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Forme di governo diritto pubblico comparato, Sintesi del corso di Diritto Pubblico Comparato

Forme di governo spiegate in modo molto semplice ma che riassumono il concetto

Tipologia: Sintesi del corso

2023/2024

Caricato il 27/10/2025

piero-daragona-1
piero-daragona-1 🇮🇹

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Classificazione delle Forme di Governo!
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1. Differenza tra Forma di Stato e Forma di Governo!
La forma di governo indica il modo in cui il potere è distribuito tra gli organi principali dello Stato
(come il Parlamento e il Governo). È un concetto diverso dalla forma di Stato, che riguarda il
rapporto tra lo Stato e la società.!
Le due nozioni sono collegate:!
" •" La forma di governo è più specifica rispetto alla forma di Stato.!
" •" La forma di governo è uno strumento per realizzare la forma di Stato.!
" •" La distinzione tra le due è recente e si è affermata con l’evoluzione dallo Stato feudale
allo Stato moderno.!
" •" Negli Stati democratici, la forma di governo può variare senza cambiare la forma di Stato.!
!
2. Criteri di Classificazione delle Forme di Governo!
Esistono diversi modi per classificare le forme di governo:!
a) Separazione dei poteri!
Si distinguono due grandi categorie:!
" •" Separazione rigida: i poteri esecutivo, legislativo e giudiziario sono ben distinti (es. forma
di governo presidenziale).!
" •" Separazione flessibile: i poteri collaborano e si influenzano (es. forma di governo
parlamentare).!
b) Chi detiene l’indirizzo politico?!
Si distinguono tre modelli:!
" •" Forma di governo costituzionale pura il potere è concentrato nel Capo dello Stato
(es. monarchia costituzionale, presidenzialismo).!
" •" Forma di governo costituzionale parlamentare il potere è condiviso tra il Parlamento e
il Governo.!
" •" Forma di governo direttoriale il potere è esercitato da un organo collegiale (es.
Svizzera).!
c) Forme di governo monistiche e dualistiche!
" •" Monistiche: il Parlamento è l’unico organo direttamente eletto dal popolo e il Governo ne
dipende (es. parlamentare, direttoriale).!
" •" Dualistiche: sia il Parlamento che il Capo dello Stato hanno una legittimazione autonoma
(es. monarchia costituzionale, presidenzialismo, semi-presidenzialismo).!
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3. Il rapporto tra Parlamento e Governo!
Un criterio fondamentale per distinguere le forme di governo è il rapporto di fiducia tra Parlamento
e Governo:!
" •" Forma di governo parlamentare il Governo deve avere la fiducia del Parlamento e può
essere sfiduciato. Il Capo dello Stato può sciogliere il Parlamento.!
" •" Forma di governo presidenziale il Governo non dipende dal Parlamento e il Capo
dello Stato non può scioglierlo.!
" •" Forma di governo direttoriale il Governo è eletto dal Parlamento, ma non può essere
sfiduciato né sciogliere il Parlamento.!
!
Il Rapporto di Fiducia tra Governo e Parlamento!
In un sistema parlamentare, il Governo può entrare in carica in due modi:!
" •" Con un voto di fiducia formale il Parlamento vota esplicitamente la fiducia al nuovo
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Classificazione delle Forme di Governo

  1. Differenza tra Forma di Stato e Forma di Governo La forma di governo indica il modo in cui il potere è distribuito tra gli organi principali dello Stato (come il Parlamento e il Governo). È un concetto diverso dalla forma di Stato, che riguarda il rapporto tra lo Stato e la società. Le due nozioni sono collegate:
    • La forma di governo è più specifica rispetto alla forma di Stato.
    • La forma di governo è uno strumento per realizzare la forma di Stato.
    • La distinzione tra le due è recente e si è affermata con l’evoluzione dallo Stato feudale allo Stato moderno.
    • Negli Stati democratici, la forma di governo può variare senza cambiare la forma di Stato.
  2. Criteri di Classificazione delle Forme di Governo Esistono diversi modi per classificare le forme di governo: a) Separazione dei poteri Si distinguono due grandi categorie:
    • Separazione rigida : i poteri esecutivo, legislativo e giudiziario sono ben distinti (es. forma di governo presidenziale).
    • Separazione flessibile : i poteri collaborano e si influenzano (es. forma di governo parlamentare). b) Chi detiene l’indirizzo politico? Si distinguono tre modelli:
    • Forma di governo costituzionale pura il potere è concentrato nel Capo dello Stato (es. monarchia costituzionale, presidenzialismo).
    • Forma di governo costituzionale parlamentare il potere è condiviso tra il Parlamento e il Governo.
    • Forma di governo direttoriale il potere è esercitato da un organo collegiale (es. Svizzera). c) Forme di governo monistiche e dualistiche
    • Monistiche : il Parlamento è l’unico organo direttamente eletto dal popolo e il Governo ne dipende (es. parlamentare, direttoriale).
    • Dualistiche : sia il Parlamento che il Capo dello Stato hanno una legittimazione autonoma (es. monarchia costituzionale, presidenzialismo, semi-presidenzialismo).
  3. Il rapporto tra Parlamento e Governo Un criterio fondamentale per distinguere le forme di governo è il rapporto di fiducia tra Parlamento e Governo:
    • Forma di governo parlamentare il Governo deve avere la fiducia del Parlamento e può essere sfiduciato. Il Capo dello Stato può sciogliere il Parlamento.
    • Forma di governo presidenziale il Governo non dipende dal Parlamento e il Capo dello Stato non può scioglierlo.
    • Forma di governo direttoriale il Governo è eletto dal Parlamento, ma non può essere sfiduciato né sciogliere il Parlamento. Il Rapporto di Fiducia tra Governo e Parlamento In un sistema parlamentare , il Governo può entrare in carica in due modi:
    • Con un voto di fiducia formale il Parlamento vota esplicitamente la fiducia al nuovo

Governo.

  • Con una fiducia presunta il Governo si insedia senza bisogno di un voto iniziale, a meno che il Parlamento non lo sfiduci successivamente. In entrambi i casi, può accadere che si formi un governo di minoranza , cioè un Governo che non ha il sostegno della maggioranza assoluta, ma che resta in carica finché non viene sfiduciato. Il Parlamento può revocare la fiducia con una mozione di sfiducia , costringendo il Governo a dimettersi. Tuttavia, nella pratica moderna, le crisi di governo dipendono più da contrasti tra i partiti della coalizione che da un voto formale di sfiducia. D’altra parte, anche il Governo può fare pressione sul Parlamento ponendo la questione di fiducia , cioè dichiarando che, se il Parlamento non approva una determinata proposta, si dimetterà. (Isso quindi sulla fiducia esistono : la fiducia iniziale che da il parlamento al governo, che può essere formale o presunta, quindi espressa o tacita. Può essere revocata dal parlamento con una mozione di sfiducia, che costringerebbe il governo a dimettersi, ma praticamente non succede mai, al massimo accade che il governo dica al parlamento : questo punto del mio programma è troppo importante, se voi non lo approvate, allora io mi dimetto. Questa è la QUESTIONE di fiducia. Quindi isso fiducia iniziale - mozione- questione ). La Derivazione del Governo Un altro criterio di classificazione è il modo in cui il Governo si forma:
  • Se il Governo dipende dal Parlamento, significa che il popolo elegge solo il Parlamento, che poi sceglie il Governo (tipico dei sistemi parlamentari e direttoriali).
  • Se il Governo dipende da un’elezione separata, significa che il popolo elegge direttamente anche il Capo dello Stato o il Primo Ministro (tipico dei sistemi presidenziali, semipresidenziali e semiparlamentari). Le Sei Forme di Governo
  1. Monarchia Costituzionale
  • Non c’è rapporto di fiducia tra Parlamento e Governo.
  • I ministri rispondono solo al monarca, che ha il potere esecutivo.
  1. Forma di Governo Parlamentare
  • Il Governo dipende dal Parlamento, anche senza un voto iniziale di fiducia.
  • Il Capo dello Stato (monarca o presidente) non partecipa alle decisioni politiche.
  1. Forma di Governo Presidenziale
  • Il Presidente è eletto direttamente dal popolo e ha pieni poteri esecutivi.
  • Non c’è rapporto di fiducia né possibilità per il Presidente di sciogliere il Parlamento.
  1. Forma di Governo Direttoriale
  • Il Governo è eletto dal Parlamento ma non può essere sfiduciato.
  • Il Governo agisce in modo collegiale, assumendo anche il ruolo di Capo dello Stato.
  1. Forma di Governo Semipresidenziale
  • Il Presidente è eletto direttamente dal popolo e ha poteri significativi.
  • Il Governo è nominato dal Presidente ma deve mantenere la fiducia del Parlamento.
  1. Forma di Governo Semiparlamentare
  • Il Primo Ministro è eletto direttamente dal popolo.
  • Se il Parlamento lo sfiducia o viene sciolto, entrambi gli organi vengono rieletti insieme. La Monarchia Costituzionale La monarchia costituzionale è la forma di governo che segna il passaggio dallo Stato assoluto allo Stato liberale. In questo sistema, il potere del monarca non è più assoluto, ma è regolato da una Costituzione che ne stabilisce i limiti e definisce il ruolo del Parlamento. Origini Storiche
  • Si afferma per la prima volta in Inghilterra , a seguito delle due rivoluzioni del 1649 e del

un processo per rimuovere un alto dirigente, come il presidente, se ha fatto qualcosa di molto grave, come rubare o tradire il paese. Inizia con un’accusa da parte del Parlamento e poi un altro gruppo decide se destituirlo o meno. Non significa che la persona venga punita con una pena, ma solo che perde il suo incarico.) Il Capo dello Stato (Re o Presidente) può sciogliere il Parlamento, rimettendo la decisione agli elettori. Il dualismo si riflette a tre livelli:

  1. Istituzionale equilibrio tra esecutivo e legislativo.
  2. All’interno del potere esecutivo il Governo è a “due teste” (Re + Primo Ministro).
  3. Sociale il conflitto tra aristocrazia e borghesia si riflette nel confronto tra il Re e la Camera elettiva. La Transizione alla Supremazia Parlamentare
    • Nel tempo, il potere del Parlamento diventa preminente.
    • Il Re perde progressivamente il controllo sull’indirizzo politico, che passa al Governo espressione della maggioranza parlamentare.
    • Questo processo porta alla forma di governo parlamentare moderna , in cui il Capo dello Stato ha un ruolo di garanzia e non di indirizzo politico. Nel tempo, la monarchia parlamentare si è trasformata in un sistema in cui il Parlamento ha preso il controllo della politica, riducendo il ruolo del Re o del Presidente della Repubblica a qualcosa di puramente formale. In Gran Bretagna, nel 1832 una riforma elettorale ha dato più potere alla borghesia e ridotto l’influenza della nobiltà. Nel 1834 il Re per l’ultima volta ha provato a revocare un Primo Ministro, ma il voto popolare lo ha costretto a rispettare la volontà del Parlamento. In Francia, nel 1877 il Presidente Mac Mahon ha cercato di imporre un governo a lui fedele sciogliendo la Camera, ma il voto ha dato la vittoria ai repubblicani, costringendolo a cedere e poi a dimettersi. In tutta Europa, con il passare del tempo, il Capo dello Stato ha perso potere, mentre il Governo è diventato responsabile solo verso il Parlamento. Questo è avvenuto anche grazie alla regola della “controfirma ministeriale”: i Ministri, firmando gli atti del Re o del Presidente, si sono assunti la responsabilità politica, fino a diventare loro i veri detentori del potere esecutivo. Alla fine, il Parlamento è diventato più forte del Re o del Presidente, il Governo ha preso il controllo delle decisioni politiche, e la borghesia ha sostituito l’aristocrazia come classe dominante. Tre fasi della forma di governo parlamentare:
    1. Fine ‘800 – Nascita del parlamentarismo con modelli diversi (in Inghilterra il Governo è più forte, in Francia il Parlamento domina).
    2. Tra le due guerre mondiali – Crisi e instabilità politica in molti paesi.
    3. Dopo la Seconda Guerra Mondiale – Si affermano sistemi democratici più stabili. La forma di governo parlamentare a prevalenza di governo: Il Regno Unito Il Regno Unito è considerato il modello classico di forma di governo parlamentare monista , dove il Parlamento ha il potere principale, mentre il Re e la Camera dei Lords hanno un ruolo marginale. A differenza di molti altri paesi, il Regno Unito non ha una costituzione scritta, ma si basa su tradizioni e regole non scritte, che hanno permesso al sistema di governo di adattarsi nel tempo senza cambiamenti drastici. Come funziona il governo nel Regno Unito
  4. Il Parlamento è centrale:
    • È composto da due Camere: Camera dei Comuni (eletta dal popolo) e Camera dei Lords (composta da membri non eletti).
    • Dal XX secolo, la Camera dei Comuni è diventata molto più importante della Camera dei Lords.
  • Solo la Camera dei Comuni può sfiduciare il governo, ossia costringerlo a dimettersi.
  1. Sistema politico bipartitico:
  • Tradizionalmente, ci sono due grandi partiti: i Conservatori (Tories) e i Laburisti (che hanno sostituito i Whigs).
  • Il sistema elettorale è maggioritario a turno unico, il che significa che il candidato che prende più voti in un collegio elettorale vince il seggio. Questo sistema favorisce la formazione di governi stabili con una maggioranza chiara.
  • Negli ultimi anni, il bipartitismo è stato messo in difficoltà dalla crescita di partiti regionali e dai Liberal Democratici.
  1. Hung Parliament e riforme elettorali:
  • A volte, nessun partito ottiene la maggioranza assoluta alla Camera dei Comuni: in questo caso si parla di Hung Parliament (“Parlamento sospeso”).
  • Nel 2011 si è tenuto un referendum per cambiare il sistema elettorale e introdurre il voto alternativo, che avrebbe permesso agli elettori di esprimere più preferenze, ma la proposta è stata bocciata. Il ruolo del Primo Ministro Il Primo Ministro è il leader del partito che vince le elezioni ed è nominato formalmente dal Re, ma di fatto scelto dal Parlamento. Ha molto potere, più di qualsiasi altro membro del governo, e:
  • Nomina e revoca i ministri.
  • Decide le politiche principali del governo.
  • Può influenzare la nomina di giudici, alti funzionari e membri della Camera dei Lords.
  • Fino al 2011, poteva sciogliere la Camera dei Comuni e indire nuove elezioni quando riteneva fosse più vantaggioso per il suo partito. Dopo la legge del 2011 (Fixed-term Parliaments Act), il Parlamento dura cinque anni, e lo scioglimento anticipato può avvenire solo:
  • Se lo votano i due terzi dei deputati.
  • Se il governo perde la fiducia e nessun nuovo governo ottiene la maggioranza entro 14 giorni. Il rapporto tra Governo e Parlamento
  • Dopo le elezioni, il governo non ha bisogno di un voto di fiducia iniziale da parte del Parlamento.
  • Il Re legge ogni anno il discorso della Corona, che illustra il programma del governo. Il Parlamento lo approva formalmente, ma l’opposizione può proporre modifiche o criticarlo.
  • Il governo ha una forte autonomia, ma deve comunque rispondere al Parlamento e alla sua maggioranza. L’impatto della Brexit
  • Il Parlamento ha avuto un ruolo molto attivo nella Brexit. Il governo non ha potuto prendere decisioni in autonomia, ma ha dovuto coinvolgere i deputati.
  • La Camera dei Comuni ha bocciato più volte l’accordo con l’UE proposto dalla Primo Ministro Theresa May, creando una situazione di stallo politico.
  • Boris Johnson, successore della May, ha cercato di sospendere il Parlamento (Prorogation), ma la Corte Suprema lo ha dichiarato illegale.
  • Johnson è comunque riuscito a concludere la Brexit e ha riportato il sistema politico britannico verso il modello tradizionale, con un forte predominio del governo. La sfiducia e la caduta del governo
  • È molto raro che un governo britannico cada per una mozione di sfiducia.
  • Questo accade solo se il Parlamento è “sospeso” (Hung Parliament) e il governo non ha una maggioranza solida.
  • Le uniche due sfiducie del XX secolo sono avvenute nel 1924 e nel 1979.
  • Se un governo perde la fiducia, di solito si scioglie il Parlamento e si tengono nuove

fiducia: bastava che il Parlamento o una sua commissione bocciassero una proposta del Governo per costringerlo alle dimissioni. Il Governo debole e instabile

  • Nei testi costituzionali non era nemmeno prevista la figura del Presidente del Consiglio, che emerse solo per prassi e fu riconosciuta ufficialmente solo con la legge finanziaria del 1930.
  • Durante e dopo la Prima guerra mondiale, il Governo tentò di rafforzarsi attraverso i décrets-loi, provvedimenti adottati con autorizzazione del Parlamento che permettevano all’Esecutivo di modificare le leggi senza dover passare sempre per il dibattito parlamentare.
  • Tuttavia, la debolezza del Governo restò evidente: in 65 anni si susseguirono circa 100 governi, a causa di coalizioni instabili tra partiti poco disciplinati e di un forte trasformismo politico. Un parlamentarismo assoluto L’esperienza della Terza Repubblica fu quindi caratterizzata da una frammentazione politica e da una netta supremazia del Parlamento, tanto che il sistema è stato definito un “regime di assemblea” o un “parlamentarismo assoluto”, in cui il Parlamento dominava completamente l’Esecutivo.
  1. La razionalizzazione della forma di governo parlamentare dopo la prima guerra mondiale: la Repubblica di Weimar Dopo la Prima Guerra Mondiale, molte costituzioni repubblicane in Europa adottarono la forma di governo parlamentare, cercando di razionalizzare il sistema per garantire maggiore stabilità all’Esecutivo. Questo significava che il Governo doveva dimettersi solo in caso di approvazione di una mozione di sfiducia da parte del Parlamento. In molti paesi, come Austria, Spagna, Grecia, Turchia e Polonia, prevaleva il Parlamento, riducendo il potere del Capo dello Stato. La Costituzione austriaca del 1920 La Costituzione austriaca, ispirata dal giurista Kelsen, era un esempio di governo monistico, con il Parlamento al centro. Il Governo derivava dal Parlamento e il Presidente, eletto dall’Assemblea federale, aveva poteri limitati, tra cui la necessità di controfirma ministeriale per i suoi atti. La Costituzione di Weimar La Costituzione della Repubblica di Weimar, entrata in vigore nel 1919, è stata la prima costituzione democratica della Germania e ha avuto un’influenza significativa. Essa rappresentava un compromesso tra forze popolari (democratiche, cattoliche e socialiste) e forze conservatrici (aristocrazia e apparato militare). Il sistema di governo si basava su un equilibrio tra la sovranità popolare, rappresentata dalla Camera (Reichstag), e l’autorità del Presidente del Reich, eletto direttamente dal popolo. Questa forma di governo è stata definita come “ dualistica ”, con elementi di parlamentarismo e presidenzialismo. Il Parlamento aveva il potere di approvare o respingere leggi, ma il Presidente aveva significativi poteri, come la possibilità di sciogliere la Camera, nominare e revocare il Cancelliere, e indire un referendum. Il Governo era strutturato in modo monocratico , con il Cancelliere al comando, ma il Consiglio dei Ministri doveva decidere su molte questioni collettivamente. Il Presidente, sebbene eletto a suffragio universale, aveva anche poteri straordinari in caso di emergenze, come l’intervento militare, e la possibilità di sospendere i diritti costituzionali. Instabilità e fine della Repubblica di Weimar Nonostante i poteri significativi del Presidente, la Costituzione di Weimar ha portato a instabilità politica, con frequenti cambi di Governo e coalizioni deboli. Dal 1930, il Presidente von Hindenburg iniziò ad usare il “decreto di necessità” per prendere decisioni senza l’approvazione del Reichstag. Nel 1933, nominò Hitler come Cancelliere, segnando la fine della Repubblica di Weimar e l’inizio del regime nazista. La razionalizzazione nel secondo dopoguerra: la IV Repubblica francese Dopo la Seconda Guerra Mondiale, molti paesi cercarono di rendere più efficiente e stabile il loro sistema parlamentare, garantendo al contempo la democrazia. Questo avvenne tramite nuove

costituzioni che regolavano meglio i rapporti di fiducia tra il governo e il Parlamento e prevedevano organi di garanzia per risolvere eventuali conflitti tra i poteri dello Stato. Un esempio importante è la IV Repubblica francese, che nacque nel 1946 dopo la fine del regime di Vichy. La sua costituzione adottò una forma di governo parlamentare monistica razionalizzata , (=La forma di governo parlamentare monistica razionalizzata è un tipo di governo dove il Parlamento ha molta influenza, e il Primo Ministro è scelto dal Parlamento, non direttamente dal popolo. È “monistica” perché il potere esecutivo (del governo) e il potere legislativo (del Parlamento) sono strettamente legati. “Razionalizzata” significa che ci sono delle regole per rendere il sistema più stabile e per evitare che ci siano troppi conflitti tra governo e Parlamento. Quindi, il governo è controllato dal Parlamento, ma con regole per evitare il caos.) con un Parlamento bicamerale composto dall’Assemblea nazionale (eletta con sistema proporzionale) e dal Consiglio della Repubblica. Tuttavia, il bicameralismo era imperfetto , poiché la seconda Camera non controllava il governo. Il governo era formato dal Presidente del Consiglio, che avrebbe dovuto essere forte grazie alla fiducia dell’Assemblea, e dal Consiglio dei Ministri. Tuttavia, a causa del sistema multipartitico, le alleanze politiche erano fragili e i governi si alternavano rapidamente, con 21 governi in 12 anni. Nel tentativo di migliorare la stabilità, furono introdotte riforme come il cambiamento del sistema elettorale e l’introduzione di un voto di fiducia obbligatorio per il governo. Ma queste misure non risolsero i problemi: le crisi politiche continuarono a verificarsi per i contrasti interni alla maggioranza. La forma di governo parlamentare in Italia In Italia, la decisione di adottare una forma di governo parlamentare fu presa nel 1946 durante l’Assemblea Costituente. La scelta fu fatta per garantire un compromesso tra diverse forze politiche e per radicare la democrazia. La forma di governo è monistica, razionalizzata e corretta. Il Presidente della Repubblica (Pdr) è eletto dal Parlamento e ha poteri limitati, pur avendo un ruolo di “intermediazione politica” in situazioni di crisi, senza diventare un leader politico. La razionalizzazione della forma di governo in Italia si concentra sul rapporto di fiducia tra il governo e il Parlamento, e sul ruolo del Presidente del Consiglio, che coordina l’attività del governo. Tuttavia, questa razionalizzazione è debole, e la stabilità del governo non è garantita. La forma di governo in Italia è quindi molto elastica e dipende dal ruolo dei partiti e dal sistema politico, che a lungo è stato caratterizzato da un multipartitismo estremo e da coalizioni instabili. Negli anni ’90, a causa di fattori interni ed esterni, ci fu una crisi politica che portò a una riforma elettorale, con il passaggio a un sistema maggioritario per Camera e Senato. Questo portò alla formazione di due coalizioni principali, il centro-destra e il centro-sinistra, ma il bipolarismo era imperfetto , poiché le alleanze erano più elettorali che politiche. Il sistema parlamentare si avvicinò al maggioritario, ma la stabilità di governo non fu mai garantita e il Parlamento perse potere. Nel 2015 fu introdotta la legge elettorale Italicum , ma fu parzialmente bocciata dalla Corte Costituzionale. Nel 2017, l’Italia adottò una nuova legge, il Rosatellum bis , che combinava un sistema proporzionale e maggioritario. Nel complesso, la forma di governo italiana ha avuto caratteristiche simili a quella della IV Repubblica francese, ma si è distinta per alcuni aspetti politici e giuridici. La crisi del bipolarismo ha portato a una crescente influenza del Parlamento e a una revisione del sistema politico. La forma di governo parlamentare nella repubblica federale tedesca Nel 1949, la Legge fondamentale di Bonn stabilì una forma di governo parlamentare in Germania, che ha reso il Cancelliere (Primo Ministro) una figura molto importante. Il Cancelliere è eletto direttamente dal Bundestag (Camera dei deputati) a maggioranza assoluta. Se non viene eletto , si procede a una seconda votazione , e se non si raggiunge la maggioranza assoluta, il Presidente federale può scegliere se nominare il Cancelliere o sciogliere il Bundestag. Il Cancelliere ha il potere di nominare e revocare i ministri e controlla le direttive politiche generali.

  1. Rafforzamento del governo e del Primo ministro : In molti paesi, c’è un processo di presidenzializzazione, dove il ruolo del Primo Ministro diventa più forte, assumendo poteri più simili a quelli di un presidente. Le forme di governo parlamentari si dividono in due categorie principali:
    • Maggioritarie: Paesi con un sistema bipartitico (come Regno Unito, Germania), dove i governi sono più stabili e il Primo Ministro ha una forte direzione politica.
    • Non maggioritarie: Paesi con sistemi multipartitici (come Belgio, Italia), dove i governi sono spesso instabili e di coalizione, e il Primo Ministro ha un ruolo più di mediazione tra i partiti. Questo modello è più comune nelle società con fratture politiche o ideologiche. La forma di governo presidenziale La forma di governo presidenziale è caratterizzata da un Presidente che ha un potere esecutivo forte e separato dagli altri poteri, senza un legame di fiducia con il Parlamento. Il Presidente è direttamente eletto dal popolo e non può sciogliere il Parlamento. L’esempio più noto di questa forma di governo è quello degli Stati Uniti , che ha influenzato molti paesi, soprattutto in America Latina, Asia e Africa, ma spesso con risultati problematici, come regimi presidenzialisti che rafforzano troppo il Presidente e indeboliscono il Parlamento. In alcuni paesi, come la Russia, c’è un sistema presidenzialista dualistico , dove il Presidente ha poteri significativi, come:
    • Iniziativa legislativa,
    • Veto sulle leggi,
    • Poteri sul comando delle forze armate,
    • Dichiarazione dello stato di emergenza e altri. Il governo dipende dal Presidente e dalla Duma (Camera bassa), ma il Presidente ha un’influenza dominante, e può sciogliere la Duma se non accetta le sue scelte. Nel caso della Russia, la revisione costituzionale del 2020 ha ulteriormente rafforzato il potere presidenziale, consentendo a Putin di rimanere al potere per più mandati. Alcuni studiosi, come Shugart e Carey, difendono la forma presidenziale, sostenendo che permette un equilibrio tra efficienza e rappresentatività. L’elezione separata del Presidente e del Parlamento può portare a una divisione politica (governo diviso), che può essere instabile. Altri critici invece sottolineano i difetti, come la personalizzazione del potere, la possibilità di conflitti tra il Presidente e il Parlamento, e il rischio di un sistema troppo maggioritario. Il presidenzialismo negli Stati Uniti d’America Il sistema politico degli Stati Uniti è fondato sulla Costituzione del 1787 e si è evoluto nel tempo. I “Padri fondatori” si sono ispirati alla monarchia costituzionale inglese, creando un governo che bilancia i poteri tra diverse istituzioni, a partire dal compromesso tra federalisti e antifederalisti. Il potere legislativo è affidato al Congresso, che è composto dalla Camera dei Rappresentanti e dal Senato. La Camera è eletta ogni due anni, con una rappresentanza proporzionale alla popolazione , mentre il Senato è composto da 100 membri (due per ciascuno Stato) eletti ogni sei anni, ma rinnovati per un terzo ogni due anni. Il potere esecutivo è in mano al Presidente , che è anche il Capo dello Stato. Il Presidente è eletto ogni quattro anni tramite un sistema di “grandi elettori ”, che si sviluppa in due fasi. La prima fase riguarda le primarie e le convenzioni nazionali dei partiti, mentre la seconda prevede l’elezione degli elettori presidenziali da parte dei cittadini, che poi votano per Presidente e Vice Presidente. Questo sistema complesso può portare a problemi come il peso diseguale del voto tra Stati e la possibilità che il candidato vincente non abbia il maggior numero di voti popolari, come accaduto in alcune elezioni, tra cui quella del 2000. Intorno al Presidente c’è una struttura esecutiva organizzata in cerchi concentrici: il primo cerchio comprende i collaboratori più stretti, l’Executive Office, che hanno funzioni consultive e di controllo. Il secondo cerchio è composto dai Dipartimenti, come quello degli Affari Esteri, presieduto dal

Segretario di Stato. Il terzo cerchio include agenzie indipendenti e commissioni regolatorie con poteri amministrativi e giuridici. Il sistema giudiziario è dominato dalla Corte Suprema , composta da nove giudici nominati dal Presidente, che ha un ruolo cruciale nell’interpretare la Costituzione e nel decidere sulla legittimità delle leggi. Sebbene la Costituzione preveda una separazione rigida dei poteri, in pratica esiste un bilanciamento dei poteri attraverso un sistema di “ checks and balances ”, che permette a ciascun ramo del governo di controllare e influenzare gli altri. Ad esempio, il Congresso ha il potere di decidere il bilancio, controllare le politiche presidenziali tramite indagini e commissioni, e accusare il Presidente in caso di reati gravi. Il Presidente, d’altra parte, ha il potere di veto sulle leggi, di presentare il bilancio e di influenzare il Congresso con il “messaggio sullo stato dell’Unione”. Il Congresso ha un’influenza significativa sul Presidente, ma anche il Presidente può influenzare il Congresso. Inoltre, con l’affermarsi dello “Stato interventista” e del “New Deal”, il Presidente ha acquisito un ruolo preminente, con una crescente importanza della politica estera e un rapporto diretto con i cittadini. Tuttavia, negli ultimi decenni, il “governo diviso” – in cui il Presidente e il Congresso sono controllati da partiti diversi – ha indebolito l’Esecutivo, costringendo il Presidente a negoziare le sue politiche con i parlamentari e a fare concessioni. Il sistema politico degli Stati Uniti è bipartitico , con partiti pragmatici e locali, e una bassa partecipazione elettorale (circa il 50% per le elezioni presidenziali). La politica tende a diventare sempre più personalizzata, con il Presidente che cerca un legame diretto con l’opinione pubblica e i membri del Congresso che ricevono supporto finanziario da gruppi di pressione (lobbies). Questo sistema favorisce il “governo diviso”, con alleanze trasversali tra i due partiti principali su molte questioni, riducendo l’efficacia delle politiche e orientandosi verso la gestione dell’esistente più che verso cambiamenti significativi. La forma di governo direttoriale: la confederazione svizzera La forma di governo direttoriale, unica nel suo genere, è quella della Confederazione svizzera. Essa è spesso considerata un esempio di governo assembleare o convenzionale, in cui il Parlamento (di solito monocamerale e non soggetto allo scioglimento) detiene tutti i poteri e riduce l’esecutivo a un semplice organo che esegue la volontà del Parlamento. Tale descrizione, pur essendo applicata anche ad altri Paesi (come Austria, Francia e Italia), è stata messa in discussione per motivi teorici e pratici. La forma di governo della Svizzera si ispira alla Costituzione francese del periodo rivoluzionario, che prevedeva un Direttorio di cinque membri, incaricato sia dell’esecutivo che delle funzioni di Capo dello Stato, e tale modello fu introdotto in Svizzera nel 1798 con la Repubblica elvetica e recepito nella Costituzione del 1848. La Svizzera è una nazione che non ha un’omogeneità etnica, ma è unita politicamente e si fonda su una politica di neutralità rigorosa, che ha determinato la sua tardiva adesione all’ONU (solo nel

  1. e la mancata adesione all’Unione Europea. Inoltre, il Paese è caratterizzato da un forte sistema di democrazia diretta, che prevede l’iniziativa popolare e il referendum. Nel sistema direttoriale svizzero, l’esecutivo (il Consiglio Federale) deriva dal Parlamento: i membri sono eletti dall’Assemblea federale, ma la loro posizione è stabile per tutta la legislatura, senza possibilità di sfiducia. A differenza del sistema parlamentare o presidenziale, i membri del Consiglio Federale non sono eletti dal popolo e non c’è un leader monocratico. Il Consiglio è collegiale , con sette membri che si alternano ogni anno nel ruolo di Presidente della Confederazione, senza che il Presidente abbia preminenza sugli altri membri. Formalmente, secondo la Costituzione, il Parlamento detiene l’indirizzo politico , mentre il Consiglio Federale svolge il ruolo esecutivo. Tuttavia, il potere del Parlamento è limitato dai “diritti del popolo e dei Cantoni”, e anche se l’Assemblea Federale esercita un controllo sul Consiglio, non può revocare i membri del Consiglio. In realtà, i due organi (Parlamento e Consiglio Federale) sono co-titolari dell’indirizzo politico, con il Consiglio Federale che ha una posizione di preminenza, soprattutto nella definizione della politica di governo. Il Consiglio Federale ha anche importanti funzioni normative , come l’emissione di regolamenti e

eletto direttamente dal popolo nel 1962, acquisendo così più potere. Il Presidente ha poteri forti, come nominare il Primo Ministro, sciogliere l’Assemblea Nazionale e convocare referendum. Se il Presidente ha una maggioranza parlamentare, guida la politica del paese, mentre il Primo Ministro si occupa dell’amministrazione quotidiana. Se, però, il Presidente non ha la maggioranza in Parlamento (coabitazione), il Primo Ministro, scelto dalla maggioranza, prende il controllo della politica interna, mentre il Presidente si concentra sulla politica estera e la difesa. Il Parlamento è composto da due Camere, ma il governo ha poteri forti per influenzarlo. Nel 2008, sono state introdotte alcune modifiche per riequilibrare i poteri tra il Governo e il Parlamento, ma il Presidente resta comunque il figura più influente, soprattutto quando ha il sostegno della maggioranza parlamentare. La forma di governo semi parlamentare : lo Stato di Israele dal 1992 al 2001 La forma di governo semi-parlamentare, come quella adottata in Israele dal 1992 al 2001, prevede l’elezione diretta del Primo Ministro , separata da quella del Parlamento. In caso di sfiducia da parte del Parlamento, questo si dissolve automaticamente, e il Primo Ministro può sciogliere il Parlamento, con la conseguente convocazione di nuove elezioni. Questo modello è stato proposto come una via d’uscita dalla crisi della forma di governo francese nella IV Repubblica, con l’obiettivo di stabilire un “governo di legislatura” in modo più razionalizzato. In Israele, il Primo Ministro veniva eletto direttamente dal popolo tramite un sistema maggioritario a doppio turno, e poteva sciogliere il Parlamento se la maggioranza parlamentare ostacolava il governo. Tuttavia, una serie di correttivi introduceva negoziazioni politiche obbligatorie per formare una coalizione. Se il Primo Ministro non riusciva a costituire un governo o veniva sfiduciato, si procedeva a nuove elezioni per il Parlamento e il Primo Ministro. Il sistema semi-parlamentare di Israele, con il suo forte personalismo elettorale e il multipartitismo estremo, ha portato a governi di coalizione instabili, accentuando l’asimmetria tra la legittimazione popolare del Primo Ministro e la sua posizione all’interno del sistema politico. A causa degli esiti negativi e delle crisi politiche frequenti, l’elezione diretta del Primo Ministro è stata abbandonata nel 2001, ripristinando la derivazione parlamentare del governo. Oggi, nessuno Stato democratico adotta questo modello. Forme di governo e sistemi politici Le forme di governo non dipendono solo da leggi, ma anche da fattori esterni come il sistema politico e il sistema elettorale. Il sistema politico riguarda i gruppi che rappresentano interessi e cercano di influenzare il governo, con i partiti che sono i principali protagonisti nelle democrazie. I partiti devono mediare tra gli interessi particolari e l’unità del paese. Nel 1970, Elia ha proposto una divisione delle forme di governo parlamentare in tre tipi, in base al sistema dei partiti:

  1. Bipartitismo rigido : Un solo partito dominante, come nel Regno Unito, dove il Primo Ministro è scelto dal popolo e il governo prevale sul Parlamento.
  2. Multipartitismo temperato : Più partiti e alleanze stabili, come in Germania e Svezia, con una certa instabilità ma senza elezione diretta del Primo Ministro.
  3. Multipartitismo estremo : Molti partiti e instabilità, con governi deboli, come in Italia o nella IV Repubblica francese. Il sistema dei partiti, bipolare o multipolare, è molto importante per l’evoluzione politica dei paesi. Inoltre, il sistema elettorale (maggioritario o proporzionale) influisce sulla funzionalità del Parlamento e sulla stabilità del governo.