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Le radici culturali del handicap e del pregiudizio, discutendo l'importanza di superare la divisione tra 'diverso' e 'normale'. Vengono presentate teorie come quella degli insiemi e la percezione mediata dal processo mentale. Il testo invita a modificare i fattori socio-culturali e a promuovere la partecipazione sociale. Vengono anche discusse le implicazioni per la sanità mentale e la necessità di dialogo creativo.
Tipologia: Sintesi del corso
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-radici culturali: la cultura dello scarto. Uomo qnd educa progetta la sua autonomia, chi nn si assimila, scarto. Serve apertura al diverso e sue potenziali, nn assimilaz. L’integrazione avvenuta solo a livello materiale, non spirituale: es barriere architettoniche, inserimento a scuola o al lavoro. Oggi c’è – l’indifferente: guarda l’altro x esaltare l’io, -l’insofferente: vive il tempo snz darne valore, nn importa la durata del tempo. –scarto della crisi: sviluppi tecnologici ecc e chi indietro –lo scarto dell’evento (tecnologia,beni..: da qst crisi nn + tempo x l’ascolto attivo dell’altro –lo scarto scientifico: tecnologie portano all’astrazione dalla realtà e meno interazione –handicap cm limite invece vederlo cm limite nn interno ma esterno, fattori che lo determinano e qndi vederlo come “persona”. Invece lo vediamo così x l’educaz ricevuta. Serve oggettivaz: nn pax disabile ma limitaz alle attività. Partecipaz sociale: anche noi potremmo diventarlo, nn concetto a parte, responsabilizzaz.
Sanità mentale: es depressione, nn si tratta di rinuncia alla cura ma simbolizzazione e metabolizzazione: prendere coscienza del finito e dei limiti mi permette di colmarli con l’altro. Dialogo creativo, vedo l’altro come ricchezza dal diverso a ricchezza per l’ulteriorità.