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Appunti chiari e completi presi durante le spiegazioni della Professoressa
Tipologia: Appunti
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Il microrrelato è un genere letterario, un racconto brevissimo. Ha avuto in particolare sviluppo nella letteratura ispanica. È un testo, molto breve (da 1 riga a 1 pagina), micro allude alla brevità. È un genere letterario che ha avuto una grandissima fioritura negli ultimi decenni (‘50). La grande fioritura è stata favorita da una serie di fattori, come lo sviluppo di internet, perché internet ha bisogno di velocità. Il microrrelato ha trovato il suo posto in blog, post, articoli… Anche i tempi della vita moderna hanno influito, avendo una vita frenetica si ha poco tempo, ma abbastanza da leggere un microracconto. Esistono varie case editrici che pubblicano solo libri di microrrelatos. Il microrrelato esiste da 100 anni circa. In Francia, Usa, Uk, si sviluppa il microrrelato. Il genere prende tanti nomi. Il nome comprende una parte che indica un ultra brevità, e una parte la quale include una narrazione. G.Cutillas definizione= testo breve in prosa con narrazione e finzione, con un linguaggio preciso e conciso. Utilizza l’ellissi (figura retorica che prevede l’omissione di qualcosa) per raccontare una storia sorprendente a un lettore attivo (disposto a ricostruire ed immaginare tutto ciò che l’autore non dice). I.Suarez definizione= il microrrelato è un testo in prosa, articolato attorno a due principi: la brevità e la narratività.
Oltre ad essere breve e in prosa, deve raccontarci una storia, perché non esistono microrrelatos senza soggetti attori e un’azione di conflitto o cambiamento di situazione e tempo. Il microrrelato ha una struttura semplice, ha una minima caratterizzazione dei personaggi a causa della mancanza dello spazio, condensazione temporale, uso di un linguaggio connotativo (il significato denotativo è il significato proprio, un significato concreto, il significato connotativo cambia di cultura in cultura). Il titolo è molto importante. L’apertura e la chiusura sono molto importanti. J.Epple definizione= quello che distingue questi testi come racconti è l’esistenza di una situazione narrativa unica formulata in uno spazio immaginario e uno scorrimento temporale, anche se alcuni elementi sono suggeriti. D.Lagmanovich = Il titolo è orientatore, un’apertura in medias-res (in mezzo alla storia), lo sviluppo è molto conciso, semplice e veloce, il finale può essere conclusivo o aperto. El dinosaurio- augusto monterroso 1959 Cuando despertó, el dinosaurio todavía estaba allí. È corto, tempo (todavia, cuando), personaggi (2 soggetti: uno della principale e il dinosauro). Allí è deittico, ovvero ha senso solo se il contesto è condiviso. Tutto ciò che non c’è possiamo aggiungerlo (Obras completas y otros cuentos). Il titolo esprime il carattere ironico. È stato uno dei primi microrrelatos. La storia è suggerita attraverso gli elementi, chi legge può dare sfogo alla sua fantasia. Violeta Rojo è stata una critica cilena che ha cominciato a scrivere articoli sul microrrelato, è stata tra i primi. In uno dei suoi articoli ha provato a definirlo: definicion en rasgos…
Come nasce il microrrelato? Si dice che sia nato per poligenesi , ovvero dalla fusione di due generi:
cedere il posto da una donna. (Colori poetici). Guarda fuori la neve tra le teste di due signore nere. Lei lo prende per il braccio, e lui si indigna. Lei lo fa sedere senza parlare. Lui borbotta, agitando furioso le mani. Ci sono molte metafore e colori poetici,che rendono il testo en prose. La GUEGUERIA è un genere poetico, sono giochi linguistici di carattere ludico-poetico. Manipolazioni del linguaggio o immagini umoristiche. Ramon Gomez de la Serna. Adamo ed Eva sono molto spesso protagonisti dei microrrelatos. I microrrelatos si appoggiano a storie che tutti conoscono, in modo da farli essere corti essendo che non hanno bisogno di spiegazioni, come per esempio: A Circe, Odissea È composto da due brevi paragrafi che iniziano con due esclamazioni: Circe! Qualcuno si rivolge a Circe- Ulisse. Essi chiese consiglio a Circe per non farsi rapire dalle sirene, il quale però voleva farsi rapire. LOS NIÑOS TONTOS- el niño que era amigo del demonio (1956) Ana Maria Matute Si apre in medias-res. Il bambino sente che i bambini dicevano cose brutte sul diavolo. Compara il diavolo agli ebrei, che vengono cacciati da tutte le terre. Da allora tutte le sere diceva cose carine al diavolo, per pietà. La madre lo sente, si fa il segno della croce. Il bambino dice che il demonio è suo amico e lo tratta bene così andrà in cielo.
fisicamente, vengono usati molto i personaggi tipo (rappresentano una categoria come il povero, il ricco, il giovane, il vecchio). Lo spazio è costruito in maniera molto essenziale. Scarsità di descrizioni. Per tempo si usa in forma estrema l’ellissi (l’omissione di qualsiasi elemento narrativo). L’ellissi temporale è lo scorrimento del tempo con moltissimi salti, non si raccontano tutti i momenti esatti. I dialoghi sono. Quasi sempre assenti, non si usa perché ha bisogno di spazio. Si usa solo se è funzionale ed è breve. Il finale spesso si caratterizza per essere una sorpresa. Ci sorprende perché finisce non come ce l'aspettavamo o perché il racconto porta in un’altra dimensione (dal punto di vista dello scrittore al punto di vista del lettore. A volte il finale. È spesso enigmatico. Il titolo è fondamentale. Dovendo risparmiare parole, il titolo spesso contiene informazioni essenziali per capire. La sperimentazione linguistica , si gioca molto con la lingua e le parole. -Tratti tematici L’ intertestualità , ovvero il riferimento (in modo implicito o esplicito) ad un’altra opera letteraria (ex. Adamo ed Eva). La metaficción, ovvero una letteratura basata su una letteratura (ex. microrrelatos che raccontano la scrittura del microrrelatos) L’ ironia, parodia, umorismo. L’ intenzione critica ,ovvero una critica verso qualcosa (critica satirica). -Tratti pragmatici, aspetti che collegano il lettore al testo, ha impatto sulla realtà.
Vi è l’esigenza di un lettore attivo , ovvero che interpreti le ellissi. L’ELLISSI •È una figura retorica ed una tecnica narrativa. Consiste nell’omettere elementi e parti del racconto che il lettore può e deve ricavare da solo grazie al contesto
condividiamo una logica, trasgredendola creo umorismo (elefante che sale le scale).
L ’intertestualità è molto importante, non si trova in tutti i microracconti ( Irene Andres Suarez-un capitolo del suo libro è dedicato all’intertestualità). Il termine viene usato per la prima volta nel 1969 da Julia Kristeva. Ogni testo letterario è collegato,ha una rete di relazioni che lega quel testo ad altri testi. Nel mio libro ci sono elementi di altri miei libri. L’intertestualità è quindi è una rete di relazioni che il singolo testo intrattiene con altri testi. Ipotesto è il testo a cui il testo si ispira. °L’intertestualità interna è quando il testo si riferisce all’opera dell’autore stesso. °L’intertestualità esterna è quando il testo si riferisce a un testo di un altro autore. °L’intertestualità tematica è il riutilizzo di temi già esistenti, modelli conosciuti. Di solito sono le grandi opere conosciute: Don Quijote, La Bibbia, La Metamorfosi di Kafka… se non si riconosce l’ipotesto, il microrrelato fornisce indizi oppure bisogna ricorrere alla ricerca su internet (“Genesis 3” o “La verdadera Historia de Romeo y Julieta”). °L’intertestualità formale è l’invenzione di temi nuovi e modelli inventati (per esempio una ricetta- “Cuento de las croquetas de huevo”, suddivisione di una ricetta in inizio, svolgimento, conclusione. Per Jose de la Colina, tutto può essere letto come un racconto. Ciò che sta dicendo al lettore è che si può creare un microrrelato su tutto). Le funzioni dell’intertestualità:
come la conosciamo. Si mescolano situazioni reali con quelle fantastiche. I temi e i motivi della letteratura fantastica presenti nel microrrelato: Il tema del doppio ( l’esistenza nel mondo di un altro me), la metamorfosi, ilvampiro, il fantasma, l’ ”altro” che ci osserva, la trasgressione delleleggi fisiche, esistenza di mondi paralleli al nostro, il confine tra sogno e realtà, confusione tra realtà e il suop riflesso, coscienza post-mortem, dimensione microscopica o cosmica, intersezione tra finzione e realtà e inversione del punto di vista. Micro-marco= la hormiga en el asfalto, c’è la stessa descrizione sia in macro che in micro. Morte-vita= el despistado (il distratto) °Basato su giochi linguistici, sono quelli che non si possono tradurre in un’altra lingua. La narrazione è fondata su un gioco linguistico, non ha importanza la storia o il significato, ha importanza il gioco linguistico che fa l’autore. Si creano giochi di parole, giochi enigmistici… ciò che importa è il componente ludico. Con la corrente delle avanguardie (dopo il modernismo) questo tipo di microrrelato è aumentato. Le avanguardie erano molto interessate al gioco linguistico linguistico, gli piaceva giocarci. I giochi linguistici possono essere di vari tipi: giochi fonici (si gioca con il suono delle parole, lipogrammi= testi in cui tutte le parole non possono contenere una lettera dell’alfabeto, tautogrammi= testi in cui tutte le parole iniziano con gla stessa lettera, esercizi monovocalici= le parole del testo contengono una sola stessa vocale, allitterazioni= ripetizione dello stesso suono, stessa lettera), gioco semantico, ovvero si gioca con il significato delle parole ( si prende seriamente ciò che si dice ‘sei un
mostro’), si può creare un racconto sulla polisemia, ovvero si sfruttano i due significati della stessa parola, si possono creare parola nuove. Gioco morfologico= ceja (ciglia e verbo cessare). °Metaletterario, ovvero un racconto che parla di un racconto. Il tema è l’atto di scrivere un microrrelato. È una tecnica che consiste nel scrivere un microrrelato che parla di un microrrelato. °Poetico, l’ aspetto narrativo è irrilevante, l’aspetto poetico è più rilevante. Si usano tanto le figure retoriche. °Bestiario (i protagonisti sono animali, vengono descritti prima fisicamente e poi per le loro qualità )/ Fabula (esopica, con protagonisti animali) sono due generi letterari medievali. ELEMENTI PER L’ANALISI DEL MICRORRELATO STRUTTURA NARRATIVA ~TITOLO, fa parte del testo e orienta alla lettura ~ ESORDIO, in medias res, i falsi deittici ovvero elementi che apparentemente indicano il contesto ma in realtà non dicono niente. Titolo :elemento importante, fa parte del testo, spesso ha informazioni che nin tornano nel testo.leggere titolo:cogliere informazione che non verra più data. Titolo appartiene al
intertetsuale, rimando ad Iliade. Ci allude ad ipotesto, ma in forma meno diretta. Es “narcisa” è titolo onomastico, intertetsuale, titolo già ci porta su certa strada. 4)genericom ci orienta rispetto al genere testuale, ci da informazione sul genere. Microrrealto ha generi diversi. Titolo generico, scritto come favola es “aviso”, nel carattere proteico sto sfruttando l’avviso. Es titolo “ de sembiosis “ non è generico, ma con il “de” arcaizzante (latino) de+ simbiosis (lessico scientifico) è argomento scientifico ed è antico. Ci riporta ad argomento scientifico. (Es favola colorin ni Colorado)
il contesto. Funzione esegetica: titolo unico elemento che ci permette di interpretare correttamente racconto, senza titolo non capiamo testo. Titolo ci da Chiave interpretativa fondamentale. Non sono tanti ma si trovano. Funzione dilatoria: ci fa supporre che titolo parli di certo argomento, ma ci parla di altro, ci porta fuori strada (es la ultima cena, testo ci fa capire che è altro, titolo non ha funzione esegetica ma dilatoria, ci fa aspettare, dilata la situazione perché la allontana , li per li ci porta su altra strada, intensificando cosi la sorpresa finale.) Funzione sperimentale: titolo oggetto sperimentazione linguistica ha gioco di parole, un’invenzione linguistica, aspetto che riguarda sperimentazione linguistica, ha figura retorica.( ed mina ha funzione sperimentale perché ha gioco di parole che continua nel testo, nel caso di questo “este tipo es una mina” in agerntina mina significa anche ragazza) o esempio scambio titolo è racconto di valenzuela “que bueno” c’è sperimentazione ma non gioco di parole. Titolo si può analizzare in rapporto al testo: rapporto tra loro, alcuni titoli hanno come rapporto con tetso solo il tema, mam non dicono nulla sullo sviluppo, dicono un elemento neutro, ma non ci da indizi su come continua, titoli obiettivi, semplice (es heroes: annuncia tema ma non dice altro , anticipa tema senza dire nient’altro) (es deudas: mia madre costretta dai debiti vende parte di casa, ma dopo questo non si riferisce più ai debiti. Sono andate a vivere dal vicino , e la madre si veste meglio sembra più felice. Microrrelato non c’entra nulla con i debiti, ê di tipo fantastico perché bambini non tornano a casa loro ma rimangono dal vicino. Non c’entra con i debiti, è solo premessa. Titolo che aumenta sorpresa. Altro titolo può esplicitare l’ipotesto >intertestuali, ci dicono a che opera si riferisce (a volte direttamente come genesis 3), altre volte meno esplicito (orillas del escamandro: si esplicita
maggiore poeticità.