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Esercizi e Quiz di Diritto Processuale Civile: Competenza, Giurisdizione e Altro, Appunti di Diritto Processuale Civile

Appunti delle lezioni di diritto processuale civile

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 27/07/2022

Clara.Vimercati
Clara.Vimercati 🇮🇹

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ELEMENTI DI PROCEDURA CIVILE
A.C. 2021/2022
Prof. Rita Maruffi
Cominciamo con il porci la seguente domanda: che cosa studiamo? Il diritto processuale civile. Il processo ci
consente di ottenere la tutela dei diritti che sono previsti dalle norme sostanziali. Se non ci fosse il processo
le disposizioni del Codice civile rimarrebbero carta morta. Facciamo esempio, se concludendo un contratto
di compravendita devo pagare la merce venduta e non la pago, il venditore sulla base del Codice civile dice
che cosa fare in caso di stipula, il processo mi consente di ottenere il pagamento anche contro la volontà
del compratore. Questo sistema c’è perché negli ordinamenti moderni, infatti esiste il principio per cui non
è possibile farsi giustizia da sé.
Il diritto processuale civile è quell’insieme di norme giuridiche che disciplinano il processo. Il diritto
processuale è lo strumento attraverso il quale si ottiene l’attuazione del diritto sostanziale.
Parliamo di giustizia civile, non c’è il colpevole, non c’è l’accusato, non c’è l’indagato e non c’è l’imputato.
Le fonti le troviamo innanzitutto nel Codice di procedura civile che è entrato in vigore nel 1942, si compone
di quattro libri, noi ci dedicheremo al primo libro in cui sono contenute le disposizioni generali relative al
processo. I principi generali che regolano la giustizia.
Il processo di cognizione è il modello base di processo, l’obiettivo è quello di arrivare a un risultato che è
l’enunciazione di una regola per il caso concreto. Ad esempio, poniamo una controversia tra venditore di
automobili e acquirente e ad un certo punto l’acquirente smette di pagare le rate, di conseguenza il
venditore pretende il pagamento. C’è una richiesta di pagamento, quindi c’è una situazione di conflitto, il
compratore non paga le rate successive, non paga più perché la macchina venduta ha un difetto. Il
venditore può rivolgersi al giudice e chiedere il pagamento di quanto venduto. Il compito del processo e
del giudice è quello di enunciare la regola per il caso concreto, cioè essa è la pronuncia con il quale il
giudice dirà che il venditore ha diritto al pagamento della somma, oppure non ha diritto. La decisione del
giudice dipenderà dalle risultanze processuali, ovvero c’è una fase istruttoria. È importante capire che
abbiamo una decisione che è la regola del caso concreto. L’obiettivo del processo di cognizione è arrivare a
quella decisione.
Sentenza che condanna il compratore al pagamento. Questa decisione deve anche avere gli strumenti per
attuare la decisione, il provvedimento può anche non bastare. Allora si torna al Codice di procedura civile e
successivamente si arriva al processo di esecuzione. Esso consente di ottenere il soddisfacimento concreto
del diritto consacrato dal processo di cognizione.
Processo di esecuzione: cos’è? È uno strumento che viene utilizzato per arrivare a un soddisfacimento
della mia pretesa a dispetto della mancanza di cooperazione dell’obbligato. Attraverso il processo di
esecuzione non ottengono un’altra condanna, ma ottengo l’obbligazione da parte dell’altra parte.
Il quarto libro del Codice di procedura civile tratta dei procedimenti speciali. Accanto al modello base
possiamo avere altre forme di tutela e nell’ambito dei procedimenti speciali ci sono quelli cautelari, è una
terza forma di tutela. Essa serve per evitare che il tempo necessario per venire alla conclusione del
processo non pregiudichi la necessità di ottenere la tutela stessa. Consente di ottenere il sequestro del
bene, è una tutela che cristallizza. Mi consente di ottenere un risultato più in fretta, rispetto al processo
lunghissimo che sarà la decisione del giudice.
Ci sono altre fonti, due sono quelle fondamentali. La prima fonte è la Costituzione, che contiene dei principi
fondamentali, l’enunciazione delle garanzie fondamentali del processo. Poi si hanno le norme del Codice
civile che sono dedicate alla tutela giurisdizionale.
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ELEMENTI DI PROCEDURA CIVILE

A.C. 2021/

Prof. Rita Maruffi

Cominciamo con il porci la seguente domanda: che cosa studiamo? Il diritto processuale civile. Il processo ci consente di ottenere la tutela dei diritti che sono previsti dalle norme sostanziali. Se non ci fosse il processo le disposizioni del Codice civile rimarrebbero carta morta. Facciamo esempio, se concludendo un contratto di compravendita devo pagare la merce venduta e non la pago, il venditore sulla base del Codice civile dice che cosa fare in caso di stipula, il processo mi consente di ottenere il pagamento anche contro la volontà del compratore. Questo sistema c’è perché negli ordinamenti moderni, infatti esiste il principio per cui non è possibile farsi giustizia da sé.  Il diritto processuale civile è quell’insieme di norme giuridiche che disciplinano il processo. Il diritto processuale è lo strumento attraverso il quale si ottiene l’attuazione del diritto sostanziale. Parliamo di giustizia civile, non c’è il colpevole, non c’è l’accusato, non c’è l’indagato e non c’è l’imputato. Le fonti le troviamo innanzitutto nel Codice di procedura civile che è entrato in vigore nel 1942 , si compone di quattro libri, noi ci dedicheremo al primo libro in cui sono contenute le disposizioni generali relative al processo. I principi generali che regolano la giustizia.

Il processo di cognizione è il modello base di processo, l’obiettivo è quello di arrivare a un risultato che è

l’enunciazione di una regola per il caso concreto. Ad esempio, poniamo una controversia tra venditore di automobili e acquirente e ad un certo punto l’acquirente smette di pagare le rate, di conseguenza il venditore pretende il pagamento. C’è una richiesta di pagamento, quindi c’è una situazione di conflitto, il compratore non paga le rate successive, non paga più perché la macchina venduta ha un difetto. Il venditore può rivolgersi al giudice e chiedere il pagamento di quanto venduto. Il compito del processo e del giudice è quello di enunciare la regola per il caso concreto , cioè essa è la pronuncia con il quale il giudice dirà che il venditore ha diritto al pagamento della somma, oppure non ha diritto. La decisione del giudice dipenderà dalle risultanze processuali, ovvero c’è una fase istruttoria. È importante capire che abbiamo una decisione che è la regola del caso concreto. L’obiettivo del processo di cognizione è arrivare a quella decisione. Sentenza che condanna il compratore al pagamento. Questa decisione deve anche avere gli strumenti per attuare la decisione, il provvedimento può anche non bastare. Allora si torna al Codice di procedura civile e successivamente si arriva al processo di esecuzione. Esso consente di ottenere il soddisfacimento concreto del diritto consacrato dal processo di cognizione.

Processo di esecuzione : cos’è? È uno strumento che viene utilizzato per arrivare a un soddisfacimento

della mia pretesa a dispetto della mancanza di cooperazione dell’obbligato. Attraverso il processo di esecuzione non ottengono un’altra condanna, ma ottengo l’obbligazione da parte dell’altra parte. Il quarto libro del Codice di procedura civile tratta dei procedimenti speciali. Accanto al modello base possiamo avere altre forme di tutela e nell’ambito dei procedimenti speciali ci sono quelli cautelari , è una terza forma di tutela. Essa serve per evitare che il tempo necessario per venire alla conclusione del processo non pregiudichi la necessità di ottenere la tutela stessa. Consente di ottenere il sequestro del bene, è una tutela che cristallizza. Mi consente di ottenere un risultato più in fretta, rispetto al processo lunghissimo che sarà la decisione del giudice. Ci sono altre fonti, due sono quelle fondamentali. La prima fonte è la Costituzione , che contiene dei principi fondamentali, l’enunciazione delle garanzie fondamentali del processo. Poi si hanno le norme del Codice civile che sono dedicate alla tutela giurisdizionale.

Poi si hanno altre norme:  L. 218 del 31 maggio 1995  ambito della giurisdizione  Norme sull’ordinamento giudiziario  Fonti internazionali (Convenzione per i diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 1950, Reg. 1215/2012, Convenzione di New York del 1958)  Leggi settoriali (ad es. divorzio, marchi brevetti, locazioni) Facciamo un discorso sugli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie, gli ADR. La giustizia civile esercitata dai giudici ordinari è la nostra unica possibilità o abbiamo anche altri strumenti per ottenere qualcosa, per giungere a una definizione della controversia? Ci sono altri modi per ottenere una risoluzione del conflitto , e questi modi sono incentivati dal legislatore. Perché c’è un problema che riguarda la lentezza della giustizia italiana. Il legislatore da qualche anno cerca di incentivare a trovare una definizione della loro controversia al di fuori della giustizia ordinaria e lo fa con gli ADR. Sono tre gli strumenti: arbitrato, mediazione e la negoziazione assistita.

Arbitrato è lo strumento più antico, è la giustizia privata. Stabilisce che la controversia venga risolta da un

giudice scelto dalle parti, un giudice privato. L’arbitro decide la controversia esattamente come un giudice. In questo senso l’arbitrato ci consente di ottenere al pari del processo una decisione che equivale alla sentenza del giudice in fase processuale. Le udienze si svolgeranno nell’ufficio del giudice scelto, non in tribunale. Art. 806 c.p.c. e ss.

Mediazione : procedimento che negli ultimi hanno è stato fortemente voluto dal legislatore. La differenza è

che la mediazione consiste nel coinvolgimento di un terzo che aiuta le parti a raggiungere un accordo. Il mediatore è una figura che ha il compito di facilitare il raggiungimento di un accordo tra le parti. Il mediatore deve agevolare le parti, la controversia si risolve con la facilitazione data dall’aiuto del legislatore. Il legislatore in alcuni casi lo ha reso obbligatorio, d.lgs. n.28 del 2010. Il legislatore impone di passare attraverso la mediazione per poi arrivare al processo. Ci sono dei casi espressamente individuati dal legislatore in cui non posso rivolgermi al giudice se prima non ha provato una mediazione. Il mediatore non emette alcuna decisione.

La negoziazione assistita è entrata nel nostro ordimento su pressione degli avvocati, loro aiutano le parti

a risolvere la controversia. Mezzi alternativi di risoluzione delle controversie. Ci sono diverse possibilità, l’ordinamento mi da altre possibilità per risolvere la controversia. Una strada è una definizione tra le parti. Accanto a questa possibilità abbiamo questi strumenti: arbitrato, mediazione e negoziazione assistista. L’arbitrato è uno strumento vicino, simile al processo , perché attraverso esso ottengo una decisione. La mediazione entrate in vigore nel 2010 con il d.lgs. n. 28 non condivide la natura del processo, perché non si ottiene la decisione, ma un accordo attraverso il coinvolgimento di un terzo, accordo che può anche non essere raggiunto. La negoziazione assistita entrata in vigore nel 2014 con il decreto-legge n. 132 dove il ruolo di facilitazione è svolto dagli avvocati. Mediazione e negoziazione obbligatoria : obbligatorietà introdotta dal legislatore con lo scopo di incentivare le parti all’utilizzo degli strumenti e sgravare i giudici dal carico enorme di lavoro. Quando è obbligatoria la mediazione? Lo dice la normativa sulla mediazione stessa che individua i casi precisi in cui è obbligatoria: cause di condominio, locazione e successioni. La negoziazione assistista: obbligatoria rispetto ai danni derivanti dai sinistri stradali, pagamento di somme per un importo che non superi i 50mila€. Supponiamo che la controversia rientri nell’ambito dove sono obbligatori la mediazione o la negoziazione assistita. Cosa succede se vado dal giudice? Succede che il giudice rimanda le parti ha svolgere quello strumento alternativo al processo, il giudice dichiarerà l’improcedibilità della domanda. Il procedimento di mediazione si concluderà con procedimento negativo, allora a quel punto ci si potrà recare davanti al

La sentenza della cassazione è Definitiva.Processo che finisce con una decisione che ha efficacia del Giudicato****. Ma quali sono i rapporti tra l’impugnazione e l’esecuzione della sentenza? Quando l’attore può utilizzare il processo esecutivo? Abbiamo una sentenza di condanna emessa nei confronti del convenuto che la impugna, l’attore può andare subito dal giudice o l’impugnazione impedisce di eseguire la sentenza? La soluzione più lineare utilizzando la logica è quella di aspettare che la giustizia abbia fatto il suo corso, ovvero quando si arriva alla fine. Ma, il nostro legislatore consente all’attore che abbia ottenuto una sentenza di condanna nei confronti del convenuto di eseguirla subito, questo perché passerebbe tanto tempo. Questo comporta che successivamente i soldi del convenuto dovranno essere restituiti. È una soluzione che ha dei pro e dei contro, nessuna è perfetta. Ma se ottengono una sentenza che condanna il convenuto al risarcimento del danno, questi processi saranno sempre in grado di far ottenere quello che mi spetta sulla base del diritto sostanziale? Non si ottiene il risarcimento del danno quando il convenuto non ha nulla, non dispone di un patrimonio. È importante sapere che nel nostro ordinamento non esiste l’arresto per debiti.

Garanzie processuali

I principi fondamentali. Ci soffermeremo sulle garanzie processuali, garanzie che attengono specificatamente al processo. Due sono le norme centrali:  Art. 24 Cost.: diritto di azione e diritto di difesa  Art. 111 Cost.: giusto processo Articolo 24 della Costituzione “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti ed interessi legittimi. (Gli interessi legittimi riguardano il diritto amministrativo) La difesa è un diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento. Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione. La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.” È una norma cardine per la tutela giurisdizionale. Non possono essere instaurati dei limiti alla possibilità di agire in giudizio, tutti possono agire in giudizio, è un diritto costituzionale, per la tutela dei loro diritti. Problema: ma se introduco delle ipotesi di mediazione o negoziazione e impedisco di andare al giudice, viola la costituzione o no? Posto che appunto impedisco subito di andare dal giudice: non viola per il fatto che questa modalità non mi preclude di andare successivamente dal giudice, questo è infatti compatibile con la Costituzione. Il processo civile è l’attuazione per la tutela dei diritti oppure di un rapporto giuridico , o uno status****. Secondo comma: è una garanzia fondamentale, la garanzia del diritto a difendersi. Domanda: ma se io agisco in giudizio sulla base di una documentazione forte che si evince che si è titolare di un diritto e il giudice emette un provvedimento a favore, questo modello processuale che vede un contatto tra la parte richiedente e il giudice? il provvedimento emesso è compatibile? È possibile farlo? L’art. 24 sancisce il diritto di difesa, ma nell’ambito del nostro ordinamento questo può venire meno ma a patto che successivamente il convenuto possa difendersi. Comma 3: se l’ordinamento obbliga ad utilizzare la funzione giurisdizionale deve anche dare i mezzi per accedere alla giustizia. Domande:

  1. A effettua dei lavori di imbiancatura nel mio appartamento gli devo 3mila€, cosa può fare A se non lo pago? Che tipo di provvedimento potrà chiedere al giudice?
  2. Posso ottenere un provvedimento nei confronti di un soggetto senza citarlo in giudizio?
  3. Sotto che profilo l’introduzione di un adempimento preliminare al processo potrebbe violare la Costituzione?
  4. In quali casi il processo non è in grado di ripristinare la situazione sostanziale violata?
  5. A ottiene una sentenza di condanna nei confronti di B, se B impugna la sentenza A può iniziare un’azione esecutiva nei confronti di B?
  6. Quali valutazioni devo fare prima di decidere di far causa a qualcuno? Risposte:
  7. Utilizzerà il processo di cognizione utilizzando l’atto di citazione che lo condurrà ad una sentenza di condanna al pagamento e con quella sentenza può iniziare un nuovo processo che è quello di esecuzione con il quale può ritenere l’adempimento qualora non adempia spontaneamente al pagamento. Inoltre, può essere utilizzata anche la negoziazione assistita in quanto è un pagamento inferiore ai 5mila€
  8. Si, esistono dei casi in cui si può ottenere un provvedimento nei confronti di un soggetto senza citarlo in giudizio. Può essere fatto nella misura in cui poi il soggetto può difendersi successivamente, in modo che sia compatibile con la Cost., deve poter esercitare il suo diritto di difesa. Si deve avere la possibilità di opporsi al procedimento.
  9. Si, è possibile che il legislatore aggiunga un adempimento preliminare prima di presentarsi davanti al giudice, a patto che non sia costoso e che non si dilunghi nei tempi altrimenti non sarebbe tenuto idoneo alla Costituzione
  10. Non è possibile nei casi in cui il convenuto non abbia disponibilità, è senza patrimonio. Il processo non può sopperire ai deficit patrimoniali e nel nostro ordinamento non esiste l’arresto per debiti. L’altra ipotesi è nel caso in cui non ci siano le prove, il processo non è in grado di dimostrare il diritto violato.
  11. Si
  12. Non sia nulla tenente, che si abbiano le prove, che il costo del processo non sia elevato e che sia possibile Il processo di cognizione inizia con un atto di citazione che viene notificato subito al convenuto e il primo contatto sarà tra le parti. L’attore la prima cosa che fa è di notificare l’atto di citazione al convenuto, questo nel modello base. Il primo contatto è tra le parti e vede il giudice in un secondo momento.

Processo di cognizione.

 Inizio  atto di citazione  notificato al convenuto  primo contatto tra le parti  modello base  Contatto con il giudice  in un secondo momento. Attore = atto di citazione Convenuto = comparsa di riposta Art. 633 c.p.c.: Ci consente di ottenere un procedimento in termini più brevi rispetto a quelli del processo di cognizione.  decreto ingiuntivo Art. 633 c.p.c.: _“Su domanda di chi è creditore di una somma liquida di denaro o di una determinata quantità di cose fungibili, o di chi ha diritto alla consegna di una cosa mobile determinata, il giudice competente pronuncia ingiunzione di pagamento o di consegna:

  1. se del diritto fatto valere si dà prova scritta
  2. se il credito riguarda onorari per prestazioni giudiziali o stragiudiziali o rimborso di spese fatte da avvocati, cancellieri, ufficiali giudiziari o da chiunque altro ha prestato la sua opera in occasione di un processo_

processo, il legislatore ha introdotto la legge Pinto che ha introdotto la possibilità di chiedere un risarcimento dei danni. La durata è ragionevole se è di:

  1. 3 anni per i procedimenti di primo grado
  2. 2 anni per i procedimenti di secondo grado
  3. 1 anno per il giudizio di legittimità = Cassazione La legge Pinto ha prodotto anche queste realtà, la presentazione del ricorso per ottenere il risarcimento del danno, strumento introdotto dal legislatore nel 2001. La legge n. 89 del 24 marzo del 2001, è un provvedimento che riconosce a coloro che hanno dovuto affrontare un processo di durata irragionevole di richiedere un’equa riparazione per il danno patrimoniale o non patrimoniale subito.

L’azione.

Il diritto di azione è sancito dall’art. 24 Cost.: “La difesa è inviolabile in ogni stato e grado del procedimento” Il principio della domanda è il principio fondamentale che riguarda il diritto all’azione che viene ricavato dall’art. 24 Cost. È il soggetto leso che può agire in giudizio per ottenere la tutela dei propri diritti. Questo implica che sarà il soggetto a scegliere se usufruire o meno del servizio giustizia che lo Stato ha messo a disposizione. L’ordimento garantisce la possibilità di utilizzare la tutela giurisdizionale , in questo senso si parla di principio della domanda.  Non è possibile sostituirsi nella scelta di utilizzare lo strumento della tutela giurisdizionale. Art. 99 c.p.c.: “Chi vuole far valere un diritto in giudizio deve proporre domanda al giudice competente”. Principio della domanda. Sulla base dell’art. 99 da un lato il soggetto decide di mettere in moto la macchina giudiziaria, dall’altro lo può fare sulla base della domanda che è contenuta nell’atto di citazione. Se invece si utilizza il decreto ingiuntivo la domanda è contenuta nel ricorso. La differenza fondamentale riguarda l’instaurazione del contraddittorio. Art. 2907 c.c.: “Alla tutela giurisdizionale dei diritti provvede l’autorità giudiziaria su domanda di parte e, quando la legge lo prevede, anche su istanza del pubblico ministero o d’ufficio”. Attività giurisdizionale. In base alla regola generale, l’esercizio dell’azione dipende dalla proposizione della domanda. Art. 112 c.p.c.: “Il giudice deve pronunciare su tutta la domanda e non oltre i limiti di essa; e non può pronunciare d’ufficio su eccezioni, che possono essere proposte soltanto dalle parti”. Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato. È un corollario rispetto al principio della domanda, non solo la parte può decidere se utilizzare o no il processo per far valere i suoi diritti, ma determina anche il confine della decisione del giudice. Se non lo facesse, la parte potrebbe impugnare la sentenza perché il giudice non ha rispettato il principio della corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato. La seconda parte della norma: ci sono dei casi in cui il giudice può rilevare d’ufficio certi fatti che risultino dagli atti processuali e altre volte non può.  Il giudice non può rilevare d’ufficio la prescrizione, perché è un’eccezione riservata alla parte. Esempio: A agisce nei confronti di B per far valere un diritto del danno per responsabilità art. 2043 c.c. (risarcimento per fatto illecito), cioè extracontrattuale. Ha cinque anni di tempo, se si agisce dopo i 5 anni sarà il soggetto contro cui pongo la domanda a decidere se far valere o no la prescrizione. Dal punto di vista delle regole del processo la prescrizione può essere fatta solo valere dalla parte. Prescrizione  eccezione riservata alla parte. Nel caso in cui non viene sollevata l’eccezione di prescrizione il giudice non potrà pronunciarsi d’ufficio su quella eccezione di prescrizione che è riservata alla parte. Un esempio di eccezione che il giudice può tenere conto d’ufficio, consiste nell’adempimento , nel pagamento. Per esempio, risulta che la somma è stata pagata, quindi l’attore agisce per una pretesa già soddisfatta, il giudice può fondare la sua decisione sull’avvenuto pagamento.

A proposito del giudice, art. 101 c.p.c.: “Il giudice, salvo che la legge disponga altrimenti, non può statuire sopra alcuna domanda, se la parte contro la quale è stata preposta non è stata regolarmente citata e non è comparsa” è la norma che sancisce il principio di contraddittorio. Questa disposizione, in particolare il comma 2: “ Se ritiene di porre a fondamento della decisione una questione rilevata d’ufficio, il giudice riserva la decisione, assegnando alle parti, a pena di nullità, un termine, non inferiore a venti e non superiore a quaranta giorni della comunicazione, per il deposito in cancelleria di memorie contenenti osservazioni sulla medesima questione” è stato introdotto in tempi recenti, ed è una decisione che testimonia sul fatto che le garanzie processuali si evolvono con il tempo. Questa norma ha a che fare con i criteri che devono guidare il giudice nella sua decisione. Questa è una norma che costituisce un’applicazione del principio del contraddittorio anche nei rapporti tra le parti e il giudice. Il giudice può decidere sulla base di un fatto che non è stato portato dalle parti, se ne accorge dagli atti, in quel caso può quindi decidere la causa senza rigettare la domanda ma a condizione di dare la possibilità alle parti di esprimere il loro punto di vista. Che cos’è il diritto di azione codificato dall’art. 24 Cost? È il diritto di ottenere un provvedimento sul merito. Facciamo riferimento alla funzione principale del processo che è il rapporto di strumentalità tra il diritto sostanziale e diritto processuale. Non è per forza favorevole, ma dice come si regola l’applicazione concreta sulla base delle norme di diritto sostanziale. L’ottenimento di un provvedimento sul merito, questa regola della situazione sostanziale la posso ottenere soltanto se seguo le regole che disciplinano l’accesso e la funzione giurisdizionale. Questo vuol dire che se voglio fare causa non si può andare dal giudice che si preferisce, ma devono essere seguite le norme processuali. Provvedimento sul rito: è il provvedimento declaratorio dell’incompetenza del giudice.

Presupposti processuali.

Un presupposto processuale è una condizione di decidibilità della causa nel merito. Esempio della competenza: se mi rivolgo al giudice diverso da quello a cui dovrei rivolgermi, quel giudice è incompetente ed emetterà un procedimento di rito con il quale si spoglierà della causa. Lo stesso vale per la giurisdizione e per tutti i presupposti processuali che riguardano le parti. Esempio provvedimento di merito : domanda risarcimento del danno, condanna al risarcimento del danno. sentenza di merito, perché il giudice accoglie la domanda. Esempio provvedimento di rito : incompetenza del giudice, rigetto della domanda sulla base dell’assenza del potere di occuparsi di quella controversia. Questa pronuncia nasce dall’assenza di un presupposto processuale. Le due massime sono: pronuncia di merito e pronuncia di rito. Da un altro punto di vista si può guardare al processo, facendo la domanda: ho vinto o ho perso? Ad esempio, il giudice rigetta la domanda perché ritiene che la modella non abbia segnalato la sua allergia ai prodotti utilizzati dal chirurgo, rispondendo mentendo ad una delle domande del questionario. Giudice emette quindi una sentenza di merito. Anche se c’è il rigetto è ugualmente una sentenza di merito. Tutte le volte in cui il giudice si occupa delle domande a lui sottoposte, sia che l’accolga che la respinga si ha una sentenza di merito. Se invece si ha una incompetenza si ha quindi una sentenza di rito, la sentenza di rito riguarda le forme, i presupposti processuali. Si ha una sentenza di rito quando viene a mancare uno dei presupposti processuali. In materia di competenza è che il nostro legislatore ha scelto come foro generale il luogo di residenza del convenuto. Quindi, l’attore deve rivolgersi al Tribunale dove abita il convenuto. Motivi per cui la modella può perdere la causa e ai motivi per cui il chirurgo può perdere la causa. Chirurgo: non ha fatto compilare il consenso informato alla modella, perizia riguardo agli strumenti utilizzati. È sentenza di merito, chirurgo perda. Accertamento e rigetto della domanda, provvedimento richiesto dal chirurgo, accertamento negativo, questo è un provvedimento di merito.

decisoria. Nella fase decisoria il giudice, ad esempio, risolverà la fase di competenza, se lo è non si potrà occupare della fase del merito. Nella fase decisoria ci si occuperà quindi delle questioni di merito e di rito. In sede di decisione c’è una pregiudizialità tra rito e merito. Vuol dire che abbiamo un unico provvedimento e deve essere impostato in modo da affrontare in via preliminare prima le questioni di rito.

Regime dei singoli presupposti processuali.

Se manca un presupposto processuale allora non si ha una decisione sul merito della controversia, ma si ha una decisione di rito. Questa affermazione di carattere generale va confrontata con la disciplina dei singoli presupposti processuali. Cosa vuol dire? Vuol dire che se si ha un vizio di un presupposto processuale si hanno delle regole che stabiliscono chi può sollevare il vizio ed entro quando è possibile farlo Nell’ambito della fase istruttoria l’eccezione di competenza può essere sollevata dal testimone? No, perché sono solo le parti del processo che la possono sollevare, al testimone non è consentito. Chi potrà sollevare il vizio relativo al presupposto processuale? Il convenuto e il giudice. Fino a quando? Ci sono delle regole ben precise. Può essere sollevata solo all’inizio del processo. Il convenuto che voglia contestare la competenza del giudice lo deve fare nel suo atto di ingresso del processo : comparsa di costituzione e risposta. Atto di ingresso nel processo del convenuto si chiama  Comparsa di costituzione e risposta. In base al nostro c.p.c. l’eccezione di competenza deve essere sollevata nella comparsa di risposta. Se ci si dimentica non è più possibile sollevare l’incompetenza del giudice, questo perché c’è una norma che lo regola. Se si dimentica il giudice può non occuparsene e non tenerne conto: eccezione tardiva. Anche il giudice può rilevare un vizio e lo può fare fino alla prima udienza. Se il giudice non si accorge di essere incompetente, in questo caso il vizio non potrà essere più fatto valere. A quel punto l’errore sulla competenza è sanato, il che significa che un giudice che sarebbe stato incompetente emette una sentenza di merito pienamente valida.Tanto maggiore è l’importanza che il legislatore attribuisce ad un presupposto processuale, tanto maggiore sarà il tempo che si avrà a disposizione per far valere il vizio del presupposto processuale. Il presupposto più importante per il legislatore è quello della giurisdizione in quanto può essere fatta valere in ogni stato e grado del processo. Ricorso per decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo, esempio pratico. È un procedimento speciale, non è il nostro modello base del processo di cognizione, ha il vantaggio di consentirci di ottenere un titolo in tempi ristretti, in modo più celere. Prima cosa: indicazione del giudice, ovvero il tribunale ordinario di Milano. Dovremmo chiederci se è corretta l’indicazione del giudice. Le cause sono ripartire tra i tribunali e il giudice di pace. Per arrivare a stabilire a quale giudice rivolgermi, bisogna anche individuare a quale presentare il ricorso. Problema di individuazione del soggetto e del territorio. Ricorso: forma dell’atto. Nell’interesse di: la parte. Indicazioni relative alla parte che consentono di individuarla. Società far riferimento al legale rappresentante della società, in questo caso l’amministratore delegato. Riferimento all’avvocato della parte, dal suo legale rappresentante. Contro: convenuto, individuato senza il riferimento all’avvocato. Narrazione dei fatti, delle circostanze e tutta la documentazione allegata, prova dei fatti allegati a sostegno della pretesa fatta valere. L’accesso alla possibilità di ottenere il decreto ingiuntivo è più circoscritto. Decreto emesso immediatamente esecutivo: ottenimento di un procedimento da parte del giudice. decreto ingiuntivo che può essere utilizzato per iniziare l’azione esecutiva. Ultima parte del ricorso: elenco documenti prodotti dalla società Dolcini, documenti allegati al ricorso.

Nel caso del ricorso, questo atto viene depositato in tribunale. Emissione di un provvedimento immediatamente esecutivo, e può richiedere l’aggressione del patrimonio senza aspettare il processo e l’emissione di un decreto. Alfa deve avere la possibilità se non lo fa, allora il decreto ingiuntivo diventa esecutivo e definitivo. Ragionamento sul tipo di provvedimenti che è possibile chiedere al giudice. Formulazione delle domande.  Primo caso: la modella che ha il viso sfregiato dopo che si è sottoposta ad un intervento di chirurgia estetica, che domanda fa la modella al giudice?  Secondo caso: travolto da un cane in bici, cado e subisco una lezione: che domande faccio al giudice?  Terzo caso: consegno dei biscotti non mi vengono pagati, che domande faccio al giudice?  Quarto caso: voglio vendere il mio appartamento e stipulo un contratto preliminare per la vendita della mia casa, appartamento stipulato a Milano. Le parti stabiliscono che l’importo deve essere pagato è pari a 150.000€, stabiliscono inoltre che il rogito sia fissato in dato 10 dicembre. Il giorno del rogito il venditore che nel frattempo ha ricevuto dal suo vicino una proposta più vantaggiosa non si presenta davanti al notaio. Cosa può fare l’acquirente? Cosa può chiedere al giudice?  Quinto caso: titolare di servitù di passaggio sul fondo/territorio. di caio. Caio contesta il mio diritto di servitù e mi impedisce di esercitarlo buttandomi dei pomodori ogni volta che passo. Oppure costruendo una recinzione che mi impedisca di esercitare il mio diritto di servitù. Cosa posso chiedere al giudice?  Sesto caso: incarico un pittore, artista, di dipingere l’aula magna della bicocca e gli do 50.000€ a titolo di anticipo per la sua prestazione che ammonta complessivamente a 200.000€. L’artista nonostante l’anticipo, il contratto e i solleciti, non viene a dipendere l’aula magna. Cosa posso fare? Cosa posso chiedere al giudice? CASO 1) Modella Qual è l’interessa della modella? Cosa vuole ottenere?  Risarcimento del danno Che domanda farà al giudice?  Azione di condanna CASO 2) Ragazzo che cade dalla bici Cosa vuole ottenere?  Magari non chiede un risarcimento per danni alla bici ma solo per le lesioni subite Che domanda farà al giudice?  Azione di condanna Quindi, io che agisco ponendo una domanda pongo l’azione (che in questo caso è di condanna) invece il giudice risponderà con un provvedimento.  Se l’azione di condanna viene accolta  Sentenza di condanna  Se si ha una sentenza di condanna  Sarà sempre una sentenza di condanna esecutiva.  Se il convenuto non paga allora inizia l’azione esecutiva. CASO 3) Azienda dolciaria

  • 1° ipotesi L’azienda che non è stata pagata vuole ottenere il pagamento. La domanda che farà sarà  Azione di condanna di pagamento, non di risarcimento perché non ha lesionato un diritto.
  • 2° ipotesi L’azienda acquirente ha ricevuto biscotti avariati, ma l’azienda che li ha venduti vuole che vengano pagato comunque. Cosa può chiedere l’azienda che ha ricevuto i biscotti avariati e non vuole pagare? Può richiedere  Scioglimento del contratto, cioè la risoluzione del contratto, e avverrà che il giudice se la accoglie vi sarà lo scioglimento del contratto.

1. Di mero accertamento Si agisce soltanto al fine dell’accertamento dell’esistenza di un rapporto giuridico, status, diritto. La sentenza di accertamento non è esecutiva in quanto si limita ad accertare. Limite: dato dalla possibilità di agire in accertamento soltanto nel momento in cui vi sia qualcuno che contesti il diritto, il rapporto giuridico, lo status. Non deve mancare la condizione dell’azione che rappresenta l’interesse ad agire. Deve esserci una situazione di incertezza per poter agire in giudizio per la richiesta di un mero accertamento. L’azione di accertamento non consente di proporre un’azione esecutiva perché si limita ad accertare. 2. Azione di condanna È una prestazione di fare, esecuzione di una certa prestazione. Può essere un bene fungibile od infungibile. Attraverso il processo si vuole ottenere la condanna. La sentenza di condanna pronunciata è esecutiva, ma se il debitore non collabora si utilizzerà l’azione esecutiva che verrà stabilita da un altro giudice ed un altro processo quello, appunto, dell’esecuzione. Quando viene proposta l’impugnazione può essere richiesta la sospensione dell’esecuzione della sentenza di condanna, il blocco dell’esecutività della sentenza, ma deve essere richiesta non è una sospensione automatica. In sintesi, le caratteristiche della sentenza di condanna:

  1. Esecutività della sentenza di condanna. Essa si ha momento in cui è pronunciata. L’impugnazione non sospende l’esecutività, ma può essere chiesto al giudice di sospenderla
  2. Consente l’iscrizione dell’ipoteca sui beni del creditore
  3. Sostituisce alla prescrizione breve quella decennale quando passa in giudicato: incide sul termine di prescrizione, trasforma le prescrizioni in prescrizioni decennali. Una volta passata in giudicato la sentenza si ha a disposizione dieci anni per far valere la sentenza di condanna. Dieci anni dal passaggio in giudicato della sentenza. Per certe fattispecie la tutela esecutiva è inefficace, si ha quindi a disposizione la tutela risarcitoria, ma il legislatore ha aggiunto una misura cautelare che si chiama misura coercitiva che serve a colmare la lacuna a livello di esecuzione per le situazioni riguardanti obbligazioni infungibili. Questo serve ad incentivare l’obbligato all’adempimento. Possono essere obbligazioni di fare e non fare infungibili. Per le misure di coercizione indiretta non valgono i casi che riguardano il pagamento di una somma di denaro. Il giudice fissa su richiesta di parte la somma di denaro dovuta dall’obbligato per ogni violazione o inosservanza successiva. È un incentivo all’adempimento sotto minaccia della sanzione. Si deve richiedere con una domanda oppure è già indicato nel contratto. Azione inibitoria : è un’azione che prevede che l’obbligato debba astenersi dal fare una certa cosa. E l’azione con la quale, ad esempio, ordino ad un certo soggetto di non fare una cosa come suonare il sassofono per tutta notte.  Condanna a non fare, assistita dalla misura coercitiva. Condanna generica: art. 278 c.p.c. Siamo nel processo di cognizione, il modello base. Non è un titolo esecutivo, è una sentenza che accerta la responsabilità. Condanna in futuro: non è possibile agire per ottenere una condanna in futuro, ci sono poche eccezioni, ma queste non hanno condotto la dottrina ha trovare dei presupposti. Riferimento alla condanna per i canoni non ancora scaduti nell’ambito di un procedimento di sfratto di morosità. Se agisco perché non viene pagato il canone di affitto, in questo caso posso ottenere un titolo esecutivo per canoni non ancora pagati. È un’eccezione.

3. Azioni costitutive Art. 2908 c.c.  nei casi previsti dalla legge il giudice può costituire, modificare o estinguere un rapporto giuridico = attraverso il processo posso ottenere la realizzazione di un effetto giuridico , ad esempio, stipula di un contratto preliminare, se il contratto preliminare è inadempiuto ottengo che attraverso il processo si verifichi il passaggio di proprietà, l’effetto traslativo. È tipica: posso ottenere quanto indicato soltanto quando ci sia una norma che lo preveda. Ipotesi concrete:

  • Art. 1032 possibilità di ottenere la costituzione di una servitù a mio favore, posso ottenerla anche senza giudice con accordo negoziale con l’altro soggetto
  • Art. 1427 io chiedo al giudice l’annullamento del contratto Poniamo il caso vi sia annullamento per dolo, se voglio solo annullamento mi rivolgo al giudice e lo chiedo ma posso anche avere l’interesse a restituire la somma che ho versato per il contratto stesso per esempio una compravendita, chiederò l’annullamento e restituzione, ci sarà un’ipotesi di cumulo processuale.
  • Art. 1453 risoluzione per inadempimento, se uno non adempie l’altro può sciogliere adempimento o risoluzione del contratto, posso averlo solo davanti al giudice a processo o posso arrivarci in maniera consensuale? Si, con mutuo consenso
  • Art. 1490 il compratore può chiedere la risoluzione del contratto o riduzione del prezzo solo se ci sono determinati vizi Tutte queste azioni hanno in comune che posso ottenere lo stesso risultato anche al di fuori del processo, non per forza deve esserci il giudice, ma mettermi d’accordo con la controparte  azioni costitutive non necessarie Altre ipotesi in cui l’azione costitutiva è l’unica soluzione per ottenere modificazione e sono le azioni costitutive necessarie quindi l’effetto può avvenire solo tramite l’intervento del giudice, di una sentenza. Esempio: se mi accorgo che mia moglie ha una relazione con il vicino mentre eravamo sposati e ha avuto un figlio, per chiedere il disconoscimento della paternità mi devo per forza rivolgere al giudice.

Azioni cautelari.

Strumento per neutralizzare gli effetti dannosi causati dalla lunghezza del processo.

Condizioni dell’azione  presupposti processuale.

Regole fondamentale poste dal legislatore che condizionano la possibilità di ottenere una decisione di merito. Accanto ai presupposti processuali ci sono le condizioni dell’azione. Si tratta di regole che incidono sulla possibilità di ottenere una pronuncia di merito. Condizioni dell’azione : sono due.

  1. Interesse ad agire
  2. La legittimazione ad agireInteresse ad agire : art. 100 c.p.c.: “Per proporre una domanda o per contraddire alla stessa è necessario avervi interesse”. Quando ho interesse. Occorre avervi interesse. Ovvero nel momento in cui ci si rivolge al giudice e si sottopone il caso concreto, si deve avere una tutela che dia un risultato utile. Vuol dire che è una nozione giuridica, non si può far riferimento ad un interesse soggettivo. Esso si configura in modo diverso a seconda dell’azione che propongo. È rilevante soprattutto rispetto alle azioni di accertamento. L’utilità lo è dal punto di vista oggettivo.

Amazon – condizioni: Legge applicabile e foro competente “Le presenti Condizioni Generali d’Uso sono regolate e devono essere interpretate ai sensi delle leggi del Grand Ducato del Lussemburgo (fatta eccezione per le disposizioni in materia di conflitto di leggi) ed è espressamente esclusa l’applicazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui contratti di compravendita internazionale di merci. Se sei un consumatore e hai la tua residenza abituale nell’Unione Europea potresti beneficiare delle tutela aggiuntive previste dalle norme imperative del tuo Paese di residenza. Accetti, ed accettiamo a nostra volta, di sottostare alla giurisdizione non esclusiva dei Tribunali del distretto della tua Città di Lussemburgo. In qualità di consumatore potrai agire davanti ai Tribunali del distretto della Città di Lussemburgo o dello Stato membro dell’Unione Europea in cui sei residente o domiciliato per promuovere una controversia in relazione alle presenti Condizioni Generali d’Uso. La Commissione Europea fornisce una piattaforma per la risoluzione delle controversie online a cui potrai accedere tramite questo link”. Instagram – condizioni: Legge applicabile e foro competente “Le presenti Condizioni d'uso (o "Condizioni") disciplinano l'uso di Instagram, tranne nei casi di esplicita indicazione circa l'applicazione di condizioni separate (diverse dalle presenti), e forniscono informazioni sul Servizio Instagram (il "Servizio"), descritto di seguito. Creando un account Instagram o usando Instagram, l'utente accetta le presenti Condizioni. Le Condizioni d'uso di Facebook non si applicano al presente Servizio. Per le aziende con sede in UE che usano Shopping su Instagram per vendere beni ai consumatori situati nell'Unione europea, è possibile trovare maggiori informazioni sul rapporto commerciale che intercorre con noi consultando l'Avviso Platform to Business che si aggiunge alle nostre Condizioni d'uso. Il Servizio Instagram è uno dei Prodotti Facebook forniti da Facebook Ireland Limited. Le presenti Condizioni d'uso costituiscono un contratto tra l'utente e Facebook Ireland Limited.” Gestione delle controversie su Instagram: posso rivolgermi al tribunale dove risiedo. Si applicano le leggi del paese in questione. Veste, invece, diversa del consumatore, egli deve rivolgersi in Irlanda. Queste clausole sono cambiate per adeguarsi alle esigenze di garantire la protezione del consumatore. Consumatore : il giudice adito è quello del luogo in cui risiedo. Il giudice italiano può quindi occuparsi della mia controversia. Se invece si è un’azienda : clausola prevede che il giudice competente, il tribunale che ha giurisdizione è quello Irlandese. Carenza di giurisdizione del giudice italiano. L’altra cosa interessante di questa clausola è che si fa riferimento alla legge applicabile, conto di questa distinzione perché è fondamentale. Legge sostanziale: Codice civile Possono Legge processuale: Codice di procedura civile NON COINCIDERE Legge che disciplina il processo davanti al giudice irlandese: legge irlandese. Legge applicabile al merito della controversia: vuol dire che posso avere un contratto al quale si applichi la legge sostanziale francese. Questo contratto può finire davanti al giudice civile italiano. In linea di massima la scelta di un’altra legge sostanziale è possibile. La causa sia caratterizzata da un elemento di stranierà, ad esempio quando il convenuto abita in America, riguardi un bene immobile situato a Parigi. Come risolvo il problema? La regola generale che disciplina questo profilo è la legge 218 del 1995 , abbiamo una disciplina contenuta in questa legge che regola solo questo limite della giurisdizione. La difficoltà è quella di tenere presente che la disciplina delle giurisdizione è contenuta in leggi diverse.  Legge 218 del 1995. Limite che la causa spetti ad un giudice straniero. Scopo, funzione: l’ambito della giurisdizione italiana. Quando il giudice italiano ha il potere giurisdizionale di decidere una certa controversia. Art. 1: “La presente legge determina l’ambito della giurisdizione italiana, pone i criteri per l’individuazione del diritto applicabile e disciplina l’efficacia delle sentenze e degli atti stranieri”.oggetto della legge.

Questo è quindi un criterio di carattere generale. Art. 3: “La giurisdizione italiana sussiste quando il convenuto è domiciliato o residente in Italia o vi ha un rappresentante che sia autorizzato a stare in giudizio a norma dell’art. 77 (rappresentanza del procuratore e dell’institore) e negli altri casi in cui è prevista dalla legge”.ambito della giurisdizione. Le legislazioni moderne hanno assunto come criterio di collegamento ad una controversia, il convenuto domiciliato o residente in Italia. Il criterio precedente faceva riferimento alla cittadinanza. Adesso non conta la cittadinanza, occorre invece che sia domiciliato o residente in Italia, luogo in cui risiedono gli affari. La legge 218 serve anche a stabilire i criteri del diritto applicabile sostanziale. Disciplina l’efficacia delle sentenze e degli atti stranieri. Riconoscere i prodotti provenienti da ordinamenti diversi dal nostro. A livello dell’Unione Europea trova applicazione la normativa UE che è contenuta nel regolamento 1215 del

Art.4: “Quando non vi sia giurisdizione in base all’art. 3, essa non di meno sussiste se le parti l’abbiano convenzionalmente accettata e tale accettazione sia provata per iscritto, ovvero il convenuto compaia nel processo senza eccepire il difetto di giurisdizione nel primo atto difensivo. La giurisdizione italiana può essere convenzionalmente derogata a favore di un giudice straniero o di un arbitrato estero se la deroga è provata per iscritto e la causa verte su diritti disponibili. La deroga è inefficace se il giudice o gli arbitri indicati declinano la giurisdizione o comunque non possono conoscere della causa”.accettazione e deroga della giurisdizione. La legge 218 stabilisce i casi in cui la giurisdizione può essere accettata. Il convenuto può eccepire il difetto di giurisdizione nel primo atto difensivo. Inoltre, l’accettazione della giurisdizione la si evince anche dal comportamento che assume il convenuto, ovvero, se la giurisdizione è sbagliata, ma il convenuto non eccepisce il difetto presentandosi in udienza, tramite questo comportamento si ritiene accettata la giurisdizione del giudice adito.

Difetto di giurisdizione.

È un elemento che colleghi la causa dal punto di vista soggettivo ed oggettivo ad un altro ordinamento è se il giudice italiano ha giurisdizione. La giurisdizione di uno Stato è limitata all’esistenza di altri Stati, di altri giurisdizioni. Per rilevare la carenza del giudice italiano bisogna guardare alla legge che si applica al caso concreto. La disciplina è di carattere generale, ma va sottolineato che è una normativa residuale in quanto esiste una legge europea che prevale. Tornando al discorso sui presupposti processuali per cui la mancanza di uno comporta l’impossibilità da parte del giudice di pronunciarsi nel merito, questo discorso vale anche per la giurisdizione. Questa affermazione di carattere generale va messa a confronto con la disciplina relativa, con quella che regolamenta la possibilità di far valere quella mancanza del presupposto processuale. In questi casi ci si chiede se il giudice abbia oppure no giurisdizione. La legge a cui si deve fare riferimento è la legge n. 218 del 1995 che determina l’ambito della giurisdizione. L’art. 1 della legge n. 218 del 1995 disciplina l’oggetto della legge e l’abito della giurisdizione italiana. “La presente legge determina l’ambito della giurisdizione italiana, pone i criteri per l’individuazione del diritto applicabile e disciplina l’efficacia delle sentenze e degli atti stranieri”. Modalità di rilievo della carenza di giurisdizione del giudice italiano: chi può rilevare la carenza? In che modo lo può fare? Entro quando lo può fare? Immaginiamo una controversia proposta davanti al giudice italiano, ma in realtà la giurisdizione spetti al giudice straniero. L’art. 3 disciplina l’ambito della giurisdizione: rilievo per residenza o domicilio, non più per cittadinanza come invece era prima.

Giudice straniero In più può essere rilevata d’ufficio. La Cassazione è intervenuta stabilendo un'altra interpretazione della disposizione, dicendo  il difetto può essere sollevato solo nel giudizio di primo grado. [Per quanto riguarda l’interesse legittimo è una situazione soggettiva giuridicamente rilevante e a differenza di prima, adesso il giudice amministrativo può occuparsi anche dei diritti soggettivi solo degli interessi legittimi.] Perciò un volta che il convenuto fa valere carenza di giurisdizione. Il giudice di pronunciarsi su ciò, sostenendo che l’eccezione è:  Fondata : lui non può occuparsi  Infondata : può impugnarla il convenuto L’attore impugna e viene o confermata oppure riformata. Se non viene ancora accolta si impugna davanti alla Cassazione. Se ad impugnarla è il convenuto, l’attore può intervenire prima che l’impugnazione arrivi in Cassazione attraverso  regolamento di giurisdizione. Il regolamento di giurisdizione è lo strumento con il quale la parte può ottenere una pronuncia dalla Cassazione per la sussistenza della giurisdizione. Non è un’impugnazione. Si fa per arrivare prima ad una risposta. Il giudice di primo grado può scegliere autonomamente se continuare o no. Se ritiene che sia fondata allora sospende, se no prosegue con il processo. E se il giudice emette la sentenza di merito prima che la Cassazione si esprimi, quest’ultima può stravolgere la sentenza di merito. Derogabilità dei criteri: posso io rivolgermi ad un giudice diverso rispetto a quello a cui condurrebbe l’applicazione della giurisdizione? No per la distribuzione dei giudici ordinari e speciali, non è possibile superare le regole poste dal legislatore. La riposta è diversa per quanto concerne per la controversia che spetti ad un giudice italiano per un giudice straniero. Da un lato posso scegliere il giudice italiano quando non ha la giurisdizione e lo stesso per il giudice straniero, questo per dei diritti disponibili_._ Domanda : l’attore può rilevare il difetto di giurisdizione? La posizione è diversa perché è l’attore che ha scelto il giudice e siccome lo ha scelto non può far valere la carenza giurisdizionale. La soluzione è data dalla legge. L’attore non può proporrete la carenza di giurisdizione, ma può proporre la questione di giurisdizione , può interpellare la cassazione.

Competenza.

Grazie all’applicazione abbiamo stabilito che non spetta al giudice straniero, non al giudice speciale, ma a quello ordinario. A questo punto cosa altro devo sapere? Bisogna citare in giudizio davanti ad un certo giudice, identificazione dell’ufficio giudiziario competente per materia, valore, territorio.  Giudice = ufficio giudiziario. Come sono distribuite le controversie? Son distribuite tra giudici di pace, tribunali, corti d’appello e corte di cassazione. La Corte d’appello e la Corte di cassazione sono di impugnazione , si occupano dell’impugnazione delle sentenze. Esiste una garanzia costituzione contenuta all’art. 25 che è la costituzione del giudice naturale per legge. “Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge”Giudice di pace :

Art. 7 c.p.c. è stato oggetto di intervento legislativo che implicava l’ampliamento del giudice di pace a quest’anno, ma è stata rinviata al 2025. Competenze:  Cause relative a beni immobili fino a 5000€  Cause relative a danni prodotti da veicoli: fino a 20000€  Cause relative a rapporti di vicinato (vedo norma) Al giudice di pace sono attribuite le controversia di minor valore, questo perché è un giudice che non fa il concorso in magistratura, ma è un giudice che è laureato in giurisprudenza.  Tribunale : fanno parte i magistrati ordinari. Il tribunale giudica in composizione monocratica salvo i casi in cui è previsto che il tribunale giudichi il composizione collegiale come quando viene impugnato un testamento. Esercita anche le funzioni di giudice d’appello nelle sentenze del giudice di pace. Competenze del tribunale: art. 9 c.p.c. + altre disposizioni speciali Da quando è stata abolita la pretura, la ripartizione della competenza si è semplificata perché se non è competente il giudice di pace è competente il tribunale  competenza residuale.  Cause in materia di stato e capacità delle persone (separazione e divorzio)  Cause in materia di lavoro e locazione  Cause di valore indeterminato  Tutte le cause che non siano di competenza altrui Per le imposte e tasse: la competenza è assolutamente marginale. Quando ho una controversia mi trovo ad applicare due criteri: criterio della materia e criterio del valore.  Criterio della materia : giudice di pace o tribunale, natura del rapporto litigioso. = a chi  Criterio del valore : art. 10 c.p.c. si determina sulla base della domanda che viene fatta. “A tale effetto le domande contro la medesima persona si sommano tra loro, e gli interessi scaduti, le spese e i danni, anteriori alla proposizione si sommano col capitale.” = valore della mia causa Quello che emerge è che il nostro codice fa una valutazione combinata con il criterio del territorio con quello del valore. La competenza si determina sulla base della domanda, il che non significa che se la somma è inferiore del valore della competenza del giudice non si sposta davanti ad un altro giudice perché se no si avrebbe un dispendio di risorse notevole. Domanda: Se i rivolgo al giudice di pace per un sinistro stradale, il giudice può riconoscermi la somma di 50000? Tendenzialmente no.  Corte d’appello :  Magistrati ordinari selezionati con concorso  Composizione collegiale  Funzione di giudice d’appello  Raramente giudica in primo e unico grado  Corte di cassazione :  È la Suprema Corte, con sede a Roma  Giudice di legittimità  applicazione della legge  Funzione di nomofilachia = garanzie dell’uniforme interpretazione della legge e dell’unità del diritto oggettivo nazionale