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Forme di governo pure e miste La forma di governo è l'organizzazione e ripartizione delle tre funzioni tra gli organi costituzionali. Nelle forme di governo pure vi è la separazione dei poteri dello Stato, che operano autonomamente. Nelle forme di governo miste, invece, esiste un dialogo tra i diversi poteri dello Stato e gli organi costituzionali sono coordinati fra loro.
Monarchia assoluta (forma di governo del passato) La monarchia assoluta è una forma di governo non più esistente. Essa prevedeva la presenza di un sovrano il quale accentrava su di sé tutti e tre i poteri dello Stato (legislativo, esecutivo, giudiziario). Non esisteva nessuno parlamento e i ministri e i giudici erano nominati o revocati dal re e operavano in suo nome.
Monarchia costituzionale pura (forma di governo pura) Nella monarchia costituzionale pura vi è la separazione fra i poteri dello Stato, pertanto gli organi legislativo, esecutivo e giudiziario esercitano le loro funzioni in maniera autonoma. Il parlamento svolge solo la funzione legislativa ed è solitamente composto di due Camere, la camera alta di nomina regia e la camera bassa eletta dal popolo (un elitè ristretta della borghesia). Il governo ha la funzione esecutiva e di indirizzo politico. Il primo ministro e gli altri ministri sono nominati dal sovrano ed è quindi responsabile politicamente solo nei confronti del re, che può anche revocarli dall'incarico. La magistratura esercita le proprie funzioni ma è anch'essa responsabile verso il monarca, il quale può decidere di trasferire i giudici secondo sua discrezione.
Monarchia parlamentare (forma di governo mista) Nella monarchia parlamentare esiste un dialogo fra i vari poteri dello Stato. Il parlamento detiene la funzione legislativa e, inoltre, quella di indirizzo politico e controllo sull'operato del governo. Infatti, il governo, sebbene nominato formalmente dal re, deve ottenere la fiducia dal parlamento per potersi insediare e cominciare ad esercitare la funzione esecutiva e amministrativa. Il re, quindi, non può più revocare l'incarico ai ministri poiché questi devono dimettersi solamente nel caso in cui il parlamento non concede la fiducia al governo. La magistratura opera in modo autonomo e il sovrano non può destituire o trasferire i giudici. Il re, nella monarchia parlamentare, si limita a promulgare le leggi approvate dal parlamento ed è quindi una carica rappresentativa e di unità nazionale.
Repubblica parlamentare (forma di governo mista) Nella Repubblica parlamentare non vi è più la figura del re ma esiste quella del Presidente della Repubblica. Egli è eletto dal parlamento (quindi, indirettamente, dal popolo) ed ha una funzione di garanzia del rispetto della Costituzione e dell'equilibrio fra i diversi poteri dello Stato. Inoltre, nei casi in cui non sia possibile costituire un governo in mancanza della maggioranza, il Presidente della Repubblica può sciogliere anticipatamente le Camere e indire le nuove elezioni. Il parlamento ha la funzione legislativa e quella di indirizzo e controllo politico sul governo. Infatti, il governo deve ottenere la fiducia dal parlamento per poter operare. Il Capo del Governo viene formalmente nominato dal Presidente della Repubblica su indicazione del parlamento. I ministri vengono nominato dal Presidente della Repubblica ma su indicazione del Capo del Governo. Il governo esercita la funzione esecutiva e amministrativa. La magistratura è anche qui indipendente rispetto agli altri poteri e al Capo dello Stato.
Repubblica presidenziale (forma di governo pura)
Nella Repubblica presidenziale i poteri dello Stato sono divisi. Il parlamento viene eletto dal popolo ed è solitamente composto di due Camere. Negli Stati Uniti, ad esempio, è presente il Congresso (che rappresenta gli Stati federati in modo proporzionale alla loro rispettiva popolazione e resta in carica 2 anni) ed il Senato (che presenta lo stesso numero di membri per ciascuno Stato federato e resta in carica 6 ma con rinnovamento di 1/3 dei componenti ogni 2 anni). Il governo svolge la funzione esecutiva. Il Capo del Governo è anche il Capo dello Stato e viene eletto direttamente dal popolo. Inoltre, egli nomina o revoca l'incarico dei propri ministri. Nel rapporto fra parlamento e governo non è contemplato il rapporto di fiducia, pertanto il parlamento non può sfiduciare l'esecutivo è, quindi, non può obbligarlo a dimettersi. Repubblica semipresidenziale Nella Repubblica semipresidenziale il Capo dello Stato e il Capo del Governo sono due personalità distinte. Il Capo dello Stato è eletto direttamente dal popolo (in un periodo diverso dalle elezioni del parlamento), resta in carica 5 anni ed esercita una funzione di indirizzo politico. Egli è titolare della politica estera e della difesa non può essere sfiduciato dal parlamento in quanto eletto dal popolo. Il Capo del Governo viene nominato dal Capo dello Stato che, su proposta del Capo del Governo, nomina anche i ministri. Il governo, per potersi insediare, non necessita della fiducia iniziale da parte del parlamento, che esercita la funzione legislativa. Il parlamento può comunque votare una mozione di censura (o di sfiducia) e obbligare quindi l'esecutivo a dimettersi.