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IL MICRORRELATO SPAGNOLO, Appunti di Letteratura Spagnola

Storia del microrrelato nel mondo ispanico (e non). Esempi di diversi microrrelatos analizzati.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 23/12/2021

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Lezione del 16/02/2021
IL MICRORRELATO ISPANICO
Il microrrelato è un genere letterario molto recente che in Italia non è poco diffuso, ciò non vuol dire che esso non esista,
anzi è conosciuto con il nome di microracconto. Questo è un genere fiorente che che in ambito ispanno si è sviluppato sia
in Spagna che in Sud America, pertanto si parlerà di autori provenienti da ambedue i continenti.
Il microrrelato è un testo di carattere narrativo brevissimo, cioè un testo cui brevità invariata va in genere dalle poche
parole all’estensione di una pagina circa (già se arrivasse a più 3 pagine sarebbe considerato un racconto) ed è un genere
che si è sviluppato tra alla fine del XX sec e l’inizio del XXI sec, si dire pertanto che è un genere recentissimo,
relativamente poco codificato, scritto e studiato. Le radici di questo genere innovativo però già affondano nel corso del
XIX sec, dove compaiono i primi precursori del genere, in ogni tipo di tradizione letteraria (si pensi all’inglese flash fiction
o al francese micro-récit)
Nella tradizione letteraria ispanica, il microrrelato ha avuto un riscontro particolare e vivo e grazie a ciò, oggi è argomento
di studio data la sua vivacità e la sua vasta produzione e diffusione, favorite dall’uso del web.
Lo sviluppo dei social media e dei blog ha incrementato la fama del microracconto che a sua volta si adatta a queste
piattaforme online per i seguenti motivi:
è più semplice leggere un microracconto che un romanzo su una schermata PC. In genere, si ha la tendenza a dedicare
poca energia e poco tempo al pc, pertanto si leggono per lo più cose che richiedono poco tempo da leggere quindi
molto brevi
le dimensioni del microracconto si sposano meglio con le dimensioni dei caratteri permessi dai blog/social media.
Fatte queste considerazioni possiamo spiegare il perchè vi siano pubblicati i microrrelatos in molti blog o piattaforme
social e anche il perché spesso questi mini-racconti appaiono nei concorsi delle riviste elettroniche che pubblicano
soltanto microrrelatos e il pubblico, non solo li legge ma al tempo stesso è indotto a scriverne altri, quindi diremo che
questo è un genere molto vicino a chiunque di noi, anche se ciò non vuol dire che sia più semplice rispetto ad altre
categorie letterarie, il microrrelato come ogni genere letterario ha delle regole specifiche da seguire.
Grazie appunto allo sviluppo di Internet, negli ultimo 30 anni sono aumentati sia gli autori che i lettori e anche il numero
delle case editrici che si occupano di pubblicare queste raccolte di microrrelatos in volumi e saggi che ne discutono a
riguardo (ovviamente in formato online che cartaceo). Il successo di questo genere ha inoltre fatto che incrementasse il
suo studio, tant’è che a partire degli anni 90 iniziarono ad aumentare notevolmente il numero di congressi dove
presenziano autori di microracconti ed esperti letterari che discutono sul microracconto sotto la prospettiva
multilinguistica e le sue caratteristiche, Ciò vuol dire che di fondo c’è interesse.
IL NOME
Essendo recente come genere, gli studiosi ancora non si sono messi d’accordo riguardo al nome con cui definire questa
categoria letteraria, pertanto la si chiamerà principalmente microrrelato, nonostante lo si possa definire con altri nomi
ancora. L’infinità di definizioni è dovuta sin
dalle sue origini: ognuno definiva questo
nuovo genere con un termine che meglio
preferiva o si adattava alla sua opera, quindi
la moltitudine di termini tendono ad essere
diversi perchè ancora non esiste un termine
generico unico e conosciuto per definire
questa nuova corrente letteraria. Diversi
critici hanno cercato di definire il
microracconto e vi hanno scritto diversi
saggi a riguardo.Si prenderanno in
considerazione le definizioni di tre
importanti critici e studiosi del microrrelato:
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Lezione del 16/02/

IL MICRORRELATO ISPANICO

Il microrrelato è un genere letterario molto recente che in Italia non è poco diffuso, ciò non vuol dire che esso non esista, anzi è conosciuto con il nome di microracconto. Questo è un genere fiorente che che in ambito ispanno si è sviluppato sia in Spagna che in Sud America, pertanto si parlerà di autori provenienti da ambedue i continenti. Il microrrelato è un testo di carattere narrativo brevissimo, cioè un testo cui brevità invariata va in genere dalle poche parole all’estensione di una pagina circa (già se arrivasse a più 3 pagine sarebbe considerato un racconto) ed è un genere che si è sviluppato tra alla fine del XX sec e l’inizio del XXI sec, si dire pertanto che è un genere recentissimo, relativamente poco codificato, scritto e studiato. Le radici di questo genere innovativo però già affondano nel corso del XIX sec, dove compaiono i primi precursori del genere, in ogni tipo di tradizione letteraria (si pensi all’inglese flash fiction o al francese micro-récit ) Nella tradizione letteraria ispanica, il microrrelato ha avuto un riscontro particolare e vivo e grazie a ciò, oggi è argomento di studio data la sua vivacità e la sua vasta produzione e diffusione, favorite dall’uso del web. Lo sviluppo dei social media e dei blog ha incrementato la fama del microracconto che a sua volta si adatta a queste piattaforme online per i seguenti motivi: ● è più semplice leggere un microracconto che un romanzo su una schermata PC. In genere, si ha la tendenza a dedicare poca energia e poco tempo al pc, pertanto si leggono per lo più cose che richiedono poco tempo da leggere quindi molto brevi ● le dimensioni del microracconto si sposano meglio con le dimensioni dei caratteri permessi dai blog/social media. Fatte queste considerazioni possiamo spiegare il perchè vi siano pubblicati i microrrelatos in molti blog o piattaforme social e anche il perché spesso questi mini-racconti appaiono nei concorsi delle riviste elettroniche che pubblicano soltanto microrrelatos e il pubblico, non solo li legge ma al tempo stesso è indotto a scriverne altri, quindi diremo che questo è un genere molto vicino a chiunque di noi, anche se ciò non vuol dire che sia più semplice rispetto ad altre categorie letterarie, il microrrelato come ogni genere letterario ha delle regole specifiche da seguire. Grazie appunto allo sviluppo di Internet, negli ultimo 30 anni sono aumentati sia gli autori che i lettori e anche il numero delle case editrici che si occupano di pubblicare queste raccolte di microrrelatos in volumi e saggi che ne discutono a riguardo (ovviamente in formato online che cartaceo). Il successo di questo genere ha inoltre fatto sì che incrementasse il suo studio, tant’è che a partire degli anni 90 iniziarono ad aumentare notevolmente il numero di congressi dove presenziano autori di microracconti ed esperti letterari che discutono sul microracconto sotto la prospettiva multilinguistica e le sue caratteristiche, Ciò vuol dire che di fondo c’è interesse.

IL NOME

Essendo recente come genere, gli studiosi ancora non si sono messi d’accordo riguardo al nome con cui definire questa categoria letteraria, pertanto la si chiamerà principalmente microrrelato , nonostante lo si possa definire con altri nomi ancora. L’infinità di definizioni è dovuta sin dalle sue origini: ognuno definiva questo nuovo genere con un termine che meglio preferiva o si adattava alla sua opera, quindi la moltitudine di termini tendono ad essere diversi perchè ancora non esiste un termine generico unico e conosciuto per definire questa nuova corrente letteraria. Diversi critici hanno cercato di definire il microracconto e vi hanno scritto diversi saggi a riguardo.Si prenderanno in considerazione le definizioni di tre importanti critici e studiosi del microrrelato:

  1. Ginés Cutillas sostiene che il microrrelato debba essere un testo breve in prosa di natura narrativa ( nel senso che al suo interno è rispettata la condizione cronologica nella quale si svolgono gli eventi ) e basata su fatti inventati ( su questo argomento non tutti sono d’accordo, spesso si scrivono anche microrrelatos di carattere storico, quindi qualcosa che è successo veramente ) che, usa un linguaggio preciso/esatto ( si parla quindi di una cura maniacale del linguaggio ) e conciso/sintetico ( si usano solo le parole necessarie allo scopo ) servendisi della ellisi ( fig. retoricaomissione all'interno di un enunciato di elementi desumibili dal contesto; quello che non c’è lo immaginiamo ) per poter raccontare una storia sorprendente ad un lettore attivo (cioè colui che colma le elissi, immaginando ciò che non è stato detto esplicitamente, interpretando in maniera soggettiva il testo proposto). Il microrrelato possiede molte ellissi da elaborare, il lettore per questo motivo deve essere molto attivo: i racconti sono corti ma non sono semplici, essi devono essere letti con molta attenzione, numerose volte e bisogna capire sempre quali sono le cose che mancano al suo interno; questi vuoti possono essere colmati con totale libertà oppure il lettore deve seguire le “istruzioni” dell’autore, quindi si deve chiedere continuamente a cosa si sta alludendo e cercare la risposta nella propria testa.
  2. Inés Andres-Suárez promuove l’idea che il microrrelato è un testo letterario in prosa, articolato intorno a due principi fondamentali: iperbrevità (massimo una pagina) e narratività , quest’ultimo è il fattore che permette di distinguerlo da altre modalità di racconto in prosa prive di sostanza narrativa ( in altre parole, sostiene che un microrrelato è tale solo se è narrativo: se avessimo un testo breve privo di narratività questo non sarebbe un microrrelato ma una microficción che si distingue dal microrrelato dal fatto che in esso c’è lo scorrere del tempo e si assiste ad una trasformazione di qualche tipo, la narratività ). Il microrrelato, oltre ad essere breve ed essere scritto in prosa, deve raccontare una storia, perché non esiste un microrrelato senza un soggetto attore ( il protagonista, non deve essere per forza una persona ) e senza una azione, a sua volta sorretta da un conflitto o un cambio di situazione.
  3. Juan Armando Epple sostiene che ciò che distingue questi testi come microrrelatos è l'esistenza di una situazione narrativa unica formulata in uno spazio immaginario e in un lasso temporale , anche se alcuni elementi della terzetto (azione-spazio-tempo) possono essere suggerimenti (vale a dire che non per forza deve esserci un vero spazio, esso può essere suggerito, tant’è che nei microrrelatos si allude allo spazio dove è svolta l’azione senza dirlo specificatamente).

L’ESTENSIONE DEL MICRORRELATO

Come si è già detto, sulla questione della estensione del microrrelato non c’è un accordo su quanto deve essere un microrrelato per essere tale, ognuno dice la propria: ● da 1 a 4 pagine (G. Cutillas) ● massimo 1 pagina (Irene Andres Suarez, Lauro Zavala). ● Fino a 3 pagine (Lagmanovich). Bisogna tener presente che, alcuni autori tendono a classificare il microrrelato a seconda della sua lunghezza: Lauro Zavala distingue il cuento corto (da 1.000 a 2.000 parole), muy corto (da 200 a 1.000 parole) e ultracorto (da 1 a 200 parole), mentre David Lagmanovich distingue dagli altri il microrrelato brevísimo o ultracorto quello con meno di 40 parole.

UN CLASSICO DEL MICRORRELATO: EL DINOSAURIO

El dinosaurio è un testo scritto negli anni ‘60 dallo scrittore guatemalteco Augusto Monterroso (Tegucigalpa,1921 – Città del Messico, 2003) considerato uno dei pionieri del microrrelato. El dinosaurio oltre ad essere l’esempio più concreto di microrrelato è famoso per la sua estrema brevità, infatti, il testo è composto soltanto da otto parole e questo nel momento della sua pubblicazione destò scalpore (anche perché non c’erano molti autori che scrivevano microrrelatos), ed è anche per questo motivo che è molto conosciuto. Cuando despertó, el dinosaurio todavía estaba allí. (Quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì) Dopo aver letto questo microrrelato, il lettore da subito è attivo ed inizia a riflettere: si nota sin da subito che è presente una narrazione minima, infatti con ancora lì , s’intende che ci è stato un tempo precedente, quindi è avvenuto un qualche tipo di cambiamento (la persona prima dormiva poi si sveglia ma il dinosauro è sempre lì), quindi a tutti gli effetti questo è

Il Dinosauro nella cultura collettiva

Il Dinosauro apparve per la prima volta nella raccolta la oveja negra y demás fábulas di Augusto Monterroso. Il microracconto destò talmente tanto scalpore che è rimasto insediato nella cultura collettiva. Molti studiosi cercarono di spiegare il perché di questo fenomeno, che si può spiegare in ben 10 punti. ● La scelta del tempo grammaticale impeccabile, che crea una forte tensione narrativa e la naturalezza temporale di tutto il testo. ● La struttura sintattica è equilibrata, alternando tre avverbi e due verbi. ● Il valore metaforico, sotto testuale e allegorica di una specie reale che però è stinta (il dinosauro e la forza evocativa del sogno (annullato, eliso). ● Ambiguità semantica: chi si è svegliato? dove è collocato nello spazio allí ?. ● L’appartenenza simultanea al genere fantastico come al genere di terrore oppure al genere giallo (si deve risolvere un mistero). ● La possibilità di partire da un microracconto per l’elaborazione di un racconto di estensione convenzionale con un inizio e un fine. ● La presenza di una cadenza quasi poetica (tant’è che strutturalmente parlando si avvicina a un endecasillabo/dodecasillabo e ha una struttura grammaticale modificabile ● La possibilità di essere letto indipendentemente come un piccolo racconto (convenzionale e chiuso) o un microrrelato (moderno o postmoderno con più di una interpretazione possibile. ● La condensazione di vari elementi cinematografici (grazie alla presenza delle ellissi, del sonno e del terrore) ● Ricchezza delle ridondanze alle allegoriche (apocalittiche, politiche e kafkiane) nota: vedere pagina 8 del powerpoint il microrrelato ispanico su E-Learning Lumsa.

Lezione 2

IL MICRORRELATO: DEFINIZIONI E CARATTERISTICHE

Oltre alle definizioni già considerate e discusse precedentemente, è importante aggiungere anche la definizione di una delle prime studiose del microracconto: Violeta Rojo, studiosa cilena, che tra le prime a dedicarsi ai microrrelatos, che ne definito la sua definizione e caratteristiche in maniera più approfondita negli anni 80 del XX secolo. Rojo nel suo saggio breve manual para reconocer minicuentos, sostiene che un microrrelato per essere definito tale deve possedere le seguenti caratteristiche: ● Deve essere molto breve e, anche se è comune che la estensione di un microrrelato sia di una pagina, esso non arriverà mai alle due pagine di lunghezza. ● L’argomento del microrrelato può essere esplicitato o meno , nel caso non sia ben definito è perchè l’argomento è implicito e necessita dell’intervento del lettore per completarsi e avere un senso. ● Spesso, i microrrelatos possiedono la estructura proteica (termine coniato dalla stessa Violeta Rojo e deriva da Proteo, personaggio divino della mitologia greca che aveva la caratteristica di mutare la sua persona in forme diverse. La mitología vuol che egli fosse in grado di predire il futuro e che molta gente si riferisse proprio per questo motivo e dovevano stare attenti che divinità non cambiasse le sue fattezze in modo tale da poter essere aiutati e non si perdeva il “contatto” con lui. L'aggettivo proteico è riferito alla qualità del cambiare forma) cioè, il microrrelato spesso può assumere forme letterarie diverse rimanendo sempre ciò che è: può avere la forma del saggio, della poesia, del racconto tradizionale e le caratteristiche di altre forme letterarie. Come può sembrare un racconto, può sembrare per esempio una riflessione sulla letteratura e il linguaggio, ricordi/memorie, aneddoti, lista di luoghi comuni, termini per descrivere un oggetto, frammenti biografici, favole, palindromi (parole o frasi che si possono leggere da sinistra a destra oppure da destra a sinistra, ex.otto), definizioni scritte a mo’ di dizionario, ricostruzioni false della mitologia greca, istruzioni, descrizioni geografiche da un punto di vista non tradizionale. In poche parole, il microrrelato si appropria di generi letterari e non, rimanendo sempre tale. ● Il microrrelato presenta una cura estrema del linguaggio poiché, usando poche parole, esse devono essere perfette all’interno del microracconto. Non si parlerà mai quindi di una parola sprecata perché ogni parola all’interno del microracconto ha una sua funzione e una posizione specifica. ● L’uso dei quadri di conoscimento è comune all’interno dei microrrelato (terminologia inventata da Umberto Eco ne discute un saggio a riguardo -1981- come ne discute anche il critico Van Dijk -1980- def. i quadri sono dei riferimenti a qualcosa che conosciamo e, quando leggiamo qualcosa, attacchiamo quello che leggiamo con quello che conosciamo. Quando leggiamo qualcosa, questo qualcosa non ci spiega tutto completamente perché dà per scontate alcune conoscenze. ex vado a fare la spesa al supermercato ⇾ è una realtà conosciuta che si deve esplicitare soltanto nel momento in cui non sia conosciuta. Ciò che si considera scontato è molto pericoloso in quanto non tutti viviamo la stessa realtà. Basandosi sul nostro esempio per noi la realtà del supermercato è normalissima, in un villaggio in mezzo al deserto invece no.) perchè, data la brevità dello spazio e la condensazione del testo, l’autore deve incontrare un tema conosciuto o fare referenze a temi comuni per non dovere spiegare le situazioni e tantomeno ubicarle nello spazio. Questo spiega perché spesso il microrrelato allude sempre a qualcosa di preesistente che può essere legato alla letteratura,un testo già scritto o una conoscenza culturale/storico/morale comune a tutti. Come conseguenza di ciò, nei microrrelatos, trascende l’uso della intertestualità, cioè la tendenza del testo ad “appoggiarsi” a testi letterari precedenti, che funzionano da base per creare nuovi racconti.

POEMA IN PROSA RACCONTO BREVE

(sulle basi gettate da Edgar A.Poe) Riduzione dell’elemento descrittivo del poema in prosa proprio del decadentismo e rafforzamento dell’elemento narrativo Progressiva riduzione, compressione e «asciugatura» del racconto classico Charles Baudelaire, Petits poèmes en prose (titolo alternativo: Le spleen de Paris ), pubblicato nel 1869 è una raccolta di soli poemi in prosa. Rubén Darío, Azul (1888) Auguste de Villiers de l’Isle (Francia) Jules Renard (Francia) Franz Kafka (scrittore boemo di lingua tedesca) Oscar Wilde (Inghilterra) Lord Dunsany (Irlanda) Bertolt Brecht (Germania) Ernest Hemingway (Stati Uniti) La fusione di questi due generi favorirà la nascita del microracconto, ma come? Con lo scorrere del tempo il poema in prosa inizia ad acquistare degli elementi narrativi che all’inizio non possedeva (normalmente le poesie non sono narrative, sono quadri che sottolineano sensazioni). L’elemento della narratività nella poesia viene accresciuto con il tempo dai successori di Baudelaire come per esempio, Rubén Darío, autore nicaraguense che scrive la sua raccolta di poemi in prosa intitolata Azul (1888). Nei racconti brevi, invece, si nota la tendenza di accorciare il racconto classico: se Edgar Allan Poe scriveva testi di 6-7 pagine, i suoi successori scriveranno testi cui estensione è molto più breve di circa una pagina al massimo. Dalla fusione di questi due generi , come si è detto nascerà il microrrelato anche se inizialmente, questi nuovi testi venivano categorizzati come testi narrativi in prosa molto brevi o poemi in prosa , poichè ancora non c’era la cosapevolezza si fosse formato un nuovo genere, essa arriverà nel 1900. Baudelaire, Le spleen de paris (petits poèmes en prose): XLI. EL PUERTO Questo è l’esempio concreto di un poème en prose: è la descrizione poetica di un porto con parole poetiche, descrivendo la realtà che percepisce il poeta senza bisogno di narrare una storia o altro, tant'è che non si incontrano elementi di tipo narrativo. Baudelaire, Le spleen de paris (petits poèmes en prose): XL. El ESPEJO Questo è un altro testo di Baudelaire, che però si differenzia dal testo preso in esempio precedentemente perchè s’incontra un elemento narrativo, vale a dire l’incontro tra due personaggi che interagiscono tramite dialogo e viene “mostrata” anche una storia. Lo scopo del microrrelato non è tanto la storia in sé per sé ma la riflessione che vi è messa in mostra: l’uomo che si guarda lo specchio per diversi motivi che possono essere il concetto di bellezza, riflessione sulla politica o altre ipotesi ancora. Il tenue elemento narrativo crescerà in altri autori che seguiranno le orme di Baudelaire che ha avuto un grande seguito in tutta Europa, addirittura si formerà la corrente Decadentista (che in Spagna sarà chiamata Modernismo, alla quale Rubén Darío vi aderisce con la sua opera più nota Azul dove spicca il racconto Naturaleza muerta ).

Rubén Darío (Metapa, 1867 – León,1916) Figura rilevante della letteratura spagnola perché ha avuto molto seguito sia in Spagna che in America Latina (era nicaraguense); lo si può considerare come una figura innovatrice , da una parte rinnova il linguaggio (nessuno fino ad allora aveva scritto come lui: si riportano all’uso termini arcaici , si usa un lessico elegante , ricco, musicale e di bella forma) e sperimenta diversi generi, creando addirittura un nuovo genere letterario. Egli è il fondatore del movimento modernista ispanico e dalla sua estetica letteraria sorgerà una varietà di autori e poeti che si sono ispirati alle sue opere per scriverne altre: in Spagna incontreremo Juan Ramón Jiménez, Ramón Gómez de la Serna, Antonio Machado e Federico García Lorca ; mentre in America Latina vedremo Alfonso Reyes (Messico), Julio Torri (Messico), Leopoldo Lugones (Argentina), Oliverio Girondo (Argentina) e Vicente Huidobro (Chile). Tutti sono stati influenzati da Darío e tutti si possono considerare i precursori del genere letterario del microracconto in quanto sono autori dei primi microrrelatos del ‘900 (è qui che abbiamo l’apice della fusione tra i due generi -poema in prosa e racconto breve- che daranno vita al microracconto, che ancora come genere non è definito e probabilmente lo si conosce bene). Bisogna considerare Julio Torri separatamente dagli altri autori perché nel 1917 scrive il suo A Circe , nonché il primo microrrelato della storia letteraria ispanica Rubén Darío - Naturaleza muerta Azul è un libro che solo ed esclusivamente raccoglie poemi in prosa ed è grazie al suo autore Rubén Darío, grande ammiratore di Baudelaire, che si introduce nella tradizione letteraria spagnola il poème en prose. In questo poema, essenzialmente si descrive un vaso pieno di frutta e fiori (per questo naturaleza morta) e,nonostante sia dettagliata la sua descrizione c’è un elemento narrativo fondamentale : all’inizio, quello che lui crede sia frutta vera, avvicinandosi scopre che in realtà sono frutti artificiali. Il lettore assiste ad una temporalità e ad un cambiamento: prima vive una realtà poi ne vive un’altra che alla fine da viva che era all’inizio alla fine risulterà morta/finta. Lo scopo del testo non è la descrizione per quanto sia meravigliosa e quasi pittoresca, ma è di far riflettere il lettore sui vari aspetti della realtà, sulla verità e sull'apparenza.

É importante ricordare che Juan Ramón Jiménez non fu tra i primi scrittori in assoluto di microrrelatos ma lo si può considerare un precursore (i primi autori di microrrelatos scrissero tra alla fine degli anni cinquanta e l’inizio degli anni sessanta del 1900) pertanto il testo esaminato lo si deve considerare più vicino al poema in prosa che al microracconto (anche se per qualcuno questo effettivamente è un microrrelato); bisogna inoltre ricordare che la classificazione dei testi non è ferrea poiché come ben si sa in letteratura non ci sono dei confini netti tra gli stili. Ramón Gómez De La Serna (1888-1963) Poco conosciuta è la figura particolare di Ramon Gómez De La Serna, che aveva aderito al Movimento Avanguardista e che aveva iniziato a sperimentare nuovi generi e nuovi linguaggi letterari nel corso della sua carriera. E’ grazie alla sua persona che si deve la nascita del genere letterario della Gregueria caratterizzato per la dimensione minima dei suoi testi dove converge la metafora e l’umorismo, infatti las greguerias sono testi spesso ironici basati su un’immagine, comparazione implicita o giochi di parole e, su cui lo stesso Ramón Gómez De La Serna vi scrisse diversi libri a riguardo.

  1. Quando llega la “música de baile” los que no pagan entienden siempre “música de balde”
  2. Escuchar la radio es como cursar una asignatura interminable. ¿Quién se podría saber todo el programa?
  3. La linterna del acomodador nos deja una mancha de luz en el traje.
  4. El Pensador de Rodin es un ajedrecista al que le han quitado la mesa
  5. Cuando arriva la musica da ballo, quelli che non pagano capiscono sempre música de balde (balde =it. gratis). Incontriamo il gioco di parole tra baile e balde. In generale, quello che si vuole dire è che coloro che non pagano capiscono sempre ciò che vogliono capire.
  6. Ascoltare la radio è come seguire un corso interminabile. Chi potrebbe conoscere tutto il programma? per cursar una asignatura s’intende seguire un corso. L’autore gioca sul doppio significato del termine programma che potrebbe essere come accademico o come radiofonico.
  7. La lampada del acomodador ci lascia una macchia di luce sul vestito. In primis, viene proposta al lettore un'immagine che risulta essere una metafora vera e propria: una volta nei cinema, quando si poteva entrare in qualsiasi momento dei film, el acomodador era la persona che con una lampada guidava la persona al suo posto, spesso poteva capitare che puntava la luce verso la persona che doveva guidare, ed ecco perché il testo parla di una macchia di luce sul vestito.
  8. Il pensatore di Rodin è un giocatore di scacchi a chi han tolto il tavolino (e la scacchiera). Qui si deve pensare all’opera dello scultore francese per poter capire il senso di queste poche righe che sono anche simpatiche. Questi testi assolutamente non sono narrativi ma sono sorprendenti e sintetici, questa emblematica brevità, all’epoca non esisteva nelle opere letterarie quindi, De La Serna sta avviando quella che per il microrrelato, in futuro diventerà uno dei punti cardine, cioè la estremizzazione della brevità, ed è per questo motivo che viene considerato un precursore. Ramón Gómez De La Serna scrisse anche dei piccoli racconti (un esempio è il testo sotto questo paragrafo) che sono narrativi,brevi,divertenti e sorprendenti al finale che, a tutti gli effetti possono essere considerati dei microrrelatos veri e propri, anche se lo stesso autore non è consapevole ciò. En aquel primer Carnaval del mundo, cuando aún no existían más seres humanos que los que componían la primera pareja Adán sintió ganas de disfrazarse para dar broma a Eva, y tomando un pámpano, le abrió los dos agujeros de los ojos y lo convirtió en careta. Después envolvió su cuerpo en grandes hojas de tabaco y de esa guisa se dirigió a Eva. Eva, un poco sorprendida ante aquella voz de falsete que le preguntaba con insistencia «¿Quién soy? quién soy?» respondió: - ¡Pedro! I protagonisti del racconto sono Adamo ed Eva che festeggiano il primo carnevale del mondo e, Adamo decide di travestirsi per fare uno scherzo ad Eva: si mette una maschera e si copre il corpo di foglie di tabacco e con voce travisata chiede con insistenza alla donna chi credeva lui fosse ed Eva risponde: Pedro! L’umorismo del testo viene a galla proprio da quest’ultima battuta: poiché Adamo ed Eva sono gli unici individui sulla terra, il Pedro che nomina Eva, non può esistere.

Federico García Lorca (1898-1936) Lorca scrisse anche alcuni testi brevi (circa 4 o 5) che si avvicinano al microrrelato per le caratteristiche che possiedono e non si deve assolutamente dimenticare che lui è vicino al Modernismo, specie a Juan Ramón Jiménez nel primo periodo della sua carriera letteraria (non è un caso, appunto che questi testi siano stati scritto in questo periodo). Il testo preso in esempio narra la storia di due innamorati che stanno in un giardino, successivamente arrivano altre due dame che cercano di uccidere l'innamorata soltanto che, al loro arrivo, la ragazza è già morta e, quando trovano il suo cadavere ella si trasforma in farfalla e vola via. La storia può avere diversi significati, e come spesso succede nelle composizioni di Gracía Lorca, le vicende sono contornate da un alone di mistero (garantito dal simbolismo, tanto caro Lorca) è pertanto importantissimo ricordare che questo testo oltre ad essere breve ha un un forte carattere poetico simbolico ed è scritto con grande attenzione, si pensi alla lingua che risulta essere molto attenta ed elegante. Las cinco damas de una corte llena de color y poesía, enamoradas las cinco de un joven misterioso que ha llegado a ella de lejanas tierras. Lo rondan, lo cercan y se ocultan mutuamente su amor. Pero el joven no les hace caso. El joven pasea el jardín enamorando a la hija del jardinero, joven con la piel tostada y de ninguna belleza, aunque sin fealdad, desde luego. Las otras damas lo rondan y averiguan de qué se trata e, indignadas, tratan de matar a la joven tostada, pero cuando llegan ya está ella muerta con la cara sonriente y llena de luz y aroma exquisito. Sobre un banco del jardín encuentran una mariposa que sale volando y las ropas del joven. Leopoldo Lugones (1874-1938) Scrittore argentino seguace di Rubén Darío; anche lui scrive poemi in prosa con un aspetto narrativo molto evidente.Si prenderà in esempio un testo che narra la storia che si svolge in un giardino a Firenze nel 1500 (quindi, il testo ha una ambientazione storica resa più ancora più chiara anche dai suoi personaggi che sono sia cavalieri che dame). En un jardín florentino del Cinquecento, dos nobles damas hacían a un viejo profesor, consultas mitológicas. –Lo que no alcanzo a explicarme –dijo la primera, casada por cierto, aunque tierna a la vez para un hermoso amigo– es como pudo la antigüedad justificar a Helena. El destino era un agente cómodo a la verdad. Su interlocutora añadió: –El hipócrita Eurípides llega hasta sostener su virtud, cara Verónica. Entonces intervino el consultor: –Todo es natural, explicable y discreto –dijo–. Teseo, un rey, fue el primer raptor y amante de Helena. Después fue su marido Menelao, otro rey. Después la amo Paris, hijo de rey. Luego Deifobo, hermano de Paris. Luego otra vez Menelao. Luego la sombra elísea de Aquiles, también rey. Esto la justifica. Mezclar su sangre con la de cinco reyes, es una gloria. Por eso el yugo del himeneo es ligero para los reyes. En cambio, unirse con plebeyos, es mancharse otras tantas veces. No solo regocija, sino que ennoblece las ideas, calmar con diversos selectos vinos, la sed de un banquete. El borgoña no perjudica al chipre, ni este al malvasía. En cambio, el agua turbia causa más daño cuanto más se la bebe. En algo se ha de diferenciar, señoras mías, el noble del plebeyo. Julio Torri (1889 - 1970) Scrittore Messicano che compose il testo A Circe (pubblicato nel 1917) considerato il primo microrrelato della storia. Scrisse diversi microrrelatos ma si studierà più nello specifico il suddetto perchè è il più emblematico. Il testo in esame di basa sul personaggio mitologico della maga Circe la ninfa che abitava nell’isola di Eea (promontorio del Circeo) ossia, colei che, quando Ulisse approdò sull’isola, trasformò i compagni di viaggio dell’eroe e sedusse quest’ultimo, trattenendolo lì per un anno intero. Quando Ulisse decide di lasciare l’isola la maga consiglia all’eroe e alla sua ciurma di turarsi le orecchie con della cera, in modo che non possano cadere vittime delle sirene che, con la loro bellezza e canto ammaliante, attiravano gli uomini nelle acque per poi divorarli e lasciare le loro ossa nelle scogliere. Tuttavia, spinto dalla inestinguibile curiosità che lo contraddistingue, l’eroe tappa le orecchie solo ai compagni e da questi si fa legare all’albero della nave in modo da poter ascoltare la voce delle sirene, che a loro volta cercano di convincere l’eroe di rimanere con loro, fallendo miseramente.

Dato che, la protagonista ha due nomi, può sperimentare la condizione di vivere la sua vita come se ne avesse due, una per ciascuna personalità: Maria è la donna sposata mentre Olga è una donna nubile che si è potuta trovare un amante che l'adora. La donna non è consapevole della sua dualità, pertanto non capisce perché suo marito si arrabbi di fronte alla sua infedeltà anche se la medesima Maria, la parte sposata, si auto considera come una donna fedele che non ha sensi di colpa a riguardo e che non comprende il motivo della collera del marito coniugato appunto con María, la donna devota al suo matrimonio e non con l’altra parte, Olga che continuava a volere bene al suo amante. ¿Era ella culpable de tener un nombre doble y de las consecuencias que esto puede traer consigo? qui, la protagonista accusa i suoi due nomi e fa discendere da essi le conseguenze delle sue scelte e, quando il marito prende il revolver per ucciderla, lei neanche capisce l'assurdità del gesto, rimanendo soltanto sbalordita. L’autore conclude con l’elemento sorpresa: il marito si sbaglia e uccide Maria, la parte a lui sposata, mentre Olga continua a vivere felice tra le braccia del suo amante sentendosi però un pò mancina. Il racconto basato su un'idea assurda, è umoristico, con una sorpresa finale, pertanto lo si può considerare molto vicino ai microrrelatos attuali, nonostante sia stato scritto agli inizi del 1900 e sia un testo sperimentale che non si poteva allora classificare come tale poiché ancora non esisteva il genere. Jorge Luis Borges (1899-1986) Scrittore argentino del 1900 famoso per essere stato un poeta e uno scrittore di racconti, quasi tutti caratterizzati dalla loro estrema brevità, tant’è che non ha mai scritto romanzi. Egli inoltre è uno dei più importanti scrittori di racconti non solo in Argentina, ma del tutto il novecento. La sua persona, nel campo della scrittura era piuttosto conservatrice, infatti non amava sperimentare con la lingua bensì con i generi. La lingua che usa Borges tende ad essere molto asciutta e le frasi non sono mai troppo arricchite in modo eccessivo ed è per questo motivo che i suoi testi sono sintetici. I testi in genere sono molto complessi e difficili da leggere ma, molto interessanti che colpiscono molto il lettore. Borges era molto interessato al genere del racconto in sè per sè, infatti, organizzò con un altro scrittore a lui contemporaneo, Adolfo Bioy Casares una collezione di racconti non suoi che vengono poi pubblicati, l’insieme di questi testi formano una vera e propria antologia del racconto. Borges non viene considerato un autore di microrrelatos, anche se, anche qui, il testo che si prenderà in esame in qualche modo rispetta le linee che fanno di un testo un microrrelato a tutti gli effetti. La trama Para que su horror sea perfecto, César, acosado al pie de la estatua por los impacientes puñales de sus amigos, descubre entre las caras y los aceros la de Marco Bruto, su protegido, acaso su hijo, y ya no se defiende y exclama: ¡Tú también, hijo mío! Shakespeare y Quevedo recogen el patético grito. Al destino le agradan las repeticiones, las variantes, las simetrías; diecinueve siglos después, en el sur de la provincia de Buenos Aires, un gaucho es agredido por otros gauchos y, al caer, reconoce a un ahijado suyo y le dice con mansa reconvención y lenta sorpresa (estas palabras hay que oírlas, no leerlas): !Pero, che! Lo matan y no sabe que muere para que se repita una escena. Il testo è di carattere intertestuale e si fa riferimento ad un episodio storico-leggendario e non ha un’opera conosciuta come si è visto precedentemente. L’autore si rifà alla storia di Roma che bene o male tutti conoscono: Il titolo non fa alcun riferimento all'episodio su cui si vuole basare la storia ma il primo nome che appare ossia quello di Cesare. L’episodio in particolare su cui il testo fa riferimento è l'omicidio del dittatore romano (la storia vuole si sia svolto ai piedi delle statue del foro romano anche se storicamente non è avvenuto lì), che viene ucciso da un gruppo di congiurati, tra cui anche il suo figlio adottivo Marco Bruto. La storia vuole che appena Giulio Cesare riconosce tra le facce dei congiurati quella di suo figlio, esclami: Anche tu, Bruto, figlio mio! e dato che, alcune opere di Shakespeare e di Quevedo riprendono questo evento storico, l’autore decide di far pronunciare a Cesare questa frase come avevano fatto gli autori a lui precedenti. Nel secondo paragrafo, l’autore immagina un secondo scenario, simile al primo, diciannove secoli dopo, dall’altra parte del mondo, in prateria argentina in cui un gaucho (cowboy) viene ucciso dal proprio figlioccio però, l’enunciato che viene pronunciato è una frase tipica argentina: !Pero, che! , dove che è una parola molto usata nel parlato che però non ha un significato concreto o specifico, è una esclamazione per richiamare l’attenzione o per esprimere sorpresa (per rendere chiaro il concetto, si pensi al aò! in dialetto romano), quest’ultimo è l’uso che ne fa il cowboy, meravigliato nel riconoscere la faccia del suo omicida chi non è altro che suo figlio. La storia è affascinante ma non come la maniera con la quale viene scritta; il titolo trama suggerisce la congiura e quindi non ha il significato abituale che si dà al termine ossia, l' insieme di avvenimenti che vengono raccontati.

In conclusione, una volta che si legge interamente e si comprende il testo (anche se in parte), il lettore capisce il significato generale del testo e il duplice senso del titolo.

I classici dei microrrelatos

A seguire, si indicheranno i nomi di coloro che scrissero i primi microrrelatos (considerati tali dagli stessi autori e così chiamati anche dalla critica) a cavallo tra gli anni quaranta e gli anni cinquanta del 1900.Si noti che in America Latina s'incontrano più autori in quanto furono i primi a scrivere dei microrrelatos. SPAGNA AMERICA LATINA Ana María Matute Los niños tontos (1956) Max Aub, Crímenes ejemplares (1957) Ignacio Aldecoa , Neutral corner (1962) Javier Tomeo, Historias mínimas (1988) Luis Mateo Díez, Los males menores (1993) Juan José Arreola 1918-2001 (Messico) Jorge Luis Borges 1899-1936 (Argentina)* Julio Cortázar 1914-1984 (Argentina) Enrique Anderson Imbert 1910-2000 (Argentina) Marco Denevi 1922-1998 (Argentina) Augusto Monterroso 1921-2003 (Guatemala)

  • viene considerato come classico, anche se in realtà non ha scritto molti racconti brevi tra questi, il più importante è la trama. America Latina Juan José Arreola fu un grandissimo scrittore di racconti, che fu proficuo intorno agli anni ‘50 del XIX ed è considerato il padre del microrrelato americano e del racconto breve messicano. La caratteristica principale dei suoi racconti è la loro estrema brevità, essi infatti non sono più lunghi di due righe, e la maggior parte di questi microrrelatos sono di carattere fantastico poiché abbracciano temi per l’appunto, fantasiosi (caratteristica d’altronde, molto comune dei microrrelatos). Si prenda in esame uno dei suoi testi più conosciuti, dove l’autore parla della donna che ha sempre amato e che non riesce a dimenticare perchè è morta; ella viene rappresentata nel testo come un fantasma che appare in lui (ndr. nella sua mente), cioè l’autore si auto-rappresenta nel testo come il luogo delle apparizioni del fantasma della donna. La mujer que amé se ha convertido en un fantasma, Yo soy el lugar de sus apariciones.

La donna che ho amato è diventata un fantasma. Io sono il luogo delle sue apparizioni. Oltre a questo breve testo, si tenga anche in considerazione il racconto intitolato Teoria de Dulcinea. Il titolo ci suggerisce che questo è un testo di tipo intertestuale che si basa sulla conoscenza del Don Quijote e se nel caso così non fosse, non si comprenderebbe il senso del microrrelato in questione (il personaggio di Dulcinea infatti è presente nell’opera di Cervantes: ella è la dama immaginaria amata dal don Quijote che non era nient’altro che una contadina priva di grazia che viveva poco lontano dal castello del hidalgo). Le prime righe citano il famoso incipit dell’opera cervantesca (sono molto simili se si fa attenzione) che viene appunto, parafrasato. Il lettore, che conosce il Don Quijote, per potersi godere il racconto, deve essere attivo e fare affidamento delle sue conoscenze personali e notare che il microrrelato mostra una semicitazione (data dalla similarità delle prime righe e dalla presenza del nome Dulcinea ). Il tema del testo preso in esame, vede l’uomo che elude la donna vera, vale a dire, che pensa alle donne solo in modo idealizzato senza mai avere un rapporto con l’altro sesso se non con il pensiero. Arreola ancora oggi, è spesso criticato per caricare i suoi testi di misoginia, dove spesso le donne sono fonte di odio oppure vengono rappresentate in maniera molto negativa (in realtà lo faceva come posa, nel senso che era quello il suo modo di produrre testi letterari e poi, si tenga sempre in mente che con la letteratura non si può mai definire concretamente il pensiero di uno scrittore perché non si saprà mai se lo scrittore scrive realmente quello che pensa o se è una pura scelta stilistica). Spesso, nelle sue opere, i personaggi femminili sono terribili come lo sono anche i personaggi maschili e, come vediamo nel testo preso da esempio, il personaggio principale ha paura delle donne e quindi le vede come un nemico.

Il protagonista del testo (sopra) è un bambino a cui fa pena il Diavolo e decide di volergli bene e di difenderlo perché lo considera un essere solo. Il bambino è tonto perchè ha un modo di pensare totalmente diverso perché nessuno proverebbe pena per il demonio, cosa che invece lui fa. L’anno successivo, nel 1957, Max Aub (1903-1972) è uno scrittore ispanico ( nacque a Parigi, da padre tedesco e da madre francese di origine ebraica, cosa molto particolare dato che a quei tempi Francia e Germania erano coinvolte da una profonda rivalità politico-militare. Allo scoppio della Prima guerra mondiale, nel 1914, si stabilì con la famiglia in Spagna, per l'esattezza a Valencia, decidendo in seguito di acquisirne la cittadinanza) , poiché tutte le opere sono tutte scritte in spagnolo. A causa della dittatura franchista è emigrato in Messico, dove ha scritto parte delle sue opere. La sua opera più nota, crímenes ejemplares (1957) caratterizzata per essere carica di umorismo nero. Il libro, raccoglie storie brevissime (di due o massimo tre righe) in cui un assassino spiega i motivi (assurdi, come per esempio perché aveva mal di testa) per cui ha ucciso, quasi si trattasse delle sue confessioni di fronte alla polizia o un giudice. Nella parte finale invece, a parlare sono coloro che hanno compiuto il suicidio e giustificano la situazione che li ha spinti a compiere tale gesto estremo. Lo maté porque me dolía la cabeza. Y él venga hablar, sin parar, sin descanso, de cosas que me tenían completamente sin cuidado. La verdad, aunque me hubiesen importado. Antes, miré mi reloj seis veces, descaradamente: no hizo caso. Creo que es una atenuante muy de tenerse en cuenta. Cuando se emborrachaba lo rompía todo, a palos, dando vueltas. Aquella sopera era lo único que me quedaba de mi mamá. ¡Que hubiese acabado con lo demás, pero con la sopera, no! No fue con un picahielo, señor. Con la plancha. Me suicido por ver la cara que pondrá Lupe, su mamá y el lechero.

  • ¡A ver si tienes buenos frenos! Y se tiró bajo el coche. Sempre nello stesso periodo, all’inizio degli anni sessanta, viene pubblicato il terzo testo fondativo del microrrelato spagnolo, redatto da Ignacio Aldecoa (1925-1969), anche lui un grande scrittore di racconti. La sua opera più importante è intitolata Neutral Corner (1962) ed è la sua realizzazione più eccentrica in quanto parla primordialmente di boxe (sport di cui era molto appassionato), tant’è che le pagine che compongono il volume sono caratterizzate dall’alternarsi di pagine dove è presente una foto in bianco e nero di uno scontro di boxe, seguite da una seconda pagina dove invece è scritto un microracconto sul pugilato (ndr. nella parte sinistra, la foto; nella parte destra, il microracconto), che a loro volta sono difficili da comprendere se non si ha familiarità con e regole di questo sport. Si è detto precedentemente che si può datare l’origine del microrrelato spagnolo a cavallo tra gli anni sessanta e gli anni settanta del novecento grazie all’opera e la pubblicazione dei libri di microracconti di tre autori ( i cosiddetti classici fondatori del microrrelato) ma si devono considerare con altrettanta importanza anche gli autori che scrissero successivamente perché è alla fine degli anni ottanta che avviene l'esplosione del microracconto come genere letterario, si pensi a Javier Tomeo (1932-2013) che nel 1988 pubblica la sua opera Historias mínimas e a Luis Mateo Díez (1942-) che nel 1993 pubblica Los males menores dando inizio al boom di produzione di microrrelatos.

Lezione del 25/02/ Lezione 4

Il Microracconto in altre letterature

Il Microracconto come è stato precedentemente detto, non è un genere che si è sviluppato solo in America Latina e in Spagna, bensì anche in altri paesi, dove addirittura condivide alcune caratteristiche tipiche del microrrelato spagnolo (si tenga sempre presente che i generi letterari e le loro caratteristiche non sono universalmente uguali, esse cambiano a seconda del paese dove vengono sviluppati). Nel 2015 il trio di studiosi del microracconto James Thomas, Robert Shapard e Christopher Merrill pubblicarono negli Stati Uniti e in Inghilterra l’antologia intitolata Flash Fiction International, volume formato a sua volta da una raccolta di short stories provenienti da tutto, naturalmente redatte e tradotte in lingua inglese. Lo scopo principale dell’opera era quella di dimostrare che il microracconto è un genere internazionale. Per delineare la panoramica generale del genere,a seguire si mostreranno alcuni nomi di autori stranieri che appaiono nel volume suddetto. Si tenga presente che, gli autori che si studieranno saranno coloro che più si avvicinano, per caratteristiche e stile al microrrelato spagnolo Come il microrrelato spagnolo, anche i microracconti stranieri hanno dei precursori cioè, autori che hanno scritto testi molto simili al microracconto quando esso ancora non esisteva come genere letterario. Essi furono proficui alla fine dell’Ottocento o all’inizio del Novecento, periodo nel quale si inizia bene o male a sperimentare la stesura di racconti molto brevi. Gli autori che verranno elencati sono considerati i precursori più importanti. ● Lingua Inglese: Ernest Hemingway, Samuel Beckett, Lord Dunsany ● Lingua Francese: Marcel Schwob, Jules Renard, Raymond Queneau, Félix Fénéon ● Lingua Portoghese: Eça de Queirós, Mário Henrique Leiria ● Lingua Tedesca: Franz Kafka

Lingua Inglese

I precursori del microracconto inglese appaiono alla fine dell’Ottocento e all’inizio del Novecento, nonostante il genere del microracconto si sia iniziato a sviluppare a partire dagli Ottanta del Novecento (e quindi coevo al microrrelato spagnolo) negli Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna dove, sull’onda di questo nuovo genere, sono nate delle riviste letterarie specializzate. In inglese i nomi riferiti al microracconto, come in spagnolo, sono una moltitudine, tra cui i più usati: Flash fiction, sudden fiction, quick fiction, minute fiction, smokelong fiction, micro fiction, skinny fiction, short-short story e altri ancora. Tra i precursori del microracconto inglese, è importante la figura di Lord Dunsany (1878-1957) in quanto scrisse dei racconti che, oltre ad essere molto vicini alla poesia (di conseguenza molto legato al poème en prose ), possedevano delle caratteristiche che erano molto vicine al microracconto attuale. Spesso, Lord Dunsany riprende generi letterari molto antichi, come per esempio il Bestiario o le favole di Esopo, e proprio questa caratteristica sarà emulata da molti autori di microracconti quando inizierà a nascere e successivamente quando diventa a tutti gli effetti un genere letterario. Si prenda in esempio il seguente testo pubblicato nel 1915; si noterà che esso è molto vicino ai microracconti decadentisti in quanto è molto simbolico, ha molti aspetti poetici e la lingua è estremamente curata. Si consideri l’articolo sul microrrelato anglosassone e ispanico (*e-learning) dove viene messo in luce l’invito che la rivista americana Wired o nel 2006 ha rivolto l’invito a tutti scrittori nordamericani (specie quelli che si dedicano al genere fantastico e di fantascienza) a scrivere un racconto di massimo sei parole. Il motivo per cui la rivista abbia scelto numero ben preciso di parole viene dalla volontà di scegliere come esempio un famoso racconto che viene attribuito allo scrittore americano Ernest Hemingway. In realtà questo testo ha diverse correnti di pensiero che cercano di spiegare le sue origini e il suo autore: la prima teoria sostiene che Hemingway non abbia scritto questo racconto ma che lo abbia enunciato durante un’intervista; una seconda ipotesi, vuole che si tratti di una falsa attribuzione e che sia una sorta di falsa leggenda e, infine, una terza ipotesi, forse la più famosa, vuole che sia stata una scommessa a portare Ernest Hemingway a dimostrare che è possibile scrivere un romanzo di sei parole con questo breve testo da lui scritto.

Lingua Francese

Molti sono i precursori del Micro-récit francese, che sono nati dalle orme di Baudelaire e non solo, che hanno scritto microracconti prima che il genere fosse ufficialmente nato. Tra le diverse figure che si possono considerare i precursori del genere, spicca Félix Fénéon (1861-1944) persona particolare che nel corso della sua vita diversi mestieri: giornalista, direttore di riviste e critico letterario ed artistico (ha scoperto alcuni talenti neo-impressionisti come Van Gogh, Gauguin e Cézanne ). Politicamente era un anarchico, tant’è che addirittura era stato incolpato di aver piazzato una bomba per motivi politici. Dal punto di vista letterario era un grande innovatore e, nel 1906 Fénéon viene incaricato dal quotidiano Le Matin di occuparsi della colonna di cronaca del giornale, e quindi doveva raccontare gli avvenimenti di cronaca spicciola, i cosiddetti fait divers. Fénéon, introduce una tecnica innovativa nel modo di scrivere: i fait divers in genere sono molto brevi e sintetici quindi inventa i nouvelles en trois lignes , cioè notizie/racconti formati da tre righe ciascuno e ispirati prevalentemente a fatti di cronaca. Quello che lui cerca di fare è raccontare un mini-racconto a partire da una notizia, racconto che spesso ha uno sguardo surrealista e ironico che spesso risulta essere molto tragico. Le sue composizioni saranno tutte esclusivamente pubblicate nel quotidiano e mai in un libro anche se sono caratterizzati di un grande spirito cinico e ironico cui modo in cui i fatti vengono raccontati hanno uno stile molto letterario. Alla sua morte, saranno ritrovati dei quaderni (lasciati rispettivamente alla moglie e all’amante) dove erano appuntati tutti suoi microracconti, che una volta uniti in un unico volume, furono pubblicati e tradotti. Il testo, può ricordare al testo già esaminato di Max Aub tratto da Delitos Ejemplares, dove vengono raccontate eventi tristi in modo freddo ed ironico e date le caratteristiche che possiede si può considerare un micro-récit. Quest’ultimo è un genere molto coltivato e diffuso, infatti sono diversi gli autori che lo praticano, il più famoso è Régis Jauffret (1955-). Jauffret ha uno stile molto particolare: i suoi microracconti spesso toccano tematiche tragiche, violente e tristi. Ovviamente non è il solo al scrivere i microracconti, si ricordino anche le persone di Éric Chévillard, Jacques Fuentealba, Camille de Toledo e Jean-Louis Bailly. É interessante come anche gli autori attuali abbiano un forte interesse per la cronaca; in Francia il micro racconto è molto legato alla cronaca nera, e quindi possiamo dire che l'eredità di Fénéon si sente ancora oggi (cosa che per esempio in Spagna e America Latina non è tanto diffusa). In Francia il quotidiano Libération , nel suo blog online per anni, ha pubblicato ogni giorno un micro-récit.

Lingua Portoghese

In Brasile e in Portogallo il microracconto è fortemente influenzato dal microrrelato spagnolo, specie in Portogallo che vive lo stretto legame culturale e quindi, lo sviluppo del microrrelato portoghese ha seguito lo sviluppo del microracconto spagnolo. Anche in Portogallo, esistono e sono esistite diverse riviste specializzate nell microracconto come diverse sono le figure che si dedicano a tale genere come per esempio Mário-Henrique Leiria (1923–1980), Paulo Kellerman (1974-), Adilia Lopes (1960-) e José de Almada-Negreiros (1893-1970). In Brasile, gli autori più noti invece sono: Dalton Trevisan (1925-), Marina Colesanti (1987-) e Rubem Fonseca (1925-2020). I testi che si prenderanno come esempio sono rispettivamente di Mário-Henrique Leiria e di Almada Negreiros. La vicenda qui (sopra) rappresentata è molto surreale: dentro l’elicottero, insieme al pilota viaggia una spia russa che sta complottando un incidente aereo travestita da una bottiglia di gin.

Qui i protagonisti sono Adamo ed Eva, e la faccenda narrativa rappresentata gira intorno al tema dell’eco, come appunto ci suggerisce il titolo.

Lingua Tedesca

Il grande precursore del genere dei microracconti in lingua tedesca fu Franz Kafka (1883-1924), scrittore boemo di lingua tedesca che scrisse diversi microracconti durante il corso della sua carriera letteraria. In Germania, ci sono molti precursori del kurze Geschichte (racconto brevissimo) che si è iniziato a diffondere tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, ed spesso è legato alla satira o alla presa di posizione politica dell'autore (protesta). Più avanti, con il tempo, si è cominciato molto a variare sul tema: i microracconti si allontaneranno dal tema principale, quindi, la protesta politica e la satira per avvicinarsi di più a un genere fantastico e lontano dalla realtà. Gli autori più noti di microracconti sono Gunter Kunert (1929-2019), Peter Bichsel (1935-), Urs Widmer (1938-2914). A seguire, si prenderà in analisi, un microracconto di Franz Kafka. Sobre Prometeo informan cuatro leyendas: según la primera, por haber traicionado a los dioses ante los hombres, fue encadenado al Cáucaso, y los dioses enviaron águilas que devoraban su hígado en perpetuo crecimiento. Dice la segunda que, retrocediendo de dolor ante los picos despiadados de las aves de presa, Prometeo fue incrustándose cada vez más profundamente en la roca, hasta formar un todo con ella. Según la tercera, en el decurso de los milenios fue olvidada su traición, los dioses olvidaron, las águilas olvidaron, y él mismo olvidó. Según la cuarta, se sintió cansancio de aquello que había perdido todo fundamento. Cansáronse los dioses, cansáronse las águilas, la herida se cerró, cansada. Quedó la montaña de roca, inexplicable. La leyenda intenta explicar lo inexplicable. Desde que tiene una base de verdad, debe volver otra vez a lo inexplicable. Il testo preso in considerazione è carattere intertestuale che parte da un mito, nello specifico del mito greco di Prometeo. Prometeo è un titano amico dell'umanità e del progresso poiché ruba il fuoco agli Dei per darlo agli uomini, subisce la punizione di Zeus, che lo incatena a una rupe ai confini del mondo mentre un’aquila gli mangia il suo fegato infinite volte. Kafka, genera questo mito, inventando a sua volta altre quattro leggende su Prometeo: la prima racconta la sua storia, quella conosciuta a tutti; nella seconda leggenda, immagina che Prometeo per sfuggire all'aquila si ritrae e diventa un tutt’uno con la roccia; la terza elaborazione vede Prometeo che con il passare dei secoli si dimentica addirittura il motivo della sua punizione e quindi non sa neanche perchè si trova lì; alla fine, la quarta leggenda vede il titano stanco della sua punizione, ma non solo Prometeo stesso, anche l'aquila e le altre divinità, tanto è che alla fine la ferita guarisce. Il testo è un’ampia riflessione sul trascorrere del tempo e le ultime righe riflettono invece sulla funzione delle leggende.

Lingua Italiana

Anche in Italia il genere del microracconto si è sviluppato grazie anche alle opere dei precursori di questa corrente. Attualmente, lo sviluppo del microracconto Italiano è totalmente diverso dai microracconti stranieri perché il suo sviluppo è minimo, infatti, esistono diversi autori di microracconti che però non sono molto conosciuti. Gli autori che sono più conosciuti, sono anche i precursori del genere: Giovanni Papini (1881-1956), Achille Campanile (1899-1977), Dino Buzzati (1906-1972), Giorgio Manganelli (1922-1990), Giuseppe Pontiggia (1934-2003), Eliana Elia. ● Papini è uno scrittori degli anni 20, venne con il tempo dimenticato in quanto aderì convintamente all'ideologia fascista e questo fece di lui, uno scrittore di regime. Scrisse diversi microracconti (in un’epoca dove neanche si conosceva il microracconto) che furono lodato dall’intellettuale argentino Borges. ● Achille Campanile principalmente fu un drammaturgo ma scrisse anche lui diversi microracconti e, addirittura svilupperà il questo genere, creando il microteatro. Il microteatro, ha una stesura molto breve (all’incirca di un pagina sola) e, anche se si somiglia al microracconto, questo appartiene al genere teatrale. ● Dino Buzzati oltre ad essere conosciuto come un romanziere, è noto anche per essere autore di alcuni microracconti.