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GEOGRAFIA DELL'ANTROPOCENE E DELLA TERRA
Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche
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Geografia dell'Antropocene (2024-2025) Parte 1 - L'Antropocene prima dell'Antropocene
Antropocene, epoca caratterizzata da significativo impatto su climi ed ecosistemi E’ un’epoca che prende al suo interno il quaternario (pleistocene, holocene e appunto antropocene). Fenomeno composto da pluralità di fenomeni diversi tra loro ma riconducibili alla medesima causa ma d’altro lato una pluralità di indicatori che non possono essere ricondotti a un valore unico. Data simbolo nel quale prende avvio, che è anche il momento accelerativo o di manifestazione del fenomeno perché è da lì che si rende tutto molto più visibile grazie alla rapidità con il quale molti indicatori si muovono insieme a indicare un salto, una forte accelerazione: 1950
discorso sul piano di una sorta di filosofia della geologia. Riconosce l'esistenza di un antropocene anche se non lo chiama così e ci dà una chiave di lettura possibile per il superamento dell’antropocene che passa attraverso il pensiero ecologico. «There are now at least 80-90 proposed alternatives to the term "the Anthropocene", following critique mainly from the social sciences. The most popular seem to be Moore's Capitalocene and Haraway's Chthulucene, but there are others, such as: Hornborg's Technoceen, Mann's Homogenocene, Wilson's Eremocene, Stiegler's neganthropocene, Parikka's Anthrobscene ... Furthermore, similar recognitions and critiques have been made in urban studies (Urban Age, Planetary Urbanization ... )» Franciszek Chwałczyk (2020), Around the Anthropocene in Eighty Names - Considering the Urbanocene Proposition, Sustainability 12(11): 02- Uno dei trend/elementi che caratterizzano l’antropocene e danno corpo l’avvio degli anni 50 è quello dell’ urbanesimo (motore antropico dell’antropocene) o trend socio economico Queste tendenze socio economiche considerate nel loro complesso definiscono l’antropocene. Si caratterizzano per la crescita esponenziale che incrementa dagli anni 50. Si riconoscono due motori principali e gli altri sono gli esiti di questi fattori di controllo dello sviluppo: crescita demografica (demografia) e crescita dei consumi (economia). Dove le nascite sono pari o quasi alle morti le società rimangono in equilibrio/stagnazione. In Italia ogni 2 persone che nascono ce ne sono 1,3 che nascono, quindi siamo in decrescita, l’indice (non tasso) di fertilità è basso. Le tendenze sono in questa direzione ovunque anche se in alcuni paesi la natalità è superiore alla mortalità. Gli attuali 8 mld di popolazione del pianeta sono destinati inesorabilmente a crescere. Sulla base delle proiezioni la popolazione raggiungerà o supererà i 10 mld intorno al 2100 ma il crollo della natalità nei paesi che hanno rilevanza demografica è talmente forte che forse non li raggiungeremo. A prescindere da ciò nel lungo periodo se non intervengono stravolgimenti a un certo punto dopo un picco la curva dovrebbe cominciare a decrescere molto rapidamente. Per disumanizzazione del mondo ci riferiamo anche a questo. Se la demografia è una delle cause della crisi antropocenica potremo ritenere che il nostro destino non sia così segnato, potrebbe in realtà ridursi. Dobbiamo però tornare su piani favorevoli andando a analizzare la crescita del PIL pro capite (reddito o reddito spendibile) che è uguale a una pressione su risorse, ambiente e sistema terrestre. Quindi i trend che hanno come punto di partenza il 1950 sono in fortissima crescita, c’è un allargamento in atto nei modelli di consumo che si riflettono nel consumo di risorse e nell'impronta che lasciamo in termini di specie sul pianeta. Questi due fattori vanno insieme da qui a fine secolo dopodiché il primo declinerà probabilmente e la sua crescita non sarà così marcata mentre i redditi continueranno a crescere il che vuol dire che una nuova porzione di popolazione avrà accesso alle stesse risorse che abbiamo noi. Saremo un po 'di meno ma saremo tanti di più da azzerare i vantaggi dati dal numero. Tutto questo ha come motore i consumi energetici che in larga misura corrispondono a utilizzo combustibili fossili, petrolio, carbone e derivati, gas. Ritenere che il nucleare metta al riparo dal ricatto economico dai paesi produttori di petrolio equivale a dire di entrare in una nuova marcata dipendenza. Interveniamo nel ciclo naturale del carbonio riportando allo stato gassoso ciò che naturalmente è stato stoccato. Tutti i processi di urbanizzazione immettono anidride carbonica. Quindi c’è un trend di natura socio economica ma anche un trend che ha la sua matrice nella dimensione ambientale, nel ciclo del carbonio.
Nel 1950 (dove c’è un inizio di disponibilità di dati) le trasformazioni della componente biologica, foreste, biodiversità, risorse ittiche, andamento demografico, componenti climatiche e le conseguenze dei suoi cambiamenti si muovono all’unisono. Sempre nel 1950 c’è impennata di estrazione e utilizzo metano. Si nota che in quegli anni c’è stata molta emissione di anidride carbonica di origine umana e la temperatura media al netto del riscaldamento climatico ha provocato l’effetto serra (attorno ai 15° - senza effetto serra naturale sarebbe attorno ai -15° -20° che renderebbe praticamente inabitabile il pianeta). Il riscaldamento non si distribuisce in maniera omogenea sul pianeta che è una riprova del fatto perchè con la fusione dei ghiacciai gli oceani si raffreddano e quindi appaiono come zone più fredde ma è solo un effetto. L’aumento di CO2 che viene catturata dagli oceani provoca una diminuzione del PH delle acque oceaniche che fa sì che aumenti l’acidità producendo effetti devastanti per l’ecosistema dei fondali marini. La riduzione della biodiversità è un indicatore che dipende da molti fattori : Indicatore di sintesi: l’ impronta ecologica di tutti questi processi/indicatori Identifica le aree dove è più forte l’impronta ecologica ovvero impatto attività umane su sistemi naturali considerando infrastrutturazione dei suoli, consumo energetico, aree agricole, aree ad allevamento, ferrovie, strade, vie navigabili. Tutto ciò che impatta sui sistemi naturali. Questa carta ci restituisce la distribuzione del fenomeno antropocenico nelle sue diverse intensità. 03- Definizione di Antropocene è geologica, indicatori visti fino ad adesso no
terra produce furono creati per gli animali, gli animali per gli uomini". Socrate, Aristotele eccetera hanno scritto in merito ciò che già c’era (animali, agricoltura eccetera). Considerando il pensiero greco e monoteista, con una postura di tipo antropocentrico non può essere cercata solo lungo una via ma c’è un quadro più ampio, è il mediterraneo orientale dove si produce per diverse vie lo stesso pensiero. Ecologia di Teofrasto : Il fine delle cose naturali non va ricercato nel loro esistere in vista di qualcosa,e nelle loro relazioni reciproche ma nella loro realtà intrinseca (attenzione ai cambiamenti climatici, deforestazione, bonifiche, deviazione dei fiumi…) I problemi ambientali esistevano anche durante i regni greci: Deforestazione (uno dei fattori di massimo impatto ambientale in Grecia):
(deforestazione che causa diminuzione risorse e nascondigli). Questo periodo coincide anche con la capacità di Sapiens di mettere a coltura dei terreni indica sottrazione e restringimento di habitat naturale di altre specie. Potrebbe essere anche che Myotragus Balearicus non o difficilmente fosse domesticabile e questo gli sarebbe stato fatale. Potrebbe essere stato ingabbiato senza riprodursi e quindi il passaggio a domesticazione e allevamento e quindi utilizzato come cibo. Anche un’epidemia potrebbe averlo cancellato. Tutte queste cause hanno come causa l’arrivo di Sapiens. Non dobbiamo aderire a una di queste ipotesi, anche più di una può aver agito contemporaneamente. L’esempio è significativo perché introduce il tema delle estinzioni. I processi di estinzione sono importanti perché la scomparsa di una specie trasforma radicalmente un habitat L’estinzione ci dice che è trasgressivamente ecologico visto che era una specie che ci poteva tornare utile. E’ una rottura che sconvolge i precedenti equilibri ecologici La storia si è sempre sviluppata sullo sfondo dei cambiamenti climatici , in tutte le sue componenti ecologico ambientali. Con le sue fluttuazioni naturali o non naturali (cioè di matrice antropica) è quell'elemento di rottura che rompe gli equilibri; esogeno, per effetto di dinamiche terrestri o extraterrestri o comunque legate a dinamiche tra terra e sole come quelle energetiche 66.000.000 di anni fa si è verificata la più importante estinzione di massa: i dinosauri e la comparsa dei mammiferi che erano una piccola nicchia che consuma poche risorse e che in quel momento si trova a disposizione di colpo risorse con pochi competitors Vulcanesimo e asteroidi hanno provocato le estinzioni, come anche i cambiamenti
Europa, Siberia e estremo Nord America mammut 12.000 anni fa; rinoceronte 14.000; cervo gigante 12.000. Perdita del 35% dei grandi mammiferi. Due fasi: tra 48mila e 24.800 e tra 20 e 10mila anni fa. Una sintesi. 50.000 anni fa erano presenti 150 generi appartenenti alla megafauna superiore ai 44 kg; 10.000 anni fa, 80 generi Un grande mammifero ha bisogno di grandi risorse e se vai a intaccarle sparisce. Queste estinzioni hanno prodotto esiti anche sulla storia recente molto significativi: un tot di specie di cavalli in nord america (cavallino dello yukon) ha fatto sì che : “ Siamo nel 1519, ma nessuno da questa parte del mondo calcola il tempo in questo modo. Immaginate un mercante azteco che si addentra nei fitti boschi, su per la Sierra Madre, e poi di nuovo verso la costa, alla ricerca delle piume del quetzal splendente: l'uccello sacro del Centro America. Le deve procurare all'imperatore per sfamare la sua famiglia. Scendendo un sentiero con il suo rozzo mantello di agave si imbatte in un essere impensabile e spaventoso che lo paralizza dal terrore. È una bestia altissima e per metà umana. Ha due teste: una grande e allungata, con pelo corto e lucido e l'altra di uomo, ma con la pelle bianca, la barba folta e gli occhi celesti. Il corpo sprigiona una forza impressionante ed è coperto da uno strano materiale grigio luccicante. Questa deve essere stata l'impressione di un uomo azteco nel vedere per la prima volta un cavaliere spagnolo a cavallo. Due civiltà cresciute separatamente per secoli si scontrano, e le loro diversità collidono fragorosamente. ” Valerio Coletta - Il Tascabile 17 luglio 2018. Un esempio di un processo che ha avuto avviato 12.000 anni fa si sia tradotto in una chiave risolutiva di quell'incontro / scontro che stata la conquista delle americhe 5 vantaggi derivanti dal cavallo
tassi di estinzione, non c’è una sovrapposizione e quindi una relazione di causa effetto (es. australia perché è mitigata dal mare) in alcune aree. Questo ci dice che il fenomeno dei cambiamenti climatici non è sufficiente a spiegare l’estinzione in questa fase (132.
avviene con la comparsa di Sapiens. Africa ha vissuto estinzioni più contenute e anticipate mentre in Australia sono state più rapide. Le variazioni del clima non sono state così importanti perché negli ultimi 100.000 anni sono fenomeni che hanno attraversato la storia del pianeta ciclicamente e quindi questo vuol dire che alcune specie non sono scomparse perché sarebbero scomparse molto prima. Il fatto nuovo è che oltre alla fluttuazione climatica che ha contribuito a ridurre gli habitat vi sia la presenza di Sapiens. Paul S. Martin sviluppò la teoria nota come " overkill " o " blitzkrieg model ", basata sull'intuizione che l'improvvisa scomparsa di grandi popolazioni di mammiferi, avvenuta durante l'era glaciale in continenti e tempi diversi, coincideva con l'arrivo degli esseri umani. L’ECCEZIONE AFRICANA L’Africa ha avuto tassi di estinzione molto modesti per cause precise: ● variazioni climatiche contenute ● co evoluzione e adattamento (la gazzella si è adattata alla sua condizione di preda rispetto al suo principale predatore - il leone corre veloce perchè si è adattato alle capacità difensive della sua preda. Preda e predatore sono co evoluti affinando le loro capacità di corsa) in convivenza tra le specie che è mancata invece al di fuori dall’Africa. ● Noi e le altre specie co evolute con noi, siamo evoluti nella savana perché è caratterizzata da piccole macchie di vegetazione e spazi aperti che danno maggiori possibilità di sopravvivenza rispetto alle caratteristiche della nostra specie. Possiamo nasconderci dai predatori e possiamo vedere le possibili prede. Per come siamo fatti ed evoluti quell'ambiente ci ha dato le migliori possibilità di sopravvivenza. ● tempi lunghi di estinzione di mammiferi dalle grandi dimensioni Mano a mano che ci siamo spostati fuori dall’Africa abbiamo incontrato specie diverse totalmente lontane da percorsi di comune evoluzione con Sapiens e i risultati sono stati drammatici. Più lontano e più tardi siamo arrivati a contatto con altre specie e più incisivi è stata l’opera di estinzione. Avevamo tecnologia più avanzata e più nuova rispetto alle specie incontrate e quindi il tempo della mancata evoluzione è il discrimine tra la sopravvivenza della specie e le sue possibilità di estinzione. I principii co evolutivi ci fanno capire perchè è pericolosa l’attuale fase antropocenica. La rapidità è il fattore chiave. L’antropocene prima dell’antropocene ci permette di andare verso la costruzione del nostro percorso antropocenico
«Questa specie, i cui grandi fiori esameri, simili a stelle formate di candida cera, hanno destato nel Madagascar l'ammirazione dei viaggiatori, non può non essere notata. Sotto il labello pende al basso un nettario verde di straordinaria lunghezza e simile ad una frusta. In parecchi fiori ... ho trovato nettarii lunghi undici pollici e mezzo. Si può domandare, a quale scopo possa servire un nettario di una lunghezza tanto sproporzionata. lo penso che noi arriveremo a persuaderci, che la fecondazione della pianta è condizionata ad una tale lunghezza e alla presenza del nettare solo nella porzione inferiore. Restiamo stupiti che un insetto qualsiasi possa essere capace di raggiungere questo nettare. Le nostre specie inglesi di Sphingidae hanno proboscidi lunghe quanto il loro corpo; ma nel Madagascar devono esistere farfalle notturne la cui proboscide può essere allungata sino a dieci o undici pollici!». Darwin ha intuito che se una cosa è così è perchè ce ne deve essere un’altra adattata a quella forma. E se quell’altra è così è perchè intrattiene una relazione con qualcos’altro. E’ il concetto di co evoluzione e di ecologia ovvero relazioni tra tutti i viventi. L’adattamento in una specie induce una risposta adattativa in una specie con cui essa interagisce dentro un quadro di relazione ecologica Coevoluzione : l'adattamento in una specie induce una risposta adattativa nelle specie con cui essa interagisce (all'interno di un quadro di relazioni ecologiche). I rapporti possono essere di tipo predatorio, parassitario o simbiotico.
ma se il gruppo è più ampio le differenze sono superiori. Perché siamo stati spinti fuori dall’Africa 50.000 anni fa e non prima: ● il caso ● una qualche variazione climatica Siamo usciti e in quella fase abbiamo prodotto strategie e accumulato conoscenze e tecniche che in quel momento si sono rivelate estremamente distruttive per altre specie che ci ha dato vantaggi strategici fondamentali e che abbiamo messo in pratica attraverso 3 modelli: ● pratica della deforestazione equivalente al restringimento degli habitat non tanto per l’agricoltura quanto per gli spazi arbustivi passati dal fuoco che negli anni mostrano fertilità superiore da sfruttare ● la caccia diretta ● la caccia indiretta (non scompaiono solo le specie interessate ma anche specie che subiscono gli effetti della caccia diretta - gazzella e leone) Efficacia dei metodi di caccia: armi a lunga gittata (comprendono sistemi di trappole come le reti, buchi nel terreno eccetera giunge a maturazione 50/60.000 anni fa e rappresenta un salto / rivoluzione) caccia = estinzione = agricoltura Nello stesso periodo si è svolta la rivoluzione della comunicazione che ha permesso una trasmissione più veloce delle tecniche di caccia. Abbiamo iniziato a sviluppare un pensiero che necessita a monte di un’ attività cognitiva non più strettamente legato a esigenze di materialità come la sopravvivenza ma a qualcosa di ordine immateriale / spirituale / religioso. Attraverso un meccanismo empirico di conoscenza che si accumula grazie anche a certi strumenti innovativi che la caccia si dirige verso specifiche classi demografiche. C’è una scelta per la qualità della carne, meglio giovane che anziano ma c’è un riflesso sulla capacità riproduttiva della specie. 08- La coevoluzione mancata La scalata di HS al vertice della catena alimentare è stata talmente rapida da impedire adeguati adattamenti del sistema ecologico (Rapida anche per HS: guerre, carestie, epidemie ... ). Tra 70k e 30k BP invenzioni: barca, arco e freccia, lampada a olio, ago ...e, nello stesso periodo, primi oggetti artistici, commercio, stratificazione sociale. Lingua. Leggende, miti, riti, religione, divinità. Rivoluzione cognitiva (risposta ai condizionamenti ambientali e risultato di mutazioni genetiche? iniziative «culturali»?). Accelerazione tecnologica (esponenziale) per auto-interazione "il tasso medio di perdita di specie di vertebrati nell'ultimo secolo è fino a 100 volte superiore
al tasso precedente" (Ceballos 2015) Elementi chiave del quadro evolutivo «ambiente-uomo»
Non solo HS Estinzioni africane pre HS :
sulla mega fauna che poi ha avuto Sapiens e si sono estinti branches on the FAMILY TREE There is only one species of hominid on the planet today: modern humans, or Homo sapiens. But for most of our family's evolutionary history, a variety of early humans inhabited Earth. Between about 3.5 and 1.5 million years ago, at least 11 hominid species lived in Africa. Many of them were members of the genus Australopithecus. By the time the entire australopith" group went extinct about 1.4 million years ago, the earliest members of our genus, Homo, had come on the cene. The precise origins of our genus are still unknown. Oggi l’idea evoluzionistica non è un albero ma un cespuglio intricato in cui alcune specie fanno la loro comparsa in momenti diversi occupando diversi areali e alcuni si intrecciano. L’aumento della massa cerebrale corrisponde a uno sviluppo cognitivo più elaborato ed è legato a uno spostamento verso una dieta anche carnivora (circa il 30% dell’apporto)