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elaborato di scienze umane per esame 2021 5 superiore
Tipologia: Appunti
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Sin dalla nascita l’individuo ha bisogno di instaurare delle relazioni affettive che lo facciano sentire legato in modo stabile a persone, luoghi e cose. Il processo di formazione e adattamento dell’individuo alla società è ciò che in sociologia prende il nome di “socializzazione”. La socializzazione è il processo di trasmissione alle nuove generazioni del patrimonio culturale accumulato fino a quel momento da una determinata società. È un macro-processo lento e inarrestabile che porta ciascun individuo a far parte di una società perchè da essa ed in essa apprenderà e userà le norme, i comportamenti, i ruoli e le istituzioni di cui la stessa società si compone. Pertanto la socializzazione è anche un processo che dura tutta la vita perché è in continuo rinnovamento,per questo entrano in gioco diversi fattori come: -FATTORI BIOLOGICI: ciascuno viene al mondo con un patrimonio genetico personale che lo predispone in un certo modo rispetto all'azione dei fattori ambientali, sia naturali sia sociali. -FATTORI PSICOLOGICI E CULTURALI: l'ambiente sociale “modella" l'individuo che tende a imitare i comportamenti che vede messi in atto e conforma il proprio al sistema di premi e punizioni. Alcuni aspetti della socializzazione sono relativi a ciò che chiamiamo competenze base, come parlare e camminare; altri invece riguardano i ruoli che gli individui occuperanno da adulti nella società. Per questo possiamo distinguere tra socializzazione primaria e socializzazione secondaria. La socializzazione primaria riguarda l'infanzia fino all'inizio della pubertà ed è la base per la socializzazione successiva. Due processi importanti in questa fase sono:
ripagato con una buona interpretazione dei bisogni del bambino, egli svilupperà un atteggiamento positivo nei confronti degli altri e della vita. Quando il bambino comincia ad andare all’asilo e a scuola, anche i coetanei assumono progressivamente un ruolo importante ai fini del suo processo evolutivo. I bambini, in sostanza, cercano con tenacia di costruirsi modalità di controllo e di governo della propria vita quotidiana, attraverso la creazione di una rete di rapporti con compagni-amici che permetta loro di partecipare alla vita sociale. E’ anche in questa fase che si scatenano le prime tensioni emotive come ad esempio, paura, confusione, curiosità, momenti che vengono stimolati e compresi soprattutto nella fase del gioco. Se in famiglia si costruiscono i primi importanti legami affettivi e si interiorizzano le norme e i valori più elementari, a scuola si costruiscono i primi comportamenti sociali in un ambito più formale, in particolare si sperimentano ruoli più “istituzionalizzati” e si acquistano competenze via via più specifiche. La scuola in genere riveste nella società contemporanea una posizione centrale nel sistema educativo e sociale. Oggi questo entrare anticipato con il nido e con la scuola materna, porta il bambino a sperimentare sempre prima i comportamenti acquisiti in casa, in famiglia, dai fratelli o sorelle e con gli stessi genitori o nonni. La partecipazione sociale e l’amicizia sono elementi sempre più centrali della cultura dei coetanei, allo stesso tempo una crescente differenziazione sociale e la presenza di conflitti nelle relazioni sociali sono aspetti caratteristici nel corso dell’infanzia fino all’adolescenza. Infatti,il primo segnale di differenziazione sociale è l’intensificarsi delle differenze fra i sessi, che culminerà nell’adolescenza. Infatti,Maritain afferma che lo scopo fondamentale dell'educazione è la formazione della persona umana a prescindere da quelli che saranno i suoi compiti nella società. Perciò, bisogna adoperare un'educazione liberale, che permette ad ogni uomo di formarsi come essere dotato di libertà e di pensare in base alle sue facoltà naturali. Deve essere un'educazione adatta a tutti,in modo che tutti possano scegliere il proprio percorso tenendo in considerazione le sue abitudini. Secondo il pedagogista Decroly,una volta raggiunta l'età matura, il soggetto saprà adempiere a funzioni individuali e sociali, il che sarà utile sia alla conservazione dell'individuo che alla conservazione della specie. Bisognerà quindi dirigere l'insegnamento verso due direzioni fondamentali: lo studio dell'individuo e lo studio dell'ambiente. Decroly è portato a criticare la scuola tradizionale, perché essa sosteneva l'idea che la scuola deve "preparare alla vita", anche se in realtà accadeva l'opposto, cioè la scuola non faceva altro che allontanarsi dai bisogni degli alunni. Quindi Decroly vuole una scuola rinnovata, che anziché preparare alla vita, sia vita stessa. Per far si che ciò avvenga, è necessario che ogni alunno venga aiutato individualmente, perché così facendo tutti riescono a trarre beneficio dalla scuola e da quello che si studia, non solo le persone più capaci,e inoltre si fa in modo che l’alunno sviluppi il desiderio di conoscere sia stesso, che i suoi simili. La società nella quale viviamo è descritta da molti studiosi con il termine di postmoderna o tardomoderna,e si tratta di un nuovo tipo di società. Il sociologo Bauman ha definito questa tipologia di societa con il termine “modernltà liquida", intendendo sottolineare con ciò come le certezze che caratterizzano la
parte,nell’assicurare l’equilibrio di diritti e doveri,nel rispetto delle norme e nella pratica della solidarietà. INSERIRE DEWEY L’impresa educativa, per Dewey, è la coscienza critica della società, il momento e il luogo in cui la società si interroga su se stessa. Il senso del rispetto della dignità umana, il bisogno di contrasto alle disuguaglianze etniche e di genere, il bisogno di ricostruire le condizioni per l'esercizio di una giustizia sociale, devono necessariamente far parte dell'ambito educativo delle giovani generazioni verso un orizzonte sociale e politico che vede l'inclusione del diverso, l'esercizio dell'empatia e l'attenzione all'equità come assi caratterizzanti di un nuovo welfare attivo e responsabile. Quindi può essere proposto un modello come quello realizzato da Dewey, di una formazione scolastica orientata alla preparazione alla vita democratica. Tale percorso scolastico,però,dovrebbe comprendere anche un momento conoscitivo relativo alla consapevolezza dell’importanza dei diritti umani ed è un momento pratico che implica necessariamente stili di insegnamento,ambienti cognitivi ed emotivi,di classe e di istituto,relazioni interpersonali,strategie didattiche,alternative come la discussione di gruppo,i giochi,le simulazioni,la drammatizzazione. Naturalmente questo percorso non può prescindere dalla socializzazione primaria. La socializzazione è il processo di trasmissione alle nuove generazioni del patrimonio culturale accumulato fino a quel momento da una determinata società. È un macro-processo lento e inarrestabile che porta ciascun individuo a far parte di una società perchè da essa ed in essa apprenderà e userà le norme, i comportamenti, i ruoli e le istituzioni di cui la stessa società si compone. La socializzazione primaria riguarda l'infanzia fino all'inizio della pubertà ed è la base per la socializzazione successiva. Due processi sono importanti in questa fase sono,l’identificazione e l’individuazione. Anche se già entrano in gioco altre agenzie di socializzazione (scuola,ecc.), il ruolo principale è svolto dalla famiglia. I bambini cominciano a sperimentare i legami con i familiari e con i primi amici,quindi le abilità sociali, le abilità cognitive, linguaggio e comunicazione, il senso morale. Senza dubbio, in questa fase hanno ancora grande importanza i fattori biologici: il bambino è in una zona di confine tra natura e cultura. RIASSUMERE LA SOCIALIZZAZIONE PRIMARIA Molti apprendimenti risultano efficaci e vengono appresi attraverso l’imitazione attraverso gli atteggiamenti eslpiciti e impliciti degli adulti. Perchè la presenza di un adulto inaffidabile ed egocentrico difficilmente rende efficace la trasmissione di contenuti e di azzioni completamente solidali. In questa fase il bambino è naturalmente dipendente dal nucleo familiare di appartenenza: la famiglia è per lui la società, il suo ambiente, l’unico che conosce realmente. In particolare l’esperienza della primissima socializzazione, condizionerà il rapporto che il bambino,crescendo, poi manifesterà nei confronti del mondo.
Se la prima socializzazione risulta appagante, se l’attaccamento alla madre viene ripagato con una buona interpretazione dei bisogni del bambino, egli svilupperà un atteggiamento positivo nei confronti degli altri e della vita. Quando il bambino comincia ad andare all’asilo e a scuola, anche i coetanei assumono progressivamente un ruolo importante ai fini del suo processo evolutivo. I bambini, in sostanza, cercano con tenacia di costruirsi modalità di controllo e di governo della propria vita quotidiana, attraverso la creazione di una rete di rapporti con compagni-amici che permetta loro di partecipare alla vita sociale. E’ anche in questa fase che si scatenano le prime tensioni emotive come ad esempio, paura, confusione, curiosità, momenti che vengono stimolati e compresi soprattutto nella fase del gioco. Se in famiglia si costruiscono i primi importanti legami affettivi e si interiorizzano le norme e i valori più elementari, a scuola si costruiscono i primi comportamenti sociali in un ambito più formale, in particolare si sperimentano ruoli più “istituzionalizzati” e si acquistano competenze via via più specifiche. La scuola in genere riveste nella società contemporanea una posizione centrale nel sistema educativo e sociale. Oggi questo entrare anticipato con il nido e con la scuola materna, porta il bambino a sperimentare sempre prima i comportamenti acquisiti in casa, in famiglia, dai fratelli o sorelle e con gli stessi genitori o nonni. La partecipazione sociale e l’amicizia sono elementi sempre più centrali della cultura dei coetanei, allo stesso tempo una crescente differenziazione sociale e la presenza di conflitti nelle relazioni sociali sono aspetti caratteristici nel corso dell’infanzia fino all’adolescenza. Infatti,Maritain afferma che lo scopo fondamentale dell'educazione è la formazione della persona umana a prescindere da quelli che saranno i suoi compiti nella società. Perciò, bisogna adoperarsi un'educazione liberale, che permette ad ogni uomo di formarsi come essere dotato di libertà e di pensare in base alle sue facoltà naturali. Deve essere un'educazione adatta a tutti,in modo che tutti possano scegliere il proprio percorso tenendo in considerazione le sue abitudini.