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egi risposte dell'esame, Esercizi di Economia e Gestione Delle Imprese

le domande a risposta multipla di economia e gestione d'impresa

Tipologia: Esercizi

2020/2021

Caricato il 23/06/2021

donato-avigliano
donato-avigliano 🇮🇹

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CAPITOLO 1
1. Che ruolo occupa l’analisi dell’impresa nell’ambito della teoria neoclassica?
- È una componente della teoria dei prezzi e dell’allocazione delle risorse;
- L’analisi dell’impresa ha un ruolo secondario in quanto, in un contesto di concorrenza perfetta e in
assenza di progresso tecnico, l’impresa ha poca ragion d’essere;
- È centrale perché l’impresa è vista come un’istituzione – organizzazione;
- È centrale perché motore del progresso tecnico;
- È una componente predominante rispetto al ruolo secondario del mercato;
2. Perché le imprese esistono secondo Coase?
- Perché dispongono di capitali;
- Perché esistono gli imprenditori;
- Sono una conseguenza dell’esistenza dei costi di transazione;
- Sono una conseguenza delle opportunità offerte dal mercato;
- Perché è al loro interno che si svolge la produzione e si creano valore e innovazione;
- Nessuno di questi è un fattore rilevante;
3. Nella teoria dei costi di transazione l’impresa è:
- Un luogo di accumulazione del capitale;
- Un’alternativa al mercato tanto più efficiente quanto meno elevati sono i costi di transazione;
- Un’alternativa al mercato tanto più efficiente quanto più elevati sono i costi di transazione;
- Un’alternativa al mercato meno più efficiente quanto maggiore è la pressione fiscale;
- Nessuno dei precedenti;
4. I ‘costi di agenzia’ sono determinati da:
- Le spese per il controllo e per lo sviluppo di incentivi sostenute dal principale;
- Le spese per il controllo e per lo sviluppo di incentivi sostenute dall’agente;
- I ‘costi di obbligazione’ dell’agente;
- I ‘costi di assicurazione’ sui rischi di comportamenti opportunistici dell’agente;
- I ‘costi di assicurazione’ sui rischi di comportamenti opportunistici del proprietario;
- La ‘perdita residuale’
5. Quale delle seguenti affermazioni è corretta in base alla teoria degli stakeholder?
- L’impresa è un’entità governata esclusivamente dall’imprenditore;
- L’impresa è un’entità governata esclusivamente dal management;
- L’impresa è un’entità governata esclusivamente dall’interazione tra proprietà e management;
- L’impresa è un’entità governata prevalentemente dai lavoratori;
- L’impresa è un’entità governata da una razionalità intersoggettiva;
CAPITOLO 2
1. Quali tra le seguenti possono essere considerate componenti distintive dell’azienda?
- Relazione di scambio con entità esterne;
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CAPITOLO 1

  1. Che ruolo occupa l’analisi dell’impresa nell’ambito della teoria neoclassica?
  • È una componente della teoria dei prezzi e dell’allocazione delle risorse;
  • L’analisi dell’impresa ha un ruolo secondario in quanto, in un contesto di concorrenza perfetta e in assenza di progresso tecnico, l’impresa ha poca ragion d’essere;
  • È centrale perché l’impresa è vista come un’istituzione – organizzazione;
  • È centrale perché motore del progresso tecnico;
  • È una componente predominante rispetto al ruolo secondario del mercato;
  1. Perché le imprese esistono secondo Coase?
  • Perché dispongono di capitali;
  • Perché esistono gli imprenditori;
  • Sono una conseguenza dell’esistenza dei costi di transazione;
  • Sono una conseguenza delle opportunità offerte dal mercato;
  • Perché è al loro interno che si svolge la produzione e si creano valore e innovazione;
  • Nessuno di questi è un fattore rilevante;
  1. Nella teoria dei costi di transazione l’impresa è:
  • Un luogo di accumulazione del capitale;
  • Un’alternativa al mercato tanto più efficiente quanto meno elevati sono i costi di transazione;
  • Un’alternativa al mercato tanto più efficiente quanto più elevati sono i costi di transazione;
  • Un’alternativa al mercato meno più efficiente quanto maggiore è la pressione fiscale;
  • Nessuno dei precedenti;
  1. I ‘costi di agenzia’ sono determinati da:
  • Le spese per il controllo e per lo sviluppo di incentivi sostenute dal principale;
  • Le spese per il controllo e per lo sviluppo di incentivi sostenute dall’agente;
  • I ‘costi di obbligazione’ dell’agente;
  • I ‘costi di assicurazione’ sui rischi di comportamenti opportunistici dell’agente;
  • I ‘costi di assicurazione’ sui rischi di comportamenti opportunistici del proprietario;
  • La ‘perdita residuale’
  1. Quale delle seguenti affermazioni è corretta in base alla teoria degli stakeholder?
  • L’impresa è un’entità governata esclusivamente dall’imprenditore;
  • L’impresa è un’entità governata esclusivamente dal management;
  • L’impresa è un’entità governata esclusivamente dall’interazione tra proprietà e management;
  • L’impresa è un’entità governata prevalentemente dai lavoratori;
  • L’impresa è un’entità governata da una razionalità intersoggettiva;

CAPITOLO 2

  1. Quali tra le seguenti possono essere considerate componenti distintive dell’azienda?
  • Relazione di scambio con entità esterne;
  • Presenza di risorse finanziarie;
  • Presenza di un’organizzazione;
  • Finalità di produrre reddito;
  • Sviluppo di contratti (commerciali e di lavoro);
    1. Secondo la prospettiva delle Funzioni Istituzionali (elaborata da Sciarelli) l’impresa può definirsi come:
  • Alternativa al mercato;
  • Organizzazione economica;
  • Sistema di contratti;
  • Struttura patrimoniale;
  • Sistema sociale;
  • Nessuno di questi è un fattore rilevante;
    1. Quali tra le seguenti sono considerate Forme Istituzionali dell’Impresa?
  • Impresa familiare;
  • Impresa cooperativa;
  • Impresa internazionale;
  • Impresa no profit;
  • Impresa post-manageriale;
  • Impresa allargata;
    1. Gli stakeholder, secondo Sciarelli, possono essere classificati in quattro gruppi. Quali tra i seguenti rientrano in questa classificazione?
  • Stakeholder amichevoli;
  • Stakeholder indipendenti;
  • Stakeholder non orientati;
  • Stakeholder orientati;
  • Stakeholder centrali;
  • Stakeholder marginali;
    1. In base a quali fattori, tra quelli elencati di seguito, Sciarelli propone di definire i tipi di rapporti strategici tra l’impresa e gli stakeholder?
  • Possibilità di sviluppo per l’impresa, generate dallo stakeholder e possibilità di conflitto impresa/stakeholder;
  • Possibilità di collaborazione per l’impresa, provenienti dallo stakeholder e possibilità di collaborazione tra impresa/stakeholder;
  • Possibilità di minacce per l’impresa, provenienti dallo stakeholder e possibilità di collaborazione tra impresa/stakeholder;
  • Possibilità di minacce per l’impresa, provenienti dallo stakeholder e possibilità di sviluppo di risorse generata dalla relazione impresa/stakeholder;
  • Nessuno dei precedenti;

CAPITOLO 4

  1. Secondo il modello di Porter delle 5 forze competitive, l’attrattività di un settore dipende, tra l’altro, da:
  • L’intensità della competizione al suo interno;
  • Le possibilità di differenziazione del prodotto offerto;
  • La localizzazione geografica del settore;
  • L’entità delle barriere all’entrata che il settore presenta;
  • La fase congiunturale dell’economa attraversata;
  1. Secondo Porter, la redditività di un’impresa, a parità di altre condizioni, è minore se:
  • Il business ha un andamento ciclico e prevedibile;
  • I costi esterni sono alti;
  • Sono presenti molte imprese nel settore;
  • Il suo prodotto è differenziato;
  • Ha pochi clienti di dimensioni consistenti e relativamente maggiori rispetto all’impresa;
  • Nessuno di questi è un fattore rilevante;
  1. Quali dei seguenti possono essere considerati prodotti concorrenti secondo Porter?
  • Tonno in barattolo e carne in scatola come alimenti;
  • Bacchetta telescopica e puntatore laser come indicatori;
  • Acqua minerale e succo di frutta come bevande;
  • Burro e olio d’oliva come condimenti;
  • Nessuno dei precedenti;
  1. Quali dei seguenti possono essere considerati prodotti sostitutivi secondo Porter?
  • Aereo e treno sulla tratta Roma/Milano;
  • Le bevande del tipo ‘cola’ di Coca Cola e di Pepsi Cola;
  • Le calzature sportive per la corsa di Nike e Reebok;
  • Burro e margarina come condimenti;
  • Lettore CD e videoregistratore come prodotti dell’elettronica di consumo;
  • Nessuno dei precedenti;
  1. Il potere contrattuale relativo dei fornitori, a parità di altre condizioni, è maggiore se:
  • Il prodotto del fornitore non è importante per la qualità del prodotto dell’acquirente;
  • Il prodotto del fornitore è importante per la qualità del prodotto dell’acquirente;
  • Il fornitore ha concrete possibilità di integrarsi a monte;
  • Il settore dei fornitori è più concentrato di quello dei clienti;
  • Il settore dei fornitori è meno concentrato di quello dei clienti;
  • Il fornitore possiede informazioni dettagliate sul cliente;
  • Il fornitore non possiede informazioni dettagliare sul cliente;
  • Il fornitore ha concrete possibilità di integrarsi a valle;

CAPITOLO 5

  1. Nella catena del valore:
  • Troviamo rappresentato il valore delle vendite generate da un’impresa in un determinato business;
  • Troviamo rappresentati i costi sostenuti da un’impresa in un determinato business;
  • Troviamo rappresentata la fase del ciclo di vita di un business;
  • Troviamo rappresentato il potenziale innovativo generato da un’impresa in un determinato business;
  • Nessuna di queste;
  1. Tra quelli proposti quali sono le combinazioni in cui tutte le attività elencate si ritrovano nella catena del valore?
  • Produzione, pianificazione strategica, ricerca e sviluppo;
  • Logistica in uscita, logistica in entrata, smaltimento scorie;
  • Infrastrutture, manutenzione impianti, assistenza post vendita;
  • Nessuna di queste combinazioni;
  1. Per quanto riguarda la definizione della catena del valore dell’impresa, secondo Porter:
  • C’è un solo modo di identificarla;
  • Non dipende in alcun modo dalle caratteristiche economiche e tecniche delle diverse attività;
  • Le attività devono essere individuate in funzione del loro contributo al vantaggio competitivo;
  • Ciò che conta è l’individuazione delle sole attività primarie;
  • Nessuna di queste;
  1. Con il termine ‘sistema del valore’ (Porter) o ‘sistema di business (Buaron) si intende:
  • Una tecnica di gestione delle scorte per minimizzare il tempo di giacenza in magazzino;
  • Una tecnica di gestione delle scorte per assicurare sempre un’elevata giacenza in un magazzino;
  • Una tecnica di gestione del magazzino che punta ad accumulare scorte;
  • Una tecnica di gestione del magazzino che punta, ciclicamente, a smaltire le scorte in eccesso;
  • Una fase della ricerca e sviluppo di base;
  • Niente di tutto ciò;
  1. Per accertare il margine di riducibilità dei costi in una strategia basata sul vantaggio di costo è necessario valutare
  • Se è possibile ridurre i salari, soprattutto se l’incidenza del costo del lavoro sul costo totale è elevata;
  • Se è possibile ridurre i salari, soprattutto se l’incidenza del costo del lavoro sul costo totale è bassa;
  • Se è possibile trasferire le attività in aree geografiche in cui il costo del lavoro è inferiore, soprattutto se l’incidenza del costo del lavoro sul costo totale è elevata;
  • Se è possibile trasferire le attività in aree geografiche in cui il costo del lavoro è inferiore, soprattutto se l’incidenza del costo del lavoro sul costo totale è bassa;
  • Se è più conveniente che certe attività siano effettuate all’esterno;
  • Se è possibile diminuire i volumi di produzione per le attività in cui sono importanti le economie di scala;

CAPITOLO 7

  1. La Strategia Blue Ocean rispetto alle precedenti teorie manageriali si propone soprattutto di:
  • Rafforzare l’importanza del concetto di vantaggio competitivo;
  • Introdurre una nuova tecnica per l’identificazione del vantaggio competitivo;
  • Trovare e sviluppare mercati in cui la competizione è assente o ridotta;
  • Migliorare la reputazione dell’impresa;
  1. Quali tra le seguenti sono condizioni che caratterizzano un Red Ocean?
  • Esiste una forte concorrenza per la quota di mercato;
  • Sono mercati in cui non è possibile conseguire vantaggio competitivo e redditività;
  • Si tratta di mercati nei quali le imprese puntano soprattutto alla differenziazione dei loro prodotti;
  • Sono mercati nuovi ai quali le imprese si sono affacciate;
  1. Se un’impresa adotta una Strategia Blue Ocean quale tra le seguenti azioni tenderà di evitare?
  • Innovare;
  • Creare valore;
  • Ridurre i costi;
  • Competere;
  1. Quali tra i seguenti sono obiettivi che si propone lo sviluppo di un Business Model Canvas a supporto di una Strategia Blue Ocean?
  • Evitare i mercati Red Ocean;
  • Identificare in forma grafica le caratteristiche;
  • Ampliare il portafoglio prodotti;
  • Prevalere sui concorrenti tramite strategie di prezzo;
  1. I mercati Blue Ocean si creano esclusivamente attraverso:
  • L’innovazione;
  • L’azione di imprese di nuova costituzione;
  • Massicci investimenti in R&S;
  • Lo sviluppo di nuovi modelli id business;

CAPITOLO 8

  1. La rete d’impresa:
  • Nasce spontaneamente come il distretto industriale ma poi si organizza istituzionalmente;
  • E’ un distretto industriale;
  • Migliora la capacità competitiva e innovativa delle imprese che ne fanno parte;
  • Nasce con il solo obiettivo di accedere a nuovi fonti di finanziamento;
  1. La classificazione prevalente di rete d’impresa è quella che le accorpa in due macro-categorie:
  • Orizzontali e verticali, di cui le prime prevedono un nodo nella rete principale;
  • Orizzontali e verticali, di cui le prime si fondano su iniziative di collaborazione con i concorrenti;
  • Verticali e trasversali, di cui le ultime sono finalizzate alla crescita tramite diversificazione;
  • Orizzontali e trasversali, di cui le prime trovano la causa principale nella condivisione e trasferimento di conoscenza;
  1. Le competenze core essenziali per costruire una rete d’impresa:
  • Sono solo relazionali;
  • Sono solo strategiche;
  • Comprendono sia capacità;
  • Si basano essenzialmente sull’arte della negoziazione;
  1. Il Contratto di Rete:
  • Ha una struttura chiusa e, una volta stipulato, non prevede nuovi ingressi o uscite dalla rete;
  • Non ha l’obbligo di indicare gli obiettivi strategici di innovazione e le modalità di conseguimento;
  • Non prevede l’accesso ad alcun finanziamento;
  • Svolge una funzione di coordinamento e interazione tra i partecipanti;
  1. L’impatto sulla gestione delle risorse umane derivante dall’ingresso dell’impresa in una rete:
  • Condiziona la relazione proprietà – gestione delle imprese coinvolte;
  • Riguarda esclusivamente le figure professionali più tecniche;
  • Porta a una diminuzione netta dell’organico;
  • Non porta a nessuna conseguenza;

CAPITOLO 9

  1. Secondo l’approccio alla crescita delle imprese minori di matrice statunitense:
  • È possibile raggiungere un equilibrio economico in qualsiasi dimensione d’impresa;
  • La crescita dell’impresa è un destino da evitare;
  • Le imprese minori sono necessariamente destinate ad assumere la forma della grande impresa;
  • Lo sviluppo delle imprese è un processo qualitativo;
  1. Che differenza c’è tra l’obiettivo degli studiosi dell’approccio statunitense e quelli dell’approccio europeo nella descrizione dei processi di crescita?
  • I primi hanno un obiettivo descrittivo;
  • I primi hanno un obiettivo prescrittivo e indicano alle aziende cosa fare;
  • I secondi hanno una valenza universalistica e normativa;
  • Nessuna;
  1. La crescita per linee esterne:
  • Combina risorse e competenze di una data impresa con quelle di altre organizzazioni;
  • Un modello organizzativo di impresa interna;
  • Un modello di innovazione chiusa;
  • Una concezione del rapporto impresa-mercato estero secondo la logica centro-periferia;
    1. La forma di internazionalizzazione a rete:
  • E’ inadeguata alle imprese di piccole dimensioni perché richiede un grado di apertura della cultura organizzativa e imprenditoriale troppo elevato;
  • E’ poco adatto all’espansione sui nuovi mercati, troppo distanti geograficamente e culturalmente;
  • Genera barriere tra imprese e attori istituzionali perché portatori di interessi in conflitto;
  • Richiede un’evoluzione della cultura organizzativa che deve aprirsi alla logica della condivisione delle risorse intangibile per una moltiplicazione delle opportunità;

CAPITOLI 1 1

  1. Numerosi fattori hanno recentemente contribuito all’evoluzione del concetto di innovazione:
  • Oggi, infatti, l’innovazione è basata sul solo contributo della funzione aziendale di Ricerca & Sviluppo;
  • Oggi si sta assistendo a un’apertura dell’azienda verso il contributo di attori esterni che possono generare valore in maniera significativa;
  • Oggi le aziende si affidano solo alle università per innovare;
  • A differenza di qualche decennio fa, oggi le aziende non innovano più;
  1. Il modello di business basato sull’innovazione aperta:
  • E’ uguale a quello basato sull’innovazione chiusa;
  • Ha maggiori costi di sviluppo interno rispetto a quello basato sull’innovazione chiusa;
  • Ha minori costi di sviluppo interno rispetto a quello basato sull’innovazione chiusa;
  • Non prevede nessun ricavo;
  1. Il fattore determinante per l’innovazione di un’impresa è:
  • La grande dimensione dell’impresa stessa;
  • Essere riconosciuta come leader di mercato;
  • Il ruolo dei talenti e la conseguente concentrazione su poche figure di rilievo per la costruzione del vantaggio competitivo;
  • La democratizzazione del processo di innovazione e il coinvolgimento di svariati attori;
  1. Il modello emergente di innovazione aperta prevede che:
  • Attori diversi cooperino per generare input innovativi per il mercato;
  • Il capitale sociale di un’azienda sia un fattore poco determinante;
  • Le uniche risorse che generano innovazione siano esterne;
  • La creazione di valore sia un’efficace trasformazione di input in output;
  1. Le organizzazioni che finanziano l’innovazione:
  • Generano esse stesse innovazione;
  • Vendono sul mercato le proprie idee e quelle degli altri;
  • Esaminano delle idee e favoriscono processi di start up;
  • Creano e promuovono la tecnologia al servizio di una causa, senza ricercare profitti economici;

CAPITOLO 1 2

  1. Rispetto ad altre identità organizzative, la comunità di pratica:
  • E’ composta da dipendenti dell’azienda accuratamente selezionati dal manager;
  • Condivide saperi e conoscenze finalizzate alla creazione di valore;
  • Ha lo scopo di consegnare un prodotto/servizio;
  • Si basa sulle sole necessità professionali e obiettivi comuni;
  1. Le comunità di pratica:
  • Esistono in ogni tipo di organizzazione;
  • Sono esclusive delle grandi imprese;
  • Sono prerogativa delle piccole e medie imprese;
  • Non riescono a svilupparsi all’interno delle piccole e medie imprese;
  1. Le interazioni all’interno di una comunità di pratica:
  • Sono obbligatoriamente localizzate e si instaurano tra le persone che lavorano nello stesso luogo;
  • Sono regolari e avvengono solitamente face to face;
  • Si sviluppano sono in rete in forma autonoma e non regolarizzata;
  • Si basano semplicemente sull’esistenza di una pratica comune e integrano modalità sociali e tecnologiche;
  1. L’istituzionalizzazione di una comunità di pratica all’interno di un’impresa:
  • E’ un processo necessario per tutte le community interne;
  • Può conferire legittimità e risorse alla comunità senza violarne l’autonomia e le spinte al cambiamento;
  • Ha come alternativa esclusiva l’invisibilità;
  • Non ha impatti sull’organizzazione di appartenenza;
  1. Quale tra queste affermazioni sulle comunità di pratica è falsa?
  • Il principale fattore abilitante per il successo di una comunità di pratica è la tecnologia;
  • L’evoluzione delle comunità di pratica non segue di norma percorsi definiti o riconducibili a precisi modelli;
  • La conoscenza esplicita genera il maggior valore in termini organizzativi poiché da essa si origina l’impulso all’innovazione e allo scambio di idee;
  • Le comunità di pratica possono essere alimentate e supportate anche al fine di ottenere vantaggio competitivo da parte dell’impresa;

CAPITOLO 14

  1. Ciò che caratterizza l’invenzione rispetto all’innovazione è:
  • Si tratta dello stesso concetto: sono sinonimi;
  • L’invenzione segue sempre l’innovazione;
  • L’invenzione ha implicazioni commerciali prevalenti rispetto all’innovazione;
  • Le innovazioni, per essere attuate, richiedono risorse e infrastrutture superiori rispetto alle invenzioni;
  • Per poter trasformare un’invenzione in innovazione normalmente un’impresa deve combinare diversi tipi di conoscenza, capacità, abilità e risorse;
  1. Qual è il contributo delle tecnologie abilitanti all’interno delle imprese?
  • Contribuiscono all’ottenimento del vantaggio competitivo;
  • Contribuiscono a ridurre il numero dei concorrenti;
  • Contribuiscono all’evoluzione dei modelli di business;
  • Rafforzano il grado di integrazione delle attività produttive;
  1. Le tecnologie digitali e i nuovi modelli di business a cui danno luogo generano nuove forme di ricavo dovute a:
  • L’aumento della vendita di prodotti;
  • L’aumento della domanda;
  • L’accresciuto sfruttamento, tra l’altro, di dati e proprietà intellettuale;
  • L’effetto esclusivo dell’ingresso di nuovi attori;
  1. Con il termine IV rivoluzione industriale si intende:
  • Il passaggio dell’automazione alla connessione fra macchine, oggetti e persone;
  • Una nuova modalità di organizzazione della catena di montaggio;
  • La sostituzione ‘Uomo Macchina’;
  • Uno specifico gruppo di imprese portatrici di innovazione;
  1. Le filiere globali sono:
  • Sistemi di subfornitura specializzati su scala internazionale;
  • Evoluzione a livello locale dei sistemi produttivi;
  • Sistemi per aumentare le economie di scala;
  • Sistemi per aumentare l’economia della conoscenza;