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Handicap e Pregiudizio: Radici Culturali e Teoria degli Insiemi, Sintesi del corso di Pedagogia

Le radici culturali del handicap e del pregiudizio, discutendo l'importanza di superare la divisione tra 'diverso' e 'normale'. Vengono presentate teorie come quella degli insiemi e la percezione mediata dal processo mentale. Il testo invita a modificare i fattori socio-culturali e a promuovere la partecipazione sociale. Vengono anche discusse le implicazioni per la sanità mentale e la necessità di dialogo creativo.

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 15/05/2021

Cecilia87-
Cecilia87- 🇮🇹

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HANDICAP E PREGIUDIZIO
-radici culturali: la cultura dello scarto. Uomo qnd educa progetta la sua autonomia, chi nn si assimila,
scarto. Serve apertura al diverso e sue potenziali, nn assimilaz. L’integrazione avvenuta solo a livello
materiale, non spirituale: es barriere architettoniche, inserimento a scuola o al lavoro. Oggi c’è –
l’indifferente: guarda l’altro x esaltare l’io, -l’insofferente: vive il tempo snz darne valore, nn importa la
durata del tempo. –scarto della crisi: sviluppi tecnologici ecc e chi indietro –lo scarto dell’evento
(tecnologia,beni..: da qst crisi nn + tempo x l’ascolto attivo dell’altro –lo scarto scientifico: tecnologie
portano all’astrazione dalla realtà e meno interazione –handicap cm limite invece vederlo cm limite nn
interno ma esterno, fattori che lo determinano e qndi vederlo come “persona”. Invece lo vediamo così x
l’educaz ricevuta. Serve oggettivaz: nn pax disabile ma limitaz alle attività. Partecipaz sociale: anche noi
potremmo diventarlo, nn concetto a parte, responsabilizzaz.
- teoria degli insiemi: gruppi x aggregato. Esseri viventi: vegetale e animale. Da genere a specie: animali,
uomini. L’individuo significa ciò che nn è ulteriormente divisibile. Dividere ulteriormente è una separazione
errata: gli uomini e i quasi-uomini. È qst il malinteso che crea il pregiudizio: la divisione in “diverso”.
Occorre modificare i fattori socio-culturali. La percez è sempre mediata da un processo mentale
(apprendimento, memoria, risposta a stimolo=realismo ingenuo. Il tunnel della mente=uso di scorciatoie
mentali processo cognitivo x semplificaz realtà. Qnd info nn arrivano immediatamente cm risp, pregiudizio
meno radicato. Allora vedere la “zona grigia”: no bianco o nero (complesso o semplificato agli estremi,
handicap-normale) (termine viene daprimo levi dice all’interno campo sterminio tendenza tra compagni del
gruppo consolidato e degli oppressi, no solidarietà).
Muro x l’handicap: ragioni culturali o paura di guardare l’altro e sentirsi identificato. Qndi pregiudizio “il
diverso” (razzismo differenzialista): assistenzialismo, compassione.
Società produttiva: pregiudizio + forte tanto + nn da speranza.
Servono programmi educativi integrazione a livello istituz: es Ipotesi del contatto di allport. (durata, stesso
status sociale, dipendenza reciproca x obb comune); oppure psicologia x la classe: ai bambini film con
disabili, ma nn durò nel tempo.
Da egocentrismo logica dell’io a eterocentrismo logica del tu.
Valori liberanti:viviamo in uno spazio-tempo già dato (terra legata al sole) nel quale viviamo creando una
rappresentaz del mondo attraverso i ns valori. Allora occorre educare a cambiare i valori ricevuti.
Allport: pax tollerante nn si precipita a valutare e giudicare ma sospende il giudizio (epochè) e vs dialogo
creativo di scoperta, riconoscere in sé stessi i propri scarti è riuscire a guardare l’altro, autoapprendimento.
L’autostima è la premessa di apertura per l’altro.
Dialogo creativo. Intelligenza nn è solo i saperi, scuola deve capirlo! Autostima parte dall’educaz durante la
costruz dell’identità dei bambini. Prevenire la frustrazione: l’insuccesso: azioni rinforzanti qndi distinguere
ilfare dall’essere (puoi sbagliare ma tu x me hai cmq valore), evidenziare i progressi, aiutare a giudicarsi
(conta ciò che fai, nn il risultato)
Nodo di salomone: necessario intreccio tra teoria e azione pratica (della teoria).
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HANDICAP E PREGIUDIZIO

-radici culturali: la cultura dello scarto. Uomo qnd educa progetta la sua autonomia, chi nn si assimila, scarto. Serve apertura al diverso e sue potenziali, nn assimilaz. L’integrazione avvenuta solo a livello materiale, non spirituale: es barriere architettoniche, inserimento a scuola o al lavoro. Oggi c’è – l’indifferente: guarda l’altro x esaltare l’io, -l’insofferente: vive il tempo snz darne valore, nn importa la durata del tempo. –scarto della crisi: sviluppi tecnologici ecc e chi indietro –lo scarto dell’evento (tecnologia,beni..: da qst crisi nn + tempo x l’ascolto attivo dell’altro –lo scarto scientifico: tecnologie portano all’astrazione dalla realtà e meno interazione –handicap cm limite invece vederlo cm limite nn interno ma esterno, fattori che lo determinano e qndi vederlo come “persona”. Invece lo vediamo così x l’educaz ricevuta. Serve oggettivaz: nn pax disabile ma limitaz alle attività. Partecipaz sociale: anche noi potremmo diventarlo, nn concetto a parte, responsabilizzaz.

  • teoria degli insiemi: gruppi x aggregato. Esseri viventi: vegetale e animale. Da genere a specie: animali, uomini. L’individuo significa ciò che nn è ulteriormente divisibile. Dividere ulteriormente è una separazione errata: gli uomini e i quasi-uomini. È qst il malinteso che crea il pregiudizio: la divisione in “diverso”. Occorre modificare i fattori socio-culturali. La percez è sempre mediata da un processo mentale (apprendimento, memoria, risposta a stimolo=realismo ingenuo. Il tunnel della mente=uso di scorciatoie mentali processo cognitivo x semplificaz realtà. Qnd info nn arrivano immediatamente cm risp, pregiudizio meno radicato. Allora vedere la “zona grigia”: no bianco o nero (complesso o semplificato agli estremi, handicap-normale) (termine viene daprimo levi dice all’interno campo sterminio tendenza tra compagni del gruppo consolidato e degli oppressi, no solidarietà). Muro x l’handicap: ragioni culturali o paura di guardare l’altro e sentirsi identificato. Qndi pregiudizio “il diverso” (razzismo differenzialista): assistenzialismo, compassione. Società produttiva: pregiudizio + forte tanto + nn da speranza. Servono programmi educativi integrazione a livello istituz: es Ipotesi del contatto di allport. (durata, stesso status sociale, dipendenza reciproca x obb comune); oppure psicologia x la classe: ai bambini film con disabili, ma nn durò nel tempo. Da egocentrismo logica dell’io a eterocentrismo logica del tu. Valori liberanti:viviamo in uno spazio-tempo già dato (terra legata al sole) nel quale viviamo creando una rappresentaz del mondo attraverso i ns valori. Allora occorre educare a cambiare i valori ricevuti. Allport: pax tollerante nn si precipita a valutare e giudicare ma sospende il giudizio (epochè) e vs dialogo creativo di scoperta, riconoscere in sé stessi i propri scarti è riuscire a guardare l’altro, autoapprendimento. L’autostima è la premessa di apertura per l’altro. Dialogo creativo. Intelligenza nn è solo i saperi, scuola deve capirlo! Autostima parte dall’educaz durante la costruz dell’identità dei bambini. Prevenire la frustrazione: l’insuccesso: azioni rinforzanti qndi distinguere ilfare dall’essere (puoi sbagliare ma tu x me hai cmq valore), evidenziare i progressi, aiutare a giudicarsi (conta ciò che fai, nn il risultato) Nodo di salomone: necessario intreccio tra teoria e azione pratica (della teoria).

Sanità mentale: es depressione, nn si tratta di rinuncia alla cura ma simbolizzazione e metabolizzazione: prendere coscienza del finito e dei limiti mi permette di colmarli con l’altro. Dialogo creativo, vedo l’altro come ricchezza dal diverso a ricchezza per l’ulteriorità.