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documento sintetico key words, Schemi e mappe concettuali di Sociologia

documento sintetico schemi e mappe

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2021/2022

Caricato il 26/02/2023

matteo_veneri
matteo_veneri 🇮🇹

15 documenti

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CAP. 1
concezione umanistica e antropologica
arnold 1869, UMANISTICA: quanto di meglio è stato pensato e conosciuto
nell’arte, nella letteratura e nella filosofia
idea del progresso, migliorare l’animo umano e purificare l’intelletto dall’errore
tylor 1871, ANTROPOLOGICA: la cultura è quell’insieme che include la
conoscenza, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume o qualsiasi altra
capacità e abitudine acquisita dall’uomo come membro di una società
la cultura viene applicata alla collettività
3 componenti
morale, diritto, credenze → pensano
costumi e abitudini → fanno
artefatti → producono
3 caratteri principali
appresa, tutto integrato/rappresenta la totalità dell’ambiente sociale e fisico e
condivisa
differenze:
perfetto / instabile / società-cultura
- uma, ideale perfezione e ordine gerarchico.. antro, differenze di culture, ordine
d’impatto sull’ordine sociale
- uma, cultura patrimonio prezioso di salvezza da salvaguardare.. antro,
persistenza e durata della cultura
- uma, cultura opposta alle norme e ai valori della società.. antro, stretto legame
tra cultura e società
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Scarica documento sintetico key words e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Sociologia solo su Docsity!

CAP. 1

concezione umanistica e antropologica

arnold 1869, UMANISTICA : quanto di meglio è stato pensato e conosciuto nell’arte, nella letteratura e nella filosofia idea del progresso, migliorare l’animo umano e purificare l’intelletto dall’errore tylor 1871, ANTROPOLOGICA : la cultura è quell’insieme che include la conoscenza, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume o qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall’uomo come membro di una società la cultura viene applicata alla collettività 3 componenti morale, diritto, credenze → pensano costumi e abitudini → fanno artefatti → producono 3 caratteri principali appresa, tutto integrato/rappresenta la totalità dell’ambiente sociale e fisico e condivisa differenze : perfetto / instabile / società-cultura

  • uma, ideale perfezione e ordine gerarchico.. antro, differenze di culture, ordine d’impatto sull’ordine sociale
  • uma, cultura patrimonio prezioso di salvezza da salvaguardare.. antro, persistenza e durata della cultura
  • uma, cultura opposta alle norme e ai valori della società.. antro, stretto legame tra cultura e società

3 tradizioni sociologiche

primi approcci sociologici alla cultura

scuola di chicago

william thomas , immigrazione e integrazione dei polacchi in america… uomo marginale , perdita di status e del proprio sé rapporto identità e cultura coniugi lynd , middletown, le grandi trasformazioni della città non si traducono in alcun mutamento culturale robert park , mobilità, aumento stimoli e cambiamento relazioni mead, interazionismo simbolico

scuola francese

durkheim

  • per D. e per la scuola francese di sociologia, l’antropologia rappresentava la descrizione empirica delle società primitive. Sulla base dei dati etnografici, la sociologia doveva poi produrre un’analisi teorica, formulare delle leggi generali capaci di spiegare il funzionamento della società nel suo complesso. La distinzione non riguarda il campo di indagine, ma il tipo di analisi.
  • studiò le religioni primitive per metterne a fuoco gli elementi permanenti -> afferma che alla base dei sistemi di fede e dei culti ci sono rappresentazioni fondamentali e atteggiamenti rituali che hanno lo stesso significato oggettivo e adempiono alle stesse funzioni.
  • Per D. la società ha un carattere simbolico -> D. riteneva che fosse la dimensione simbolica a costituire il cemento della società, in particolare quella che lui chiama “coscienza collettiva” = insieme di credenze e sentimenti comuni alla media dei membri della società. I simboli sono le credenze e i rituali condivisi in quanto svolgono più funzioni: raffigurano la società, la rappresentano e consentono la comunicazione tra i suoi membri. Le credenze e i rituali generano un consenso morale e cognitivo che unisce gli individui e consente loro di identificarsi in una collettività che li trascende. Nel passaggio dalle società meccaniche alle società industriali, la

leggi generali, veniva contrapposto il metodo orientato a descrivere i fenomeni sociali e storici nella loro individualità. Le correnti di pensiero che facevano capo a Dilthey erano giunte a contrapporre la spiegazione, in base a cause dei fatti naturali, alla comprensione, in base al significato dei fenomeni storico- sociali. Simmel e Weber si collocano all’interno di questo dibattito ma si allontanano dall’ impostazione che Dilthey aveva dato al problema della comprensione: ➢ Simmel arriva a sostenere un monismo metodologico , lontano dal riduzionismo positivistico, secondo il quale le scienze, in qualunque campo operino, possono formulare esclusivamente delle proposizioni ipotetiche che valgono fino a prova contraria e il contenuto di verità è frammentario e provvisorio, non possono dunque aspirare a un ideale assoluto di verità. ➢ Weber sostenne che conoscenza intuitiva e conoscenza causale non sono opposte ma si rinforzano a vicenda e la comprensione è il primo passo di un processo di imputazione causale. Dibattito tra idealismo e materialismo: attraverso la critica di Marx all’idealismo della filosofia hegeliana, si sviluppò un dibattito sul ruolo dei fattori culturali -> ci si domanda se questi ultimi possiedono una loro autonomia relativa e siano quindi in grado di influenzare e modificare le relazioni sociali ed economiche o se, al contrario, rappresentano un aspetto secondario della struttura economico-sociale e siano quindi un riflesso della realtà sottostante. weber Per W. gli uomini sono esseri culturali in quanto annettono un significato al proprio comportamento e le scienze sociali non si occupano dell’intera realtà ma solo dell ’agire sociale = un agire intenzionale che è riferito all’atteggiamento di altri individui e orientato nel suo corso in base a questo. W. definisce la cultura come una sezione finita dell’infinità priva di senso del divenire del mondo, alla quale è attribuito senso e significato dal punto di vista dell’uomo.

  • Weber VS Durkheim: la cultura non è fatta di abitudini trasmesse di generazione in generazione in maniera passiva MA è innovazione e implica un ruolo attivo delle idee -> differenza tra Weber e Durkheim rispetto alla cultura. Durkheim -> le rappresentazioni collettive sono un sistema chiuso, statico e sono prodotti anonimi di forze e meccanismi sociali che operano indipendentemente dalla coscienza degli attori.

Weber -> le concezioni del mondo e le idee sono creazioni di individui e di gruppi sociali, spesso il lotto reciproca per l’affermazione delle proprie idee/propria visione del mondo. simmel , si sofferma sul carattere simbolico del denaro, un processo di progressiva dematerializzazione che non ha altra realtà se non quella di simboleggiare le relazioni tra individui → si produce un oggettivazione dei valori La cultura moderna è diventata ipertrofica, si manifesta nell’oggettivazione → espansione crescente della cultura oggettiva.. soggetto che si rivolge ai contenuti della cultura oggettiva per un appagamento psichico rimane frustrato, non riesce ad incorporare, no cultura soggettiva questa situazione è descritta come tragedia, in quanto l’individuo desidera quelle forme oggettivate ma queste eccedono sempre le sue concrete di appropriazione mannheim , sociologia della conoscenza, condizionamento sociale del pensiero e delle idee

CAP. 2

paradigma antropologico e paradigma sociologico

paradigma antropologico paradigma sociologico

totalità sociale distinzione società/cultura omogeneità culturale differenziazione interna alla cultura tradizione/stabilità innovazione e cambiamento della cultura condizionamento interazione/trasmissione

parsons

anni 50

va dalla moda del consumo alle tecniche del corpo, privilegia gli aspetti visibili di una cultura anche se l’espressione è impropria in quanto gli oggetti materiali veicolano significati immateriali, in quanto veicolano qualcosa che va oltre l’utilità pratica

componenti della cultura

secondo Peterson, la cultura è costituita da: norme, valori, credenze e simboli espressivi valori non indica l’oggetto dell’interesse ma il criterio di valutazione preferenza , ciò che è desiderato o ciò che vogliamo valore , ciò che è desiderabile, ciò che dovremmo avere 3 dimensioni: affettiva (i valori coinvolgono affetti e sentimenti delle persone, l’attaccamento ai valori significa che confermarsi a essi è ritenuto una cosa buona in sé, indipendentemente dal vantaggio che se ne può derivare. cognitiva (rimanda al loro presentarsi sotto forma di enunciati che hanno un senso argomentabile da parte dell’attore sociale,Dimensione importante perché i valori implicano una consapevolezza e una capacità di argomentazione da parte dell’attore sociale -> non vanno confusi con i costumi/condotta abitudinaria) e selettiva (capacità di orientare l’agire sociale, in quanto forniscono le motivazioni dei componenti) 4 dilemmi chiamati da parson “variabili strutturali”: a. Dilemma tra universalismo e particolarismo -> se l’attore sociale decide di giudicare un oggetto partendo da criteri generali relativi a tutti gli oggetti della stessa categoria, opta per l’universalismo; se considera l’oggetto secondo criteri che si applicano solo a questo oggetto, opta per particolarismo.

b. Dilemma tra prestazione e qualità -> attore sociale deve scegliere se trattare l’oggetto alla luce delle sue realizzazioni (ciò che fa) o se dare > importanza alle sue qualità (ciò che è). c. Dilemma tra neutralità affettiva e affettività -> l’attore sceglie la prima quando mette da parte i propri sentimenti, considerando la situazione e i rapporti sociali in cui si trova (= in funzione di una finalità da raggiungere). Es: rapporti di lavoro -> neutralità affettiva; contesti amicali -> affettività. d. Dilemma tra specificità e diffusione -> l’attore sociale può rapportarsi agli altri considerando solo aspetti specifici, oppure considerando la persona nel suo complesso. norme più specifiche e socialmente imperative dei valori obbligo/imposizione → sanzione massime di esperienza diverse delle norme norme costitutive, pratiche prima inesistenti /norme regolative, pratiche esistenti contenuto, diversi contesti sociali /grado di formalizzazione (norme statuite, promanano da un’autorità e consuetudinarie, spontanee, non in forma scritta, meno vincolanti, no formalizzazione) credenze convinzioni espresse da individui e gruppi basate su dati di fatto o atti di fede credenze fattuali, cose che si hanno, soggetto conoscenza solo di un fatto e credenze rappresentazionali, opinioni convinzioni simboli Simboli: è stato definito come un segno sia convenzionale che analogico (=capace di evocare una relazione tra un oggetto concreto e un’idea astratta). Ferdinand de Saussure ha definito la lingua come un sistema di segni che esprimono delle idee. I simboli ➢ Hanno un carattere intersoggettivo= sono condivisi da un gruppo sociale

alla cultura sia attribuibile anche una dimensione soggettiva quando si fa riferimento alle interpretazioni personali che ognuno è in grado di fornire di un valore, un simbolo. dimensione esplicita/implicita Dimensione implicita -> fa riferimento a quei giudizi che i membri di un gruppo sociale esprimono, ma che non sono sempre in grado di argomentare o di esplicitare i criteri sottesi. Dimensione esplicita -> è quella tematizzata e apertamente divulgata, spesso elaborata in forma teorica e consapevolmente trasmessa. Molti costrutti culturali contengono nello stesso tempo un sapere esplicito e uno implicito.

CAP. 3

cultura e struttura sociale

cultura e società distinzione tra le due centrale per ogni ricerca sociologica, la cultura comprende proposizioni che riguardano le relazioni e i comportamenti sociali, ma non si sovrappone a ciò che rappresenta perché le relazioni e le azioni sociali hanno caratteri e determinanti sia culturali sia non culturali

  • CULTURA : fa riferimento a rappresentazioni sulla natura, l’uomo, la società e i loro rapporti
  • SOCIETA’ : fa riferimento alla struttura delle relazioni sociali Questa distinzione implica un’autonomia della cultura e la necessità per ogni ricerca sociale di considerare il rapporto tra cultura e società come un rapporto bidirezionale, ossia di influenza reciproca. durkheim , rappresentazioni collettive dipendono da come è strutturata la società, ma in quanto istituzioni regolano e orientano i comportamenti sociali weber , le concezioni del mondo i valori etici indirizzano l’azione sociale

Sviluppo sociale raggiunto dalla società moderna crea nuovi livelli di autonomia e di specializzazione della cultura. Con la scrittura la cultura è divenuta molto più stabile. Secondo Parsons la scrittura ha reso possibile differenziare la cultura dalle altre sfere di azione, creando la possibilità della sua affermazione come sistema. Il passaggio alla società moderna, secondo Parsons, è stato segnato dall’apparizione del diritto. Anche l’affermarsi del diritto ha avuto come conseguenza il crescere della stabilità e della permanenza della cultura. Nelle società premoderne la socializzazione era attribuita alla famiglia o alle istituzioni religiose, nella società moderna sorgono le scuole, le università, la televisione e internet, che veicolano parti della cultura della società. L’esito di questo processo = cultura autonoma, ossia differenziata da altre sfere sociali.

cultura come bussola

I valori, le norme e i simboli hanno un significato non necessariamente espresso in forma conscia. Il livello inconscio è importante nella cultura in quanto è attraverso i significati inconsci dei simboli, che la cultura si connette al mondo delle emozioni. Weber sottolinea l’importanza di prestare attenzione al significato delle azioni sociali; per Weber la cultura è ciò che conferisce significato all’azione umana. La funzione della cultura consiste nel dare senso alle nostre azioni e nel dare un ordine alla nostra esperienza, costituendo una sorta di bussola del comportamento. Ma come mai ci serve una bussola per orientarci? Antropologi e sociologi sostengono che l’ordine culturale sia la risposta alla carenza dell’organizzazione istintuale dell’uomo, in rapporto a quella degli altri mammiferi superiori. L’essere umano è un animale non definito caratterizzato da un’organizzazione istintuale sottosviluppata che lo dota però di una peculiare apertura culturale di fronte al mondo. La costruzione di un ordine culturale deriva dal bisogno di fornire alla vita umana strutture stabili che biologicamente le mancano. 2 conseguenze:

  1. La cultura è una costruzione sociale e la stabilità è sottoposta al mutamento.
  2. La necessità di un ordine culturale discende dalla natura biologica degli esseri umani.

a. Coesistenza di diversi sistemi simbolici b. Individuo che, di fronte alla pluralità delle opzioni, è portato a riflettere e a pensare che la scelta tra valori diversi sia un aspetto irrinunciabile della propria e dell’altrui libertà.

culture e subculture

a. prefisso “sub” -> la cultura di un gruppo è subordinata rispetto alla cultura della società più ampia, di cui la subcultura si presenta come una nicchia. I gruppi studiati come subculture sono definiti dagli altri e da se stessi, come devianti rispetto ai fini/norme della società. b. Si basa su differenze di classe, di etnia, di età e geografiche. Una subcultura è un settore ben delimitato di una cultura che la ingloba. Filoni di ricerca importanti:

  1. Cohen (USA). Afferma che le sottoculture vengono acquisite solo per interazione con quanti già condividono e incarnano il modello culturale. Perché si possa parlare di subcultura ci deve essere un sistema di interazioni a livello micro sociale che esprime specifici modelli culturali. La subcultura presenta quegli aspetti di coesione e di densità dei legami che l’avvicinano all’idea di comunità. Cohen studia le bande giovanili che popolano i quartieri della malavita dei grandi centri urbani. Egli afferma che la subcultura delinquente ha 3 elementi dominanti: a. È gratuita -> il furto, una delle attività più frequenti, non è motivato da considerazioni razionali: si ruba per ottenere riconoscimento, per evitare isolamento dai compagni. b. È maligna -> scherzi e altre attività della banda sono motivati dal piacere della provocazione/trasgressione c. È distruttiva -> prende le norme dalla cultura più ampia ma le capovolge: la condotta del delinquente è giusta perché è considerata ingiusta dall’ambiente circostante.
  • aggiunge altri 2 elementi

d. È versatile -> la banda non si specializza in una specifica attività criminale come avviene nelle organizzazioni di adulti, ma si esplica in un’ampia gamma di vandalismi/furti. e. Ha un orientamento all’edonismo immediato -> non si pone mete e progetti a lunga scadenza Cohen sostiene che le forme subculturali emergono dall’interazione tra attori sociali che hanno problemi simili di adattamento sociale, come soluzione innovativa questi problemi -> E’ una strategia collettiva di soluzione dei problemi.

2. Hebdige, anni 70. Oggetto di studio = subculture giovanili diffuse soprattutto in Inghilterra (es. mod, punk, skinhead).

  • precisa collocazione di classe: appartengono alla classe operaia
  • aspetto transitorio e posizione ambivalente rispetto a collocazione di classe: mediazione tra identità della cultura familiare e della cultura di massa -> compromesso tra esigenza di essere autonomi e differenti dai genitori e mantenere identificazione con questi.
  • Adottano tratti della cultura di origine che vengono rielaborati in una forma peculiare -> subcultura costruisce la propria identità attraverso l’uso di oggetti certo tipo di musica, di abbigliamento, di capigliatura = stile distintivo
  • Base economica nella società degli anni 50 e 60 = crescita senza precedenti del reddito disponibile per gli adolescenti della classe operaia, spendibile per il tempo libero entro un nuovo mercato specificatamente orientato ai giovani.
  • Conclusione: ricerche inglesi mettono in luce la collocazione di classe delle subculture giovanili e il loro carattere di resistenza rispetto alla cultura dominante.

cultura e classi sociali

marx , Per Marx nella società capitalistica vi sono 2 classi principali: la borghesia (proprietaria dei mezzi di produzione) e il proletariato (è la forza lavoro). Per

classi diverse, appartengono tuttavia allo stesso ceto in quanto ciò che li unifica è una stessa condotta di vita. Il ceto manifesta una tendenza alla chiusura sociale. Il carattere principale del ceto è il prestigio sociale, la distinzione e lo status sociale. Ne “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo” (1905) Weber, nel dimostrare la tesi che il capitalismo moderno, affermatosi in Occidente, sia stato favorito dalla diffusione della religione protestante dopo lo scisma seguito alla Riforma, si sofferma sulla descrizione di una specifica “cultura di classe”: quella dei moderni imprenditori capitalisti. Il punto di partenza della ricerca di W. consiste nell’identificazione empirica di una configurazione culturale nuova, formata da un insieme di valori etici che orientano la condotta di vita = SPIRITO DEL CAPITALISMO. La classe che secondo W è portatrice di questo nuovo ethos è la media borghesia industriale. Stratificazione sociale e cultura nella ricerca sociologica contemporanea

  • Studio di Thompson su Rivoluzione industriale e classe operaia in Inghilterra ha criticato l’interpretazione deterministica di Marx e, pur collocando, come Marx, l’origine delle classi nei rapporti di produzione, ha posto l’accento sul fatto che la classe non è un’entità astratta, ma un insieme di relazioni. La coscienza di classe è il modo di fare esperienza di queste relazioni.
  • Studio di Hoggart sulla cultura della classe operaia inglese, basato su un’analisi etnografica della vita quotidiana, a metà del 900 registra che l’identità di gruppo era ancora molto sentita, rinsaldata dal sentimento di appartenere a una stessa comunità di vita .
  • Due esempi di ricerche che testimoniano la doppia dinamica di permanenza e di evoluzione della caratterizzazione di classe della cultura tra gli anni 70 e
  1. Ricerca sul rapporto tra cultura culinaria e classi sociali condotta da Goody Ricerca comparata sulla cultura culinaria delle > società dell’EU e dell’Asia, mostra che essa è sempre stata associata alle gerarchie sociali. Nelle epoche passate e nelle società preindustriali la forma estrema di questa differenziazione si trova nell’attribuzione di cibi specifici a specifici ruoli o classi. L’uso di ricettari/libri stampati ha aiutato la classe media a rompere l’organizzazione gerarchica della cucina, in quanto i segreti delle famiglie ricche erano ora rivelati.
  1. Ricerca di Bernstein sul linguaggio e le classi sociali. Le ricerche condotte da B. si confrontano con la questione del rapporto tra ordini simbolici e struttura sociale dell’opera di Marx, per il ruolo centrale che in questo autore gioca la posizione di classe, e Durkheim per l’importanza riconosciuta alle relazioni sociali. Secondo Bernstein il sistema di classe ha influenzato la distribuzione sociale della conoscenza. Attraverso la socializzazione i bambini appartenenti a famiglie di classe operaia acquisiscono un codice ristretto, che realizza significati dipendenti dal contesto, non esplicitati. I figli di classe media assumono un codice elaborato che, al contrario del 1^, si basa su ruoli individualizzati, su significati resi espliciti e indipendenti dal contesto. Il diverso rendimento scolastico dei bambini di classe operaia e di classe media non sarebbe dovuto a un deficit di capacità intellettive dei primi. Esso risulta legato a differenze di classe nell’uso del linguaggio. Pierre Bourdieu con i suoi studi ha innovato l’analisi marxiana delle classi, andando oltre una definizione solo economica. In particolare nel lavoro “La distinzione” egli delinea il rapporto tra classe sociale e cultura, basandosi su un’indagine empirica condotta in FR negli anni 60 e su numerose fonti statistiche. Campione di 1200 persone appartenenti a gruppi sociali diversi. Domande riguardavano argomenti come i gusti musicali, le preferenze alimentari o l’arredamento. Egli identifica 3 diverse forme di capitale:
  2. Capitale economico -> risorse materiali (reddito, proprietà)
  3. Capitale sociale -> reti di relazioni sociali in cui si trova un individuo
  4. Capitale culturale -> capitale scolastico (grado di istruzione) + capitale ereditato (conoscenze e competenze accumulate attraverso la socializzazione familiare) Per Bourdieu la stratificazione sociale è il risultato delle combinazioni di 3 tipi di capitale, ossia delle dimensioni complessive del capitale. A un polo troviamo i liberi professionisti (sia capitale economico che culturale), all’altro polo ci sono sia le classi popolari (non possiedono né uno, né l’altro) che i ceti medi. Secondo Bourdieu, come Marx, anche a livello culturale le classi sociali dominanti cercano di affermare i propri interessi di classe -> lo fanno attraverso i gusti. È attraverso i gusti che nelle società capitalistiche contemporanee si combatte quotidianamente una lotta da parte delle classi

mostrano che i gusti musicali hanno una netta impronta di classe: mentre i gruppi occupazionali di livello superiore preferiscono la musica classica, quelli collocati in basso nella gerarchia sociale preferiscono la musica country e western. Tuttavia, ai livelli intermedi, i gusti musicali risultano meno chiaramente gerarchizzati, in quanto aumenta il numero di forme musicali alternative

cultura e generazioni

mannheim nel “Il problema delle generazioni” affronta la generazione da un punto di vista sociologico. Si discosta dalla tradizione marxista, per prendere in esame il ruolo delle generazioni come fattori sociali che favoriscono la formazione di particolari stili di pensiero. M critica 2 diversi modi di affrontare il problema delle generazioni: ➢ Positivista: la generazione è una realtà solo biologica ➢ Romantico-storicista: la generazione è intesa come un’entità spirituale misteriosa M riconosce una dimensione qualitativa e una quantitativa del tempo. L’intervallo di tempo che separa le generazioni diventa un tempo di cui si ha un’esperienza soggettiva, un tempo comprensibile qualitativamente. Nello stesso tempo cronologico vivono diverse generazioni. Ma poiché il tempo reale è solo il tempo vissuto nell’esperienza, esse vivono tutte in un tempo interiore completamente diverso dal punto di vista qualitativo -> non tutte le persone contemporanee, che vivono nello stesso tempo, condividono la stessa esperienza storica. Il problema delle generazioni va compreso nell’ambito del contesto storico-sociale. Distinzione tra collocazione e gruppo concreto ➢ COLLOCAZIONE: indica una condizione comune ad alcuni individui che limita le loro esperienze e restringe la gamma dei possibili modi di interpretare la realtà socioculturale. La collocazione predispone verso particolari modi di pensare escludendone altri alternativi. In una collocazione ci si trova senza averne necessariamente coscienza ➢ GRUPPO CONCRETO: è formato da individui che hanno coscienti relazioni tra di loro Distinzione tra legame di generazione e unità di generazione

➢ LEGAME DI GENERAZIONE: indica la possibilità che le persone di una stessa generazione prendono parte attivamente ai destini e ai problemi comuni del periodo storico in cui vivono ➢ UNITA’ DI GENERAZIONE: si trovano all’interno del legame generazionale. Sono gruppi che elaborano diversamente le stesse esperienze e che risolvono diversamente gli stessi problemi in funzione delle loro esperienze formative M sottolinea la differenza che esiste tra generazione come categoria storico- sociale ed età come caratteristica legata alla nostra natura biologica. Nella generazione si intersecano 2 strutture temporali: biografia individuale e quella della storia delle società -> una generazione sociale è quindi composta da persone che hanno + o - la stessa età e che hanno condiviso alcune esperienze politicamente rilevanti. Mannheim dice che la capacità di incidere sulla realtà sociale e di costruire nuovi modelli culturali da parte di queste unità generazionali, non può essere spiegata soltanto in base all’età. L’età è una condizione necessaria ma non sufficiente della loro esistenza. Bisogna introdurre altri elementi legati al momento storico e alle condizioni di esistenza in cui esse si sono formate. erikson , Ha analizzato i processi che legano la biografia individuale al momento storico in cui si manifesta. Egli fornisce una spiegazione della nascita della gioventù come fase ben distinta e caratterizzata del ciclo di vita nelle società capitalistiche degli anni 70. La tesi di Erikson è che la gioventù è stata organizzata socialmente come fase a sé stante, diversa dall’infanzia e dall’età adulta, solo nelle società capitalistiche avanzate. È in questo periodo storico infatti che si costituisce un contesto di moratoria psicosociale -> è uno spazio-tempo di sospensione, un intervallo dal ciclo di vita e una situazione di attesa in cui all’ individuo è consentita una vasta esplorazione sociale libera da obblighi. Fattori che hanno contribuito a ciò: scolarizzazione di massa -> allontanamento dell’ingresso nel mondo del lavoro (tappa necessaria del passaggio alla fase adulta); declino del controllo famigliare; assenza di riti di passaggio che segnalavano la transizione dall’infanzia alla condizione adulta. La crisi di identità attraversata dai giovani di oggi è secondo Erikson la