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appunto breve su seneca, fedro e petronio
Tipologia: Appunti
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Augusto prima della sua morte cerca qualcuno all’altezza del suo piano culturale e politico che lo possa succedere. Alla fine del 14 secolo, Augusto sceglie Tiberio, che augusto adotta e così diventa imperatore dell’impero romano. Con Tiberio inizia la dinastia Giulio-Claudia (14 - 37 d.c.). Dopo Tiberio salirà al trono Caligola, nel 37 - 41 d.c. 3e dopo Claudio. Claudio 41 d.c. ( imperatore anziano con interessi particolari e non sembrava adatto al ruolo di imperatore, infatti messo sul trono per far si che il senato lo gestisse). Claudio, sorprendentemente, si rivelò adatto e rimase fino al 54 d.c. Claudio sposò Agrippina e dopo la sua morte ( forse non naturale ma indotta dalla moglie). Nerone 54 - 68 d.c. , figlio di Agrippina, salì al trono. Ordine della dinastia Giulio-Claudia: Tiberio Caligola Claudio e Nerone. In questo periodo storico si sviluppano tutti i generi, anche la favola.
Non sappiamo molto di lui, le sue notizie vengono recuperate dagli scritti. Nasce alla fine del 15 secolo a.c. (con la morte di Augusto) in Tracia o macedonia. Est dell’impero romano (Romania). Arriva a roma da giovane, è un liberto (perché era schiavo e venne liberato) e fa parte della famiglia di Augusto. Probabilmente prima di essere liberato era maestro per i bambini delle famiglie ricche. Sotto il principato di Tiberio subì un processo perché accusato da Seiano di averlo fatto protagonista di favole in cui veniva messo in ridicolo. Muore intorno al A roma le favole erano un genere poco sviluppano, Seneca infatti ne parla negativamente. Gli ultimi libri li dedica a uomini molto potenti ma comunque muore da sconosciuto. I codici ci tramandano 44 favole, divisi in 5 libri, pubblicati il 30 d.c. I libri erano di varia lunghezza Nei 5 libri di favole si aggiungono 31 favole, scoperte nel 1450 da un umanista Perotti, che prendono il nome di appendice Perottina. Fedro riprende un genere letterario diffuso in Grecia (Esopo) sconosciuto nella letteratura latina. Fedro non vuole essere un traduttore ma cerca un interpretazione personale, emulando il modello e cercando di superarlo. Molto importanti i prologhi che inserisce all’inizio e alla fine in cui ribadisce la dipendenza del modello greco ma rivendica la sua originalità Nelle sue favole c’è più eleganza, intelligenza introduce novità nei soggetti.
Man mano assistiamo ad un’evoluzione della favola Esopica. Infatti Esopo usa personaggi animali che incarnano le virtù e i vizi degli essere umani. Con Fedro assistiamo a personaggi umani, storici e mitologici. Fedro è cosciente della propria originalità (varietas) rispetto al modello greco. Troviamo monologhi aneddoti. Fa riferimento anche alle fabule dilesie ( un racconto greco a sfondo erotico) All’interno di tutto c’è anche l’importanza del verso, usato al posto della prosa. Il fine di fedro, oltre l’insegnamento morale è quello della riflessione con la sua visione pessimistica della realtà nella quale il debole e l’onesto sono vittime dei più forti e furbi. Alcuni vedono in questo un portavoce dei ceti sociali più bassi. Quasi come protesta. La struttura è molto semplice, senza schema fisso. Assistiamo a dialoghi veloci e la massima, che conclude la favola e ci da la morale Stile Uno stile regolare, medio, lineare, lingua quotidiana - sermo quotidianus ma sempre con un livello di raffinatezza. Senza volgarismi e arcaismi. A volte per ironia mette in bocca a persone di ceto più basso parole più elevate Diventerà famosissimo molto dopo, dall’umanesimo in poi e nel 900 quando la favola torna ad essere un genere letterario di moda.
Ambito filosofico morale, trattati, 9 tragedie, satira meninpea. Molte opere, trattati scientifici e orazioni sono andate perdute. Gli apodi vengono composti da Seneca durante tutto il corso della sua vita, sono tutti raccolti in un solo libro tranne il denira e sono stati concepiti e pubblicati uno alla volta (noi li abbiamo raccolti dopo la sua morte) Sono stati raccolti sotto il nome di dialoghi fin da subito ma il nome non corrisponde alla forma con cui sono stati redatti. Seneca parla in prima persona e si rivolge al dedicatario dell’opera. Il dialogo è una riflessione dell’autore in cui in modo eccezionale interviene l’interlocutore. Tutto ciò che appartiene alla vivacità del testo è dovuto dall’uso della lingua Dialoghi 1 consolationes: riflessione dell’autore diretta ad un destinatario per consolarlo dell’assenza temporanea o definitiva di una persona cara. Il fine ultimo è quello di lenire le consolazioni dell’altro 3 le opere che appartengono alle consolationes. Tematiche Dal punto filosofico Seneca è uno storico (stoicismo). È uno stoico aperto anche ad influenze anche di altre scuole, come il cinismo. Apertura nei confronti di quella epicurea. Speculazioni
sia può essere collegato alla parola satira intesa come genere letterario. Il satiricon ha preso le caratteristiche sia delle satire menippee (alternanza di prosa e versi) che troviamo nell’apokolokyntosis sia dalle satire luciliane e oraziane (registro quotidiano; critica dei vizi umani; e parodia). L'ampiezza della narrazione impedisce di considerare il satiricon una satira infatti anche se non si sa con certezza la lunghezza dell’opera, la pluralità di luoghi, il gran numero di personaggi, le digressioni inserite fanno pensare ad un'estensione notevole del racconto del tutto incongruo per una satira menippea. Per questo si definisce il Satyricon un romanzo però sarebbe insieme alla metamorfosi l'unico romanzo latino il che non facilita la questione. da un lato i romanzi greci anch'essi pochi e di tarda data sono causa di disputa fra gli studiosi, indecisi sulle origini e sul ruolo di questa esperienza narrativa non troppo degna di attenzione. C'è una tesi convincente che sostiene che il satiricon sia la parodia del romanzo greco infatti c'è la struttura romanzesca e avventurosa tipica del romanzo ellenico ma al centro di essa ci sono legami omosessuali. inoltre nel satiricon ci sono elementi di parodia dell'Odissea omerica Quindi il satiricon era una mescolanza di generi diversi con un intento parodistico e sperimentale. Petronio propose al pubblico dell’età neroniana un prodotto che era sia un omaggio che è un oltraggio alla tradizione letteraria precedente e con l'uso dell'emulatio fece gioco di mescolanza e contaminazione e armonia. Nel Satiricon compaiono cinque novelle. il meccanismo narratologico è sempre lo stesso. il narratore è uno dei personaggi dell'opera ed è in prima persona. pretorio trae spunto da tradizioni diverse Possiamo trovare aneddoti di sapore contemporaneo, elementi folclorici o magici e argomenti più erotici. A causa della scarsità di elementi che abbiamo per definire il satiricon siamo in difficoltà per l’interpretazione dell’opera, però pensiamo che fosse destinata ad un pubblico più acculturato rispetto all’abituale. pretonio usa vari luoghi per l'opera abbiamo la greca Urbs, Marsiglia, Crotone che appare come un luogo immaginario e anche luoghi comuni come piazze, strade, templi e case. Proprio per questo motivo manca l'interesse dell'autore nel contestualizzare la sua vicenda. Questo motivo si è parlato di “realismo di Petronio” con cui non si intende il realismo che conosciamo noi ma si riferisce alle singole immagini realmente esistite al tempo dell’autore Da cui però l'autore mantiene una distanza per questo si chiama “realismo del distacco” È possibile definire realistici i personaggi del satiricon per tre ragioni.
Tra tutti si esalta la figura di Trimarchione che viene definita la caricatura degli eccessi di Nerone inoltre ha dei contorni molto realistici. Incarna l'esempio di parvenu un soggetto sociale diffuso in età imperiale. Quello di Petronio è uno degli studi più lucidi sulla vita degli schiavi dei liberti. Uno dei temi chiave dell'opera è l'eros però non in forma giocosa ma in forma infelice dolorosa e perversa e ha come oggetto discorsi come la morte e la caducità della vita. La finalità del satiricon. è quella dell'intrattenimento e di riflessione. Si può notare la presenza di diversi livelli di lingua e di stile. Il linguaggio dipende dalla condizione sociale dei personaggi infatti quelli colti usano un latino semplice ed elegante invece personaggi di livello sociale basso usano termini colloquiali. Le lingue del sermo quotidianus anticipa i fenomeni delle lingue romanze Molto interessanti sono i nomi parlanti di Petronio infatti il nome di qualche personaggio indica una sua caratteristica Nel medioevo non ha molta fortuna ed è abbastanza trascurato perché lontano dalla tradizione letteraria viene riscoperto nell'umanesimo ma la fortuna più importante s ha nel decadentismo e nel novecento grazie al suo realismo.