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powerpoint sul doping, Schemi e mappe concettuali di Diritto ed economia dello sport

powerpoint sintentico sull’argomento del doping

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2022/2023

Caricato il 17/01/2023

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francesca-radice-3 🇮🇹

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Francesca Radice, Alice Collini, Martina Trifone Classe 5D
Doping
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Scarica powerpoint sul doping e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Diritto ed economia dello sport solo su Docsity!

Francesca Radice, Alice Collini, Martina Trifone Classe 5D

Doping

Che cos’è? Il doping consiste nell’uso di sostanze o di pratiche mediche con lo scopo di migliorare artificiosamente la prestazione sportiva. Poiché modifica le condizioni fisiche e psichiche dell'atleta, riuscendo in questo modo a incrementare i risultati che egli ottiene con i soli allenamenti, é una pratica illecita, contraria al principio di correttezza sportiva

Storia del doping La pratica del doping é nata insieme alle competizioni sportive. Durante le Olimpiadi dei Greci gli atleti assumevano miscele di erbe e funghi nel tentativo di assicurarsi la vittoria, sebbene fosse vietato. Ma é con la diffusione dello sport “moderno”, molti secoli più tardi, che si propaga il doping. Pericolosi miscugli di stimolanti da bere vengono usati dai ciclisti fin dai primi del 900. Il mondo del ciclismo verrà colpito duramente dal doping, nel 1960, durante una competizione olimpica, muore il ciclista Knud Jensen a causa di una dose troppo forte di stimolanti, nel 1967 é la volta di Tom Simpson, che dopo aver completato il Tour de France, ha un collasso cardiocircolatorio a seguito dell’assunzione di una dose consistente di anfetamine. Nel corso degli anni, alle sostanze stimolanti si aggiungono delle altre e nuove pratiche per assumere la massa e la potenza muscolare e la resistenza. Nel periodo della guerra fredda, gli atleti sovietici vengono sottoposti a un sistematico programma di doping, che ha lo scopo di mostrare la supremazia dell'URSS e dei Paesi dell'Europa orientale rispetto agli Stati Uniti e all'Occidente. In anni più recenti si é parlato ancora di doping in Russia: si stima che tra il 2011 e il 2015 più di mille atleti russi abbiano fatto ricorso al doping. Nel tempo il doping ha assunto dimensioni sempre più preoccupanti e ha coinvolto atleti dei Paesi più diversi. É un fenomeno che riguarda non solo la pratica sportiva professionistica ma, in maniera significativa, anche quella amatoriale-dilettantistica.

Violazioni codice WADA Secondo il Codice WADA é doping il “verificarsi di una o più violazioni delle norme sportive antidoping contenute nel Codice mondiale antidoping”. In particolare sono considerate violazioni del Codice:

  • l’uso o il tentativo di uso e anche il solo possesso di una sostanza vietata o di un metodo proibito.
  • il rifiuto o l’omissione, senza giustificato motivo, di sottoporsi a un prelievo di controllo.
  • l'omessa comunicazione di informazioni utili per la reperibilità dell’atleta chiamato a test antidoping
  • la manomissione o il tentativo di manomissione di una qualsiasi fase di controlli antidoping
  • il traffico o la somministrazione di sostanze vietate o di metodi proibiti

Test antidoping I controlli vengono eseguiti su campioni di sangue e urine prelevati all'atleta è analizzati in laboratori accreditati dal Comitato Internazionale Olimpico. L'attività di notifica all'atleta viene svolta dal Doping Control Officer (DCO); quest'ultimo comunica all'atleta che è stato scelto ai fini del prelievo del campione per un controllo antidoping. Se l'atleta adempie - e cioè si reca presso la sala dei controlli antidoping - la prima fase si considera terminata. Occorre tuttavia soffermarsi anche sul mancato adempimento da parte dell'atleta; nel caso in cui l'atleta non si renda disponibile o si sottragga al controllo antidoping, il DCO dovrà redigere un verbale negativo che verrà immediatamente notifica alla Procura antidoping. II DCO oltre alla funzione di notifica sarà tenuto anche ad identificare l'atleta e ad informarlo in merito:

  • all' **obbligo di sottoporsi al prelievo del campione; -all'autorità sotto la cui egida viene effettuato il prelievo;
  • al tipo di prelievo che viene effettuato;** -ai diritti ed alle responsabilità dell'atleta (art. 13 lett. d) ed del disciplinare dei controlli allegato alle Norme Sportive Antidoping; -all'ubicazione della sala dei controlli antidoping; -al fatto che se l'atleta decidesse di ingerire cibo o liquidi prima del prelievo, questi deve essere consapevole che lo farebbe a proprio rischio e pericolo; -al fatto che il campione fornito dall'atleta deve contenere la prima urina prodotta e che quindi l'atleta non dovrebbe emettere urina prima del prelievo. Se un'atleta risulta positivo al test antidoping verrà squalificato dalle gare e avrà divietò a parteciparvi per sempre o per un determinato periodo di tempo, obbligo di pagare le sanzioni di carattere economico; annullamento dei traguardi raggiunti nel corso della gara, se la verifica avviene a conclusione della competizione.

Le sostanze proibite -GLI STIMOLANTI: favoriscono l’irrorazione sanguigna dei muscoli scheletrici, aumentano la concentrazione, l’aggressività e la carica agonistica. -I NARCOTICI: derivate dall’oppio, medicina usate per la loro azione antidolorifica, calmante e rilassante. Sono assunte soprattutto da lottatori perché riducono la sensazione di dolore. Causano tossicodipendenza, disturbi gastrointestinali, vertigini, sonnolenza e difficoltà respiratorie. -GLI STEROIDI ANABOLIZZANTI: Privati sintetici del testosterone, ormone sessuale maschile, e incrementano la massa muscolare e la forza. Hanno molti effetti collaterali come danni all’apparato sessuale, l’aggressività e arresto del normale processo di crescita.nelle donne l’effetto più vistoso è la virilizzazione.

I metodi proibiti

  • IL DOPING EMATICO: Consiste nella somministrazione di globuli rossi a un atleta sano tramite trasfusione, con lo scopo di aumentare la capacità del sangue di trasportare ossigeno ai muscoli.costituiscono doping ematico anche la somministrazione di prodotti artificiali sostituiti del sangue a base di emoglobina e l'assunzione di sostanze che potenziano l'assorbimento, il trasporto e il rilascio dell'ossigeno. In particolare l'autoemotrasfusione consiste nella somministrazione endovenosa di globuli rossi precedentemente prelevati dal soggetto e conservati, poi ritrasfusi quando l'organismo ne ha compensato la perdita. Gli effetti e rischi legati a questo metodo sono gli stessi dell'EPO.

-LE MANIPOLAZIONI FARMACOLOGICHE E CHIMICHE: si intende l'impiego di sostanze o procedure che alterano o invalidano i campioni destinati ai test antidoping. Come esempio la manipolazione delle urine o l'inibizione dell'escrezione renale attraverso l'uso di farmaci. Sono vietate anche le infusioni endovenose eccetto in casi di malattia.

  • IL DOPING GENETICO: inserito nel 2003 nella lista dei metodi proibiti. La differenza fondamentale tra il doping genetico il doping tradizionale consiste nel fatto che all'organismo non vengono più apportati anabolizzanti, ormoni o sangue bensì materiale genetico, allo scopo di modificare la regolazione dell'espressione genetica. Questo processo può essere svolta iniettando direttamente il Carrier genetico nel soggetto, oppure prelevando da esso alcune cellule, modificandole e iniettandole nuovamente nella persona interessata.

Come combatterlo? La pratica del doping é un atto illecito e da rifiutare moralmente

  • costituisce un vantaggio acquisito slealmente. Il rispetto delle regole serve a garantire a tutti gli atleti condizioni di competizione. Doparsi significa potenziare in maniera artificiale le proprie capacità fisiche
  • provoca rilevanti danni all’organismo. L'uso indiscriminato di farmaci può compromettere in modo irreversibile alcuni organi e nei casi più gravi può portare alla morte. Le sostanza dopanti non agiscono solo dove si vorrebbe e gli effetti negativi si scoprono a volte a distanza di anni. In alcuni casi l’atleta rischia di maturare una dipendenza dalla sostanza dopanti.
  • compromette i principi di integrità , onestà e correttezza che dovrebbero caratterizzare tutte le gare sportive e scredita l’immagine dello sport in generale.
  • tradisce lo spirito sportivo autentico , che si basa sull’esercizio della volontà, sacrificio e costanza dell’allenamento.
  • impedisce di conoscere veramente se stessi accettando i propri limiti e il rischio di un fallimento in una gara sportiva

Oltre al doping I giovani devono crescere con la consapevolezza che il vero confronto con l’avversario deve rimanere una gara fra atleti e non fra farmaci. Questi ultimi devono essere usati solo per fare fronte alle malattie, e non per migliorare l’efficienza fisica. Occorre combattere la diffusione di una mentalità a favore del doping tra atleti, preparatori sportivi e sostenitori. Quando cercano di trasformare i ragazzi in campioni sono gli stessi genitori e allenatori a incoraggiare un atteggiamento favorevole al doping. Molti atleti giovani avvertono un’eccessiva pressione, fonte di ansia e stress, e soffrono per le aspettative che gli altri mostrano nei loro confronti: ciò toglie a loro il piacere di farlo e alimenta una visione sbagliata dello sport, che invece deve essere un’occasione di crescita in cui si impara ad affrontare i propri limiti e a vincere e a perdere.

St. Louis ad agosto non è il posto ideale per una corsa di lunga distanza e in quel lontano 1904 la partenza alle tre del pomeriggio non fu certo di aiuto per i 32 atleti che partivano dal Francis Stadium per percorrere in 42 chilometri in una campagna assolata, tra strade polverose in mezzo alle poche auto d'epoca e ai molti cavalli. Dopo 32 chilometri Hicks, provato dalla fatica inizia a camminare barcollando. Lucas, che lo segue in macchina, decide che è il momento di fare qualcosa e somministra ad Hicks un milligrammo di stricnina mescolata in due chiare d'uovo. Hicks riparte ma dopo un altro chilometro e mezzo diventa "pallido come uno straccio" e il suo allenatore-guru passa la seconda dose: un altro milligrammo di stricnina questa volta sciolta in un bicchiere di buon cognac francese. "In piccole concentrazioni la stricnina accresce la sensibilita neuromuscolare". "Si tratta però di roba molto pericolosa, una vero e proprio veleno per topi". Con quel veleno in corpo Hicks torna a correre, lanciato verso il traguardo finale e una medaglia d'oro che gli vale gli applausi di pubblico, stampa e un posto d'onore nell'Olimpo degli atleti

Kamila Valieva Doping a Pechino 2022

AGI - Il doping irrompe ai Giochi olimpici invernali di Pechino 2022. Il talento del pattinaggio di figura,

Kamila Valieva, 15 anni, originaria di Kazan nella Repubblica del Tatarstan, è stata trovata positiva al

doping.

Un doping diverso da quelli più noti - steroidi anabolizzanti o diuretici - ma della categoria 'S4', ovvero che

va ad intervenire sul suo sistema ormonale e metabolico. Come apprende l'AGI da fonti del pattinaggio

internazionale, si tratta di un doping assunto molto probabilmente ad insaputa dell'atleta anche perchè

Kamila non è solo minorenne ma addirittura sotto i sedici anni e quindi nemmeno imputabile in caso di

positività.

A Pechino oltre alla Valieva il Comitato russo nella gara femminile è stato rappresentato da Anna

Shcherbakova ed Alexandra Trusova, anch'esse allenate dalla Tutberidze. Il caso di Kamilia Valieva non ha

rallentato solo la procedura di ufficializzare la classifica finale del team event ma ha rischiato di complicare

la via verso la redenzione della Russia all'interno dello sport mondiale. La Russia intesa come Nazione è

squalificata per motivi di doping dal Comitato Olimpico Internazionale fino al 16 dicembre del 2022.