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documento sintetico schemi e mappe
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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arnold 1869, UMANISTICA : quanto di meglio è stato pensato e conosciuto nell’arte, nella letteratura e nella filosofia idea del progresso, migliorare l’animo umano e purificare l’intelletto dall’errore tylor 1871, ANTROPOLOGICA : la cultura è quell’insieme che include la conoscenza, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume o qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall’uomo come membro di una società la cultura viene applicata alla collettività 3 componenti morale, diritto, credenze → pensano costumi e abitudini → fanno artefatti → producono 3 caratteri principali appresa, tutto integrato/rappresenta la totalità dell’ambiente sociale e fisico e condivisa differenze : perfetto / instabile / società-cultura
primi approcci sociologici alla cultura
william thomas , immigrazione e integrazione dei polacchi in america… uomo marginale , perdita di status e del proprio sé rapporto identità e cultura coniugi lynd , middletown, le grandi trasformazioni della città non si traducono in alcun mutamento culturale robert park , mobilità, aumento stimoli e cambiamento relazioni mead, interazionismo simbolico
durkheim
leggi generali, veniva contrapposto il metodo orientato a descrivere i fenomeni sociali e storici nella loro individualità. Le correnti di pensiero che facevano capo a Dilthey erano giunte a contrapporre la spiegazione, in base a cause dei fatti naturali, alla comprensione, in base al significato dei fenomeni storico- sociali. Simmel e Weber si collocano all’interno di questo dibattito ma si allontanano dall’ impostazione che Dilthey aveva dato al problema della comprensione: ➢ Simmel arriva a sostenere un monismo metodologico , lontano dal riduzionismo positivistico, secondo il quale le scienze, in qualunque campo operino, possono formulare esclusivamente delle proposizioni ipotetiche che valgono fino a prova contraria e il contenuto di verità è frammentario e provvisorio, non possono dunque aspirare a un ideale assoluto di verità. ➢ Weber sostenne che conoscenza intuitiva e conoscenza causale non sono opposte ma si rinforzano a vicenda e la comprensione è il primo passo di un processo di imputazione causale. Dibattito tra idealismo e materialismo: attraverso la critica di Marx all’idealismo della filosofia hegeliana, si sviluppò un dibattito sul ruolo dei fattori culturali -> ci si domanda se questi ultimi possiedono una loro autonomia relativa e siano quindi in grado di influenzare e modificare le relazioni sociali ed economiche o se, al contrario, rappresentano un aspetto secondario della struttura economico-sociale e siano quindi un riflesso della realtà sottostante. weber Per W. gli uomini sono esseri culturali in quanto annettono un significato al proprio comportamento e le scienze sociali non si occupano dell’intera realtà ma solo dell ’agire sociale = un agire intenzionale che è riferito all’atteggiamento di altri individui e orientato nel suo corso in base a questo. W. definisce la cultura come una sezione finita dell’infinità priva di senso del divenire del mondo, alla quale è attribuito senso e significato dal punto di vista dell’uomo.
Weber -> le concezioni del mondo e le idee sono creazioni di individui e di gruppi sociali, spesso il lotto reciproca per l’affermazione delle proprie idee/propria visione del mondo. simmel , si sofferma sul carattere simbolico del denaro, un processo di progressiva dematerializzazione che non ha altra realtà se non quella di simboleggiare le relazioni tra individui → si produce un oggettivazione dei valori La cultura moderna è diventata ipertrofica, si manifesta nell’oggettivazione → espansione crescente della cultura oggettiva.. soggetto che si rivolge ai contenuti della cultura oggettiva per un appagamento psichico rimane frustrato, non riesce ad incorporare, no cultura soggettiva questa situazione è descritta come tragedia, in quanto l’individuo desidera quelle forme oggettivate ma queste eccedono sempre le sue concrete di appropriazione mannheim , sociologia della conoscenza, condizionamento sociale del pensiero e delle idee
totalità sociale distinzione società/cultura omogeneità culturale differenziazione interna alla cultura tradizione/stabilità innovazione e cambiamento della cultura condizionamento interazione/trasmissione
anni 50
va dalla moda del consumo alle tecniche del corpo, privilegia gli aspetti visibili di una cultura anche se l’espressione è impropria in quanto gli oggetti materiali veicolano significati immateriali, in quanto veicolano qualcosa che va oltre l’utilità pratica
secondo Peterson, la cultura è costituita da: norme, valori, credenze e simboli espressivi valori non indica l’oggetto dell’interesse ma il criterio di valutazione preferenza , ciò che è desiderato o ciò che vogliamo valore , ciò che è desiderabile, ciò che dovremmo avere 3 dimensioni: affettiva (i valori coinvolgono affetti e sentimenti delle persone, l’attaccamento ai valori significa che confermarsi a essi è ritenuto una cosa buona in sé, indipendentemente dal vantaggio che se ne può derivare. cognitiva (rimanda al loro presentarsi sotto forma di enunciati che hanno un senso argomentabile da parte dell’attore sociale,Dimensione importante perché i valori implicano una consapevolezza e una capacità di argomentazione da parte dell’attore sociale -> non vanno confusi con i costumi/condotta abitudinaria) e selettiva (capacità di orientare l’agire sociale, in quanto forniscono le motivazioni dei componenti) 4 dilemmi chiamati da parson “variabili strutturali”: a. Dilemma tra universalismo e particolarismo -> se l’attore sociale decide di giudicare un oggetto partendo da criteri generali relativi a tutti gli oggetti della stessa categoria, opta per l’universalismo; se considera l’oggetto secondo criteri che si applicano solo a questo oggetto, opta per particolarismo.
b. Dilemma tra prestazione e qualità -> attore sociale deve scegliere se trattare l’oggetto alla luce delle sue realizzazioni (ciò che fa) o se dare > importanza alle sue qualità (ciò che è). c. Dilemma tra neutralità affettiva e affettività -> l’attore sceglie la prima quando mette da parte i propri sentimenti, considerando la situazione e i rapporti sociali in cui si trova (= in funzione di una finalità da raggiungere). Es: rapporti di lavoro -> neutralità affettiva; contesti amicali -> affettività. d. Dilemma tra specificità e diffusione -> l’attore sociale può rapportarsi agli altri considerando solo aspetti specifici, oppure considerando la persona nel suo complesso. norme più specifiche e socialmente imperative dei valori obbligo/imposizione → sanzione massime di esperienza diverse delle norme norme costitutive, pratiche prima inesistenti /norme regolative, pratiche esistenti contenuto, diversi contesti sociali /grado di formalizzazione (norme statuite, promanano da un’autorità e consuetudinarie, spontanee, non in forma scritta, meno vincolanti, no formalizzazione) credenze convinzioni espresse da individui e gruppi basate su dati di fatto o atti di fede credenze fattuali, cose che si hanno, soggetto conoscenza solo di un fatto e credenze rappresentazionali, opinioni convinzioni simboli Simboli: è stato definito come un segno sia convenzionale che analogico (=capace di evocare una relazione tra un oggetto concreto e un’idea astratta). Ferdinand de Saussure ha definito la lingua come un sistema di segni che esprimono delle idee. I simboli ➢ Hanno un carattere intersoggettivo= sono condivisi da un gruppo sociale
alla cultura sia attribuibile anche una dimensione soggettiva quando si fa riferimento alle interpretazioni personali che ognuno è in grado di fornire di un valore, un simbolo. dimensione esplicita/implicita Dimensione implicita -> fa riferimento a quei giudizi che i membri di un gruppo sociale esprimono, ma che non sono sempre in grado di argomentare o di esplicitare i criteri sottesi. Dimensione esplicita -> è quella tematizzata e apertamente divulgata, spesso elaborata in forma teorica e consapevolmente trasmessa. Molti costrutti culturali contengono nello stesso tempo un sapere esplicito e uno implicito.
cultura e società distinzione tra le due centrale per ogni ricerca sociologica, la cultura comprende proposizioni che riguardano le relazioni e i comportamenti sociali, ma non si sovrappone a ciò che rappresenta perché le relazioni e le azioni sociali hanno caratteri e determinanti sia culturali sia non culturali
Sviluppo sociale raggiunto dalla società moderna crea nuovi livelli di autonomia e di specializzazione della cultura. Con la scrittura la cultura è divenuta molto più stabile. Secondo Parsons la scrittura ha reso possibile differenziare la cultura dalle altre sfere di azione, creando la possibilità della sua affermazione come sistema. Il passaggio alla società moderna, secondo Parsons, è stato segnato dall’apparizione del diritto. Anche l’affermarsi del diritto ha avuto come conseguenza il crescere della stabilità e della permanenza della cultura. Nelle società premoderne la socializzazione era attribuita alla famiglia o alle istituzioni religiose, nella società moderna sorgono le scuole, le università, la televisione e internet, che veicolano parti della cultura della società. L’esito di questo processo = cultura autonoma, ossia differenziata da altre sfere sociali.
I valori, le norme e i simboli hanno un significato non necessariamente espresso in forma conscia. Il livello inconscio è importante nella cultura in quanto è attraverso i significati inconsci dei simboli, che la cultura si connette al mondo delle emozioni. Weber sottolinea l’importanza di prestare attenzione al significato delle azioni sociali; per Weber la cultura è ciò che conferisce significato all’azione umana. La funzione della cultura consiste nel dare senso alle nostre azioni e nel dare un ordine alla nostra esperienza, costituendo una sorta di bussola del comportamento. Ma come mai ci serve una bussola per orientarci? Antropologi e sociologi sostengono che l’ordine culturale sia la risposta alla carenza dell’organizzazione istintuale dell’uomo, in rapporto a quella degli altri mammiferi superiori. L’essere umano è un animale non definito caratterizzato da un’organizzazione istintuale sottosviluppata che lo dota però di una peculiare apertura culturale di fronte al mondo. La costruzione di un ordine culturale deriva dal bisogno di fornire alla vita umana strutture stabili che biologicamente le mancano. 2 conseguenze:
a. Coesistenza di diversi sistemi simbolici b. Individuo che, di fronte alla pluralità delle opzioni, è portato a riflettere e a pensare che la scelta tra valori diversi sia un aspetto irrinunciabile della propria e dell’altrui libertà.
a. prefisso “sub” -> la cultura di un gruppo è subordinata rispetto alla cultura della società più ampia, di cui la subcultura si presenta come una nicchia. I gruppi studiati come subculture sono definiti dagli altri e da se stessi, come devianti rispetto ai fini/norme della società. b. Si basa su differenze di classe, di etnia, di età e geografiche. Una subcultura è un settore ben delimitato di una cultura che la ingloba. Filoni di ricerca importanti:
d. È versatile -> la banda non si specializza in una specifica attività criminale come avviene nelle organizzazioni di adulti, ma si esplica in un’ampia gamma di vandalismi/furti. e. Ha un orientamento all’edonismo immediato -> non si pone mete e progetti a lunga scadenza Cohen sostiene che le forme subculturali emergono dall’interazione tra attori sociali che hanno problemi simili di adattamento sociale, come soluzione innovativa questi problemi -> E’ una strategia collettiva di soluzione dei problemi.
2. Hebdige, anni 70. Oggetto di studio = subculture giovanili diffuse soprattutto in Inghilterra (es. mod, punk, skinhead).
marx , Per Marx nella società capitalistica vi sono 2 classi principali: la borghesia (proprietaria dei mezzi di produzione) e il proletariato (è la forza lavoro). Per
classi diverse, appartengono tuttavia allo stesso ceto in quanto ciò che li unifica è una stessa condotta di vita. Il ceto manifesta una tendenza alla chiusura sociale. Il carattere principale del ceto è il prestigio sociale, la distinzione e lo status sociale. Ne “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo” (1905) Weber, nel dimostrare la tesi che il capitalismo moderno, affermatosi in Occidente, sia stato favorito dalla diffusione della religione protestante dopo lo scisma seguito alla Riforma, si sofferma sulla descrizione di una specifica “cultura di classe”: quella dei moderni imprenditori capitalisti. Il punto di partenza della ricerca di W. consiste nell’identificazione empirica di una configurazione culturale nuova, formata da un insieme di valori etici che orientano la condotta di vita = SPIRITO DEL CAPITALISMO. La classe che secondo W è portatrice di questo nuovo ethos è la media borghesia industriale. Stratificazione sociale e cultura nella ricerca sociologica contemporanea
mostrano che i gusti musicali hanno una netta impronta di classe: mentre i gruppi occupazionali di livello superiore preferiscono la musica classica, quelli collocati in basso nella gerarchia sociale preferiscono la musica country e western. Tuttavia, ai livelli intermedi, i gusti musicali risultano meno chiaramente gerarchizzati, in quanto aumenta il numero di forme musicali alternative
mannheim nel “Il problema delle generazioni” affronta la generazione da un punto di vista sociologico. Si discosta dalla tradizione marxista, per prendere in esame il ruolo delle generazioni come fattori sociali che favoriscono la formazione di particolari stili di pensiero. M critica 2 diversi modi di affrontare il problema delle generazioni: ➢ Positivista: la generazione è una realtà solo biologica ➢ Romantico-storicista: la generazione è intesa come un’entità spirituale misteriosa M riconosce una dimensione qualitativa e una quantitativa del tempo. L’intervallo di tempo che separa le generazioni diventa un tempo di cui si ha un’esperienza soggettiva, un tempo comprensibile qualitativamente. Nello stesso tempo cronologico vivono diverse generazioni. Ma poiché il tempo reale è solo il tempo vissuto nell’esperienza, esse vivono tutte in un tempo interiore completamente diverso dal punto di vista qualitativo -> non tutte le persone contemporanee, che vivono nello stesso tempo, condividono la stessa esperienza storica. Il problema delle generazioni va compreso nell’ambito del contesto storico-sociale. Distinzione tra collocazione e gruppo concreto ➢ COLLOCAZIONE: indica una condizione comune ad alcuni individui che limita le loro esperienze e restringe la gamma dei possibili modi di interpretare la realtà socioculturale. La collocazione predispone verso particolari modi di pensare escludendone altri alternativi. In una collocazione ci si trova senza averne necessariamente coscienza ➢ GRUPPO CONCRETO: è formato da individui che hanno coscienti relazioni tra di loro Distinzione tra legame di generazione e unità di generazione
➢ LEGAME DI GENERAZIONE: indica la possibilità che le persone di una stessa generazione prendono parte attivamente ai destini e ai problemi comuni del periodo storico in cui vivono ➢ UNITA’ DI GENERAZIONE: si trovano all’interno del legame generazionale. Sono gruppi che elaborano diversamente le stesse esperienze e che risolvono diversamente gli stessi problemi in funzione delle loro esperienze formative M sottolinea la differenza che esiste tra generazione come categoria storico- sociale ed età come caratteristica legata alla nostra natura biologica. Nella generazione si intersecano 2 strutture temporali: biografia individuale e quella della storia delle società -> una generazione sociale è quindi composta da persone che hanno + o - la stessa età e che hanno condiviso alcune esperienze politicamente rilevanti. Mannheim dice che la capacità di incidere sulla realtà sociale e di costruire nuovi modelli culturali da parte di queste unità generazionali, non può essere spiegata soltanto in base all’età. L’età è una condizione necessaria ma non sufficiente della loro esistenza. Bisogna introdurre altri elementi legati al momento storico e alle condizioni di esistenza in cui esse si sono formate. erikson , Ha analizzato i processi che legano la biografia individuale al momento storico in cui si manifesta. Egli fornisce una spiegazione della nascita della gioventù come fase ben distinta e caratterizzata del ciclo di vita nelle società capitalistiche degli anni 70. La tesi di Erikson è che la gioventù è stata organizzata socialmente come fase a sé stante, diversa dall’infanzia e dall’età adulta, solo nelle società capitalistiche avanzate. È in questo periodo storico infatti che si costituisce un contesto di moratoria psicosociale -> è uno spazio-tempo di sospensione, un intervallo dal ciclo di vita e una situazione di attesa in cui all’ individuo è consentita una vasta esplorazione sociale libera da obblighi. Fattori che hanno contribuito a ciò: scolarizzazione di massa -> allontanamento dell’ingresso nel mondo del lavoro (tappa necessaria del passaggio alla fase adulta); declino del controllo famigliare; assenza di riti di passaggio che segnalavano la transizione dall’infanzia alla condizione adulta. La crisi di identità attraversata dai giovani di oggi è secondo Erikson la