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Simone Corleo seconda parte, Appunti di Filosofia

Appunti chiari e discorsivi su Simone Corleo la vita, il laboratorio e l'autobiografia

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 22/01/2022

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rosalinda-maria-gran 🇮🇹

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Lezione 7 dicembre
Simone Corleo fa parte della serie di autori che, nel corso del secolo XIX, ha contribuito
all’inserimento della filosofia prodotta nell’Ateneo di Palermo nel vasto e articolato panorama della
cultura italiana ed europea.
La produzione di Simone Corleo costituisce il compimento della cultura filosofica nel capoluogo
dell’isola, che Giovanni Gentile riteneva fosse uscita dall’isolamento regionalistico con il
conseguimento dell’unità politica del Paese, avvenuta nel 1861. Se questa data può essere assunta
come spartiacque tra la fase dell’isolamento e il processo di rinnovamento della cultura siciliana,
l’opera di Simone Corleo risulta essere di grande interessee ci riferiamo alla seconda metà del
secolo XIX in Sicilia quale parte integrante della cultura nazionale. Per completare il quadro storico
della filosofia prodotta a Palermo dobbiamo ricordare oltre a Simone Corleo autori come Vincenzo
Di Giovanni, Cosmo Guastella, Giovanni Gentile e Francesco Orestano. Con questi autori
potremmo avere una visione di insieme della cultura filosofica dell’Ateneo di Palermo a cavaliere
dei secoli XIX e XX.
L’opera e il magistero di Simone Corleo non risultano marginali, per il recupero di tutt i frammenti
della filosofia italiana contemporanea,anzi l’opera di Corleo risulta essenziale.
Se volessimo prendere in esame la componente prettamente filosofica del pensiero di Simone
Corleo, dovremmo porre l’attenzione alle opere quali la Filosofia Universale (edita nel 1860-63) e
Il sistema della Filosofia Universale, ovvero la Filosofia dell’Identità (edito nel 1879), queste sono
le opere più importanti di carattere filosofico di Simone Corleo. Infatti con queste due opere
pubblicate durante gli anni di insegnamento nell’Università di Palermo,Simone Corleo si distinse
nel contesto della cultura italiana, soprattutto se teniamo conto della sua partecipazione alla vita
politica nazionale.
A Palermo, dopo avere conseguito la libera docenza, nel 1862, in Filosofi a e Storia della fi losofi a,
nel mese di ottobre dello stesso anno 1862 ebbe per incarico l’insegnamento di Storia della fi losofi
a. Nel 1863 partecipò ai concorsi a cattedra di Filosofia morale e di Storia della filosofia per i quali
era stata nominata una sola commissione. Così come si può riscontrare nell’Autobiografia e
nell’Archivio storico dell’Università degli Studi di Palermo, Corleo dalla commissione dei due
concorsi fu dichiarato vincitore di Storia della filosofia “per titoli”, mentre per la Filosofia morale
“per esperimento”.
In sostanza Corleo vinse entrambi i concorsi, quindi Corleo con il con decreto del 10 gennaio del
1864 del Ministro della Pubblica Istruzione (Michele Amari), assunse la titolarità della cattedra di
Filosofia morale, tenendo la Storia della filosofia per incarico, quindi nel 1864 Corleo comincia ad
insegnare entrambe le discipline, come titolare la filosofia morale, mentre come professore
incaricato storia della filosofia. Di conseguenza fu costretto a lasciare la Camera dei Deputati,
poiché come diceva lui stesso alla Camera «non ci era più alcun posto alla Camera per un
professore», ciò significa che sua carica di parlamentare con era compatibile con la sua attività di
docente.
Consultando il fascicolo personale di Simone Corleo, si può riscontrare che presso la Facoltà di
Lettere e Filosofi a, sin dal 1862, egli insegnò pure Filosofi a teoretica.
Della Facoltà di Lettere e Filosofi a fu Preside dal gennaio 1865 al dicembre 1870; inoltre nel 1879
ricevette l’incarico di Filosofi a del diritto5 presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università
degli Studi di Palermo, quindi tutto ciò che era area filosofica sembra che Simone Corleo era in
grado di coprirlo. Corleo fu pure Rettore dell’Università degli Studi di Palermo dal 1883 al 1885;
infine fu anche dal 1887 al 1889 Direttore della Scuola di Magistero che in quel periodo era annessa
alla Facoltà di Lettere e Filosofia.
Simone Corleo tornò a far parte della Camera dei Deputati nella legislatura XV (precisamente
svoltasi dal 1882 al 1886);
in questi anni pubblicò una serie di scritti che lui stesso considerò minori, sino a giungere,
FINALMENTE, nel 1889, all’apertura del laboratorio di psicologia sperimentale. Seguì a quel
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Lezione 7 dicembre Simone Corleo fa parte della serie di autori che, nel corso del secolo XIX, ha contribuito all’inserimento della filosofia prodotta nell’Ateneo di Palermo nel vasto e articolato panorama della cultura italiana ed europea. La produzione di Simone Corleo costituisce il compimento della cultura filosofica nel capoluogo dell’isola, che Giovanni Gentile riteneva fosse uscita dall’isolamento regionalistico con il conseguimento dell’unità politica del Paese, avvenuta nel 1861. Se questa data può essere assunta come spartiacque tra la fase dell’isolamento e il processo di rinnovamento della cultura siciliana, l’opera di Simone Corleo risulta essere di grande interessee ci riferiamo alla seconda metà del secolo XIX in Sicilia quale parte integrante della cultura nazionale. Per completare il quadro storico della filosofia prodotta a Palermo dobbiamo ricordare oltre a Simone Corleo autori come Vincenzo Di Giovanni, Cosmo Guastella, Giovanni Gentile e Francesco Orestano. Con questi autori potremmo avere una visione di insieme della cultura filosofica dell’Ateneo di Palermo a cavaliere dei secoli XIX e XX. L’opera e il magistero di Simone Corleo non risultano marginali, per il recupero di tutt i frammenti della filosofia italiana contemporanea,anzi l’opera di Corleo risulta essenziale. Se volessimo prendere in esame la componente prettamente filosofica del pensiero di Simone Corleo, dovremmo porre l’attenzione alle opere quali la Filosofia Universale (edita nel 1860-63) e Il sistema della Filosofia Universale, ovvero la Filosofia dell’Identità (edito nel 1879), queste sono le opere più importanti di carattere filosofico di Simone Corleo. Infatti con queste due opere pubblicate durante gli anni di insegnamento nell’Università di Palermo,Simone Corleo si distinse nel contesto della cultura italiana, soprattutto se teniamo conto della sua partecipazione alla vita politica nazionale. A Palermo, dopo avere conseguito la libera docenza, nel 1862, in Filosofi a e Storia della fi losofi a, nel mese di ottobre dello stesso anno 1862 ebbe per incarico l’insegnamento di Storia della fi losofi a. Nel 1863 partecipò ai concorsi a cattedra di Filosofia morale e di Storia della filosofia per i quali era stata nominata una sola commissione. Così come si può riscontrare nell’Autobiografia e nell’Archivio storico dell’Università degli Studi di Palermo, Corleo dalla commissione dei due concorsi fu dichiarato vincitore di Storia della filosofia “per titoli”, mentre per la Filosofia morale “per esperimento”. In sostanza Corleo vinse entrambi i concorsi, quindi Corleo con il con decreto del 10 gennaio del 1864 del Ministro della Pubblica Istruzione (Michele Amari), assunse la titolarità della cattedra di Filosofia morale, tenendo la Storia della filosofia per incarico, quindi nel 1864 Corleo comincia ad insegnare entrambe le discipline, come titolare la filosofia morale, mentre come professore incaricato storia della filosofia. Di conseguenza fu costretto a lasciare la Camera dei Deputati, poiché come diceva lui stesso alla Camera «non ci era più alcun posto alla Camera per un professore», ciò significa che sua carica di parlamentare con era compatibile con la sua attività di docente. Consultando il fascicolo personale di Simone Corleo, si può riscontrare che presso la Facoltà di Lettere e Filosofi a, sin dal 1862, egli insegnò pure Filosofi a teoretica. Della Facoltà di Lettere e Filosofi a fu Preside dal gennaio 1865 al dicembre 1870; inoltre nel 1879 ricevette l’incarico di Filosofi a del diritto5 presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Palermo, quindi tutto ciò che era area filosofica sembra che Simone Corleo era in grado di coprirlo. Corleo fu pure Rettore dell’Università degli Studi di Palermo dal 1883 al 1885; infine fu anche dal 1887 al 1889 Direttore della Scuola di Magistero che in quel periodo era annessa alla Facoltà di Lettere e Filosofia. Simone Corleo tornò a far parte della Camera dei Deputati nella legislatura XV (precisamente svoltasi dal 1882 al 1886); in questi anni pubblicò una serie di scritti che lui stesso considerò minori, sino a giungere, FINALMENTE, nel 1889, all’apertura del laboratorio di psicologia sperimentale. Seguì a quel

periodo la pubblicazione di Filosofia Morale (1890- 91), in relazione specifica a ciò che attiene alla disciplina della Filosofia morale insegnata ininterrottamente dal 1864 al 1891. A questo proposito è da ricordare la prolusione che Corleo ha tenuto nel 1864 in riferimento alla Scuola di Monreale, di cui D’Acquisto fu erede sulla scia di Vincenzo Miceli. Se teniamo presente l’anno di morte (1891), dobbiamo rilevare che, a completamento della sua intensa produzione di studioso e di ricercatore, Simone Corleo ha ritenuto di non trascurare la sfera pratica dell’attività dello spirito. Questo non vuol dire che nell’opera di Corleo si riscontra connotazione idealistica, Corleo non era un idealista. Lui stesso, in un saggio pubblicato nella «Rivista di Filosofia Scientifica», nel pieno della sua maturità, precisò la posizione maturata nei confronti del positivismo rappresentato soprattutto da Roberto Ardigò; quindi simpatizzava per la corrente del positivismo, tanto è vero che poi lui venne definito positivista sui generis, proprio perchè ritenne di qualificarsi autore attento alle scienze naturali, ma non lontano dalla filosofia incentrata sul principio dell’identità, riconducibile alla filosofia di Aristotele ed in particolare alle opere di logica con a capo il testo sulle Categorie. Antonio Aliotta, che ad inizio del XX secolo ha voluto riconoscere i meriti di Simone Corleo, di cui ha ripercorso le fasi più significative sia della Filosofia Universale che de Il sistema della Filosofia Universale , ovvero la Filosofia dell’Identità. In tal senso Aliotta ha sottolineato: che il principio d’identità rappresenta l’epicentro del pensiero di Corleo. Per avere un quadro d’insieme dell’intera produzione di Corleo non si possono trascurare le “opere medico-fisica” (ricordiamo che lui veniva dalla medicina, laureato in medicina), che risalgono agli anni intorno al 1850 (prima fase della sua produzione), e, quindi, alla fase immediatamente precedente a quella accademica decorrente dagli anni intorno al 1860. Tra queste opere sono da ricordare Ricerche su la vera natura dei creduti fluidi imponderabili del 1852 e le Ricerche su la natura dell’innervazione con applicazioni fi siologiche, patologiche e terapeutiche del 1857. In questi anni il nostro autore si trova già a Palermo, insegnando nei convitti “Vittorino” e “Stesicoro”, parliamo dell’esperienza che lui matura dopo l’esperienza effettuata al seminario di Mazara del Vallo. A quel punto Corleo si prepara al grande salto nel mondo accademico del capoluogo dell’isola, ma forte era sua esperienza conseguita a Salemi da medico, tiene sempre presente il suo interesse, oltre che per la filosofia, per le discipline positive, tali da consentirgli di maturare l’interesse per la psicologia sperimentale, così come è desumibile dall’attività svolta con l’apertura, nel 1889, del laboratorio di psicologia sperimentale presso l’Istituto di Fisiologia della Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Palermo, anche questa è una data da tenere fortemente in considerazione il 1889. Tuttavia, ancor prima di fermare la nostra attenzione sul laboratorio di psicologia sperimentale, è opportuno prendere in esame le cosiddette “opere medico-fisiche” pubblicate nella fase della sua vita che possiamo ancora definire del periodo giovanile. Tra l’altro, già in queste due opere (tanto nelle Ricerche su la vera natura dei creduti fluidi imponderabili, quanto nelle Ricerche su la natura della innervazione con applicazioni fisiologiche, patologiche e terapeutiche), si può riscontrare, seppure in breve, il principio della filosofia dell’identità, che Corleo elaborerà ed esporrà nelle due opere della maturità (nella Filosofia Universale, per un verso, e ne Il sistema della Filosofia Universale, ovvero la Filosofia dell’Identità, per un altro verso). Quando pubblica le “opere medico-fisiche”, Simone Corleo non è ancora un politico e neppure un accademico affermato. Nel corso degli anni intorno al 1850, il nostro autore è poco più che un medico di provincia, avendo esercitato tale professione solo nel comune di nascita (Salemi). Nel 1852 Corleo non ha ancora compiuto trent’anni; all’età di ventinove anni si distingue per avere dato alle stampe le Ricerche su la vera natura dei creduti fluidi imponderabili , con le quali anticipa il tema di fondo della sua filosofia dell’identità fondato sul concetto di sostanza. Lo studio di Corleo è rivolto ai fluidi che secondo la fisica tradizionale erano considerati privi di peso; per cui la loro massa, essendo minima o irrilevabile al dato di fatto, consentiva di denominarli imponderabili, ossia che non hanno peso. Tali fluidi sono il calore, la luce, il magnetismo; quindi

del Laboratorio di psicologia, il filosofo-psicologo riferisce di essersi richiamato ai risultati che in Italia aveva conseguito Angelo Mosso e che in Germania aveva conseguito Wunt. Corleo si presenta come filosofo che crebbe nel futuro della psicologia, avendo introdotto nell’insegnamento di filosofia teoretica la sperimentazione, in quanto voleva accertare e analizzare gli elementi di alcuni fatti psicologici come il Wunt ha fatto, dice Corleo, nel suo seminario di Lipsia. Se teniamo conto che il 1879 è l’anno di apertura del laboratorio di psicologia da parte di Wunt a Lipsia, si può notare che Corleo a distanza di 10anni a Palermo era riuscito a muovere i primi passi in questo ambito scientifico, con i mezzi ristretti che aveva e con quelle poche risorse che vi erano arrivate dalla sua Università. Sempre nell’Autobiografia, Corleo riferisce che la cattedra di filosofia teoretica all’inizio del 1889 era stata affidata a Roberto Benzoni, che lo aveva seguito nel portare avanti gli esperimenti di psicologia sperimentale. Riferendosi al contributo ricevuto dall’università di Palermo, Corleo ci dice che con il contributo di 1500lire che aveva ricevuto dall’Università, aveva potuto acquistare alcuni strumenti per cominciare le sue sperimentazioni. Aveva potuto acquistare il pletismografo di Mosso ad acqua e ad aria, il banco di Buccola, con le corrispondenti pile per la misura del tempo delle sensazioni auditive e visive, il cronoscopio di Hipp, un piccolo galvanometro, il compasso di Weber, un estesiometro termico ed altro elettrico di Eulenburg, la slitta di Dubois-Reymond per la misurazione degli stimoli in unità elettriche. Con queste apparecchiature lui era riuscito ad attrezzare il suo laboratorio. I riferimenti vanno ad alcuni italiani come Agelo Mosso e Gabriele Buccola, ma anche ad alcuni stranieri come Wunt, Hipp, Weber, Dubois-Reymond. Questi riferimenti confermano l’ampia e profonda competenza di Simone Corleo, docente di filosofia e questi suoi esperimenti, questi suoi lavori fugano ogni dubbio sulla legittimità di introdurre nell’ambito della psicologia la sperimentazione. Diciamo che è stato un pioniere in questo, oltre che allo specifico campo della psicologia, Corleo si confrontava con altri ambiti disciplinari e scientifici, che avevano contatti con la psicofisica e la fisiologia. L’Italia tra i secoli 19 e 20 risultava intregrata nel processo di crescita nella Nuova Europa grazie al contributo non marginale della nuova psicologia elaborata sulla base di un orientamento particolare della filosofia che non rifiutava il dialogo con le scienze positive e naturali. Se poniamo a confronto le opere a carattere medico-fisico con quelle di carattere filosofico e psicologico notiamo che ci troviamo di fronte ad un autore di profondo spessore, un autore che era in grado di muoversi con compentenza nei vari ambiti della fisiologia, della psicofisica, della psicologia e della stessa filosofia. A questo punto si comprende come le due opere di filosofia scritte per dare corpo per così dire al suo magistero accademico, la Filosofia Universale, e il Sistema della Filosofia Universale, concorrono alla definizione del suo sistema filosofico che era fondato sul principio di Identità. Il principio di Identità trova la sua definizione più matura nella seconda monografia (cioè nel Sistema della Filosofia Universale), dove Corleo rimarca che l’identità coincide con ciò che di comune è riscontrabile in tutte le cose. Corleo nell’Università di Palermo insegnò diverse discipline filosofiche tra cui soprattutto come titolare dal 1864 al 1891 la filosofia morale alla quale dedicò i due volumi appunto sulle Lezioni di Filosofia Morale. Corleo pur avendo mantenuto un costante interesse per le discipline filosofiche nel corso degli anni non trascurò di coltivare un parallelo interesse per le discipline positive tra cui appunto la psicologia sperimentale. Sulla base di queste indicazioni cronologiche si può allora notare che il Laboratorio di Psicologia Sperimentale fu organizzato nel pieno della maturità, anzi al termine della sua carriera accademica. Corleo però non aveva mai dimenticato di esercitare la sua professione di medico e di clinico. Dalle colonne della rivista La Filosofia, che lui aveva avviato nel mese di gennaio del 1890, Corleo da notizia degli esperimenti, dice che gli esperimenti nel laboratorio hanno avuto inizio, dopo il mese di aprile del 1889, non è stato possibile avviarlo prima perchè avevano dovuto aspettare l’arrivo degli strumenti che ci aveva fornito il consorzio universitario; una volta arrivati gli strumenti dovevano accertarsi il corretto funzionamento, qualche strumento ha richiesto qualche piccolo riparazione e solo dopo averli messi alla prova si è potuto dare inizio alla sperimentazione. Se leggiamo le notizie scientifiche pubblicate nella rivista La Filosofia si nota che Simone Corleo ebbe tra i suoi collaboratori Francesco Spallitta, allora libero docente ma poi dal 1914 divenne direttore

dell’Istituto di Fisiologia e promotore della nuova sede di corso Tuköry. Corleo si rivolse all’istituto di fisiologia perchè ai tempi ancora non disponeva di locali adeguati ne tantomeno di strumenti idonei agli esperimenti che erano stati progettati. Gli esperimenti iniziati in “una stanzuccia” furono realizzati con il banco di Buccola e il cronoscopio di Hipp per correlare il tempo che impiegavano i diversi individui a percepire le sensazioni di udito e di vista. Le notizie fornite da Corleo riguardavano anche alcuni brevi esperimenti effettuati con la slitta di Dubois-Reymond, altri esperimenti sono stati realizzati con il pletismografo di Mosso e con il cardiometro di Marrey?. Questi ultimi strumenti servivano a misurare il flusso di sangue al cervello e le pulsazioni del cuore. Gli esperimenti condotti nel “gabinetto di fisiologia” nel corso dei mesi di maggio e giugno del 1889 proseguirono nel corso dei mesi di maggio e giugno del 1890. I risultati raggiunti furono divulgati nel 5°fascicolo della rivista LA FILOSOFIA nel mese di settembre del 1890. Per ciò che attiene a questo periodo di esperimenti, sempre nella parte che riguarda le notizie scientifiche della rivista, si informa il lettore che il direttore dell’istituto di Fisiologia, Arturo Marcacci, aveva dato dei contributi fondamentali attraverso la sua collaborazione e attraverso la collaborazione dei suoi assistenti Spallitta e Tomarsini(?). La partecipazione del professore Marcacci, direttore dell’istitito di Fisiologia dal 1889 al 1903, conferma la serietà dell’iniziativa che Corleo portava avanti in tutti i modi. Corleo progettava di utilizzare anche altri strumenti al fine di poter realizzare nuovi esperimenti. Per riscontrare le fasi salienti dell’attività svolta all’interno del laboratorio di psicologia è opportuno, oltre che utile, analizzare i contenuti della rivista La Filosofia, che Simone Corleo avviò nel 1890 con la collaborazione di Vincenzo Di Giovanni e di Roberto Benzoni dell’Università di Palermo,con l’obiettivo è quello di ripristinare la tradizione della filosofi a prodotta in Sicilia nel corso dell’età classica, senza comunque trascurare le nuove correnti di pensiero dell’età contemporanea.In effetti il sottotitolo («Rassegna Siciliana») del titolo («La Filosofi a») chiarisce l’intento della rivista, ove tra l’altro Vincenzo Di Giovanni si impegnò con un non breve saggio su Vincenzo Miceli e la Scuola di Monreale dal titolo Frammenti di filosofia miceliana, apparso nei primi tre fascicoli del 1890. Il Sommario della rivista prevede, oltre che Saggi, Recensioni e Notizie. Nel terzo fascicolo (datato 31 maggio 1890), tra le Notizie scientifiche, la rivista riporta la lettera a firma di Simone Corleo pubblicata sul «Giornale di Sicilia»l’11 luglio del 1889, dal titolo Le prime esperienze fatte nel gabinetto di psicologia. L’autore precisa che gli esperimenti avevano avuto inizio il 30 aprile del 1889, con la collaborazione di Francesco Spallitta, allora libero docente e che dal 1914 avrebbe diretto l’Istituto di Fisiologia nella nuova sede di corso Tuköry. In tal senso la rivista conferma l’orientamento culturale perseguito da sempre dal suo direttore, che ad un tempo uomo di scienza e teoretico, convinto sostenitore del rapporto costruttivo che deve intercorrere tra scienza e filosofia o, se si preferisce, tra filosofi a e scienza nell’ampio panorama della cultura contemporanea. Il primo numero del 1891 fu interamente dedicato alla scomparsa di Simone Corleo, avvenuta il primo marzo di quell’anno. «La Filosofia» all’esordio del suo secondo anno di vita dovette, quindi, registrare la scomparsa del suo fondatore; nella direzione gli successe Roberto Benzoni, che appunto dal gennaio del 1889 insegnava Filosofia teoretica nell’Università degli Studi di Palermo. Nel 1891 uscirono tre fascicoli, il primo dei quali è datato luglio-agosto probabilmente per la scomparsa del suo fondatore. Nel 1892 videro la luce solo due fascicoli, il secondo dei quali è datato marzo-giugno e si chiude con un articolo di Arturo Marcacci, questo articolo si riferiva alle opere medico-fisiche di Simone Corleo. In buona sostanza possiamo dire che Simone Corleo fu un uomo del suo tempo, 1889 fu l’anno in cui Giuseppe Sergi, presso l’Istituto di Antropologia della Facoltà di Scienze dell’Università degli Studi di Roma, aprì un laboratorio di psicologia sperimentale. Si tratta della medesima iniziativa presa a Palermo da Simone Corleo. Qualche anno dopo nel 1903, a Firenze, Francesco De Sarlo (anche lui medico e fi losofo) avrebbe aperto un laboratorio di psicologia sperimentale. Nel 1905, a Roma, sotto la presidenza di Sante De Sanctis, si sarebbe svolto il V congresso internazionale di Psicologia; in alcune sedi universitarie (a Napoli, a Roma e a Torino) sarebbero stati istituiti i primi insegnamenti di Psicologia Sperimentale.