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Facility Management
e sicurezza
1. Programma, contenut i e organizzazione del corso facility management&sicurezza
1. L'obiettivo del Corso: Fornire un inquadramento generale sui servizi di gestione e manutenzione
dei patrimoni immobiliari pubblici e fornire conoscenze specifiche sul tema della Sicurezza nell'ambito dei servizi di Facility Management
2. Le finalità : Fornire gli elementi utili per la progettazione, gestione e il controllo della
Sicurezza nell'ambito dei servizi di Facility Management
3. Il Corso è articolato: N. 5 Macro aree
4. Le ore di didattica: N. 36
5. Argomenti sul Management dei patrimoni immobiliari e urbani: Lessico del management dei
patrimoni immobiliari e urbani: definizioni terminologiche e concetti-base
6. Argomenti sulla pianificazione e progeMazione dei servizi integrati: Pianificazione,
programmazione, monitoraggio e controllo in fase di esecuzione – integrazione dei processi
7. Argomenti sulla gestione della Sicurezza negli appalti pubblici di servizi di Facility
Management: Analisi dei rischi, rischi convenzionali e rischi specifici negli appalti di servizi di Facility Management
8. Argomenti sulla gestione ambientale negli appalti pubblici di servizi di Facility
Management: Il D.Lgs. 152/2006 - Testo Unico Ambiente - I Criteri Ambientali Minimi (CAM)
9. Argomenti sulla gestione della Qualità negli appalti di servizi di Facility Management: Il
Piano di Qualità aziendale. Il Piano di Qualità dell'appalto
10. La Frequenza: Obbligatoria per l'80%
2. Management dei patrimoni immobiliari e urbani
1. Il Facility Management : Gestione integrata della pluralità dei servizi e dei processi (rivolti
all'edificio, agli spazi, alle persone) non rientranti nel core business di un'organizzazione, ma necessari per il suo funzionamento (utilizzo)
2. Il Property Management: Gestione del complesso di strategie e attività di natura tecnico
- amministrativa- commerciale finalizzate al conseguimento di un “reddito periodico” e/o di un “capital gain” da un edificio o da un patrimonio immobiliare
3. L'AsseM management: Gestione del complesso di strategie e attività di investimento a
medio-lungo termine finalizzate alla massimizzazione del valore di un portafoglio immobiliare attraverso l'allocazione dei capitali in progetti e/o immobili (operazioni di acquisto, dismissione, trasformazioni d'uso, riqualificazioni, locazioni, concessioni, utilizzo diversificato, utilizzo ai fini strumentali e istituzionali, ai fini sociali, valorizzazione, ecc
4. I servizi integrati: Insieme di funzioni svolte da una organizzazione per un soggetto
utente secondo una logica di integrazione dei diversi aspetti della gestione (patrimoniale, tecnica, amministrativa, ecc..)
5. L'integrazione dei processi: La esecuzione dell' insieme di attività cosiddette “servizio di
governo”
6. Il patrimonio immobiliare: Insieme di singoli edifici o complessi di edifici e loro pertinenze
(quali spazi non edificati a verde e a parcheggio, attrezzature degli spazi esterni, infrastrutture,
ecc..) di tipo civile industriale, che fanno riferimento a un e proprietario, gestore o utilizzatore civile industriale, che fanno riferimento a un e proprietario, gestore o utilizzatore
7. Il patrimonio urbano: Insieme delle reti stradali; arredo urbano; aree verdi e parchi; reti
impianti/terminali illuminazione; singoli edifici; patrimoni immobiliari; beni culturali; infrastrutture di livello sottosuolo: reti tecnologiche (elettricità, gas, acqua, ecc.) e reti comunicazioni; servizio (stazioni ferroviarie, ospedali, ecc.)
8. La manutenzione immobiliare: Complesso di attività e servizi finalizzati a garantire l'utilizzo
del bene, mantenendo il valore patrimoniale e le prestazioni iniziali entro limiti accettabili per tutta la vita utile e favorendone l'adeguamento tecnico e normativo alle iniziali o nuove prestazioni tecniche scelte dal gestore o richieste dalla legislazione
9. I fornitori di servizi specialistici: Società di gestione calore, fornitura di Servizi di energia,
fornitura di servizi di pulizia ecc.. che intendono sfruttare l'opportunità fornita dalla loro presenza stabile presso i clienti che hanno comunque l'esigenza di acquisire altri servizi
10.Le imprese artigiane consorziate: Imprese dotate di una organizzazione a rete per poter
fornire direttamente tutti i servizi richiesti dalla proprietà 3 La fase di esecuzione dei servizi
1. Funzioni della stazione appaltante: Programmazione e controllo dei servizi appaltati
2. Funzioni dell'impresa: Funzioni operative di espletamento dei servizi
3. La consegna degli immobili/impianti: Rientra nella fase di avviamento
4. La definizione delle procedure di interfaccia: Rientra nella fase di avviamento
5. Definizione degli strumenti di gestione: Rientra nella fase di avviamento
6. La fase di avviamento: Va dalla aggiudicazione alla successiva presa in consegna del
patrimonio
7. Il verbale di consegna del patrimonio: E' un documento della fase di avviamento
8. Il Piano Generale dei servizi: E' un documento della fase di avviamento
9. Per stato critico nello specifico del patrimonio immobiliare: Si intende una condizione legata
alla corretta gestione e al funzionamento del patrimonio stesso 4 La fase di progeMazione dell'appalto di servizi
1. Definizione di "ProgeMo" secondo Wikipedia: Il complesso di attività correlate tra loro
finalizzate a creare percorsi e/o prodotti o a realizzare servizi rispondenti a obiettivi specifici determinati
2. Definizione di "ProgeMo" secondo AICE: Un insieme di attività che gode delle proprietà di
finalizzazione, multidisciplinarietà, unicità, temporaneità e risorse limitate
3. Definizione di servizio di manutenzione: Insieme organizzato delle funzioni – servizio –
necessarie alla manutenzione di un bene immobile
4. Definizione di gestione della manutenzione: Comprende tutte le attività di gestione che fissano
gli obiettivi, le strategie e le responsabilità della manutenzione e le attuano utilizzando strumenti quali la pianificazione, il controllo e la supervisione della manutenzione e il miglioramento di metodi organizzativi, compreso gli aspetti economici
5. Scopo della gestione di un'anagrafica dell'edificio: Consentire una puntuale conoscenza ed un
monitoraggio periodico dello stato d'uso e di conservazione dell'edificio
6. Scopo del Documento di Indirizzo Preliminare: Illustrare la soluzione preferenziale
individuata con lo Studio di Fattibilità, ovvero l'ipotesi specifica di gestione dei servizi di Facility Management per il patrimonio
7. Scopo della definizione dello stato di conoscenza quali-quantitativa del patrimonio
immobiliare e urbano nella fase preliminare: Valutare preliminarmente l'idoneità delle informazioni disponibili relativamente alla definizione dello stato fisico, manutentivo e prestazionale di ogni singolo edificio al momento della redazione del “Documento di Indirizzo Preliminare”
8. Descrizione del modello di gestione del contraMo: Schema sintetico descrittivo della
procedura scelta di selezione del concorrente e di gestione della gara (procedura, criteri di aggiudicazione, ecc.)
9. Piano di gestione della sicurezza: Piano sintetico contenente le misure di sicurezza previste
per la gestione del contratto, con riferimento alla gestione dei singoli servizi, ai sistemi di governo, all'organizzazione, al controllo del contratto
10.Scopo del Programma annuale: Definire e quantificare i fabbisogni del committente
espressi attraverso lo Studio di Fattibilità a cui si è inteso dare una risposta nel Documento di Indirizzo Preliminare in termini di soluzioni economico-finanziarie e progettuali 7 Normativa tecnica sui servizi per i patrimoni immobiliari e urbani
1. La Commissione "Manutenzione" dell'UNI: E' stata costituita nel 1989
2. La norma UNI 10604: 1997: Definisce i criteri di progettazione, gestione e controllo dei
servizi di manutenzione di immobili
3. La norma UNI 10831 – 1: 1999: Definisce la struttura, contenuti e livelli di
documentazione delle informazioni di base per il servizio di manutenzione da produrre per i progetti dichiarati eseguibili ed eseguiti
4. La norma UNI 10874: 2000: Definisce i criteri di stesura dei manuali d'uso e di
manutenzione
5. La norma UNI 10951: 2001: Definisce le linee guida sui sistemi informativi per la
gestione e manutenzione dei patrimoni immobiliari
6. La norma UNI 11136: 2004: Definisce le linee guida per il Global Service per la
manutenzione dei patrimoni immobiliari
7. Le Linee guida per il Facility Management – UNI EN 15221: Sono un pacchetto di
norme europee emanate dal CEN adottate dall'UNI
8. La Norma UNI EN 15221 – 1: 2007 – Parte 1: Definisce i termini e le definizioni
del Facility Management
9. Norma UNI EN 15221 – 2: 2007 – Parte 2: Definisce le linee guida per preparare
accordi di Facility Management
10.Norma EN 15221 – 3: 2011 – Parte 3: Definisce le linee guida sulla qualità nel Facility
Management 8 Quadro legislativo sui servizi per i patrimoni immobiliari e urbani
1. La Direttiva europea 2004/18/CE: Introduceva la distinzione tra appalti di lavori e
appalti di servizi
2. Il processo di esternalizzazione dei servizi: E' regolato dal D. Lgs 50/
3. L'art. 95 del Codice degli Appalti: Sancisce la preminenza del criterio di valutazione
dell'offerta economicamente più vantaggiosa per la aggiudicazione delle gare di servizi
4. L'affidamento dei servizi in base al minor prezzo: Viene ammesso per i servizi e le
forniture con caratteristiche standardizzate o le cui condizioni sono definite dal mercato
5. Il sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti: E' un aspetto innovativo del
nuovo Codice dei Contratti Pubblici
6. Il sistema di qualificazione delle imprese: Si basa sui requisiti reputazionali
8. Per aggiudicare un appalto di servizi di gestione e manutenzione per i
patrimoni pubblici: E' necessario valutare gli aspetti qualitativi e quantitativi dell'offerta
9. Il criterio dell'Offerta economicamente pù vantaggiosa: Consente di dare peculiare
rilievo a specifici aspetti di sostenibilità ambientale e sociale
10.Il criterio del prezzo più basso: E' ammesso nel caso in cui si tratti di servizi
ripetitivi e non complessi 9 Normativa sulla Sicurezza nei servizi di gestione e manutenzione dei patrimoni immobiliari e urbani
1. Il ricorso all'outsourcing: Comporta un incremento dei rischi per la sicurezza
2. Il tema della Sicurezza nell'ambito dei servizi per i patrimoni immobiliari e urbani:
Abbraccia due aspetti diversi: la gestione della sicurezza dei lavoratori nell'ambito dello svolgimento servizi di Facility Management;la gestione della sicurezza dei luoghi di lavoro attraverso l'erogazione dei servizi di Facility management
3. Le problematiche da affrontare nella gestione della sicurezza: Le specificità derivanti dal
contesto, dalla tipologia di servizio e da eventuali situazioni particolari
4. La gestione della sicurezza nell'ambito dei servizi per i patrimoni immobiliari e urbani
richiede la valutazione di: Aspetti di contesto operativo, aspetti di informazione e aspetti di pianificazione e di coordinamento
5. La gestione della sicurezza per le nuove costruzioni evidenzia l'esigenza di:
Progettare l'opera in modo da ridurre i rischi sia nella fase di realizzazione che nella fase di gestione e manutenzione
6. La normativa cogente aMualmente in vigore sulla Sicurezza è costituita da: D. Lgs.
n. 81/2008 coordinato con il D. Lgs. n. 106/
7. Il Titolo IV del D.Lgs. 81/2008 traMa: I cantieri temporanei e mobili
8. Il Datore di Lavoro è: Il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore
9. Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) è: Persona eletta o designata per
rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro
10.La norma volontaria su salute e sicurezza sul lavoro più diffusa a livello internazionale è:
Lo standard BS OHSAS 18001: 10 Aspetti innovativi del D. Lgs. 81/
1. Il D. Lgs. 81/2008 si applica a: Tutti i lavoratori senza alcuna distinzione di contratto
2. Gli adempimenti previsti dalla norma si assicurano mediante: Un sistema aziendale di
organizzazione e gestione della Sicurezza
coordinamento e l'informazione reciproca tra le imprese e il committente
5. La individuazione delle interferenze fra lavorazioni avviene: Analizzando le concomitanze, le sovrapposizioni o le amplificazioni dei rischi dovute a situazioni ambientali, di tipo particolare o generale 6. Il Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali (DUVRI) è: Un unico documento di valutazione dei rischi che indica le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze 7. Il Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali (DUVRI) è allegato : Al Contratto d’Appalto 8. La redazione del DUVRI è obbligatoria da parte del: Committente 9. Il Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali (DUVRI) viene redaMo sulla base di: Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) 10. Il Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali (DUVRI) deve promuovere: La cooperazione e il coordinamento tra il committente e le imprese 13 La valutazione dei rischi nei servizi di gestione e manutenzione dei patrimoni immobiliari e urbani
1. I rischi presenti nei luoghi in cui si svolgono i servizi di Facility Management possono essere:
Di natura infortunistica, di natura igienico-ambientale e di natura trasversale
- I rischi di natura infortunistica o rischi per la sicurezza : Sono quelli in conseguenza di un impatto fisico-traumatico di diversa natura
- I rischi di natura igienico-ambientale o rischi per la salute: Sono quelli che comportano l’emissione nell’ambiente di fattori ambientali di rischio, di natura chimica, fisica e biologica
- I rischi di natura organizzativo- trasversale: Sono individuabili all’interno della complessa articolazione che caratterizza il rapporto tra “l’operatore” e “l’organizzazione del lavoro”
- I rischi di natura infortunistica possono essere causati: Strutture, macchine, impianti elettrici, incendio-esplosioni
- In caso di lavorazioni da struMure in quota gli effetti nocivi possono essere: Traumi, contusioni, morte
- I rischi di natura igienico - ambientale possono essere causati: Agenti fisici, chimici e biologici
- L'utilizzo di detergenti e disinfeManti è una attività a rischio tipica di: Servizi di pulizia e igiene ambientale e smaltimento rifiuti
- L'utilizzo di detergenti e disinfeManti comporta: Rischio chimico
- Il rischio di lavoro noMurno è: Rischio trasversale 14 Misure di prevenzione e protezione per i rischi di interferenza
- I rischi di interferenza: Possono essere rischi che arrecano danno al personale dell'appaltatore e rischi che lo stesso appaltatore può introdurre nei luoghi di lavoro in base alla tipologia di attività da svolgere
- La fornitura da parte del committente alle imprese di dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di
prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività: E' obbligatoria
- In caso di rischio di inciampo e scivolamento nei percorsi interni ed esterni il committente deve: Informare l'appaltatore sul rischio esistente e attivarsi al fi ne di intervenire con lavori di manutenzione per garantire una uniformità della superfi cie
- In caso di presenza di percorsi con pendenza> 8% il committente deve: Informare l'appaltatore sul rischio esistente
- In casi di presenza di percorsi scarsamente illuminatu il committente deve: Deve garantire che le aree esterne ed interne, di utilizzo comune, siano mantenute illuminate in modo adeguato al tipo di attività svolta; deve promuovere la cooperazione al fi ne di rimuovere eventuali situazioni di rischio definendo gli interventi necessari
- Nelle strutture sanitarie esistono i seguenti tipi di rischi: Rischi convenzionali e rischi specifi ci
- Negli ambienti medici con nodo equipotenziale vi è il rischio di: Shock elettrico e interruzione di servizio
- Nei luoghi con presenza di gas medicali vi è il rischio di: Mancata ventilazione
- In caso di rischio di inalazione di prodotti chimici e sostanze utilizzate per la pulizia l'appaltatore deve: Chiudere il locale durante le pulizie e deve areare i locali dopo l’intervento di pulizia
- In caso di rumore e/o polveri per utilizzo di macchinari/attrezzature l'appaltatore dei servizi di manutenzione deve: Chiudere il locale/spazio di intervento oppure ove possibile, effettuare il lavoro in orario di assenza del personale 15 La gestione della qualita' nell'appalto di servizi
- I Servizi di Facility Management: Gestione integrata della pluralità dei servizi e dei processi (rivolti agli edifi ci, agli spazi, alle persone) non rientranti nel core business di un’organizzazione, ma necessari al suo funzionamento
- Qualità: Insieme delle proprietà e delle caratteristiche di in prodotto o di un servizio che conferiscono a esso la capacità di soddisfare esigenze espresse o implicite
- Qualità dei servizi di Facility Management: Effetto collettivo delle prestazioni di una pluralità di servizi integrati che determinano il grado di soddisfazione di un utilizzatore del servizio
- La norma ISO 9001: Definisce i requisiti di un Sistema di Gestione per la Qualità per un’organizzazione
- Al centro della norma ISO 9001: Il Cliente e la sua soddisfazione
- Politica per la Qualità: Obiettivi ed indirizzi generali di un’organizzazione, relativi alla Qualità, espressi in modo formale dall’alta direzione
- Obiettivi per la Qualità si basano: Sulla Politica per la Qualità di una organizzazione
- La Pianificazione per la Qualità deve essere coerente: Con la Politica per la Qualità e con gli Obiettivi per la Qualità
- I risultati della progettazione: Devono essere forniti in maniera tale da permettere la loro verifi ca rispetto ai dati di ingresso della progettazione 16 Strumenti per la qualità dei servizi
- Il Capitolato Tecnico: E' uno strumento di controllo del processo di esternalizzazione nella fase di richiesta dei servizi
- L'esigenza del controllo tecnico delle prestazioni erogate nell'ambito dei servizi di gestione e manutenzione dei patrimoni immobiliari è aumentata: Per la trasformazione della parte principale dell'azione gestionale dall'esecuzione di lavori alla fornitura di servizi e per la progressiva esternalizzazione di questi ultimi attraverso forme contrattuali basate sui risultati
- I servizi: Producono "risultati" non fi sicamente tangibili e immateriali nella loro consistenza
- L'oggetto del controllo: E' la conservazione o il miglioramento della qualità d'uso dei beni sottoposti all'azione del servizio di manutenzione e la qualità dei processi attraverso i quali il risultato deve essere raggiunto
- La qualità di un servizio manutentivo: Si evidenzia nel raggiungimento di risultati conformi alle aspettative di qualità, di effi cacia e di effi cienza richieste
- Quantificare la Qualità significa: Individuare parametri oggettivi e idonei strumenti di misura e monitoraggio con cui quantifi care il risultato atteso
- Un sistema di misurazione dei risultati ha come obiettivo: Supportare il committente per verifi care i servizi manutentivi erogati dal fornitore dei servizi e il fornitore per il controllo interno sulla qualità
- Un sistema di controllo deve essere basato su: Indicatori di monitoraggio e indici sintetici di valutazione
- Per "controllo dei risultati" si intende : La definizione e pianifi cazione delle attività di controllo da applicare alle fasi di sviluppo dei servizi manutentivi (processi e prestazioni) per le quali, sulla base dell'importanza, della criticità e dei rischi rilevati, si rende necessario un monitoraggio continuo o programmato degli aspetti che più risultano influenti sulla qualità dei servizi, sugli esiti delle attività di manutenzione e sulla sicurezza delle persone e dell'ambiente in generale
- Le attività "cririche" con possibile impatto sulla sicurezza o per la funzionalità dell'edificio devono essere sottoposte a valutazione: Qualitativa e quantitativa
- Il controllo delle informazioni e dei dati ha come obiettivo: Garantire la disponibilità e la reperibilità dell'informazione di base, relativa ai beni cui si applicano i servizi appaltati 19 La gestione dell'Ambiente nell'appalto di servizi
- La Comunicazione COM (2011) 206 segnala l'esigenza prioritaria di attuare: Un quadro normativo rivisto e ammodernato in materia di appalti pubblici, che consenta un miglior uso dei contratti d’appalto pubblici che sostenga una domanda di beni, opere e servizi rispettosi dell’ambiente, socialmente responsabili e innovativi
- Le Direttive europee 2014/24/UE e 2014/25/UE ribadiscono i concetti: Il rispetto e la vigilanza degli obblighi e delle disposizioni in materia di diritto ambientale, sociale e del lavoro da parte di tutti
- Il Piano d’Azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione: Finalizzato all’adozione di misure volte all’integrazione delle esigenze di sostenibilità ambientale nelle procedure di acquisito di beni e servizi delle amministrazioni competenti
- Il Decreto del 10 Aprile 2013 del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare suggeriva: Il rafforzamento del ruolo delle associazioni di categoria e delle Centrali di Committenza nella predisposizione e nella adozione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM)
- Il Codice dei Contratti Pubblici D. Lgs. 163/2006, all'art. 2, stabiliva: Di subordinare il principio di economicità, a criteri ispirati a esigenze sociali, alla tutela dell’ambiente, della salute e
alla promozione dello sviluppo sostenibile
- Il Nuovo Codice degli Appalti D. Lgs. 50/2016, art. 34, stabiliva: L'inserimento dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) per affidamenti di appalti pubblici di qualsiasi natura e importo
- I Criteri Ambientali Minimi (CAM) rappresentano: Le misure volte all’integrazione delle esigenze di sostenibilità ambientale nelle procedure d’acquisto di beni e servizi delle amministrazioni competenti
- Le stazioni appaltanti che vogliono qualificare come “verde’’ la propria gara d’appalto di servizi devono: Recepire le indicazioni contenute nelle specifi che tecniche, clausole contrattuali/ condizioni di esecuzione contenute nell’allegato al Decreto del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare.
- I criteri individuati nel Piano d’Azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione: Non pregiudicano la possibilità di introdurre criteri più
- La stazione appaltante potrà inserire come specifiche tecniche o come clausole contrattuali: Uno o più criteri premianti individuati dai criteri di adozione dei CAM 20 I Sistemi di Gestione Ambientale
- I Sistemi di Gestione Ambientale (SGA): Rappresentano uno strumento di verifi ca che può essere utilizzato da tutte le organizzazioni, sia pubbliche che private, per analizzare e migliorare le performance ambientali delle proprie attività e dei propri servizi
- I principi ispiratori delle nuove modalità di tutela dell’ambiente: Sono rapportati alle regole del mercato, confi dando nella possibilità di coniugare ambiente e competitività delle imprese secondo i principi di uno sviluppo sostenibile
- L’adozione di un SGA è: Volontaria
- La scelta di implementare un SGA rappresenta: Una assunzione di impegno da parte dell’organizzazione, fi nalizzata a garantire la tutela dell’ambiente oltre il rigido rispetto della normativa
- I benefici derivanti da un SGA possono essere: Creazione di un immagine verde dell’'organizzazione
- L’impostazione dei SGA riconducibile al cosiddetto ‘‘Ciclo di Deming’’ : Consente il miglioramento continuo dell’organizzazione attraverso il monitoraggio delle attività e il successivo esame dei risultati ottenuti
- La norma UNI EN ISO 14001: Fornisce i requisiti di un SGA in modo tale da permettere ad un’organizzazione di formulare una politica e stabilire degli obiettivi, tenendo conto delle prescrizioni legislative e delle informazioni riguardanti gli impatti ambientali signifi cativi
- L’impresa che intende implementare un SGA in conformità a quanto previsto dalla norma UNI EN ISO 14001: Deve effettuare un’analisi ambientale iniziale
- Il Regolamento EMAS : E' un regolamento comunitario che riconosce il raggiungi mento di risultati di eccellenza nel miglioramento ambientale
- Il Regolamento EMAS definisce il SGA come: La parte del sistema complessivo di gestione comprendente la struttura organizzativa, le attività di pianifi cazione le responsabilità, le pratiche, le procedure, i processi e le risorse per sviluppare, mettere in atto, realizzare, riesaminare e mantenere la politica ambientale e per gestire gli aspetti ambientali 21 Il Piano di Gestione Ambientale per un appalto di servizi
- La definizione dei punti di scarico delle acque di lavaggio ha lo scopo: Di avere la sicurezza che le acque di lavaggio confluiscono nelle acque nere e che in nessun modo possano avvenire scarichi in condotte dedicate alle acque meteoriche
- Lo smaltimento differenziato delle acque di lavaggio post-deceratura deve prevedere: La chiusura in contenitori ermetici e smaltimento mediante ditta specializzata, con rendicontazione mediante produzione di copia dei formulari di conferimento a rifi uto
- La classificazione dei rifiuti prodotti dalle attività di pulizia e sanificazione deve prevedere: L'identifi cazione di ciascun rifi uto con codice CER, compilazione modulistica F.I.R. e registri carico/scarico
- I prodotti chimici per i servizi di igiene degli ambiente: Devono rispettare i criteri ecologici contenuti nelle Specifi che Tecniche di cui al punto 5.3 del D.M. 24 maggio 2012
- L'utilizzo di ammendanti sostenibili ha lo scopo di promuovere: L’utilizzo di materiali rinnovabili e/o il riciclaggio di sostanze organiche derivate dalla raccolta e/o dal trattamento dei rifi uti e la riduzione dell’impatto ambientale connesso all’estrazione e alla produzione di materiali non rinnovabili
- Gli ammendanti, gli eventuali concimi utilizzati, i correttivi e prodotti correlati: Devono essere conformi almeno ai requisiti minimi di cui all’All. 1 del D.M. dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 12.10.
- Le attrezzature e macchinari per l’erogazione del servizio di pulizia: Devono rispettare criteri al fi ne della massima riduzione dell’impatto ambientale
- Le attrezzature alimentate con cavo elettrico dotate di variatori di velocità hanno lo scopo: Ridurre i consumi utilizzando le modalità meno elevate 24 Il Codice dell’Ambiente
- Il Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006: Disciplina le norme in materia di tutela ambientale
- La valutazione ambientale di piani, programmi e progetti: Ha la finalità di assicurare che l'attività antropica sia compatibile con le condizioni per uno sviluppo sostenibile
- L'autorizzazione integrata ambientale (IPPC): Ha per oggetto la prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento
- La valutazione di impatto sanitario (VIS): Elaborato predisposto dal proponente sulla base delle linee guida adottate con decreto del Ministro della Salute, che si avvale dell’Istituto Superiore di Sanità, al fi ne di stimare gli impatti complessivi, diretti e indiretti, che la realizzazione e l’esercizio del progetto può procurare sulla salute della popolazione
- Gli impatti ambientali: Sono gli effetti signifi cativi, diretti e indiretti, di un piano, di un programma o di un progetto
- Studio di impatto ambientale: E ' il documento che integra gli elaborati progettuali ai fini del procedimento di VIA
- La parte terza del Codice riguarda: Le norme in materia di difesa del suolo e lotta alla desertifi cazione, di tutela delle acque dall'inquinamento e di gestione delle risorse idriche
- La parte quarta del Codice riguarda: Le norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifi ca dei siti inquinati
- La parte quinta del Codice riguarda: Le norme in materia di tutela dell'aria e di riduzione delle emissioni in atmosfera
- Il Titolo III, Combustibili: Disciplina, ai fi ni della prevenzione e della limitazione dell'inquinamento atmosferico, le caratteristiche merceologiche dei combustibili che possono essere utilizzati negli impianti di cui ai Titoli I e II 25 Sistema di gestione integrato: Qualità, Ambiente e Sicurezza
- Total Quality Management (TQM) è: La gestione totale della Qualità
- Condizione indispensabile per aMuare un sistema un sistema di gestione integrata: La visione integrata degli obiettivi
- La Corporate Social Responsability è: L'integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate
- I diversi aspetti della qualità, della tutela ambientale e della sicurezza: Non vanno presi in considerazione separatamente ma insieme in correlazione al rispettivo processo o alla rispettiva fase di un processo
- In caso di installazione delle componenti di un impianto di manutenzione il quesito "le componenti sono state montate in modo giusto?" è relativo a: Aspetto della qualità
- In caso di movimentazione di ricambi e prodotti in magazzino deve essere valutato: Aspetti della qualità, sicurezza e ambiente
- Se esistono istruzioni scriMe per gli interventi di manutenzionepreventiva e correttiva in zone particolarmente pericolose è: Aspetto della sicurezza
- Formulare i principi per la tutela della qualità, dell'ambiente e della sicurezza sul lavoro è una attività della: Fase di definizione della politica e delle direttive della direzione
- La redazione dell'organigramma è una attività della: Fase di definizione della oganizzazione, delle competenze e responsabilità
- La determinazione delle misure da adoMare con compiti/competenze/ tempistiche è una attività della: Fase del rilevamento, verifica, adattamento e implementazione dei processi **26 Sistema di gestione integrato: gli aspet t i normativi
- Le norme internazionali ISO 14000 in materia di Sistemi di Gestione Ambientale sono utili soprattutto:** Ai fi ni della relativa certifi cazione ambientale dell'attività produttiva 2. Il Regolamento EMAS promuove: La cooperazione, il supporto reciproco e la trasparenza tra imprese, istituzioni e pubblico in materia di tutela ambientale 3. Il Decreto Legislativo del 19 settembre 1994 n. 626 fornisce: Le linee guida per definizione di un sistema prevenzionale all'interno delle aziende 4. Il Decreto Legislativo del 9 aprile 2008 n. 81 è definito: Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro 5. Lo standard OHSAS 18001, nell'introduzione, dice testualmente: OHSAS 18001 è stato sviluppato coerentemente con gli standard ISO 9001 e ISO 14001 allo scopo di facilitare l'integrazione dei sistemi qualità, ambiente e sicurezza, come asupicabile 6. Il BS PAS 99: E' uno standard BSI 7. La ISO 19011 descrive: Le linee Guida per gli audit di sistemi di gestione ambientale, della qualità, della sicurezza 8. Il Decreto Legislativo n. 50/2017 introduce: I temi qualità e sostenibilità
7. Per la costruzione del sistema di schedatura le condizioni contestuali: Possono determinare variazioni soprattutto nel livello di definizione delle informazioni di base e di approfondimento da acquisire 8. Un contributo importante alla definizione del quadro di schedatura è estraibile da: Norme UNI 10874 e UNI 10951
9. Nel caso in cui si intenda sviluppare un sistema informativo ‘‘in house’’ in modo da
realizzare una piaMaforma pienamente coerente con le modalità gestionali dell’organizzazione assume un ruolo basilare di partenza: L’analisi delle esigenze gestionali e la conseguente definizione della struttura e degli strumenti dell’anagrafica per orientare la realizzazione del sistema informativo
10. In caso in cui si demandi all’assuntoresulla base delle proprie competenze ed esperienze la
proposta dell’organizzazione dell’anagrafica e del suo grado di approfondimento in relazione ai servizi oggeMo dell’appalto e alle specifiche esigenze della commiMenza vi è il rischio che: L’anagrafica predisposta non sia pienamente coerente con la specificità del patrimonio immobiliare e con le esigenze gestionali presenti e future risultando viceversa condizionata fondamentalmente dal modus operandi dell’assuntore 29 Strumenti innovativi per la realizzazione e gestione dell'anagrafica architeMonica e impiantistica
1. L'approccio all'anagrafica tecnica con i nuovi strumenti tecnologici consente i superamento dei limiti relativamente a: I tempi del rilievo, di errore e di restituzione e la definizione esatta di ‘‘cosa’’ censire
2. Con gli strumenti tecnologici è possibile profilare correMamente l’anagrafica immobiliare e/o
impiantistica escludendo: Rischi di sovradimensionamento o sottodimensionamento
3. La stereoscopia: E' la percezione del rilievo di un oggetto che si ha in conseguenza della visione binoculare 4. Il sistema CYCLOP: Consente di superare le difficoltà di progettare correttamente la presa, di predisporre un poligono di punti di appoggio e di eseguire le fasi di orientamento esterno delle immagini 5. La tecnologia dei laser scanner: Ha trovato soddisfacenti applicazioni nel rilievo architettonico degli edifici 6. Il laser scanner è uno strumento: Che invia un raggio laser lungo direzioni note nello spazio, realizzando la misura della distanza e consentendo la rapida acquisizione degli elementi geometrici necessari al calcolo delle coordinate tridimensionali di un elevato numero di punti 7. Le acquisizioni effeMuate sullo stesso oggeMo da punti diversi vengono riferite: Ad un unico sistema di riferimento locale, grazie all’utilizzo di particolari segnali catarifrangenti posti sull’oggetto e riconosciuti automaticamente dai software di gestione dei dati acquisiti 8. L’utilizzo di tablet consente: La veloce rilevazione delle misure 9. I tablet dotati di fotocamera integrata sono utili: Per l’acquisizione delle immagini di rilievo e il successo confronto di verifica con dati acquisiti 10. Il Building Information Modeling: Indica un metodo per l'ottimizzazione della pianificazione, realizzazione e gestione di costruzioni tramite aiuto di un software **30 Contenut i dell'anagrafica architeMonica e impiantistica
- Censire un patrimonio immobiliare significa:** Attuare delle procedure che siano in grado di rilevare e valutare ogni sistema e sub-sistema architettonico e impiantistico allo scopo di conoscerlo e di conseguenza descriverne e valutarne i fabbisogni gestionali e manutentivi
2. Al fine di scongiurare diseconomie d’esercizio e generalizzate perdite d’azione è necessaria: Un’attività sistemica, attentamente pianificata di rilievo, raccolta, selezione critica e organizzazione delle informazioni e dei documenti relativi al patrimonio oggetto dell’anagrafe e al contesto in cui esso svolge il proprio ciclo di vita 3. La selezione critica e l’organizzazione delle informazioni deve essere condoMa: Secondo una tassonomia generale delle conoscenze, dei loro rapporti e dei modi di utilizzo dei dati 4. La norma UNI 10998:2002: I ndica i requisiti fondamentali degli archivi di gestione immobiliare definendone i criteri generali di costituzione e cura 5. I contenuti della norma si applicano: A qualunque tipo di sistema edilizio di nuova realizzazione o esistente 6. L’anagrafe verrà intesa: Una risorsa dinamica partecipando all’attuazione dei processi di gestione 7. L'attività di rilievo e censimento è finalizzata: Alla raccolta di tutte le informazioni tecniche e tipologiche atte a descrivere in maniera immediata e sintetica gli elementi da restituire graficamente in planimetrie/schemi, i quali elementi saranno associati univocamente alle stesse planimetrie attraverso l’assegnazione di un codice alfanumerico 8. Il rilievo funzionale/conservativo è finalizzato a: Acquisizione dei dati funzionali relativi allo stato conservativo e di adeguamento normativo dei beni 9. Il numero delle informazioni da raccogliere ed il loro livello di complessità e di deMaglio è funzionale: Alla tipologia del servizio erogato 10. Per quanto riguarda la costruzione dell'anagrafica impiantistica, si provvede a rilevare tutti i macro-componenti e i terminali delle classi impiantistiche: A vista **31 Processo di predisposizione dell'anagrafe tecnica
- Il processo finalizzato alla realizzazione di un anagrafe tecnica si configura come:** Un insieme di attività multidisciplinari che si collocano all’interno di fasi, modalità operative e finalità diverse 2. L'Inventario dei beni: La registrazione delle singole entità identificate 3. Ai beni demaniali appartengono: I beni di interesse storico, artistico, archeologico culturale ecc. e tutti i beni assoggettati dalle leggi statali o regionali al regime demaniale 4. Censimento immobiliare/impiantistico/urbano: Processo sistematico di acquisizione e gestione delle informazioni tecniche, amministrative e giuridiche finalizzate alla conoscenza dei beni immobiliari/urbani, con progressivo aggiornamento dei dati acquisiti e della documentazione 5. Due diligence tecnico-giuridica: Processo sistematico di analisi, valutazione e verifica multi- parametrica delle condizioni e delle caratteristiche di un bene/ patrimonio immobiliare propedeutico ad una potenziale transazione 6. Nella seconda fase di pianificazione dell'attività di censimento: Vengono individuate le informazioni da acquisire nei diversi segmenti di sviluppo temporale del censimento e pianificate le diverse attività necessarie 7. Le attività di acquisizione on desk possono riguardare: L’acquisizione e l’organizzazione della documentazione esistente disponibile con verifica del suo stato di completezza e adeguatezza rispetto agli obiettivi conoscitivi assunti e verifica dello stato di aggiornamento
3. Nella fase di avviamento è fondamentale: La capacità di identificare e gestire le attività critiche 4. Nei verbali in contraddiMorio della fase di avviamento devono essere evidenziati: Le eventuali anomalie od irregolarità che impediscono l’esercizio degli impianti e la corretta fruizione degli spazi ai sensi della normativa vigente 5. La fase di avviamento è dedicata: All'analisi degli atti contrattuali, al fine di verificare le reali necessità e le strategie da intraprendere per il raggiungimento dei risultati che si intendono perseguire con l’affidamento dei servizi manutentivi 6. Sulla base delle risultanze della prima fase, nella successiva fase a regime, è possibile definire: I livelli operativi delle prestazioni da erogare 7. Il Piano di manutenzione provvisorio: E' lo strumento operativo di attuazione del servizio manutentivo a disposizione dell’Impresa nella fase di avviamento 8. Il Programma di manutenzione provvisorio viene implementato ed aggiornato: Sulla base delle nuove esigenze ed eventi imprevisti che si manifestano durante la fase di implementazione dell’anagrafe 9. L'attivazione di un Call Center e/o Centrale operativa appartiene alla: Fase di avviamento 10. Il Piano di manutenzione nella fase a regime: Costituisce il progetto esecutivo e particolareggiato del Piano di manutenzione provvisorio **34 Il Monitoraggio del Piano di Manutenzione
- Il processo di monitoraggio degli immobili e dei servizi appaltati ha il ruolo:** Di verificare l’efficacia e l’efficienza dell’erogazione delle attività 2. Il monitoraggio si realizza: Durante tutto il processo di erogazione dei servizi 3. Il monitoraggio è streMamente correlato: Alla realizzazione e implementazione dell’anagrafe del patrimonio 4. La verifica della rispondenza delle previste modalità di erogazione dei diversi servizi manutentivi alle esigenze effettive del patrimonio gestito è un obiettivo: Delle attività di monitoraggio 5. Nella fase a regime il processo di monitoraggio consente: La verifica della rispondenza tra la pianificazione delle attività di manutenzione e le effettive esigenze del patrimonio 6. L’attività di screening delle norme e della tempistica degli adempimenti ad esse connessi: E' continua e costante durante tutto l’appalto 7. Il Piano di manutenzione tende a stabilizzarsi: Dopo le prime fasi della gestione a regime e fino al termine dell’appalto 8. Gli interventi di emergenza (e pronto intervento) si riducono dopo le prime fasi della gestione a regime e fino al termine dell’appalto: Per effetto dell’adeguamento tecnologico degli immobili e per effetto degli interventi programmati 9. La costruzione del repertorio delle esigenze e degli interventi: E' un aspett o critico del Piano di manutenzione 10. Il valore iniziale Qo dell'elemento edilizio, nel Capitolato d'Appalto: Corrisponde al livello di prestazione che l’elemento edilizio deve fornire sulla base di precise prescrizioni fornite dal progettista e/o sulla base delle esigenze manifestate dalla committenza
35 Le strategie di manutenzione
1. Il modello tradizionale di gestione della manutenzione prevedeva: Attività di tipo conservativo e attività di tipo migliorativo 2. I modelli evoluti di gestione della manutenzione prevedono: Cicli di attività (scadenzate e/o periodiche) organicamente preordinate ed attuate in funzione di requisiti esigenziali e gestione parallela del pronto intervento 3. Le strategie di manutenzione preventiva: Hanno origine dall'osservazione che le diverse parti dell'edificio sono caratterizzate da modalità di invecchiamento alquanto differenti, per tempi e modi 4. Ciascun elemento costitutivo o parte dell’edificio è soggeMo ad un progressivo deterioramento della qualità iniziale secondo leggi e modalità in funzione: Delle caratteristiche dell’elemento stesso e delle condizioni di contesto 5. Agente: Entità che provoca un determinato effetto mediante la propria azione 6. Anomalia: Manifestazione inattesa percepibile visivamente o strumentalmente più o meno evidente 7. Degrado: Progressivo deterioramento, più o meno grave ed evidente, dell’integrità fisica (alterazione) ovvero della efficienza prestazionale (decadimento prestazionale) 8. Manutenzione preventiva/predittiva “di soglia” a cicli prefissati: E' caratterizzata da interventi effettuati a scadenza fissa sulla base di dati storici o sperimentali 9. Manutenzione preventiva secondo condizione : E ' caratterizzata dalla cadenza temporale degli interventi scandita dalle risultanze di una serie di controlli periodici che monitorando le condizioni di “funzionamento” dei diversi elementi evidenziano l’innesco di fenomeni patologici 10. La manutenzione di opportunità: La manutenzione di opportunità è costituita dall’insieme degli interventi effettuati in corrispondenza di una opportunità che riconduce l’occasione dell’intervento ad altra causa di natura tecnologica **36 Case Study: Provincia di Genova - lo strumento del Global Service per la gestione del patrimonio
- La Provincia di Genova svolge una funzione importante nell’ambito della gestione del patrimonio immobiliare di sua competenza e dell’edilizia pubblica:** In particolare nell'edilizia scolastica 2. La Provincia di Genova è stata una delle prime PA ad adoMare un contraMo di Global Service per la gestione dei propri immobili: Nel 1998 3. Il patrimonio in uso alla Provincia di Genova: Comprende circa n. 129 edifici 4. Negli edifici in uso alla Provincia di Genova vengono svolte: Prevalentemente attività scolastiche e formative 5. Sino al 1997 la manutenzione ordinaria degli immobili di proprietà e/o in uso della Provincia di Genova è stata svolta: Sia in amministrazione diretta, utilizzando il personale interno, sia in affidamento a terzi mediante singoli appalti 6. Con la Legge 23/1996: Tutte le competenze relative alla gestione e alla manutenzione degli edifici scolastici sono state affidate alle Provincie 7. L'affidamento del primo Global Service: E' avvenuto in modo graduale attraverso tre gare d’appalto ed anche secondo tempistiche diverse