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Appunti delle lezioni di Diritto Penitenziario del Professor Varraso, Università Cattolica di Milano, 2013/14
Tipologia: Appunti
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Stretta correlazione con diritto penale e processuale penale.
Fattispecie penali astratte da accertarsi in concreto : IMPUTATO in processo penale sentenza penale di condanna diventa definitiva : CONDANNATO Diritto penitenziario: si occupa del condannato in via definitiva, ma anche dell’imputato (persona accusato di un reato che deve essere accertato in concreto tramite procedura penale: identifica chi ha commesso reato e se reato è stato commesso).
NON SI USA TERMINE REO!!!
Ci si occupa di persone che sono in carcere: o IMPUTATI o CONDANNATI ma comunque è in CARCERE! Anche persona accusata può essere in carcere se gli viene applicata una MISURA CAUTELARE CUSTODIA CAUTELARE: non è anticipazione di pena ma misura preventiva cautelare, su determinati presupposti (es. inquinamento di prove, pericolosità, etc.).
Si può cominciare a parlare di PENA DOPO sentenza IRREVOCABILE.
Effetto comune di pena e misura cautelare è CONTENUTO: la persona entra in carcere. Di loro si occupa il diritto penitenziario.
QUINDI: il diritto penitenziario di occupa della persona in carcere, sia questa un IMPUTATO in custodia cautelare, sia questa un CONDANNATO dopo una sentenza irrevocabile.
DATI:
INFO:
PER I FREQUENTATI:
18/10/
Seminari complementari: consegnata NON IN SEDE DI ESAME ma PRIMA in istituto giuridico al professore o suoi assistenti.
Diritto penitenziario nasce in collegamento con diritto penale sostanziale e criminologia.
Diritto penitenziario si occupa delle persone che entrano in carcere o che vengono sottoposte a misura di sicurezza di custodia cautelare = sottoposte a TRATTAMENTO PENITEZIARIO: insieme di regole e attività che presiedono la vita in carcere e misure di sicurezza.
Art. 1 Legge su ord. Pen. (lg. 354/1975): “TRATTAMENTO E RIEDUCAZIONE”, rubrica. Non bisogna confonderli: rieducazione, argomento di natura sostanziale, cfr. art. 27 co.3 Cost. “Pene non possono consistere in TRATTAMENTI contrari a senso dell’umanità e devono essere finalizzati alla RIEDUCAZIONE del condannato.”, fondamento costituzionale di finalità rieducativa + art. 13 Cost., “libertà personale è inviolabile”, ma la sua inviolabilità non è assoluta, se esiste un diritto penitenziario vuol dire che tale liberà può subire LIMITAZIONI, che incontrano una riserva di legge e di giurisdizione, cfr. principio di tassatività di diritto penale, una persona può essere limitata in sua libertà SOLO nei casi e nei modi previsti dalla LEGGE, quale?
CODICE DI PROCEDURA PENALE = unica legge che può prevedere delle limitazioni alla libertà personale. Per quali finalità?
Prima che una sentenza passi in giudicato la finalità non può che essere cautelare ossia processuale (es. pericolo di inquinamento delle prove, di reiterazione del reato, di fuga, ecc.), al di là dei questi casi NON PUO’ ESSERE SOTTOPOSTA A RESTRIZIONE della libertà personale PRIMA che la sentenza passi in
Cfr. 11/2/1999, n. 26, sentenza corte Cost. italiana: NO disconoscimento di posizioni soggettive tramite assoggettamento a istituzione penitenziaria primato di persona umana e dei suoi diritti. Diritti fondamentali di uomo ex art. 2 Cost. non devono essere annullati da limitazione della libertà personale, anzi è un locus di tutela particolare di questi stessi diritti. La persona sottoposta a detenzione deve essere tutelata nei suoi diritti in maniera più delicata rispetto a persona libera.
Co. 3 art. 1 sentenza (1999): ordine e disciplina interna a carcere sono tenuti da AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA: Cfr. dipartimento di amministrazione penitenziaria (D.A.P.). a livello periferico ci sono i provveditorati e a livello locale il diretto del carcere. Atti sono di natura amministrativa e possono incidere su modalità esecutiva della pena, il detenuto è sì titolare di diritti ciò presuppone una giurisdizione, cfr. GIUEISDIZIONALIZZAZIONE DI FASE ESECUTIVA DELLA PENAE, non è più fase solo amministrativa, ma ruolo fondamentale è svolto dalla giurisdizione! Per quello i diritti di condannato o internato o imputato in carcere sono EFFETTIVI. MAGISTRATURA PENITENZIARIA.
Finalità giudiziaria è tipica della misura cautelare. Il trattamento degli imputati deve essere informato al fatto che essi NON SONO CONSIDERATI COLPEVOLI sino a che sentenza di condanna passi in giudicato. Cfr. ancora art. 27 Cost. che non arriva a parlare di presunzione di innocenza ma di NON COLPEVOLEZZA, solo CEDU art. 6 parla di questa presunzione di innocenza + patto ONU sui diritti civili e politici, art. 14.
Trattamento rieducativo riguarda condannati e internati, è finalità di tale trattamento, che deve tendere a REINSERIMENTO SOCIALE. Es. visite penitenziarie sono parte integrante di trattamento penitenziario! Sono contatti con l’esterno.
Prima di introduzione di questi principi, soggetto sottoposto a carcere era un semplice OGGETTO di esecuzione di pena, veniva chiamato col numero di matricola. Cfr. art. 70 regolamento penitenziario: è stata posta una norma apposta affinchè il detenuto sia chiamato con il LEI.
Le persone prove di libertà mantengono tutti quei diritti che non sono stati loro sottratti dalla legge.
Punto di partenza: CODICE DI PROCEDURA PENALE, libro X, ESECUZIONE, titolo I IL GIUDICATO.
Art. 648: cosa è il giudicato, irrevocabilità delle sentenze e dei decreti penali.
Irrevocabilità = passata in giudicato, SINONIMI “sono irrevocabili le sentenze pronunciate in giudizio contro le quali non è ammessa impugnazione diversa dalla revisione”, quando nei confronti di questa sentenza non si può più proporre impugnazione; decisione di Cassazione rende la sentenza irrevocabile, non è essa stessa una sentenza irrevocabile. Se io propongo appello quando diventa sentenza irrevocabile? Dopo appello e se non è ricorribile in cassazione. Se è ricorribile, allora dopo che si sia conclusa fase in cassazione. Le uniche sentenze eseguibili sono quelle IRREVOCABILI:
Art. 650: “ le sentenze hanno FORZA ESECUTIVA quando sono venute irrevocabili.”L’esecutività presuppone la IRREVOCABILITA’. Fino a che una sentenza non diventa irrevocabile la persona imputata è presunta non colpevole.
Trattamento penitenziario è l’insieme delle regole e attività che riguardano sia IMPUTATO che CONDANNATO.
Cfr. art. 1 ord. Pen. + art. 1 del reg. 230/2000 (regolamento penitenziario) = il trattamento degli imputati è OFFERTA di interventi diretti a sostenere gli interessi dei detenuti o imputati,NESSUNO è OBBLIGATO.
Cfr. divieto di lavori forzati = è la riprova del fatto che nulla può essere obbligatorio ma tutto è facoltativo per una persona sottoposta a misura restrittiva di libertà personale, può accettare o meno l’offerta del sistema penitenziario.
Art. 1 co. 2 reg. pen.: trattamento rieducativo promuove una modificazione di atteggiamenti e condizioni, nonché delle relazioni familiari e sociali che siano di ostacolo ad una costruttiva partecipazione sociale.
Perché trattamento risponda a canoni costituzionali, pena deve essere INDIVIDUALIZZATA, si usa un metodo che consente di individuare il trattamento individualizzato è il METODO SCIENTIFICO DELLA PERSONALITA’; trattamento penitenziario deve coniugarsi con la SICUREZZA, cfr. art.1 reg. pen. e art. 2 reg. pen.: novità dirompente, ordine e disciplina garantiscono la SICUREZZA, che costituisce la CONDIZIONE per la realizzazione delle finalità del trattamento: SICUREZZA NON SI CONTRAPPONE A PARLAMENTO = sono un connubio.
Passaggio da trattamento penitenziario a rieducativo: IMPUTATO > CONDANNATO. Disciplina che regola tale passaggio è CODICE DI PROC. PEN. In particolare quelle sull’esecuzione penale, art. 648 – 650 c.p.p. libro X.
Irrevocabilità e esecutività:
Che tipo di sentenza? Di condanna o proscioglimento.
NB: “d’ufficio”, gli atti processuali possono essere di due tipi, o un atto può essere compiuto su impulso di altro atto, o si può compiere autonomamente; quindi in questo caso è da compiersi AUTONOMAMENTE, d’ufficio appunto. Esecuzione penale non necessita né di richiesta né di autorizzazione, ma scatta automaticamente, di sua iniziativa, autonomamente. Ovviamente il PM deve essere a conoscenza della sentenza che deve eseguire.
TEMPESTIVITA’: due principi,
8 / 15 / 22 /29 novembre, aula 222 SANT’AGNESE = seminari.
Art. 655 c.p.p.: Il pubblico ministero presso il giudice dell’esecuzione, ex. Art. 665 c.p.p.: si parla o di procura della repubblica o generale (appello o cassazione), in essa il procuratore stesso o i sostituti; la competenza di PM si ricava per DERIVAZIONE DA QUELLA DEL GIUDICE, per capire a quale procura rivolgersi dovrò capire prima che è giudice dell’esecuzione (organo giurisdizionale).
Art. 665 c.p.p.: IL GIUDICE COMPETENTE, competente a conoscere dell’esecuzione di un provvedimento è il giudice che lo ha deliberato:
ESEGUITA LA SENTENZA DI CASSAZIONE, quindi o è competente la procura della repubblica o la procura generale.
Chi è PM che esegue sentenza quindi? O quello di procura della repubblica o quello di procura generale presso la corte di appello, a secondo che la sentenza che passa in giudicato sia quella di primo grado o di secondo grado.
Come il PM viene a conoscenza di sentenza da eseguire e come è strutturato questo atto che dà inizio a esecuzione penale? CHI ATTIVA IL PM?
Cfr. reg. penitenziario + D.M. n. 334/1989, art. 28: come inizia in concreto l’esecuzione penale, cioè il diritto penitenziario, la cancelleria quando provvedimento diviene esecutivo per non essere stata proposta impugnazione ne trasmette l’ESTRATTO senza ritardo entro comunque 5 giorni al PM, presso il giudice dell’esecuzione, allo stesso modo fa la cancelleria della corte di cassazione quando passaggio in giudicato deriva da sentenza di corte di cassazione.
28 – 10 -
Atto di impulso della fase esecutiva: problema di momento di esecuzione di pena o misura di sicurezza.
Art. 28, d.M. 334/1989, regolamento per l’esecuzione del codice di procedura penale titolo esecutivo dell’esecuzione penale. NB: termine di cinque giorni NON è PERENTORIO, ma ORDINATORIO (non prevede decadenza) .vs. termini PERENTORI (prevedono una sanzione, perdita di potere, possibilità di esercitarlo, decadenza da un potere, si decade dall’esercizio di un potere che in fatti deve essere esercitato, A PENA DI DECADENZA, entro il termine prescritto, esercizio è INAMMISSIBILE = sanzione di decadenza, la inammissibilità).
Tipicamente la cancelleria che da impulso è quella del giudice di primo grado o giudice di secondo grado, che deve essere comunque la cancelleria del giudice che ha emesso la sentenza poi divenuta irrevocabile.
Titolo esecutivo = NON è LA SENTENZA IRREVOCABILE IN SE’, ma, per essere più precisi, l’ESTRATTO DI SENTENZA comunicato al giudice di esecuzione, che è parte di sentenza che va eseguita.
Co. 2: nel caso di concorso con un delitto che comporta l’ergastolo con uno o più delitti con pena temporanea (detenzione da 1 a 5 anni), si applica anche qui l’ergastolo con isolamento diurno (ma per tempi minori rispetto a co. 1).
4 – 11 – 2013
Art. 71 e sgg. : norme relative a pene detentive. Unica pena perpetua (che in realtà perpetua non è perché sarebbe incostituzionale, semplicemente non è fissata la durata) è l’ESGASTOLO.
Condanna per una pluralità di reati: istituto di diritto penale sostanziale = CONCORSO DI REATI, una sola persona commette una pluralità di reati (diverso da concorso di persone!), cfr. art. 74 c.p. e 73 c.p.: (regola del CUMULO MATERIALE DELLE PENE, se una persona è condannata più pene detentive temporanee, si sommano algebricamente in fase di esecuzione penale in un’UNICA PENA), ormai la regola è CUMULO GIURIDICO DELLE PENE, si individua pena prevista per la violazione più grave che viene aumentata fino al triplo.
Art. 78 c.p.: in caso di concorso di reati, non può essere la pena maggiore ai 30 anni per la reclusione e 6 anni per l’arresto.
Art. 656 c.p.p.: ESECUZIONE DELLE PENE DETENTIVE.
Il titolo esecutivo è un documento formato dalla cancelleria e comunicato a PM presso giudice di esecuzione, atto genetico di esecuzione penale, contiene estratto di sentenza DEFINITIVA (imputazione, imputato, dispositivo). PM è motore di esecuzione penale, è motore di esecuzione. Come viene eseguito il titolo esecutivo? RISP: art. 656 c.c.p.!
Ordine di esecuzione presenta un certo contenuto, che è specificato dal co. 3 dell’art. 656 c.p.p., dovendo essere presente nell’ordine di esecuzione la TRASFUSIONE del titolo esecutivo, gli elementi saranno i medesimi! IMPUTATO + IMPUTAZIONE + DISPOSTIVO DEL PROVVEDIMENTO (contiene pena commisurata) + disposizioni necessarie all’esecuzione.
MA: LA PENA è SEMPRE QUELLA INDICATA NEL DISPOSITIVO??? Il punto di partenza è la pena indicata nel dispositivo, ma quella determinata in PRIMA BATTUTA DAL PM , in fase esecutiva è protagonista indiscusso di determinazione della pena, il giudice interverrà solo quando sorgerà un problema inerente alla determinazione della pena.
Cfr. art. 657 “COMPUTO DELLA CUSTODIA CAUTELARE E DELLE PENE ESPIATE SENZA TITOLO”: COME DETERMINA LA PENA IL PM??? Prima di tutto con regole contenute in questo articolo (art. 657 c.p.p.): punto di partenza è pena contenuta in DISPOSITIVO, poi il PM computa il periodo di custodia cautelare subita per lo stesso o per altro reato PRINCIPIO DEL SCOMPUTO DEL PRESOFFERTO. Semplice sottrazione algebrica. Si dimostra ancora che la pena contenuta in dispositivo non è PER FORZA quella da eseguire da PM!
NB: PERSONE IN CARCERE O ARRESTI DOMICILIARI = CUSTODIA CAUTELARE DETENTIVA ENTRAMBE. Sono equiparate per applicazione di norme penitenziarie.
8 – 11- 2013
Art. 657 c.p.p.: ci permette di capire quale pena va effettivamente applicata, cfr. art. 656 c.p.p. che disciplina l’ordine di esecuzione, ma la pena contenuta in ordine di esecuzione non è sempre quella contenuta nel dispositivo, dal quale si estrae il TITOLO ESECUTIVO dal quale il PM provvede a emanare l’ORDINE DI ESECUZIONE, in base ad art. 656 c.p.p.
Ordine di esecuzione porta una pena che è oggetto di UN’ATTIVITA’, che è svolta da PM (NON DA GIUDICE!!!), scelta di codice di 1988 e di diritto penitenziario, giudice interviene solo ed esclusivamente solo se è POSTA UNA QUESTIONE.
Art. 656 c.p.p. è integrato da art. 657 c.p.p. => computo della custodia cautelare e delle pene espiate senza titolo; si tratta di attività EVENTUALE, vi è computo solo se ci sono state pene espiate senza titolo o custodia cautelare!
Co. 1: principio di DETRAZIONE DI PRESOFFERTO, le limitazione della libertà personal PRIMA del passaggio in giudicato di una sentenza avviene in due casi: MISURA CAUTELARE e MISURE DI SICUREZZA.
Ma benché non siano considerate la medesima cosa (pena e misura cautelare), sono FUNGIBILI: quindi deve essere detratto il tempo che è stato trascorso dal soggetto in custodia cautelare: UNO DEGLI ESEMPI TIPICI DI PRINCIPIO DI FAVOR REI.
persona che ha commesso più fatti di reato, i processi possono riguardare reati diversi, per es. truffa viene condannato, passa in carcere un tot di anni; poi interviene amnistia, si crea pena espiata senza titolo che può valere e essere scalata SOLO PER REATO SUSSIVO a data di commissione di primo reato, ossia la data indicata in dispositivo.
Vero problema di diritto penitenziario è LA RECIDEIVA, infatti una delle figure più importanti del diritti penitenziario stesso è IL CONCORSO DI REATI, che comporta una molteplicità di sentenze.
Attenzione : abolitio criminis, indulto e amnistia sono eventi FISIOLOGICI nel diritto penale e penitenziario: NON SI TRATTA DI INGIUSTA DETENZIONE!!! il soggetto non potrebbe richiedere un ristoro economico (risarcimento del danno), perché non sussiste la DECISIONE INGIUSTA/L’ERRORE GIUDIZIARIO.
In che modo provvede il PM? (Art. 657 co. 1 - 2 e 4)
Co. 5 art. 657 c.p.p.: il pm provvede CON DECRETO CHE DEVE ESSERE NOTIFICATO A CONDANNATO E A SUO DIFENSORE. Art. 663 c.p.p.: esecuzione di pene concorrenti, fenomeno anch’esso alla base di disciplina di art. 657 c.p.p.: situazioni in cui una persona è condannata con più sentenze di condanna.
OPZIONI di PM:
Sede tipica di applicazione di questi due istituti è fase di esecuzione della pena, da parte del PM, che decide se siamo in un caso di cumulo materiale o giuridico.
11 – 11 – 2013
Determinazione della pena oggetto dell’ordine di esecuzione (segue).
Cfr. sentenze comportanti pena detentiva.
Comporta lo scomputo delle pene espiate senza titolo e del PRESOFFERTO.
Art. 663 c.p.p. : esecuzione di pene concorrenti.
Pensiamo non a ipotesi più semplice di condannato che abbia subito un’unica sentenza per un unico reato, ma al caso in cui un soggetto subisce una pluralità si sentenze di condanna per una pluralità di reati.
Reati sono stati accertati tutti insieme, ciò è CASUALE: se sono stati scoperti tutti insieme, per es.; è PM che decide se fare un processo solo o più processi, dipende da evenienze investigative che sono del tutto casuali!
Co. 1: quando la stessa persona è stata condannata con PIU’ SENTENZE O DECRETI PENALI => una pluralità di TITOLI ESECUTIVI; cfr. art. 81 c.p. relativo a concorso formale e reato continuato che spiega quando si applica cumulo giuridico (pena più alta e aumentarla fino al triplo) o materiale (somma algebrica delle pene) delle pene: se non vi è concorso formale o reato continuato si applica CUMULO MATERIALE, cfr. riforma del 1975, permette di applicare cumulo giuridico di pene in fase di esecuzione della pena stessa, quindi da parte del PM.
Il legislatore del 1988 affida al PM esecuzione della pena, per una ragiona anche molto banale si pensava che la fase esecutiva fosse meramente AMMINISTRATIVA, priva quindi di momenti giurisdizionali e oggetti giurisdizionale, su cui esercitare una valutazione tipicamente discrezionale; lavoro di PM era privo di discrezionalità => infatti solo autore di cumulo materiale (somma algebrica, meccanica).
Sempre co. 1: se una persona subisce una pluralità di sentenza, si guarda ad ultima in ordine cronologico, guardi ch l’ha emessa => giudice di esecuzione presso cui si rinviene il PM di riferimento al quale spetterà l’esecuzione della pena. Cumulo di pene può avvenire in ogni momento! Ad una condanna già presente se ne somma un’altra! Il PM dovrà adempiere all’onore di cui all’art. 663 c.p.p.
Art. 671 c.p.p.: NON ESISTEVA IN C.P.P. 1930, applicazione della disciplina del concorso formale e del reato continuato. Nel caso di più sentenze pronunciati in PROCEDIMENTI DISTINTI contro la STESSA PERSONA, il condannato o PM posso chiede l’applicazione della disciplina sul concorso formale o sul reato continuato. Giudice di esecuzione interviene in fase di esecuzione MA MAI D’UFFICIO, deve essere NECESSARIAMENTE ADITO da una parte, o PM o condannato (o suo difensore). Sempre che la disciplina in questione non sia stata esclusa nella sentenza dal giudice della COGNIZIONE, cfr. intangibilità del giudicato.
Se io PM sono chiamato ad effettuare provvedimento di cumulo, ma mi rendo conto che ci sono delle questioni che non sono in grado di risolvere, devo agire in base ad art. 671 c.p.p., chiedo a giudice di INDIVIDUARE pena da eseguire e APPLICARE LUI eventualmente il cumulo giuridico. Il PM altrimenti applicherebbe il CUMULO MATERIALE.
Cfr. legge EX CIRIELLI, 251/2005, su reato continuato; 30% - 40% di detenuti sono TOSSICODIPENDENTI, e tra di loro è comunissima la RECIDIVA, che determina AUMENTODELLA PENA, essendo circostanza aggravante; cfr. compatibilità di recidiva con reato continuato??? L’una determina un aumento di pena, mentre il reato continuato la diminuisce! I due istituti sono considerati compatibili. Infatti se nessuno chiede l’applicazione della disciplina di reato continuato, si applica recidiva!n il tossicodipendente commette spesso reati inerenti alla droga ma spessissimo commettere reati contro il PATRIMONIO, quindi CONCORSO DI REATI.
Norma di attuazione di c.p.p.: si considera violazione più grave quella per la quale è stata inflitta la pena più grave, criterio di determinazione in concreto; abbiamo più sentenze, si guarda all’interno di queste sentenze la pena più grave, in base alla quale, ex. Art. 671, si applica la pena aumentata al massimo fino al triplo.
Problema: individuazione di reato più grave + individuazione degli aumenti (ex. 132, 133, e sgg.), che è una operazione discrezionale in base a gravità del fatto e pericolosità di soggetto. Competenza di PM non dovrebbe avere competenza in questa materia! Non applica mai pena, un PM ovvero il condannato o suo difensore devono ATTIVARE GIUDICE, che prima cosa decide se si è in caso di reato continuato o concorso formale, per poi definire pena e suoi aumenti, applicando o meno la disciplina di favore contenuta in art. su reato continuato => Cfr. FAVOR REI in fase esecutiva, che ha come massima esplicazione la disciplina del concorso formale o reato continuato.
gliatti a magistrato di sorveglianza affinchè provveda all’eventuale applicazione della LIBERAZIONE ANTICIPATA.” = è misura alternativa alla detenzione.
PRINCIPIO DI FUNGIBILITA’= quando Pm prende pena di dispositivo e fa sottrazioni rispetto a custodia cautelare e pene espiate senza titolo, NON FA ALTRO CHE CONSIDERARE questi periodi FUNGIBILI pena detentiva da eseguire (l’uno vale l’altro). Tutto ciò avviene prima di esecuzione della pena! Ordine di esecuzione non è immediato! Non avviene in giro di pochi giorni dopo l’emissione di sentenza.
Prima di legge 94: la persona entrata in carcere e dal carcere chiedeva liberazione anticipata, come tutte le misura alternative della pene, venivano stabilite DOPO l’emissione dell’ordine di esecuzione. Oggi interviene PRIMA DI EMISSIONE DI ORDINE DI ESECUZIONE, si evita il più possibile la permanenza in carcere.
Cfr. art. 54 della legge sull’ord. Peniten. = liberazione anticipata. Detrazione di 45 gg per ogni semestre di pena scontata per chi si comporta in maniera collaborativa. Sconto di pena anche su custodia cautelare.
Se viene concessa la liberazione anticipata il PM dovrà scomputarlo da pena da eseguire: aumentano casi in cui la persona non va in carcere (cfr. meno di tre anni = si sospende ordine di esecuzione).
Presupposto è aver passato un tot. Di tempo in carcere: o per custodia cautelare o pena detentiva per altro reato.
Eccezione:
SCHEMA:
prima d emettere ordine di esecuzione, il PM deve determinare pena:
Co. 5 : tutti gli scomputi sono finalizzati a verificare che la pena oggetto di ordine di esecuzione NON SUPERI I TRE ANNI, perché altrimenti ordine di esecuzione va SOSPESO.
Eccezioni : categorie ben precise di condannati, con riferimento alle quali la sospensione è concessa fino a SEI ANNI (tossicodipendenti, cfr. artt. 93 e 94, T.U. 309/1990, su stupefacenti),o fino a QUATTRO ANNI, donna incinta o madre di prole minore di anni 10, padre in casi eccezionali, persona in
condizioni di salute gravi, persona con più di 60 anni se inabile, persona inferiore a anni 21 per motivi di salute, studio, lavoro e famiglia: categorie di soggetti DEBOLI, si vuole evitare permanenza in carcere!
Altro limite da tener d’occhio in difesa di imputato: Due anni: limite per sospensione condizionale della pena.
In alcuni casi anche se la pena non supera i limiti previsti da legge per sospensione dell’ordine di esecuzione, L’ORDINE DI ESECUZIONE NON è DISPOSTA:
cfr. Co.9 :ECCEZIONI, questo elenco mostra la presunzione assoluta di pericolosità sociale che il legislatore ha nei confronti di autore di reato, che potrebbe portare all’assegnazione di misure alternative, sarebbe più giusto non prevederlo in astratto per categorie di reato, ma valutare fatto in concreto:
...Ancora sospensione dell'ordine di esecuzione_ salvo reati di grande criminalità, art. 416-bis, più serie di reati che nulla c'entrano con la criminalità ordinanizzata: art. 600 (riduzione e mantenimento in schiavitù), 600-bis, ter, delitti nell'ambito della violenza sessuale, contro la libertà sessuale --> questi sono reati che in un certo momento storico creano un'emergenza innanzitutto percepita dall'opinione pubblica, allora il legislatore risponde emotivamente all'opinione pubblica. vedi es. 4-bis -> nasce nel 92 dopo la morte di Falcone e Borsellino, anche questa è un'emergenza. vedi anche reati 612-bis --> emergenza > fenomeno del femminicidio. vedi anche art. 624-bis. Reati che sono di forte allarme sociale. Quindi qui si fa riferimento al titolo di reato: prendo il titolo esecutivo e guardo se corrisponde all'elenco, è rilevante il fatto? no. Sospensione ordine di esecuzione anche se la pena detentiva è inferiore ai 3 anni, si va a guardare non la pena ma il titolo del reato. La modifica del 2013 --> comma 9 art. 656 cpp così come modificato dalla legge 78/2013.
di ufficio perchè di lì a poco otterrà esecuzione domicilare. Non entra in carcere. Ma questa legge vale fino al 31 dicembre del 2013.
A cosa è finalizzata la sospensione dell'ordine di esecuzione? impedire che il condannato entri in carcere e a consentirgli di proporre istanza per una misura alternativa, quei 30 giorni che rappresentano il termine di esecuzione -perentorio, perchè se decorso il termine la sospensione dell'ordine di esecuzione e si riespande nella sua esecutivita --> il condannato entra in carcere- momento delicato. Come si chiama quell'attività con cui si porta un sogg a conoscenza di un atto (ricettizio) del procedimento penale? NOTIFICA, il più delle volte non det una conoscenza effettiva dell'atto ma purtroppo c'è problema rispetto alla corte di giustizia UE_ la conoscenza non dovrebbe essere presunta (legale) ma effettiva, e il sistema delle notificazioni è legata alla notificazione legale. Es. se atto lasciato al coniuge, atto è valido, si presume che dia l'atto direttamente all'interessato -> conoscenza legale che non si correla alla conoscenza effettiva_ allora il legislatore: ha cercarto di rendere in questo momento nel modo più elevato poss la conoscenza dell'atto prestando attenzione alla notificazione comma 5 art. 656: "l'ordine di esecuzione e decreto di sospensione sono notificati al condannato e al difensore nominato alla fase dell'esecuzione o in difetto con difensione che lo ha sostituto nel giudizio con avviso che entro 30 giorni può essere presentata istanza corredata dalle indicazioni e dalla documentazione necessaria, volta ad ottenere la concessione di misura alternativa. " Ruolo fondamentale del DIFENSORE o della fase di esecuzione o della fase di cognizione, ruolo di garanzia oltre che di difesa: deve essere dovere ontologico al difensore attivarsi per far sapere al cliente della situa ed entro 30 giorni fargli presentare istanza.
dell'ordine. Il latitante è chi si sottrae a misura cautelare coercitiva, ma è anche chi si sottrae all'esecuzione dell'ordine.