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Giardini del Quirinale, Dispense di Storia Dell'arte

descrizione dei giardini del urinale per il tirocinio

Tipologia: Dispense

2018/2019

Caricato il 03/12/2019

daria-sokolova
daria-sokolova 🇮🇹

4.6

(9)

10 documenti

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Il colore verde della storIa
I Giardini del Quirinale
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Scarica Giardini del Quirinale e più Dispense in PDF di Storia Dell'arte solo su Docsity!

I l colore verde della storIa

I Giardini del Quirinale

.

I

l tempo scorre e muta le cose e gli animi, ma la natura nel suo ritmo e nella sua

bellezza colora di verde la storia degli uomini.

I

l Giardino del Quirinale meravigliosa “isola verde” nel cuore di roma, copre una superficie di circa quattro ettari e si presenta come un monumento vi- vente concentrato di virtù e di sapere. la sua realizzazione frutto di una perfetta sintonia meditativa tra storia, archeologia, architettura e bo- tanica, ha segnato il percorso per la successiva nascita del palazzo del Quirinale. dal sedicesimo secolo ad oggi le mode e gli avvicen- damenti stilistici, hanno condotto il prestigioso sito alla condizione attuale. Il forte vento rinascimentale fu il primo stravolgi- mento strutturale. la perfezione, la geometria spingevano alla ammira- zione e allo stupore. l’hortus conclusus divenne sempre meno hortus e più giardino. Presto le funzio- nalità estetiche prevalsero a quelle pratiche. Queste funzionalità dovevano essere comunque fi- glie di profonde conoscenze. Infatti, basti pensare alle complicazioni geometriche delle sagomature delle piccole siepi, per comprendere quanto gli archi- tetti progettisti dovessero essere depositari di nozioni di metematica ed altre scienze. Per comprendere quanto risulti fondamentale nella storia dell’arte lo stile del rinascimento, basterebbe ammirare alcune opere di artisti moderni e concet- tuali che ne hanno ripreso gli stilemi e le forme rav- vivando memorie passate in un pensiero attuale. di questo periodo la tradizione geometrica dell’arte topiaria realizzata con piante di buxus sempervirens (bosso). Non a caso leon Battista alberti nel “de re aedifi- catoria” prescrive alcune regole per il giardino, che deve svilupparsi per cerchi, semicerchi e figure geo- metriche e deve essere delimitato da allori, cedri e gi- nepri. e’ questo il periodo nel quale viene alla luce il giar- dino all’italiana che trasforma la metafora geome- trica dell’hortus conclus rivolta al divino, al nuovo stile che riporta la natura entro canoni estetici.

Piccola aiuola con bordura sagomata ad arte topiaria

I Giardini del Quirinale 2

Armonia e stile in perfetta convivenza naturale

Unitamente alle altre specie esotiche quali: la arau- caria bidwillii (Queensland), la araucana (cile, ar- gentina), la casuarina equisetifolia (Indonesia e australia sudorientale), al Pino Halepensis (siria) ed altre essa ci indica la precisa epoca di introduzione. ci troviamo nell’ultimo quarto del diciannovesimo secolo, epoca in cui dalle nuove frontiere colonizzate inizia nei, grandi giardini, la maniacale collezione delle rarità botaniche. Non poteva certo non rientrare in questo contesto la “più alta e nobile” tra le forme vegetali: la palma. I circa centotrenta esemplari, di varie specie, punteg- giano in modo armonico tutta la superficie del giar- dino e nella parte centrale, che lo divide nelle epoche strutturali, formano un vero e proprio colonnato di verzure. le palme rappresentano sin dall’era del cretacico (70/80 ml. di anni orsono) l’elemento rappresenta- tivo per eccellenza.

L’architettura colonnale delle Palme nella zona centrale dei Giardini

I Giardini del Quirinale 4

Il viale del Martinucci che divide il Giardino nelle due distinte aree epocali

“di nessuna pianta l’uomo si è tanto occupato, e dalla notte più profonda del suo tempo, come la palma” (de santis). esiste un graffito risalente al quarto secolo a.c. che rappresenta una palma, inoltre veniva associata al sole per via delle sue foglie a rag- gera e quindi associata alla nascita del dio apollo. la palma rappresenta anche i simboli dell’immorta- lità, della vittoria e della gloria e per questo i romani offrivano ai vincitori una foglia di palma. emblema della fecondità era inoltre considerata un simbolo fallico e anche un vegetale nato dalla unione del fuoco celeste e le acque sotterranee. In Mesopotamia uno dei primi scopi dell’irrigazione fu quello di utilizzarla per la vita delle palme. associata alla bellezza femminile. “Quanto sei bella, come sei graziosa amore mio, delizia mia. sei slan- ciata come una palma, i tuoi seni sembrano grappoli di datteri” (cantico dei cantici 7.7-8). erano risorsa indispensabile per la alimentazione o la realizzazione di manufatti. Nei Giardini del Quirinale diverse specie con queste caratteristiche. la phoenix dactilifera famosa per i gustosi datteri non risulta essere la sola con frutti edi- bili. ad esempio pochi conoscono la profumata e succosa polpa dei datteri della butia capiatata, oppure le enormi foglie del sabal umbraculifera (santo do- mingo) utilizzate per tessuti, ventagli o cappelli. Nella ricca collezione di palme menzione particolare merita l’esemplare che probabilmente riassume in se tutti i concetti espressi: la jubaea chilensis chiamata anche “zampa di mammut”, oppure “piccolo cocco”. Il suo fusto levigato e glauco a la cui sommità si for- mano foglie a ventaglio compatte ed erette, si distin- gue da tutti gli altri. I suoi frutti hanno le stesse caratteristiche edibili del cocos nucifera (cocco) ma con dimensioni in miniatura. Inoltre dalla sua linfa, come in altre palme, si estrae il famoso “vino di palma”.

Particolare della base del fusto della Jubaea chilensis

Jubaea chilensis I Giardini del Quirinale 5

seppur simili nel portamento le numerose e secolari cycas revoluta presenti all’interno dei giardini non appartengono alla famiglia delle palme. esse sono una specie a parte (cycadaceae) che pro- viene dal Giappone. Nelle zone di origine dal suo midollo si estrae una fe- cola chiamata “sago o sagù”. Ma negli storici giardini diverse testimonianze bota- niche sono ancora presenti ad indicarci i passaggi e le mode. Un labirinto posto nella zona più antica, sta a signi- ficare con quanta attenzione, meditazione e direi pa- timento, si architettasse ad arte. Il labirinto non era semplicemente un gioco, una sfida o una emozione ma, simbolismo. rappresenta la ricerca di noi stessi, lo sforzo di porre ordine al caos primordiale. tra il diciassettesimo ed il diciottesimo secolo in Ita- lia e in Francia i monarchi fanno costruire nelle loro residenze sfarzosi giardini, modello da seguire per i regnanti d’europa. Basti pensare alla reggia di caserta, a Napoli oppure a versailles. Piante, fiori e giochi d’acqua, prospettive che simbo- leggiano il sovrano sui sudditi.

Maestoso gruppo di Cycas

Il Labirinto I Giardini del Quirinale 6

Il successivo passo che ci conduce alla condizione at- tuale risulta essere il giardino all’italiana. si abban- donano i grandi parterres sagomati e ridondanti di fioriture, si passa alle stanze segrete delle sorprese e dei giochi celate da alte siepi di bosso, alloro e leccio. la lettura temporale risulta evidente nella parte orientale dei Giardini del Quirinale. Qui la ventata di modernità e cambiamento arrivata dopo la rivo- luzione industriale, stravolge i concetti del rigore e della geometria. arriva la moda dei giardini inglesi e romantici. arriva un nuovo concetto di spazio dedicato al giar- dino, si asseconda la natura quasi tramando insieme ad essa. Il giardino segue lo sviluppo economico sotto la spinta della rivoluzione industriale. arrivano le spezie, il caffè e la coffee house viene co- struita per godere, anche nella stagione invernale della bellezza della natura che osserva la città eterna. Nel giardino informale inglese troviamo alberi, fiori, tempietti (villa rosebery) e rovine in rapida succes- sione, si cerca di assecondare la natura migliorandola. le città si estendono e così i giardini e i loro spazi, per diventare parco urbano dove esercitare attività. attualmente i Giardini del Quirinale mantengono una struttura divisa in due precise epoche temporali botaniche e tutto in un perfetto equilibrio. Infatti la costruzione della “manica lunga” e le circo- stanti edificazioni, hanno permesso una perfetta con- vivenza, tra i più disparati esemplari, dovuta al risultante microclima. Inoltre limitando i forti venti e l’ingresso dei parassiti all’interno dei giardini, si sono poste le condizioni per un lussureggiamento ve- getativo. la fontana del Martinucci divide le due epoche bo- tanico architettoniche in un modo equilibrato appa- rentemente naturale. Quella orientale o “all’inglese”, fu anche il giardino di casa reale. Un enorme platano acerifolia, tra i più maestosi di europa, offriva ai savoia il naturale om-

Aspetto spirituale del Giardino con il viale della Meditazione

I Giardini del Quirinale 7

Parte orientale dei Giardini

alcuni esemplari di rosa bourboniana proveniente dall’oceano indiano ed apprezzata per i colori squil- lanti o pastellati e l’inebriante profumo (Zephirine drouhin, comandanmte Baurepaire e louise odier), aggiungono suggestione olfattiva e visiva in un per- corso sensoriale. a completamento architettonico e cromatico, si sono arricchiti i contorni della fontana delle bagnanti con esemplari di lantana gialla che, con la loro co- piosa e prolungata fioritura, aggiungono un tocco di raffinata eleganza alle aiuole. l’ultima modificazione strutturale dei Giardini del Quirinale si trova paradossalmente nella parte più antica: “il boschetto romantico”. Il progetto ha cercato di riportare l’afflato di quello che era il famoso “tridente”, un viale pergolato ai cui lati una selva boschiva e fitta creava la giusta quinta di verzure. Mirti filliree, lentischi, allori e felci sormontati dalle alte chiome dei lecci segnano le due aree contigue che anticamente conducevano, nella giusta discre- zione, il Pontefice all’interno dei giardini. attualmente il boschetto romantico è in fase di re- stauro ed ampliamento.

Vezzo cromatico di elegante fioritura di Lantana gialla

Area del Boschetto romantico I Giardini del Quirinale 9