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Schema per letteratura greca per esame Eschilo-mappa concettuale
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Schema Teatro Spettacoli teatrali Origine tragedia. Struttura. Cosa è il 'tragico'. Schema Eschilo Biografia ed opere. Drammaturgia. Stile. Fortuna. 472 Persiani ( Fineo , Glauco Potnieo , Prometeo che accende il fuoco ). Tetralogia tebana 467 ( Laio , Edipo ), Sette a Tebe , ( Sfinge ); Tetralogia post 467 Supplici ( Egizi , Danaidi , Amimone ); post 460 ( Prometeo portatore di fuoco ), Prometeo incatenato , ( Prometeo liberato ); Tetralogia 458 Orestea - Agamennone, Coefore, Eumenidi - ( Proteo ). Tucidide, II 38,1 «Inoltre ci siamo procurati il più gran numero di svaghi per la mente come sollievo dalle fatiche, celebrando con agoni e feste sacre per tutto l’anno … ». Ditirambo e tragedia: Aristot., poetica 4,1449a9ss.: «Nata dunque da un principio di improvvisazione - sia essa (la tragedia) sia la commedia, l'una da coloro che intonavano il ditirambo, l'altra da coloro che guidavano i cortei fallici che ancora oggi rimangono in uso in molte città». L’inganno scenico: Gorgia, fr. 82B23 Diels-Kranz (test. Plut., de gloria Atheniensium 5,348c) «Fiorì la tragedia e fu celebrata, poiché fu meraviglioso spettacolo uditivo e visivo tra gli uomini di un tempo e offriva inganno con i racconti e con le passioni, come dice Gorgia, nella quale chi inganna è più giusto di chi non inganna e chi è ingannato è più saggio di chi non è ingannato». Aristot., poetica 4,1449a16ss. «Fu Eschilo per primo a portare il numero degli attori da uno a due, a ridurre le parti corali, e a fare primeggiare il dialogo; a Sofocle si debbono i tre attori e la scena»; poetica 5,1449b9ss. «Quanto all'epopea, questa concorda con la tragedia solo per essere imitazione di fatti nobili eseguita con la parola; ma ne diverge, in quanto ha il metro di un unico tipo ed è narrativa (ajpaggeliva)»; poetica 6,1449b24ss. «Dunque la tragedia è un imitazione di un'azione seria, completa, con una certa estensione, ... condotta da personaggi in azione (drwvntwn), e non esposta in maniera narrativa (kai; ouj di j ajpaggeliva"); la quale per mezzo di pietà e paura porta a compimento la depurazione di siffatte emozioni (di j ejlevou kai; fovbou peraivnousa th;n tw'n toiouvtwn paqhmavtwn kavqarsin)». Letture antologiche di Eschilo: Persiani 353ss. La sconfitta di Salamina. Sette a Tebe 631ss. Eteocle - Corifea (lo scontro con Polinice). Supplici 277ss. e in particolare 438ss. il discorso del re Pelasgo. Prometeo 436ss. (eroe benefattore). Agamennone 810ss. discorso di Clitennestra, 1178ss. Cassandra. Coefore 269ss. Oreste ed Elettra, Coro. 973ss. Morte di Clitennestra ed Egisto. Eumenidi 681ss. Oreste dinanzi all'Areopago. Eschilo, Persiani 91ss. Irresistibile è l’armata dei Persiani, pugnace la sua gente. Ma quale mortale potrà evitare l’inganno astuto di un dio? … Da principio Ate seduce l’uomo con amiche sembianze ma poi lo trascina in reti donde speranza non c’è che mortale fugga e si salvi; 249ss. (Messaggero) «O città di tutta l’Asia, o suolo persiano immenso porto di ricchezza, come in un colpo solo è andata in rovina tanta fortuna, il fiore dei Persiani è caduto. Ahimè, è un male annunziare per primo disgrazie, tuttavia è necessario svelare tutta la disgrazia, o Persiani. Perché tutta la spedizione dei barbari è distrutta»; 290ss. «Taccio da molto tempo infelice colpita dai mali, ma questa sciagura è così grande, da non poter parlare né chiedere. Eppure è necessario che i mortali sopportino le sciagure, se le mandano gli dèi. Ma tu parla stando calmo, avendo svelato tutta la disgrazia, anche se soffri per i dolori. Chi non è morto, chi piangeremo dei condottieri, che ordinato nello scettro del comando con la sua morte lasciò l’ordine assegnato privo di un uomo?»; 818ss. (l’Ombra di Dario) «e mucchi di cadaveri diranno con muta testimonianza agli occhi dei mortali fino alla terza generazione che un mortale non deve avere pensieri al di sopra della propria natura; infatti se la tracotanza fiorisce dà spiga di rovina e miete messe piena di pianto. Con gli occhi fissi a questa dura lezione ricordatevi di Atene dell’Ellade e nessuno per disprezzo dei beni presenti si innamori di beni lontani, versando a terra la grande potenza che ha. Zeus punitore severo sui pensieri troppo superbi». Esiodo, Opere e giorni 213ss. «O Perse, ascolta la giustizia e non accrescere la prepotenza; infatti la prepotenza è cattiva per l’uomo debole; neppure un uomo forte può sopportarla, anzi resta oppresso da quella e va incontro a sventure. … la giustizia giungendo al termine del suo corso ha la meglio sulla prepotenza. e lo stolto avendo sofferto impara». Eschilo, Orestea , Agamennone (Guardia) 18ss. «allora gemendo piango la sorte di questa casa, non più come un tempo ben governata. Felice giunga ora la liberazione dagli affanni, all’apparire nella tenebra di un fuoco felice messaggero… Che io possa dunque con questa mia mano toccare la mano diletta del signore delle case che ritorna! Il resto lo taccio. un grosso bue mi sta sulla lingua». Agamennone 160ss. (Coro: Inno a Zeus) «Zeus, quale che egli è mai, se pure questo nome gli è gradito, con questo io lo invoco: avendo tutto ben ponderato, non posso confrontare nulla tranne Zeus, se bisogna scacciare veramente dalla mente il peso vano dell’angoscia. Ma chi prima era grande, colmo di ardire
bellicoso, neppure si dirà che prima visse. E chi dopo nacque è scomparso, per essersi imbattuto in un vincitore. Ma chi celebra devotamente Zeus con canti di vittoria, otterrà somma saggezza: Zeus che ha posto i mortali sulla via della saggezza, avendo posto una valida legge: conoscenza attraverso il dolore». L'instabilità della gloria umana. L’esempio della vicenda di Ifigenia, sacrificata per la spedizione a Troia. Primo stasimo: 456ss. Coro: «Grave per ira è la voce dei cittadini, e paga il debito dell’imprecazione popolare. Resta l’angoscia mia di ascoltare cosa tenebrosa». Eschilo, Orestea , Agamennone (Guardia) 18ss. «allora gemendo piango la sorte di questa casa, non più come un tempo ben governata. Felice giunga ora la liberazione dagli affanni, all’apparire nella tenebra di un fuoco felice messaggero… Che io possa dunque con questa mia mano toccare la mano diletta del signore delle case che ritorna! Il resto lo taccio. un grosso bue mi sta sulla lingua».