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Cos'è l'eritropoietina, il doping, pro e contro del doping, l'eritropoietina può aiutare contro il Covid-19?
Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche
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Come è noto i globuli rossi (o eritrociti) trasportano l'ossigeno ai tessuti e negli sport di resistenza, ad esempio ciclismo, sci di fondo ecc., le richieste di questo sono molto elevate. Da tempo, pertanto, sono stati cercati metodi per aumentare la produzione dei globuli rossi in modo da migliorare la performance sportiva. Una strategia è basata sul ruolo stimolante dell'eritropoietina, sulla sintesi di globuli rossi da parte del midollo osseo.
Nei mammiferi, la produzione di eritrociti, a partire dalle cellule staminali ematopoietiche da parte del midollo osseo, è controllata da un ormone prodotto naturalmente dal nostro organismo, chiamato eritropoietina (EPO). Precisamente, l’eritropoietina è una glicoproteina che viene sintetizzata soprattutto dalle cellule dei reni (e in minima parte dal fegato e dal cervello) in risposta a un’insufficienza di O2 (una condizione detta ipossia); così facendo, quando i tessuti non ricevono sufficiente ossigeno, i reni incrementano la secrezione di eritropoietina che, dopo essere stata messa in circolo, interagisce con recettori specifici (detti EPOR) che sono presenti a livello del midollo osseo; lo specifico il legame fra eritropoietina e recettore dà il via ad una serie di processi (stimolazione, proliferazione e maturazione delle cellule staminali del midollo) che conducono alla formazione di globuli rossi nuovi. L’eritropoietina può essere impiegata in vari campi di vario genere, con vari scopi: In campo medico permette la cura di certi tipi di anemie (carenza di globuli rossi o del contenuto di emoglobina del sangue). L'EPO, infatti, è stata prodotta anche in laboratorio e utilizzata come farmaco per curare le anemie in pazienti colpiti da malattie renali o da malattie del sangue, o per permettere un recupero più veloce dopo la somministrazione di chemioterapia nei pazienti affetti da cancro. Inizialmente, negli anni 1970-1990, l’unica opzione terapeutica all’anemia con introduzione di eritropoietina, era fornita dalle emotrasfusioni ; ciò implicava, però, un alto rischio di trasmissione, attraverso il sangue, di agenti patogeni o di malattie infettive pericolose (HIV, virus dell'epatite, ecc.). Finalmente, dal 1989, l'EPO, dopo essere stata sintetizzata e purificata in laboratorio, è stata resa disponibile come farmaco. Per far ciò, i ricercatori hanno sfruttato il metodo del DNA ricombinante, abbastanza recente ma costoso, che permette di estrarre un gene specifico dal DNA di una cellula e di inserirlo in un'altra cellula che produrrà grandi quantità pure della sostanza codificata da quel gene. Così facendo, l’eritropoietina si trasforma in eritropoietina ricombinante (r- EPO)
In campo sportivo, invece, l’Epo è una sostanza assunta in maniera illegale come dopante, dato che aumenta i globuli rossi anche nei soggetti sani e, migliorando il trasporto di ossigeno ai tessuti, potenzia le performance fisiche.
Il doping consiste nell'uso di una sostanza, di una droga o di una pratica medica a scopo non terapeutico, ma finalizzato al miglioramento dell'efficienza psico- fisica durante una prestazione sportiva da parte di un atleta. II ricorso al doping avviene spesso in vista o in occasione di una competizione agonistica ed è un'infrazione sia dell'etica dello sport, sia dei regolamenti dei Comitati Olimpici, sia della legislazione penale italiana. Inoltre espone ad effetti nocivi alla salute, anche mortali. Le sostanze dopanti agiscono proprio sulla resistenza e sulla performance dell’atleta, che riesce così a massimizzare i risultati con il minimo sforzo. Questa pratica si è molto diffusa, negli ultimi tempi, anche fra coloro che praticano sport amatoriali e body building. Oggi ci sono più di 400 sostanze che, se assunte, comportano la squalifica degli atleti; possono essere classificate in tre grandi gruppi: Gli anabolizzanti , come il testosterone, aumentano la massa e la potenza muscolare. I diuretici , che aiutano l’eliminazione dei fluidi favorendo la riduzione repentina del peso corporeo e vengono utilizzati anche per ridurre la presenza di altri farmaci nelle urine ed aggirare, in questo modo, i controlli anti-doping. Gli ormoni peptidici , che servono a stimolare la produzione di steroidi nel corpo e producono un effetto euforizzante. I rischi di ciascuna sostanza: Gli anabolizzanti (comprendono gli steroidi) possono comportare danni al fegato, all’epidermide, all’apparato cardiovascolare e all’apparato endocrino e l’uso prolungato favorisce l’insorgenza di tumori e di disturbi psichici. Negli uomini gli steroidi possono provocare una diminuzione dei testicoli e la riduzione della produzione di sperma; mentre nelle donne può verificarsi una mascolinizzazione: riduzione del seno e perdita delle mestruazioni. L’uso di diuretici, per raggiungere una riduzione repentina di peso corporeo, può comportare gravi danni e squilibri all’organismo. Gli ormoni peptidici possono comportare gravi effetti collaterali: allergie, diabete e acromegalia (grave malattia che negli adulti si manifesta con la crescita delle ossa e negli adolescenti con il gigantismo). IL CASO KRIEGER, LA DONNA DIVENTATA UOMO A CAUSA DEGLI STEROIDI:
L’abuso di sostanze dopanti nello sport ciclistico è, a livello di opinione pubblica, quello più noto. Anche altre discipline sportive di resistenza quali fondo, biathlon, maratona, pattinaggio di velocità e triathlon sono interessate da questo fenomeno. Per questo, da tempo il CONI, la FCI, il CIO e tutte le federazioni associate stanno cercando di scoraggiare l'uso dell'EPO e degli altri metodi di intervento sul sangue, introducendo controlli ematici e urinari programmati e a sorpresa. Tali controlli, se effettuati in maniera efficiente e rapida, possono dare la sensazione di non lasciare spazio alla possibilità di utilizzare EPO senza rischiare di essere sospesi. Questo perché l’assunzione di sostanze dopanti può provocare complicanze a livello della propria salute. Andiamo ad analizzarli
Abbiamo deciso di portare alcune vicende, le più famose e importanti, di atleti che hanno fatto uso di sostanze dopanti, così da capire e arrivare a scoprire i pro e i contro del doping. THOMAS HICKS - ST. LOUIS 1904 – CASO DOPING SENZA SQUALIFICHE Thomas Hicks fu protagonista del primo caso di doping della storia olimpica. Maratoneta statunitense, si mise al collo la medaglia d’oro ai Giochi di St. Louis del 1904 dopo che per due volte, lungo il tragitto, il suo allenatore gli aveva somministrato tramite iniezioni del solfato di stricnina (uno stimolante particolarmente diffuso in quegli anni che oggi, in quantità maggiori, viene usato come veleno per topi). Nonostante il palese utilizzo si uno stimolante in gara, Hicks non andò incontro ad alcuna squalifica. Questo accadde perché nel 1904 non esisteva ancora l’antidoping (prelievo delle urine effettuato da una commissione medico-sportiva ai partecipanti di una gara al termine della stessa, per accertare, mediante analisi di laboratorio, se abbiano fatto uso di sostanze stimolanti) KNUD ENEMARK E LA NASCITA DEI CONTROLLI ANTI DOPING ALLE OLIMPIADI – MORTO PER DOPING Alle Olimpiadi di Roma del 1960, il ciclista danese Knud Enemark Jensen cade durante la 100 chilometri a squadre ed entra in coma; morì pochi giorni dopo. All’inizio si pensa a un malore causato dalla calura estiva, quel giorno a Roma fanno 42 gradi, ma l’autopsia chiarirà successivamente che il ciclista danese aveva fatto uso di sostanze dopanti. Qualche anno dopo la tragedia, nel 1967, il Comitato olimpico (CIO) decide di istituire una commissione medica e di iniziare i controlli antidoping. IL CASO PANTANI – POSSIBILE CASO EPO, CON SQUALIFICA
Il ciclista italiano Marco Pantani , vincitore di un Giro d´Italia e di un Tour de France, fu escluso dal Giro del 1999 a causa di un valore di ematocrito nel sangue superiore alla soglia consentita. Pantani si trovava all´apice della sua carriera, un anno prima aveva vinto sia il Giro che il Tour: sarà sospeso per 15 giorni, trovandosi costretto a lasciare la gara, anche se non sarà mai squalificato per doping, per quanto gli alti valori di ematocrito, pericolosi per la salute, segnalassero la possibile assunzione di eritropoietina (EPO). L´episodio segnò la fine della carriera ad altissimi livelli di Pantani. ANALIZZIAMO I PRO E I CONTRO: Con questi esempi abbiamo avuto la conferma di quanto possa essere rischioso doparsi. Certo , la competizione e la voglia dell’atleta di rendere di più ed essere superiore agli atri concorrenti, fanno si che nello sport il doping sia sempre più diffuso. L’esigenza, connaturata nell’uomo, di “arrivare primi”, specialmente quando la vincita comporta innumerevoli vantaggi in ordine all’economia o al successo, spinge gli atleti a doparsi. Così facendo però viene compromessa non solo la sportività e la legalità della competizione, ma anche la salute dell’atleta stesso. Infatti, subordinato all’uso di queste sostanze, c'è immediatamente il pericolo di andare incontro alle seguenti complicanze:
1. L'aumento dei globuli rossi diminuisce la fluidità del sangue, aumentando la parte solida o corpuscolare (ematocrito). Questo aumento di viscosità facilita la formazione di trombi (coaguli di sangue) che, una volta formatisi, possono occludere e ostruire i vasi sanguigni (condizione chiamata trombosi), impedendo o ostacolando la normale circolazione del sangue. 2. L’aumento della viscosità del sangue può inoltre causare ipertensione arteriosa (aumento della pressione del sangue); ciò implica la restrizione dei vasi sanguigni, condizione che può portare a malattie gravi come l’aterosclerosi , (infiammazione e irrigidimento delle arterie a causa del deposito di grassi e globuli bianchi nella loro parete) compromettendo la funzionalità del cuore, causando, molte volte, infarti o ictus. 3. Negli atleti competitivi possono verificarsi anche delle aritmie , alterazioni del normale ritmo di battito del cuore, causate sia dalla ipertensione arteriosa sia dalla trombosi.