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Financial Fair Play, Appunti di Economia Finanziaria

Appunti sul fair play finanziario

Tipologia: Appunti

2015/2016

Caricato il 30/05/2016

Vincenzo710
Vincenzo710 🇮🇹

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Il fair play finanziario è un progetto introdotto nel 2010 e voluto dal presidente della
UEFA Michel Platini che ha l’obiettivo di aiutare i club ad uscire da una situazione di
crisi e a garantire la loro sostenibilità economica e finanziaria nel lungo periodo.
L’introduzione di questa riforma vuole far fronte al fenomeno per cui società con alle
spalle presidenti con a disposizione grandi patrimoni, hanno avuto per molti anni la
possibilità di spendere cifre folli durante le sessioni di calciomercato senza
preoccuparsi delle perdite del club. Questo perché l’obiettivo principale del fair play
finanziario è far si che le società di calcio siano autosufficienti cioè non devono
spendere più di quello che guadagnano1.
La conseguenza dell’applicazione di queste regole dovrebbe essere la diminuzione
del gap tra le squadre grandi e quelle più piccoli in modo da rendere le competizioni
più avvincenti, soprattutto quelle dominate sempre dagli stessi 2/3 club. La disciplina
del fair play finanziario va ad inserirsi accanto al sistema delle licenze UEFA già
vigente dalla stagione 2004/05. Infatti per poter partecipare alle competizioni UEFA
è necessario ottenere una licenza rilasciata dalle federazioni nazionali che hanno
anche il compito di verificare il rispetto della normativa per la concessione di questa.
Il rilascio di questo benestare prevede il rispetto di standard qualitativi ben definiti e
si basa su principi come la trasparenza, l’integrità e la credibilità. Le regole da
rispettare per l’ottenimento della licenza UEFA sono elencate nelle UEFA Club
Licensing and Financial Fair Play Regulations e questo stesso documento definisce
quelli che sono i principali obiettivi che il sistema licenze UEFA si prefigge:
promuovere ulteriormente e migliorare continuamente il livello di tutti gli
aspetti del calcio in Europa e di dare priorità costantemente alla formazione
e cura dei giovani calciatori in ogni club;
assicurare che i club abbiano un adeguato livello di gestione e di
organizzazione;
adeguare le infrastrutture sportive dei club per fornire ai giocatori, spettatori
e rappresentanti dei media strutture adeguate, ben attrezzate e sicure;
1 Ci sono sempre state società più ricche di altre e indubbiamente ce ne saranno sempre. Tutto
quello che vogliamo è che i club, più o meno ricchi, non spendano più di quanto guadagnano e che
raggiungano la parità di bilancio, unico metodo certo affinché sopravvivano.” Michel Platini,
presidente UEFA
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Il fair play finanziario è un progetto introdotto nel 2010 e voluto dal presidente della UEFA Michel Platini che ha l’obiettivo di aiutare i club ad uscire da una situazione di crisi e a garantire la loro sostenibilità economica e finanziaria nel lungo periodo. L’introduzione di questa riforma vuole far fronte al fenomeno per cui società con alle spalle presidenti con a disposizione grandi patrimoni, hanno avuto per molti anni la possibilità di spendere cifre folli durante le sessioni di calciomercato senza preoccuparsi delle perdite del club. Questo perché l’obiettivo principale del fair play finanziario è far si che le società di calcio siano autosufficienti cioè non devono spendere più di quello che guadagnano 1. La conseguenza dell’applicazione di queste regole dovrebbe essere la diminuzione del gap tra le squadre grandi e quelle più piccoli in modo da rendere le competizioni più avvincenti, soprattutto quelle dominate sempre dagli stessi 2/3 club. La disciplina del fair play finanziario va ad inserirsi accanto al sistema delle licenze UEFA già vigente dalla stagione 2004/05. Infatti per poter partecipare alle competizioni UEFA è necessario ottenere una licenza rilasciata dalle federazioni nazionali che hanno anche il compito di verificare il rispetto della normativa per la concessione di questa. Il rilascio di questo benestare prevede il rispetto di standard qualitativi ben definiti e si basa su principi come la trasparenza, l’integrità e la credibilità. Le regole da rispettare per l’ottenimento della licenza UEFA sono elencate nelle UEFA Club Licensing and Financial Fair Play Regulations e questo stesso documento definisce quelli che sono i principali obiettivi che il sistema licenze UEFA si prefigge:

  • promuovere ulteriormente e migliorare continuamente il livello di tutti gli aspetti del calcio in Europa e di dare priorità costantemente alla formazione e cura dei giovani calciatori in ogni club;
  • assicurare che i club abbiano un adeguato livello di gestione e di organizzazione;
  • adeguare le infrastrutture sportive dei club per fornire ai giocatori, spettatori e rappresentanti dei media strutture adeguate, ben attrezzate e sicure;

1 Ci sono sempre state società più ricche di altre e indubbiamente ce ne saranno sempre. Tutto quello che vogliamo è che i club, più o meno ricchi, non spendano più di quanto guadagnano e che raggiungano la parità di bilancio, unico metodo certo affinché sopravvivano.” Michel Platini, presidente UEFA

  • proteggere l'integrità e il buon funzionamento delle competizioni UEFA per club;
  • consentire lo sviluppo di un’analisi comparativa per i club in criteri finanziari, sportivi, legali, personali, amministrativi e infrastrutturali in tutta Europa.

Inoltre questo sistema di regole mira a raggiungere il fair play finanziario nelle competizioni UEFA per club e in particolare:

  • a migliorare la capacità economica e finanziaria dei club, aumentando la loro trasparenza e la credibilità;
  • a dedicare la necessaria importanza alla tutela dei creditori e ad assicurare che i club adempiano alle loro passività con i calciatori, le autorità sociali / fiscali e altri club puntualmente;
  • a introdurre più disciplina e razionalità nelle finanze dei club;
  • ad incoraggiare le società ad operare sulla base delle loro entrate;
  • ad incoraggiare una spesa responsabile per il beneficio del calcio a lungo termine;
  • a proteggere la redditività a lungo termine e la sostenibilità del calcio europeo per club.

Il compito di monitorare l'applicazione del sistema licenze UEFA Club e del fair play finanziario spetta al bicamerale Club Financial Body Control (CFCB), approvato dal comitato UEFA nel giugno 2012, il quale è composto da esperti finanziari e giuridici indipendenti dalle federazioni nazionali. Il CFCB ha sostituito il Club Financial Control Panel , che aveva monitorato i club fin dalla prima introduzione della normativa nel maggio 2010, con l'evoluzione principale che il CFCB è un organo UEFA per l'Amministrazione della Giustizia. E’ anche competente a imporre sanzioni disciplinari in caso di mancato rispetto dei requisiti, e di decidere su casi riguardanti l'idoneità dei club per le competizioni UEFA per club. Per ottenere la licenza UEFA il club deve rispettare cinque criteri specifici che sono di seguito elencati:

I club che hanno ottenuto la licenza UEFA e che si sono qualificate per meriti sportivi ad una delle competizioni UEFA diventano ora oggetto del processo di monitoraggio relativo alla regolamentazione del fair play finanziario 3. La prima fase di questo processo è caratterizzata dall’invio da parte delle federazioni nazionali alla UEFA, della lista delle squadre a cui è stata concessa la licenza e finisce con la conclusione della stagione sportiva a cui si riferiscono le licenze stesse.

Il controllo della UEFA verrà effettuato su tre punti principali:

  • Nessuna presenza di debiti arretrati verso dipendenti, altre società e/o autorità.
  • Presentazione di informazioni economico-finanziarie che devono riguardare sia il consuntivo degli anni in corso e pregressi sia previsioni e piani futuri (Stato Patrimoniale, Conto Economico, Rendiconto Finanziario, …)
  • Obbligo di pareggio di bilancio ( break-even requirement ) Come già detto in precedenza, è proprio quest’ultimo il principio chiave su cui si basa il fair play finanziario ovvero il raggiungimento del break-even che in sostanza indica che non bisogna spendere più di quanto si guadagna. Il risultato di break-even è definito come la differenza tra ricavi rilevanti e spese rilevanti (durante lo stesso esercizio. Quindi l’aspetto fondamentale è che non tutti i ricavi e i costi sono utilizzati nel calcolo del break-even ma solo quelli considerati rilevanti. Questi sono analizzati nel dettaglio qui di seguito:
  1. Ricavi da biglietteria: derivano dai biglietti venduti e dagli abbonamenti sottoscritti per tutte le gare a cui la squadra partecipa. Sono incluse anche le membership fees.
  2. Sponsorizzazioni e pubblicità: includono i ricavi sia da sponsor principali che da quelli secondari.
  3. Diritti di broadcasting: ricavi derivanti dai diritti di diffusione relativi a tutte le tipologie di gara e sono compresi tutti i tipi di mezzi di comunicazione, anche quelli non televisivi.

3 Sono esclusi dalla regolamentazione del fair play finanziario i club che hanno avuto ricavi e costi rilevanti inferiori a 5 milioni di euro nei due periodi precedenti l’inizio della competizione UEFA e quelli a cui è stato concesso un permesso speciale.

  1. Ricavi da attività commerciali: includono i ricavi derivanti da merchandising o ad esempio la vendita di alimenti e bevande nello stadio.
  2. Altri proventi di gestione: ricavi che non rientrano nelle categorie sopra elencate e che riguardano operazioni non calcistiche.
  3. Plusvalenze da gestione diritti calciatori: si tratta delle plusvalenze legata alla cessione dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori e sono date dalla differenza positiva tra prezzo di cessione del calciatore e suo valore contabile 4.
  4. Plusvalenze da cessione immobilizzazioni materiali: sono le plusvalenze da alienazione legate alla vendita di fabbricati, terreni, attrezzature, ecc.
  5. Proventi finanziari: interessi attivi derivanti dagli investimenti finanziari effettuati dal club.

Sono invece escluse ai fini del calcolo del break-even le seguenti voci:

  • ricavi non monetari, come quelli derivanti da operazioni di rivalutazione delle immobilizzazioni materiali, immateriali o delle rimanenze finali.
  • ricavi ottenuti da transazioni con parti legate al club superiori al valore di mercato
  • ricavi provenienti da operazioni non calcistiche e non legate al club.

Per quanto riguarda invece le spese da prendere in considerazione, sono considerante rilevanti:

  1. Costi per le vendite e per il materiale: includono le spese per le attrezzature e per l’abbigliamento tecnico, spese mediche, trasporti, ecc.
  2. Costo del personale: sono i costi relativi agli stipendi di tutto il personale quindi calciatori, allenatori e gli altri dipendenti in generale. Importante sottolineare come in questa voce vi siano inclusi oltre agli stipendi anche tutti i vantaggi non monetari concessi sia durante sia dopo la scadenza del contratto, nonché le

4 Valore contabile: differenza fra costo storico d’acquisto e le quote di ammortamento.

  • Ammortamenti delle immobilizzazioni materiali 9.
  • Svalutazioni delle immobilizzazioni materiali o di quelle immateriali diverse dal costo di acquisto dei calciatori.
  • Oneri fiscali.

Il periodo di monitoraggio considerato è l’intervallo di tempo durante il quale i diversi club europei sono valutati da parte dell’UEFA ai fini del raggiungimento del requisito del pareggio di bilancio e comprende tre periodi di riferimento:

  • L’esercizio che termina nell’anno di calendario nel quale sono cominciate le competizioni UEFA per club (periodo di riferimento T)
  • I due esercizi antecedenti al periodo T (rispettivamente periodo di riferimento T-1 e T-2).

Ad esempio, il periodo di monitoraggio valutato nella stagione 2015/16 copre i diversi esercizi che terminano nel 2015 (periodo di riferimento T), 2014 (periodo di riferimento T-1) e il 2013 (periodo di riferimento T-2).

L’unica eccezione riguarda la prima applicazione del periodo di monitoraggio dove vengono valutati solo gli ultimi due periodi di riferimento (T e T-1) invece che tre.

Se nel periodo considerato, i ricavi rilevanti sono maggiori delle spese rilevanti, allora il club presenta un break-even surplus , nel caso opposto invece (ovvero spese rilevanti maggiori dei ricavi rilevanti), il club ha un break-even deficit. La particolarità è comunque che l’UEFA non si concentrerà sul risultato del singolo esercizio ma su quello aggregato del periodo di monitoraggio infatti valuterà la somma dei break-even relativi al periodo di monitoraggio in questione, ovvero l’esercizio T, l’esercizio T-1 e l’esercizio T-2. Se la somma dei break-even relativi al periodo di monitoraggio è positiva, il club presenterà un aggregate break-even surplus , se invece è negativo il club ha un aggregate break-even deficit.

Qualora il club si trovasse di fronte a quest’ultima situazione appena descritta, cioè un risultato complessivo negativo nel periodo di monitoraggio di riferimento, potrà compensare il deficit con l’eventuale surplus dei due esercizi precedenti al T-2.

9 Questi cosi possono essere esclusi dal calcolo del break-even in quanto l’UEFA vuole incoraggiare i club a investire in attività che portino benefici nel medio-lungo termine (es. costruzione stadio di proprietà).

L’UEFA ha inoltre introdotto il concetto di acceptable deviation cioè il massimo aggregate break-even deficit per rispettare i parametri del fair play finanziario. Questa sorta di scarto accettabile è fissato in 5 milioni di euro. E’ consentito il superamento di questo limite fino ad un massimo di 30 milioni 10 per il periodo di monitoraggio sotto osservazione per la stagione in corso e le successive.

Il superamento del limite dei 5 milioni di euro entro il limite sopra indicato è consentito solo a condizione che la perdita venga ripianata, tramite ricapitalizzazione da parte dei soci o delle parti legate al club non oltre il 31 dicembre del periodo T, ma non sono consentiti prestiti da parte degli azionisti o ricorso a fideiussioni bancarie e assicurative. Su quest’operazione di ricapitalizzazione non ci deve essere nessuna condizione sospensiva e non è sufficiente la sola intenzione da parte dei soci del club o delle parti legati a questo ad effettuare i versamenti.

Per rispettare il requisito del break-even e poter partecipare quindi alle competizioni europee i club devono fornire informazioni agli organi competenti dell’UEFA riguardo questi quattro indicatori:

  • Il primo riguarda la continuità aziendale, parametro che deve essere valutato e certificato dalla società che si occupa della revisione del bilancio del club in questione;
  • Il secondo indicatore è quello del patrimonio negativo, criterio che non viene rispettato se il patrimonio netto negativo di una società sia ulteriormente diminuito rispetto all’anno precedente.
  • Il terzo indicatore è quello già analizzato del risultato di break-even che non deve essere negativo per uno dei periodi di riferimento.
  • L’ultimo indicatore deve riguardare l’assenza di debiti scaduti nei confronti degli altri club, dei dipendenti o verso autorità statali e fiscali.

Inoltre l’UEFA si riserva il diritto di chiedere ulteriori informazioni integrative ai club i quali bilanci annuali evidenzino che:

  • Il costo del lavoro supera il 70% del fatturato.
  • Il debito netto supera il 100% dei ricavi totali.

Il requisito del break-even viene soddisfatto se:

10 Fino alla stagione 2014/15 il limite da dover rispettare era di 45 milioni di euro.