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elaborato filosofia dell'india, Sintesi del corso di Filosofia Indiana

Elaborato filosofia indiana, la scuola samkhia e la sua concezione

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 21/08/2020

francescaverdi
francescaverdi 🇮🇹

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ELABORATO ESAME FILOSOFIA DELL’INDIA.
-Sāṃkhya (prakrti-purusa). Uno dei 6 sistemi filosofici cosiddetti
ortodossi dell’India, annoverato fra i più antichi, Samkhya è una
dottrina dualista pluralista, fondata sulla contrapposizione di due
principi, increati, eterni, diversi fra loro: la materia o natura
(prak ti ), principio d’immanifesto che attraverso dinamicità,
evoluzione/trasformazione si manifesta, rappresenta la realtà
materiale che la realtà mentale e “psichica”. Mentre (puru a ) lo
spirito o meglio coscienzalità pura è eternamente immutabile,
immodificabile e assolutamente inattiva. Notiamo che nel prakrti
c'è continuità tra “corporeità” e “psichicità”, mentre la
coscienzalità pura non è una: esiste una pluralità infinita ed eterna
di purusa, uno per ciascun individuo ed per ogni purusa è
relazionato con prakrti.
Scopo della dottrina è descrivere il mezzo per far cessare
l’oppressione dovuta al dolore, sappiamo che nel Samkhyakarika
viene esplicitato che non si tratta di un mezzo rivelato dai Veda
(pratica rituale e sacrificale), ma bensì, si tratta dell’atto
conoscitivo di distinzione fra purusa e prakrti. L'attività del prakrti
è cieca dovuta ai moti incessante dei suoi tre costituenti ovvero i
tre guta, che, senza la presenza del purusa, resterebbero inattivi. I
guna: il sattva, il rajas e il tamas.
La trasformazione della prakrti dallo stato immanifesto e
primordiale allo stato di manifesto è in base alle 23 categorie del
prakrti: buddhi, il senso dell'io, al senso comune (attività
psichiche), le cinque facoltà del senso, dell'azione e gli elementi
sottili e grossi. Il rapporto tra buddhi e purusa è cruciale
per la “liberazione”, infatti quest’ultima avviene in virtù di un atto
conoscitivo che si attua nella buddhi.
La prakrti attiva è immaginata come una danzatrice mentre il
purusa come lo spettatore. Le trasformazioni della prakrti sta
nell'acquisizione del merito, è una danza che la prakrti compie al
purusa. Il finale di questa danza si ha quando la danzatrice è a
conoscenza di essere osservata, ovvero quando la buddhi conosce
la differenza tra manifesto/immanifesto e conoscitore. A questo
punto prakrti cessa la sua attività, mentre purusa raggiunge un
definitivo isolamento.
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ELABORATO ESAME FILOSOFIA DELL’INDIA.

-Sāṃkhya (prakrti-purusa). Uno dei 6 sistemi filosofici cosiddetti ortodossi dell’India, annoverato fra i più antichi, Samkhya è una dottrina dualista pluralista, fondata sulla contrapposizione di due principi, increati, eterni, diversi fra loro: la materia o natura (prakṛti), principio d’immanifesto che attraverso dinamicità, evoluzione/trasformazione si manifesta, rappresenta la realtà materiale che la realtà mentale e “psichica”. Mentre (puruṣa) lo spirito o meglio coscienzalità pura è eternamente immutabile, immodificabile e assolutamente inattiva. Notiamo che nel prakrti c'è continuità tra “corporeità” e “psichicità”, mentre la coscienzalità pura non è una: esiste una pluralità infinita ed eterna di purusa, uno per ciascun individuo ed per ogni purusa è relazionato con prakrti. Scopo della dottrina è descrivere il mezzo per far cessare l’oppressione dovuta al dolore, sappiamo che nel Samkhyakarika viene esplicitato che non si tratta di un mezzo rivelato dai Veda (pratica rituale e sacrificale), ma bensì, si tratta dell’atto conoscitivo di distinzione fra purusa e prakrti. L'attività del prakrti è cieca dovuta ai moti incessante dei suoi tre costituenti ovvero i tre guta, che, senza la presenza del purusa, resterebbero inattivi. I guna: il sattva, il rajas e il tamas. La trasformazione della prakrti dallo stato immanifesto e primordiale allo stato di manifesto è in base alle 23 categorie del prakrti: buddhi, il senso dell'io, al senso comune (attività psichiche), le cinque facoltà del senso, dell'azione e gli elementi sottili e grossi. Il rapporto tra buddhi e purusa è cruciale per la “liberazione”, infatti quest’ultima avviene in virtù di un atto conoscitivo che si attua nella buddhi. La prakrti attiva è immaginata come una danzatrice mentre il purusa come lo spettatore. Le trasformazioni della prakrti sta nell'acquisizione del merito, è una danza che la prakrti compie al purusa. Il finale di questa danza si ha quando la danzatrice è a conoscenza di essere osservata, ovvero quando la buddhi conosce la differenza tra manifesto/immanifesto e conoscitore. A questo punto prakrti cessa la sua attività, mentre purusa raggiunge un definitivo isolamento.

ELABORATO ESAME FILOSOFIA DELL’INDIA.

  • Saverio Marchignoli ‘’L’India filosofica. Un percorso tra temi e problemi del pensiero indiano. Dalle origini alla fine del sec’’. VIII Bologna, Eurocopy, 2005 -Giorgio Renato Franci ‘’L’induismo. La cultura e le tradizion dell’Oriente indiano’’, Bologna, il mulino 2004