzazione del comitato dei creditori, può recedere corrispondendo alla controparte un equo indennizzo
- Nel diritto comune delle società, il gruppo è: un9aggregazione di imprese organizzate in forma societaria ciascuna delle quali è dotata di una propria autonomia ed indipendenza
- Nel procedimento di liquidazione giudiziale: possono intervenire i terzi che hanno legittimazione a proporre la domanda (oltre al PM), sino a che la causa non venga rimessa al collegio per la decisione
- Nella liquidazione coatta amministrativa: il programma di liquidazione non ha alcuna utilità
- Nella procedura di liquidazione controllata: l9esdebitazione opera di diritto a seguito del provvedimento di chiusura della liquidazione
- Nella struttura della Legge Fallimentare la liquidazione coatta amministrativa era: una procedura concorsuale con finalità liquidatoria nella quale l9autorità amministrativa era chiamata a provocarne l9apertura senza avere il potere di verificare la sussistenza o meno dello stato di insolvenza
- Nella udienza di trattazione per l9apertura del procedimento di liquidazione giudiziale è obbligatoria: l9audizione delle parti che verrà svolta dal Tribunale in camera di consiglio salvo che lo stesso non l9abbia delegato al giudice relatore
- Nella vendita con riserva di proprietà in caso di apertura della liquidazione giudiziale del patrimonio del compratore: il curatore può subentrare se il prezzo deve essere pagato a termine o a rate
- Nella vendita con riserva di proprietà, in caso di apertura della liquidazione giudiziale del patrimonio del compratore, il venditore può: chiedere cauzione a meno che il curatore paghi immediatamente il prezzo con lo sconto dell9interesse legale
- Nelle srl la nomina dell9organo di controllo o del revisore è obbligatoria se la società: a) sia tenuta alla redazione del bilancio consolidato; b) controlli una società̀ obbligata alla revisione legale dei conti; c) abbia superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti: 1) totale dell9attivo dello stato patrimoniale: due milioni di euro; 2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: due milioni di euro; 3) dipendenti occupati in media durante l9esercizio: dieci unità.
- Non è detto che: lo strumento di regolazione della crisi abbia un 8piano9 vero e proprio quale elemento formalmente autonomo del programma di soluzione della crisi
- Non può beneficiare dell9esdebitazione: chi abbia già beneficiato dell9esdebitazione per due volte
- Ove il debitore compia atti di amministrazione o di disposizione dei beni: tali atti risulteranno inopponibili alla procedura
- Per beni immobili e diritti reali immobiliari: l9inefficacia conseguirà "automaticamente" alla trascrizione nei pubblici registri della sentenza d9apertura della liquidazione giudiziale
- Per classe di creditori si intende: l9insieme dei creditori che abbiano posizione giuridica ed interessi omogenei
- Per gli atti a titolo gratuito per i quali non è prevista alcuna forma di trascrizione: sarà necessario che il curatore promuova l9azione di inefficacia
- Per i beni immobili: il curatore pone in essere almeno tre esperimenti di vendita all9anno
- Per i gruppi di società, in caso di concordato preventivo e accordo di ristrutturazione dei debiti, il criterio di competenza si fonda: su due criteri: quello della circoscrizione dove si trova il COMI "della società o ente o persona fisica" che esercita l9attività di direzione e coordinamento, o, in via subordinata, quello della circoscrizione del tribunale della società del gruppo con la maggiore esposizione debitoria
- Per i procedimenti di regolazione della crisi o dell9insolvenza delle imprese che non siano gruppi di rilevanti dimensioni o le imprese in amministrazione straordinaria, è competente: il Tribunale nel cui circondario il debitore ha il centro degli interessi principali
- Per il caso in cui il curatore subentri nel contratto preliminare di compravendita: l9immobile è trasferito e consegnato al promissario acquirente nello stato in cui si trova e gli acconti corrisposti prima dell9apertura della liquidazione giudiziale sono opponibili alla massa in misura pari alla metà dell9importo che il promissario acquirente dimostra di aver versato
- Per il caso in cui l9apertura della liquidazione giudiziale riguardi il patrimonio del debitore utilizzatore: si applica la regola generale contenuta nell9art. 172 CCeI e dunque il curatore deve esercitare il suo jus eligendi e scegliere se subentrare o sciogliere il contratto
- Per Insolvenza si intende: lo stato del debitore che si manifesta con inadempimenti od altri fatti esteriori, i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni
- Per la ricostruzione preferibile, la natura giuridica dello spossessamento dei beni è: assimilabile a una limitazione temporanea della capacità del debitore funzionale alla (migliore) soddisfazione dei creditori
- Per le persone fisiche esercenti attività d9impresa, il COMI si presume coincidere: con la sede legale risultante dal registro delle imprese o, in mancanza, con la sede effettiva dell9attività abituale
- Per modifica sostanziale deve intendersi: Una nozione ampia, comprendente sia ogni fatto, evento o circostanza che incida sull9attitudine del piano a rispettare il programma economico promesso, sia la necessità di modificare gli accordi tra debitore e creditori
- Per quel che concerne i rapporti tra il principio della c.d. par condicium creditorum e il Ccel: si assiste a un sostanziale depotenziamento di detto principio
- Prima che si possa procedere all9ultimo dei riparti, il commissario liquidatore deve sottoporre all9autorità di vigilanza: il bilancio finale della liquidazione, il conto della gestione, il piano di riparto tra i creditori
- Può accedere alla liquidazione coatta del sovraindebitato: il debitore consumatore
- Può chiedere la risoluzione del concordato: il creditore per inadempimento
- Può fare ricorso al piano attestato di risanamento: l9imprenditore
- Qualora la domanda di accesso alla procedura è presentata contemporaneamente da più imprese dello stesso gruppo: È competente il tribunale individuato ai sensi dell9articolo 27 in relazione al centro degli interessi principali della società
- Quando il gruppo di società è assoggettato alla liquidazione giudiziale unitaria: il tribunale nomina un unico giudice delegato
- Quando la proposta di transazione fiscale è prevista all9interno di un più ampio progetto di ristrutturazione, essa: deve indicare, relativamente ai crediti fiscali e previdenziali, la convenienza del trattamento proposto rispetto alla liquidazione delle posizioni fiscali e previdenziali che l9amministrazione possa ottenere in sede di liquidazione giudiziale
- Quando le ripartizioni ai creditori raggiungono l9intero ammontare dei crediti ammessi: ci si trova davanti a una delle ipotesi di chiusura della procedura
- Quando uno dei debitori non è un consumatore: al progetto unitario si applicano le disposizioni in ambito di concordato
- Quanto ai creditori si richiedeva, per l9approvazione del concordato, un quorum molto elevato: si rendeva necessaria la doppia maggioranza, sia per numero di creditori votanti che per somma o valore.
- Relativamente al credito tributario chirografario complessivo, il voto sulla proposta: È espresso dall9ufficio previo parere conforme della competente direzione regionale
- Rispetto al passato, il ruolo e le funzioni del commissario nell9ambito delle società cooperative: devono chiedere la cancellazione della società dal registro delle imprese
- Se alla data di apertura della liquidazione sono pendenti procedure esecutive: il curatore può subentrarvi
- Se è stata aperta una procedura concorsuale e mancano le scritture contabili o se a causa dell9irregolarità delle stesse, o per altre ragioni, i netti patrimoniali non possono essere determinati: il danno è liquidato in misura pari alla differenza tra attivo e passivo accertati nella procedura
- Se il creditore privilegiato risulta interamente soddisfatto con le ripartizioni eseguite prima della distribuzione del prezzo del bene vincolato a sua garanzia: queste devono essere detratte dalla somma loro spettante sul prezzo di vendita per essere attribuite ai creditori chirografari
- Se il curatore comunica di voler dare esecuzione al contratto avente a oggetto un immobile da costruire: la fideiussione non può più essere escussa
- Sono familiari le procedure: che vengano richieste da "membri della stessa famiglia" conviventi con il debitore
- Sono "protettive" le misure: temporanee richieste dal debitore per evitare che determinate azioni dei creditori possano pregiudicare, sin dalla fase delle trattative, il buon esito delle iniziative assunte per la regolazione della crisi o dell9insolvenza
- Sono soggetti alla liquidazione giudiziale: le imprese commerciali (individuali o societarie) che siano rilevanti da punto di vista delle dimensioni
- Sono sottoposte alla votazione dei creditori: tutte le proposte presentate dal debitore e dai creditori
- Stato, enti pubblici, grandi imprese soggette ad amministrazione straordinaria e imprese assoggettate alla liquidazione coatta amministrativa: Non possono concludere accordi di ristrutturazione dei debiti
- Sul piano della disciplina applicativa v9è un diverso trattamento della notifica del ricorso: vero, il ricorso del debitore si notifica con sistemi "ordinari" (ossia ai sensi del c.p.c.), laddove quello presentato dagli altri soggetti, invece, segue preferenzialmente la "via telematica" della consegna al recapito certificato qualificato o a quello di posta elettronica certificata del debitore
- Tra gli obblighi specifici del curatore vi è quello di: tenere un registro informatico, consultabile telematicamente dal giudice delegato e da ciascuno dei componenti del comitato dei creditori
- Tra le imprese destinatarie della liquidazione coatta amministrativa, vi sono le banche: vero, in considerazione del loro ruolo strategico per l9economia
- Ulteriore effetto del concordato giudiziale è: la liberazione dai debiti
- Un professionista indipendente: Deve attestare la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità economica e giuridica del piano, specificando l9idoneità dello stesso e dell9accordo ad assicurare l9integrale pagamento dei creditori estranei
- Una delle ipotesi "legali" per la quale è previsto lo scioglimento "automatico" del contratto si verifica: quando il curatore rimane inerte nonostante sia stato messo in mora dal contraente e gli sia stato assegnato un termine per esercitare il suo "juseligendi"
- Una volta che sia intervenuta l9omologazione: il concordato sarà obbligatorio per tutti i creditori anteriori alla sentenza che dichiara l9apertura della procedura di liquidazione giudiziale, compresi quelli che non hanno presentato domanda di ammissione al passivo
- Una volta che sia stata aperta la procedura di liquidazione ed il curatore abbia accettato, lo stesso deve procedere: all9immediata9 ricognizione dei beni del debitore (art. 193 1° comma CCeI)
- Uno degli effetti dell9apertura della liquidazione giudiziale nei confronti del debitore defunto, per domanda dell9erede, è quello di: identificare una massa patrimoniale riferibile all9imprenditore defunto cui applicare la disciplina del concorso
- Uno dei presupposti per la conclusione di un accordo agevolato è: che il debitore non abbia proposto la moratoria dei crediti estranei agli accordi
- Vengono considerati comunemente illeciti idonei a cagionare i danni da condotta inadempiente degli amministratori: gli atti distrattivi, che l9omesso pagamento oneri fiscali e contributivi
Domanda: A seguito del pagamento integrale dei debiti in sede di riparti parziali e prima di quello finale, il curatore
Risposta deve convocare l'assemblea ordinaria dei soci per le deliberazioni necessarie ai fini della ripresa dell'attività o della sua cessazione
Domanda: Affinché l'accordo di ristrutturazione possa avere efficacia estesa
Risposta tutti i creditori appartenenti alla medesima categoria devono essere informati dell'avvio delle trattative e messi in condizione di parteciparvi consapevolmente
Domanda: Affinché possa darsi l'accordo di ristrutturazione a efficacia estesa
Risposta l'accordo deve avere carattere non liquidatorio quindi prevedere la continuazione dell'attività d'impresa, direttamente o indirettamente
Domanda: Affinché si abbia la procedura familiare
Risposta il sovrindebitamento deve colpire più membri della famiglia e deve avere origine comune
Domanda: Affinché un membro della famiglia possa presentare un unico progetto di risoluzione della crisi
Risposta deve essere convivente o il debito deve evere un'origine comune
Domanda: Ai creditori che hanno concluso gli accordi di ristrutturazione
Risposta si applica il 1239 c.c. se la remissione sia uno degli strumenti negoziali previsti dall'accordo (o accordi) di ristrutturazione
Domanda: Ai creditori non aderenti
Risposta Occorre garantire un soddisfo in misura non inferiore rispetto a ciò che essi conseguirebbero se si aprisse la liquidazione giudiziale
Domanda: Ai fini dell'ammissione al concordato preventivo, nella originaria impostazione della L.F si soleva distinguere tra
Risposta condizioni patrimoniali e personali dell'imprenditore
Domanda:
Domanda: Al piano attestato di risanamento può oggi fare ricorso
Risposta l'imprenditore
Domanda: Al verificarsi di una causa di scioglimento della societÃ
Risposta gli amministratori conservano il potere di gestirla ai fini della conservazione dell'integrità e del valore del patrimonio sociale
Domanda: Al verificarsi di una causa di scioglimento della societÃ
Risposta gli amministratori conservano il potere di gestirla ai fini della conservazione dell'integrità e del valore del patrimonio sociale
Domanda: All'erede è preclusa la domanda di apertura della liquidazione giudiziale, quando
Risposta si sia già realizzata confusione tra il patrimonio dell'imprenditore defunto e dell'erede
Domanda: Alla domanda deve essere allegata
Risposta una relazione particolareggiata redatta a cura dell'OCC
Domanda: Anche nel caso di procedimento di gruppo, la legittimazione a proporre la domanda di accesso al concordato preventivo il ricorso per l'omologazione di accordi di ristrutturazione dei debiti spetta a
Risposta unicamente al debitore
Domanda: Artigiani, imprenditori non commerciali e imprenditori
Risposta possono fare ricorso al piano attestato di risanamento
Domanda: Banche, SIM, Sicav e assicurazioni
Risposta sono escluse dal procedimento di composizione negoziata della crisi in quanto soggette alle rispettive legislazioni speciali
Domanda: Con il concordato nella liquidazione giudiziale si tende a
Risposta chiudere definitivamente i rapporti pregressi attraverso il pagamento parziale dei creditori o attraverso altre forme di ristrutturazione dei debiti
Domanda: Con la chiusura della liquidazione giudiziale
Risposta cessano gli effetti della procedura di liquidazione sul patrimonio del debitore e le sue conseguenti incapacità personali
Domanda: Con riferimento ai crediti pecuniari
Risposta la dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale sospende il corso degli interessi legali e convenzionali
Domanda: Con riferimento alla società cooperativa, la perdita del capitale sociale
Risposta l'apertura di una procedura di liquidazione controllata dei suoi beni
Domanda: Dal deposito della domanda di omologazione di accordi di ristrutturazione
Risposta si sospende la sovranità e il controllo diretto dei soci sul procedimento di liquidazione volontaria
Domanda: Dal deposito della domanda di omologazione di accordi di ristrutturazione
Risposta si sospende la sovranità e il controllo diretto dei soci sul procedimento di liquidazione volontaria
Domanda: Dal punto di vista strutturale, gli accordi di ristrutturazione contemplano il debitore e uno o più creditori
Risposta vero, la norma fa riferimento a uno o più creditori aderenti
Domanda: Dal tenore letterale della norma (art. 172 CCeI), si evince che
Risposta la decisione (e connessa comunicazione) di risoluzione del contratto non esigano autorizzazione da parte di alcuno
Domanda: Dalla data di domanda di concordato preventivo e fino all'omologazione
Risposta conserva l'amministrazione dei suoi beni e l'esercizio dell'impresa sotto la vigilanza del commissario giudiziale
Domanda: Dalla lettura dell'art 13 Ccel si comprnede che costituiscono indicatori di crisi