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Tesina con cui spiegare che cosa rappresenta giuridicamente ISIS
Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche
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Il gruppo ora comunemente noto come "Stato islamico", che controlla vaste aree di territorio nell'Iraq orientale e nella Siria occidentale, è diverso dalla maggior parte dei gruppi militanti islamici nella sua comprovata capacità di controllare il territorio e stabilire un sistema di governo regolarizzato. La crescente aspirazione alla creazione di istituzioni statali "islamiche" si riflette nell'evoluzione del nome del gruppo, da al-Qaeda in Iraq, allo Stato islamico dell'Iraq, allo Stato islamico dell'Iraq e del Levante, e poi semplicemente a lo Stato islamico, con l' annuncio di giugno 2014 della formazione di un califfato. Mi concentrerò sul dimostrare perchè Isis non può essere considerato uno Stato, pur avendo alcuni elementi che possono suggerire tale tesi, e qual è la sua situazione giuridica adesso rispetto al 2015. PERCHE’ E’ IMPORTANTE DIRIMERE QUETSA CONTROVERSIA? Per sconfiggere ISIS dobbiamo prima sapere come definirlo giuridicamente. Solo fatto ciò saremo in grado di definire le accuse nei suoi confronti, gli organi leggittimati a sentenziare sulla questione, i metodi, legalmente accettati, con i quali la comunità internazionale può intervenire.
Le origini di Isis si possono ritrovare nel terremoto politico che vi fu in Iraq dopo il 2004, ossia finita la guerra. Proprio in quel periodo Abu Musab Al-Zarqawi fonda Al-Qaida in Iraq. ISI(Islamic state of Iraq) viene fondato nel 2006 dopo la morte di Al-Zarqawi. 2010: Abu Bakr al-Baghdadi diventa il leader di ISI e il gruppo terroristico si rafforza notevolmente. 2011: Allo scoppiare della guerra civile in Siria, ISI manda numerosi combattenti nella zona. Si forma nel frattempo AL-NUSRA.
2013: ISI e AL-NUSRA si uniscono ed entrano nell ISIL. Dopo una dura battaglia per la leadership tra i due gruppi, vi è una scissione e AL-NUSRA si affilia ad AL-QAIDA in Iraq mentre AL- BAGHDADI diventa l’unico leader dell’ISIS che occupa il territorio del nord della Siria e dell’Iraq.
29 June 2014: ISIS si definisce “Stato Islamico” e annuncia la formazione di un califfato. Da qui si capisce il suo intento di darsi una struttura statuale e non di gruppo terroristico. TERRITORIO: Fino al 2015 l’estensione territoriale riguardava in IRAQ le province di: Anbar, Ninewa, Salah al- Din, Kirkuk, Diyala, Babil and Erbil.In Siria riguardava le province di: Aleppo, Ar-Raqqah, Idlib, Al-Hasakah and Dayr Az- Zawr. Nel tempo poi molti gruppi in giro per il mondo si sono affiliati a ISIS tanto che possiamo considerarne un’estensione del suo territorio. Le province( wilāyāt ) più rilevanti sono quelle della LIBIA e della Giordania e quella della NIGERIA nota come BOKO- HARAM. DEFINIRE IL SUO TERRITORIO MASSIMO E QUANTO SI è RIDOTTO ADESSO. CAPACITA’ ECONOMICHE E MILITARI Molte delle sue risorse economiche provengono dalla conquista di campi petroliferi in IRAQ E SIRIA. Altra fonte è stata la coqnuista della banca centrale iraquena di Mosul. E’ noto come molti paesi e organizzazione nel mondo abbiano finanziato ISIS. Altre fonti di finanziamento provengono dalle donazioni fatte dai fedeli sparse per il mondo, dai materiali preziosi sotto il loro controllo quali il LITIO ma SOPRATTUTTO dal bracconaggio. Si è stimato infatti che il commercio di animali e piante rare si aggiri sui 200 miliardi di dollari ed i principali commercianti sono appunto le organizzazioni terroristiche, spesso legate a ISIS o AL-QAIDA. L’esercito ha aumentato il suo potenziale sia grazie ai numerosi foreign fighters(20000) provenienti da tutto il globo sia grazie agli armamenti recuperati all’esercito iraqueno e siriano o ad altri gruppi terroristici che operavano in tali zone. La propaganda attraverso internet e gli IMAM sui territori ha consentito di arrivare ad un numero sempre più grande di soggetti interessati a partecipare alla costruzione di uno stato che sembrava crescere sempre di più.
-Teoria COSTITUTIVA: Secondo tale teoria, che ha avuto larga diffusione in passato, non esiste alcuna norma consuetudinaria che disciplini quali Stati siano soggetti di diritto internazionale e quali no. Secondo tale teoria infatti, il possesso della soggettività giuridica dipende dal riconoscimento che viene fatto dagli altri Stati. Pertanto il riconosciemento sarebbe costitutivo della personalità giuridica. Pertanto sarebbero gli stati preesistenti a decidere se uno stato può entrare nel club del diritto internazionale o meno. TEORIA DICHIARATIVA: Secondo tale teoria l’esistenza di uno stato è una condizione di fatto e in caso di non riconoscimento, anche se non intrattiene relazioni con altri paesi(in tale stato non si può durare a lungo) , il nuovo stato è comunque titolare di diritti e doveri derivanti dalle norme di diritto internazionale. Tale teoria è stata sancita dalla convenzione di Montevideo. Il limite di tale teoria è che è perfettamente applicabile agli Stati classici ma non permette di inviduare e definire tutti gli altri casi sparsi per il mondo che rientrano magari per un verso nella categoria statale ma non per un altro. -L’accertamento concreto della personalità internazionale: Per sopperire alle lacune della teroia dichiarativa è stata elaborata(Barile) un’altra teoria che, sintetizzando al massimo, prende in considerazione dure presupposti: una concreta organizzzazione sociale che allo stesso tempo deve essere anche autonoma. Questa teoria ha quindi introdotto un 4 elemento oltre la triade territorio popolo, governo che è la “socialità” di uno Stato(elemento tra l’altro contenuto nel “Restatment of the foreign international law of United States”. Pur non essendo giuridicamente vincolante può essere rilevante nello studio della materia. CONTROLLARE MEGLIO LE DUE TEORIE SU LIBRO E INTERNET MONTEVIDEO: Come sappiamo Montevideo individua in questa triade gli elementi fondamentali di uno Stato. Per quanto riguarda la “popolazione” tuttavia va fatta una precisazione utile allo studio dell’ISIS. Nel
Naturalmente, a questo punto, vengono in mente la Repubblica democratica tedesca (RDT) o la Repubblica popolare democratica di Corea (RDPC). In entrambi i casi, la statualità non è stata messa in discussione nonostante il fatto che la popolazione fosse / è tenuta in ostaggio. La differenza tra questo e l'IS è che, nel caso della DDR e della RDT, la statualità era già stata stabilita. Come ha dimostrato il dibattito sugli stati falliti, dovrebbe essere abbastanza difficile perdere la sovranità una volta ottenuto per proteggere lo status quo. FARE QUESTA PARTE TERRITORIO Il requisito di un territorio definito, come gli esempi di ammissione dell'Albania alla Società delle Nazioni nel 1920 o l'adesione di Israele alle Nazioni Unite, non richiede necessariamente frontiere universalmente accettate, ma semplicemente un controllo efficace su una determinata area chiave. Lo Stato islamico, nonostante le significative perdite territoriali in Iraq dopo l'inizio della campagna di bombardamenti alleati, stavaesercitando un controllo effettivo su un determinato territorio centrale già prima di aver dichiarato il ripristino del Califfatonel giugno 2014. Questo è stato sancito dalla risoluzione sel consiglio di sicurezza delle U.N 2249 del 2015 e 2170 del 2014. Tuttavia bisogna anche sottolineare come il territorio in questione sia molto variabile e continuamente soggetto ad attacchi e diminuzioni. Questo risulta essere un problema per due motivi: -Tale porzione di territorio rivendicata da ISIS è contestata dalla comunità internazionale e specialemente dai paesi di Siria e Iraq. -l’ART. 11 dI Montevideo vieta l’acquisizione di territori con l’uso della forza e pertanto i territori conquistati da ISIS non possono essere riconosciuti legalmente. Sarebbe come se buttassi fuori da una casa i leggittimi propietari e poi chiedessi di essere riconosciuto come il leggittimo propietario in virtù dell’effettività della situazione, è assurdo e pericoloso visti gli ultimi casi internazionali ( cina e russia) che sembrano annunciare una nuova stagione di conflitti volti a conquiste territoriali.
RICONOSCIMENTO: Infine anche se vi fossero dei sostenitori della teoria costitutiva questa non troverebbe alcun approdo in quanto ISIS non è stato riconosciuto da nessun paese ma anzi è stato dichiarato una gravissima minaccia alla pace mondiale e per questo motivo le U.N hanno esosrtato i paesi di Siria e Iraq a distruggere il paradiso salvifico in cui si nasconde ISIS tra questi due paesi. Il riconoscimento è reso impossibile anche dalle numerose violazioni del diritto internazionale condotte da ISis. IN RISPOSTA A QUESTO ARTICOLO: Ralph chiede "lo stato islamico è uno stato?" E la sua risposta ha tre fili: in primo luogo, presenta ciò che definisce l' opinione di advocatus diaboli secondo cui tutti i requisiti dello stato (territorio, popolazione, governo) sono soddisfatti. Secondo, spiega il significato del riconoscimento come requisito per la formazione di uno stato. E in terzo luogo, espone l'argomentazione sulla legittimità concludendo che a causa della mancanza di legalità, del rispetto dei diritti umani o di un certo grado di rappresentatività all'interno dello Stato islamico (IS), la statualità sarà negata dal diritto internazionale. Contrasterò con un'argomentazione fattuale e normativa oltre a un'ipotesi confortante. . L'argomento normativo L'argomento della legittimità è popolare: conquistare territori popolati violando la sovranità territoriale e l'integrità dell'Iraq e della Siria, violando il divieto dell'uso della forza e le varie disposizioni sui diritti umani, difficilmente può essere trascurato nel giudicare la condizione di IS. O con Koskenniemi: nessuno stato senza legittimità. L'argomentazione segue queste linee: se vuoi giocare, devi non solo avere la tua attrezzatura pronta (territorio, popolazione, governo, capacità di entrare in relazione), ma anche rispettare le regole del gioco. Tuttavia, il dilemma qui non è nuovo. Nelle parole di Derrida: "Come possiamo distinguere tra la forza del diritto di un potere legittimo e la presunta violenza originaria che deve aver stabilito questa autorità e che non potrebbe essere stata autorizzata da alcuna legittimità anteriore, così che, in questo momento
iniziale , non è né legale né illegale - o, altri direbbero rapidamente, né giusto né ingiusto? "(Forza della legge: The Mystical Foundation of Authority, 1989/1990). Comunque sia, se chiediamo se IS ha uno status legale di uno stato ai sensi del diritto internazionale, dobbiamo rispettare le regole stabilite dalla legge internazionale per lo stato. Il diritto internazionale è il proverbiale buttafuori del club statale. E offre più di solo 3 (o 4) elementi. In primo luogo, non è possibile ottenere uno status ai sensi del diritto internazionale attraverso l' energica annessione del territorio. In secondo luogo, per ottenere un titolo territoriale, gli attori non statali devono dimostrare il diritto alla secessione che esige innanzitutto il diritto all'autodeterminazione delle persone. L'autodeterminazione è il diritto di una popolazione a decidere sul proprio destino. Descrive il legame tra una popolazione e un'autorità politica. Voglio sottolineare due cose: in primo luogo, come già detto sopra, deve esserci un collegamento necessario tra le persone che vivono all'interno di un determinato territorio e l'autorità che controlla quel territorio per diventare uno stato. Uno stato non è mai fine a se stesso; è un mezzo per le persone che lo stabiliscono. Secondo e collegato a questo, la legge internazionale stabilisce le regole del gioco e richiede il diritto allo stato chiamato autodeterminazione. Inutile dire che il design della prigione dell'IIS non si qualifica qui. https://www.zeit.de/2015/48/voelkerrecht-islamischer-staat-krieg-frieden-interview
Sono una collettivià’ umana che persegue, mediante la lotta armata, in occasione di una guerra civile o di un moto rivoluzioario interno, il rovesciamento del governo per impadronirsi dello stato, oppure per provocare la secessione di una parte del territorio, ovvero l’incorporazione di tutto o di parte del territorio in un altro preesistente, che sia organizzata sottb o un comando responsabile e che riesca a controllare in maniera effettiva e stabilr slmrno una porzione del territorio nazionale. -Dunque, la rilevanza internazionale degli insorti è legata indissolubilmente al principio dell'effettività. Secondo tale principio, il movimento insurrezionale è un soggetto internazionale a prescindere dall’esito che avrà l’insurrezione, per il solo fatto di controllare effettivamente ed in modo sufficientemente stabile una parte di territorio dello Stato nel quale l’insurrezione ha luogo. Tuttavia quando il movimento insurrezionale si afferma, l’azione militare perde il carattere di una rivolta interna, di sommossa, di atto sporadico o isolato di violenza. Quando ciò avviene, di regola, arriva il “riconosciemnto degli insorti come parte belligerante. Questo riconosciemento ha degli effetti giuridici: -l’insurrezione viene considerata non più come guerra civile ma come una guerra nel senso del diritto internazionale, a cui si applicano pertanto le norme del diritto di guerra e quelle del diritto umanitario. Qualora il riconoscimento venga effettuati dallo Stato leggittimo si libera completamente della responsabilità per gli atti che vengono compiuti nel territorio controllato dagli insorti. Tuttavia non è escluso che anche gli insorti acquisitno dei diritti e doveri nell’ambito internazionale. Per esempio possono: Stipulare trattati- garantire agli stranieri sul loro suolo il trattamento previsto dal diritto internazionale- agli insorti si applicano le norme su diritto internazionale. Va specificato come dal riconoscimento dell’atto di belligeranza non segue la personalità giuridica degli insorti, trattandosi di un atto che non constata l’esistenza effettiva di un nuovo ente. CONCLUSIONE: La condizione giuridica degli insorti, dunque, fintanto che non si verifica un consolidamento della loro organizzazione e fintanto che essa non si sovrappone allo stato leggittimo è in una situazione di aspettativa, di pendenza. Di conseguenza gli insorti sono dei soggetti a titolo temporaneo, provvisorio o transitorio, non in senso pieno. Se, infatti, gli insorti raggiungono il loro scopo impadronendosi di tutto il territorio o sostituendo la propria autorità di governo su una parte del territorio, essi divengono Stato nel senso del diritto internazionale con esclusione di quello
della violazione del PROTOCOLLO OPZIONALE DELLA CONVENZIONE SUI DIRITTI DEL BAMBINO E UN CRIMINE DI GUERRA. E’ importante anche capire se effettivamente il settore dei Diritti Umani e del diritto Umanitario si applica ad Isis(non essendo questo uno stato vero e proprio) e quale dei due rami del diritto debba essere applicato. Innanzitutto possiamo dire che qualora ci siano dubbi, è il principio della “lex spicialis” che deve essere applciato per capire quale dei due rami deve essere applciato. E’ ormai fuori discussione che i diritti umani si applichino a tutte le situazioni e non solo agli stati. In ogni caso, tanto più ISIS occuperà e controllerà un’area ampia di territorio e tanto più alto sarà il grado con cui il diritto umano sarà applicato ad ISIS.
Ovviamente gli Stati dell’Iraq e della Siria sono i primi ad essere responsabili dei crimini commessi sul loro territorio e hanno il dovere di ripristinare la legalità e far si che tali crimini non si possano ripetere nel tempo. La lor giurisdizione riguarda anche i crimini commessi da guerrieri stranieri. Alla luce degli ostacoli logistici per operare la propria giurisdizione in questi territori da parte degli stati in questione, è risultata di prima necessità l’importanza di istituire un tribunale ad hoc o dell’intervento della corte internazionale di giustizia per salvaguardare i civili. Va ricordato come il fallimento, del cosniglio di sicurezza, nel riportare la situazione in Siria alla Corte abbia permesso il proseguire dei cri mini di guerra sul territorio( CINA E RUSSIA SI ERANO OPPOSTE A CIO’? ) La difficoltà giuridica rintracciata dalla corte sta nel fatto che ne Siria ne Iraq fanno parte dello Statuto di Roma(della corte penale internazionale) ed è stata abbandonata la possibilità di perseguire ISIS in quanto alcuni membri della sua leadership appartengono a pesi membri dello Statuto di ROMA. 30 MAGGIO 2013: Isis viene aggiunto alla lista di sanzioni contro AL-QAIDA in quanto ne viene considerato un membro affiliato per la sezione iraquena. Il regime di sanzioni si compone di un embargo alle arimi, divieto di viaggio, congelamento delle risorse. Lo stesso regime potrà essere applicato a qualsiasi membro che si ritiene supporti in qualsiasi maniera ISIS. -RISOLUZIONE 2170/2178: Con questa risoluzione il Consiglio di Sicurezza ha adottato numerose misure per ridurre il flusso di foreign fighters. Specie con la 2178 sono stati esortati I paesi ad adottare misure che consentano il riconoscimento di chi viaggia in paesi diversid a quello di appartenenza. Tuttavia vi sono delle mancanze importanti sia sul significato della parola “estremismo” che “terrorista” che potrebbero far si che I paesi utilizzino tale risoluzione per perseguire determinati soggetti che si oppongono alla loro leadership piuttosto che I veri terroristi. Altri problemi sono sorti riguardo il diritto alla privacy o di circolazione che potrebbero essere violati da alcune misure implementate dagli stati membri allo scopo di avere maggiori informazioni su chi viaggia su aerei civili e con quali scopi. In teroia tali misure sarebbero applicabili solo ai soggetti considerabili come possibili “foreign fighters” ma ciò rimane chiaramente un confine molto ambiguo.
IMPATTO SUI CIVILI DELLA RISPOSTA ARMATA AD ISIS 8 AGOSTO 2014: Primo attacco Statunitense contro ISIS ad Erbil. 20 Settembre 2014: lettera del ministro degli esteri iraqueno al pres. Del consiglio di sicurezza nel quale fa notare come ISIS si sia insediato in una zona al di fuori dei confini iraqueni e che rappresenta una seria minaccia per il popolo dell’Iraq. 23 Settembre 2014: Inizio delle attività militari contro ISIS in Syria. La coalizione guidata dagli Stati Uniti conta 92 Stati al suo interno, con diverse funzioni e gradi di partecipazione. Alcuni Stati hanno contribuito solo per le attività militari in uno dei due paesi, Siria e Iraq. Gli Stati Uniti sono stati responsabili del 92 % degli attacchi in Iraq e del 70 % di quelli in Siria. -Per quanto riguarda gli attacchi in Iraq, la base legale dell’uso della forza sul territorio di un altro stato sta nel fatto che è stato l’Iraq stesso a richeidere l’intervento o a consentirlo.
-Per quanto riguarda la Siria la situazione è più complessa. Il regime di Assad non ha mai espressamente richiesto un intervento armato ma non si è neanche opposto a quest’ultimo. Il 23 Settembre 2014, il rappresentnate permanente degli Stati Uniti ha fatto notare che l’intervento americano in Siria è giustificato dal fatto che qualora una forza armata si rifugi in uno stato, questo ha l’obbligo, in nome della difesa individuale e collettiva, di applicare tutte le misure necessarie per eliminare la minaccia. Dal momento che, secondo gli USA, la Siria non è in grado o non ha la volontà di reprimere tale minaccia, gli Stati Uniti per difendere l’Iraq hanno il diritto di poter intervenire nel territorio dove questo si rifugia.
In the light of the grave international crimes and systematic human rights violations committed by ISIL forces in Iraq and the Syrian Arab Republic, the Special Rapporteur: (a) Recommends to the Security Council that the situation in Iraq and the Syrian Arab Republic be referred to the International Criminal Court as a matter of urgency, or that an ad hoc tribunal be established promptly to try those responsible; (b) Calls on Iraq and the Syrian Arab Republic to become parties to the Rome Statute and to accept the jurisdiction of the International Criminal Court over the current situation; (c) Recommends that States prosecute individuals who have committed such crimes where they are able to exercise jurisdiction.
Twenty-second report of the Analytical Support and Sanctions Monitoring Team submitted pursuant to resolution 2368 (2017) concerning ISIL (Da’esh), Al-Qaida and associated individuals and entities
https://www.theguardian.com/commentisfree/2014/oct/06/legal-basis-war-isis-syria-islamic-state Articolo del THE GUARDIAN Articolo del washingthon post.