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Domande esame programmazione e controllo, Prove d'esame di Programmazione e controllo

Domande relative alla prova intermedia di p e c (UNICATT)

Tipologia: Prove d'esame

2015/2016

Caricato il 14/01/2016

simone.carratta
simone.carratta 🇮🇹

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modalità di calcolo del grado di leva operativa; significato del grado di leva operativa, esplicitando la correlazione che esso
presenta con il rischio operativo aziendale; espliciti come, a parità di altre condizioni, il grado di leva operativa di
un’azienda varia al variare della sua incidenza dei costi fissi.
La leva operativa è la differente sensibilità manifestata in termini di risultati economici al variare dei volumi di
attività ovvero il rischio di natura operativa a cui si espone l’azienda prescegliendo una struttura dei costi più o
meno rigida.
Il grado di leva op: mdc tot/(mdc tot-costi fissi) oppure delta RO/ delta RICAVI
Il margine di sicurezza esprime la percentuale di riduzione delle vendite che un’impresa può sopportare senza
incorrere in delle perdite. (fatt prev-fatt eq/fattprevisto)
Fasi di costruzione di un sistema activity based costing. Quali sono i principali vantaggi rispetto agli orientamenti
tradizionali?
Nell’ABC la distinzione tra costi fissi e variabili tende a essere sempre meno marcata, e si individuano differenti
regimi di variabilità, non più legati ai soli volumi ma anche ad altre cause e a orizzonti temporali più lunghi. Poi
consente una valorizzazione più accurata del costo di prodotto, i costi indiretti sono imputati alle attività in base
a resource driver e c’è una definizione delle determinanti di costo (activity driver).
Costi variabili, costi fissi spec, costi fissi comuni? Applicando l’analisi diff Nel make or buy come si comportano?
Sono variabili i costi che variano nel loro importo complessivo, in misura strettamente proporzionale al variare
del volume di attività. Sono fissi invece i costi che al variare del volume di attività rimangono costanti.
Nell’analisi make or buy, tutti i costi variabili sono valori rilevanti in quanto sempre eliminabili in caso di
produzione esterna, quindi vanno
Il candidato illustri e commenti le finalità dei sistemi di controllo direzionale, chi sono gli attori coinvolti? Modello brunetti
3 componenti del sistema
Finalità sistemi controllo direzionale: guidano un’azienda verso le proprie fialità istituzionali seguendo un approccio
razionale anticipatorio. Consentono di dentificare le diverse determinanti dei risultati economici: controllo economico,
controllo esecutivo, supporto al processo dec e motivazione morale.
Attori: top management, responsabili cdr, collaboratori responsabili cdr e direzione amministartiva o controllo di gestione.
Modello brunetti: evidenzia un approccio situazionale e sistematico all’introduzione del controllo di gestione. FATTORI DI
INPUT( organizzat,sociali,individuali), FATTORI DI OUTPUT(efficienza direzionale,motivazione e morale) E SISTEMA
DI CONTROLLO (strutt organizz, tecnico contabile, processo).
Ipotesi modello di break even, punto di pareggio area profitto e perdite
In un azienda monoprodotto il punto di apreggio si ha quando il margine di contribuzione eguaglia i costi fissi.
Le ipotesi sono: coincidenza tra quantità prodotte e vendute nulla, linearità costi e ricavi(costanza prezzo-ricavo
e prezzii-costo, livelli di eficienza, costi fissi e proporzioanlità dei costi variabili al volume di attività. Tutto
questo nell’area di rilevanza (variazioni limitate e arco temporale breve.
Costi diretti indiretti, prodotto\periodo, specifici comuni, standard effettivi, controllab non controllab
Sono diretti i costi relativi a fattori produttivi che presentano una relazione immediata e diretta con l’unità di
prodotto\servizio e che a questa possono essere attribuiti
Sono indiretti i costi che presentano una relazione mediata e indiretta
Prodotto:componenti negativi di reddito che concorrono alla valorizzazione delle rimanenze mentre di periodo
non concorrono e sono a carico dell’esercizio in corso.
Specifici:relazione diretta e immediata a predefiniti oggetti di calcolo, nei comuni è indiretta e mediata.
Standard :costi obiettivo che esprimono il consumo di risorse per il raggiungimento di risultati obiettivo effettivi:
costo risultato ed esprimono il valore consuntivo delle risorse utilizzate per il raggiungimento degli obiettivi.
Controllab : se influenzabili dalle azioni e dalle decisioni di chi ne ha responsabilità.
Cos’è un centro di costo, quali sono le diverse tipologie? Vantaggi svantaggi molti/pochi centri di costo
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• modalità di calcolo del grado di leva operativa; significato del grado di leva operativa, esplicitando la correlazione che esso

presenta con il rischio operativo aziendale; espliciti come, a parità di altre condizioni, il grado di leva operativa di un’azienda varia al variare della sua incidenza dei costi fissi.

• La leva operativa è la differente sensibilità manifestata in termini di risultati economici al variare dei volumi di

attività ovvero il rischio di natura operativa a cui si espone l’azienda prescegliendo una struttura dei costi più o meno rigida.

• Il grado di leva op: mdc tot/(mdc tot-costi fissi) oppure delta RO/ delta RICAVI

• Il margine di sicurezza esprime la percentuale di riduzione delle vendite che un’impresa può sopportare senza

incorrere in delle perdite. (fatt prev-fatt eq/fattprevisto)

• Fasi di costruzione di un sistema activity based costing. Quali sono i principali vantaggi rispetto agli orientamenti

tradizionali?

• Nell’ABC la distinzione tra costi fissi e variabili tende a essere sempre meno marcata, e si individuano differenti

regimi di variabilità, non più legati ai soli volumi ma anche ad altre cause e a orizzonti temporali più lunghi. Poi consente una valorizzazione più accurata del costo di prodotto, i costi indiretti sono imputati alle attività in base a resource driver e c’è una definizione delle determinanti di costo (activity driver).

• Costi variabili, costi fissi spec, costi fissi comuni? Applicando l’analisi diff Nel make or buy come si comportano?

• Sono variabili i costi che variano nel loro importo complessivo, in misura strettamente proporzionale al variare

del volume di attività. Sono fissi invece i costi che al variare del volume di attività rimangono costanti. Nell’analisi make or buy, tutti i costi variabili sono valori rilevanti in quanto sempre eliminabili in caso di produzione esterna, quindi vanno

• Il candidato illustri e commenti le finalità dei sistemi di controllo direzionale, chi sono gli attori coinvolti? Modello brunetti

3 componenti del sistema

Finalità sistemi controllo direzionale: guidano un’azienda verso le proprie fialità istituzionali seguendo un approccio razionale anticipatorio. Consentono di dentificare le diverse determinanti dei risultati economici: controllo economico, controllo esecutivo, supporto al processo dec e motivazione morale.

Attori: top management, responsabili cdr, collaboratori responsabili cdr e direzione amministartiva o controllo di gestione.

Modello brunetti: evidenzia un approccio situazionale e sistematico all’introduzione del controllo di gestione. FATTORI DI INPUT( organizzat,sociali,individuali), FATTORI DI OUTPUT(efficienza direzionale,motivazione e morale) E SISTEMA DI CONTROLLO (strutt organizz, tecnico contabile, processo).

• Ipotesi modello di break even, punto di pareggio area profitto e perdite

• In un azienda monoprodotto il punto di apreggio si ha quando il margine di contribuzione eguaglia i costi fissi.

Le ipotesi sono: coincidenza tra quantità prodotte e vendute nulla, linearità costi e ricavi(costanza prezzo-ricavo e prezzii-costo, livelli di eficienza, costi fissi e proporzioanlità dei costi variabili al volume di attività. Tutto questo nell’area di rilevanza (variazioni limitate e arco temporale breve.

• Costi diretti indiretti, prodotto\periodo, specifici comuni, standard effettivi, controllab non controllab

• Sono diretti i costi relativi a fattori produttivi che presentano una relazione immediata e diretta con l’unità di

prodotto\servizio e che a questa possono essere attribuiti

Sono indiretti i costi che presentano una relazione mediata e indiretta

Prodotto:componenti negativi di reddito che concorrono alla valorizzazione delle rimanenze mentre di periodo non concorrono e sono a carico dell’esercizio in corso.

Specifici:relazione diretta e immediata a predefiniti oggetti di calcolo, nei comuni è indiretta e mediata.

Standard :costi obiettivo che esprimono il consumo di risorse per il raggiungimento di risultati obiettivo effettivi: costo risultato ed esprimono il valore consuntivo delle risorse utilizzate per il raggiungimento degli obiettivi.

Controllab : se influenzabili dalle azioni e dalle decisioni di chi ne ha responsabilità.

• Cos’è un centro di costo, quali sono le diverse tipologie? Vantaggi svantaggi molti/pochi centri di costo

• unità operative definite in funzione di esigenze conoscitive ed operative di una determinazione sistematica dei

costi con esse afferenti. Le fasi per la determinazione del costo di produzione con questo tipo di contabilità sono:

  1. definizione di un piano per centri di costo; 2. scelta degli elementi di costo da includere nel calcolo e dei criteri di localizzazione dei costi nei centri di costo; 3. attribuzione dei costi dei centri intermedi ai centri di costo finali previa definizione di opportune basi di ripartizione; 4. imputazione dei costi all’oggetto di calcolo.

Si definiscono le unità operative che costituiscono gli oggetti di costo «intermedi» rispetto all’oggetto di costo «finale» costituito dal prodotto. Centri di costo intermedi: quando i costi in essi localizzati vengono attribuiti ad altri centri di costo (es.: reparto manutenzione, ufficio contabilità, …). Centri di costo finali: se da essi i costi vengono attribuiti ai prodotti (es.: reparti di produzione). Centri produttivi: operano il processo di trasformazione dei fattori produttivi in prodotti finiti. Centri ausiliari: svolgono una funzione di supporto alla produzione. Centri comuni: svolgono attività necessarie per il funzionamento dell’azienda. Centri virtuali: non hanno un riferimento all’organizzazione ma sono creati per accumulare costi generali che non sono relativi né a unità organizzative, né ad altri centri di costo.

CLASSIFICAZ: Comuni o di struttura : amministrazione: � contabilità; � finanza; � controllo di gestione; commerciale: � direzione commerciale; � marketing operativo; � marketing strategico; servizi generali: � personale ed organizzazione; �

Ausiliari : manutenzione; centrale idrica; cabina elettrica; magazzini; …

Produttivi (es. in uno stabilimento di filatura): battitoi; pettinatura; stiratoi;

• inclusi in make, gli ammortamenti vanno esclusi, i costi fissi specifici e quindi esempio supervisione e manutenz

sono rilevanti e vanno in make, mentre i costi fissi comuni non sono mai rilevanti poiché vengono comunque sostenuti. Il costo di acquisizione è rilevante per l’alternativa buy.

• differenze che sussistono tra la contabilità generale e la contabilità analitica

• la contabilità generale è un sistema di rilevazione che si occupa di misurare il reddito d’esercizio e il capitale

investito focalizzandosi sulla rilevazione dei flussi economico-finanziari che intervengono tra azienda e terzi. Diventa però necessario poi analizzare e rielaborare queste informazioni attraverso la contabilità analitica che quindi raccogli e rielabora dati di costo e ricvao.

• Facendo riferimento al full costing su base multipla con orientamento ai centri di costo, il candidato illustri e commenti le

logiche di definizione della struttura dei centri di costo (in termini sia di numerosità sia di tipologia dei centri di costo).

• Il centro di costo è l’unità minima di rilevazione di cui si fa riferimento per la raccolta e l’aggregazione delle

informazioni di costo. Non ha a che fare con costi diretti ma solo indiretti. Abbiamo 5 fasi:

• Localizzazione (struttura, quali e quanti centri di costo), attribuzione (criteri per collocare i costi indiretti

all’interno dei cdc), allocazione (analisi delle relazioniesistenti tra i differenti centri), imputazione (scelta ell base di imputazione, calcolo del coefficiente, imputazione dei costi idniretti), calcolo del costo pieno.

• configurazioni di costo del full costing e del direct costing; illustri e commenti le conseguenze derivanti dalla scelta di una

o dell’altra configurazione di costo sulla distribuzione temporale dei risultati economici (tenendo in considerazione le variazioni del magazzino dei prodotti finiti).

• Full costing: i fattori impiegati nel processo di produzione con un arelazione di causalità più o meno immediata

con l’ggetto finale di calolo sono considerati costi di prodotto e dovranno essere ad esso imputati. Vengono imputati costi diretti e indiretti.

• Dirct costin: imputazione diretta (oggettività), sono considerati costi di periodo, e non devono essere imputati

all’oggetto finale di calcolo.

• illustri e commenti il funzionamento del full costing su base multipla con orientamento ai fattori produttivi e con

orientamento funzionale; b) descriva i vantaggi e gli svantaggi di entrambi gli orientamenti.

• Il full costing su base multipla determina il costo pieno di prodotto attraverso l’individuazione di aggregati

intermedi di costo. Si individuano gli elementi di costo diretti e indiretti, tra i coti indiretti si individuano e classi di costo che saranno imputate al prodotto, si definiscono i livelli di aggregazione intermedi dei costi e