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diritto fallimentare, Test d'ammissione di Diritto fallimentare

contiene banca dati aggiornata

Tipologia: Test d'ammissione

2023/2024

Caricato il 18/07/2024

maria-sarrapochiello
maria-sarrapochiello 🇮🇹

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DIRITTO FALLIMENTARE
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DIRITTO FALLIMENTARE

Il Ccel si compone di: 388 articoli e diverse disposizioni di attuazione e transitorie e modifiche al codice civile 2 L'art 4 del Ccel: sancisce il dovere del debitore di gestire il patrimonio o l'impresa durante la procedura di regolazione della crisi o dell'insolvenza nell'interesse prioritario dei creditori 3 I componenti degli organismi e dei collegi preposti alle procedure di allerta e composizione assistita della crisi sono tenuti: all'obbligo di riservatezza su tutte le informazioni acquisite nell'esercizio delle loro funzioni e devono conservare il segreto sui fatti e sui documenti di cui hanno conoscenza per ragione del loro ufficio 4 Il nuovo codice della crisi e dell'insolvenza rinnova la composizione del conflitto di interessi tra ceto creditorio e debitore in crisi o insolvente attraverso una preliminare innovativa impostazione: la nozione ampia di debitore sulla quale costruire l'intera disciplina della soluzione della crisi e dell'insolvenza e un forte stimolo all'assunzione di comportamenti imprenditoriali responsabili, finalizzati sia alla sopravvivenza dell'impresa e alla tutela di coloro che concedono credito 5 La Raccomandazione 2014/135/UE del 12 marzo 2014, precisa - tra le premesse- che appare necessario consentire alle imprese in crisi di: ristrutturarsi in una fase precoce in modo da evitare l'insolvenza, massimizzandone il valore totale per creditori, dipendenti, proprietari e per l'economia in generale 6 I principi generali del Capo II possono così riassumersi: doveri del debitore, doveri dei creditori, doveri delle autoritàpreposte al governo della crisi d'impresa e principi di carattere processuale 7 Per Insolvenza si intende: lo stato del debitore che si manifesta con inadempimenti od altri fatti esteriori, i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni 8 L'imprenditore commerciale e agricolo, può: chiedere la nomina di un esperto quando si trova in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico - finanziario 9 L'applicazione delle norme contenute nel nuovo codice della Crisi di impresa e dell'insolvenza sono escluse e dunque non rilevano nei confronti: dello Stato e degli enti pubblici 10 Per quel che concerne i rapporti tra il principio della c.d. par condicium creditorum e il Ccel: i assiste a un sostanziale depotenziamento di detto principio

L'imprenditore che ha all'estero il centro degli interessi principali: può essere assoggettato a una procedura di regolazione della crisi in Italia quando ha una dipendenza in Italia, anche se è stata aperta analoga procedura all'estero 2 Se il trasferimento del COMI all'estero è avvenuto nell'anno antecedente il deposito della domanda di regolazione della crisi o della insolvenza o dell'apertura della liquidazione giudiziale: non esclude la sussistenza della giurisdizione italiana 3 Il COMI e la "dipendenza" esprimono lo stesso concetto: falso, il COMI serve a individuare lo stato membro che dovrà regolare la procedura principale, la presenza di una "dipendenza" declina la possibilità di aprire un procedimento secondario nel luogo in cui essa si trova 4 Per le persone fisiche esercenti attività d'impresa, il COMI si presume coincidere: con la sede legale risultante dal registro delle imprese o, in mancanza, con la sede effettiva dell'attività abituale 5 Il Tribunale adito per una procedura di regolazione della crisi e dell'insolvenza può: ritenersi competente e procedere con l'istruttoria, ovvero ritenersi incompetente per materia o territorio 6 Per i procedimenti di regolazione della crisi o dell'insolvenza delle imprese che non siano gruppi di rilevanti dimensioni o le imprese in amministrazione straordinaria, è competente: il Tribunale nel cui circondario il debitore ha il centro degli interessi principali 7 In caso di imprese appartenenti al medesimo gruppo e che abbiano tutte il COMI all'interno del territorio nazionale: per il concordato preventivo e per l'ammissione alla ristrutturazione dei debiti, la domanda e il piano possono essere unici o plurimi 8 Se le imprese facenti parte del gruppo hanno il COMI in circoscrizioni giudiziarie diverse: la competenza va individuata "in relazione al centro degli interessi principali della società o ente o persona fisica che, in base alla pubblicità prevista dall'articolo 2497-bis del codice civile, esercita l'attività di direzione e coordinamento oppure, in mancanza, dell'impresa che presenta la maggiore esposizione debitoria in base all'ultimo bilancio approvato" 9 Per i gruppi di società, in caso di concordato preventivo e accordo di ristrutturazione dei debiti, il criterio di competenza si fonda: su due criteri: quello della circoscrizione dove si trova il COMI "della società o ente o persona fisica" che esercita l'attività di direzione e coordinamento, o, in via subordinata, quello della circoscrizione del tribunale della società del gruppo con la maggiore esposizione debitoria 10 Anche nel caso di procedimento di gruppo, la legittimazione a proporre la domanda di accesso al concordato preventivo il ricorso per l'omologazione di accordi di ristrutturazione dei debiti spetta a: unicamente al debitore

Ex articolo 33 del CCeI la liquidazione giudiziale può essere aperta: entro un anno dalla cessazione dell'attività del debitore, se l'insolvenza si sia manifestata anteriormente alla medesima o entro l'anno successivo 2 L'art. 33 CCeI stabilisce un principio generale: la cessazione dell'attività coincide, per tutti gli imprenditori, con la cancellazione dal registro delle imprese 3 Ai fini della cessazione dell'attività e della cancellazione di cui all'art. 33 CCeI, per l'imprenditore individuale: È sempre ammesso che il creditore o il pubblico ministero possano dimostrare un momento dell'effettiva cessazione dell'attività da cui far decorrere il termine annuale diverso dalla cancellazione 4 In caso di morte dell'imprenditore, la liquidazione giudiziale: può essere aperta se ricorono le condizioni dell'art. 33 CCeI 5 Sino a quando non vi siano eredi, la procedura di liquidazione giudiziale: difetta di una "presenza soggettiva" che possa "rappresentare" l'imprenditore defunto 6 Uno degli effetti dell'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti del debitore defunto, per domanda dell'erede, è quello di: identificare una massa patrimoniale riferibile all'imprenditore defunto cui applicare la disciplina del concorso 7 All'erede è preclusa la domanda di apertura della liquidazione giudiziale, quando: si sia già realizzata confusione tra il patrimonio dell'imprenditore defunto e dell'erede 8 Se il debitore muore dopo l'apertura della procedura di liquidazione controllata o giudiziale: questa prosegue nei confronti degli eredi, anche se hanno accettato con beneficio di inventario 9 L'articolo 34 CCeI legittima pienamente la procedura di liquidazione giudiziale anche senza alcun "rappresentante" del defunto: vero, ma i creditori del defunto possono "stimolare" l'erede ad accettare ponendo in essere l'actio interrogatoria di cui all'articolo 481 c.c 10 In caso di curatela dell'eredità giacente già aperta e necessità di procedere all'apertura della liquidazione giudiziale: si applica il termine di un anno ex art. 34 CCeI e inizia direttamente nei confronti del curatore

MODULO 6

La domanda di accesso a una procedura regolatrice della crisi o dell'insolvenza è proposta: con ricorso 2 La domanda di accesso a una procedura regolatrice della crisi o dell'insolvenza può essere proposta: dal debitore 3 L'obiettivo della normativa sull'accesso alle procedure di regolazione della crisi o dell'insolvenza è quello di: evitare che ciascuna procedura avesse regole sue proprie 4 Il procedimento di liquidazione giudiziale: inizia con il decreto di convocazione delle parti e la presentazione di memorie 5 Nel procedimento di liquidazione giudiziale: possono intervenire i terzi che hanno legittimazione a proporre la domanda (oltre al PM), sino a che la causa non venga rimessa al collegio per la decisione 6 L'audizione delle parti nel procedimento di liquidazione giudiziale: può essere effettuata dal giudice delegato dal Tribunale che provvede all'ammissione e all'espletamento dei mezzi istruttori richiesti dalle parti o disposti d'ufficio 7 Nella udienza di trattazione per l'apertura del procedimento di liquidazione giudiziale è obbligatoria: l'audizione delle parti che verrà svolta dal Tribunale in camera di consiglio salvo che lo stesso non l'abbia delegato al giudice relatore 8 Gli obblighi in capo al debitore prescritti dall'art. 39 sono finalizzati a: ad agevolare la fase istruttoria delle relative procedure e a valutare i comportamenti tenuti dall'imprenditore e dagli altri obbligati 9 Se la notificazione non risulta possibile per cause non imputabili al destinatario, la notifica, a cura del ricorrente, si esegue: esclusivamente di persona presso la sede risultante dal registro delle imprese o, per i soggetti non iscritti nel registro delle imprese, presso la residenza 10 Sul piano della disciplina applicativa v'è un diverso trattamento della notifica del ricorso: vero, il ricorso del debitore si notifica con sistemi "ordinari" (ossia ai sensi del c.p.c.), laddove quello presentato dagli altri soggetti, invece, segue preferenzialmente la "via telematica" della consegna al recapito certificato qualificato o a quello di posta elettronica certificata del debitore

La disciplina relativa alle misure cautelari prevista dal CCeI è: unitaria per tutte le procedure di regolamentazione della crisi e dell'insolvenza 2 Sono "protettive" le misure: temporanee richieste dal debitore per evitare che determinate azioni dei creditori possano pregiudicare, sin dalla fase delle trattative, il buon esito delle iniziative assunte per la regolazione della crisi o dell'insolvenza 3 Sono cautelari: i provvedimenti cautelari emessi dal giudice competente a tutela del patrimonio o dell'impresa del debitore 4 In costanza dell'applicazione delle misure cautelari, gli organi (assemblea, organi di amministrazione e controllo): sono limitati nel loro funzionamento dalla contrazione dei poteri di amministrazione attiva che verranno sostituiti da quelli giudiziari o posti sotto la tutela autorizzatoria dell'autorità giudiziaria 5 Le misure protettive consistono: nel divieto a carico dei creditori per titolo o causa anteriori al deposito della domanda di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore (istante) 6 La violazione del divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore è punita con:ù la nullità 7 La rinunzia alla domanda di applicazione di provvedimenti cautelari e protettivi: non esclude che essa possa essere proseguita da altri legittimati, ovvero riproposta nei medesimi termini da costoro 8 Sebbene non sia espressamente previsto, si ritiene che: a dispetto della rubrica dell'articolo 20 intitolata "solo" "misure protettive" non possono esservi dubbi in ordine alla circostanza per cui l'articolo 54 estenda la facoltà del debitore di proporre istanza anche per misure "atipiche" di natura cautelare 9 Il divieto, per i creditori per titolo o causa anteriore, di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore, è una misura: tipica 10 Le misure cautelari e protettive possono essere revocate:ù nel caso in cui risultino commessi atti di frode nei confronti dei creditori

L'accordo di ristrutturazione è: Uno strumento di soluzione della crisi volto a ridurre l'esposizione debitoria 2 L'accordo di ristrutturazione è concluso: Almeno con il 60% dei creditori 3 L'accordo di ristrutturazione può essere concluso: Dall'impenditore anche non commerciale purché diveso da quello minore 4 I creditori estranei agli accordi di ristrutturazione dei debiti: Devono essere integralmente soddisfatti entro centoventi giorni dall'omologazione se il credito è scaduto ed entro centoventi giorni dalla scadenza, se non sono ancora scaduti alla data dell'omologazione 5 Per modifica sostanziale deve intendersi: Una nozione ampia, comprendente sia ogni fatto, evento o circostanza che incida sull'attitudine del piano a rispettare il programma economico promesso, sia la necessità di modificare gli accordi tra debitore e creditori 6 Il ruolo del consenso dei creditori alle modifiche sostanziali: È diverso a seconda che queste intervengano prima o dopo l'omologazione: se prima devono (ri) manifestarlo, se dopo possono opporsi 7 La continuazione dell'attività d'impresa: È espressamente prevista dalla legge quale requisito diretto o indiretto 8 Ai creditori non aderenti: Occorre garantire un soddisfo in misura non inferiore rispetto a ciò che essi conseguirebbero se si aprisse la liquidazione giudiziale 9 I creditori non aderenti a cui è stata estesa l'efficacia del piano: Possono proporre opposizione ai sensi dell'articolo 48, c. 4 10 Il termine per proporre opposizione in capo ai creditori non aderenti: Decorre dalla data della comunicazione

Gli effetti che conseguono al deposito della domanda per l'omologazione di accordi di ristrutturazione sulla disciplina del capitale: non si applicano gli artt. 2446 e 2447 per le s.p.a e 2482-bis e 2482-ter c.c. civile quanto alle s.r.l. e non opera la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita 2 Al verificarsi di una causa di scioglimento della società: gli amministratori conservano il potere di gestirla ai fini della conservazione dell'integrità e del valore del patrimonio sociale 3 La necessità di addivenire all'accordo di ristrutturazione: non attenua gli obblighi di informazione a favore dei soci 4 Non è detto che: lo strumento di regolazione della crisi abbia un 'piano' vero e proprio quale elemento formalmente autonomo del programma di soluzione della crisi 5 Dal deposito della domanda di omologazione di accordi di ristrutturazione: si sospende la sovranità e il controllo diretto dei soci sul procedimento di liquidazione volontaria 6 Lo scioglimento e la liquidazione volontaria: non sono incompatibili con la sussistenza di accordi di ristrutturazione 7 Gli accordi di ristrutturazione possono essere stipulati in fuzione: della continuità aziendale 8 Nel caso in cui il debitore abbia richiesto misure protettive anche in funzione della omologazione degli accordi di ristrutturazione: i creditori non possono rifiutare l'adempimento dei contratti in corso di esecuzione o provocarne la risoluzione unilateralmente 9 Il creditore non può anticipare la scadenza dei contratti in essere o modificarli in danno dell'imprenditore: quando debitore abbia richiesto misure protettive anche in funzione della omologazione degli accordi di ristrutturazione 10 Il Codice qualifica come essenziali i contratti: necessari per la continuazione della gestione corrente dell'impresa

Gli accordi di ristrutturazione dei debiti: sono anch'essi strumenti di regolazione (negoziale) della crisi, e sono volti al risanamento dell'esposizione debitoria 2 Essi sono conclusi: dall'imprenditore in stato di crisi o di insolvenza 3 Al fine della loro omologazione, devono aderirvi: almeno il sessanta per cento dei creditori 4 Essi sono soggetti: a omologazione ai sensi dell'art. 48 CCeI 5 Gli accordi di ristrutturazione dei debiti devono assicurare: il pagamento integrale dei creditori estranei 6 L'attestazione del professionista indipendente: deve specificare l'idoneità dell'accordo e del piano ad assicurare il pagamento integrale dei creditori estranei 7 Se, dopo l'omologazione, si rendono necessarie modifiche sostanziali al piano: esse sono apportate dall'imprenditore con contestuale rinnovo dell'attestazione del professionista indipendente 8 La modifica del piano successiva alla sua omologazione: trova la sua pubblicità, insieme all'attestazione del professionista indipendente, presso il registro delle imprese 9 L'accordo: può non essere unico e può essere concluso con creditori diversi 10 Gli accordi di ristrutturazione possono essere eseguiti: attraverso atti negoziali e non negoziali

La sostanza della disciplina giuridica dei vari istituti di composizione negoziata della crisi, è testimonianza: dell'ampio ventaglio di opzioni che vengono messe a disposizione di debitori e creditori per la regolamentazione della crisi 2 La composizione del conflitto di interessi tra creditori "in concorso" e debitore è funzionale: alla continuazione dell'attività di impresa 3 Gli "accordi di ristrutturazione dei debiti": sono compresi nella composizione negoziata 4 La composizione negoziata ha, quale principale effetto: la mancanza della vocazione liquidatoria 5 Al piano attestato di risanamento può oggi fare ricorso: l'imprenditore 6 Il dolo e la colpa grave operano con riferimento: sia all'attestatore che al debitore 7 Gli strumenti di regolazione della crisi: possono prevedere dismissioni del patrimonio del debitore 8 Il professionista indipendente: fa riferimento alla lettera o) dell'articolo 2 della CCeI 9 La relazione del professionista indipendente: certifica che il piano di risanamento e gli atti esecutivi In esso contemplati possano essere idonei ed adeguati a superare la crisi d'impresa 10 L'aspetto più rilevante del piano attestato è: l'esenzione da revocatoria salvo i casi di dolo o colpa grave

La transazione fiscale: È autonoma rispetto alle procedure nell'ambito delle quali può inserirsi 2 La transazione fiscale è fisiologica alle trattative: di una più ampia ristrutturazione del debito di cui tende ad essere parte 3 La transazione fiscale senza accordi di ristrutturazione: non può esservi 4 Quando la proposta di transazione fiscale è prevista all'interno di un più ampio progetto di ristrutturazione, essa: deve indicare, relativamente ai crediti fiscali e previdenziali, la convenienza del trattamento proposto rispetto alla liquidazione delle posizioni fiscali e previdenziali che l'amministrazione possa ottenere in sede di liquidazione giudiziale 5 La proposta di transazione fiscale: deve essere depositata presso il competente agente della riscossione sulla base dell'ultimo domicilio fiscale del debitore 6 La proposta di transazione può consistere: nel pagamento, parziale o dilazionato, dei tributi e dei relativi accessori amministrati dalle agenzie fiscali, nonché' dei contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza 7 La transazione fiscale, conclusa nell'ambito degli accordi di ristrutturazione: È risolta di diritto se il debitore non esegue integralmente i pagamenti dovuti alle agenzie fiscali e agli enti di previdenza 8 L'efficacia della convenzione di moratoria: È estesa anche ai creditori non aderenti che appartengono alla medesima categoria 9 La convenzione di moratoria: può avere a oggetto la dilazione dei debiti, accordi sulle loro scadenze, rinuncia agli atti e alle azioni esecutive 10 La convenzione di moratoria è conclusa: dall'imprenditore e i suoi creditori

La vecchia Legge Fallimentare consentiva l'ammissione al concordato preventivo: C solo all'imprenditore non fallito che si trova in stato di crisi 2 La maggiore dottrina considerava il concordato preventivo: uno strumento d'aiuto dell'imprenditore volto ad evitare la dichiarazione di fallimento. 3 Ai fini dell'ammissione al concordato preventivo, nella originaria impostazione della L.F si soleva distinguere tra: condizioni patrimoniali e personali dell'imprenditore 4 La procedura di concordato preventivo come disciplinata dalla legge del '42 era caratterizzata da una forte presenza dell'autorità giudiziaria. Al giudice delegato, in particolare , venivano affidati: stretti compiti di sorveglianza in materia di amministrazione dei beni nel corso dello svolgimento dell'intera procedura 5 Quanto ai creditori si richiedeva, per l'approvazione del concordato, un quorum molto elevato: si rendeva necessaria la doppia maggioranza, sia per numero di creditori votanti che per somma o valore. 6 L'articolo 84 del CCeI esordisce enunziando le finalità del concordato preventivo, e stabilisce che: con il concordato preventivo il debitore realizza il soddisfacimento dei creditori mediante la continuità aziendale o la liquidazione del patrimonio 7 Gli obiettivi che devono considerarsi immanenti nel concordato sono: la salvaguardia dei valori produttivi dell'azienda e la soddisfazione dei creditori 8 Nel concordato liquidatroio l'interesse principe è: soddisfare il ceto creditorio 9 Il concordato non può essere definito un "mero" schema civilisticamente satisfattorio per l'estinzione del rapporto obbligatorio, in quanto: difetta la piena libertà delle parti di scegliere la soluzione estintiva. 10 Il concordato preventivo può essere: con continuità aziendale o liquidatorio

Il concordato preventivo può essere definito: una proposta proveniente dal debitore, e rivolta ai creditori, avente ad oggetto un piano di risanamento dei debiti e quindi di risoluzione della crisi (o dell'insolvenza) 2 La proposta di concordato, in concreto: deve essere fattibile 3 Il contenuto minimo del piano di concordato sta: nella descrizione della proposta e nell'analiticità della descrizione dei modi e tempi di adempimento della stessa 4 Sono cause legittime di prelazione: i privilegi, il pegno e le ipoteche 5 La legge dispone che dalla data di presentazione della domanda di accesso al concordato preventivo e fino all'omologazione: il debitore conserav l'amministrazione dei suoi beni e l'esercizio dell'impresa, sotto la vigilanza del commissario giudiziale 6 L'attestazione del professionista indipendente relativamente ai crediti tributari e contributivi ha ad oggetto: anche la convenienza del trattamento proposto rispetto alla liquidazione giudiziale 7 Il voto dei creditori è: espresso con modalità telematiche 8 Dalla data di domanda di concordato preventivo e fino all'omologazione: conserva l'amministrazione dei suoi beni e l'esercizio dell'impresa sotto la vigilanza del commissario giudiziale 9 Relativamente al credito tributario chirografario complessivo, il voto sulla proposta: È espresso dall'ufficio previo parere conforme della competente direzione regionale 10 Sono sottoposte alla votazione dei creditori: tutte le proposte presentate dal debitore e dai creditori

Gli effetti che conseguono al deposito della domanda per l'omologazione di accordi di ristrutturazione sulla disciplina del capitale: non si applicano gli artt. 2446 e 2447 per le s.p.a e 2482-bis e 2482-ter c.c. civile quanto alle s.r.l. e non opera la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita 2 Al verificarsi di una causa di scioglimento della società: gli amministratori conservano il potere di gestirla ai fini della conservazione dell'integrità e del valore del patrimonio sociale 3 La necessità di addivenire all'accordo di ristrutturazione: non attenua gli obblighi di informazione a favore dei soci 4 Non è detto che: lo strumento di regolazione della crisi abbia un 'piano' vero e proprio quale elemento formalmente autonomo del programma di soluzione della crisi 5 Dal deposito della domanda di omologazione di accordi di ristrutturazione: si sospende la sovranità e il controllo diretto dei soci sul procedimento di liquidazione volontaria 6 Lo scioglimento e la liquidazione volontaria: non sono incompatibili con la sussistenza di accordi di ristrutturazione 7 Gli accordi di ristrutturazione possono essere stipulati in fuzione: della continuità aziendale 8 Nel caso in cui il debitore abbia richiesto misure protettive anche in funzione della omologazione degli accordi di ristrutturazione: i creditori non possono rifiutare l'adempimento dei contratti in corso di esecuzione o provocarne la risoluzione unilateralmente 9 Il creditore non può anticipare la scadenza dei contratti in essere o modificarli in danno dell'imprenditore quando debitore abbia richiesto misure protettive anche in funzione della omologazione degli accordi di ristrutturazione 10 Il Codice qualifica come essenziali i contratti: necessari per la continuazione della gestione corrente dell'impresa