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Una introduzione al diritto internazionale, con un focus sulle regole consuetudinarie e sui trattati, e illustra come le organizzazioni internazionali possono basare le loro attività su specifiche disposizioni accordali. Inoltre, viene esplorato il processo di integrazione europea, dalla sua origine alla recente uscita del Regno Unito. Il documento include principi fondamentali del diritto internazionale, l'evoluzione del diritto dei trattati e il funzionamento dell'Unione Europea.
Tipologia: Appunti
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Diritto internazionale: complesso di regole consuetudinarie, regole dei trattati internazionali e nelle fonti previste da accordo perché le organizzazioni internazionali possono dottare atti sula base di specifiche disposizioni degli accordi internazionali. In questo “contenitore” abbiamo questa varietà di regole che ci dicono come debbano comportarsi gli stati e le OI e talvolta anche i cittadini. Le consuetudini sono regole non scritte che si formano perché in un determinato momento storico, gli stati adottano dei comportamenti ripetutamente nel tempo con la convinzione che siano necessitari. Prima di arrivare al momento in cui gli stati arrivano a mettere per iscritto queste regole, c’è un comune sentire e la regola sorge spontaneamente che sorge nel comune sentire delle persone; ad esempio l’uso della forza armata nelle RI è vietato e bisogna favorire la soluzione pacifica. Nel momento in cui una consuetudine si viene a formare è importante perché nel momento in cui viene accertata una regola che disciplina una determinata materia, questa regola va rispettata da tutti i soggetti della comunità internazionale anche se taluno di essi non ha partecipato alla sua formazione (non ha mai posto in essere quella condotta). Le regole nascevano dall’osservazione dei comportamenti adottati dalla maggior parte degli attori della comunità internazionale ripetutamente e con la convinzione che fossero obbligatori o necessitare. Una delle norme internazionali consuetudinarie è “pacta sunt servanda”, ovvero gli accordi sono da rispettare. Le regole negli accordi internazionali hanno forma scritta e distinguendosi dalle consuetudini, sono obbligatori solo per gli stati che vi hanno aderito, quindi che hanno firmato l’accordo e si sono impegnati a rispettarlo (rivedi un attimo). Qeste regole sono regole che nascno non scritte ma che possono essere trasfuse in regole scritte. Nell’ambito delle nazioni unite, grazie all’opera della commissione del diritto internazionale dell’assemblea generale delle UN, sono nate delle raccolte di regole consuetudinarie, quindi in un certo momento nel secolo scroso, la commissione di diritto, un organo formato da studiosi diel diritto, ha raccolto le regole consuetudinarie in determinate materie mettendole per iscritto. Le consuetudini sula base della materia sono state codificate da parte dell’assemblea generale delle UN, cioè messe per iscritto, per questo è una fonte che nasce non scritta e che viene ad essere poi trasfusa in atti scritti (seconda metà ‘900) ad opera dell’organo dell’ONU quindi per alcune materie abbiamo degli accordi di codificazione (veri e propri trattati internazionali) che contengono delle norme di applicazione generale l’accordo non è sulla regola, ma sull’esistenza della regola, cioè gli stati membri dell’UN hanno convenuto di dichiarare e accettare che su quella determinata materia essite una o più regole consuetudinarie. Nel ’69 le regole vengono ad essere studiate con l’adozione del trattato di Vienaa, cioè le regole che dicono agli stati come fare a negoziare e imegnarsiattraverso la specula di un trattato internaizonale, vengono messe per iscritto. Questi principi sono i capisarldi da cui si parte e sono condivisi dalla comunità internazionale, affermando che le controversie relative ai trattati, devono essere Preso atto di questi valori fondanti, si è convinti chela codificazione e il progressivo sviluppo del diritto dei trattati gioveranno ai fini delle UN enunciati nell carta (cioè trattato internaizonale che istituisce l’ONU nel ‘45). La cdrrtezza di queste regole si poteva dare nella loro trascrizione nell’ambito di un testo condiviso, la condivisione dell’esistenza di
queste regole e l’accettazione formano l’accordo. Se si dà certezza a regole consuetudinarie che non sono messe per iscritto e si fa che ciascuno degli stait che aderisce all’accordo di trascrizione si rende consapevole, ci sarà un motivo in meno di conflitto tra gli stati. Nel momento in cui non c’è la condivisione delle regole, quindi tutto ciò che non viene disciplinato è affiato alle regole che rimangono fuori dagli accordi di trascrizione, perché nl momento in cui ci siano due regole che disciplinano la stessa materia, una di rango consuetudinario e un’altra nel rango fattizio, si rispetta quella consuetudinaria. (diritto internaizonale generale= consuetudinario) il diritto consuetudinario riconosce agli stati la capacità di concludere un trattato internazionale. Convenzione di codificazione= rivedi. Fonti reviste da accordi= regole contenute nei trattati internazionali. Atti, strumeti che vengon disciplinati nell’ambito di accordi internaizonali e che normalmente vengono ad essere utilizzati nel contesto delle org internazionali perché gli organi delle rganizzazioni possano attivarsi per raggiungere gli obietivi che vengono affidati all’organizzazione da parte degli stati membri da raggiungere. Il trattato internazionale contiene la disciplina di questa tipologia di fonti. Esempio: i trattati dell’UE. Trattato sul funzionamento dell’UE, costituiscono l’evoluzione del trattato istitutivo del ’57 (di Roma); negli accordi che discipinano il funzionamento, ci sono delle regole che dicono che le istituzioni, quindi parlamento, commissione, consiglio, possono adottare degli atti per raggiugnere gli obiettivi degli stati membri. SOGGETTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE Stati, organizzazioni internazionali e in qualche occasione anche gli individui che hanno una soggettività del diritto internazionale limitata a determinati ambiti. LO STATO le regole del diritto internazionale ci aiutano a capire se si è in presenza di uno stato. gli elementi costituivi della qualifica di stato sono l’indipendenza ed effettività, cioè n0entità deve essere indipendente da qualsivoglia tipologia di altro soggetto della comunità internazionale. Deve esercitare effettivamente sovranità su una determinata comunità territoriale, quindi essere dotato di un apparato di governo che amministri e si occupi dei consociati stanziati su un determinato territorio soggetto alla sua sovranità. Il riconoscimento della qualifica di stato da parte di un ente da parte di altri soggetti della comunità internazionale non ha efficacia costitutiva della qualifica di stato. si rischia di minare il principio di autodetemrinazione dei popoli, perché se i popoli si sentono amministrati da una detemrinata entità. Enti ed istituti nasocno grazie ad accordi. Senza accordo non esiste un’organizzazione. In alcuni casi più recenti Recupera I principi che regolatori sono quello di attribuzione Personalità giuridica internazionale delle OI: capacità per un soggetto del DI di essere soggetto alle regole internaizonali e quindi destinatario di diritti e di obblighi itnernaizonali, quindi concretamnte se un’OI
europea CE. Quindi si allargano le competenze e si pala di libertà di circolazione, di delocalizzazione, ecc. Trattato di Maastricht 1993: con questo nasce l’idea di UE. Nasce l’idea dell’UEM con l’introduzione dell’euro, che entra in vigore nel 2002 1995: UE a 15 membri 1999: trattato di Amsterdam, rafforzamento tutela diritti civili e sociali (no dazi) 2003: entrata in vigore della carta europea dei diritti fondamentali, la Carta di Nizza. 2004: UE a 25 e trattato che adotta una costituzione europea. Il processo di integrazione è arrivato ad un punto altissimo (riguarda non solo merci ma persone) e quindi si deve dotare di una costituzione, firmata a Roma. Referendum in FR e NL con esito negativo 2009: trattato di Lisbona: il testo del trattato di Roma è stato modificato varie volte e l’ultima grande modifica si ha con questo trattato di Lisbona, che ha ripreso delle riforme che avrebbe introdotto la costituzione. Molti stati avevano paura della costituzione Nel 2004/2005 c’è l’introduzione di molti paesi dell’est, nel 2007 entrano Bulgaria e Romania Iniziano i problemi riguardanti i processi di integrazione 2013: UE a 28 con la Croazia 31 gennaio 2020: fase discendente e di arresto con il giugno 2016 referendum, Brexit. Novità introdotte Passaggio da metodo intergovernativo a comunitario: modalità di prendere decisioni. il primo è il metodo tipico delle org. Internazionali, dove ad es. l’ONU sono presenti solo rappresentanti degli stati e dove la modalità di voto è l’unanimità o consensus. Il processo di integrazione ha portato ad una modalità di decisione degli atti ad un metodo diverso, quello comunitario: dove ora la maggior parte delle decisioni viene adottata a maggioranza e soprattutto dove le decisioni, gli atti UE vengono adottati da organi che rappresentano i cittadini (come il parlamento europeo). Rimane un problema di democraticità, perché sì noi abbiamo il parlamento eletto dai cittadini, però le funzioni del parlamento rispetto a quelle di altri organi restano limitate. Altra novità che non c’è nelle altre org internazionali è l’introduzione di uno status, quello del cittadino europeo, che si aggiunge a quello di cittadino italiano. Questo comporta dei problemi (assistenza sanitaria, lavoro, ecc.) Maggiore attenzione alle politiche sociali e occupazionali, politiche su cui i singoli stati membri investono risorse, competenza che resta in mano agli stati dove però l’’UE ha cercato di intervenire. UE “zoppa” su piano economico, fenomeno della differenziazione: in alcuni settori il processo di integrazione non è avvenuto in modo uniforme, come ad esempio è avvenuto con l’unione economica monetaria. Il problema è che ci sono stati con l’euro dove la decisione di introdurre o di togliere moneta dal mercato (processi di inflazione) non si può più fare perché è compito della BCE; quindi gli stati Euro non hanno più voce in capitolo sulla politica monetaria perché è una competenza “esclusiva dell’UE”. Prettamente legata a quella monetaria c’è la politica economica,
si intende cioè quanto aumenta l’IVA, la tassazione della benzina, del lavoro, quanti contributi, IRPEF, che però restano competenza dei singoli stati membri e ho quindi tassazioni diverse. Le due cose competenza economica e politica economica sono complementari e c’è quindi uno scollamento. Art. 49 TUE (trattato union europea) l’articolo ci dice, da una parte, che si può entrare nell’unione, e le modalità di ammissione all’UE. Col trattato di Lisbona però, per la prima volta è stata introdotta una norma che è l’articolo 50 che prevede il recesso dell’UE. Come avviene l0ingresso? La commissione (rappresenta gli interessi UE) europea e il singolo paese negoziano l’accordo per entrare; è stata proprio la commissione che ha negoziato l’accordo di recesso del UK. Una delle funzioni della commissione infatti tiene i rapporti con gli stati terzi (fuori dall’UE) perché secondo i trattati questa si dice abbia la rappresentanza esterna. Non basta il negoziato, è necessario che il parlamento rappresenta i cittadini) approvi il negoziato e che la domanda venga adottata all’unanimità dal consiglio (formato dai rappresentanti degli stati membri). Quali stati possono entrare? Quali requisiti? Lo stato deve essere all’interno del continente europeo (criterio geografico), devono rispettare i criteri politici uno degli stati che ha negoziato ma non è entrato è la Turchia per problemi della tutela dei diritti politici. Economici, deve essere un’economia di mercato, livello d’inflazione pari al 3%, debito pubblico non superiore al 60% (criteri di Copenaghen). Il trattato di adesione deve essere ratificato dagli stati membri e dal paese candidato. Ci siamo fermati nel 2013 con l’ingresso della Croazia ma ci sono dei negoziati incorso, ad esempio con l’Albania, Macedonia, Montenegro, Serbia. La prospettiva che abbiamo noi, con Brexit abbiamo raggiunto il punto più basso dell’integrazione; next generation EU è un piano da miliardi di euro finalizzato alla ripartenza dell’UE nel post covid. Green deal, che è opportuno il bilanciamento, come raggiungere questo tutelando però il lavoro e l’occupazione. Agenda digitale, 5G commercio elettronico. LEZIONE 3 In questi ultimi step sull’integrazione, nel 2009 ci viene introdotta la TUE, l’articolo 50 che prevede il recesso di uno stato membro dall’UE. Recesso vuol dire che è uno SM che chiede di uscire, uno stato può continuare a non rispettare alcune regole dei trattati, avrò sanzioni ma che non prevedono l’uscita dello stato. Quindi se uno SM intende uscire, deve essere lui a volerlo perché le istituzioni UE non possono espellerlo. Esempio Polonia, non rispetta alcune regole dei trattati ma non vuole uscire. Articolo 50: se uno stato vuole può decidere di recedere e lasciare l’UE; l’atto di recesso è unilaterale, cioè se io ho un trattato internazionale ho un accordo tra due parti, qui è solo uno ad interrompere la collaborazione; per far questo, lo SM è tenuto ad inviare un atto formale, una notifica di decisione di recesso al consiglio europeo (istituzione composta da capi di stato e di governo, organo politico). Una volta avvenuta la comunicazione, segue la negoziazione di un accordo sulle modalità di recesso perché quando uno stato esce vuol
concede questa proroga fino al 12 aprile 2019, UK richiede un’altra proroga fino a ottobre ma UK ne chiede un’altra. il 31 gennaio 2020 UK non è più SM dell’UE. In un periodo di circa un anno le relazioni tra UK e UE saranno disciplinate in modo provvisorio. C’erano tante procedure che erano state avviate e c’erano tanti procedimenti in corso ed è necessario un periodo di transizione (1 anno) in cui le parti hanno dovuto trattare un accordo definito cioè quello in vigore, che entra in vigore il 1 maggio 2021. Ora abbiamo un accordo di libero scambio che disciplina i rapporti. Che cosa si intende per Unione Europea? È un’organizzazione internazionale particolare, a cui gli stati membri hanno attribuito delle competenze per conseguire i loro obiettivi comuni. Una delle principali critiche rivolta alla commissione europea è che nel periodo covid non è intervenuta abbastanza, ma in materia di sanità non aveva competenze perché riguarda le competenze statali e addirittura regionali. Il diritto dell’UE si fonda su norme dei trattati che si chiamano “fonti primarie”, poi per specificare meglio queste norme previste dai trattati, che sono generiche, è necessario adottare degli atti che spieghino meglio come attuare quanto detto dai trattati, sono necessarie delle fonti secondarie, i “regolamenti”. Le modifiche dei trattati partono perché intervengono delle sentenze della corte di giustizia, l’organo giurisdizionale dell’UE, che nel momento in cui la corte di giustizia deve applicare al caso concreto una norma che è astratta, evidenzia delle lacune o anche cercherà di applicare la norma ed è quindi grazie alla giurisprudenza che si ha una evoluzione delle norme. La norma è astratta ma se la applico al caso concreto le esigenze cambiano. Dal 57 al 70 e fino al 90, un ruolo fondamentale nella modifica delle leggi dell’UE l’hanno avuta le sentenze della corte di giustizia. Per questo ci sono sentenze molto importanti, per esempio che partono anche da Brescia. Le sentenze della corte, della giurisprudenza, hanno consentito alla trasformazione e all’integrazione del diritto dell’UE. Chi prevale? Prevalgono le sentenze della corte costituzionale o quelle della corte gli giustizia? Quando firmo un accordo internazionale ho deciso di attribuire delle competenze, quindi in certe materie cedo una parte della mia sovranità. Se non voglio cedere questa parte, allora come UK esco. Per uscire da UE però deve essere lo stato che dice che vuole uscire. Se alla PL non vanno bene certe regole UE, deve fare come UK, però la PL non vuole uscire perché le servono i fondi dei terreni. La sentenza Van Gend e Loos del 1963 dice che “la comunità costituisce un ordinamento giuridico di nuovo genere in campo internazionale, a favore del quale gli stati […] è un ordinamento che riconosce come soggetti non solo di stati ma anche i cittadini”; gli atti dell’UE si rivolgono anche ai cittadini, per questo è di nuovo genere, particolare, è l’esempio massimo di integrazione a livello di organizzazione internazionale perché si rivolgono anche alle persone fisiche e società. Le istituzioni sono i principali organi, attori, che consentono il funzionamento dell’UE. Le istituzioni sono 7: