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Appunti sul fair play finanziario
Tipologia: Appunti
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Il fair play finanziario è un progetto introdotto nel 2010 e voluto dal presidente della UEFA Michel Platini che ha l’obiettivo di aiutare i club ad uscire da una situazione di crisi e a garantire la loro sostenibilità economica e finanziaria nel lungo periodo. L’introduzione di questa riforma vuole far fronte al fenomeno per cui società con alle spalle presidenti con a disposizione grandi patrimoni, hanno avuto per molti anni la possibilità di spendere cifre folli durante le sessioni di calciomercato senza preoccuparsi delle perdite del club. Questo perché l’obiettivo principale del fair play finanziario è far si che le società di calcio siano autosufficienti cioè non devono spendere più di quello che guadagnano 1. La conseguenza dell’applicazione di queste regole dovrebbe essere la diminuzione del gap tra le squadre grandi e quelle più piccoli in modo da rendere le competizioni più avvincenti, soprattutto quelle dominate sempre dagli stessi 2/3 club. La disciplina del fair play finanziario va ad inserirsi accanto al sistema delle licenze UEFA già vigente dalla stagione 2004/05. Infatti per poter partecipare alle competizioni UEFA è necessario ottenere una licenza rilasciata dalle federazioni nazionali che hanno anche il compito di verificare il rispetto della normativa per la concessione di questa. Il rilascio di questo benestare prevede il rispetto di standard qualitativi ben definiti e si basa su principi come la trasparenza, l’integrità e la credibilità. Le regole da rispettare per l’ottenimento della licenza UEFA sono elencate nelle UEFA Club Licensing and Financial Fair Play Regulations e questo stesso documento definisce quelli che sono i principali obiettivi che il sistema licenze UEFA si prefigge:
1 “ Ci sono sempre state società più ricche di altre e indubbiamente ce ne saranno sempre. Tutto quello che vogliamo è che i club, più o meno ricchi, non spendano più di quanto guadagnano e che raggiungano la parità di bilancio, unico metodo certo affinché sopravvivano.” Michel Platini, presidente UEFA
Inoltre questo sistema di regole mira a raggiungere il fair play finanziario nelle competizioni UEFA per club e in particolare:
Il compito di monitorare l'applicazione del sistema licenze UEFA Club e del fair play finanziario spetta al bicamerale Club Financial Body Control (CFCB), approvato dal comitato UEFA nel giugno 2012, il quale è composto da esperti finanziari e giuridici indipendenti dalle federazioni nazionali. Il CFCB ha sostituito il Club Financial Control Panel , che aveva monitorato i club fin dalla prima introduzione della normativa nel maggio 2010, con l'evoluzione principale che il CFCB è un organo UEFA per l'Amministrazione della Giustizia. E’ anche competente a imporre sanzioni disciplinari in caso di mancato rispetto dei requisiti, e di decidere su casi riguardanti l'idoneità dei club per le competizioni UEFA per club. Per ottenere la licenza UEFA il club deve rispettare cinque criteri specifici che sono di seguito elencati:
I club che hanno ottenuto la licenza UEFA e che si sono qualificate per meriti sportivi ad una delle competizioni UEFA diventano ora oggetto del processo di monitoraggio relativo alla regolamentazione del fair play finanziario 3. La prima fase di questo processo è caratterizzata dall’invio da parte delle federazioni nazionali alla UEFA, della lista delle squadre a cui è stata concessa la licenza e finisce con la conclusione della stagione sportiva a cui si riferiscono le licenze stesse.
Il controllo della UEFA verrà effettuato su tre punti principali:
3 Sono esclusi dalla regolamentazione del fair play finanziario i club che hanno avuto ricavi e costi rilevanti inferiori a 5 milioni di euro nei due periodi precedenti l’inizio della competizione UEFA e quelli a cui è stato concesso un permesso speciale.
Sono invece escluse ai fini del calcolo del break-even le seguenti voci:
Per quanto riguarda invece le spese da prendere in considerazione, sono considerante rilevanti:
4 Valore contabile: differenza fra costo storico d’acquisto e le quote di ammortamento.
Il periodo di monitoraggio considerato è l’intervallo di tempo durante il quale i diversi club europei sono valutati da parte dell’UEFA ai fini del raggiungimento del requisito del pareggio di bilancio e comprende tre periodi di riferimento:
Ad esempio, il periodo di monitoraggio valutato nella stagione 2015/16 copre i diversi esercizi che terminano nel 2015 (periodo di riferimento T), 2014 (periodo di riferimento T-1) e il 2013 (periodo di riferimento T-2).
L’unica eccezione riguarda la prima applicazione del periodo di monitoraggio dove vengono valutati solo gli ultimi due periodi di riferimento (T e T-1) invece che tre.
Se nel periodo considerato, i ricavi rilevanti sono maggiori delle spese rilevanti, allora il club presenta un break-even surplus , nel caso opposto invece (ovvero spese rilevanti maggiori dei ricavi rilevanti), il club ha un break-even deficit. La particolarità è comunque che l’UEFA non si concentrerà sul risultato del singolo esercizio ma su quello aggregato del periodo di monitoraggio infatti valuterà la somma dei break-even relativi al periodo di monitoraggio in questione, ovvero l’esercizio T, l’esercizio T-1 e l’esercizio T-2. Se la somma dei break-even relativi al periodo di monitoraggio è positiva, il club presenterà un aggregate break-even surplus , se invece è negativo il club ha un aggregate break-even deficit.
Qualora il club si trovasse di fronte a quest’ultima situazione appena descritta, cioè un risultato complessivo negativo nel periodo di monitoraggio di riferimento, potrà compensare il deficit con l’eventuale surplus dei due esercizi precedenti al T-2.
9 Questi cosi possono essere esclusi dal calcolo del break-even in quanto l’UEFA vuole incoraggiare i club a investire in attività che portino benefici nel medio-lungo termine (es. costruzione stadio di proprietà).
L’UEFA ha inoltre introdotto il concetto di acceptable deviation cioè il massimo aggregate break-even deficit per rispettare i parametri del fair play finanziario. Questa sorta di scarto accettabile è fissato in 5 milioni di euro. E’ consentito il superamento di questo limite fino ad un massimo di 30 milioni 10 per il periodo di monitoraggio sotto osservazione per la stagione in corso e le successive.
Il superamento del limite dei 5 milioni di euro entro il limite sopra indicato è consentito solo a condizione che la perdita venga ripianata, tramite ricapitalizzazione da parte dei soci o delle parti legate al club non oltre il 31 dicembre del periodo T, ma non sono consentiti prestiti da parte degli azionisti o ricorso a fideiussioni bancarie e assicurative. Su quest’operazione di ricapitalizzazione non ci deve essere nessuna condizione sospensiva e non è sufficiente la sola intenzione da parte dei soci del club o delle parti legati a questo ad effettuare i versamenti.
Per rispettare il requisito del break-even e poter partecipare quindi alle competizioni europee i club devono fornire informazioni agli organi competenti dell’UEFA riguardo questi quattro indicatori:
Inoltre l’UEFA si riserva il diritto di chiedere ulteriori informazioni integrative ai club i quali bilanci annuali evidenzino che:
Il requisito del break-even viene soddisfatto se:
10 Fino alla stagione 2014/15 il limite da dover rispettare era di 45 milioni di euro.