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Elaborato sulla Bhagavadgita per l'esame di Filosofie dell'India e dell'Asia Oriantale
Tipologia: Dispense
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La Bhagavadgita è un poema databile tra il II secolo a.C. e il II secolo d.C. E’ contenuta nel VI libro del Mahabharata, il quale, insieme al Ramayana, costituisce la grande epica dell’India antica. Nelle sue diciotto letture, la Bhagavadgita narra il dialogo tra Arjuna, guerriero per eccellenza tra i Pandava, e Krsna, il suo auriga, che si rivelerà il volto della <<realtà suprema>> e impartirà ad Arjuna i suoi insegnamento sul problema dell’agire. Vedendo nello schieramento avversario amici a parenti, Arjuna viene preso dallo sconforto e si pone l’interrogativo <<Perché combattere?>> - quesito che si amplierà fino a comprendere, implicitamente o esplicitamente, temi come <<perché agire?>>, <<che cos’è l’azione?>>, <<qual è il rapporto tra azione e conoscenza?>>, <<chi è l’uomo saggio?>>, <<qual è il rapporto tra l’uomo e la realtà suprema?>>. Arjuna, nel suo discorso, associa alle motivazioni affettive verso amici e parenti, considerazioni più generali sulla società: la distruzione della famiglia porta alla corruzione delle donne, e quindi alla confusione delle caste, all’offesa agli antenati e alla condanna agli inferi. In questo modo il guerriero presenta il suo rifiuto di combattere come difesa del dharma. Krsna risponde indicando tre vie, le tre discipline (yoga): la disciplina della conoscenza (jnana-yoga), la disciplina dell’azione rinunciante nel rispetto del proprio dharma (karma-yoga), e la disciplina della devozione (bhakti-yoga). Dopo la fine dell’ottavo secolo, quando il filosofo Sankara ne diede un’interpretazione, la Bhagavadgita venne considerata un testo a sé stante. I commenti che, nei secoli successivi, si susseguirono sul testo furono incentrati in particolar modo sulle tre discipline: c’è chi pensa che le tre vie si implichino l’un l’altra, chi sostiene che solo una sia essenziale, chi invece le dispone in ordine ascendente una di seguito all’altra, ecc. Il rifiuto da parte di Arjuna si ricollega alla contesa sulla rinuncia dell’azione. Quest’ultima implica una conseguenza ( phala ) che costituisce un <
La Bhagavadgita è divenuta, negli ultimi due secoli, un testo <