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Guida pratica sull'esecuzione di un elettrocardiogramma
Tipologia: Dispense
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Registrazione e riproduzione grafica delle differenze di potenziale elettrico che si creano tra due punti durante un ciclo cardiaco. Su questi tracciati si studia la morfologia , la durata e il voltaggio degli eventi elettrici. Questi tre parametri permettono di trarre importanti informazioni su:
L'utilizzo delle derivazioni Bipolari fu introdotto da Einthoven , da cui le stesse derivazioni bipolari prendono il nome ( derivazioni di Einthoven ). Egli dimostrò la validità delle informazioni riportate dalle derivazione in questione considerando tre aspetti :
Il Triangolo di Einthoven ci permette di calcolare quello che è l’ asse elettrico medio cardiaco , cioè l’ andamento delle forze di depolarizzazione dei due ventricoli. In clinica è importante quantificare queste forze elettriche, capire come sono orientate e come si possono modificare nel corso di eventi patologici. Per fare tutto ciò, è necessario costruire un sistema chiamato Triassiale , il quale si ottiene mediante la traslazione delle singole derivazioni verso un punto centrale che costituisce il centro del triangolo di Einthoven, cioè il centro delle forze bioelettriche originate dal cuore. Se facciamo scivolare D1 verso la parte centrale, lo stesso viene fatto con D2 e con D3, si ottiene un punto di intersezione con i singoli assi che saranno divisi in una metà positiva ed in una metà negativa; ciascuno dei segmenti rappresenta la derivazione che già si conosce. Se questo sistema triassiale viene inscritto in una circonferenza, si ha anche la possibilità di assegnare dei gradi alle singole posizioni , e quindi si può avere la possibilità di identificare un vettore in relazione a quella che è la propria posizione nel cerchio trigonometrico. In questo modo, grazie a questo sistema triassiale, il cerchio trigonometrico, viene diviso in sei spicchi , ciascuno di 60° , e ogni punto di intersezione della derivazione con il cerchio rappresenta un punto di osservazione. Queste intersezioni rappresentano i punti dai quali osservare l’evento elettrico. Come detto in precedenza, ogni segmento rappresentante la derivazione, presenta una metà positiva ed una negativa, e ciò dà la possibilità di rappresentare sul cerchio trigonometrico, la forza espressa dai ventricoli (la depolarizzazione); a seconda di dove stacca l’onda, si andrà a staccare nella parte positiva o negativa.
Si individuano così tre derivazioni:
La rappresentazione sul piano orizzontale (trasversale) dell'andamento dell'attività elettrica fu permessa da un tipo di Derivazioni Unipolari dette Precordiali , ideate da Wilson. Queste sfruttano il concetto appena spiegato e gli elettrodi esploranti vengono posti sulla superficie del torace : da V1 a V6 (in Inglese vengono indicate con C (chest) es. C1, C2 etc) :
Onda P : è l'onda di depolarizzazione degli atri. E' arrotondata e la sua durata è di 0,08 s. E' sempre positiva in I e II derivazione perché il vettore che rappresenta la depolarizzazione degli atri è diretto in basso e verso sinistra obliquamente sul piano frontale (in III derivazione è molto difficile osservarlo ma è comunque positivo). Segmento PR : è un tratto isoelettrico "falso" dovuto alla bassa intensità della depolarizzazione del tessuto del NAV e tronco comune del Fascio di His. La tecnica macroscopica non ci permette per mancanza di sensibilità di registrare attività elettrica seppur questa in piccola quantità si manifesta. Dura 0,08 s. Intervallo PR : rappresenta la somma dell'onda P e del segmento PR. Dura da 0,16 a 0,20 s e rappresenta il periodo di conduzione atrio ventricolare. Negli atleti questo t è maggiore fisiologicamente. Un aumento della sua durata è indice di un ritardo nella conduzione atrio ventricolare : Blocco Atrio-‐Ventricolare di I Grado. Nel caso non si tratta di un semplice ritardo dell'impulso ma NAV filtri gli impulsi del NSA si parla di Blocco Atrio-‐ Ventricolare di II Grado. Qualora il NAV blocchi completamente gli impulsi provenienti dal NSA si parla di Blocco Atrio-‐Ventricolare di III Grado. Alla depolarizzazione degli atri segue la depolarizzazione dei ventricoli. Nel tracciato elettrocardiografico questo è rappresentato dal Complesso Rapido Ventricolare QRS. In concomitanza al complesso QRS avviene la ripolarizzazione degli atri che però viene mascherata dall'imponente depolarizzazione ventricolare. Complesso QRS : indica, come accennato, la depolarizzazione della muscolatura ventricolare. La sua durata fisiologica deve essere < 0,12 s, generalmente 0,08 s. Si osserva come un complesso di 3 onde ed il vettore che rappresenta la depolarizzazione ventricolare è diretto in basso, a sinistra ed indietro ; sul cerchio di Cabrera è osservabile all'incirca a 60°, anche se fisiologicamente è riscontrabile tra -‐30° e 110°. L’ onda Q rappresenta la depolarizzazione del setto interventricolare. Tale depolarizzazione si porta da sinistra a destra e leggermente verso l'alto. Spesso l'onda Q non è presente e la sua morfologia può essere utile alla diagnosi di IMA.
L' onda di depolarizzazione a questo punto si porta dal setto interventricolare all'apice del cuore e dunque alle parenti laterali. L' onda R rappresenta tale attività depolarizzante. Tale onda è molto più ampia di Q e P. L'ultima fase di depolarizzazione ventricolare è rappresentata dall' onda S. Rappresenta la depolarizzazione della base del cuore, della parte posteriore del setto e del cono dell'a. polmonare. La direzione del vettore di tale depolarizzazione è in alto e lievemente a Destra. Come osservato, la depolarizzazione degli atri viene espressa da un solo vettore, mentre quella dei ventricoli da 3 vettori. Ciò dimostra che mentre la depolarizzazione atriale procede in maniera uniforme (macchia d'olio), quella ventricolare cambia continuamente. Segmento ST : è un tratto isoelettrico "vero" dovuto alla fase di totale depolarizzazione del ventricolo. Quindi effettivamente in tale tratto esiste una DV nulla e l'isoelettricità non dipende dalla insufficienza della sensibilità degli strumenti. Esso ha una durata di 0,12 s. Intervallo QT : esso rappresenta il periodo di depolarizzazione dei ventricoli ed ha una durata fisiologica < di 0,43 s (anche se questo valore varia in base alla Frequenza QTc), generalmente è di 0,35 s. Onda T : rappresenta la ripolarizzazione ventricolare. Ha una durata di 0,22 s. Questa onda si presenta come positiva in II Derivazione e ciò è dovuto al fatto che: la prima parte del cuore che si depolarizza è l'endocardio mentre l'ultima è l'epicardio, mentre la prima che si ripolarizza è l'epicardio ed a seguire il miocardio e l'endocardio. Ciò è dovuto alla minore ampiezza del Potenziale d'Azione. In tal modo, quindi, la porzione dell'apice del cuore si ripolarizza per prima ed il vettore T sarà diretto in alto ed a destra. L’ Intervallo ST può subire variazioni sia in caso di IMA che di alterazioni aspecifiche o secondarie a Ipertrofia , ad esempio su base Ipertensiva. Onda U : si tratta di una lieve deflessione positiva (in II D) ma non si sa a cosa corrisponda esattamente e non è costantemente presente.
Sul piano frontale è un vettore diretto in basso, a sinistra ed indietro. Tale asse fornisce informazioni immediate sulla caratterizzazione dell’intero tracciato. L’asse elettrico cardiaco fisiologico deve essere compreso quindi tra -‐30 e 110. Valutando il complesso QRS:
Un disturbo della conduzione atrioventricolare o intraventricolare può emergere dall’ECG. I disturbi atrioventricolari sono i blocchi di primo, secondo tipo ecc. Quelli intraventricolari riguardano le branche : in base a quale elemento viene intaccato parliamo di blocco totale o parziale della branca destra o della branca sinistra. BLOCCO DI BRANCA SINISTRA (BBS) Si presenta un complesso uncinato : se l’impulso non passa per un blocco, il miocardio di sinistra è depolarizzato indirettamente a partire dal miocardio di destra e quindi in modo molto più lento: inizia la depolarizzazione del ventricolo destro e quindi la sua ripolarizzazione , ma intanto l’impulso giunge a sinistra depolarizzando il ventricolo sinistro.