


























































Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
diritto privato e dell'informazione
Tipologia: Sintesi del corso
1 / 66
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!



























































Diritto privato dell’informazione 2 marzo ’ DIRITTO 02. Il diritto è l'insieme di regole che una determinata collettività si dà per poter regolare E disciplinare i rapporti sociali. Quindi la funzione del diritto è quella di prevenire e di risolvere conflitti e controversie che possono sorgere tra i componenti di una determinata società, lo fa attraverso le regole predeterminate di cui è costituito, meglio dette norme giuridiche. L’ordinamento giuridico è un complesso di norme e istituzioni che regolano ed ordinano lo svolgimento di rapporti sociali in una determinata collettività, ciò equivale a quello che chiamiamo diritto oggettivo. Diritto soggettivo 1)Tizio ha il diritto di proprietà sulla sua abitazione 2)Gli studenti hanno il diritto allo studio 3)I cittadini hanno diritto di voto Diritto oggettivo 4)Gli organi dello Stato le regole di diritto 5)Il diritto stabilisce che il contratto deve essere rispettato Diritto in senso soggettivo è inteso come pretesa da parte dei soggetti, invece il diritto oggettivo riguarda quelle norme e istituzioni che vengono poste in essere dall'apparato statale per disciplinare i rapporti sociali che si svolgono in una collettività. Il diritto si distingue in privato e pubblico: il primo regola i rapporti tra soggetti privati e Stato se si svolgono su un piano di parità; il secondo disciplina i rapporti tra soggetti in posizioni non paritarie, in cui uno dei soggetti è in posizione di autorità o supremazia. I principi fondamentali del diritto privato sono la parità, la libertà e l’autonomia. Di questo ramo del diritto fanno parte il diritto civile, diritto commerciale, diritto del lavoro e il diritto agrario. Invece quelli del diritto pubblico sono la disparità e la soggezione, questo ramo comprende il diritto costituzionale, diritto processuale, diritto amministrativo, diritto tributario e diritto penale. 4 marzo ’ Ordinamento giuridico cioè quello che identifichiamo con il nostro diritto oggettivo è un complesso di norme giuridiche che hanno la funzione di disciplinare i rapporti sociali all’interno di una determinata collettività. Il nostro ordinamento giuridico si compone di norme. Quali sono le caratteristiche della norma? La norma è precettiva , la norma contiene un precetto, un ordine, cioè prescrive un certo comportamento. Quindi è la prescrizione di una determinata condotta che si deve tendere. Altra caratteristica della norma è la generalità , la norma giuridica non è indirizzata a individui specifici. La norma è rivolta a tutti che fanno parte di quella società. Una norma è indirizzata a tutti indistintamente. Altra caratteristica è l’ astrattezza , la norma disciplina fattispecie astratte e ipotetiche. Es: non troveremmo mai una norma che dice tizio deve pagare la somma di denaro al suo creditore Caio questo è un fatto concreto. Troveremo una norma astratta che riguarda tutti i rapporti obbligatori contrattuali dove è previsto che il debitore debba adempiere la sua prestazione nei confronti del creditore. Ogni persona che si è assunta l’obbligo di un debito deve adempiere a questa prestazione, questa è la prescrizione astratta della norma giuridica. La norma è coercitiva , la norma è obbligatoria. Le norme devono essere rispettate e se non vengono rispettate si prevedono delle sanzioni. Le norme da cosa derivano?
Quando ci poniamo questa domanda affrontiamo l’argomento delle fonti del diritto. Sono fonti del diritto quegli atti o fatti che in un certo ordinamento giuridico possono creare norme giuridiche. Le norme giuridiche possono derivare, possono essere prodotte o da un atto o da un fatto. Quando parliamo delle fonti del diritto nel loro complesso, si deve fare una distinzione primaria: cioè una distinzione fra fonti di produzione e fonti di cognizione. Quest’ultime contengono le norme già formate (dalle fonti di produzione) Le fonti di produzione sono modi di produzione della legga; tutti quei procedimenti, atti dai quali scaturisce la creazione di una norma giuridica. Quando andiamo a studiare quelle che sono le norme queste sono indicate nelle disposizioni preliminari al codice civile. Il nostro codice civile è del 1942 e si compone di 6 libri e ciascuno è dedicato un argomento specifico. Prima del primo libro c’è un preambolo, un gruppo di articoli che precedono l’inizio del codice civile. Fanno sempre parte del codice civile ma vengono prima del primo libro, quando si parla di disposizioni preliminari si fa riferimento a questi articoli iniziali. All’articolo 1 delle disposizioni preliminari troviamo le indicazioni delle fonti, questo articolo ci dice che sono fonti del diritto le leggi, i regolamenti, le norme corporative e gli usi. Se ci accingiamo a studiare questa materia e definire le fonti dell’ordinamento italiano, dobbiamo rendere attuale questo elenco attuale elenco delle fonti. L’attuale elenco delle fonti va rivisto alla luce di determinati fattori. Innanzitutto il codice è del 1942 ma nel 1948 il 1 gennaio entra in vigore la costituzione italiana che è la nostra carta fondamentale su cui si regge tutto l’ordinamento. Dobbiamo quindi disporre le fonti del diritto secondo un nuovo ordine. L’articolo 1 ad oggi deve essere attualizzato e rivisto in un’ottica diversa. Siccome è entrata in vigore la costituzione al primo gradino di una piramide, secondo un ordine gerarchico, al vertice della piramide troviamo la costituzione. Seguono al gradino sottostante le leggi dello stato che anche in questo caso con l’avvento del nuovo ordinamento ha poi visto affiancare al potere legislativo statale quello del potere legislativo delle regioni. Seguono poi i regolamenti che sono sempre rimasti nel sistema delle fonti mentre le norme corporative sono state abrogate una volta che il precedente sistema corporativo fu abolito. Le norme corporative non esistono più come fonti del diritto. Rimangono nell’ultimo gradino gli usi. C’è un altro avvenimento che va a modificare il sistema delle fonti: bisogna tenere presente che l’Italia è diventata un membro della comunità europea. Il fatto che è previsto dall’articolo 11 della costituzione il fatto che l’Italia sia membro di una compagine sovranazionale fa sì che debba accettare come sue fonti anche quelle europee e cioè i regolamenti e le direttive comunitarie. Questo deriva dal principio di riconoscere che ci sono delle istituzioni sovrana-nazionali che impongono le loro fonti normative.
si applica a tutti cittadini e stranieri che si trovano sul territori o dello stato italiano. Tuttavia ci sono degli specifici rapporti giuridici, delle specifiche vicende presentano dei elementi di estraneità. Es: un soggetto di nazionalità italiana compra un immobile che si trova in Francia quindi concludo un contratto di vendita e a venderlo è un cittadino belga. Secondo esempio: un cittadino argentino muore e lascia l’eredità ad eredi ungheresi e lascai dei beni che si trovano in Italia, in situazioni di questo tipo dove sono chiamati in causa ordinamenti statali diversi qual è la legge che regola il rapporto giuridico? La risposta ci viene data dal diritto internazionale privato, ogni stato si dota di quelle che si chiamano norme di diritto internazionale privato, l’Italia lo ha fatto con la legge 218 del 1995 che ha abrogato le norme di diritto internazionale privato che si trovavano delle disposizioni preliminari del codice civile. A cosa servono le norme di diritto internazionale? servono a stabilire i criteri di collegamento. Qual è la legge che si applica? I criteri di collegamento sono: il criterio della nazionalità, questo criterio si applica per determinati istituti giuridici quando si disquisisce sullo stato o sulla capacità di un soggetto quando si devono regolamentare rapporti personali nel diritto di famiglia. In questi ipotesi si tratta di situazioni afferenti alla persona quindi al soggetto. Si fa riferimento alla legge del suo ordinamento. Un secondo criterio è quello del luogo in cui si trova il bene questo criterio, si applica solo nelle materie che trattano diritto privato. Ad esempio stabilire il proprietario di quel bene. Oppure quando si disquisisce del possesso di un bene se non diritto di proprietà ma di diritto sulle cose. Altro criterio è quello del luogo in cui è commesso un fatto. Ipotesi: un danno viene compiuto a sfavore di un altro soggetto; il diritto privato è una regola del codice civile che prevede che quando viene commesso un danno, questo danno deve essere risarcito. Un cittadino italiano va tamponare in Francia un altro veicolo e si viene a creare una controversia per quanto riguarda il risarcimento; si applica la legge del luogo in cui si è verificato il fatto (quindi in Francia). L’ultimo criterio è quello della volontà delle parti: questo criterio si applica a i contratti di diritto internazionale. Dove ci sono uno o più contraenti che appartengono a stati diversi che stabiliscono che legge applicare. Cosa significa interpretare il diritto? Ragionare e cercare di capire quello che è il significato e il senso di quella disposizione: cosa avrà voluto dire il legislatore. Ci sono diversi tipi di interpretazione a seconda del soggetto che la svolge. Interpretazione autentica che svolge lo stesso legislatore. Quando adotta una legge interpretativa, va a spiegare e chiarire il significato di una legge precedente. Abbiamo un interpretazione giudiziale ed è una interpretazione condotta dai giudici, quando in un processo o in una controversia devono pronunciare la loro sentenza quindi per decidere il caso devono interpretare le norme che devono applicare per pronunciarsi. Terzo tipo, l’interpretazione dottrinale , quella che svolgono gli studiosi del diritto, quelli che decidono di dedicare una loro ricerca all’interpretazione di una normativa. Uno studioso può avere scritto un saggio sul diritto di proprietà dove interpreta le norme della disciplina della proprietà. Come si svolge questa interpretazione ce lo dice l’articolo 12 delle disposizioni preliminari. Art 12 comma 1 ci spiega quali sono i criteri da adottare nell’interpretazione. Ci dice che alla norma deve essere dato il significato proprio del parole così come sono prese nella loro interpretazione letterale. Leggo quello che esprimono le parole di questo articolo, non mi fermo alla interpretazione letterale ma devo fare uno sforzo ulteriore cioè mi devo porre questo interrogativo ...cosa voleva dire il legislatore quando ha creato quella norma? Questa interpretazione più approfondita la faccio considerando tutto il contesto in cui viene adottata quella norma. Quindi oltre all’interpretazione letterale mi devo riferire ad una interpretazione logica cioè cercare di capire qual era la ratio alla quale si è ispirato il legislatore.
L’art. 12 delle disposizioni preliminari si divide in 2 commi (i commi sono periodi). Comma 2 si parla di:
INTERPRETAZIONE ANALOGICA o ANALOGIA per quanto un legislatore possa essere meticoloso nel suo lavoro di creazione di norme che disciplinano una collettività, ci sono aspetti che sfuggono sempre al diritto e che non possono essere disciplinati: si tratta di tutte le vicende giuridiche e sfaccettature che la realtà sociale presenta analiticamente. Sono lacune nell’ordinamento non c’è una precisa disposizione normativa indirizzata a regolamentare un fatto di una specifica vicenda. Quando un giudice si trova di fronte a un caso concreto – controversia in cui deve prendere una decisione per stabilire quale parte ha ragione secondo il diritto – deve pronunciare una sentenza. Se ci si trova davanti a una lacuna, non può decidere perché non c’è una norma che regola quello specifico caso. Ad aiutarlo è lo strumento dell’ analogia permette al giudice di ricorrere a norme che disciplinano situazioni analoghe: la trasposizione di norma può essere fatta perché la norma che ha individuato ha lo stesso fondamento (o ratio) per poter disciplinare un caso analogo, il quale non è identico a quello previsto nella norma ma presenta similitudini. Grazie alla similitudine può applicare una norma a casi analoghi rispetto a quelli previsti al suo interno. Esempio di analogia in un caso pratico il giudice deve risolvere una questione: il proprietario di un veicolo ha portato il veicolo in un’officina meccanica per riparlarlo. Durante il periodo in cui il veicolo si trova lì, viene danneggiato. L’ordinamento italiano prevede che il soggetto che subisce un danno può chiedere il risarcimento. Il proprietario del veicolo si reca dal giudice spiegando cosa è successo e chiedendo che gli vengano risarciti i danni. Il giudice a questo punto deve pronunciarsi riguardo il diritto al risarcimento e capire chi è che deve risarcire il danno. Nel settore del diritto privato – nel codice civile – però non c’è una norma che affronta lo specifico caso dell’auto lasciata in officina e danneggiata. Il giudice, non potendo rintracciare questa specifica norma, si aiuta con lo strumento dell’analogia: va a rintracciare la norma contenuta nel codice civile art.1768 che disciplina il contratto di deposito che prevede che il soggetto che riceve in deposito un bene, è tenuto a costudire il bene con l’ordinaria diligenza del buon padre di famiglia. (In questa norma si parla di “buon padre di famiglia”: il padre di famiglia è colui che, con diligenza e attenzione, si occupa di tutelare gli interessi del suo nucleo famigliare = diligenze dell’uomo medio/comune/mediamente attento). Il giudice, quindi, applica il contratto di deposito a questo caso concreto si ritiene responsabile del danno subito il titolare dell’officina perché quel bene era stato depositato sotto la sua custodia. Essendo custode, avrebbe dovuto adottare tutte le cautele affinché quel bene non venisse danneggiato. Se il giudice non trova una norma che permette l’analogia, può ricorrere ad uno strumento ulteriore: I PRINCIPI GENERALI DELL’ORDINAMENTO sono norme non scritte che ormai hanno assunto una conferma di regola generale che si applica in diritto. Ad esempio principi del genere possono essere: far prevalere il principio buona fede o la tutela della dignità umana. Vengono assunti come regola generale a fondamento dell’ordinamento giuridico e che possono aiutare il giudice a decidere davanti a un caso concreto. Nonostante siano norme non scritte, si sono affermate nell’ordinamento: sono comunque richiamabili in diritto perché hanno ormai assunto la veste di regole generali. Finora abbiamo analizzato temi che sono disciplinati nelle disposizioni preliminari al codice civile il quale per il diritto privato è la fonte normativa basilare Il codice civile è costituito da 6 libri e ognuno affronta un argomento. Prima dell’inizio del primo libro c’è un preambolo chiamato “disposizioni preliminari” le quali contengono concetti che valgono un po' per tutte le materie giuridiche. Sono nozioni giuridiche di base che devono essere fornite prima dello studio di qualsiasi materia giuridica - concetti trasversali che le riguardano tutte. IL RAPPORTO GIURIDICO le norme servono per disciplinare rapporti all’interno di una società. Un rapporto giuridico è un rapporto che ha effetti per il diritto/ha una
proprietario di un vitello, esso muore: l’evento naturale che lo colpisce fa sì che io perda il mio diritto soggettivo di proprietà su un bene.
d’assise e l’ultimo grado spetta alla corte di cassazione. (questi riguardano le figure di reato più gravi). In corte d’assise c’è una particolare struttura per quanto riguarda i giudici: accanto ai giudici ordinari c’è anche la giuria popolare formata da privati cittadini che siedono accanto ai giudici e partecipano a tutto il processo ed esprimono il loto giudizio. È più una presenza simbolica. La magistratura comprende magistrati giudicanti e magistrati inquirenti/pubblico ministero: quest’ultimi sono dei magistrati che svolgono le indagini a carico di una persona, l’indagato, per capire se ci sono delle ragioni per cui possa aver commesso il reato. I magistrati giudicanti sono i giudici, quelle figure che giudicano e decidono sulla controversia. Questa distinzione riguarda l’ambito penale. In ambito civile c’è il pubblico ministero solo quando ci sono controversie sui minori. La giurisdizione amministrativa si occupa delle cause contro la pubblica amministrazione in cui il cittadino si sente leso nel suo interesse legittimo e impugna un provvedimento della pubblica amministrazione (PA) perché crede sia illegittimo. In questo caso la controversia conosce due gradi di giudizio il TAR (trib.ammin. Regionale) e il consiglio di stato che ha un’unica sede a Roma. Es: non posso accedere a determinati documenti; tramite un avvocato cerco di valutare se il provvedimento è legittimo e nel caso non lo sia posso chiedere l’annullamento. Tutela giurisdizionale dei diritti: è quello strumento che permette di far valere in giudizio i nostri diritti che vengono violati. L’art 24 della cost. pone dei principi fondamentali; l’ordinamento ci permette di far valere i nostri diritti. Tutti possono “agire”: il soggetto si attiva per instaurare una controversia perciò si parla di azione. Per l’azione penale il soggetto che agisce è il PM, il magistrato inquirente, chiamato anche “l’accusa”. Ogni volta che il PM riceve una notifica di reato si attiva con la sua azione penale che è obbligatoria. Abbiamo l’accusa da una parte e la difesa dall’altra; quest’ultima è rappresentata, quando si ha il rinvio a giudizio, quello che prima era indagato, adesso è l’imputato. Oltre a queste due parti ci sono anche le parti civili o parte offesa ed è quella parte che ha subito un danno, è la vittima del reato. Il PM chiede la condanna dell’imputato e rappresenta l’interessa della comunità nel mantenere stabile una società. La vittima si può costituire come parte civile in giudizio per avere un risarcimento del danno (questo riguarda solo la parte civile). Così come c’è il potere di agire, c’è un altro principio che è quello della difesa. Questo è un diritto involabile. Ogni soggetto deve potersi difendere in ogni stato e grado del giudizio. Se uno stato afferma che tutti hanno il diritto di difendere allora deve mettere in campo soggetti per coloro che non possono affrontare le spese legali (terzo punto della slide) e quindi si ricorre al gratuito patrocinio; sulla base del reddito si può fare domanda al gratuito patrocinio perciò tu hai un avvocato che ti assiste ma quelle spese legali le paga lo stato. In questo caso si nomina un avvocato di fiducia. L’avvocato d’ufficio è un concetto diverso che può essere pagato con il gratuito patrocinio ma è una cosa diverse. In questo caso siamo nell’ambito giudiziario penale,
se l’accusato non ha un avvocato di fiducia gliene viene fornito uno chiamato avvocato d’ufficio. 11 marzo ’ Continuiamo l'argomento della giurisdizione. Ci eravamo lasciati con l'esame dei principi sono espressi dall'articolo 24 della costituzione, quindi il: principio dell'azione : il potere che ognuno di noi ha di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti o interessi legittimi; principio della difesa : quando siamo chiamati in giudizio per rispondere ad una domanda che viene proposta nei nostri confronti abbiamo il diritto inviolabile alla difesa, cioè in ogni stato e grado del procedimento dobbiamo essere difesi e quindi assistiti da un professionista (avvocato). Proprio per garantire tanto il principio dell'azione quanto il principio della difesa, cioè il potere di agire in giudizio e il potere di difendermi in giudizio, il nostro ordinamento prevede degli strumenti che sono messi a disposizione per quei soggetti che non hanno le risorse economiche per far fronte a delle spese legali e quindi possono accedere, se il la loro posizione reddituale, all'istituto del gratuito patrocinio: in questo caso significa che l'onorario/il compenso dell'avvocato che mi ha assistito in tutto il procedimento verrà pagato da parte dello Stato. Adesso ci focalizziamo sull’ azione civile. Sappiamo che per quanto riguarda lo studio del diritto privato le controversie che possono sorgere in questo settore vengono decise dalla giurisdizione civile e il processo che andremo ad esaminare sarà quello che scaturisce da un’azione civile. Elementi dell’azione civile: Si parte innanzitutto da quelle che sono le parti del processo che si distinguono in:
imprese, quindi sulla disciplina del mercato, si potrebbe essere condannati a non fare concorrenza all'impresa di un altro titolare. Quindi la condanna appunto è una è un ordine/comando a fare o non fare qualcosa, ha a che fare con una condotta/con un comportamento che può essere commissivo (fare qualcosa) oppure omissivo (non devi fare una determinata cosa). Esempio risarcimento: siccome la domanda dell'attore (A) è chiedere che il convenuto paghi il risarcimento del danno, chiede al giudice di condannare B a pagarmi quella somma di denaro come risarcimento. Quindi è un'azione di condanna alla quale se il giudice dà ragione ad A consegue una sentenza di condanna. La sentenza ordina al convenuto di pagare la somma per il risarcimento, è una condanna ad una condotta commissiva poiché ordina di tenere quel comportamento, cioè appunto pagare la somma di denaro. Precisazione: oltre a gli elementi dell’azione, esistono anche le condizioni dell'azione , cioè una azione a quali condizioni può essere intrapresa, può essere esperita. Le condizioni dell'azione sono: o L'interesse ad agire dell'attore : l'attore quando intraprende quell’azione e cioè quando attiva il giudizio una rivolgendo appunto una domanda, una pretesa al giudice, lo deve fare sulla base di un suo interesse concreto ed attuale. Quindi alla base della sua azione ci deve essere effettivamente il suo interesse ad ottenere quel provvedimento da parte del giudice. Es. A ha un interesse ad agire, che è appunto attuale e concreto, e ovviamente lo dovrà dimostrare, perché è stato danneggia un suo bene, un bene che fa parte del suo patrimonio e ha interesse ad ottenere un provvedimento del giudice che lo tutela; o La legittimazione ad agire : Esempio, perché proprio A è legittimato ad agire, cioè a intraprendere quell’azione? Perché è il proprietario del bene, è il suo diritto di proprietà su quel bene che consente al titolare di agire in giudizio e vantare il risarcimento. Principi generali del processo civile (principi che riguardano peraltro uno specifico processo civile che è quello più generalizzato, è la procedura più diffusa che possiamo definire proprio processo ordinario di cognizione. Si chiama di cognizione perché in questo tipo di processo il giudice è chiamato a conoscere i fatti, quindi le parti espongono la vicenda e il giudice per prendere la sua decisione deve rapportare quei fatti quella vicenda alle norme giuridiche che gli permetteranno di pronunciare la sua sentenza, quindi decidere la controversia—> mettere in relazione le norme con i fatti—> interpretazione giudiziale). I principi fondamentali di questo tipo di di processo sono:
prova documentale, una prova testimoniale, ecc. Sono le parti che glielo chiedono di ammetterle in giudizio e il giudice decide se ammetterle o meno, ma non è il giudice che ordina es. “su questa vicenda voglio sentire come testimone Maria” NO.
L’interdetto giudiziale non può compiere né atti personali o di diritto di famiglia né atti patrimoniali: ciò significa che dal punto di vista dell’attività giuridica la sua vita è bloccata (come nel caso del minore) e per questi soggetti viene nominato un tutore (mentre ovviamente il minore ha i genitori che lo rappresentano legalmente). L’interdetto legale invece è sano ma punito in quanto oltre alla reclusione per la pena non può compiere atti patrimoniali: non può compiere atti che abbiano incidenze sul suo patrimonio. I soggetti totalmente incapaci non possono compiere NESSUN atto patrimoniale. Il diritto dice che un incapace legale totale non può compiere né atti di ordinaria né di straordinaria amministrazione (come ad esempio aprire un mutuo). B. PARZIALE ovvero non del tutto incapace – sono soggetti che non possono compiere determinati atti ma ne possono compiere altri che per il diritto sono validi. I casi sono:
temporanea legata al momento in cui il soggetto ha compiuto un atto giuridico. È collegata al momento in cui – ad esempio - conclude il contratto, si sposa, fa testamento ecc. IN QUEL MOMENTO non aveva la facoltà intellettiva per capire cosa stesse facendo/non aveva capacità di intendere o di volere (ovviamente condizione che deve essere provata). Perché potrebbe accadere? Le ipotesi possono essere varie: magari aveva appena ricevuto una notizia che comporta turbamento psichico e trauma a livello psicologico, si deconcentra, firma un atto ma non si rende conto di ciò che sta facendo oppure potrebbe trattarsi di una persona in quel momento soggetta a effetti collaterali di sostanze medicinali: ci sono terapie a cui ci si sottopone (come tranquillanti) che possono avere come conseguenza l’inibizione delle capacità del soggetto. È un’incapacità transitoria, momentanea riferita al frangente in cui pone in essere un atto giuridico. Ad esempio un annullamento del contratto es. può essere annullato se a concluderlo è stato un incapace legale (non poteva farlo) ma anche se lo ha concluso un soggetto incapace di intendere e di volere e l’altra parte si è approfittata della sua incapacità naturale. Ovviamente va sviscerato caso per caso per comprendere se realmente il soggetto era colpito da un’incapacità naturale. QUINDI L’incapacità può essere o legale o naturale e di conseguenza ne deriveranno delle diverse situazioni giuridiche che si disciplineranno in modo diverso. In entrambi i casi si tratta di soggetti, che a seconda del tipo di incapacità, potrebbero compiere atti che per la legge non possono compiere. 16 marzo ’ Le persone giuridiche si distinguono sulla base della loro natura, possono essere di diritto privato che trovano la loro fonte normativa nel codice civile ma esistono anche persone giuridiche di diritto pubblico rappresentate da enti pubblici come l’università o gli enti pubblici territoriali ecc. queste trovano la loro fonte normativa nel settore del diritto pubblico. Enti giuridici: comprende tanto le persone giuridiche quanto gli enti di fatto. La prima differenza è rappresentata dal fatto che le persone giuridiche siano enti con personalità giuridica; dall’altro lato gli enti di fatto sono enti con soggettività giuridica: sono comunque soggetti di diritto, sono titolari di diritti e di situazioni giuridiche attive o passive. Le persone giuridiche sono associazioni riconosciute, fondazioni, società di capitali (S.P.A; S.R.L; S.A.P.A) Sono enti di fatto le associazioni non riconosciute, i comitati e le società di persone (S.S: S.N.C; S.A.S). Le associazioni riconosciute o non, le fondazioni e i comitati sono enti senza scopo di lucro, quindi non-profit mentre le società di capitali e le società di persone sono enti con scopo di profitto. Autonomia patrimoniale: le persone giuridiche hanno un’autonomia patrimoniale perfetta mentre gli enti di fatto hanno un’autonomia patrimoniale imperfetta. L’autonomia patrimoniale è una condizione che è presente in tutti gli enti giuridici; questa consiste in un proprio patrimonio, distinto dal patrimonio delle persone fisiche sottostanti.
Associazione non riconosciuta : (art 36 -37 -38 CC) differenze di disciplina rispetto a quelle riconosciute. Vi è un atto costitutivo che non richiede né una forma particolare né un contenuto specifico c’è libertà di contenuto. Non sono necessari iscrizioni o vincoli di pubblicità e quindi non ci sono controlli pubblici. Secondo l’art 38 queste godono di autonomia patrimoniale imperfetta; per i debiti dell’associazione rispondono anche personalmente coloro che hanno agito in nome e per conto dell’associazione. Vado a vedere quali sono gli associati. Comitato : organizzazione di persone creata per la raccolta di fondi da destinare al perseguimento di uno scopo di pubblica utilità annunciato a terzi. Godono di autonomia patrimoniale imperfetta per cui la responsabilità è personale e solidale dei componenti per le obbligazioni del comitato. Non ci sono distinzioni tra chi ha agito e chi non ha agito per conto dell’ente. I diritti della persona presentano delle caratteristiche comuni. Non presentano carattere di patrimonialità , non hanno a che fare con il patrimonio, hanno assolutezza e quindi si fanno valere sulla società; indisponibilità : ci sono dei diritti come quelli patrimoniali che si possono trasferire agli altri tramite contratti traslativi, quelli della persona non si possono vendere né donare; irrinunziabilità : questi diritti sono collegati alla vita e li acquisisco al momento della nascita e non possono rinunciarvi perché in quanto persona umana ho questi diritti. Intrasmissibilità : non sono diritti che alla morte passano a un’altra persona, non si trasmettono. Imprescrittibilità : in generale un diritto di cui sono titolare lo perdo se non lo esercito entro un certo arco temporale, questo non vale per i diritti della persona. Il mio diritto di avere un nome non lo perdo se non lo manifesto. Diritti della persona: Diritto all’integrità fisica Diritto al nome Diritto all’immagine Diritto all’identità personale Diritto alla riservatezza/ privacy Questi diritti, gli ultimi due, sono nati dal riconoscimento da parte della giurisprudenza, prima non esistevano nel diritto scritto. 18 marzo ’ Stiamo introducendo lo studio dei diritti della persona. Riassumendo in poche parole: i diritti della persona sono un sottoinsieme dei diritti soggettivi, rientrano nella categoria dei diritti assoluti, sono diritti non patrimoniali, indisponibili, irrinunciabili, intrasmissibili e infine sono imprescrittibili. I diritti della persona sui quali ci soffermeremo sono dei diritti che sono previsti e disciplinati nel codice civile (diritto dell’integrità fisica Art.5 c.c., diritto al nome Art. 6/7 c.c., diritto all’immagine Art. 10 c.c.) e poi riporto anche altri due diritti, sempre diritti della persona, ovvero il diritto alla identità personale e il diritto alla riservatezza, che invece non sono disciplinari nel codice civile (vedremo poi appunto come si è arrivati al riconoscimento dell’esistenza di questi diritti come diritti della persona). Quando parliamo dei diritti della persona (o diritti della personalità) si fa riferimento ad una contrapposizione tra due diverse tesi presenti nel passato in dottrina, cioè tra gli
studiosi del diritto, cioè si contrapponeva tra: chi riteneva che esistesse un solo diritto della personalità, nei quali comunque far rientrare tutte le varie sfumature che riguardano l'individuo/la persona come soggetto umano, e chi si opponeva dicendo che ci sono tanti, quindi molteplici, diritti della persona tanti quanti sono quelli previsti dalle norme del nostro ordinamento. A porre fine a questa contrapposizione è venuta in aiuto la nostra Costituzione, perché la nostra Costituzione in un suo articolo importantissimo (Art. 2), enuncia quello che si chiama il principio personalista. L'Art. 2 è quello che dice “la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo”, quindi questa affermazione parla di una pluralità di diritti della persona, ciò vorrà dire che non esiste un solo diritto della persona generale e complessivo, ma abbiamo un numero molteplice, una varietà, di diritti della persona che sono previsti e tutelati dal nostro ordinamento. Quindi sicuramente una particolare attenzione all'individuo è già posta dall'articolo 2 della costituzione, dire che fonda il principio personalista sta a sottolineare che con la costituzione, con l'avvento di questa nuova epoca cui fa appunto da apripista la costituzione, l'individuo viene ormai posto al centro dell’ordinamento, quello che conta della persona è la persona nella sua essenza, come soggetto umano, la persona conta per quello che è. Mentre una volta, la vecchia accezione più tradizionalista (un'accezione che è forse più propria del nostro codice civile, un codice civile del 1942, ma di derivazione ottocentesca), qui c'è una diversa concezione della persona, l'uomo era più considerato per quello che aveva, quindi come diritti patrimoniali, come il soggetto aveva rilevanza nell’ordinamento. Cambiando le ideologie e cambiando le epoche storiche invece si ha una nuova diversa valutazione della persona che inizia ad essere considerata per quello che è, quindi per i diritti che sono strettamente attinenti allo sviluppo dell’esistenza della persona umana. Ecco perché è solo a partire da un certo momento che si ha più attenzione ai diritti della persona: lo capiamo dal fatto che nel codice civile vi erano soltanto tre i diritti previsti, il diritto all’integrità fisica, il diritto al nome e il diritto all'immagine. La tutela della persona si limitava a questi soli tre diritti. Poi si sono aggiunti altri diritti: il diritto all'identità personale e il diritto alla riservatezza, che ampliano quindi il catalogo dei diritti della persona (così come per esempio il diritto alla salute il quale è sicuramente diritto della persona, ma che ha disciplinato soltanto all'interno della nostra costituzione). Dove sono previsti la tutela dei diritti della persona? Se guardiamo le fonti sovranazionali menzioniamo la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948 a questa segue a livello europeo la convenzione europea dei diritti dell'uomo del 1950, poi ovviamente richiamiamo il nostro codice civile in alcuni articoli. Tuttavia ci sono anche altre altri fonti normative che in qualche modo si riferiscono ad una tutela della persona, per esempio il diritto d’autore, il quale non tutela soltanto la sfera patrimoniale quindi la sfera di chi crea un'opera, tutela anche la sfera dei diritti della persona dell'autore, si chiama infatti diritto morale d’autore. Qual è il tipo di tutela che si può ottenere quando viene violato un diritto della persona? quali sono gli strumenti, i mezzi, che l'ordinamento mette a nostra disposizione? Risarcimento dei danni : se io vengo violato al mio diritto alla privacy, se riesco a dimostrare di aver subito dei danni, posso chiedere al giudice anche il risarcimento del danno.