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giovenale e marziale, Collegamenti Interdisciplinari di Latino

riassunti vita e opere di giovenale e marziale

Tipologia: Collegamenti Interdisciplinari

2020/2021

Caricato il 25/10/2024

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4.3

(16)

64 documenti

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LA VOCE DI CHI NON HA VOCE
Favola, Satira ed epigramma sono i tre generi latini che condividono la voce del malcontento
sociale. Essa nonostante tutto è filtrata dalla letteratura e dalle convenzioni artistiche del tempo
infatti i tre generi rappresentano la dimensione umile e quotidiana della vita dei cittadini senza
porsi dal necessariamente dal punto di vista dei ceti umili:!
Giovenale: voce dei poveri ma guarda con il disprezzo della mentalità tradizionale categorie di
uomini quali schiavi e stranieri;!
Marziale: protesta sociale come rivendicazione di maggiore spazio per gli intellettuali e per i ceti
medi;!
Fedro: solo con la favola esopica si darà voce agli schiavi. !
I tre generi condividono !
la povertà e la fatica del vivere;!
Volontà di fuga: da un mondo in cambiamento e declino che li porta a vivere nel disagio.!
GIOVENALE
Nasce tra il 55 e 60 d.C e muore dopo il 127 d.C., inizia la sua produzione satirica solo in età
matura parlando delle umiliazioni e delle miserie commesse con l’istituto della clientela.!
Le sue 16 satire (90-127 d.C.) sono ripartite in cinque libri.!
RICCHEZZA E POVERTÀ
Seneca e Cicerone:!
-Disprezzo per i beni esteriori;!
-Sapersi accontentare di poco;!
-Diatriba stoico-cinica rovesciare i falsi valori accreditati dal progresso umano per
salvaguardare l’assetto sociale facendo in modo che chi possedeva poco o nulla non provasse
invidia scatenando rivolte. !
Giovenale:!
-Prospettiva diatribica ribaltata il ricco viene realisticamente accolto nell’hic et nunc e
associato ad attività illecite o indecorose;!
-Dietro ogni patrimonio c’è un delitto o una colpa ma nonostante ciò il ricco si gode il suo
benessere senza vergogna o rimorso;!
-Probitas laudatur et alget (l’onestà è lodata, ma muore di freddo).!
No rinnovamento sociale sogna un passato idealizzato;!
Privo di coscienza di classe la sua società ideale escludeva tutte le fasce sociali basse
(come schiavi e liberti);!
Per scrivere Satire non ci vuole una grande arte, basta osservare la realtà.!
LINGUA E STILE
Tono elevato e stile sostenuto (contrasti e sarcasmo);!
Utilizzo di più livelli espressivi (garantendo sia realismo che tragicità);!
Esametro dattilico.
SATIRA!
Mennipea (Varrone):#
- Seneca e Petronio;#
Carattere parodico e realistico;#
Prosa !
Esametrica (Lucilliana-Oraziana):#
-Giovenale: concretezza, rappresentatività e indignati riflettono il disagio delle parti subalterne
della popolazione romana;#
Equilibrio tra sermo e discorso morale. #
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LA VOCE DI CHI NON HA VOCE

Favola, Satira ed epigramma sono i tre generi latini che condividono la voce del malcontento sociale. Essa nonostante tutto è filtrata dalla letteratura e dalle convenzioni artistiche del tempo infatti i tre generi rappresentano la dimensione umile e quotidiana della vita dei cittadini senza porsi dal necessariamente dal punto di vista dei ceti umili: →Giovenale: voce dei poveri ma guarda con il disprezzo della mentalità tradizionale categorie di uomini quali schiavi e stranieri; →Marziale: protesta sociale come rivendicazione di maggiore spazio per gli intellettuali e per i ceti medi; →Fedro: solo con la favola esopica si darà voce agli schiavi. I tre generi condividono

  • la povertà e la fatica del vivere;
  • Volontà di fuga: da un mondo in cambiamento e declino che li porta a vivere nel disagio.

GIOVENALE

Nasce tra il 55 e 60 d.C e muore dopo il 127 d.C., inizia la sua produzione satirica solo in età matura parlando delle umiliazioni e delle miserie commesse con l’istituto della clientela. Le sue 16 satire (90-127 d.C.) sono ripartite in cinque libri.

RICCHEZZA E POVERTÀ

Seneca e Cicerone:

- Disprezzo per i beni esteriori;

- Sapersi accontentare di poco;

- Diatriba stoico-cinica→ rovesciare i falsi valori accreditati dal progresso umano per

salvaguardare l’assetto sociale facendo in modo che chi possedeva poco o nulla non provasse invidia scatenando rivolte. Giovenale:

- Prospettiva diatribica ribaltata → il ricco viene realisticamente accolto nell’ hic et nunc e

associato ad attività illecite o indecorose;

- Dietro ogni patrimonio c’è un delitto o una colpa ma nonostante ciò il ricco si gode il suo

benessere senza vergogna o rimorso;

- Probitas laudatur et alget (≪l’onestà è lodata, ma muore di freddo≫).

  • No rinnovamento sociale→ sogna un passato idealizzato;
  • (^) Privo di coscienza di classe → la sua società ideale escludeva tutte le fasce sociali basse (come schiavi e liberti); →Per scrivere Satire non ci vuole una grande arte, basta osservare la realtà.

LINGUA E STILE

  • Tono elevato e stile sostenuto (contrasti e sarcasmo);
  • Utilizzo di più livelli espressivi (garantendo sia realismo che tragicità); - Esametro dattilico. SATIRA
  • Mennipea (Varrone):
  • Seneca e Petronio; → Carattere parodico e realistico; → Prosa
  • (^) Esametrica (Lucilliana-Oraziana): -Giovenale: concretezza, rappresentatività e indignati riflettono il disagio delle parti subalterne della popolazione romana; → Equilibrio tra sermo e discorso morale.

MARZIALE

Marco Valerio Marziale nasce a Bilbilis nella Spagna Tarraconense nel 40 d.C. Riceve una formazione culturale di ottimo livello e nel 64 si trasferisce a Roma dove stringe amicizia con Giovenale e Quintiliano. Durante la sua permanenza a Roma non otterrà mai la ricchezza sperata e vivrà come cliente e nell’87 cercherà rifugio a Imola. Dopo la morte di Domiziano tenta di ingraziarsi i nuovi imperatori invano così nel 97, aiutato da Plinio, ritornerà definitivamente in Spagna (→ ritorno alla terra e alla natura che era stata vita e alimento della sua Musa). Muore nel 104.

  • (^) Liber de spectaculis (80) → primo libro costituito da una trentina di epigrammi ispirato dall’inaugurazione dell’Anfiteatro flavio (colosseo);
  • Xenia (84) → ≪Carmi per accompagnare doni≫;
  • (^) Apophorēta (85) → ≪Carmi per doni ottenuti a sorteggio≫. Sono brevissimi epigrammi di accompagnamento a doni di varia natura da scambiare nella festività dei Saturnali.
  • (^) Undici libri di epigrammi publicati ogni anni dall’86 al 98 (+ il dodicesimo nel 101).

COSTANTI

- Epigramma comico-realistico : delinea un quadro caricaturale della società (difetti fisici, vizi

umani, mode letterarie) →rappresentazione comica della realtà che prescinde da un’aperta valutazione morale del comportamento portando ad un giudizio implicito (≠ satira); → hominem pagina nostra sapit (la nostra pagina ha il sapore dell’uomo);

- Dimensione lirica : negli epigrammi funebri e nella nostalgia per la patria;

- Uomo come protagonista che ci guida in un mondo fatto di cose quotidiane;

STRUTTURA

Rientra nello schema canonico proposto da Catullo: → prima parte descrittiva o narrativa con funzione di presentare una situazione; →battuta finale inattesa e pregnante: aprosdòketon (umorismo con scopo riflessivo); →numero ristretto di versi (10) per garantire l’ incisività del messaggio.

LINGUA E STILE

  • Brevitas : linguaggio limpido e studiata collocazione di parole;
  • Pluristilismo : per la varietà di temi e situazioni trattate →l’obiettivo principale mira a cogliere sempre qualche situazione reale;
  • (^) Espressioni di lingua popolare + termini realistici e osceni;
  • (^) Distico elegiaco , falecio e scazonte.

DONI E SATURNALI

Nel Saggio sul dono (1923-24) il sociologo Marcwl Mauss evidenzia una serie di caratteristiche del meccanismo di scambio alla base di rituali e pratiche sociali nel mondo:

- Logica contrattuale basata sull’obbligatorietà del ricambiare;

- Potlach : genere di prestazione totale di tipo agonistico, in cui interi gruppi umani fanno a

gara nello scambiarsi ricchezze e favori, mettendo in gioco con questi scambi il proprio prestigio e la propria dignità→i beni diventano strumenti sociali.

- Saturnalia : aveva luogo un vasto scambio di piccoli regali (ceri, pietanze e statuette (sigilla))

→Sigillaria: momento della festa in cui si acquistavano e si donavano degli oggettini, che venivano venduti in un grande mercato organizzato per l'occasione.