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Diritto privato Comparato -TRUST-, Appunti di Diritto Privato Comparato

Appunti di diritto privato comparato

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 17/01/2020

Utente sconosciuto
Utente sconosciuto 🇮🇹

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TRUST
Il trust è un istituto a grandissima diffusione.
STORIA DELL’ISTITUTO
Nasce successivamente all’Equity (XV secolo), è frutto della giurisdizione del cancelliere, un
vescovo, principale magistrato del regno britannico, e nasce per correggere le rigidità della
Common Law, che era strettamente legato al sistema dei writs. (FORMS OF ACTION erano
difficili da ottenere se non c’era un rimedio specifico).
E’ bene tornare al XIII secolo, per comprendere in modo migliore il trust. Era vigente il
sistema feudale, ed i titolari di terre all’interno del sistema feudale, avevano una serie di
restizioni, come l’impossibilità di disporre di TESTAMENTO. Alla morte del proprietario
infatti, la successione avveniva solo per i propri eredi. Vi era altresì il peso che per la
successione ereditaria si dovesse pagare una rendita consistente. Questo comportava che il
valore economico dei beni fosse fortemente limitato.
Questo è il substrato socioeconomico del tempo. Questa situazione che colpiva i proprietari di
quel tempo, che vennero in soccorso i soggetti più inaspettati, ossia i FRATI FRANCESCANI.
- “Perché?”
I frati, come tuttora accade, non potevano posseder nulla, ma per il sostentamento dovevano
comunque procurarsi dei viveri, e spesso succedeva che vi fossero dei benefattori che
trasferivano la proprietà di un bene ad un terzo, affinchè questi la amministrassero a
favore dei frati. I frati, erano comunque beneficiari di questa ‘amministrazione in loro
favore’, a seguito di un trasferimento effettuato dai benefattori.
Per questo tipo di trasferimento si usava la formula ‘per l’uso di….” dei frati.
USE OF LAND
E’ un nuovo tipo di istituto, non più legato ai frati ma, ben distinto. Si crea una distinzione tra
titolare formale di un certo bene (destinatario del trasferimento), e chi invece è il titolare
sostanziale di quel bene.
Di questa distinzione si servirono i proprietari terrieri
Questa istituzione venne usata anche per raggirare le limitazioni imposte dal sistema feudale.
Immaginiamo la situazione in cui tizio è proprietario terrieri che andava incontro alle
restrizioni formali. Tizio trasferisce il suo bene a Caio e questo assume l’obbligo di
amministrare il bene PER L’USO DELLO STESSO TIZIO.
Con questo tipo di schema, tizio poteva dare disposizioni a Caio ad esempio su come trasferire
il suo bene ad un terzo alla sua morte (si bypassa il divieto di testamento).
Di questa situazione, il soggetto che risentiva di queste limitazioni era il sovrano, che non
aveva più il controllo sulla piramide feudale.
Nel XVI Enrico VIII, nel 1535 decreta l’abolizione di questo tipo di pratiche, con lo STATUE OF
USES.
- “Cosa si intende per abolizione degli usi?”
Colui che riceve il bene, (Caio), non va considerato come il titolare di quel bene, ma dal pov
della C.L. doveva considerarsi titolare il soggetto proprietario del bene stesso. (Tizio)
- “Come si arriva al trust?”
Si arriva al trust con uno stratagemma elementare, questa formula ‘per l’uso di..’ non era più
valida perché risultava titolare del bene il primi soggetto a cui si dava il bene in uso.
Si inizio ad usare un altro tipo di pratica ossia:
Tizio trasferisce sempre a Caio, che amministra il bene per Sempronio, che ha a sua volta
l’obbligo di amministrare il bene per l’uso dello stesso Tizio (in caso).
Ora, con lo Statue of uses, di fronte ad un atto di questo genere, il dato pacifico è che Caio non
va considerato titolare del bene, perché si è detto che il titolare formale del bene è sempre il
primo soggetto che riceve in uso. (Sempronio).
- “Come si considera l’obbligo di Sempronio nei confronti di Tizio?”
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TRUST

Il trust è un istituto a grandissima diffusione. STORIA DELL’ISTITUTO Nasce successivamente all’Equity (XV secolo), è frutto della giurisdizione del cancelliere, un vescovo, principale magistrato del regno britannico, e nasce per correggere le rigidità della Common Law, che era strettamente legato al sistema dei writs. (FORMS OF ACTION erano difficili da ottenere se non c’era un rimedio specifico). E’ bene tornare al XIII secolo, per comprendere in modo migliore il trust. Era vigente il sistema feudale, ed i titolari di terre all’interno del sistema feudale, avevano una serie di restizioni, come l’impossibilità di disporre di TESTAMENTO. Alla morte del proprietario infatti, la successione avveniva solo per i propri eredi. Vi era altresì il peso che per la successione ereditaria si dovesse pagare una rendita consistente. Questo comportava che il valore economico dei beni fosse fortemente limitato. Questo è il substrato socioeconomico del tempo. Questa situazione che colpiva i proprietari di quel tempo, che vennero in soccorso i soggetti più inaspettati, ossia i FRATI FRANCESCANI.

- “Perché?” I frati, come tuttora accade, non potevano posseder nulla, ma per il sostentamento dovevano comunque procurarsi dei viveri, e spesso succedeva che vi fossero dei benefattori che trasferivano la proprietà di un bene ad un terzo, affinchè questi la amministrassero a favore dei frati. I frati, erano comunque beneficiari di questa ‘amministrazione in loro favore’, a seguito di un trasferimento effettuato dai benefattori. Per questo tipo di trasferimento si usava la formula ‘ per l’uso di….” dei frati. USE OF LAND E’ un nuovo tipo di istituto, non più legato ai frati ma, ben distinto. Si crea una distinzione tra titolare formale di un certo bene (destinatario del trasferimento), e chi invece è il titolare sostanziale di quel bene. Di questa distinzione si servirono i proprietari terrieri Questa istituzione venne usata anche per raggirare le limitazioni imposte dal sistema feudale. Immaginiamo la situazione in cui tizio è proprietario terrieri che andava incontro alle restrizioni formali. Tizio trasferisce il suo bene a Caio e questo assume l’obbligo di amministrare il bene PER L’USO DELLO STESSO TIZIO. Con questo tipo di schema, tizio poteva dare disposizioni a Caio ad esempio su come trasferire il suo bene ad un terzo alla sua morte (si bypassa il divieto di testamento). Di questa situazione, il soggetto che risentiva di queste limitazioni era il sovrano, che non aveva più il controllo sulla piramide feudale. Nel XVI Enrico VIII, nel 1535 decreta l’abolizione di questo tipo di pratiche, con lo STATUE OF USES. - “Cosa si intende per abolizione degli usi?” Colui che riceve il bene, (Caio), non va considerato come il titolare di quel bene, ma dal pov della C.L. doveva considerarsi titolare il soggetto proprietario del bene stesso. (Tizio)

  • “Come si arriva al trust?” Si arriva al trust con uno stratagemma elementare, questa formula ‘per l’uso di..’ non era più valida perché risultava titolare del bene il primi soggetto a cui si dava il bene in uso. Si inizio ad usare un altro tipo di pratica ossia: Tizio trasferisce sempre a Caio, che amministra il bene per Sempronio, che ha a sua volta l’obbligo di amministrare il bene per l’uso dello stesso Tizio (in caso). Ora, con lo Statue of uses, di fronte ad un atto di questo genere, il dato pacifico è che Caio non va considerato titolare del bene, perché si è detto che il titolare formale del bene è sempre il primo soggetto che riceve in uso. (Sempronio).
  • “Come si considera l’obbligo di Sempronio nei confronti di Tizio?”

Con una svolta giurisprudenziale del 1634, di fronte ad un atto di questo genere, il titolare del bene è sempronio, ma tizio ha una posizione giuridica garantita perché sempronio dovrà comunque amministrare il bene per Tizio. Si indicava semplicemente negli atti che tizio trasferiva a Sempronio, in TRUST per lo stesso tizio o per un altro soggetto. In questo percorso storico spunta l’istituto del trust, figlio della pratica degli usi. Da tutta questa storia dobbiamo capire quali sono gli effetti di questo tipo di prassi, perché dal punto di vista della Common Law, il proprietario formale resta nel nostro esempio ultimo, Sempronio. La questione diventava la seguente. Poniamo il caso in cui sempronio che ha ricevuto il bene in trust per qualcun altro, dovesse iniziare a comportarsi come un vero proprietario senza amministrare quel determinato bene a beneficio di qualcun altro…quale tutela poter fornire al nostro beneficiario? Dal pov della C.L., proprio perché il sistema dei writs era chiuso, non vi era un rimedio che potesse fare al caso del nostro tizio. Iniziò quindi la prassi di rivolgersi al cancelliere che, di fronte al comportamento di colui che riceve un bene in fiducia di qualcuno per amministrarlo in fiducia di qualcun altro, cerca di garantire un tipo di tutela.

  • “Che tipo di tutela?” Un tipo di tutela immaginabile poteva essere la restituzione del bene; se il SETTLOR (Tizio), trasferisce a Sempronio (TRUSTEE), che ha l’obbligo di amministrarlo per il benificiario. Se il trustee non rispetta gli obblighi impartiti dal Settlor, è necessario capire come tutelare. Restituire un bene non era un atto fattibile per la Common Law, infatti il trasferimento della proprietà avviene con un atto unilaterale, chi è titolare di un bene va a trasferire quel bene ad un soggetto che diventa pieno proprietario. Se il trasferimento avviene in trust, il problema è che dobbiamo garantire la tutela al beneficiario. La restituzione di quel bene avrebbe fatto sì che il cancelliere si ponesse in competizione con le consuete regole i Common Law. NON È POSSIBILE IL RIMEDIO RESTITUTORIO Il Cancelliere decise di accordare una tutela al beneficiario, imponendo al trustee di comportarsi come avrebbe dovuto. E’ un ordine di fare. Questo garantiva il rispetto dal pov formale della Common Law. - “Quali sono gli effetti di questo gioco delle parti?” Abbiamo 3 ruoli, 3 soggetti diversi tra di loro. In molti casi può succedere che colui che costituisce il trust sia anche il beneficiario, ma sicuramente si hanno 3 ruoli diversi. - “Quali sono le azioni che compie il settlor?” Compie due atti, perché è colui che dispone del suo patrimonio ed istituisce il trust. L’att attraverso il quale si trasferisce la proprietà di un bene, è un atto diverso da quello con cui si costituisce o si istituisce un trust. Già sul piano delle nozioni formali, si hanno regole diverse. Ad oggi, ad esempio si richiede un atto scritto quando si ha a che fare con beni immobili. Vige il principio della libertà di forme costituzionali del trust. Questo può essere messo in atto anche per fatti concludenti. TRUSTEE: Il trustee, che viene nominato nell’atto di costituzione del Trust, può comunque essere contenuto all’interno dello stesso documento con cui si fa la disposizione. - “Il trustee deve accettare formalmente?” No, può avvenire anche per fatti concludenti, quindi non serve la sua accettazione formale. Il trustee possono essere più di uno, i beneficiari anche possono essere svariati. Quando i beneficiari sono più di uno e si susseguono, è opportuno sottolineare che potrebbero avere interessi differenti. L’interesse del breve periodo è ben diverso dall’interesse del lungo periodo.

RIGUARDA LA TRASMISSIONE DELLE RICCHEZZE ALLE GENERAZIONI SUCCESSIVE. Egli non lascia nulla di scritto, sappiamo che ha una moglie, due figli di questa coppia, ed ha un altro figlio nato da un’altra relazione. Tutti questi soggetti sono chiamati all’eredità, ed hanno diritto ad una quota del patrimonio del soggetto deceduto. Siccome ci sono dei minori, si può accettare il c.d. BENEFICIO DI INVENTARIO. Viene redatto l’inventario e si scopre che non c’è traccia di queste quote di partecipazione nella società. Tutti pensavano che vi fossero, ma non si trovavano. Se non ci sono queste quote, quelle che spettano agli eredi sono molto più esigue.

  • “Chi si lamenta di questo?” La madre del 3° figlio, nell’interesse di questo. L’altra donna non si lamenta perché ha i suoi motivi per non farlo.
  • “Cosa accade?” La madre del 3° figlio, per una coincidenza, si ricorda che durante una gita a Londra, l’imprenditore si allontana per parlare con un avvocato, facendo riferimento ad un TRUST. Accade che questa signora va alla caccia di questo Trust, perché non ci sono in quasi tutto il mondo registri dei trust. Possono essere registrati i trasferimenti dei beni a nome del trustee ma non ci sono registri. Occorre individuare questo trust e verificare se effettivamente queste quote della società sono state trasferite al trustee del medesimo trust. Effettivamente un trust c’era. Formalmente risultavano due settlors, ossia l’imprenditore e la moglie. E’ un atto scritto in inglese (anche se non era obbligatorio), in cui appunto si istituisce un trust, che ha un nome per distinguerlo ed individuarlo. Il trustee è un’entità professionale inglese, e i beneficiari secondo questa dizione sono i figli ed i discendenti successivi: ‘A: SETTLOR, B: MOGLIE (SETTLOR), C: i figli ed i discendenti successivi.’ E’ necessario ragionare su una clausola: la clausola attribuisce delle prerogative al trustee, peculiari: “Il trustee o trustees, dovrà gestire il capitale ed i redditi….a beneficio di quelli tra i beneficiari in quei tempi o età che raggiungano, in quelle quote, così come il trustee decida discrezionalmente.” In quest’atto c’è qualcosa di più, che non viene compreso da settlor non inglesi.
  • “Qual è il significato di questa clausola?” In questa clausola c’è qualcosa di più della normale discrezionalità del trustee, perché si dice che questo è libero di scegliere, in che momento trasferire sia i redditi, che il capitale (il fondo), entro l’80° anno, ma non solo, è anche libero di scegliere a quali soggetti trasferire i beni, nell’ambito di quelli che nell’atto sono chiamati beneficiari. Può anche scegliere in che misura i soggetti da lui prescelti avranno il capitale. - “Di fronte a questo particolare modello di trust, chi saranno realmente i beneficiari?” Il beneficiario, può avere oltre che il capitale, il reddito. C’è un altro diritto funzionale a questi, che è il diritto ad essere informato sulla gestione; può fare ciò che vuole ma deve informare il beneficiario. Alla morte del nostro imprenditore, i beneficiari reali di questo trust sono - “Perché si usa questa formula?” E’ sempre il trustee che decide come applicare le regole dettate dal settlor, quindi in ambito familiare il fondo potrebbe servire ai figli in momenti diversi. Il trustee, prima di scegliere chi sono i beneficiari, fa sì che questi siano POTENZIALI BENEFICIARI. - “Il potenziale beneficiario può chiedere di avere subito una parte del fondo?” NO. Anche le quote sono decise dal trustee, quando conferirle e i beneficiari stessi. - “Cosa può chiedere?” In qualità di potenziale beneficiario ha sempre il diritto di chiedere informazioni.

Qui, l’atto di Trust era scritto in maniera discutibile e si suppone che fosse la fusione di due schemi non compatibili. Spiegava chi fossero i figli, i dipendenti ecc.. grazie ad una forma illogica in cui sono compresi tutti i gradi di discendenza, non importava se fossero legittimi, legittimati o illegittimi (figli nati fuori dal matrimonio). Poche righe dopo era riportata l’esclusione degli illegittimi. Si presenta la madre dell’ultimo figlio, ed il trustee è tenuto ad informare tutti i potenziali beneficiari, ma, essendo illegittimo non vuole conferire alcuna informazione. In realtà ha consigliato alla donna di andare dal giudice per ordinare al trustee di dare informazioni (il trustee inglese è abituato a farsi guidare dal giudice). La donna non si è recata dal giudice, perché era una causa che sarebbe costata troppo. Riescono alla fine a convincere il trustee a dare informazioni ed a leggere l’atto di trust alla presenza della signora e del suo avvocato. Almeno si scopre dell’atto e del suo contenuto, venendo a sapere delle annesse partecipazioni sociali.

  • “Qual è il problema di tutto questo?” Da sempre il trust è stato usato per conferire la ricchezza alle generazioni successive, e può essere usato grazie alla convenzione di cui si parlava prima. Può essere utilizzato e può essere più snello il trasferimento delle ricchezze, ma la stessa commissione dell’aia ci dice che il trust non può essere usato per vanificare il contenuto di alcune norme inderogabili. (SUCCESSIOE NECESSARIA ossia rispetto ad alcuni eredi chiamati all’eredità che non possono mai essere privati ed ottenere una quota del patrimonio del coniuge, del genitore ecc…) Se, invece di fare un testamento, il signor Carlo decida di istituire un trust, tutto sarebbe regolare se istruisca un trustee in modo tale che ripartisca nelle parti che ciascuno degli eredi deve avere secondo la legge, e che la distribuzione avvenga immediatamente.
  • “Questo trust rispetta queste regole? Quali problemi crea?” Quello che temeva era il 3° figlio, che potrebbe non avere nulla del patrimonio.
  • “Potrebbe avere in un momento lontano nel tempo?” SI, ma non va bene.
  • “Se gli spetta una certa quota potrebbe averne 1/3, o la metà?” SI, ma non va bene. Siccome al trustee inglese era stato affiancato un trustee svizzero, e finalmente la signora riesce ad avere dal giudice svizzero, (costo minore), specialmente se si tratta di un giudice dei cantoni dove si parla la lingua italiana. Il GIUDICE SVIZZERO ORDINA DI DARE LA COPIA DELL’ATTO. - “Che cosa accade? Qual è l’obiettivo della madre di questo 3° figlio?” Fargli avere ciò che gli spetta, e dato che nessuno glielo vuole concedere, di farglielo avere mediante l’ordine di un giudice italiano. - “Perché il giudice italiano?” Perché è meno costoso, ed in Inghilterra è possibile diseredare chiunque.
  • “Come si fa a raggiungere questo obiettivo?” Considerando che non si può scegliere la via maestra (causa di natura ereditaria), perché non si sa contro chi farla; alle volte il trust viene usato per scopi fraudolenti, illeciti e non meritevoli di tutela. Ad avviso degli specialisti, è importante capire quando ricorre una di queste situazioni. In questo caso il trust può essere invalidato, da un giudice inglese o da un giudice non inglese che applichi il diritto inglese, così come possono essere impugnati o revocati gli atti di trasferimento die beni nei trust (contestuali ma anche successivi).
  • “Qual è la strategia usata dagli avvocati di questo minore?” Impugnare tutti gli atti per mezzo dei quali tutti i beni sono stati conferiti nel fondo del trust.