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Simone Corleo- vita e opere, Appunti di Storia Della Filosofia

In questo documento viene trattata la vita e le opere di Simone Corleo. Comprende appunti presi a lezione con integrazione di contenuti dal libro "Filosofia e psicologia in Italia fra Otto e Novecento", AA. VV..

Tipologia: Appunti

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Simone Corleo
Simone Corleo ha contribuito ad inserire la filosofia prodotta nell’ateneo di Palermo, nel panorama
della cultura nazionale ed europea insieme a Salvatore Mancino che consolidò la speculazione
siciliana e determinò la spaccatura tra il prima e il dopo con Vincenzo Miceli.
Corleo fu in particolar modo influenzato da Benedetto D’Acquisto e Domenico Cinà; quest’ultimo
era professore di fisica e grande amante della filosofia. Proprio grazie alla sua autobiografia
influenzò Corleo.
Corleo può certamente essere considerato l’autore di maggior rilievo del 19esimo secolo in Sicilia.
Egli nasce a Salemi nel 1823, segnato profondamente dalla scomparsa prematura del padre dovette
modificare il suo stile di vita; primo fra tutti fu costretto a ritirarsi da scuola per motivi economici.
Successivamente, grazie alla Chiesa Cattolica, che lo sostenne economicamente, poté riprendere gli
studi appassionandosi in particolar modo ad Alfieri e Machiavelli.
Non appena giunse a Palermo iniziò a studiare medicina finché, spinto dal desiderio di seguire le
orme del padre, si dedicò alla filosofia. Pubblicherà nel 1857 l’opera “Ricerche su la natura
dell’innervazione con applicazioni fisiologiche, patologiche e terapeutiche” con la quale vuole
definire la possibilità di curare malattie causate dal disequilibrio nervoso connesso all’innervazione
che agisce su vari organi del corpo.
Durante i suoi studi inoltre fu attratto da Cartesio, che cita continuamente, e da Kant per la “Critica
della Ragion Pura” che riprese con ossessione. La prima opera che segnò l’inizio delle sue
riflessioni fu “Meditazioni filosofiche”.
Tanto forte fu il suo interesse per la filosofia che nel 1846 decise di abbandonare il corso di laurea
in Medicina per accettare in seguito l’incarico di docente per il corso di filosofia e scienze naturali.
Nel 1848, anno di inizio della rivolta contri i Borbone, egli si schierò dalla loro parte probabilmente
perché impaurito, d’altro canto nessuno poteva immaginare che di lì a poco l’Italia si sarebbe unita
sotto un unico regno (17/03/1861). Egli era profondamente innamorato della monarchia, non
considerava importante chi governasse ma piuttosto la forma di governo in sé; sosteneva che il
potere del sovrano non dovesse essere limitato dal Parlamento ma piuttosto dal governo dei Ministri
i quali non erano infatti scelti dal re. Il suo disprezzo nei confronti della Repubblica non era
certamente nascosto, riteneva che tutte le repubbliche fossero vittime dell’affarismo e del
clientelismo.
Corleo sosteneva il livellamento sociale tramite l’introduzione della tassazione in base a quanto si
produce e si guadagna, permettendo inoltre allo Stato di intervenire direttamente nel privato.
Nel 1849 interrompe il suo “amore imposto per necessità” nei confronti della religione cattolica e si
laurea in medicina praticando successivamente anche la professione di igienista. Si innamora
successivamente di Antonia Obs fra una lezione di filosofia e l’altra; tante furono le sue passioni fra
cui ad esempio quella per l’agricoltura che caratterizzò la sua vita.
Nel corso degli anni ripagò poco a poco il debito con la Chiesa che aveva provveduto alla sua
istruzione, nonostante il suo allontanamento dalla fede gli venne offerta una cattedra in una scuola
cattolica nel 1852 per la quale non ricevette mai un giusto compenso e che proprio per tale motivo
lasciò. Successivamente si dedicò alla stesura di diverse opere tra cui: “Filosofia Universale” e
“Filosofia dell’Identità”; riconducendole alla filosofia aristotelica sostenne che l’unico metodo per
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Simone Corleo

Simone Corleo ha contribuito ad inserire la filosofia prodotta nell’ateneo di Palermo, nel panorama della cultura nazionale ed europea insieme a Salvatore Mancino che consolidò la speculazione siciliana e determinò la spaccatura tra il prima e il dopo con Vincenzo Miceli.

Corleo fu in particolar modo influenzato da Benedetto D’Acquisto e Domenico Cinà; quest’ultimo era professore di fisica e grande amante della filosofia. Proprio grazie alla sua autobiografia influenzò Corleo.

Corleo può certamente essere considerato l’autore di maggior rilievo del 19esimo secolo in Sicilia. Egli nasce a Salemi nel 1823, segnato profondamente dalla scomparsa prematura del padre dovette modificare il suo stile di vita; primo fra tutti fu costretto a ritirarsi da scuola per motivi economici. Successivamente, grazie alla Chiesa Cattolica, che lo sostenne economicamente, poté riprendere gli studi appassionandosi in particolar modo ad Alfieri e Machiavelli. Non appena giunse a Palermo iniziò a studiare medicina finché, spinto dal desiderio di seguire le orme del padre, si dedicò alla filosofia. Pubblicherà nel 1857 l’opera “Ricerche su la natura dell’innervazione con applicazioni fisiologiche, patologiche e terapeutiche” con la quale vuole definire la possibilità di curare malattie causate dal disequilibrio nervoso connesso all’innervazione che agisce su vari organi del corpo.

Durante i suoi studi inoltre fu attratto da Cartesio, che cita continuamente, e da Kant per la “Critica della Ragion Pura” che riprese con ossessione. La prima opera che segnò l’inizio delle sue riflessioni fu “Meditazioni filosofiche”. Tanto forte fu il suo interesse per la filosofia che nel 1846 decise di abbandonare il corso di laurea in Medicina per accettare in seguito l’incarico di docente per il corso di filosofia e scienze naturali. Nel 1848, anno di inizio della rivolta contri i Borbone, egli si schierò dalla loro parte probabilmente perché impaurito, d’altro canto nessuno poteva immaginare che di lì a poco l’Italia si sarebbe unita sotto un unico regno (17/03/1861). Egli era profondamente innamorato della monarchia, non considerava importante chi governasse ma piuttosto la forma di governo in sé; sosteneva che il potere del sovrano non dovesse essere limitato dal Parlamento ma piuttosto dal governo dei Ministri i quali non erano infatti scelti dal re. Il suo disprezzo nei confronti della Repubblica non era certamente nascosto, riteneva che tutte le repubbliche fossero vittime dell’affarismo e del clientelismo.

Corleo sosteneva il livellamento sociale tramite l’introduzione della tassazione in base a quanto si produce e si guadagna, permettendo inoltre allo Stato di intervenire direttamente nel privato.

Nel 1849 interrompe il suo “amore imposto per necessità” nei confronti della religione cattolica e si laurea in medicina praticando successivamente anche la professione di igienista. Si innamora successivamente di Antonia Obs fra una lezione di filosofia e l’altra; tante furono le sue passioni fra cui ad esempio quella per l’agricoltura che caratterizzò la sua vita.

Nel corso degli anni ripagò poco a poco il debito con la Chiesa che aveva provveduto alla sua istruzione, nonostante il suo allontanamento dalla fede gli venne offerta una cattedra in una scuola cattolica nel 1852 per la quale non ricevette mai un giusto compenso e che proprio per tale motivo lasciò. Successivamente si dedicò alla stesura di diverse opere tra cui: “Filosofia Universale” e “Filosofia dell’Identità”; riconducendole alla filosofia aristotelica sostenne che l’unico metodo per

arrivare alla legge necessaria dei fenomeni fosse il metodo dell’identità poiché, nonostante i fatti dimostrino la loro trasformazione, il nostro intelletto ha la tendenza a valutarli come identici. Questo rappresenta l’epicentro della filosofia di Corleo e sta alla base della filosofia della scienza.

Nel 1861 divenne deputato del Regno d’Italia e lì stesso raccontò l’arrivo da siciliano a Torino. L’anno successivo decise di abbandonare la carriera politica e riprese la titolarità della cattedra di filosofia morale e filosofia teoretica. Divenne nel 1865 Preside della stessa facoltà, ricevette l’incarico di filosofia del Diritto e divenne anche Rettore dell’Università di Palermo(1885). Proprio a causa di una sua nuova candidatura ed elezione in Parlamento (1868) rimase profondamente segnato dal suo impegno come filosofo-politico e si interessò soprattutto al diritto allo studio. Pubblicò un gran numero di opere, alcune definite da lui stesso “minori” fino al 1889, anno molto significativo, poiché aprì il primo laboratorio di psicologia sperimentale a Palermo. Nello stesso anno pubblicò la sua autobiografia e completò “Lezioni di filosofia morale”. Nel 1890 creò la rivista “La filosofia” con la collaborazione di diversi studiosi per ripristinare la filosofia siciliana dell’età classica e contemporanea. L’anno successivo morì senza riuscire a completare tale progetto, non a caso, il primo numero della rivista, distribuito nel 1891 fu dedicato proprio a lui.