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Simone Corleo: La Figura Chiave della Filosofia a Palermo nel XIX Secolo, Appunti di Filosofia

Simone corleo fu una figura fondamentale nella filosofia a palermo, seguendo le orme di altri importanti filosofi come vincenzo miceli, simone mancino, benedetto d’acquisto e domenico scinà. La sua produzione filosofica, composta da opere di maturità come ‘la filosofia universale’ e ‘il sistema della filosofia universale’, fu essenziale per il recupero di tutti i frammenti della filosofia contemporanea. Corleo insegnò filosofia teoretica, morale e del diritto, e fu anche il fondatore del laboratorio di psicologia sperimentale all'istituto di asiologia. La sua produzione filosofica denota la sua competenza in vari ambiti della filosofia, psicologia e asiologia.

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 23/12/2023

giovanna_di_sarlo
giovanna_di_sarlo 🇮🇹

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SIMONE CORLEO
Simone Corleo fu una gura fondamentale per la losoa a Palermo, e susseguì le azioni di gure
quali Vincenzo Miceli (aveva una scuola a Monreale), Simone Mancino (che pubblicò due
volumi degli elementi di losoa e insegnò metasica e logica), Benedetto D’Acquisto (scrisse gli
elementi di losoa fondamentale e insegnò diritto ed etica della natura) e Domenico Scinà (che
scrisse le memorie sulla vita e losoa d’Empedocle dopo aver insegnato sica agli inizi
dell’Ottocento).
Corleo nacque a Salemi nel 1823 e morì a Palermo nel 1891. Il suo lavoro è riconosciuto in
quell’insieme di autori che nel corso del diciannovesimo secolo contribuirono all’inserimento
della losoa a Palermo, nel panorama della losoa italiana ed Europea. Egli fu il consolidatore
di tale disciplina nella città. La produzione di Corleo costituisce il compimento della cultura
losoa della Sicilia, superando quella fase che Giovanni Gentile denì “isolamento culturale” nella
sua opera “il tramonto della cultura siciliana”.
L’opera di Corleo si inserisce infatti in questo periodo del 1861 e fu essenziale per il recupero di
tutti i frammenti della losoa contemporanea. L’opera fondamentale fu la filosofia universale
pubblicata tra il 1860 e il 1863, ma di rilievo fu anche il sistema della filosofia universale (losoa
dell’identità) del 1879.
Entrambe le opere permisero all’autore di distinguersi nel contesto della cultura italiana,
soprattutto nell’ambito della politica, in quanto fu parlamentare.
Sono notevoli i risultati da lui conseguiti sulla base di un preciso metodo sperimentale soprattutto
per quanto riguarda i concetti di stimolo e innervazione. In ogni caso, rimane centrale il ruolo
svolto da Corleo nell’ambito della losoa italiana della seconda metà del 19esimo secolo.
Sebbene la sua produzione non si possa situare in un ambito specico delle correnti di pensiero
tradizionali, pur avendo prestato molta attenzione al positivismo, non si riconobbe in pieno in
quell’indirizzo professato da Ardigò, infatti Corleo venne considerato un positivista sui generis,
cioè che si distingue per il suo atteggiamento dal positivismo imperante. Il suo era un positivismo
personale e non facilmente denibile. Tanti autori si occuparono di studiare il suo pensiero ma
colui che seppe dargli il giusto rilievo fu Eugenio Garin che fece comparire Corleo in alcune
ricerche in cui si sottolinea il rapporto di quest’ultimo con la losoa e con la psicologia.
LA VITA
Corleo visse una vita molto sacricata, basata sullaiuto alla madre che doveva garantire la
formazione scolastica a 5 gli da sola. Egli era il glio più grande e di conseguenza fu avviato subito
al noviziato presso il seminario arcivescovile di Mazara del Vallo per terminare gli studi. Rimase
per 15 anni.
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Scarica Simone Corleo: La Figura Chiave della Filosofia a Palermo nel XIX Secolo e più Appunti in PDF di Filosofia solo su Docsity!

SIMONE CORLEO

Simone Corleo fu una gura fondamentale per la losoa a Palermo, e susseguì le azioni di gure quali Vincenzo Miceli (aveva una scuola a Monreale), Simone Mancino (che pubblicò due volumi degli elementi di losoa e insegnò metasica e logica), Benedetto D’Acquisto (scrisse gli elementi di losoa fondamentale e insegnò diritto ed etica della natura) e Domenico Scinà (che scrisse le memorie sulla vita e losoa d’Empedocle dopo aver insegnato sica agli inizi dell’Ottocento). Corleo nacque a Salemi nel 1823 e morì a Palermo nel 1891. Il suo lavoro è riconosciuto in quell’insieme di autori che nel corso del diciannovesimo secolo contribuirono all ’inserimento della losoa a Palermo, nel panorama della losoa italiana ed Europea. Egli fu il consolidatore di tale disciplina nella città. La produzione di Corleo costituisce il compimento della cultura losoa della Sicilia, superando quella fase che Giovanni Gentile denì “isolamento culturale” nella sua opera “il tramonto della cultura siciliana”. L’opera di Corleo si inserisce infatti in questo periodo del 1861 e fu essenziale per il recupero di tutti i frammenti della losoa contemporanea. L’opera fondamentale fu “ la filosofia universale ” pubblicata tra il 1860 e il 1863, ma di rilievo fu anche “ il sistema della filosofia universale ” (losoa dell’identità) del 1879. Entrambe le opere permisero all’autore di distinguersi nel contesto della cultura italiana, soprattutto nell’ambito della politica , in quanto fu parlamentare. Sono notevoli i risultati da lui conseguiti sulla base di un preciso metodo sperimentale soprattutto per quanto riguarda i concetti di stimolo e innervazione. In ogni caso, rimane centrale il ruolo svolto da Corleo nell’ambito della losoa italiana della seconda metà del 19esimo secolo. Sebbene la sua produzione non si possa situare in un ambito specico delle correnti di pensiero tradizionali, pur avendo prestato molta attenzione al positivismo, non si riconobbe in pieno in quell’indirizzo professato da Ardigò, infatti Corleo venne considerato un positivista sui generis , cioè che si distingue per il suo atteggiamento dal positivismo imperante. Il suo era un positivismo personale e non facilmente denibile. Tanti autori si occuparono di studiare il suo pensiero ma colui che seppe dargli il giusto rilievo fu Eugenio Garin che fece comparire Corleo in alcune ricerche in cui si sottolinea il rapporto di quest’ultimo con la losoa e con la psicologia.

LA VITA

Corleo visse una vita molto sacricata, basata sull’aiuto alla madre che doveva garantire la formazione scolastica a 5 gli da sola. Egli era il glio più grande e di conseguenza fu avviato subito al noviziato presso il seminario arcivescovile di Mazara del Vallo per terminare gli studi. Rimase lì per 15 anni.

▪ Nel 1849 riuscì a laurearsi in medicina ma non trascurò mai l’interesse per la losoa. La prima opera che adatta in quell’anno di insegnamento è: gli elementi di losoa di Pasquale Galluppi. Insegnò anche nei convitti Stesicoro e Vittorino a Palermo. ▪ Dopo aver conseguito la libera docenza in losoa e storia della losoa nel 1862, ottenne l’incarico di insegnamento della storia della losoa a Palermo. E nel 1863 partecipò ai concorsi a cattedra, banditi nell’ateneo di Palermo, con corso di losoa morale e storia della losoa vincendo entrambi, il primo per esperimento e il secondo per titolo. Con il decreto del ministro assunse la titolarità della cattedra di losoa morale, e ottenne storia della losoa come incarico, abbandonando la Camera dei deputati. ▪ Insegnò losoa teoretica nella facoltà di lettere e ne divenne preside nel 1865 no al 1870 ma anche direttore della scuola di magistero annessa a questa facoltà. Ed insegnò losoa del diritto nella facoltà di giurisprudenza. Fu anche rettore dell’ateneo di psicologia dal 1883 al 1885 e poi della scuola di magistero. ⬧ Ritornò a far parte della Camera dei deputati della legislatura tra il 1882 e il 1886, anni in cui scrisse gli scritti minori della sua produzione (prima era stato deputato dal 1861 al 1865). ⬧ Nel 1889 aprì il laboratorio di psicologia sperimentale nell’istituto di siologia. ⬧ Negli anni Novanta pubblica le lezioni di losoa che insegna no al 1891. Non trascurò mai l’interesse per la psicologia sperimentale che si andava formando nei paesi Europei. Da questo interesse nasce infatti l’idea di aprire il laboratorio di psicologia sperimentale presso l’istituto di siologica della facoltà di medicina dell’università di Palermo. Questo laboratorio risultava essere il primo laboratorio di psicologia sperimentale.

LA PRODUZIONE

Le sue opere di maggior rilievo sono le opere della maturità : “ la filosofia universale ” (pubblicata in due volumi a Palermo, 1860 e 1863), “ il sistema della filosofia universale ” (losoa dell’identità) (pubblicata a Roma 1869) e “ la filosofia morale ” (Palermo, 1890 e 1891 2 volumi). Le opere medico-siche (1850) che precedono la vita accademica come “ le ricerche sulla vera natura dei creduti fluidi imponderabili ” (1852) e “ l e ricerche sulla vera natura dell’innervazione con applicazioni fisiologiche e terapeutiche” (1857). Queste opere furono scritte a Palermo nel periodo di insegnamento nei convitti Vittorini e Stesicoro. Entrambe le due opere secondo Corleo sono collegate e bisogna correlare anche alla “losoa universale”. Nonostante queste opere egli non trascurò mai l’interesse per la psicologia sperimentale, e approdava alla psicologia con un approccio scientico. La produzione di Corleo denota la caratteristica dell’autore di muoversi con competenza nei vari ambiti della losoa, psicologia e siologia. Si comprende così come le opere, scritte al ne di raggiungere gli obiettivi accademici (losoa universale e sistema della losoa universale),

Nonostante l'apertura del laboratorio di psicologia sperimentale, Corleo non possiede fondi per comprare le attrezzature. Per tale ragione chiede sostegno all'università dalla quale riceve la somma di denaro necessaria per comprare gli strumenti essenziali ed iniziare le ricerche. Nella biograa precisa infatti di aver acquistato:

  • Pletismografo di Mosso ad acqua e ad aria, il banco di buccola con le corrispondenti pile per misurazione del tempo delle sensazioni di uditive e visive, il cronoscopio di Hipp , un galvanometro , il compasso di Weber , un estesiometro termico ed elettrico e la slitta di Raimon Du Bois (misurazione degli stimoli). Pur avendo mantenuto il costante interesse per la losoa (ricordiamo che pubblicò “ lezioni di filosofia morale ” negli ultimi due anni di insegnamento), si occupò anche di coltivare le discipline losoche come quella della psicologia sperimentale. Si denota, infatti, che il laboratorio di psicologia fu realizzato nel pieno della sua maturità , corrispondente alla ne della sua carriera accademica, ma anche all’abbandono della professione di medico che però formò il suo approccio clinico.

LA RIVISTA

si chiama “rivista di losoa scientica” e fu creata nel 1890 con la collaborazione di Vincenzo Di Giovanni e Benzoni, ma anche con Marino, Maltese, Acampora e Giurida. Il laboratorio colse tutta la sua attenzione durante il periodo di realizzazione. Di fatto, nella sua rivista, pubblicava tutto ciò che veniva svolto nel laboratorio. Il primo numero della rivista fu pubblicato nel gennaio del 1890 in cui si dà notizia della nascita del laboratorio e dei primi studi. In particolare, spiegò che i primi esperimenti partirono tardivamente a causa dell’arrivo degli strumenti, ma anche del prestito degli strumenti dell’ istituto di siologia a causa dell’insucienza di quelli che avevano. Nello spazio dedicato alle notizie scientiche si riscontra che tra i collaboratori vi era Francesco Spallitta , che diventò in seguito il direttore dell’istituto di siologia che promosse la nuova sede ancora oggi attiva. Corleo si rivolse all’istituto di siologia in quanto non riuscì a trovare spazi adeguati e strumenti adatti agli esperimenti progettati. Infatti, nella rivista scrisse “i nostri esperimenti sono iniziati in una stanzuccia e proseguono nello stesso anteatro siologico”. In ogni articolo si descrivono gli esperimenti, gli strumenti utilizzati e i risultati. Nel quinto fascicolo della rivista (30 settembre 1890), oltre a degli esperimenti, l’autore informa i lettori che anche il direttore di siologia, Arturo Marcacci, aveva dato un contributo notevole con la collaborazione di Spalletti e Tomasini. Nella nota redazionale della rivista egli comunicò inoltre che aveva intenzione di continuare gli esperimenti attraverso l’utilizzo del galvanometro di Muller, l’elettro estesiometro e il termo estesiometro, per constatare l’elettricità ed il calore esterno che si provano durante le operazioni intellettuali e durante le emozioni. Egli voleva inoltre utilizzare gli strumenti di Muller e Oldenburg al ne di sottoporre a verica la teoria psicologica ed estetica di

Eccher. La teoria dava una spiegazione al fenomeno del riso che presentava un aspetto siologico e psichico e si era tentato di dare una spiegazione al fatto comico che presentava una connotazione estetica. Per portare avanti la rivista, Corleo si avvalse anche della partecipazione di Vincenzo di Giovanni, Roberto Benzoni (che insegnavano a Palermo), Felice Marchese, Santi Giurida e Rosolino Acampora (che insegnavano all’università di Catania). L'obiettivo di Corleo era quello di ripristinare la tradizione losoca prodotta in Sicilia nel corso dell’età classica, senza però trascurare le nuove correnti di pensiero dell’età contemporanea. Infatti, il sommario della rivista prevedeva anche le notizie scientiche oltre che saggi, notizie e recensioni. Una delle notizie più rilevanti fu quella scritta nel terzo fascicolo , in cui si riporta la lettera di Corleo inviata al giornale di Sicilia dal titolo “ le prime esperienze fatte nel gabinetto di psicologia ”, scritta l’11 luglio 1889. Con questo si conferma che l’orientamento culturale della rivista era l’orientamento perseguito dal suo direttore, un orientamento di un uomo di scienza ed un teoretico convinto assertore del rapporto costruttivo che deve esserci tra scienza e losoa. Due anni dopo la fondazione della rivista, fu pubblicato il primo articolo del 1891, dedicato alla scomparsa di Corleo che fu susseguito da Roberto Benzoni che insegnava losoa teoretica nell’università di Palermo. Nel 1892 furono pubblicati solo due fascicoli, e il secondo di questi si chiude con un articolo di Arturo Marcacci che nel 1889 aveva pubblicato, negli atti della regia accademica delle scienze mediche, le opere “medico-siche” di Simone Corleo e il suo “sistema di losoa universale”. In questo contesto nazionale ed europeo, l’attività svolta da Corleo fu estremamente rilevante, la sua opera e la sua ricerca furono un modello per tutta la cultura italiana contemporanea. L’opera di Corleo inuenzò, infatti, molti autori come Sergi, che creò un laboratorio a Roma nel

  1. E, qualche anno dopo, nel 1903, anche Francesco De Sarlo, che creò il primo laboratorio a Firenze. Nel 1905 si svolge il quinto congresso di psicologia e nascono le prime cattedre di psicologia a Napoli, Roma e Torino.

L'AUTOBIOGRAFIA

Nel 1887 e quindi nel pieno della maturità personale e professionale, Corleo decise di scrivere la sua autobiograa per sottolineare alcuni aspetti salienti della sua esistenza. Si occupa infatti di descrivere i periodi dalla fanciullezza all’adolescenza, dalla giovinezza alla maturità.

⇨ Corleo scrisse l’autobiograa in quanto sapeva che quando si lasciano i libri alla posterità

vengono poi quelli che vogliono scrivere della vita di uno scrittore e prendendo spunto da tante referenze si dicono cose false. Trovando invece appunti autobiograci si ha un termine di paragone sincero per riutare le notizie che non possono concordare. Quindi la scrive per far sì che non si formino falsità sulla sua vita. Inoltre, scrive l’autobiograa anche per parlare della

Presto iniziò anche ad insegnare losoa e si dedicò al recupero di una proprietà che alcuni parenti avevano indebitamente preso, ovvero il fondo torello. Nel 1852 tornò a Palermo e insegnò losoa e matematica elementari nel convitto Stesicoro dei gesuiti pubblicando anche il suo primo lavoro scientico: “le ricerche sulla vera natura dei fluidi imponderabili”. 4° CAPITOLO = periodo dal 1855 al 1860. Composto di 6 paragra in cui parla del matrimonio, della nascita della glia, dell’eredità della moglie, di opere scientiche, della causa per la rivendita del fondo torello ma anche della grave malattia. In questo periodo lavora a Salemi per l’arrivo di Garibaldi. Nel 1854 sposò Antonina Hopps di origini inglesi e trasferitasi in Sicilia per una fabbrica di vino. Praticò la carriera di medico, insegnante e agricoltore continuando gli studi di siologia e sica pubblicando “le ricerche sulla vera natura dell’innervazione con applicazioni fisiologiche e terapeutiche”. Il 1858 è l’anno dell’incontro con l’arcivescovo di Monreale, periodo in cui Corleo è preso dalla causa per il fondo torello che gli avrebbe consentito una tranquillità economica. 5° CAPITOLO = tratta della vita a partire dal 1860 ed è diviso in 7 paragra. Parla del principio della sua vita politica, delle enteusi dei terreni ecclesiastici in Sicilia, delle prime pubblicazioni losoche, della cattedra a Palermo, dei primi giudizi alle sue opere e della lotta per la deputazione. Si tratta di un periodo molto importante per l’Italia per via dell’arrivo di Garibaldi, per la costituzione dello stato italiano, ma anche per Corleo che deve consolidare la sua posizione sociale. Nel 1860 egli torna a Palermo con la famiglia e inizia la carriera universitaria con le domande per i concorsi di losoa morale e storia della losoa. L’anno dopo decide di candidarsi al collegio di Calatami entrando a far parte della Camera dei deputati. Vinse i concorsi alla cattedra e insegnò abbandonando la Camera. Quando chiese di essere trasferito a Roma, non fù accettato dal ministro Scialoja e rimase a Palermo. Iniziò a dedicarsi al “ sistema della filosofia universale ”. 6° CAPITOLO = è composto da 8 paragra in cui parla dell’ingrandimento della proprietà, della morte della madre, del matrimonio della glia, delle pubblicazioni minori, del ritorno alla Camera dei deputati nella quindicesima legislatura e del rettorato nell’università di Palermo, quindi del periodo della sua piena maturità. Nel corso di questo periodo si dedica alla sistemazione dei beni uciali della moglie per cui si deduce il suo carattere che si divide tra l’attività teorica e pratica. Siamo negli anni in cui consolida la sua posizione sociale e professionale, quindi è il periodo in cui riscuote il successo proveniente dall’essere esperto in vari settori dello scibile umano. Tra gli argomenti trattati nelle conferenze pubbliche si ricordano gli argomenti che andavano dalla losoa alla psicologia sperimentale, dall’economia al diritto, dalla medicina all’igiene, dalla famiglia al lavoro e dalla politica alla pubblica istruzione. Nel 1882 fa di nuovo parte della Camera dei deputati ma a Roma dove risiede con la moglie. Divenne rettore dal 1883 al 1885 pur continuando ad insegnare. Egli visse anche i disordini dei radicali nelle università, quando fu anche disposta la chiusura temporanea degli atenei. Il 1885 e il 1886 segnarono la ne della sua esperienza di rettore e di deputato. 7° CAPITOLO = è diviso in 6 paragra in cui parla delle idee politiche ed economiche, delle sue idee di famiglia, delle idee religiose, delle sue idee scientiche, del suo carattere e degli ostacoli che

ha trovato tutte le volte che ha voluto dare attuazione alle sue idee. Egli si riserva quindi uno spazio in cui esternare le sue posizioni su scienza, politica, economia, e altro. Sulla politica ricorda il ritorno alla Camera e l’incontro con Quintino Sella con il quale ha avuto occasione di commentare lo scadimento della vita parlamentare. Sul piano economico le sue idee sono antiquate e legate ad una concezione dell’economia connessa all’agricoltura (danneggiata dal libero scambio e dall’eccessiva imposizione scale dello stato). Era un conservatore in tutti i suoi aspetti. Infatti, la tradizione cristiana per lui rappresenta l’emblema dell’incivilimento e della prosperità economica. Dunque, andava contro l’abolizione della famiglia e della religione, in contrapposizione alla visione comunista. L’esaltazione della famiglia e della religione non gli evita di contestare ogni forma di corruzione del clero e della chiesa. Per lui la dimensione etica deve caratterizzare sia la società sia la religione con in primo luogo la chiesa cristiana. E presuppone il rispetto reciproco tra stato e chiesa sostenendo l’indipendenza del potere temporale dello stato da quello spirituale della chiesa. Per ciò che attiene alle scienze e alla cultura umanistica per un verso sottolinea la fede nella scienza esatta come matematica e sica, ma anche la fede nella losoa fondata sul principio di identità che sta alla base della logica e della cosmologia e dell’antropologia. Principio del suo sistema losoco. Questo principio costituisce anche il principio che sta alla base della psicologia sperimentale elaborata nel corso degli anni ‘50 con la pubblicazione delle due opere sui uidi imponderabili e sull’innervazione. 8° CAPITOLO = è formato da 10 paragra sulla vecchiaia e di un grave amarezza, del testamento, sui lavori scientici del periodo, sull’insegnamento, sulle pubblicazioni, sulla famiglia, sulle lezioni di losoa morale scritte e poi pubblicate, sulla ristampa di alcune sue opere, sulle proprietà e su alcuni incidenti della sua vita. Egli denisce questa fase la vecchiezza e l’amarezza inserendo anche il suo testamento in cui è compreso il regolamento del premio di losoa che si sarebbe dovuto istituire per un arco di tempo di 120 anni circa quindi a partire dal 1904 no al 2023. Il 1886 è l'anno denitivo di abbandono della vita politica e della stesura del suo insegnamento dedicandosi allo studio e all'insegnamento. Con molta probabilità le pagine di quest'ultimo capitolo si riferiscono al periodo compreso tra il 1888 e il 1890, periodo dimostrato dall'arrivo nel gennaio dell'89 di Benzoni per assumere l'insegnamento di losoa teoretica nella facoltà di Lettere e Filosoa. È un capitolo molto interessante in quanto tratta dei suoi ultimi studi e del laboratorio di psicologia sperimentale presso l'istituto di siologia della facoltà di medicina. Si tratta di un'esperienza che riprende i suoi interessi maturati 30 anni prima con la pubblicazione delle opere medico scientiche (innervazione e uidi). CONCLUSIONI: Corleo sosteneva che poteva esistere un dialogo tra losoa e psicologia, come dimostrato da Wundt con il laboratorio a Lipsia. Corleo dimostra di essere capace di mantenere un laboratorio e attrezzarlo. I suoi obiettivi erano quelli di dimostrare una serie di esperimenti per la misurazione della circolazione del usso di sangue dentro il cervello attraverso il pletismografo di Mosso. Corleo manifesta così il suo modello di psicologia sperimentale che pur proveniente dalla losoa deve