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Diritto fallimentare, Prove d'esame di Diritto fallimentare

Domande diritto fallimentare LMG01 PEGASO GIURISPRUDENZA

Tipologia: Prove d'esame

2022/2023

In vendita dal 07/02/2023

Nikki263
Nikki263 🇮🇹

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1.A seguito del pagamento integrale dei debiti in sede di riparti parziali e prima di quellofinale, il curatore: deve convocare l'assemblea ordinaria dei soci per le deliberazioninecessarie ai fini della ripresa dell'attività o della sua cessazione2.Affinché l'accordo di ristrutturazione possa avere efficacia estesa: tutti i creditoriappartenenti alla medesima categoria devono essere informati dell'avvio delle trattative emessi in condizione di parteciparvi consapevolmente3.Affinché possa darsi l'accordo di ristrutturazione a efficacia estesa: l'accordo deve averecarattere non liquidatorio quindi prevedere la continuazione dell'attività d'impresa,direttamente o indirettamente4.Affinché si abbia la procedura familiare: il sovrindebitamento deve colpire più membri dellafamiglia e deve avere origine comune5.Affinché un membro della famiglia possa presentare un unico progetto di risoluzione dellacrisi: deve essere convivente o il debito deve evere un'origine comune6.Ai creditori che hanno concluso gli accordi di ristrutturazione: si applica il 1239 c.c. se laremissione sia uno degli strumenti negoziali previsti dall'accordo (o accordi) diristrutturazione7.Ai creditori non aderenti: Occorre garantire un soddisfo in misura non inferiore rispetto aciò che essi conseguirebbero se si aprisse la liquidazione giudiziale8.Ai fini della cessazione dell'attività e della cancellazione di cui all'art. 33 CCeI, perl'imprenditore individuale: È sempre ammesso che il creditore o il pubblico ministeropossano dimostrare un momento dell'effettiva cessazione dell'attività da cui far decorrereil termine annuale diverso dalla cancellazione9.Ai fini della formazione dello stato passivo, il curatore deve: compilare l'elenco dei creditorie l'elenco di coloro che appaiono titolari di diritti reali e personali, mobiliari e immobiliari10.Ai fini dell'ammissione al concordato preventivo, nella originaria impostazione della L.F sisoleva distinguere tra: condizioni patrimoniali e personali dell'imprenditore11.Ai sensi dell'art 233 comma 1 lett a)eb) la procedura di liquidazione giudiziale si chiude:a)se nel termine stabilito nella sentenza con cui è stata dichiarata aperta la procedura nonsono state proposte domande di ammissione al passivo;b) quando, anche prima che siacompiuta la ripartizione finale dell'attivo, le ripartizioni ai creditori raggiungono l'interoammontare dei crediti ammessi, o questi sono in altro modo estinti e sono pagati tutti idebiti e le spese da soddisfare in prededuzione12.Ai sensi dell'art 2487 ter, per poter revocare lo stato di liquidazione: occorre eliminare lacausa di scioglimento con deliberazione dell'assemblea presa con le maggioranzerichieste per le modificazioni dell'atto costitutivo o dello statuto13.Al concordato minore, salvo quanto specificamente previsto, si applica: le disposizioni inmateria di concordato preventivo14.Al fine della loro omologazione, devono aderirvi: almeno il sessanta per cento dei creditori15.Al fine di individuare un gruppo di società, si presume che: l'attività di direzione ecoordinamento sia esercitata dalla società o ente tenuto al consolidamento dei loro bilancie che siano sottoposte alla direzione e coordinamento di una società o ente che le controllidirettamente, anche nei casi di controllo congiunto16.Al piano attestato di risanamento può fare ricorso l'imprenditore: Anche non commerciale(agricoltori, artigiani)17.Al piano attestato di risanamento può oggi fare ricorso: l'imprenditore18.Al verificarsi di una causa di scioglimento della società: gli amministratori conservano ilpotere di gestirla ai fini della conservazione dell'integrità e del valore del patrimonio sociale19.Al verificarsi di una causa di scioglimento della società: gli amministratori conservano ilpotere di gestirla ai fini della conservazione dell'integrità e del valore del patrimonio sociale20.Alla domanda deve essere allegata: una relazione particolareggiata redatta a cura dell'OCC
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  1. A seguito del pagamento integrale dei debiti in sede di riparti parziali e prima di quello finale, il curatore: deve convocare l'assemblea ordinaria dei soci per le deliberazioni necessarie ai fini della ripresa dell'attività o della sua cessazione
  2. Affinché l'accordo di ristrutturazione possa avere efficacia estesa: tutti i creditori appartenenti alla medesima categoria devono essere informati dell'avvio delle trattative e messi in condizione di parteciparvi consapevolmente
  3. Affinché possa darsi l'accordo di ristrutturazione a efficacia estesa: l'accordo deve avere carattere non liquidatorio quindi prevedere la continuazione dell'attività d'impresa, direttamente o indirettamente
  4. Affinché si abbia la procedura familiare: il sovrindebitamento deve colpire più membri della famiglia e deve avere origine comune
  5. Affinché un membro della famiglia possa presentare un unico progetto di risoluzione della crisi: deve essere convivente o il debito deve evere un'origine comune
  6. Ai creditori che hanno concluso gli accordi di ristrutturazione: si applica il 1239 c.c. se la remissione sia uno degli strumenti negoziali previsti dall'accordo (o accordi) di ristrutturazione
  7. Ai creditori non aderenti: Occorre garantire un soddisfo in misura non inferiore rispetto a ciò che essi conseguirebbero se si aprisse la liquidazione giudiziale
  8. Ai fini della cessazione dell'attività e della cancellazione di cui all'art. 33 CCeI, per l'imprenditore individuale: È sempre ammesso che il creditore o il pubblico ministero possano dimostrare un momento dell'effettiva cessazione dell'attività da cui far decorrere il termine annuale diverso dalla cancellazione
  9. Ai fini della formazione dello stato passivo, il curatore deve: compilare l'elenco dei creditori e l'elenco di coloro che appaiono titolari di diritti reali e personali, mobiliari e immobiliari
  10. Ai fini dell'ammissione al concordato preventivo, nella originaria impostazione della L.F si soleva distinguere tra: condizioni patrimoniali e personali dell'imprenditore
  11. Ai sensi dell'art 233 comma 1 lett a)eb) la procedura di liquidazione giudiziale si chiude: a)se nel termine stabilito nella sentenza con cui è stata dichiarata aperta la procedura non sono state proposte domande di ammissione al passivo;b) quando, anche prima che sia compiuta la ripartizione finale dell'attivo, le ripartizioni ai creditori raggiungono l'intero ammontare dei crediti ammessi, o questi sono in altro modo estinti e sono pagati tutti i debiti e le spese da soddisfare in prededuzione
  12. Ai sensi dell'art 2487 ter, per poter revocare lo stato di liquidazione: occorre eliminare la causa di scioglimento con deliberazione dell'assemblea presa con le maggioranze richieste per le modificazioni dell'atto costitutivo o dello statuto
  13. Al concordato minore, salvo quanto specificamente previsto, si applica: le disposizioni in materia di concordato preventivo
  14. Al fine della loro omologazione, devono aderirvi: almeno il sessanta per cento dei creditori
  15. Al fine di individuare un gruppo di società, si presume che: l'attività̀ di direzione e coordinamento sia esercitata dalla società̀ o ente tenuto al consolidamento dei loro bilanci e che siano sottoposte alla direzione e coordinamento di una società̀ o ente che le controlli direttamente, anche nei casi di controllo congiunto
  16. Al piano attestato di risanamento può fare ricorso l'imprenditore: Anche non commerciale (agricoltori, artigiani)
  17. Al piano attestato di risanamento può oggi fare ricorso: l'imprenditore
  18. Al verificarsi di una causa di scioglimento della società: gli amministratori conservano il potere di gestirla ai fini della conservazione dell'integrità e del valore del patrimonio sociale
  19. Al verificarsi di una causa di scioglimento della società: gli amministratori conservano il potere di gestirla ai fini della conservazione dell'integrità e del valore del patrimonio sociale
  20. Alla domanda deve essere allegata: una relazione particolareggiata redatta a cura dell'OCC
  1. All'erede è preclusa la domanda di apertura della liquidazione giudiziale, quando: si sia già realizzata confusione tra il patrimonio dell'imprenditore defunto e dell'erede
  2. Anche nel caso di procedimento di gruppo, la legittimazione a proporre la domanda di accesso al concordato preventivo il ricorso per l'omologazione di accordi di ristrutturazione dei debiti spetta a: unicamente al debitore
  3. Artigiani, imprenditori non commerciali e imprenditori: possono fare ricorso al piano attestato di risanamento
  4. B anche, SIM, Sicav e assicurazioni: sono escluse dal procedimento di composizione negoziata della crisi in quanto soggette alle rispettive legislazioni speciali
  5. Con il concordato nella liquidazione giudiziale si tende a: chiudere definitivamente i rapporti pregressi attraverso il pagamento parziale dei creditori o attraverso altre forme di ristrutturazione dei debiti
  6. Con la chiusura della liquidazione giudiziale: cessano gli effetti della procedura di liquidazione sul patrimonio del debitore e le sue conseguenti incapacità personali
  7. Con riferimento ai crediti pecuniari: la dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale sospende il corso degli interessi legali e convenzionali
  8. Con riferimento alla società cooperativa, la perdita del capitale sociale: l'apertura di una procedura di liquidazione controllata dei suoi beni
  9. Dal deposito della domanda di omologazione di accordi di ristrutturazione: si sospende la sovranità e il controllo diretto dei soci sul procedimento di liquidazione volontaria
  10. Dal deposito della domanda di omologazione di accordi di ristrutturazione: si sospende la sovranità e il controllo diretto dei soci sul procedimento di liquidazione volontaria
  11. Dal punto di vista strutturale, gli accordi di ristrutturazione contemplano il debitore e uno o più creditori: vero, la norma fa riferimento a uno o più creditori aderenti
  12. Dal tenore letterale della norma (art. 172 CCeI), si evince che: la decisione (e connessa comunicazione) di risoluzione del contratto non esigano autorizzazione da parte di alcuno
  13. Dalla data di domanda di concordato preventivo e fino all'omologazione: conserva l'amministrazione dei suoi beni e l'esercizio dell'impresa sotto la vigilanza del commissario giudiziale
  14. Dalla lettura dell'art 13 Ccel si comprnede che costituiscono indicatori di crisi: gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario ed i ritardi nei pagamenti reiterati e significativi
  15. È competente, in caso di presentazione di più richieste di risoluzione della crisi: il giudice adito per primo
  16. E ssi sono conclusi: dall'imprenditore in stato di crisi o di insolvenza
  17. E ssi sono soggetti: a omologazione ai sensi dell'art. 48 CCeI
  18. E x articolo 33 del CCeI la liquidazione giudiziale può essere aperta: entro un anno dalla cessazione dell'attività del debitore, se l'insolvenza si sia manifestata anteriormente alla medesima o entro l'anno successivo
  19. Gli "accordi di ristrutturazione dei debiti":sono compresi nella composizione negoziata
  20. Gli accordi di ristrutturazione a efficacia estesa: sono estesi anche ai creditori non aderenti che appartengono alla medesima categoria
  21. Gli accordi di ristrutturazione dei debiti devono assicurare: il pagamento integrale dei creditori estranei
  22. Gli accordi di ristrutturazione dei debiti: sono anch'essi strumenti di regolazione (negoziale) della crisi, e sono volti al risanamento dell'esposizione debitoria
  23. Gli accordi di ristrutturazione della società hanno efficacia: nei confronti dei soci illimitatamente responsabili
  24. Gli accordi di ristrutturazione possono essere eseguiti: attraverso atti negoziali e non negoziali
  1. I contratti di carattere personale, per effetto dell'apertura della liquidazione giudiziale: si sciolgono, salvo che il curatore (previa autorizzazione del comiato dei creditori), con il consenso della controparte, manifesti la volontà di subentrarvi
  2. I crediti anteriori all'apertura della liquidazione giudiziale sono: chirografari, essendo stabilita la prededucibilità solamente di quelli maturati nel corso della procedura
  3. I crediti possono essere soddisfatti: con qualunque strumento
  4. I crediti prededucibili: hanno la medesima sorte degli altri crediti, ossia sono liquidati previa presentazione di apposita domanda di ammissione al passivo
  5. I crediti rimasti insoddisfatti nell'ambito di una procedura di liquidazione giudiziale o di liquidazione controllata: sono inesigibili
  6. I creditori che non hanno presentato domanda di ammissione al passivo: non godono delle garanzie fornite a beneficio della proposta di concordato da parte di soggetti terzi
  7. I creditori estranei agli accordi di ristrutturazione dei debiti: Devono essere integralmente soddisfatti entro centoventi giorni dall'omologazione se il credito è scaduto ed entro centoventi giorni dalla scadenza, se non sono ancora scaduti alla data dell'omologazione
  8. I creditori garantiti da ipoteca, pegno o privilegio: fanno valere il loro diritto di prelazione sul prezzo dei beni vincolati per il capitale, gli interessi e le spese
  9. I creditori non aderenti a cui è stata estesa l'efficacia del piano: Possono proporre opposizione ai sensi dell'articolo 48, c. 4
  10. I creditori: con la chiusura della liquidazione giudiziale, riacquistano il libero esercizio delle azioni verso il debitore per la parte non soddisfatta dei loro crediti per capitale e interessi
  11. I membri della stessa famiglia possono: presentare un unico progetto di risoluzione della crisi da sovraindebitamento
  12. I principi generali del Capo II possono così riassumersi: doveri del debitore, doveri dei creditori, doveri delle autorità preposte al governo della crisi d'impresa e principi di carattere processuale
  13. Il "periodo sospetto" decorre: sia per le azioni di inefficacia che per le azioni revocatorie, il periodo sospetto ha decorrenza a ritroso dal deposito della domanda cui sia seguita l'apertura della liquidazione giudiziale
  14. Il Ccel nella disicplina degli assetti organizzativi dell'impresa esige un modello di organizzazione complesso ove l'attività di impresa si esprima a sua volta attraverso modelli gestionali complessi. La complessità consiste: nella predisposizione di un'organizzazione amministrativa e contabile capace di sostenere le diverse articolazioni dell'attività economica svolta dalla società, e deve essere utile a rilevare la crisi o a indicare il rischio di perdita della continuità aziendale, naturalmente secondo gli indicatori e nei modi che sono disciplinati principalmente negli artt. 13 e 14 del nuovo Codice
  15. Il Ccel ripristina, per la liquidazione giudiziale, il precetto secondo cui: l'apertura della procedura di liquidazione giudiziale e della liquidazione controllata sono cause di scioglimento delle società di capitali
  16. Il Ccel si compone di: 388 articoli e diverse disposizioni di attuazione e transitorie e modifiche al codice civile
  17. Il Codice ammette, anche nella liquidazione coatta: ripartizioni parziali
  18. Il Codice declina due modi esecutivi per monetizzare il valore dei beni del patrimonio del debitore: in via principale, la vendita dell'azienda o suoi rami, ovvero le vendite in blocco di beni e, dall'altro, in via subordinata le vendite dei singoli beni
  19. Il Codice qualifica come essenziali i contratti: necessari per la continuazione della gestione corrente dell'impresa
  20. Il Codice qualifica come essenziali i contratti: necessari per la continuazione della gestione corrente dell'impresa
  21. Il COMI e la "dipendenza" esprimono lo stesso concetto: falso, il COMI serve a individuare lo stato membro che dovrà regolare la procedura principale, la presenza di una "dipendenza"

declina la possibilità di aprire un procedimento secondario nel luogo in cui essa si trova

  1. Il comma secondo dell'art. 207 CCeI stabilisce che: le vendite e gli altri atti di liquidazione sono effettuati dal curatore o dal delegato alle vendite tramite procedure competitive, anche avvalendosi di soggetti specializzati, con le modalità stabilite con ordinanza dal giudice delegato
  2. Il commissario deve accantonare le somme ricavate dalla vendita di beni gravati da diritti di prelazione: si, anche se tale specifico accantonamento non è espressamente previsto
  3. Il commissario liquidatore: forma l'inventario, procede alla stima dei beni, quindi li liquida, salve le limitazioni stabilite dall'autorità di vigilanza
  4. Il commissario liquidatore: liquida il patrimonio sociale secondo le direttive dell'autorità che vigila e sotto il controllo del comitato di vigilanza
  5. Il compenso dell'Organismo di Composizione della Crisi: È ripartito tra i membri della famiglia in proporzione all'entità dei debiti di ciascuno
  6. Il concordato giudiziale integra una fattispecie: a formazione progressiva che consta di tre fasi
  7. Il concordato minore è finalizzato a: risolvere lo stato di sovrindebitamento in funzione della prosecuzione dell'attività imprenditoriale o professionale
  8. Il concordato minore è rivolto a: professionisti, imprenditori minori, imprenditore agricolo, start-up innovative e ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale
  9. Il concordato nella liquidazione giudiziale si contrappone funzionalmente a quello preventivo: vero, infatti il concordato preventivo mira a evitare l'ingresso dell'impresa in crisi (o insolvente) nella procedura concorsuale, mentre quello nella liquidazione giudiziale ha lo scopo di farla uscire dal procedimento concorsuale
  10. Il concordato non può essere definito un "mero" schema civilisticamente satisfattorio per l'estinzione del rapporto obbligatorio, in quanto: difetta la piena libertà delle parti di scegliere la soluzione estintiva.
  11. Il concordato preventivo può essere definito: una proposta proveniente dal debitore, e rivolta ai creditori, avente ad oggetto un piano di risanamento dei debiti e quindi di risoluzione della crisi (o dell'insolvenza)
  12. Il concordato preventivo può essere: con continuità aziendale o liquidatorio
  13. Il concordato può consistere: nella cessione dei beni
  14. Il contenuto della proposta è dunque: libero ma deve indicare in modo specifico tempi e modalità per superare la crisi da sovraindebitamento
  15. Il contenuto minimo del piano di concordato sta: nella descrizione della proposta e nell'analiticità della descrizione dei modi e tempi di adempimento della stessa
  16. Il contratto avente a oggetto un immobile da costruire, si scioglie se: l'acquirente escute la fideiussione prima che il curatore comunichi la sceltra tra esecuzione e scioglimento.
  17. Il contratto di edizione: si risolve solo se il curatore, entro un anno dall'apertura della liquidazione giudiziale, non continui l'esercizio dell'azienda editoriale o non la ceda ad altro editore
  18. Il contratto di locazione finanziaria: subisce la regola generale della "sospensione" dell'esecuzione del contratto quando l'apertura della liquidazione giudiziale riguardi il patrimonio dell'utilizzatore
  19. Il contratto di mutuo ipotecario: È suscettibile di essere contenuto nella proposta
  20. Il contratto preliminare di vendita immobiliare: può essere oggetto di subentro o di scioglimento, come previsto per i contratti "in generale"
  21. Il creditore che resti insoddisfatto per gli interessi "maturati" ma non soddisfatti nel corso della procedura potrà: agire per il loro recupero una volta che la procedura sarà chiusa, salvo l'eventuale concordato nella liquidazione giudiziale o l'eventuale esdebitazione

innovativa impostazione: la nozione ampia di debitore sulla quale costruire l'intera disciplina della soluzione della crisi e dell'insolvenza e un forte stimolo all'assunzione di comportamenti imprenditoriali responsabili, finalizzati sia alla sopravvivenza dell'impresa e alla tutela di coloro che concedono credito

  1. Il piano attestato di risanamento è volto a: comporre il conflitto di interessi tra creditori "in concorso" e debitore ed è funzionale alla continuazione dell'attività di impresa
  2. Il piano deve avere forma: scritta
  3. Il piano può essere adottato da un imprenditore in stato di crisi o di insolvenza: Vero, con la precisazione che l'insolvenza non necessariamente implica irrimediabile compromissione della capacità di adempiere alle obbligazioni
  4. Il piano può essere pubblicato: nel registro delle imprese
  5. Il potere di amministrare i beni del debitore spossessato, ricade in capo: al curatore
  6. Il potere di compiere gli atti e le operazioni riguardanti l'organizzazione e la struttura finanziaria della società previsti nel programma di liquidazione spetta: al curatore
  7. Il procedimento di liquidazione giudiziale: inizia con il decreto di convocazione delle parti e la presentazione di memorie
  8. Il professionista indipendente: È quello indicato ai sensi della lettera o) dell'articolo 2 del CC.II.
  9. Il professionista indipendente: fa riferimento alla lettera o) dell'articolo 2 della CCeI
  10. Il professionista indipendente: ha il compito e la responsabilità di attestare la veridicità̀ dei dati aziendali e la fattibilità̀ economica del piano
  11. Il provvedimento che ordina la liquidazione: È pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è iscritto al Registro delle Imprese
  12. Il ruolo del consenso dei creditori alle modifiche sostanziali: È diverso a seconda che queste intervengano prima o dopo l'omologazione: se prima devono (ri) manifestarlo, se dopo possono opporsi
  13. Il ruolo di amministrazione attiva del patrimonio del debitore è svolto da: dal curatore
  14. Il 'sistema' di protezione accordato ai creditori e ai terzi che si vedono lesi nei loro diritti: è articolato: essi possono impugnare i provvedimenti di formazione dello stato passivo e possono, successivamente, contestare tutti i vari passaggi della ripartizione dell'attivo
  15. Il soddisfacimento dei crediti: può essere parziale
  16. Il termine per proporre opposizione in capo ai creditori non aderenti: Decorre dalla data della comunicazione
  17. Il trasferimento del centro degli interessi principali intervenuto nell'anno antecedente il deposito della domanda per la dichiarazione dello stato di insolvenza: non rileva ai fini della competenza
  18. Il Tribunale adito per una procedura di regolazione della crisi e dell'insolvenza può: ritenersi competente e procedere con l'istruttoria, ovvero ritenersi incompetente per materia o territorio
  19. Il voto dei creditori è: espresso con modalità telematiche
  20. In caso di curatela dell'eredità giacente già aperta e necessità di procedere all'apertura della liquidazione giudiziale: si applica il termine di un anno ex art. 34 CCeI e inizia direttamente nei confronti del curatore
  21. In caso di imprese appartenenti al medesimo gruppo e che abbiano tutte il COMI all'interno del territorio nazionale: per il concordato preventivo e per l'ammissione alla ristrutturazione dei debiti, la domanda e il piano possono essere unici o plurimi
  22. In caso di insolvenza della società cooperativa: È una delle cause di scioglimento della società
  1. In caso di irregolare funzionamento della società cooperativa e nel caso di crisi o insolvenza, l'autorità di vigilanza può: revocare gli amministratori e i sindaci e affidare la gestione a un commissario, autorizzandolo a prendere provvedimenti in ordine alla composizione della crisi o dell'insolvenza
  2. In caso di liquidazione causata da "gravi irregolarità", essa è pronunziata da: autorità amministrativa
  3. In caso di morte dell'imprenditore, la liquidazione giudiziale: può essere aperta se ricorono le condizioni dell'art. 33 CCeI
  4. In costanza dell'applicazione delle misure cautelari, gli organi (assemblea, organi di amministrazione e controllo): sono limitati nel loro funzionamento dalla contrazione dei poteri di amministrazione attiva che verranno sostituiti da quelli giudiziari o posti sotto la tutela autorizzatoria dell'autorità giudiziaria
  5. La cancellazione dal registro delle imprese può essere chiesta quando: È avvenuto il riparto finale o è stata constatata l'inadeguatezza della procedura al pagamento dei debiti
  6. La cessione dei beni o cessio bonorum: È una delle modalità di attuazione della proposta di concordato
  7. La competenza per le questioni afferenti al concordato minore è: del Tribunale
  8. La composizione del conflitto di interessi tra creditori "in concorso" e debitore è funzionale: alla continuazione dell'attività di impresa
  9. La composizione negoziata ha, quale principale effetto: la mancanza della vocazione liquidatoria
  10. La continuazione dell'attività d'impresa: È espressamente prevista dalla legge quale requisito diretto o indiretto
  11. La convenzione di moratoria è conclusa: dall'imprenditore e i suoi creditori
  12. La convenzione di moratoria: può avere a oggetto la dilazione dei debiti, accordi sulle loro scadenze, rinuncia agli atti e alle azioni esecutive
  13. La corretta ricostruzione del patrimonio del debitore: È strumento indispensabile per mitigare le conseguenze della crisi
  14. La decisione dell'assemblea necessaria ai fini della ripresa dell'attività o della sua cessazione, è presa: con le maggioranze dell'assemblea ordinaria, così derogando a quanto stabilito in tema di liquidazione volontaria dal c.c.
  15. La definizione di impresa minore, rilevante ai fini della liquidazione giudiziale, quanto agli aspetti patrimoniali, si riferisce: ai ricavi
  16. La disciplina del CCeI deroga alla cd. "relatività" dei contratti: vero, i creditori estranei agli accordi sono destinati a subirli, ancorché solo parzialmente
  17. La disciplina del concordato nella liquidazione esige: un accordo tra il soggetto legittimato a proporlo e i creditori che sono chiamati ad approvarlo
  18. La disciplina della liquidazione coatta amministrativa è riferita: alla crisi gestionale, amministrativa e finanziaria di imprese considerate dalla legge particolarmente rilevanti in considerazione del settore economico in cui operano
  19. La disciplina relativa alle misure cautelari prevista dal CCeI è: unitaria per tutte le procedure di regolamentazione della crisi e dell'insolvenza
  20. La domanda di accesso a una procedura regolatrice della crisi o dell'insolvenza è proposta: con ricorso
  21. La domanda di accesso a una procedura regolatrice della crisi o dell'insolvenza può essere proposta: dal debitore
  22. La domanda di accesso alle diverse soluzioni della crisi deve coinvolgere necessariamente tutte le imprese del gruppo: considerato il silenzio del legislatore sul punto, le imprese in bonis devono ritenersi escluse
  23. La domanda di omologazione del piano: È successiva alla predisposizione del piano stesso

dei beni nel corso dello svolgimento dell'intera procedura

  1. La proposta ai creditori consiste in: una formula dal contenuto ampio con il quale il debitore prevede il soddisfacimento dei creditori attraverso il pagamento anche parziale o dilazionato dei suoi debiti
  2. La proposta concorrente deve avere gli stessi requisiti: del piano di concordato ex art 87 Ccel
  3. La proposta concorrente di concordato preventivo ed il relativo piano: può essere presentata da chi rappresenta almeno il dieci per cento dei crediti risultanti dalla situazione patrimoniale depositata dal debitore
  4. La proposta concorrente è: una diversa proposta di concordato per soluzione della crisi, che si pone, in competizione appunto con quella del debitore
  5. La proposta di concordato deve essere: funzionale alla ristrutturazione dei debiti e alla soddisfazione dei crediti
  6. La proposta di concordato ha contenuto: libero
  7. La proposta di concordato, in concreto: deve essere fattibile
  8. La proposta di transazione fiscale: deve essere depositata presso il competente agente della riscossione sulla base dell'ultimo domicilio fiscale del debitore
  9. La proposta di transazione può consistere: nel pagamento, parziale o dilazionato, dei tributi e dei relativi accessori amministrati dalle agenzie fiscali, nonché' dei contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza
  10. La Raccomandazione 2014/135/UE del 12 marzo 2014, precisa -tra le premesse- che appare necessario consentire alle imprese in crisi di: ristrutturarsi in una fase precoce in modo da evitare l'insolvenza, massimizzandone il valore totale per creditori, dipendenti, proprietari e per l'economia in generale
  11. La relazione del professionista indipendente: certifica che il piano di risanamento e gli atti esecutivi in esso contemplati possano essere idonei ed adeguati a superare la crisi d'impresa
  12. La revoca, per la B anca, dell'autorizzazione allo svolgimento dell'attività creditizia, è il presupposto della liquidazione coatta amministrativa: È discusso ma sembra potersi dedurre dalla lettura del combinato disposto delle norme
  13. La ricognizione immediata dei beni del debitore in capo al curatore: È volta a evitare che il patrimonio del debitore subisca una dispersione in danno ai creditori
  14. La rinunzia alla domanda di applicazione di provvedimenti cautelari e protettivi: non esclude che essa possa essere proseguita da altri legittimati, ovvero riproposta nei medesimi termini da costoro
  15. L'attivo: È un'ipotesi di chiusura della liquidazione giudiziale
  16. La società agricola: È società semplice che non svolge attività commerciale e dunque non è assoggettata alla liquidazione giudiziale
  17. La sostanza della disciplina giuridica dei vari istituti di composizione negoziata della crisi, è testimonianza: dell'ampio ventaglio di opzioni che vengono messe a disposizione di debitori e creditori per la regolamentazione della crisi
  18. La sproporzione tra le prestazioni del sinallagma presa in esame dall'art. 166: È riferita al debitore insolvente
  19. La suddivisione dei creditori in classi: È espressamente prevista
  20. La titolarità dei beni del debitore: rimane in capo a quest'ultimo anche in caso egli ne subisca lo spossessamento
  21. La transazione fiscale è fisiologica alle trattative: di una più ampia ristrutturazione del debito di cui tende ad essere parte
  22. La transazione fiscale senza accordi di ristrutturazione: non può esservi
  23. La transazione fiscale, conclusa nell'ambito degli accordi di ristrutturazione: È risolta di diritto se il debitore non esegue integralmente i pagamenti dovuti alle agenzie

fiscali e agli enti di previdenza

  1. La transazione fiscale: È autonoma rispetto alle procedure nell'ambito delle quali può inserirsi
  2. La trasformazione del patrimonio del debitore in liquidità è finalizzata a: distribuire il ricavato ai creditori secondo i criteri derivanti dalla formazione e gradazione del cd. "stato passivo"
  3. La vecchia Legge F allimentare consentiva l'ammissione al concordato preventivo: solo all'imprenditore non fallito che si trova in stato di crisi
  4. La vendita dei beni mobili e immobili: È effettuata con modalità telematica tramite il portale delle vendite pubbliche
  5. La violazione del divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore è punita con: la nullità
  6. L'accertamento e la dichiarazione dello stato di insolvenza sono di competenza: esclusiva dell'autorità giudiziaria
  7. L'accordo di ristrutturazione è concluso: Almeno con il 60% dei creditori
  8. L'accordo di ristrutturazione è: Uno strumento di soluzione della crisi volto a ridurre l'esposizione debitoria
  9. L'accordo di ristrutturazione può essere concluso: Dall'impenditore anche non commerciale purché diveso da quello minore
  10. L'accordo: può non essere unico e può essere concluso con creditori diversi
  11. L'affidamento di compiti tipicamente giudiziari all'autorità amministrativa è stato storicamente determinato: anche dalla circostanza per cui, già in bonis, la stragrande maggioranza delle imprese in questione operano sotto l'egida di un'autorità di vigilanza
  12. L'agente della riscossione e gli uffici fiscali: debbono comunicare il debito tributario accertato e gli eventuali accertamenti pendenti all'OCC
  13. L'amministrazione del patrimonio del debitore viene affidata a: un soggetto terzo il quale - sotto il controllo dell'autorità giudiziaria - provvede ad amministrarlo, gestirne i rapporti pendenti, proteggerlo e liquidarlo per ripartirne il ricavato tra i creditori
  14. L'apertura della procedura di liquidazione giudiziale nei confronti della società produce: l'apertura della procedura di liquidazione giudiziale dei soci che abbiano tipologicamente e fisiologicamente la responsabilità illimitata per le obbligazioni sociali
  15. L'applicazione delle norme contenute nel nuovo codice della Crisi di impresa e dell'insolvenza sono escluse e dunque non rilevano nei confronti: dello Stato e degli enti pubblici
  16. L'art 379 comma 1 Ccel sancisce che l'obbligo di nomina dell'organo di controllo o del revisore cessa quando: per tre esercizi consecutivi non è superato nessuno dei limiti indicati dalla medesima disposizione
  17. L'art 382 Ccel quale importante modifica introduce all'art 2272 cc: il comma 5-bis
  18. L'art 4 del Ccel: sancisce il dovere del debitore di gestire il patrimonio o l'impresa durante la procedura di regolazione della crisi o dell'insolvenza nell'interesse prioritario dei creditori
  19. L'art 89 del Ccel prevede con riferimento alla riduzione o perdita del capitale della società in crisi: il deposito della domanda produca immediatamente la disattivazione delle principali regole di protezione del capitale sociale delle società di capitali
  20. L'art. 33 CCeI stabilisce un principio generale: la cessazione dell'attività coincide, per tutti gli imprenditori, con la cancellazione dal registro delle imprese
  21. L'articolo 34 CCeI legittima pienamente la procedura di liquidazione giudiziale anche senza alcun "rappresentante" del defunto: vero, ma i creditori del defunto possono "stimolare" l'erede ad accettare ponendo in essere l'actio interrogatoria di cui all'articolo 481 c.c
  1. L'esdebitazione della società ha efficacia nei confronti dei soci illimitatamente responsabili: vero
  2. L'esdebitazione è l'istituto attraverso il quale: il debitore assoggettato a liquidazione giudiziale o controllata o il sovraindebitato, a certe condizioni, viene liberato dall'obbligo di adempimento delle prestazioni ancora dovute ai creditori rimasti insoddisfatti dai riparti "concorsuali"
  3. L'esdebitazione si consegue: con provvedimento del tribunale
  4. L'esperimento dell'azione revocatoria fallimentare: presuppone la sussistenza di un danno
  5. L'essere "imprenditore commerciale":È un presupposto essenziale anche per le società
  6. L'estensione della liquidazione è possibile solo quando: non sia decorso un anno dallo scioglimento del rapporto sociale e dalla cessazione della responsabilità illimitata anche in caso di trasformazione, fusione o scissione, se sono state osservate le formalità per renderle note ai terzi
  7. L'imprenditore che ha all'estero il centro degli interessi principali: può essere assoggettato a una procedura di regolazione della crisi in Italia quando ha una dipendenza in Italia, anche se è stata aperta analoga procedura all'estero
  8. L'imprenditore commerciale e agricolo, può: chiedere la nomina di un esperto quando si trova in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico - finanziario
  9. L'imprenditore escluso dalla liquidazione giudiziale deve presentare: un attivo patrimoniale complessivo annuo non superiore a trecentomila euro e ricavi annui non superiori duecentomila euro, entrambi i requisiti devono sussistere nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di apertura della L.G., e un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore a cinquecentomila euro
  10. L'inefficacia che affetta atti e pagamenti compiuti dal debitore dopo l'apertura della liquidazione giudiziale: sussiste indipendentemente dalla loro idoneità ad arrecare pregiudizio alla procedura e dallo stato di buona o malafede dei contraenti
  11. L'inefficacia degli atti compiuti dal debitore dopo l'apertura della liquidazione giudiziale: ha carattere generale, infatti riguarda sia atti di ordinaria amministrazione, che quelli di straordinaria
  12. L'insolvenza: non necessariamente implica una situazione di irrimediabile compromissione della capacità di adempiere le obbligazioni
  13. L'inventario è formato: dal verbale cui il curatore deve allegare la documentazione fotografica dei beni inventariati
  14. Lo scioglimento e la liquidazione volontaria: non sono incompatibili con la sussistenza di accordi di ristrutturazione
  15. Lo scioglimento e la liquidazione volontaria: non sono incompatibili con la sussistenza di accordi di ristrutturazione
  16. Lo scopo del piano è: Consentire il risanamento dell'esposizione debitoria dell'impresa e ad assicurare il riequilibrio della situazione finanziaria
  17. Lo scopo della liquidazione giudiziale è: la miglior soddisfazione dei creditori di un debitore insolvente attraverso un procedimento giudiziario a carattere concorsuale
  18. Lo stato di crisi e di insolvenza: legittima l'adozione di un piano attestato di risanamento
  19. L'obiettivo della normativa sull'accesso alle procedure di regolazione della crisi o dell'insolvenza è quello di: evitare che ciascuna procedura avesse regole sue proprie
  20. L'OCC, entro sette giorni dall'avvenuto conferimento dell'incarico: ne da' notizia all'agente della riscossione e agli uffici fiscali
  21. L'organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento: È destinatario dell'incarico per essere assistito nella procedura di ristrutturazione dei debiti da parte del

consumatore

  1. Modifiche sostanziali al piano attestato di risanamento: Sono possibili prima e dopo l'omologazione con le cautele previste dall'art. 58
  2. Nel caso in cui il debitore abbia richiesto misure protettive anche in funzione della omologazione degli accordi di ristrutturazione: i creditori non possono rifiutare l'adempimento dei contratti in corso di esecuzione o provocarne la risoluzione unilateralmente
  3. Nel caso in cui il debitore abbia richiesto misure protettive anche in funzione della omologazione degli accordi di ristrutturazione: i creditori non possono rifiutare l'adempimento dei contratti in corso di esecuzione o provocarne la risoluzione unilateralmente
  4. Nel caso in cui più imprese appartenenti a un medesimo gruppo siano assoggettate a separate procedure di liquidazione giudiziale: gli organi di gestione delle diverse procedure cooperano per facilitare la gestione efficace di tali procedure
  5. Nel caso in cui siano presentate più richieste dai diversi membri della famiglia: il giudice adotta i necessari provvedimenti per assicurarne il coordinamento
  6. Nel codice della crisi e dell'insolvenza, il gruppo è definito come: l'insieme delle società, delle imprese e degli enti, esclusi lo Stato ed enti territoriali che, ai sensi degli articoli 2497 e 2545-septies del Codice civile, esercitano o sono sottoposti alla direzione e coordinamento di una società̀, di un ente o di una persona fisica, sulla base di un vincolo partecipativo o di un contratto
  7. Nel concetto relativo all'attivo patrimoniale vanno considerate: tutte le voci indicate nell'articolo 2424 c.c.
  8. Nel concordato liquidatroio l'interesse principe è: soddisfare il ceto creditorio
  9. Nel contratto di affitto di azienda, l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti del concedente: non scioglie il contratto ma il curatore, previa autorizzazione del comitato dei creditori, può recedere corrispondendo alla controparte un equo indennizzo
  10. Nel diritto comune delle società, il gruppo è: un'aggregazione di imprese organizzate in forma societaria ciascuna delle quali è dotata di una propria autonomia ed indipendenza
  11. Nel procedimento di liquidazione giudiziale: possono intervenire i terzi che hanno legittimazione a proporre la domanda (oltre al PM), sino a che la causa non venga rimessa al collegio per la decisione
  12. Nella liquidazione coatta amministrativa: il programma di liquidazione non ha alcuna utilità
  13. Nella procedura di liquidazione controllata: l'esdebitazione opera di diritto a seguito del provvedimento di chiusura della liquidazione
  14. Nella struttura della Legge F allimentare la liquidazione coatta amministrativa era: una procedura concorsuale con finalità liquidatoria nella quale l'autorità amministrativa era chiamata a provocarne l'apertura senza avere il potere di verificare la sussistenza o meno dello stato di insolvenza
  15. Nella udienza di trattazione per l'apertura del procedimento di liquidazione giudiziale è obbligatoria: l'audizione delle parti che verrà svolta dal Tribunale in camera di consiglio salvo che lo stesso non l'abbia delegato al giudice relatore
  16. Nella vendita con riserva di proprietà in caso di apertura della liquidazione giudiziale del patrimonio del compratore: il curatore può subentrare se il prezzo deve essere pagato a termine o a rate
  17. Nella vendita con riserva di proprietà, in caso di apertura della liquidazione giudiziale del patrimonio del compratore, il venditore può: chiedere cauzione a meno che il curatore paghi immediatamente il prezzo con lo sconto dell'interesse legale

creditori

  1. Per quel che concerne i rapporti tra il principio della c.d. par condicium creditorum e il Ccel:
  2. Prima che si possa procedere all'ultimo dei riparti, il commissario liquidatore deve sottoporre all'autorità di vigilanza: il bilancio finale della liquidazione, il conto della gestione, il piano di riparto tra i creditori
  3. Può accedere alla liquidazione coatta del sovraindebitato: il debitore consumatore
  4. Può chiedere la risoluzione del concordato: il creditore per inadempimento
  5. Può faree ricorso al piano attestato di risanamento: l'imprenditore
  6. Q ualora la domanda di accesso alla procedura è presentata contemporaneamente da più imprese dello stesso gruppo: È competente il tribunale individuato ai sensi dell'articolo 27 in relazione al centro degli interessi principali della società
  7. Q uando il gruppo di società è assoggettato alla liquidazione giudiziale unitaria: il tribunale nomina un unico giudice delegato
  8. Q uando la proposta di transazione fiscale è prevista all'interno di un più ampio progetto di ristrutturazione, essa: deve indicare, relativamente ai crediti fiscali e previdenziali, la convenienza del trattamento proposto rispetto alla liquidazione delle posizioni fiscali e previdenziali che l'amministrazione possa ottenere in sede di liquidazione giudiziale
  9. Q uando le ripartizioni ai creditori raggiungono l'intero ammontare dei crediti ammessi: ci si trova davanti a una delle ipotesi di chiusura della procedura
  10. Q uando uno dei debitori non è un consumatore: al progetto unitario si applicano le disposizioni in ambito di concordato
  11. Q uanto ai creditori si richiedeva, per l'approvazione del concordato, un quorum molto elevato: si rendeva necessaria la doppia maggioranza, sia per numero di creditori votanti che per somma o valore.
  12. Relativamente al credito tributario chirografario complessivo, il voto sulla proposta: È espresso dall'ufficio previo parere conforme della competente direzione regionale
  13. Rispetto al passato, il ruolo e le funzioni del commissario nell'ambito delle società cooperative: devono chiedere la cancellazione della società dal registro delle imprese
  14. Se alla data di apertura della liquidazione sono pendenti procedure esecutive: il curatore può subentrarvi
  15. Se è stata aperta una procedura concorsuale e mancano le scritture contabili o se a causa dell'irregolarità delle stesse, o per altre ragioni, i netti patrimoniali non possono essere determinati: il danno e' liquidato in misura pari alla differenza tra attivo e passivo accertati nella procedura
  16. Se il creditore privilegiato risulta interamente soddisfatto con le ripartizioni eseguite prima della distribuzione del prezzo del bene vincolato a sua garanzia: queste devono essere detratte dalla somma loro spettante sul prezzo di vendita per essere attribuite ai creditori chirografari
  17. Se il curatore comunica di voler dare esecuzione al contratto avente a oggetto un immobile da costruire: la fideiussione non può più essere escussa
  18. Se il debitore ha la forma di una spa o srl, la proposta concorrente può: prevedere un aumento di capitale della società con esclusione o limitazione del diritto d'opzione
  19. Se il debitore muore dopo l'apertura della procedura di liquidazione controllata o giudiziale: questa prosegue nei confronti degli eredi, anche se hanno accettato con beneficio di inventario
  20. Se il debitore o, se si tratta di società gli amministratori, hanno notizia di altri beni da comprendere nell'inventario: devono darne conto, prima della chiusura dell'inventario, al curatore a mezzo di apposita dichiarazione per non incorrere nelle pene ex art. 327 CCeI
  1. Se il passivo della liquidazione giudiziale presenta crediti per rendita perpetua: questa è riscattata secondo il procedimento descritto dall'art. 1866 c.c.
  2. Se il trasferimento del COMI all'estero è avvenuto nell'anno antecedente il deposito della domanda di regolazione della crisi o della insolvenza o dell'apertura della liquidazione giudiziale: non esclude la sussistenza della giurisdizione italiana
  3. Se la notificazione non risulta possibile per cause non imputabili al destinatario, la notifica, a cura del ricorrente, si esegue: esclusivamente di persona presso la sede risultante dal registro delle imprese o, per i soggetti non iscritti nel registro delle imprese, presso la residenza
  4. Se l'apertura della liquidazione giudiziale avviene nei confronti del patrimonio del venditore: essa non è causa di scioglimento del contratto e si applica la regola generale contenuta nell'art. 172 CCeI
  5. Se le diverse imprese del gruppo hanno il proprio centro degli interessi principali in circoscrizioni diverse: il tribunale competente è quello dinnanzi al quale è stata depositata la prima domanda di liquidazione giudiziale
  6. Se le imprese facenti parte del gruppo hanno il COMI in circoscrizioni giudiziarie diverse: la competenza va individuata "in relazione al centro degli interessi principali della società o ente o persona fisica che, in base alla pubblicità prevista dall'articolo 2497-bis del codice civile, esercita l'attività di direzione e coordinamento oppure, in mancanza, dell'impresa che presenta la maggiore esposizione debitoria in base all'ultimo bilancio approvato"
  7. Se le offerte concorrenti dovessero essere difformi da quanto stabilito dal decreto: sarebbero inefficaci
  8. Se l'offerta perviene oltre il termine stabilito nell'avviso di vendita: non è efficace
  9. Se nel circondario del tribunale competente non vi è un OCC: i compiti e le funzioni allo stesso attribuiti sono svolti da un professionista in possesso dei requisiti di cui all'articolo 358 CCeI
  10. Se un contratto è ancora ineseguito da entrambe le parti, al momento dell'apertua della liquidazione giudiziale: l'esecuzione rimane sospesa fino a quando il curatore dichiara di subentrare o di sciogliersi dal contratto
  11. Se, dopo l'omologazione, si rendono necessarie modifiche sostanziali al piano: esse sono apportate dall'imprenditore con contestuale rinnovo dell'attestazione del professionista indipendente
  12. Sebbene non sia espressamente previsto, si ritiene che: a dispetto della rubrica dell'articolo 20 intitolata "solo" "misure protettive" non possono esservi dubbi in ordine alla circostanza per cui l'articolo 54 estenda la facoltà del debitore di proporre istanza anche per misure "atipiche" di natura cautelare
  13. Secondo quanto disposto dall'art. 166, l'atto è destinato a rimanere stabile nei suoi effetti quando: il terzo era in buona fede al momento del suo compimento
  14. si assiste a un sostanziale depotenziamento di detto principio
  15. Si tratta di una procedura: volta a liberare il debitore dall'obbligo di adempiere piuttosto che a estinguere il debito
  16. Sino a quando non vi siano eredi, la procedura di liquidazione giudiziale: difetta di una "presenza soggettiva" che possa "rappresentare" l'imprenditore defunto
  17. Solo attraverso l'attività dell'Organismo di Conciliazione: il debitore può presentare al tribunale la domanda di ammissione alla procedura
  18. Sono "protettive" le misure: temporanee richieste dal debitore per evitare che determinate azioni dei creditori possano pregiudicare, sin dalla fase delle trattative, il buon esito delle iniziative assunte per la regolazione della crisi o dell'insolvenza
  19. Sono cause legittime di prelazione: i privilegi, il pegno e le ipoteche