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VIRGINIA W – Mr BENNETT AND Mrs BROWN Mr Bennett e Mrs Brown è un saggio del 1923 di V.W. Si tratta di una sorta di parabola nata per mostrare la differenza tra edoardiani e georgiani, o meglio, tra materialisti e spiritualisti. W affermò che, scrivendo tale saggio, fu come se una figura davanti a lei le dicesse “il mio nome è Brown, prendimi se ci riesci” → molti romanzieri hanno la stessa esperienza, vengono guidati da questo spirito da volume in volume. (pochi riescono a vedere e ad essere guidati da questo spirito). Mr Bennet → è una persona reale. Rappresenta una categoria, un modo di fare letteratura, un attaccamento esagerato al realismo. Mrs Brown → è una metafora, è la vita, la realtà. Il mestiere del romanziere era quello di inseguire la realtà, solo pochi fortunati vi riescono. Il saggio è inquadrato come una risposta a un saggio del romanziere Arnold Bennett in cui dichiara che l'attuale generazione di autori "georgiani" ha fallito come scrittore perché non ha creato personaggi reali e convincenti. Ma Woolf sfida il concetto di "realtà" di Bennett: Bennett dice che è solo se i personaggi sono reali che il romanzo ha qualche possibilità di sopravvivere. Altrimenti, morire deve. Ma, mi chiedo, cos'è la realtà? E chi sono i giudici della realtà? Come si racconta quindi Mrs Brown? Come ci si approccia alla vita/realtà? Nel saggio la Woolf ci porta alcuni esempi di come vari autori racconterebbero Mrs Brown e di come secondo lei lo fanno in modo sbagliato, raccontando dettagli insignificanti, come il loro passato, come è fatta la casa ecc.. la Woolf ci dice che Bennett non guarda la realtà. Mrs Brown (realtà) è nel suo angolo pronta ad essere osservata e Bennett parla di tutt'altro. Brown è la natura umana, è la realtà. In tutta la loro bravura gli edoardiani mancano il bersaglio. La W ci fa l'esempio delle convenzioni. → anche in letteratura è necessario avere delle convenzioni, ma gli scrittori edoardiani si sono appoggiati a convenzioni che crediamo e, se sbagliate, si ignora il personaggio. La W ci dice che se lei seguisse quelle convenzioni avrebbe sicuramente vita facile, ma la realtà le sfuggirebbe dalle dita. Non avrebbe più nulla da dire sulla realtà e dal punto di vista artistico avrebbe fallito.