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documento sintetico e mappe concettuali
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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rilevanza di fattori istituzionali e culturali che condizionano la possibilità di successo di politiche economiche a sostegno dello sviluppo → TEORIA DELLA MODERNIZZAZIONE = → Parsons, contribuito alla creazione del serbatoio di strumenti utili agli studi della prima teoria della modernizzazione nucleo comune : paesi arretrati = società tradizionale, ostacolo alla modernizzazione APPROCCI INFLUENZATI DALLO STRUTTURAL-FUNZIONALISMO primi studi influenzati dallo struttural-funzionalismo (variabili modello, parsons) Hoselitz e Levy , orientamenti culturali che caratterizzano le società tradizionali ostacolando lo sviluppo economico appartenenza ad un gruppo > capacità di svolgere un compito particolarismo > universalismo = no incoraggiamento alla specializzazione, scarsa produttività orientamento tradizionalistico: azione sociale ed economica improntate sulla routine tradizionale orientamento razionalistico: azioni favorite dagli sviluppi tecnici e scientifici, più innovazione modernizzazione = nuove élite intellettuali, politiche ed economiche che favoriscono l’innovazione
Hoselitz, teoria della marginalità (di simmel e sombart) altri autori più attenzione sulle élite che assumono un ruolo guida altri autori più attenzione sulla differenziazione strutturale di Parsons, problemi strutturali che ne influenzano l’azione (strutture con più funzioni → strutture specializzate → differenziazione della posizione
di classe → indebolimento modelli culturali e strutture tradizionali → tensioni e conflitti = importante il ruolo dello stato) sviluppo politico per la modernizzazione
costruzione dello stato, nuove strutture per regolare le attività sociali ed estrarre risorse costruzione della nazione, nuova identità nazionale legittimazione élite politiche, connesso alla nazione partecipazione attiva della popolazione sfida della distribuzione, risposte di maggiore uguaglianza sociale LA FORMAZIONE DELLA PERSONALITÀ MODERNA teoria della modernizzazione, grande peso dato dalla psicologia sociale Lerner , contrasto con società occidentali fattore determinante per la modernizzazione →crescita urbanizzazione →alfabetizzazione →diffusione dei mezzi di comunicazione →propensione alla mobilità, personalità mobile = maggiore partecipazione economica e politica McClelland , forte bisogno di realizzazione → socializzazione primaria fornita dai genitori Hagen , contesto tradizionale scoraggia la socializzazione primaria, meno persone autoritarie Inkels e Smith , meno determinante la socializzazione primaria, ma come Lerner, importanza percorso scolastico, comunicazione, vita urbana GLI STADI DI SVILUPPO E LA CONVERGENZA Rostow , cinque stadi: società tradizionale, precondizioni per il decollo, decollo economico, spinta verso la maturità e fase degli elevati consumi di massa → fase decollo necessaria intrusione delle società più sviluppate Vantaggi: facilitazione prestiti Svantaggi: riduzione tasso mortalità e aumento disoccupazione, difficoltà nell’abbattere strutture tradizionali
rapporti esterni
pratica di ricerca sui problemi di modernizzazione con approccio più aperto e differenziato
limiti della prima teoria della modernizzazione e della teoria della dipendenza numero limitato di casi da studiare STATO E SVILUPPO ECONOMICO focus su stato e rapporti con l’esterno (opportunità e vincoli insieme) asia > america latina:
rilevanza del capitale sociale l’imprenditorialità dal basso nel capitalismo asiatico la transizione dei paesi postcomunisti verso l’economia di mercato STATO E CAPITALE SOCIALE Peter Evans , autonomia radicata negli stati, compito fondamentale nella costruzione e alimentazione di legami fiduciari formali e informali, relazioni tra pubblici e privati due condizioni che ostacolano l’uso del capitale sociale: dotazione socio culturale originaria di capitale sociale capacità dei governi di avvalersi di una burocrazia competente L'IMPRENDITORIALITÀ DAL BASSO NEL CAPITALISMO ASIATICO GIAPPONE E CINA
fattori socioculturali e fattori di domanda esterni LA TRANSIZIONE DEI PAESI POSTCOMUNISTI
capitalismo dall’esterno, dal basso e dall’alto
esterno, investimenti esteri e acquisizione di aziende multinazionali dall’alto, esponenti delle vecchie classi dirigenti assume il potere dal basso, capitalismo dal basso e ibrido, fusione privato e statale CIVILTÀ E SENTIERI DI SVILUPPO Gary Hamilton , specificità sfera istituzionale, economica e sociale e politica. modelli di legittimazione del potere, influenza religioni Weber , analisi comparata delle civiltà capitalismo asiatico = impresa debole in network forti Eisenstadt , non rinunciare al concetto di modernizzazione, ma ridefinirlo seguendo le intuizioni di Weber delle dinamiche interne della società (differenziazione dei processi di modernizzazione) → élite intellettuali come imprenditori istituzionali
grande crescita postbellica e la ridefinizione dei confini tra economia e sociologia → frammentazione della tradizione di ricerca, anni 70, strumenti economia keynesiana non adeguati per la crescita dell’inflazione e disoccupazione declino dello stato sociale keynesiano, in che modo i fattori istituzionali influiscono sulle nuove sfide macro: inflazione anni 80 micro: competitività e nuovi tipi di capitalismo (nuova sociologia economica, ascesa modello fordista )
secondo dopoguerra, intervento dello stato rilevante scostamento del quadro di Keynes in due direzioni:
keynesismo della crescita, intervento statale per lo sviluppo economico
residuale, spesa sociale pubblica per fascia di popolazione in particolare bisogno remunerativo, appartenenza ad una categoria socio-professionale LE TENSIONI ECONOMICHE E SOCIALI DEGLI ANNI 70
stagflazione, elevata inflazione e disoccupazione che sfida il modello keynesiano 2 effetti perversi generati:
modificazioni livello micro, riduzione della disoccupazione e maggior richiesta sul piano sociale e retributivo, + forze sindacali modificazioni a livello macro, difficoltà controllo spesa pubblica keynes, domanda sottovalutata e 2 nuovi presupposti di natura istituzionale che verranno smentiti: governo delle politiche della domanda, non gestito dalle élite burocratiche, ma anche dalla classe politica allo scopo di favorire e riprodurre il consenso il mercato doveva continuare a svolgere una funzione essenziale, ma proprio nel pieno dell’occupazione esso si allentò effetti perversi rinforzati da carattere più contingente e carattere strutturale e di lungo periodo LE SPIEGAZIONI DELL’INFLAZIONE E I DUE APPROCCI DI POLITICA ECONOMY nuova political economy, 2 filoni neoistituzionali Political economy delle teorie neoutilitarie: spiegazione inflazione anni 70, teoria delle spese pubbliche. tentativo di rielezione, aumento della spesa o riduzione delle tasse. Brittan , elettore benessere personale e politico con scopo di consenso e rielezione. Far crescere l’occupazione e di conseguenza aumentare l’inflazione, politica espansiva con chiamata in causa dei sindacati a causa del decurtamento del reddito del lavoratore Terapia neoliberista diminuendo il potere dello stato in campo economico e sociale Political economy della sociologia economica: cosa spinge i governi ad intensificare la ricerca di consenso attraverso un’offerta crescente di moneta con la spesa pubblica. Goldthorpe , inflazione come espressione monetaria di un conflitto distributivo
domande crescenti di reddito da parte delle classe inferiori: delegittimazione delle esistenti disuguaglianze sociali e cambiamento nei differenziali di potere a vantaggio del lavoro organizzato inflazione come fallimento del sistema di rappresentanza, inflazione come scelta inflazione di tipo monetarista, istituzioni considerate esogene, conseguenza dell’incapacità dei governi di controllare l’offerta di moneta in rapporto dell’andamento della produzione
paesi con inflazione con alto tasso di conflittualità sociale e paesi senza neocorporativismo e concentrazione vs pluralismo e politica di pressione migliori risultati con politica lontana dal pluralismo Schmitter , riflessione neocorporativismo Lembruch , processo di decisione politica
organizzazione degli interessi: pluralismo, numerose associazioni volontarie di piccole dimensioni e poco collegate tra loro sistema neocorporativo, piccolo numero di grandi associazioni, organizzazioni più centralizzate e di vertice con ampio potere rapporto tra gruppi di interesse e governi nel processo di decisione politica sistema pluralistico, elevata concorrenza e attività di lobbying, politica di pressione che cerca di incidere sulle decisioni politiche sistema neocorporativo, decisione e attuazione basati sulla concentrazione, più coesione con le forze governative LA LOGICA DELLO SCAMBIO POLITICO pizzorno , sindacati e governo, 3 condizioni per moderare le domande dei sindacati: l’offerta da parte del governo di un maggiore potere politico centralizzazione del potere di rappresentanza situazione di bassa concorrenza da parte di organizzazioni rivali altri fattori nel processo neocorporativo: ruolo governi ruolo cultura politica
3 forme di regolazione
scambio di mercato, istituzioni mercati autoregolati solidarietà (reciprocità di Polanyi), istituzioni come famiglia, comunità locale, movimenti o associazioni volontarie l’autorità, (redistribuzione di Polanyi) istituzioni dello stato o l’impresa come organizzazione gerarchica Schmitter e Streeck nuova forma di regolazione: la concertazione, vicina alla redistribuzione di Polanyi, non solo stato regola l’allocazione delle risorse e i rapporti tra i soggetti, ma coinvolgono anche le organizzazioni degli interessi 2 tipi di regolazione: principi o forme di regolazione, risorse, reddito e conflitti controllati sistemi di regolazione, combinazione e integrazione delle diverse forme di regolazione Hollingsworth e Lindeberg , gerarchie, clan, associazioni, stato e reti
controllare l’inflazione e difendere l’occupazione e sostenere l’innovazione → anni 80, svolta liberista (>neocorporativismo) Europa continentale, 2 cambiamenti:
declino della contrattazione centralizzata, contrattazione decentrata nuovo tipo di patto sociale DECLINO DELLA CONTRATTAZIONE CENTRALIZZATA E DECENTRAMENTO due insiemi di fattori: trasformazioni dell’organizzazione produttiva a livello micro produzione di massa, profonde trasformazioni, modello fordista posto sotto grandi pressioni → riorganizzazione delle strutture produttive = contrattazione decentrata micro per gestire esuberi, formazione lavoratori lavoratori sempre più diversificati → indebolimento sindacati nella contrattazione vincoli crescenti posti alla spesa pubblica dello stato sociale accrescimento vincoli economici con invecchiamento popolazione
crisi industrie fordiste e protezione nuovi lavoratori flessibili crescente integrazione mercati finanziari con limiti all’autonomia dei governi NUOVI PATTI SOCIALI nuovi patti, due questioni:
difendere l’occupazione = incoraggiare nuove forme di organizzazione flessibile da parte delle imprese ridurre spese sociali e riorganizzare i sistemi di welfare promozione della competitività e della coesione sociale attraverso soluzioni concertate flexicurity , flessibilità e sicurezza
come le istituzioni influenzano l’offerta più che la regolazione della domanda → nuova sociologia economica a livello micro, basati sulla flessibilità di organizzazione e produttività
modello fordista, grandi imprese le cui caratteristiche principali si possono sintetizzare:
imprese integrate verticalmente produzione di massa manodopera scarsamente qualificata e con organizzazione tayloristica limiti: fattori di natura tecnologica / domanda di beni non standardizzati o di alta qualità tempi di diffusione e radicamento variano a seconda del contesto e per fattori istituzionali, in Europa il fordismo arriva tardi e in maniera ridotta rispetto US Fordismo a livello micro e stato sociale keynesiano a livello macro sono strettamente legati per via dell’intervento dello stato tensioni modello fordista:
mercato del lavoro integrato e grado di specializzazione divisione specialistica del lavoro, la Terza Italia rapporti di cooperazione che rispondono al cambiamento del mercato capacità di innovare e migliorare
rete di piccoli e medi centri rapporti di produzione agricola tradizioni e istituzioni politiche locali legate al cattolicesimo e socialismo/comunismo
alta competitività ma mitigata dalla cooperazione costruzione sociale del mercato DISTRETTI E ISTITUZIONI 4 aspetti fondamentali
tradizioni artigianali e vicinanza alla ricerca cooperazione e tessuto fiduciario istituzioni e servizi mettersi in proprio e relazioni industriali più istituzionalizzate CAMBIAMENTI DISTRETTI INDUSTRIALI dal distretto di piccole imprese a quello di medie SISTEMI LOCALI DELL’INNOVAZIONE HIGH-TECH accesso alla ricerca, fornitori specializzati e qualità del contesto TRASFORMAZIONE DELLE GRANDI IMPRESE decentramento autorità elevata collaborazione della manodopera collaborazione con subfornitori specializzazione flessibile capacità di apprendimento collaborazioni esterne ECONOMIA INFORMALE
mercantilisti: economia politica, ricchezza nazionale fisiocratici: contrasto mercantilistici e governo della natura SMITH appoggio fisiocratico guadagno individuale e approvazione sociale statica economica e dinamica dell’economia prezzo del mercato e prezzo naturale istituzioni produttività e divisione lavoro SCIENZA TRISTE - MALTHUS E RICARDO principio popolazione leggi per la distribuzione di reddito tra capitalisti KARL MARX IL DENARO - SIMMEL società come insieme di istituzioni che nascono dalle persone denaro come istituzione 4 punti somiglianza weber e sombart diffusione e fiducia nel denaro posizioni sociali guadagnate con l'accumulo di denaro denaro e libertà individuale, ma anche razionalizzazione legami socialismo SPIRITO DEL CAPITALISMO - WEBER critica sombart tradizionalismo etica e calcolo razionale del rendimento capitale protestantesimo e diffusione spirito capitalista capitalismo moderno capitalismo economico e politico 6 punti di questo affermazione occidente demagizzazione e etica esterna/interna CONSEGUENZE SOCIALI DEL CAPITALISMO - DURKHEIM
→ lo stato non organizza la società, frutto puramente sociale → riv industriale problema sociale, povertà quello economico