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Le caratteristiche fondamentali del processo di cognizione, distingue la citazione e il ricorso e illustra le differenze tra processi che iniziano con una di queste forme introduttive. Viene inoltre discusso come gli effetti sostanziali e processuali della domanda giudiziale si producono in relazione alla citazione o al ricorso.
Tipologia: Appunti
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Lezione 9.1, 9.2 IL PROCESSO DI COGNIZIONE (1-5) slide 9.1, 9.2 (n. 1-5)
Gli atti introduttivi del processo = in altri termini iniziamo a studiare il secondo libro del c.p.c. cioè il libro dedicato al processo di cognizione. Il processo di cognizione davanti al tribunale è disciplinato dagli artt. che vanno dal 163 che disciplina l'atto di citazione fino agli artt. 404 e ss. che disciplinano l’opposizione di una delle ultime impugnazioni di cui si occupa il c.p.c. Quando parliamo del processo di cognizione davanti al tribunale, destinato a concludersi con una sentenza idonea al giudicato, ci preoccupiamo di studiare gli atti introduttivi del processo = cioè le modalità attraverso le quali si può introdurre un giudizio e quindi essere iniziata un'attività giurisdizionale. X Gli atti introduttivi del processo possono essere di 2 tipi: 1) la citazione e 2) il ricorso (= cioè il processo può iniziare 1) con citazione o 2) con ricorso). Il c.p.c. prevede due modelli di introduzione del processo = 1) il modello ordinario che si introduce con citazione e che es. si segue davanti al tribunale, si segue nel processo davanti al giudice di pace, si segue per tutte le ipotesi indicate nel secondo libro del c.p.c.; 2) poi c'è un secondo modello, che è costituito dal ricorso e che invece è l’atto con cui si introduce, nel nostro processo, il processo del lavoro (o rito del lavoro e quindi le controversie di lavoro), il procedimento cautelare (si introduce una domanda cautelare), un processo in camera di consiglio e il processo sommario di cognizione (vedi *). Qual è la differenza tra le due ipotesi = cioè 1) l’ipotesi del processo che inizia con citazione 2) rispetto all’ipotesi del processo che inizia con ricorso? Per comprenderlo conviene partire la lettera del c.p.c. e conviene partire dalla lettura dell’art. 163, che disciplina i casi di processo che iniziano con citazione. La citazione = è l’atto che introduce il processo ordinario di cognizione, come previsto e disciplinato dal secondo libro del c.p.c., che contiene 2 elementi particolarmente importanti = 1) il primo elemento = è rappresentato dal fatto che la citazione contiene già la data dell’udienza e 2) il secondo elemento = è rappresentato dal fatto che il primo contatto tra le parti avviene tra l’attore e il convenuto. L’art. 163 nel specificare qual’è il contenuto della citazione, precisa che = la domanda si propone mediante citazione a comparire a udienza fissa e aggiunge nel suo 3 comma, che l’atto di citazione deve contenere = 1) l'indicazione del tribunale davanti al quale la domanda è proposta; 2) il nome, il cognome, la residenza, il codice fiscale (cioè le indicazioni) dell’attore e del convenuto; 3) la determinazione della cosa oggetto della domanda; 4) l’esposizione dei fatti e degli elementi di diritto costituenti le ragioni della domanda; 5) l’indicazione dei mezzi di prova dei quali l’attore intende avvalersi; 6) il nome e il
dalla citazione = è 1) da un lato il fatto che il ricorso è depositato nella cancelleria del giudice = quindi il primo contatto tra i protagonisti del processo (= le parti del processo) non avviene più tra attore e convenuto, ma tra attore e giudice; 2) dall’altro il fatto che è il giudice che fissa l’udienza e che quindi stabilisce quando avverrà il primo contratto tra le parti e lo stesso giudice in contraddittorio tra di loro e che l’attore ha un termine entro il quale deve notificare al convenuto il ricorso e il decreto di fissazione dell’udienza. Quindi solo successivamente, attraverso la notificazione del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza, con cui il giudice ha fissato l’udienza, l’esistenza del processo e le richieste formulate dall’attore verranno poste a conoscenza del convenuto. Da questa differenza tra citazione e ricorso deriva un’ulteriore importante differenza. Infatti l’atto di citazione, così come qualunque atto introduttivo del processo, produce i suoi effetti sostanziali e processuali. (attenzione) La domanda giudiziale produce alcuni effetti, che possono essere 1) di natura sostanziale o 2) di natura processuale. 1) Gli effetti sostanziali della domanda = sono quegli effetti che la domanda produce sul piano della disciplina del rapporto sostanziale =
volontà (in particolare è annullabile per errore, violenza o dolo), con l’effetto che il bene dovrebbe tornare nel suo patrimonio; se Tizio trascrive la domanda di annullamento, su quel bene non sarà possibile da parte del convenuto compiere alcun atto di disposizione (es. non lo può vendere a un terzo; o meglio, lo potrà vendere, ma tutti gli atti che sono stati trascritti successivamente alla trascrizione della domanda sono inopponibili a colui il quale ha proposto la domanda);
un semplice atto di costituzione in mora; es. ciò non si verifica per la sospensione della prescrizione, che è un effetto sostanziale, che viene prodotto solo ed esclusivamente dalla domanda giudiziale. Analogo discorso vale per l’impedimento delle decadenze. Infatti una decadenza può essere impedita o solo attraverso un atto giudiziale (= cioè solo in via giudiziale) o può essere impedita anche in via stragiudiziale es. l’impugnazione di una delibera di condominio rispetto all’impugnazione di un licenziamento = mentre l’unico modo per impedire la decadenza del termine impugnativo della delibera condominiale è costituito solo ed esclusivamente dalla citazione (e quindi dall’introduzione di un processo) (= cioè non sarebbe possibile mandare una lettera all’amministratore del condominio, in cui si dice di voler impugnare la delibera condominiale al fine di ottenere l’impedimento della decadenza), invece la decadenza del termine per impugnare il licenziamento può essere impedita anche semplicemente da un atto stragiudiziale. Quindi nei processi che iniziano con ricorso, primo tra tutti il processo del lavoro, e soprattutto nel caso più importante di controversie di lavoro, che è quello dell’impugnativa di licenziamento, si assiste ad una particolarità, nel senso che questo processo viene introdotto con ricorso; il ricorso viene depositato; nel momento in cui è depositato il ricorso, il giudice fissa l’udienza; .il decreto di fissazione dell’udienza, insieme al ricorso, viene notificato alla controparte = da quel momento si producono gli effetti sostanziali della domanda e l’impedimento della decadenza; ma se il lavoratore vuole ottenere l’impedimento della decadenza senza dover essere soggetto all’assegnazione del termine da parte del giudice, può impedire la decadenza anche in via stragiudiziale = cioè attraverso una lettera (= un’impugnazione), che venga prodotta in via stragiudiziale. Altra ipotesi in cui il processo inizia con ricorso = è il processo sommario di cognizione. Il processo (o procedimento) sommario di cognizione = è un’ipotesi indicata e disciplinata dagli artt. 703 bis e ss., nella quale l’attore, ritenendo che la controversia non sia di difficile definizione, inizia il processo con ricorso, chiedendo al giudice di decidere la controversia sulla base di una cognizione semplificata = cioè senza tutte le formalità e il rispetto dei tempi tipici del processo a cognizione piena, previsto dal secondo libro del c.p.c. Quindi il procedimento sommario di cognizione contiene l’invito dell’attore al giudice di decidere subito, perché la causa è facile (= cioè non richiede un’attività istruttoria particolarmente complessa). Alla luce degli effetti sostanziali e processuali della domanda giudiziale, qual è il rischio del procedimento sommario di cognizione? Il rischio è che il processo sommario di cognizione inizia con ricorso e quindi, iniziando con ricorso, il ricorso è depositato dall’attore e la fissazione dell’udienza avviene in un momento successivo ad opera del giudice. Ebbene può capitare che il giudice fissi l’udienza per sentire entrambe le parti e quindi assegni questo termine per la notificazione del ricorso e del decreto all’attore dopo molto tempo. Quindi, nel caso in cui il diritto si prescriva in un tempo più breve, la grande preoccupazione di chi propone la domanda nelle forme del procedimento sommario di cognizione è che nel frattempo potrebbe essersi prescritto un diritto, perché (attenzione) nei processi che iniziano con ricorso, gli effetti sostanziali della domanda e, primo tra tutti, l’interruzione della prescrizione è collegato alla notificazione della domanda e non al mero deposito.