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Dispense Secondo Modulo Frey, Checchi, Dispense di Economia Ambientale

Dispense secondo modulo complete Frey, Checchi

Tipologia: Dispense

2022/2023

Caricato il 07/07/2023

darcallisto
darcallisto 🇮🇹

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LEZIONE 9 – 09/05/

LE COMUNITA’ ENERGETICHE E L’AUTOCONSUMO VIRTUALE DI ENERGIA RINNOVABILE Normativa Italiana che ha assistito a una rivoluzione negli ultimi due anni perché è stata inquadrata

per la prima volta l’autoconsumo individuale.

COSA SONO QUESTE COMUNITA’ ENERGETICHE? Prima definizione data nel 2016 dalla Comunità Europea, ma ci sono testimonianze di comunità energetiche che risalgono all’800. Possiamo immaginarle come azione collettive dove più

consumatori si mettono insieme e decidono di mettere a fattor comune le risorse che ognuno ha

per prodursi energia in casa. Nel 2016 e si parla energia rinnovabile, ma se pensiamo più semplicemente al mulino a vento nell’800 era già una prima forma di comunità energetica dove io contadino 1 ho bisogno di energia

per il grano, contadino 2, contadino 3, da soli non possiamo costruire un mulino, ci mettiamo

insieme e lo costruiamo, comunità significa questo, mettere insieme, mettere tutti insieme delle

risorse e costruire insieme un impianto di energia rinnovabile che da soli non si riuscirebbe a costruire per mancanza di tecnologie o di fondi. In Italia ci siamo svegliati nel 2020 con una primissima normativa che è nata con delle regole sbagliate, lanciata come caso pilota, un po' per sperimentare queste comunità energetiche, con

delle regole che hanno trovato dei limiti tecnici impegnativi.

Nel 2022 è stata promulgata una nuova normativa che ha cercato di recepire tutti i superamenti

dei limiti arrivati dagli operatori ed oggi siamo in un piccolo limbo per cui c’è la normativa ma

manca il decreto del MASE che dica questa è la normativa, questi sono i soldi, e poi mancano anche le regole tecniche del GSE che vada poi a dire come si fa nel dettaglio questi schemi di

autoconsumo virtuale.

Gli obiettivi per cui nasce questo schema di autoconsumo virtuale è di favorire la transizione energetica e quello di cercare di decarbonizzare e elettrificare i consumi e quello un po' più interessante che è quello di cercare di sensibilizzare i cittadini, ad esempio dicendo che si può

costruire un pannello sopra i propri tetti e sottolineare che si può condividere il proprio pannello

con i vicini che non possono metterlo nel loro tetto, sensibilizzare i cittadini ad aggregarsi e a consumare in maniera rinnovabile e sostenibile. AUTOCONSUMO VIRTUALE

Fino a prima della normativa del 2020 esisteva l’autoconsumo fisico, io ho la mia casa, istallo il mio pannello sopra il tetto, c’è un cavo che connette il pannello a casa mia, durante il giorno il pannello produce energia, io sono a casa e consumo l’energia prodotta da quell’impianto, quando non sto a casa quell’energia viene tutta buttata in rete, se invece arrivo alla sera e alla mattina e devo

consumare ma il pannello non sta producendo io prendo dalla rete. Quindi le forme di

autoconsumo che erano previste prime del 2022 si chiamano AUTOCONSUMO FISICO, disponibili ancora ad oggi, mi voglio fare il pannello e lo voglio attaccare nei consumi, si può fare. Cosa è stato introdotto con la nuova disciplina del 2022? L’Autoconsumo virtuale che ricomprende diverse fattispecie che sono:

- Autoconsumo individuale a distanza;

- Condominio/edificio rinnovabile;

- Comunità energetica rinnovabile.

Con l’autoconsumo virtuale non ho più fisicamente necessità di avere un’aggancio tra la produzione e il consumo, io posso avere il pannello che mi produce in un campo a km di distanza, quindi succede che la valorizzazione dell’autoconsumo viene valorizzata in maniera virtuale e questo consente di superare i limiti di spazio che dicevamo prima. Quindi diciamo che il mondo dell’autoconsumo in generale si divide in:

Questo è un po' quello che avviene a orario, la riga azzurra è il profilo di consumo, si è considerato

ad esempio un frigo che consuma quell’energia tutto il giorno, dall’altra parte ho un pannello

fotovoltaico che ha questa campana di produzione, produce tanto durante le ore di sole della giornata, il contatore misura a livello orario il consumo e quanto è la produzione, area grigia è l’ammontare di energia che è stata virtualmente auto-consumata, in questo caso questo è il volume di energia auto-consumata virtualmente, che prende il nome di energia condivisa. Quindi la configurazione di rete rimane invariata, non c’è nessun cambiamento nella configurazione di consumo e di prelievo, si utilizza comunque la rete locale ma viene erogato un

incentivo per 20 anni e un piccolo rimborso per gli onori.

Ovviamente non posso fare una comunità energetica dove io consumo a Milano e produco in Puglia, i limiti sono quelli delle CABINE PRIMARIE, i punti di consumo e i punti di produzione

devono risiedere all’interno della cabina primaria.

COS’E’ CABINA PRIMARIA? La rete elettrica Italiana è composta dalla rete di alta tensione, tutte le

grosse centrali di produzione elettrica, dei cicli combinati a gas o grossi parchi fotovoltaici elolici

che immettono la loro rete sull’alta tensione, questa energia trasportata sulla rete e poi ci sono

delle cabine che prendono questa energia e la trasformano in media tensione, a loro volta poi per arrivare nelle case la tensione va ulteriormente abbassata e viene fatto dalle cabine SECONDARIE.

La rete di trasporto nazionale è nel perimetro dell’alta tensione, rete di distribuzione è quella che

abbraccia la media e la bassa tensione. Perimetro per farsi la comunità energetica è abbastanza

ampio, tutti i punti di prelievo (contatori di consumo) presenti in Italia, la maggior parte sono in

bassa e media pressione. In altissima pressione abbiamo solo le grosse imprese che hanno bisogno di tantissima energia e si attaccano direttamente alla alta tensione.

Un limite inziale è che appena c’è stata questa nuova riforma tutti sono andati dai distributori locali

a chiedere info sulle cabine primarie e secondarie per capire quale è il perimetro, in quale area si

trovano e i distributori si trovarono tante richieste e poi è stato dato l’obbligo a dicembre di

mostrare quali sono queste aree.

L’altro requisito è che l’area della comunità energetica sia all’interno della cabina primaria, non c’è

limite al numero di impianti che posso fare, il limite è che ciascun impianto sia di taglia max da un 1

megawatt. LE COMUNITA’ ENERGETICHE RINNOVABILI Le comunità energetiche sono nate un po' con tutti quegli obiettivi di decarbonizzazione, ma esse

hanno anche uno scopo più ampio, di impatto sociale, il loro obiettivo è si quello di incentivare

l’autoconsumo e sviluppare energia rinnovabile MA anche quello di portare dei benefici consistenti ai membri della comunità energetica. Benefici possono essere misurati sia in termini di benefici ambientali, riduco le emissioni di C02 ma soprattutto benefici economici e di conseguenza sociali, obiettivo si quello di decarbonizzare ma la comunità energetica nasce perché ha senso economicamente, perché c’è un risparmio economico importante, se c’è quello allora riesco anche a dare dei benefici alla società, se la CE sta in piedi difficilmente diciamo che non rispecchia

totalmente l’obiettivo di porre benefici alla società, certamente lo fa riducendo le emissioni e

incrementando le energia elettrica ma i risparmi sulla bolletta devono essere rilevanti.

Come abbiamo detto tra gli obiettivi c’è uno scopo sociale, le forme giuridiche per costituire una

comunità sono molteplici, quella che va per la maggiore è o l’associazione o una cooperativa o un consorzio. L’ente deve essere caratterizzato dall’assenza dello scopo di lucro e deve andare a

spalmare tutti i benefici sui membri della comunità.

Possono partecipare tutti alla comunità:

(SOLO PICCOLE E MEDIE IMPRESE, NON GRANDI) Qui sotto sono schematizzati tutti i ruoli all’interno della comunità energetica, CE che stanno nascendo sono tutte quante promosse dal comune, perché per loro è più facile mettere insieme più consumi dei cittadini, hanno a disposizione molte volte spazi per creare impianti e si fanno un

po' promotore di promuovere la comunità, formare i cittadini.

Quindi malcontate siamo un centinaio in tutta Italia. Questo è dovuto da un po' di limiti visti prima,

legislazione sbagliata, nata un po' storta, non ha concesso di sviluppare le comunità, oggi ci aspettiamo che questo numero cresca notevolmente nei prossimi anni. AL FIANCO DELL’INCENTIVI PREVISTI PER IL MEGAWAT ORA CONSUMATO SONO STATI MESSI I FONDI DEL PNRR, circa 2,2 miliardi per configurazioni di autoconsumo ma mettendo il limite di realizzazione in comuni piccoli. Poi viene mandato a ciascuna regione di mettere a disposizione dei fondi per la regione, ad oggi c’è un bando della regione Lombardia che mette a disposizione 22 milioni di euro per la realizzazione

di impianti in proprietà comunali.

ROADMAP, CASE STUDIES E CENNI DI BUSINESS PLANNING C’è una prima fase di BLUEPRINT, quindi di disegno, di bozza del progetto dove si fanno i conteggi quantitativi, c’è una fase di SVILUPPO, dove il progetto viene approvato e lo sviluppo, costruisco l’impianto e poi c’è l’OPERATION dove l’impianto è in attività e va gestito. Oggi vedremo la prima parte. Primo step è andare a vedere se ho spazio per fare l’impianto,

Secondo step valuto i consumi, stanno tutti nella cabina primaria? Poi siamo nel Business Model dove si va a prendere le decisioni inziali per la comunità, chi mette i soldi, chi sono gli Stakeholder, BM è una primissima ideazione del modello che voglio mettere in cambio, che poi va verificato con il Business Plan, con la verifica dei numeri.

Il BP è il punto di arrivo delle analisi preliminari, ed è il punto di partenza della fase in cui andrò a

richiedere un finanziamento.

In tutte queste fasi è importante tenere coinvolti in maniera attiva tutti gli STAKEHOLDER, altrimenti si rischia di arrivare alla fine con un bellissimo BP che non viene valorizzato. CONTINUA L’ESEMPIO GUARDA SLIDE EVENTUALMENTE.