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Funzioni - Tipologie, Dispense di Analisi Matematica I

Una definizione di funzione, le proprietà di suriettività e iniettività, la definizione di funzione inversa, le funzioni monotone, le funzioni lineari, le funzioni esponenziali, le funzioni logaritmiche, le funzioni pari e dispari, le funzioni continue e le tipologie di discontinuità. Vengono forniti esempi e dimostrazioni. utile per lo studio della matematica.

Tipologia: Dispense

2023/2024

In vendita dal 28/01/2024

laradondeo
laradondeo 🇮🇹

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bg1
FUNZIONI
Dati A e B insiemi di numeri reali, una FUNZIONE da A in B è una legge
che ad ogni elemento di A fa corrispondere uno ed un solo elemento di B A → DOMINIO/insieme
ƒ(A) → CODOMINIO
Ad ogni elemento , corrisponde tramite la funzione ƒ, l’elemento
Valgono le seguenti:
ƒ SURIETTIVA se , esiste almeno un t.c.
ƒ INIETTIVA se
Esempi
Non è iniettiva e
non è suriettiva
È iniettiva e
suriettiva
Non è iniettiva e
non è suriettiva
Considero e è la restrizione,
che risulta essere iniettiva e suriettiva
ƒ BIUNIVOCA se è sia SURIETTIVA sia INIETTIVA
Def: ƒ: A → B biunivoca
FUNZIONE INVERSA
è la funzione che ad ogni fa corrispondere l’unico t.c.
Esempio
La funzione è invertibile per
La sua inversa
Definita in
Def: ƒ si dice MONOTONA in un insieme A, se verifica una delle seguenti condizioni
ƒ è STRETTAMENTE CRESCENTE
ƒ è CRESCENTE
ƒ è STRETTAMENTE DECRESCENTE
ƒ è DECRESCENTE
CRITERIO DI INVERTIBILITÀ → ƒ è strettamente monotona, allora è anche invertibile
FUNZIONE LINEARE
m è il coefficiente angolare
Se m=0, risulta y=q costante
FUNZIONE POTENZA definita
Strettamente crescente per , cioè
È invertibile e l’inversa è
S
:
A
B
y
=
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X
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A
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=
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-
B
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X
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7
LARA DONDEO
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Anteprima parziale del testo

Scarica Funzioni - Tipologie e più Dispense in PDF di Analisi Matematica I solo su Docsity!

FUNZIONI

Dati A e B insiemi di numeri reali, una FUNZIONE da A in B è una legge

che ad ogni elemento di A fa corrispondere uno ed un solo elemento di B

A → DOMINIO/insieme

ƒ(A) → CODOMINIO

Ad ogni elemento , corrisponde tramite la funzione ƒ, l’elemento

Valgono le seguenti:

ƒ SURIETTIVA se , esiste almeno un t.c.

ƒ INIETTIVA se

Esempi

Non è iniettiva e

non è suriettiva

È iniettiva e

suriettiva

Non è iniettiva e

non è suriettiva

Considero e è la restrizione,

che risulta essere iniettiva e suriettiva

ƒ BIUNIVOCA se è sia SURIETTIVA sia INIETTIVA

Def: ƒ: A → B biunivoca

FUNZIONE INVERSA

è la funzione che ad ogni fa corrispondere l’unico t.c.

Esempio

La funzione è invertibile per

La sua inversa

Definita in

Def: ƒ si dice MONOTONA in un insieme A, se verifica una delle seguenti condizioni

ƒ è STRETTAMENTE CRESCENTE

ƒ è CRESCENTE

ƒ è STRETTAMENTE DECRESCENTE

ƒ è DECRESCENTE

CRITERIO DI INVERTIBILITÀ → ƒ è strettamente monotona, allora è anche invertibile

FUNZIONE LINEARE

m è il coefficiente angolare

Se m=0, risulta y=q costante

FUNZIONE POTENZA

definita

Strettamente crescente per , cioè

È invertibile e l’inversa è

S

: A^ B

y

=

f(x)

X E A^

y

= f(x)

- B

O KyeB X -Ay

= f(x)

f(A)

= B

O XXxX2t A

Xe + X

f(x)

f(xz)

·

· 8

: R

= *, R

= *

f(x)

= x^

g

:

xz

  • I

y = x

·

B

=

B

g(x)

= x^ .

hiBRh(x

y 1

.

(^1) h : [- :^ ] : Ed .

AdR A

A n

E tx

f

. B

y

  • B xeA^ f(x)

= yf f(x)

= x (^) UveA

f(x)

= x2 X 20

f

: 0 ,

  • 0 < ,

  • (^0)

1

f(x)

= x

f

(x)

= x -

y

=VX

< >

[xeRx

=

0}

XXz ,

X2 ->^ A

② X-^

< X

& X^

<

Xz

O X

<

Xz

f(xz)f(Xz)

O X1Xzf(xz)

= f(Xz)

y

= wx + q (^) f(x)

= xm^ WxelR

  • M

n = (^2) =

2N= 1

X 0

yu

y

= q y

=Xw^02 Xy <

X

X

,XzM

< X

X = & M

mi y

x

f2(x)

=* x (^) = X^ ,

X (^) =

I

7

FUNZIONE ESPONENZIALE

a numero reale positivo, definita

Strettamente crescente Strettamente decrescente

Se a≠1, allora la funzione esponenziale è invertibile, la

funzione inversa è la FUNZIONE LOGARITMO

FUNZIONE LOGARITMO

Esempio:

Strettamente crescente Strettamente decrescente

Esempio:

FUNZIONE VALORE ASSOLUTO FUNZIONI TRIGONOMETRICHE

È interessante vedere la combinazione di funzioni elementari.

definita Considerando la funzione:

FUNZIONE PARI

Simmetrica rispetto asse Y

FUNZIONE DISPARI

Simmetrica rispetto all’origine Esempi

Funzioni dispari

Funzione pari

Funzione pari, si disegna per

Si osserva che e dividendolo per x

Oss: E sarà compresa tra i due rami di iperboli per x>

Per ha lo stesso segno di

Non è definita per x=0. Cosa succede per x “vicino a zero”?

  • Tende a zero
  • Tende all’infinito
  • Tende ad un valore intermedio

Una formulazione rigorosa del comportamento di una funzione

ƒ(x), per x “vicino” ad un un punto , in questo caso ,

è quello di considerare una generica successione che

converge ed ( è “vicino” ad se n è “grande”) e la

corrispondente successione costituita dai valori assunti

dalla funzione ƒ(x)

Se converge ad un numero (che è lo stesso ), allora si dice che ƒ(x) ammette limite uguale ad per

Si calcola:

È il limite notevole per le successioni, che sappiamo valere 1

Esempio

Il grafico di

f(x)

= ax^

f(x)

=

loga

X

kxeR

y

= loga

X a

= y

ax (^1 ) a Logax

yr y1^ loga

X

a >^1 OcaL as

Oca(

· I

>

1

·

> 'x 'x

y

= ex y

=

loge

X

M

XV

  • VEXIV

y

=/X) y

= (^) HUX ,

COSX · -IXI1-1ECOSX

x ,

+ X2 = /X

,

l +^ /Xz

Ex , xz

C · sel2X + Cos^ X^ = 1

f(x)

= seux ExeR

  • Goj

f(x)

= 8

X) x -

daf

X

> f(-

x)

=

  • f(x) xe dauf

s

. y = X

, y

= blu X

1

  • f(x)

=

su

X (^) X = &

·

y

= CosX^ >

  • 1 SUX = 1 VER - 4

xo

y

= bellX

X

n

s

y

= Ex

E

>

X

, y

= blX sen X

X

1

Xo Xo^ = &

Xu

y

= -

E

· do

No (^) Xn Xo

π E

2

> Yu

t

yw

= f(xn)

UneN

yw

= f(xn)

Vwe N

yn

= f(xn)

L (^) VXm

Xo 2 X^ Xo

f(x)

=

su X sito S(xn)^ =lim^ se le^

e (^) com Xn'8 Xw #0 Un

1

Cina

f(xn) =Ci

EXn

1 Xn

  • (^0) Xn + 8 ,

e S

Ci

Xu

lin

x2+^

pf(x)

= lim^

eux = 1

Xe + A X

Esercizio

Utilizzando la definizione di limite, verificare che:

Bisogna verificare che

Quindi Quindi se

OPERAZIONI CON I LIMITI DI FUNZIONI

Il limite della somma, differenza, prodotto, quoziente di due funzioni, è rispettivamente

uguale alla somma, differenza, prodotto, quoziente (se il denominatore è diverso da zero)

dei due limiti, purché non sia una delle forme indeterminate.

LIMITI NOTEVOLI

Valgono i limiti notevoli visti per le successioni In particolare:

In generale

Da cui si ricavano

Infatti

Infatti

LIMITI DI FUNZIONI COMPOSTE

Siano ƒ: x → y e ƒ: y → R due funzioni tali che e

Ed esiste tale che risulti per ogni dell’intervallo

Allora Si ha^ Segue che

Applicando il precedente risultato (^) Per le proprietà dei logaritmi da cui ponendo

Segue il LIMITE NOTEVOLE Si può scrivere anche^ 1+y=t

Si verifica che con la sostituzione

Si ottiene se anche

Quindi il limite è verificato dato che (^) per

FUNZIONI CONTINUE

Def: Una funzione ƒ(x) è continua in un punto se Cioè se il valore limite, per^ , è uguale al

valore che si ottiene calcolando la funzione nel punto

Una funzione è continua in un intervallo [a,b] se è continua in ogni punto

Se , si considera , se invece , si considera il limite sinistro

Ad esempio, si nota che e

Le funzioni sono funzioni continue per x=0 ed anche per ogni

Si dimostra anche che tutte le funzioni elementari sono continue.

Potrebbe esserci una discontinuità quando si h a un denominatore, come , che non è definita in x=

Esempio

TIPOLOGIE DI DISCONTINUITÀ

È continua per x≠0, ma non è continua se x=0 e presenta un SALTO

Sia ƒ(x) una funzione definita in A e un punto di A. Le discontinuità si classificano in questo modo.

DISCONTINUITÀ ELIMINABILE - “BUCO”

è un punto di discontinuità eliminabile se esiste il limite di ƒ in e risulta

Esempio

che non è definita in x=0, ma è

possibile PROLUNGARE per continuità

ƒ(x), mediante la funzione

DISCONTINUITÀ DI PRIMA SPECIE

ƒ(x) presenta in una discontinuità di prima specie se esistono finiti i limiti destro e sinistro di ƒ(x) in e si ha

Esempio

DISCONTINUITÀ DI SECONDA SPECIE

ƒ(x) presenta in una discontinuità di seconda specie se almeno uno dei due limiti non esiste oppure è infinto

È possibile estendere la funzione

per continuità solo in x=0. Negli altri

punti, ci sono discontinuità di

seconda specie

Esempio

Esempi

FUNZIONE DI DIRICHLET

È discontinua in ogni punto (II

specie, non esistono limiti)

È discontinua in ogni punto, tranne nel punto x=

Per il teorema dei carabinieri ƒ(x) → 0

Si ottengono tre successioni Definite

Se, per qualche cn, risulta ƒ(cn)=0, si trova una radice e ci si ferma.

Altrimenti, per costruzione, risulta

Si vuole trovare la relazione tra an e bn. Si sa che, ad ogni iterazione, la lunghezza dell’intervallo [an,bn] si dimezza

Infatti: (^) Dopo n passi

Per costruzione, la successione an è crescente ed è^ limitata^ perché è contenuta in [a,b]

Quindi per il TEOREMA SULLE SUCCESSIONI MONOTONE an ammette limite finito (^) Sia tale limite

Da si ricava E per n → +∞

Per costruzione (^) Per le continuità

Dal teorema dell permanenza del segno,

come corollario

Se ƒ(x) è continua in e o

Il teorema dell’esistenza degli zeri è un risultato sulle funzioni continue che stabilisce l’esistenza di almeno un punto in cui la

funzione di annulla

La dimostrazione si basa nel metodo di BISEZIONE per il calcolo delle radici di un’equazione. È un metodo COSTRUTTIVO, oltre a dimostrare

l’esistenza, fornisce il metodo per calcolarla (poi si calcola numericamente)

an, bn,cn convergono a , sono quindi valori approssimati di

In particolare, i valori di an sono approssimazioni per difetto, quelli di bn sono approssimazioni per eccesso , cioè

e dato che , l’errore di approssimazione che si commette sostituendo con an oppure con bn è inferiore a

cn, invece è il punto i mezzo di [an,bn], per cui l’errore che si commette nell’approsimare con cn è inferiore a

ESEMPIO DI APPLICAZIONE DEL METODO DI BISEZIONE PER IL CALCOLO DI ALCUNE CIFRE DECIMALI DEL NUMERO

(NON RAZIONALE) √

Il numero è soluzione

positiva dell’equazione

Si può applicare il metodo di bisezione alla funzione

in un intervallo [a,b], scegliendo ƒ(a)<0 e ƒ(b)>

Ad esempio, [a,b]=[0,4], essendo

ƒ(0)=-2<0 e ƒ(4)=16-2=14>

Oss: (^) Si poteva scegliere [0,2], oppure [1,2], oppure [0,100], … → In ogni caso le ipotesi del teorema dell’esistenza degli zeri sarebbero soddisfatti

Oss: (^) Scegliendo invece [-4,0], determineremmo approssimazioni per la soluzione negativa dell’equazione

Quindi

1° STEP
2° STEP
3° STEP

Quindi

Quindi

Quindi

Quindi è un numero reale che, in forma

decimale si scrive 1, …. dove la prima cifra

decimale è compresa tra 0 e 4

4° e 5° STEP

Eseguendo il calcolo si trova che

Oss: In realtà questi conti si assegnano al computer (in questo caso è sufficiente una calcolatrice)

Quante iterazioni si devono fare per calcolare, ad esempio, le prime due cifre decimali di?

La risposta si ottiene calcolando l’ampiezza dell’intervallo [an,bn]

Se an e bn hanno, esempio, le prime due cifre decimali

uguali, allora quelle sono le cifre decimali ANCHE di Abbiamo che

Nel caso considerato per trovo

dopo , cioè con 12 iterazioni, si ottengono an e bn con:

cioè an e bn hanno (approssimativamente) 2 cifre decimali uguali fra loro, che poi sono le stesse cifre decimali di

Dal teorema dell’esistenza degli zeri, segue il teorema:

PRIMO - TEOREMA DELL’ESISTENZA DEI VALORI INTERMEDI

Una funzione continua in un intervallo [a,b] assume tutti i valori compresi tra ƒ(a) e ƒ(b)

Dim: Considerando il caso in cui

Bisogna provare che

Se , si può prendere e analogamente

se , si può prendere

Se , si considera la funzione

e calcolata in x=a e x=b

Applicando quindi il teorema dell’esistenza degli zeri alla funzione g(x)

TEOREMA DI WEIERSTRASS

Sia ƒ(x) una funzione intinta in un intervallo chiuso e limitato [a,b]. Allora ƒ(x) assume minimo e massimo in [a,b]

Cioè esistono e in [a,b] che sono detti rispettivamente

punti di minimo e di massimo per ƒ(x) nell’intervallo [a,b]

I corrispondenti valori e

sono detti MINIMO e MASSIMO di ƒ(x) in [a,b]

Esempi

Consideriamo la funzione per x>

Se si considera l’intervallo (0,1], ƒ(x) ammette minimo m in x=1, ma non ammette massimo ( , risulta )

Se si considera l’intervallo [1,+∞), ƒ(x) ammette massimo in x=1, ma non ammette minimo (non esiste un valore x t.c. )

Importanza dell’ipotesi (funzione definita in un intervallo chiuso e limitato)

Considerando la funzione in [-1,1]

Assume minimo in x=0 e

massimo (M=1 in x=-1 e x=1)

Se si considera invece la funzione

Non assume minimo in [-1,1] perché assume valori positivi

vicino allo zero (g(x) → 0 per x →0) ma non assume il

valore 0 per alcun valore

Importanza dell’ipotesi (funzione continua)

Dim: Hp → funzione continua in un intervallo chiuso e limitato

Si pone esiste, potrebbe essere M<+∞ o M=+∞ Si verifica che

Se M=+∞, per le proprietà dell’estremo superiore (^) Per il teorema di confronto

Se M<+∞, sempre per le proprietà dell’estremo superiore quindi^ per il T. dei Carabinieri

Per il teorema di Bolzano-Weierstrass, da (limitata), esiste ma estratta convergente ad un punto

Ma poiché la funzione è continua (^) Allora Da cui

Quindi si è dimostrato che M è un massimo perchè è un massimo CONSEGUENZA: la funzione è limitata

dal massimo e minimo Ora si può dare una nuova formulazione del teorema di esistenza dei valori intermedi

SECONDO - TEOREMA DELL’ESISTENZA DEI VALORI INTERMEDI

Una funzione continua in un intervallo [a,b] ammette tutti i valori compresi tra il massimo e il minimo

Tra i risultati sulle funzioni continue, si dimostra come applicazione, anche il seguente:

CRITERIO DI INVERTIBILITÁ → una funzione continua e strettamente monotona in un intervallo [a,b] è invertibile in tale intervallo