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Caratteristiche del Processo di Cognizione: Citazione e Ricorso, Appunti di Diritto

Le caratteristiche fondamentali del processo di cognizione, distingue la citazione e il ricorso e illustra le differenze tra processi che iniziano con una di queste forme introduttive. Viene inoltre discusso come gli effetti sostanziali e processuali della domanda giudiziale si producono in relazione alla citazione o al ricorso.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 23/06/2020

cristinaziliotto
cristinaziliotto 🇮🇹

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Lezione 9.1, 9.2 IL PROCESSO DI COGNIZIONE (1-5)
slide 9.1, 9.2 (n. 1-5)
ATTO DI CITAZIONE
Gli atti introduttivi del processo possono essere di 2 tipi = 1) citazione e 2) ricorso
1) La citazione = introduce il processo di ordinario davanti al tribunale; 2) il ricorso =
introduce il processo del lavoro o i procedimenti cautelari e in camera di consiglio
Le caratteristiche dell’atto di citazione sono 2 =
• 1) viene notificato al convenuto (mentre il ricorso è depositato in cancelleria)
2) contiene la data dell’udienza di comparizione (mentre nel caso di ricorso la data è
fissata dal giudice).
L’atto di citazione produce tutti i suoi effetti (sostanziali e processuali) dal momento
della notificazione.
IL RICORSO
Con il ricorso = l’attore deposita la propria domanda nella cancelleria del giudice, il
quale fisserà l’udienza di comparizione. Una volta fissata l’udienza l’attore notifica il
ricorso ed il decreto di fissazione dell’udienza al convenuto
Gli effetti processuali del ricorso si producono al momento del deposito, quelli
sostanziali al momento della notificazione.
RIASSUNTO (MOLTO IMP.)
Il processo può essere introdotto 1) con citazione o 2) con ricorso.
1) Le caratteristiche della citazione sono che = 1) l'attore fissa l'udienza di comparizione
e 2) il primo contatto avviene tra attore e convenuto attraverso la notificazione dell'atto di
citazione.
2) Le caratteristiche del ricorso sono che = 1) il ricorso è depositato in cancelleria
dall'attore e 2) è il giudice che poi fissa l'udienza di comparizione = quindi il primo
contatto avviene tra attore e giudice.
1) Nei processi che iniziano con citazione, gli effetti sostanziali e processuali della
domanda giudiziale nell'ambito della citazione = si producono al momento della notifica
(della citazione); 2) mentre nei processi che iniziano con ricorso, 1) gli effetti sostanziali
si producono solo nel momento della notificazione del ricorso, mentre invece 2) gli
effetti processuali si producono al momento del deposito del ricorso. I processi più
importanti che iniziano con ricorso sono il processo del lavoro e il procedimento
sommario di cognizione; mentre il processo più importante che inizia con citazione è il
processo ordinario davanti al tribunale.
Se c'è un errore da parte dell'attore, il quale ha notificato la citazione in luogo del ricorso
o il ricorso in luogo della citazione, esiste la regola della conversione dell'atto nullo =
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Lezione 9.1, 9.2 IL PROCESSO DI COGNIZIONE (1-5) slide 9.1, 9.2 (n. 1-5)

ATTO DI CITAZIONE

Gli atti introduttivi del processo possono essere di 2 tipi = 1) citazione e 2) ricorso

1) La citazione = introduce il processo di ordinario davanti al tribunale; 2) il ricorso =

introduce il processo del lavoro o i procedimenti cautelari e in camera di consiglio

Le caratteristiche dell’atto di citazione sono 2 =

• 1) viene notificato al convenuto (mentre il ricorso è depositato in cancelleria)

• 2) contiene la data dell’udienza di comparizione (mentre nel caso di ricorso la data è

fissata dal giudice).

L’atto di citazione produce tutti i suoi effetti (sostanziali e processuali) dal momento

della notificazione.

IL RICORSO

Con il ricorso = l’attore deposita la propria domanda nella cancelleria del giudice, il

quale fisserà l’udienza di comparizione. Una volta fissata l’udienza l’attore notifica il

ricorso ed il decreto di fissazione dell’udienza al convenuto

Gli effetti processuali del ricorso si producono al momento del deposito, quelli

sostanziali al momento della notificazione.

RIASSUNTO (MOLTO IMP.)

Il processo può essere introdotto 1) con citazione o 2) con ricorso.

1) Le caratteristiche della citazione sono che = 1) l'attore fissa l'udienza di comparizione

e 2) il primo contatto avviene tra attore e convenuto attraverso la notificazione dell'atto di

citazione.

2) Le caratteristiche del ricorso sono che = 1) il ricorso è depositato in cancelleria

dall'attore e 2) è il giudice che poi fissa l'udienza di comparizione = quindi il primo

contatto avviene tra attore e giudice.

1) Nei processi che iniziano con citazione, gli effetti sostanziali e processuali della

domanda giudiziale nell'ambito della citazione = si producono al momento della notifica

(della citazione); 2) mentre nei processi che iniziano con ricorso, 1) gli effetti sostanziali

si producono solo nel momento della notificazione del ricorso, mentre invece 2) gli

effetti processuali si producono al momento del deposito del ricorso. I processi più

importanti che iniziano con ricorso sono il processo del lavoro e il procedimento

sommario di cognizione; mentre il processo più importante che inizia con citazione è il

processo ordinario davanti al tribunale.

Se c'è un errore da parte dell'attore, il quale ha notificato la citazione in luogo del ricorso

o il ricorso in luogo della citazione, esiste la regola della conversione dell'atto nullo =

questa regola in parte è contenuta nel c.p.c. a proposito del rapporto tra processo del

lavoro e processo ordinario; in parte è evincibile da un consolidato orientamento

giurisprudenziale, per il quale 1) la citazione erroneamente proposta (in luogo del

ricorso), vale come ricorso, nel momento in cui l'atto è iscritto al ruolo (= cioè la

citazione viene depositata nella cancelleria del giudice); 2) il ricorso erroneamente

proposto (in luogo della citazione), vale come citazione, nel momento in cui avviene la

notificazione del ricorso.

Gli atti introduttivi del processo = in altri termini iniziamo a studiare il secondo libro del c.p.c. cioè il libro dedicato al processo di cognizione. Il processo di cognizione davanti al tribunale è disciplinato dagli artt. che vanno dal 163 che disciplina l'atto di citazione fino agli artt. 404 e ss. che disciplinano l’opposizione di una delle ultime impugnazioni di cui si occupa il c.p.c. Quando parliamo del processo di cognizione davanti al tribunale, destinato a concludersi con una sentenza idonea al giudicato, ci preoccupiamo di studiare gli atti introduttivi del processo = cioè le modalità attraverso le quali si può introdurre un giudizio e quindi essere iniziata un'attività giurisdizionale. X Gli atti introduttivi del processo possono essere di 2 tipi: 1) la citazione e 2) il ricorso (= cioè il processo può iniziare 1) con citazione o 2) con ricorso). Il c.p.c. prevede due modelli di introduzione del processo = 1) il modello ordinario che si introduce con citazione e che es. si segue davanti al tribunale, si segue nel processo davanti al giudice di pace, si segue per tutte le ipotesi indicate nel secondo libro del c.p.c.; 2) poi c'è un secondo modello, che è costituito dal ricorso e che invece è l’atto con cui si introduce, nel nostro processo, il processo del lavoro (o rito del lavoro e quindi le controversie di lavoro), il procedimento cautelare (si introduce una domanda cautelare), un processo in camera di consiglio e il processo sommario di cognizione (vedi *). Qual è la differenza tra le due ipotesi = cioè 1) l’ipotesi del processo che inizia con citazione 2) rispetto all’ipotesi del processo che inizia con ricorso? Per comprenderlo conviene partire la lettera del c.p.c. e conviene partire dalla lettura dell’art. 163, che disciplina i casi di processo che iniziano con citazione. La citazione = è l’atto che introduce il processo ordinario di cognizione, come previsto e disciplinato dal secondo libro del c.p.c., che contiene 2 elementi particolarmente importanti = 1) il primo elemento = è rappresentato dal fatto che la citazione contiene già la data dell’udienza e 2) il secondo elemento = è rappresentato dal fatto che il primo contatto tra le parti avviene tra l’attore e il convenuto. L’art. 163 nel specificare qual’è il contenuto della citazione, precisa che = la domanda si propone mediante citazione a comparire a udienza fissa e aggiunge nel suo 3 comma, che l’atto di citazione deve contenere = 1) l'indicazione del tribunale davanti al quale la domanda è proposta; 2) il nome, il cognome, la residenza, il codice fiscale (cioè le indicazioni) dell’attore e del convenuto; 3) la determinazione della cosa oggetto della domanda; 4) l’esposizione dei fatti e degli elementi di diritto costituenti le ragioni della domanda; 5) l’indicazione dei mezzi di prova dei quali l’attore intende avvalersi; 6) il nome e il

dalla citazione = è 1) da un lato il fatto che il ricorso è depositato nella cancelleria del giudice = quindi il primo contatto tra i protagonisti del processo (= le parti del processo) non avviene più tra attore e convenuto, ma tra attore e giudice; 2) dall’altro il fatto che è il giudice che fissa l’udienza e che quindi stabilisce quando avverrà il primo contratto tra le parti e lo stesso giudice in contraddittorio tra di loro e che l’attore ha un termine entro il quale deve notificare al convenuto il ricorso e il decreto di fissazione dell’udienza. Quindi solo successivamente, attraverso la notificazione del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza, con cui il giudice ha fissato l’udienza, l’esistenza del processo e le richieste formulate dall’attore verranno poste a conoscenza del convenuto. Da questa differenza tra citazione e ricorso deriva un’ulteriore importante differenza. Infatti l’atto di citazione, così come qualunque atto introduttivo del processo, produce i suoi effetti sostanziali e processuali. (attenzione) La domanda giudiziale produce alcuni effetti, che possono essere 1) di natura sostanziale o 2) di natura processuale. 1) Gli effetti sostanziali della domanda = sono quegli effetti che la domanda produce sul piano della disciplina del rapporto sostanziale =

  1. l ’effetto sostanziale più importante è l’effetto interruttivo e sospensivo della prescrizione che è prodotto dalla domanda giudiziale, perchè da quel momento si produce un doppio effetto sulla prescrizione = 1) si interrompe la prescrizione, nel senso che, nel momento in cui è proposta la domanda giudiziale, inizia a decorrere un nuovo periodo di prescrizione (es. se un diritto si prescrive in dieci anni e dopo nove anni e trecento giorni è proposta la domanda giudiziale, da quel momento inizia a decorrere un nuovo periodo di dieci anni); 2) ma la domanda giudiziale produce anche un ulteriore effetto = cioè sospende la prescrizione = cioè la prescrizione non inizia a decorrere fino a quando non è passata in giudicato la sentenza che definisce il giudizio ai sensi dell’art. 2945 c.c. (= cioè la prescrizione non continua a correre, fino a quando non passa in giudicato la sentenza che definisce il giudizio);
  2. altro effetto sostanziale della domanda giudiziale = è l’effetto impeditivo della decadenza = cioè quando il legislatore prevede che un certo diritto è soggetto al termine di decadenza, laddove non sia esercitato per un certo periodo, attraverso la domanda giudiziale è possibile impedirne la decadenza (es. nel caso dell’impugnazione di una delibera del condominio; se l’assemblea di condominio dovesse emettere una delibera contraria alla legge o allo statuto, che si ritiene lesiva dei propri interessi, c’è la possibilità di impugnare la delibera stessa entro un termine perentorio a pena di decadenza. Ebbene la domanda giudiziale impedisce questa decadenza);
  3. un ulteriore effetto sostanziale della domanda giudiziale = cioè l’effetto c.d. prenotativo della trascrizione. Infatti le domande giudiziali possono essere trascritte ai sensi degli artt. 2651 e ss. del c.c. La trascrizione ha un effetto molto importante, perchè impedisce che possano essere opposti a colui il quale ha trascritto la domanda tutti gli atti di disposizione compiuti sul bene successivamente alla trascrizione (es. se Tizio propone la domanda di annullamento di un contratto con cui ha venduto la casa, perchè si accorge che questo atto è stato compiuto in violazione delle regole sulla formazione della

volontà (in particolare è annullabile per errore, violenza o dolo), con l’effetto che il bene dovrebbe tornare nel suo patrimonio; se Tizio trascrive la domanda di annullamento, su quel bene non sarà possibile da parte del convenuto compiere alcun atto di disposizione (es. non lo può vendere a un terzo; o meglio, lo potrà vendere, ma tutti gli atti che sono stati trascritti successivamente alla trascrizione della domanda sono inopponibili a colui il quale ha proposto la domanda);

  1. un ulteriore e ultimo effetto sostanziale della domanda giudiziale = è che la domanda giudiziale produce l’effetto anatocistico = cioè quando è previsto che si formino gli interessi sugli interessi, secondo il modello dell’anatocismo, questi interessi cominciano a maturare dal momento della proposizione della domanda giudiziale.
  2. Accanto agli effetti sostanziali, la domanda giudiziale produce anche degli effetti processuali, che si ricollegano alla pendenza della lite. Es. nel caso della litispendenza, ai sensi dell’art. 39 è importante stabilire quando inizia il processo = cioè quando la lite è pendente, perchè dal momento in cui inizia il processo si determina la prevenzione della lite e dunque tutte le domande successivamente proposte di identico contenuto davanti a giudici diversi saranno colpite dal vincolo (= sanzione) della litispendenza (= cioè saranno cancellate dal ruolo). Gli effetti sostanziali e processuali della domanda giudiziale si producono in termini diversi, a seconda che il processo sia introdotto 1) con citazione o 2) con ricorso.
  3. Se il processo è introdotto con citazione, la notificazione dell’atto di citazione (= cioè il momento in cui l’attore notifica l’atto di citazione al convenuto) è in grado di realizzare entrambi gli effetti = cioè sia gli effetti sostanziali, sia gli effetti processuali (= cioè la notificazione della citazione determina la pendenza della lite) X (= nell’atto di citazione gli effetti sostanziali e processuali della domanda si producono al momento della notificazione).
  4. Invece nei processi che iniziano con ricorso si assiste a una scissione degli effetti, nel senso che 1) gli effetti processuali si producono nel momento del deposito del ricorso, 2) mentre gli effetti sostanziali (primo tra tutti l’interruzione della prescrizione) si producono solo nel momento in cui il ricorso è notificato X (nel caso del ricorso, gli effetti sostanziali si producono nel momento della notificazione del ricorso, mentre gli effetti processuali si producono nel momento del deposito del ricorso). (attenzione) Ciò viene stabilito dalla stessa legge: da un lato l’art. 39, con riguardo agli effetti processuali della domanda e alla pendenza della lite, stabilisce che quando il processo inizia con citazione, la prevenzione della lite è determinata dalla notificazione dell’atto di citazione, mentre quando il processo inizia con ricorso, la prevenzione della lite è determinata dal deposito del ricorso; dall’altro nasce dalla circostanza che gli effetti sostanziali della domanda (= cioè gli effetti che si producono sul piano della disciplina del rapporto sostanziale) necessariamente presuppongono, affinchè possano prodursi veramente, la conoscenza della controparte = cioè sono atti per loro natura recettizi, che producono i loro effetti soltanto quando sono portati a conoscenza del destinatario. Tali atti sono portati a conoscenza del destinatario solo nel momento in cui sono notificati.

un semplice atto di costituzione in mora; es. ciò non si verifica per la sospensione della prescrizione, che è un effetto sostanziale, che viene prodotto solo ed esclusivamente dalla domanda giudiziale. Analogo discorso vale per l’impedimento delle decadenze. Infatti una decadenza può essere impedita o solo attraverso un atto giudiziale (= cioè solo in via giudiziale) o può essere impedita anche in via stragiudiziale es. l’impugnazione di una delibera di condominio rispetto all’impugnazione di un licenziamento = mentre l’unico modo per impedire la decadenza del termine impugnativo della delibera condominiale è costituito solo ed esclusivamente dalla citazione (e quindi dall’introduzione di un processo) (= cioè non sarebbe possibile mandare una lettera all’amministratore del condominio, in cui si dice di voler impugnare la delibera condominiale al fine di ottenere l’impedimento della decadenza), invece la decadenza del termine per impugnare il licenziamento può essere impedita anche semplicemente da un atto stragiudiziale. Quindi nei processi che iniziano con ricorso, primo tra tutti il processo del lavoro, e soprattutto nel caso più importante di controversie di lavoro, che è quello dell’impugnativa di licenziamento, si assiste ad una particolarità, nel senso che questo processo viene introdotto con ricorso; il ricorso viene depositato; nel momento in cui è depositato il ricorso, il giudice fissa l’udienza; .il decreto di fissazione dell’udienza, insieme al ricorso, viene notificato alla controparte = da quel momento si producono gli effetti sostanziali della domanda e l’impedimento della decadenza; ma se il lavoratore vuole ottenere l’impedimento della decadenza senza dover essere soggetto all’assegnazione del termine da parte del giudice, può impedire la decadenza anche in via stragiudiziale = cioè attraverso una lettera (= un’impugnazione), che venga prodotta in via stragiudiziale. Altra ipotesi in cui il processo inizia con ricorso = è il processo sommario di cognizione. Il processo (o procedimento) sommario di cognizione = è un’ipotesi indicata e disciplinata dagli artt. 703 bis e ss., nella quale l’attore, ritenendo che la controversia non sia di difficile definizione, inizia il processo con ricorso, chiedendo al giudice di decidere la controversia sulla base di una cognizione semplificata = cioè senza tutte le formalità e il rispetto dei tempi tipici del processo a cognizione piena, previsto dal secondo libro del c.p.c. Quindi il procedimento sommario di cognizione contiene l’invito dell’attore al giudice di decidere subito, perché la causa è facile (= cioè non richiede un’attività istruttoria particolarmente complessa). Alla luce degli effetti sostanziali e processuali della domanda giudiziale, qual è il rischio del procedimento sommario di cognizione? Il rischio è che il processo sommario di cognizione inizia con ricorso e quindi, iniziando con ricorso, il ricorso è depositato dall’attore e la fissazione dell’udienza avviene in un momento successivo ad opera del giudice. Ebbene può capitare che il giudice fissi l’udienza per sentire entrambe le parti e quindi assegni questo termine per la notificazione del ricorso e del decreto all’attore dopo molto tempo. Quindi, nel caso in cui il diritto si prescriva in un tempo più breve, la grande preoccupazione di chi propone la domanda nelle forme del procedimento sommario di cognizione è che nel frattempo potrebbe essersi prescritto un diritto, perché (attenzione) nei processi che iniziano con ricorso, gli effetti sostanziali della domanda e, primo tra tutti, l’interruzione della prescrizione è collegato alla notificazione della domanda e non al mero deposito.