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Diritto fallimentare PEGASO GIURISPRUDENZA LMG01
Tipologia: Prove d'esame
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Diritto fallimentare A seguito del pagamento integrale dei debiti in sede di riparti parziali e prima di quello finale, il curatore: deve convocare l'assemblea ordinaria dei soci per le deliberazioni necessarie ai fini della ripresa dell'attività o della sua cessazione. Affinché l'accordo di ristrutturazione possa avere efficacia estesa tutti i creditori appartenenti alla medesima categoria devono essere informati dell'avvio delle trattative e messi in condizione di parteciparvi consapevolmente. Affinché possa darsi l'accordo di ristrutturazione a efficacia estesa l'accordo deve avere carattere non liquidatorio quindi prevedere la continuazione dell'attività d'impresa, direttamente o indirettamente. Affinché si abbia la procedura familiare il sovrindebitamento deve colpire più membri della famiglia e deve avere origine comune. Affinché un membro della famiglia possa presentare un unico progetto di risoluzione della crisi deve essere convivente o il debito deve avere un'origine comune. Ai creditori che hanno concluso gli accordi di ristrutturazione si applica il 1239 c.c. se la remissione sia uno degli strumenti negoziali previsti dall'accordo (o accordi) di ristrutturazione. Ai creditori non aderenti Occorre garantire un soddisfo in misura non inferiore rispetto a ciò che essi conseguirebbero se si aprisse la liquidazione giudiziale. Ai fini dell'ammissione al concordato preventivo, nella originaria impostazione della L.F si soleva distinguere tra condizioni patrimoniali e personali dell'imprenditore. Ai fini della cessazione dell'attività e della cancellazione di cui all'art. 33 CCeI, per l'imprenditore individuale È sempre ammesso che il creditore o il pubblico ministero possano dimostrare un momento dell'effettiva cessazione dell'attività da cui far decorrere il termine annuale diverso dalla cancellazione. Ai fini della formazione dello stato passivo, il curatore deve: compilare l'elenco dei creditori e l'elenco di coloro che appaiono titolari di diritti reali e personali, mobiliari e immobiliari. Ai sensi dell'art 233 comma 1 lett a)eb) la procedura di liquidazione giudiziale si chiude a)se nel termine stabilito nella sentenza con cui è stata dichiarata aperta la procedura non sono state proposte domande di ammissione al passivo;b) quando, anche prima che sia compiuta la ripartizione finale dell'attivo, le ripartizioni ai creditori raggiungono l'intero ammontare dei crediti ammessi, o questi sono in altro modo estinti e sono pagati tutti i debiti e le spese da soddisfare in prededuzione. Ai sensi dell'art 2487 ter, per poter revocare lo stato di liquidazione occorre eliminare la causa di scioglimento con deliberazione dell'assemblea presa con le maggioranze richieste per le modificazioni dell'atto costitutivo o dello statuto. Al concordato minore, salvo quanto specificamente previsto, si applica le disposizioni in materia di concordato preventivo. Al fine della loro omologazione, devono aderirvi almeno il sessanta per cento dei creditori. Al fine di individuare un gruppo di società, si presume che: l'attività̀ di direzione e coordinamento sia esercitata dalla società̀ o ente tenuto al consolidamento dei loro bilanci e che siano sottoposte alla direzione e coordinamento di una società̀ o ente che le controlli direttamente, anche nei casi di controllo congiunto. Al piano attestato di risanamento può fare ricorso l'imprenditore Anche non commerciale (agricoltori, artigiani). Al piano attestato di risanamento può oggi fare ricorso l'imprenditore. Al verificarsi di una causa di scioglimento della società gli amministratori conservano il potere di gestirla ai fini della conservazione dell'integrità e del valore del patrimonio sociale. Al verificarsi di una causa di scioglimento della società gli amministratori conservano il potere di gestirla ai fini della conservazione dell'integrità e del valore del patrimonio sociale. All'erede è preclusa la domanda di apertura della liquidazione giudiziale, quando si sia già realizzata confusione tra il patrimonio dell'imprenditore defunto e dell'erede. Alla domanda deve essere allegata una relazione particolareggiata redatta a cura dell'OCC. Anche nel caso di procedimento di gruppo, la legittimazione a proporre la domanda di accesso al concordato preventivo il ricorso per l'omologazione di accordi di ristrutturazione dei debiti spetta a unicamente al debitore. Artigiani, imprenditori non commerciali e imprenditori possono fare ricorso al piano attestato di risanamento
Banche, SIM, Sicav e assicurazioni: sono escluse dal procedimento di composizione negoziata della crisi in quanto soggette alle rispettive legislazioni speciali. Con il concordato nella liquidazione giudiziale si tende a: chiudere definitivamente i rapporti pregressi attraverso il pagamento parziale dei creditori o attraverso altre forme di ristrutturazione dei debiti. Con la chiusura della liquidazione giudiziale: cessano gli effetti della procedura di liquidazione sul patrimonio del debitore e le sue conseguenti incapacità personali. Con riferimento ai crediti pecuniari la dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale sospende il corso degli interessi legali e convenzionali. Con riferimento alla società cooperativa, la perdita del capitale sociale l'apertura di una procedura di liquidazione controllata dei suoi beni. Dal deposito della domanda di omologazione di accordi di ristrutturazione si sospende la sovranità e il controllo diretto dei soci sul procedimento di liquidazione volontaria. Dal deposito della domanda di omologazione di accordi di ristrutturazione si sospende la sovranità e il controllo diretto dei soci sul procedimento di liquidazione volontaria. Dal punto di vista strutturale, gli accordi di ristrutturazione contemplano il debitore e uno o più creditori vero, la norma fa riferimento a uno o più creditori aderenti. Dal tenore letterale della norma (art. 172 CCeI), si evince che: la decisione (e connessa comunicazione) di risoluzione del contratto non esigano autorizzazione da parte di alcuno. Dalla data di domanda di concordato preventivo e fino all'omologazione conserva l'amministrazione dei suoi beni e l'esercizio dell'impresa sotto la vigilanza del commissario giudiziale. Dalla lettura dell'art 13 Ccel si comprnede che costituiscono indicatori di crisi gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario ed i ritardi nei pagamenti reiterati e significativi. È competente, in caso di presentazione di più richieste di risoluzione della crisi il giudice adito per primo. Essi sono conclusi dall'imprenditore in stato di crisi o di insolvenza. Essi sono soggetti a omologazione ai sensi dell'art. 48 CCeI. Ex articolo 33 del CCeI la liquidazione giudiziale può essere aperta entro un anno dalla cessazione dell'attività del debitore, se l'insolvenza si sia manifestata anteriormente alla medesima o entro l'anno successivo. Gli "accordi di ristrutturazione dei debiti" sono compresi nella composizione negoziata. Gli accordi di ristrutturazione a efficacia estesa sono estesi anche ai creditori non aderenti che appartengono alla medesima categoria. Gli accordi di ristrutturazione dei debiti devono assicurare il pagamento integrale dei creditori estranei. Gli accordi di ristrutturazione dei debiti sono anch'essi strumenti di regolazione (negoziale) della crisi, e sono volti al risanamento dell'esposizione debitoria. Gli accordi di ristrutturazione della società hanno efficacia nei confronti dei soci illimitatamente responsabili. Gli accordi di ristrutturazione possono essere eseguiti attraverso atti negoziali e non negoziali. Gli accordi di ristrutturazione possono essere stipulati in fuzione della continuità aziendale. Gli accordi di ristrutturazione possono essere stipulati in fuzione della continuità aziendale. Gli accordi di ristrutturazione sono agevolati in quanto la percentuale richiesta per la loro conclusione è il trenta (invece che il sessanta) per cento dei crediti. Gli accordi di ristrutturazione Sono strumenti negoziali stragiudiziali soggetti a omologazione. Gli allegati del piano di risanamento sono Le scritture contabili, le dichiarazioni dei redditi, i bilanci degli ultimi tre anni, l'elenco dei creditori e una relazione economica particolareggiata in formato digitale Gli aspetti 'essenziali' delle attività propedeutiche alla liquidazione sono: l'apposizione dei sigilli, la redazione dell'inventario, la consegna dei beni del debitore e la formazione del fascicolo informatico. Gli atti a titolo oneroso: sono revocati se le prestazioni eseguite sorpassano di oltre un quarto ciò che è stato dato o promesso al debitore. Gli effetti che conseguono al deposito della domanda per l'omologazione di accordi di ristrutturazione sulla disciplina del capitale non si applicano gli artt. 2446 e 2447 per le s.p.a e 2482-bis e 2482-ter c.c. civile quanto alle s.r.l. e non opera la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita. Gli effetti che conseguono al deposito della domanda per l'omologazione di accordi di ristrutturazione sulla disciplina del capitale non si applicano gli artt. 2446 e 2447 per le s.p.a e 2482-bis e 2482-ter c.c. civile quanto alle s.r.l. e non opera la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita.
crisi o a indicare il rischio di perdita della continuità aziendale, naturalmente secondo gli indicatori e nei modi che sono disciplinati principalmente negli artt. 13 e 14 del nuovo Codice. Il Ccel ripristina, per la liquidazione giudiziale, il precetto secondo cui l'apertura della procedura di liquidazione giudiziale e della liquidazione controllata sono cause di scioglimento delle società di capitali. Il Ccel si compone di 388 articoli e diverse disposizioni di attuazione e transitorie e modifiche al codice civile. Il Codice ammette, anche nella liquidazione coatta: ripartizioni parziali. Il Codice declina due modi esecutivi per monetizzare il valore dei beni del patrimonio del debitore: in via principale, la vendita dell'azienda o suoi rami, ovvero le vendite in blocco di beni e, dall'altro, in via subordinata le vendite dei singoli beni. Il Codice qualifica come essenziali i contratti necessari per la continuazione della gestione corrente dell'impresa. Il Codice qualifica come essenziali i contratti necessari per la continuazione della gestione corrente dell'impresa. Il COMI e la "dipendenza" esprimono lo stesso concetto falso, il COMI serve a individuare lo stato membro che dovrà regolare la procedura principale, la presenza di una "dipendenza" declina la possibilità di aprire un procedimento secondario nel luogo in cui essa si trova. Il comma secondo dell'art. 207 CCeI stabilisce che: le vendite e gli altri atti di liquidazione sono effettuati dal curatore o dal delegato alle vendite tramite procedure competitive, anche avvalendosi di soggetti specializzati, con le modalità stabilite con ordinanza dal giudice delegato. Il commissario deve accantonare le somme ricavate dalla vendita di beni gravati da diritti di prelazione: si, anche se tale specifico accantonamento non è espressamente previsto. Il commissario liquidatore: forma l'inventario, procede alla stima dei beni, quindi li liquida, salve le limitazioni stabilite dall'autorità di vigilanza. Il commissario liquidatore: liquida il patrimonio sociale secondo le direttive dell'autorità che vigila e sotto il controllo del comitato di vigilanza. Il compenso dell'Organismo di Composizione della Crisi È ripartito tra i membri della famiglia in proporzione all'entità dei debiti di ciascuno. Il concordato giudiziale integra una fattispecie: a formazione progressiva che consta di tre fasi. Il concordato minore è finalizzato a risolvere lo stato di sovrindebitamento in funzione della prosecuzione dell'attività imprenditoriale o professionale. Il concordato minore è rivolto a professionisti, imprenditori minori, imprenditore agricolo, start-up innovative e ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale.. Il concordato nella liquidazione giudiziale si contrappone funzionalmente a quello preventivo: vero, infatti il concordato preventivo mira a evitare l'ingresso dell'impresa in crisi (o insolvente) nella procedura concorsuale, mentre quello nella liquidazione giudiziale ha lo scopo di farla uscire dal procedimento concorsuale. Il concordato non può essere definito un "mero" schema civilisticamente satisfattorio per l'estinzione del rapporto obbligatorio, in quanto difetta la piena libertà delle parti di scegliere la soluzione estintiva. Il concordato preventivo può essere con continuità aziendale o liquidatorio. Il concordato preventivo può essere definito una proposta proveniente dal debitore, e rivolta ai creditori, avente ad oggetto un piano di risanamento dei debiti e quindi di risoluzione della crisi (o dell'insolvenza). Il concordato può consistere nella cessione dei beni. Il contenuto della proposta è dunque: libero ma deve indicare in modo specifico tempi e modalità per superare la crisi da sovraindebitamento. Il contenuto minimo del piano di concordato sta nella descrizione della proposta e nell'analiticità della descrizione dei modi e tempi di adempimento della stessa. Il contratto avente a oggetto un immobile da costruire, si scioglie se: l'acquirente escute la fideiussione prima che il curatore comunichi la scelta tra esecuzione e scioglimento. Il contratto di edizione: si risolve solo se il curatore, entro un anno dall'apertura della liquidazione giudiziale, non continui l'esercizio dell'azienda editoriale o non la ceda ad altro editore. Il contratto di locazione finanziaria: subisce la regola generale della "sospensione" dell'esecuzione del contratto quando l'apertura della liquidazione giudiziale riguardi il patrimonio dell'utilizzatore. Il contratto di mutuo ipotecario: È suscettibile di essere contenuto nella proposta. Il contratto preliminare di vendita immobiliare: può essere oggetto di subentro o di scioglimento, come previsto per i contratti "in generale".
Il creditore che resti insoddisfatto per gli interessi "maturati" ma non soddisfatti nel corso della procedura potrà agire per il loro recupero una volta che la procedura sarà chiusa, salvo l'eventuale concordato nella liquidazione giudiziale o l'eventuale esdebitazione. Il creditore che, prima dell'apertura della liquidazione giudiziale, ha ricevuto da un coobbligato in solido con il debitore il cui patrimonio è sottoposto alla procedura concorsuale, o da un fideiussore, una parte del proprio credito ha diritto di concorrere nella liquidazione giudiziale per la parte non riscossa. Il creditore non può anticipare la scadenza dei contratti in essere o modificarli in danno dell'imprenditore quando debitore abbia richiesto misure protettive anche in funzione della omologazione degli accordi di ristrutturazione. Il creditore non può anticipare la scadenza dei contratti in essere o modificarli in danno dell'imprenditore quando debitore abbia richiesto misure protettive anche in funzione della omologazione degli accordi di ristrutturazione. Il curatore della liquidazione giudiziale È l'organo che sostituisce il debitore nell'amministrazione funzionale alla liquidazione del patrimonio, avente lo scopo di soddisfare i creditori nell'ordine e grado di legge. Il curatore è obbligato a inventariare: tutti i beni di proprietà (o sui quali vi sia altro diritto reale) del debitore, ancorché essi siano detenuti a qualsiasi titolo da terzi e anche se i terzi abbiano diritto a rimanere nel godimento dei beni in oggetto in virtu' di un titolo opponibile al curatore. Il curatore può delegare le sue funzioni si, in caso di "specifiche operazioni" e purché sia all'uopo autorizzato dal comitato dei creditori. Il curatore può essere messo in mora: dalla controparte contraente al fine di assegnargli un termine per decidere se subentrare. Il danno che funge da presupposto ai fini dell'esercizio della revoca: per giurisprudenza dominante, il danno si considera in re ipsa ed è rappresentato dalla lesione della par condicio creditorum, ricollegabile all'uscita del bene dalla massa. Il debitore condannato per bancarotta fraudolenta o per delitti contro l'economia o compiuti in connessione con l'esercizio dell'attività d'impresa: non può essere essere ammesso al beneficio dell'esdebitazione. Il deposito della domanda di concordato preventivo può innescare i procedimenti necessari al conseguimento, su istanza degli interessati-legittimati, di misure protettive e cautelari. Il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sui beni compresi nella procedura, dal giorno della dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale ha la duplice valenza di evitare la formazione di posizioni di "vantaggio" e quella di garantire l'unitarietà della procedura. Il divieto, per i creditori per titolo o causa anteriore, di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore, è una misura tipica. Il dolo e la colpa grave operano con riferimento sia all'attestatore che al debitore. Il giudice delegato può autorizzare la vendita immediata: per i beni per i quali non sia possibile apporre i sigilli e per quelli facilmente deteriorabili. Il giudice delegato, su istanza della parte interessata, può: sentiti il curatore e il comitato dei creditori, se costituito, disporre che non siano inclusi nell'inventario o siano restituiti agli aventi diritto i beni mobili sui quali terzi vantano diritti reali o personali chiaramente e immediatamente riconoscibili. Il legislatore all'art 91 comma 8 prevede che In favore dell'originario offerente il commissario dispone il rimborso delle spese e dei costi sostenuti per la formulazione dell'offerta entro il limite massimo del tre per cento del prezzo in essa indicato. Il legislatore con l'art 378 Ccel ha deciso di incidere sensibilmente sulla disciplina della responsabilità degli amministratori delle s.r.l. Il miglior realizzo è considerato: il maggior valore distribuibile nei tempi più brevi. Il nuovo codice della crisi e dell'insolvenza rinnova la composizione del conflitto di interessi tra ceto creditorio e debitore in crisi o insolvente attraverso una preliminare innovativa impostazione la nozione ampia di debitore sulla quale costruire l'intera disciplina della soluzione della crisi e dell'insolvenza e un forte stimolo all'assunzione di comportamenti imprenditoriali responsabili, finalizzati sia alla sopravvivenza dell'impresa e alla tutela di coloro che concedono credito. Il piano attestato di risanamento è volto a comporre il conflitto di interessi tra creditori "in concorso" e debitore ed è funzionale alla continuazione dell'attività di impresa Il piano deve avere forma scritta
L'amministrazione del patrimonio del debitore viene affidata a un soggetto terzo il quale - sotto il controllo dell'autorità giudiziaria - provvede ad amministrarlo, gestirne i rapporti pendenti, proteggerlo e liquidarlo per ripartirne il ricavato tra i creditori. L'apertura della procedura di liquidazione giudiziale nei confronti della società produce: l'apertura della procedura di liquidazione giudiziale dei soci che abbiano tipologicamente e fisiologicamente la responsabilità illimitata per le obbligazioni sociali. L'applicazione delle norme contenute nel nuovo codice della Crisi di impresa e dell'insolvenza sono escluse e dunque non rilevano nei confronti dello Stato e degli enti pubblici. L'art 379 comma 1 Ccel sancisce che l'obbligo di nomina dell'organo di controllo o del revisore cessa quando per tre esercizi consecutivi non è superato nessuno dei limiti indicati dalla medesima disposizione. L'art 382 Ccel quale importante modifica introduce all'art 2272 cc il comma 5-bis. L'art 4 del Ccel sancisce il dovere del debitore di gestire il patrimonio o l'impresa durante la procedura di regolazione della crisi o dell'insolvenza nell'interesse prioritario dei creditori. L'art 89 del Ccel prevede con riferimento alla riduzione o perdita del capitale della società in crisi il deposito della domanda produca immediatamente la disattivazione delle principali regole di protezione del capitale sociale delle società di capitali. L'art. 33 CCeI stabilisce un principio generale la cessazione dell'attività coincide, per tutti gli imprenditori, con la cancellazione dal registro delle imprese. L'articolo 34 CCeI legittima pienamente la procedura di liquidazione giudiziale anche senza alcun "rappresentante" del defunto: vero, ma i creditori del defunto possono "stimolare" l'erede ad accettare ponendo in essere l'actio interrogatoria di cui all'articolo 481 c.c. L'articolo 84 del CCeI esordisce enunziando le finalità del concordato preventivo, e stabilisce che con il concordato preventivo il debitore realizza il soddisfacimento dei creditori mediante la continuità aziendale o la liquidazione del patrimonio. L'aspetto più rilevante del piano attestato è l'esenzione da revocatoria salvo i casi di dolo o colpa grave. L'associazione in partecipazione: si scioglie per effetto dell'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti dell'associante. L'attestazione del professionista indipendente deve specificare l'idoneità dell'accordo e del piano ad assicurare il pagamento integrale dei creditori estranei. L'attestazione del professionista indipendente relativamente ai crediti tributari e contributivi ha ad oggetto anche la convenienza del trattamento proposto rispetto alla liquidazione giudiziale. L'attività ricognitiva in capo al curatore sfocia: nella redazione dell'inventario. L'audizione delle parti nel procedimento di liquidazione giudiziale può essere effettuata dal giudice delegato dal Tribunale che provvede all'ammissione e all'espletamento dei mezzi istruttori richiesti dalle parti o disposti d'ufficio. L'azione dei creditori sociali contro gli amministratori della s.r.l. responsabili della cd. "insufficienza del patrimonio sociale rispetto ai crediti" si prescrive in cinque anni dal manifestarsi dell'insufficienza del patrimonio. L'azione revocatoria ordinaria: può essere domandata dal curatore che propone l'azione innanzi al tribunale che ha aperto la liquidazione giudiziale. L'effetto del piano è ricognitivo e programmatico L'efficacia della convenzione di moratoria È estesa anche ai creditori non aderenti che appartengono alla medesima categoria. L'esdebitazione della società ha efficacia nei confronti dei soci illimitatamente responsabili: vero. L'esdebitazione è l'istituto attraverso il quale: il debitore assoggettato a liquidazione giudiziale o controllata o il sovraindebitato, a certe condizioni, viene liberato dall'obbligo di adempimento delle prestazioni ancora dovute ai creditori rimasti insoddisfatti dai riparti "concorsuali". L'esdebitazione si consegue: con provvedimento del tribunale. L'esperimento dell'azione revocatoria fallimentare: presuppone la sussistenza di un danno. L'essere "imprenditore commerciale": È un presupposto essenziale anche per le società. L'estensione della liquidazione è possibile solo quando: non sia decorso un anno dallo scioglimento del rapporto sociale e dalla cessazione della responsabilità illimitata anche in caso di trasformazione, fusione o scissione, se sono state osservate le formalità per renderle note ai terzi.
L'imprenditore che ha all'estero il centro degli interessi principali non esclude la sussistenza della giurisdizione italiana. L'imprenditore commerciale e agricolo, può chiedere la nomina di un esperto quando si trova in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico – finanziario. L'imprenditore escluso dalla liquidazione giudiziale deve presentare: un attivo patrimoniale complessivo annuo non superiore a trecentomila euro e ricavi annui non superiori duecentomila euro, entrambi i requisiti devono sussistere nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di apertura della L.G., e un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore a cinquecentomila euro. L'inefficacia che affetta atti e pagamenti compiuti dal debitore dopo l'apertura della liquidazione giudiziale sussiste indipendentemente dalla loro idoneità ad arrecare pregiudizio alla procedura e dallo stato di buona o malafede dei contraenti. L'inefficacia degli atti compiuti dal debitore dopo l'apertura della liquidazione giudiziale ha carattere generale, infatti riguarda sia atti di ordinaria amministrazione, che quelli di straordinaria. L'insolvenza non necessariamente implica una situazione di irrimediabile compromissione della capacità di adempiere le obbligazioni L'inventario è formato: dal verbale cui il curatore deve allegare la documentazione fotografica dei beni inventariati. L'obiettivo della normativa sull'accesso alle procedure di regolazione della crisi o dell'insolvenza è quello di evitare che ciascuna procedura avesse regole sue proprie. L'OCC, entro sette giorni dall'avvenuto conferimento dell'incarico: ne da' notizia all'agente della riscossione e agli uffici fiscali. L'organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento: È destinatario dell'incarico per essere assistito nella procedura di ristrutturazione dei debiti da parte del consumatore. La cancellazione dal registro delle imprese può essere chiesta quando: È avvenuto il riparto finale o è stata constatata l'inadeguatezza della procedura al pagamento dei debiti. La cessione dei beni o cessio bonorum: È una delle modalità di attuazione della proposta di concordato. La competenza per le questioni afferenti al concordato minore è del Tribunale. La composizione del conflitto di interessi tra creditori "in concorso" e debitore è funzionale alla continuazione dell'attività di impresa. La composizione negoziata ha, quale principale effetto la mancanza della vocazione liquidatoria. La continuazione dell'attività d'impresa È espressamente prevista dalla legge quale requisito diretto o indiretto. La convenzione di moratoria può avere a oggetto la dilazione dei debiti, accordi sulle loro scadenze, rinuncia agli atti e alle azioni esecutive. La convenzione di moratoria è conclusa dall'imprenditore e i suoi creditori. La corretta ricostruzione del patrimonio del debitore: È strumento indispensabile per mitigare le conseguenze della crisi. La decisione dell'assemblea necessaria ai fini della ripresa dell'attività o della sua cessazione, è presa: con le maggioranze dell'assemblea ordinaria, così derogando a quanto stabilito in tema di liquidazione volontaria dal c.c. La definizione di impresa minore, rilevante ai fini della liquidazione giudiziale, quanto agli aspetti patrimoniali, si riferisce: ai ricavi. La disciplina del CCeI deroga alla cd. "relatività" dei contratti vero, i creditori estranei agli accordi sono destinati a subirli, ancorché solo parzialmente. La disciplina del concordato nella liquidazione esige: un accordo tra il soggetto legittimato a proporlo e i creditori che sono chiamati ad approvarlo. La disciplina della liquidazione coatta amministrativa è riferita: alla crisi gestionale, amministrativa e finanziaria di imprese considerate dalla legge particolarmente rilevanti in considerazione del settore economico in cui operano. La disciplina relativa alle misure cautelari prevista dal CCeI è unitaria per tutte le procedure di regolamentazione della crisi e dell'insolvenza. La domanda di accesso a una procedura regolatrice della crisi o dell'insolvenza è proposta con ricorso. La domanda di accesso a una procedura regolatrice della crisi o dell'insolvenza può essere proposta dal debitore.
La proposta concorrente è una diversa proposta di concordato per soluzione della crisi, che si pone , in competizione appunto con quella del debitore. La proposta di concordato deve essere: funzionale alla ristrutturazione dei debiti e alla soddisfazione dei crediti. La proposta di concordato ha contenuto libero. La proposta di concordato, in concreto deve essere fattibile. La proposta di transazione fiscale deve essere depositata presso il competente agente della riscossione sulla base dell'ultimo domicilio fiscale del debitore. La proposta di transazione può consistere nel pagamento, parziale o dilazionato, dei tributi e dei relativi accessori amministrati dalle agenzie fiscali, nonché' dei contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza. La Raccomandazione 2014/135/UE del 12 marzo 2014, precisa - tra le premesse- che appare necessario consentire alle imprese in crisi di ristrutturarsi in una fase precoce in modo da evitare l'insolvenza, massimizzandone il valore totale per creditori, dipendenti, proprietari e per l'economia in generale. La relazione del professionista indipendente certifica che il piano di risanamento e gli atti esecutivi in esso contemplati possano essere idonei ed adeguati a superare la crisi d'impresa. La revoca, per la Banca, dell'autorizzazione allo svolgimento dell'attività creditizia, è il presupposto della liquidazione coatta amministrativa: È discusso ma sembra potersi dedurre dalla lettura del combinato disposto delle norme. La ricognizione immediata dei beni del debitore in capo al curatore: È volta a evitare che il patrimonio del debitore subisca una dispersione in danno ai creditori. La rinunzia alla domanda di applicazione di provvedimenti cautelari e protettivi non esclude che essa possa essere proseguita da altri legittimati, ovvero riproposta nei medesimi termini da costoro. La ripartizione finale dell'attivo: È un'ipotesi di chiusura della liquidazione giudiziale. La società agricola: È società semplice che non svolge attività commerciale e dunque non è assoggettata alla liquidazione giudiziale. La sostanza della disciplina giuridica dei vari istituti di composizione negoziata della crisi, è testimonianza dell'ampio ventaglio di opzioni che vengono messe a disposizione di debitori e creditori per la regolamentazione della crisi. La sproporzione tra le prestazioni del sinallagma presa in esame dall'art. 166: È riferita al debitore insolvente. La suddivisione dei creditori in classi È espressamente prevista. La titolarità dei beni del debitore rimane in capo a quest'ultimo anche in caso egli ne subisca lo spossessamento. La transazione fiscale È autonoma rispetto alle procedure nell'ambito delle quali può inserirsi. La transazione fiscale è fisiologica alle trattative di una più ampia ristrutturazione del debito di cui tende ad essere parte. La transazione fiscale senza accordi di ristrutturazione non può esservi. La transazione fiscale, conclusa nell'ambito degli accordi di ristrutturazione È risolta di diritto se il debitore non esegue integralmente i pagamenti dovuti alle agenzie fiscali e agli enti di previdenza. La trasformazione del patrimonio del debitore in liquidità è finalizzata a distribuire il ricavato ai creditori secondo i criteri derivanti dalla formazione e gradazione del cd. "stato passivo". La vecchia Legge Fallimentare consentiva l'ammissione al concordato preventivo solo all'imprenditore non fallito che si trova in stato di crisi. La vendita dei beni mobili e immobili: È effettuata con modalità telematica tramite il portale delle vendite pubbliche. La violazione del divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore è punita con la nullità. Le azioni individuali dal giorno della dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale, non possono essere iniziate o proseguite sui beni della procedura. Le clausole negoziali che fanno dipendere la risoluzione del contratto dall'apertura della liquidazione giudiziale: sono inefficaci. Le condizioni poste dal legislatore per avvalersi dell'esdebitazione sono volte a: evidenziare la "meritevolezza" del debitore alla luce dei comportamenti che hanno caratterizzato il dissesto. Le cooperative che svolgono attività commerciale sono soggette anche a liquidazione giudiziale.
Le imprese agricole e quelle commerciali "sotto soglia": possono ricorrere alla composizione negoziata della crisi quando sembri ragionevolmenteperseguibile il risanamento dell'impresa, attraverso un procedimento "speciale". Le imprese che sono soggette alla procedura di liquidazione coatta amministrativa, di norma, no n possono: essere soggette a liquidazione giudiziale. Le imprese soggette a liquidazione coatta amministrativa, possono essere: ammesse alla procedura di concordato preventivo. Le masse attive e passive di ciascuna società partecipante del gruppo: rimangono autonome. Le masse attive e passive, nella procedura familiare rimangono distinte. Le misure cautelari e protettive possono essere revocate nel caso in cui risultino commessi atti di frode nei confronti dei creditori. Le misure protettive consistono nel divieto a carico dei creditori per titolo o causa anteriori al deposito della domanda di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore (istante). Le prescrizioni contenute nell'art. 233 si applicano: alle sole società di capitali. Le tre fasi del concordato giudiziale sono: la proposta di concordato, l'approvazione della maggioranza dei creditori, l'omologazione da parte del Tribunale. Lo scioglimento e la liquidazione volontaria non sono incompatibili con la sussistenza di accordi di ristrutturazione. Lo scioglimento e la liquidazione volontaria non sono incompatibili con la sussistenza di accordi di ristrutturazione. Lo scopo del piano è Consentire il risanamento dell'esposizione debitoria dell'impresa e ad assicurare il riequilibrio della situazione finanziaria. Lo scopo della liquidazione giudiziale è la miglior soddisfazione dei creditori di un debitore insolvente attraverso un procedimento giudiziario a carattere concorsuale. Lo stato di crisi e di insolvenza legittima l'adozione di un piano attestato di risanamento Modifiche sostanziali al piano attestato di risanamento Sono possibili prima e dopo l'omologazione con le cautele previste dall'art. 58. Nel caso in cui il debitore abbia richiesto misure protettive anche in funzione della omologazione degli accordi di ristrutturazione i creditori non possono rifiutare l'adempimento dei contratti in corso di esecuzione o provocarne la risoluzione unilateralmente. Nel caso in cui il debitore abbia richiesto misure protettive anche in funzione della omologazione degli accordi di ristrutturazione i creditori non possono rifiutare l'adempimento dei contratti in corso di esecuzione o provocarne la risoluzione unilateralmente. Nel caso in cui più imprese appartenenti a un medesimo gruppo siano assoggettate a separate procedure di liquidazione giudiziale: gli organi di gestione delle diverse procedure cooperano per facilitare la gestione efficace di tali procedure. Nel caso in cui siano presentate più richieste dai diversi membri della famiglia il giudice adotta i necessari provvedimenti per assicurarne il coordinamento. Nel codice della crisi e dell'insolvenza, il gruppo è definito come: l'insieme delle società, delle imprese e degli enti, esclusi lo Stato ed enti territoriali che, ai sensi degli articoli 2497 e 2545-septies del Codice civile, esercitano o sono sottoposti alla direzione e coordinamento di una società̀, di un ente o di una persona fisica, sulla base di un vincolo partecipativo o di un contratto. Nel concetto relativo all'attivo patrimoniale vanno considerate: tutte le voci indicate nell'articolo 2424 c.c. Nel concordato liquidatroio l'interesse principe è soddisfare il ceto creditorio. Nel contratto di affitto di azienda, l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti del concedente: non scioglie il contratto ma il curatore, previa autorizzazione del comitato dei creditori, può recedere corrispondendo alla controparte un equo indennizzo. Nel diritto comune delle società, il gruppo è: un'aggregazione di imprese organizzate in forma societaria ciascuna delle quali è dotata di una propria autonomia ed indipendenza. Nel procedimento di liquidazione giudiziale possono intervenire i terzi che hanno legittimazione a proporre la domanda (oltre al PM), sino a che la causa non venga rimessa al collegio per la decisione. Nella liquidazione coatta amministrativa: il programma di liquidazione non ha alcuna utilità. Nella procedura di liquidazione controllata: l'esdebitazione opera di diritto a seguito del provvedimento di chiusura della liquidazione.
Per quel che concerne i rapporti tra il principio della c.d. par condicium creditorum e il Ccel si assiste a un sostanziale depotenziamento di detto principio. Prima che si possa procedere all'ultimo dei riparti, il commissario liquidatore deve sottoporre all'autorità di vigilanza: il bilancio finale della liquidazione, il conto della gestione, il piano di riparto tra i creditori. Può accedere alla liquidazione coatta del sovraindebitato: il debitore consumatore. Può chiedere la risoluzione del concordato il creditore per inadempimento. Può fare ricorso al piano attestato di risanamento l'imprenditore Qualora la domanda di accesso alla procedura è presentata contemporaneamente da più imprese dello stesso gruppo: È competente il tribunale individuato ai sensi dell'articolo 27 in relazione al centro degli interessi principali della società. Quando il gruppo di società è assoggettato alla liquidazione giudiziale unitaria: il tribunale nomina un unico giudice delegato. Quando la proposta di transazione fiscale è prevista all'interno di un più ampio progetto di ristrutturazione, essa deve indicare, relativamente ai crediti fiscali e previdenziali, la convenienza del trattamento proposto rispetto alla liquidazione delle posizioni fiscali e previdenziali che l'amministrazione possa ottenere in sede di liquidazione giudiziale. Quando le ripartizioni ai creditori raggiungono l'intero ammontare dei crediti ammessi: ci si trova davanti a una delle ipotesi di chiusura della procedura. Quando uno dei debitori non è un consumatore al progetto unitario si applicano le disposizioni in ambito di concordato. Quanto ai creditori si richiedeva, per l'approvazione del concordato, un quorum molto elevato si rendeva necessaria la doppia maggioranza, sia per numero di creditori votanti che per somma o valore. Relativamente al credito tributario chirografario complessivo, il voto sulla proposta È espresso dall'ufficio previo parere conforme della competente direzione regionale. Rispetto al passato, il ruolo e le funzioni del commissario nell'ambito delle società cooperative devono chiedere la cancellazione della società dal registro delle imprese. Se alla data di apertura della liquidazione sono pendenti procedure esecutive: il curatore può subentrarvi. Se è stata aperta una procedura concorsuale e mancano le scritture contabili o se a causa dell'irregolarità delle stesse, o per altre ragioni, i netti patrimoniali non possono essere determinati il danno e' liquidato in misura pari alla differenza tra attivo e passivo accertati nella procedura. Se il creditore privilegiato risulta interamente soddisfatto con le ripartizioni eseguite prima della distribuzione del prezzo del bene vincolato a sua garanzia queste devono essere detratte dalla somma loro spettante sul prezzo di vendita per essere attribuite ai creditori chirografari. Se il curatore comunica di voler dare esecuzione al contratto avente a oggetto un immobile da costruire: la fideiussione non può più essere escussa. Se il debitore ha la forma di una spa o srl, la proposta concorrente può prevedere un aumento di capitale della società con esclusione o limitazione del diritto d'opzione. Se il debitore muore dopo l'apertura della procedura di liquidazione controllata o giudiziale questa prosegue nei confronti degli eredi, anche se hanno accettato con beneficio di inventario. Se il debitore o, se si tratta di società gli amministratori, hanno notizia di altri beni da comprendere nell'inventario: devono darne conto, prima della chiusura dell'inventario, al curatore a mezzo di apposita dichiarazione per non incorrere nelle pene ex art. 327 CCeI. Se il passivo della liquidazione giudiziale presenta crediti per rendita perpetua questa è riscattata secondo il procedimento descritto dall'art. 1866 c.c. Se il trasferimento del COMI all'estero è avvenuto nell'anno antecedente il deposito della domanda di regolazione della crisi o della insolvenza o dell'apertura della liquidazione giudiziale non esclude la sussistenza della giurisdizione italiana. Se l'apertura della liquidazione giudiziale avviene nei confronti del patrimonio del venditore: essa non è causa di scioglimento del contratto e si applica la regola generale contenuta nell'art. 172 CCeI. Se l'offerta perviene oltre il termine stabilito nell'avviso di vendita: non è efficace. Se la notificazione non risulta possibile per cause non imputabili al destinatario, la notifica, a cura del ricorrente, si esegue esclusivamente di persona presso la sede risultante dal registro delle imprese o, per i soggetti non iscritti nel registro delle imprese, presso la residenza.
Se le diverse imprese del gruppo hanno il proprio centro degli interessi principali in circoscrizioni diverse: il tribunale competente è quello dinnanzi al quale è stata depositata la prima domanda di liquidazione giudiziale. Se le imprese facenti parte del gruppo hanno il COMI in circoscrizioni giudiziarie diverse la competenza va individuata "in relazione al centro degli interessi principali della società o ente o persona fisica che, in base alla pubblicità prevista dall'articolo 2497-bis del codice civile, esercita l'attività di direzione e coordinamento oppure, in mancanza, dell'impresa che presenta la maggiore esposizione debitoria in base all'ultimo bilancio approvato". Se le offerte concorrenti dovessero essere difformi da quanto stabilito dal decreto sarebbero inefficaci. Se nel circondario del tribunale competente non vi è un OCC: i compiti e le funzioni allo stesso attribuiti sono svolti da un professionista in possesso dei requisiti di cui all'articolo 358 CCeI. Se un contratto è ancora ineseguito da entrambe le parti, al momento dell'apertua della liquidazione giudiziale: l'esecuzione rimane sospesa fino a quando il curatore dichiara di subentrare o di sciogliersi dal contratto. Se, dopo l'omologazione, si rendono necessarie modifiche sostanziali al piano esse sono apportate dall'imprenditore con contestuale rinnovo dell'attestazione del professionista indipendente. Sebbene non sia espressamente previsto, si ritiene che a dispetto della rubrica dell'articolo 20 intitolata "solo" "misure protettive" non possono esservi dubbi in ordine alla circostanza per cui l'articolo 54 estenda la facoltà del debitore di proporre istanza anche per misure "atipiche" di natura cautelare. Secondo quanto disposto dall'art. 166, l'atto è destinato a rimanere stabile nei suoi effetti quando: il terzo era in buona fede al momento del suo compimento. Si tratta di una procedura: volta a liberare il debitore dall'obbligo di adempiere piuttosto che a estinguere il debito. Sino a quando non vi siano eredi, la procedura di liquidazione giudiziale difetta di una "presenza soggettiva" che possa "rappresentare" l'imprenditore defunto. Solo attraverso l'attività dell'Organismo di Conciliazione: il debitore può presentare al tribunale la domanda di ammissione alla procedura. Sono "protettive" le misure temporanee richieste dal debitore per evitare che determinate azioni dei creditori possano pregiudicare, sin dalla fase delle trattative, il buon esito delle iniziative assunte per la regolazione della crisi o dell'insolvenza. Sono cause legittime di prelazione i privilegi, il pegno e le ipoteche. Sono cautelari i provvedimenti cautelari emessi dal giudice competente a tutela del patrimonio o dell'impresa del debitore. Sono familiari le procedure che vengano richieste da "membri della stessa famiglia" conviventi con il debitore. Sono soggetti alla liquidazione giudiziale le imprese commerciali (individuali o societarie) che siano rilevanti da punto di vista delle dimensioni. Sono sottoposte alla votazione dei creditori tutte le proposte presentate dal debitore e dai creditori. Stato, enti pubblici, grandi imprese soggette ad amministrazione straordinaria e imprese assoggettate alla liquidazione coatta amministrativa Non possono concludere accordi di ristrutturazione dei debiti. Sul piano della disciplina applicativa v'è un diverso trattamento della notifica del ricorso vero, il ricorso del debitore si notifica con sistemi "ordinari" (ossia ai sensi del c.p.c.), laddove quello presentato dagli altri soggetti, invece, segue preferenzialmente la "via telematica" della consegna al recapito certificato qualificato o a quello di posta elettronica certificata del debitore. Tra gli obblighi specifici del curatore vi è quello di tenere un registro informatico, consultabile telematicamente dal giudice delegato e da ciascuno dei componenti del comitato dei creditori. Tra le imprese destinatarie della liquidazione coatta amministrativa, vi sono le banche: vero, in considerazione del loro ruolo strategico per l'economia. Ulteriore effetto del concordato giudiziale è: la liberazione dai debiti. Un professionista indipendente Deve attestare la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità economica e giuridica del piano, specificando l'idoneità dello stesso e dell'accordo ad assicurare l'integrale pagamento dei creditori estranei. Una delle ipotesi "legali" per la quale è previsto lo scioglimento "automatico" del contratto si verifica: quando il curatore rimane inerte nonostante sia stato messo in mora dal contraente e gli sia stato assegnato un termine per esercitare il suo "jus eligendi".
deve convocare l'assemblea ordinaria dei soci per le deliberazioni necessarie ai fini della ripresa dell'attività o della sua cessazione
Risposta
tutti i creditori appartenenti alla medesima categoria devono essere informati dell'avvio delle trattative e messi in condizione di parteciparvi consapevolmente
Risposta
l'accordo deve avere carattere non liquidatorio quindi prevedere la continuazione dell'attività d'impresa, direttamente o indirettamente
Risposta
il sovrindebitamento deve colpire più membri della famiglia e deve avere origine comune
Risposta
deve essere convivente o il debito deve evere un'origine comune
Risposta
si applica il 1239 c.c. se la remissione sia uno degli strumenti negoziali previsti dall'accordo (o accordi) di ristrutturazione
Risposta
Occorre garantire un soddisfo in misura non inferiore rispetto a ciò che essi conseguirebbero se si aprisse la liquidazione giudiziale
Risposta
condizioni patrimoniali e personali dell'imprenditore
Risposta
È sempre ammesso che il creditore o il pubblico ministero possano dimostrare un momento dell'effettiva cessazione dell'attività da cui far decorrere il termine annuale diverso dalla cancellazione
Risposta
compilare l'elenco dei creditori e l'elenco di coloro che appaiono titolari di diritti reali e personali, mobiliari e immobiliari
Risposta
a)se nel termine stabilito nella sentenza con cui è stata dichiarata aperta la procedura non sono state proposte domande di ammissione al passivo;b) quando, anche prima che sia compiuta la ripartizione finale dell'attivo, le ripartizioni ai creditori raggiungono l'intero ammontare dei crediti ammessi, o questi sono in altro modo estinti e sono pagati tutti i debiti e le spese da soddisfare in prededuzione
Risposta
occorreeliminare la causa di scioglimento con deliberazione dell'assemblea presa con le maggioranze richieste per le modificazioni dell'atto costitutivo o dello statuto
Risposta
le disposizioni in materia di concordato preventivo
Risposta
almeno il sessanta per cento dei creditori
Risposta
l'attività ̀ di direzione e coordinamento sia esercitata dalla società ̀ o ente tenuto al consolidamento dei loro bilanci e che siano sottoposte alla direzione e coordinamento di una società ̀ o ente che le controlli direttamente, anche nei casi di controllo congiunto
Risposta
Anche non commerciale (agricoltori, artigiani)
Risposta
chiudere definitivamente i rapporti pregressi attraverso il pagamento parziale dei creditori o attraverso altre forme di ristrutturazione dei debiti
Risposta
cessano gli effetti della procedura di liquidazione sul patrimonio del debitore e le sue conseguenti incapacità personali
Risposta
la dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale sospende il corso degli interessi legali e convenzionali
Risposta
l'apertura di una procedura di liquidazione controllata dei suoi beni
Risposta
si sospende la sovranità e il controllo diretto dei soci sul procedimento di liquidazione volontaria
Risposta
si sospende la sovranità e il controllo diretto dei soci sul procedimento di liquidazione volontaria
Risposta
vero, la norma fa riferimento a uno o più creditori aderenti
Risposta
la decisione (e connessa comunicazione) di risoluzione del contratto non esigano autorizzazione da parte di alcuno
Risposta
conserva l'amministrazione dei suoi beni e l'esercizio dell'impresa sotto la vigilanza del commissario giudiziale Risposta
gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario ed i ritardi nei pagamenti reiterati e significativi
Risposta
dall'imprenditore in stato di crisi o di insolvenza
Risposta
a omologazione ai sensi dell'art. 48 CCeI
Risposta
entro un anno dalla cessazione dell'attività del debitore, se l'insolvenza si sia manifestata anteriormente alla medesima o entro l'anno successivo
Risposta
sono compresi nella composizione negoziata
Risposta
Sono strumenti negoziali stragiudiziali soggetti a omologazione
Risposta
sono estesi anche ai creditori non aderenti che appartengono alla medesima categoria
Risposta
sono anch'essi strumenti di regolazione (negoziale) della crisi, e sono volti al risanamento dell'esposizione debitoria
Risposta