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Herpesvirus e rosolia, Appunti di Microbiologia Farmaceutica

Parlano in dettaglio di Herpesvirus e Rosolia.

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 11/04/2026

paciottinatascia
paciottinatascia 🇮🇹

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Virus rosolia
Herpesvirus
ROSOLIA
Anche detta Rubella o German measles
Famiglia: Togaviridae → “Toga”=mantello → ha envelope.
Genere: Rubivirus
Genoma: RNA a singolo filamento a polarità positiva
Simmetria icosaedrica
Diametro di 60-70 nm
Nel 1941, l’oftalmologo australiano Norman McAlister Gregg riconobbe che l'infezione da rosolia materna
era la causa della cataratta congenita. Da allora l'infezione da rosolia materna è stata correlata a molti altri
gravi difetti congeniti. Per questo la rosolia deve essere assolutamente evitata in gravidanza.
Patogenesi e immunità
La rosolia è uno degli esantemi più lievi nei bambini infatti il virus non è citolitico.
Il virus si trasmette attraverso le vie respiratorie (quindi è facilmente contratta in luoghi
affollati come Ospedali, Scuole, etc.), una volta che si è replicato nel sito primario
dell’infezione passa ai linfonodi (quindi provoca linfoadenopatia) e infine riesce a
passare nel sangue, quindi c’è una viremia → da qui capiamo come il virus può
passare attraverso la placenta.
La diffusione del virus tramite il sangue ai vari tessuto e quindi anche alla pelle è la
causa dell’eruzione cutanea
Il periodo prodromico dura 2 settimane: in questo periodo il paziente libera virus
attraverso le goccioline respiratorie → è una malattia infettiva piuttosto importante
perché avere periodo prodromico così lungo vuol dire infettare molti altri prima della
malattia.
La malattia dura circa 2 settimane dopo l’inizio del rash.
Segni e sintomi
Sintomi di solito leggeri:
• infiammazione dei linfonodi
• rash maculo-cutaneo piuttosto lieve
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Anteprima parziale del testo

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Virus rosolia

Herpesvirus

ROSOLIA

Anche detta Rubella o German measles

  • Famiglia: Togaviridae → “Toga”=mantello → ha envelope.
  • Genere: Rubivirus
  • Genoma: RNA a singolo filamento a polarità positiva
  • Simmetria icosaedrica
  • Diametro di 60-70 nm Nel 1941, l’oftalmologo australiano Norman McAlister Gregg riconobbe che l'infezione da rosolia materna era la causa della cataratta congenita. Da allora l'infezione da rosolia materna è stata correlata a molti altri gravi difetti congeniti. Per questo la rosolia deve essere assolutamente evitata in gravidanza.

Patogenesi e immunità

✗ La rosolia è uno degli esantemi più lievi nei bambini infatti il virus non è citolitico. ✗ Il virus si trasmette attraverso le vie respiratorie (quindi è facilmente contratta in luoghi affollati come Ospedali, Scuole, etc.), una volta che si è replicato nel sito primario dell’infezione passa ai linfonodi (quindi provoca linfoadenopatia) e infine riesce a passare nel sangue, quindi c’è una viremia → da qui capiamo come il virus può passare attraverso la placenta. La diffusione del virus tramite il sangue ai vari tessuto e quindi anche alla pelle è la causa dell’eruzione cutanea ✗ Il periodo prodromico dura 2 settimane: in questo periodo il paziente libera virus attraverso le goccioline respiratorie → è una malattia infettiva piuttosto importante perché avere periodo prodromico così lungo vuol dire infettare molti altri prima della malattia. ✗ La malattia dura circa 2 settimane dopo l’inizio del rash.

Segni e sintomi

Sintomi di solito leggeri:

  • infiammazione dei linfonodi
  • rash maculo-cutaneo piuttosto lieve
  • lievi sintomi catarrali La durata è in media di 3 giorni N.B.: due terzi dei casi sono infezioni sub-cliniche=non compare nemmeno il rush. Questo diventa un problema in caso di gravidanza, perché se non ci si è vaccinati potremmo non essere sicuri perché è probabile che si è avuta ma è stata un infezione sub-clinica. L’unico modo per vedere se si è avuta la rosolia è di fare un indagine sierologica: si ricercano nel siero gli anticorpi contro la rosolia → le IgG e le IgM → se si trovano solo le IgG vuol dire che c’è stata un infezione passata e quindi la paziente è protetta e può avere tranquillamente la gravidanza. → Se compaiono le IgM con IgG allora vuol dire che la paziente sta avendo una rosolia perché ha le IgM. → Se dovessimo riscontrare solo IgM vuol dire che siamo all’inizio dell’infezione. → Se non ci sono anticorpi (=negatività del test) il ginecologo consiglia di fare la vaccinazione e dopo questa si consiglia di non avere gravidanze per almeno un anno. L’infezione è benigna nei bambini. Gli adulti accusano senso di malessere con febbre e perdita di appetito e talvolta si verificano artralgie. Dopo la fase viremica, il virus reagisce con gli anticorpi formando immunocomplessi e questi si localizzano a livello cutaneo causando rash e dolore articolare.

Epidemiologia

L’uomo è il solo ospite per la rosolia→ è facile trovare un vaccino e limitare l’infezione. Periodo di massima incidenza: primavera

Manifestazioni cliniche: complicazioni

Complicazioni molto rare:

  • Artralgie
  • Trombocitopenia
  • Encefalite
  • Neurite
  • Orchite. È il più lieve tra gli esantemi virali, ma un’infezione contratta durante i primi mesi di gravidanza può portare a gravi anomalie del feto come malformazioni congenite e ritardo mentale. Se la madre non ha anticorpi, il virus può replicarsi nella placenta e diffondersi mediante il sangue in tutto il feto → quindi molte cellule del feto vengono infettate dal virus stesso. Il virus non è citolitico ma altera la crescita, la mitosi e la struttura dei cromosomi (quindi è teratogeno) delle cellule del feto → può dare anche mutazioni molto gravi.

cellule, l’effetto dell’infezione lo possiamo vedere a livello delle cellule epiteliali, ma la latenza la riscontriamo nei neuroni. Per il simplex-1 si ha per contatto diretto, per il simplex-2 è per contatto diretto ma soprattutto di tipo sessuale, il virus della varicella può essere per contatto con le pustole sulla cute e per via aerea. Betaherpesvirus Il Cytomegalovirus Infetta cellule epiteliali, linfociti e monociti. Rimane latente solo in monociti e linfociti. Mentre l'Herpes virus 6 e 7 infettano soprattutto i linfociti T e qui rimane in latenza Trasmessi per contatto, per trasfusione e il 6 anche per via respiratoria. Gammaherpesvirus

Sono l’Epstein-Barr Virus e il virus 8 associato al sarcoma di Kaposi.
Entrambi sono legati a un tumore= sono trasformanti.
L’ Epstein-Barr Virus va ad infettare i linfociti B e le epiteliali e rimane in latenza
nelle B. Si trasmette mediante saliva, non a caso è anche l’agente eziologico della
mononucleosi detta anche malattia del bacio.
Il virus 8 si localizza a livello delle cellule endoteliali. Si trasmette per scambio di
fluidi corporei. Ma questo virus non è ben conosciuto

Envelope

Gli Herpes virus replicano nella cellula che vanno ad ospitare e il genoma viene replicato nel nucleo, di fatti le proteine sintetizzate/tradotte nel citoplasma poi rientrano nel nucleo e il virus gemma dalla membrana nucleare. Il fatto che abbia un mantello lo rende sensibile ad acidi, detergenti, solventi organici e alcoli.

Tegumento

Contiene proteine virali ed enzimi coinvolti nell’inizio della replicazione.

Genoma

Il Cytomegalovirus possiede 4 isoforme del genoma ed è il genoma più grande. Durante la replicazione si verificano cambiamenti nella struttura nucleare e vengono prodotti corpi di inclusione intranucleari acidofili di Cowdry. Molti ceppi di HSV formano sincizi. In coltura l'HSV uccide rapidamente le cellule, facendole apparire arrotondate.

Herpes simplex virus

I virus HSV-1 e HSV-2 hanno caratteristiche molto simili. Il genoma codifica per diversi enzimi:

  • DNA polimerasi DNA-dipendente → ne hanno una propria quindi non sfruttano la nostra. Questo è un punto di forza a nostro favore: abbiamo utilizzato questa polimerasi virale come bersaglio dei farmaci antivirali. La forza di questi farmaci è che vengono somministrati in forma inattiva e si attivano solo nelle cellule infettate perché affinché si attivino devono essere fosforilati da degli enzimi virali che saranno presenti solo nelle cellule infettate. Quest’enzima si chiama
  • Timidina chinasi (fosforila la timidina e altri nucleotidi)
  • Ribonucleotide riduttasi: enzima molto importante perché questo è un virus a DNA quindi per replicarsi ha bisogno di molto DNA e quindi questo enzima è in grado di convertire i ribonucleotidi in deossiribonucleotidi
  • Serina-proteasi: converte le proteine nelle forme finali. Il genoma codifica per almeno 80 proteine. Circa il 50% sono coinvolte nell’interazione con le cellule dell’ospite. Il virus HSV codifica proteine di attacco virale (gB, gC, gD, il complesso gE / gI), proteine di fusione (gB, gH / gL), proteine strutturali , proteine che contrastano il sistema: - gC si lega alla componente C3 del complemento → il complemento non si attiva
  • Il complesso gE / gI lega la porzione Fc dell'immunoglobulina G (IgG) riducendo l'efficacia antivirale degli anticorpi.

Patogenesi e immunità

I meccanismi coinvolti nella patogenesi di HSV-1 e HSV-2 sono molto simili. Entrambi i virus inizialmente infettano, si replicano nelle cellule mucoepiteliali, causano malattie nel sito di infezione e quindi stabiliscono un'infezione latente dei neuroni più vicini alle cellule mucoepiteliali che hanno infettato.

Infezioni

L’ HSV-1 (detto anche labialis) oltre a dare l’infezione alle labbra, la possono dare alla congiuntiva ed è implicato in alcune encefaliti. Può arrivare a faringe, esofago, al torace (dando l’herpes del gladiatore). È più raro ma può infettare anche i genitali. L’ HSV-2 (detto anche genitalis perché maggiormente colpisce la zona perianale e la zona genitale sia in maschio che in femmina). Può colpire anche in faringe, può dare stomatiti labiali e meningiti.

È stata osservata la trasmissione perinatale = quando la mamma ha l’HSP-2 a livello genitale il bambino acquisisce durante il parto l’infezione perché viene a contatto con questo virus. Invece la trasmissione transplacentare = quando passa attraverso il sangue e arriva al feto. L'infezione contratta in gravidanza porta:

  • aumento del rischio di aborto,
  • diminuzione dello sviluppo del feto,
  • nascite premature. Circa il 50% dei neonati che sono nati da una madre con infezione primaria si infettano con il virus. Mentre nelle madri con infezione latente, solo il 4% dei bambini si infetta. Dei neonati infetti con l'Herpes alla nascita, il 30-60% muore entro il primo mese. I sopravvissuti possono avere gravi complicazioni (ritardo mentale).

Virus Varicella zoster

Appartiene agli alfaherpesvirus. Il virus VZV causa la varicella e la riattivazione si chiama Zoster o Fuoco di Sant’Antonio. Il virus entra nelle cellule che presentano i recettori virali che sono gli eparan-solfati e glucosaminoglicani e in seguito anche il recettore per il mannosio. La varicella è una malattia infettiva altamente contagiosa (periodo di incubazione di 14 giorni).

  1. Per via aerea il virus entra nelle vie aeree superiori, lì comincia a riprodursi
  2. Arriva ai vasi linfatici
  3. Il virus va a disseminarsi a livello di fegato, milza, sistema reticoloendoteliale, cellule.
  4. Poi va nel sangue e si hanno i primi segni critici come febbre, malessere, mal di testa.
  5. Dal sangue passa alle mucose
  6. Quando arriva nella pelle si hanno delle particolari vescicole che sono prima macchie poi diventano papule, poi vescicole piene di liquido e poi pustole e poi croste.
  7. Dalla pelle, tramite terminazioni nervose locali va a finire nei neuroni. Il vantaggio è che l’uomo è l’unico serbatoio noto di questo virus: la malattia si trasmette quindi soltanto da uomo a uomo

Patogenesi

Dopo un’incubazione di 2 o 3 settimane, la malattia esordisce con un esantema cutaneo accompagnato da febbre non elevata e lievi sintomi generali come malessere e mal di testa. Per 3-4 giorni compaiono piccole papule rosa pruriginose→ Il fatto che siano pruriginose è

un problema perché i bambini tendono a grattarsi e quando si staccano lasciano delle cicatrici graffiandosi.

Fuoco di Sant’Antonio (shingles o zoster)

Lesioni a grappolo di tipo vescicolare si presentano a livello del torace, a volte accompagnate da dolore localizzato. La fascia di età interessata alle riattivazioni è dei 50 anni, ma non si possono escludere riattivazioni prima.

Varicella in gravidanza

Varicella congenita - La madre può andare incontro a un infezione primaria oppure a una riattivazione durante la gravidanza. La gravità dei sintomi clinici del bambino sono diversi a seconda di quando viene contratta.

Vaccino

Abbiamo 2 vaccini:

  1. Uno costituito da virus vivo attenuato. Viene somministrato ai bambini → per evitare una infezione primaria. La vaccinazione va effettuata con due dosi: la prima dose a 12-15 mesi di età, la seconda dose a 5-6 anni (Epicentro).
  2. Il vaccino anti-zoster studiato per adulti di età pari o superiore ai 50 anni, per la prevenzione dell’herpes zoster Il vaccino può essere usato anche in persone che non presentano anticorpi anti-VZV e che hanno un’anamnesi negativa per varicella e in coloro che hanno già presentato l’herpes zoster.

Epstein-Barr (EBV)

Betaherpesvirus. L'herpes virus umano 4, più conosciuto come virus di Epstein-Barr. È l’agente infettivo della mononucleosi detta anche Malattia del bacio. L’EBV è stato scoperto mediante osservazione al microscopio elettronico di virioni caratteristici dell'herpes in campioni bioptici di una neoplasia a cellule B, il linfoma africano di Burkitt (AfBL). La sua associazione con la mononucleosi infettiva è stata scoperta accidentalmente quando si è scoperto che il siero di pazienti convalescente da mononucleosi infettiva conteneva anticorpi che riconoscevano le cellule AfBL. L'EBV è stato associato a  AfBL (linfoma di Burkitt endemico),  malattia di Hodgkin  carcinoma nasofaringeo  linfomi a cellule B in pazienti con immunodeficienze acquisite o congenite.  Mononucleosi infettiva (malattia del bacio) → la meno grave e più comune

Mononucleosi

La mononucleosi infettiva è una delle infezioni virali con maggior diffusione, si stima infatti che il 90-95% della popolazione mondiale sia dotata di specifici anticorpi. La mononucleosi infettiva colpisce in particolar modo gli adolescenti e i giovani adulti mentre è più rara negli anziani.

Patogenesi

Il periodo di incubazione va dalle 4 alle 6 settimane negli adulti (giovani e anziani) mentre è inferiore ai 15 giorni nei bambini. I segni più caratteristici della mononucleosi infettiva sono la linfoadenopatia, febbre, splenomegalia; più raramente si hanno epatomegalia, rash cutaneo e ittero. Di norma, la mononucleosi infettiva si risolve senza particolari problemi anche se il virus provoca un'infezione latente che permane e può riattivarsi periodicamente.

Complicazioni
  • A livello del sistema nervoso centrale: encefalite, meningite
  • A livello ematologico: anemia autoimmune
  • A livello polmonare: ostruzione delle vie aeree o infiltrati polmonari
  • A livello epatico: epatite fulminante
  • Rottura della milza a causa del suo ingrossamento.
  • Alterazione degli equilibri endocrini che porta a uno stato di stanchezza persistente= la sindrome da stanchezza cronica, una vera e propria patologia, spesso invalidante. La ricerca medica si sta concentrando sulla possibile relazione con tumori e altre malattie (come la sclerosi multipla o l'AIDS). Non c’è vaccino. Cytomegalovirus Virus che infetta macrofagi e fibroblasti nel quale ha un infezione produttiva, vuol dire che ha un infezione di tipo litico. Nei linfociti T e nelle cellule stromali del midollo osseo si osserva latenza. Il virus è in grado di formare sincizi con caratteristiche inclusioni. Il CMV è un comune patogeno umano, che può dare un’infezione nel feto dando gravi danni al nascituro. Il CMV è particolarmente importante come patogeno opportunistico nei pazienti immunocompromessi Il virus si lega ai proteoglicano di superficie e all’EGFR (epidermal growth factor receptor) e stabilisce la latenza nei linfociti T, nei macrofagi e in altre cellule.

Trasmissione

La fonte del Cytomegalovirus per i neonati può essere perinatale (=durante il parte) o transplacentare. L’infezione da Cytomegalovirus colpisce una elevata percentuale della popolazione (soprattutto nel terzo mondo) e la sieropositività (ci sono gli anticorpi nel siero) aumenta con l’età. Il virus si trova nella saliva, nel latte materno, nelle urine, nelle secrezioni vaginali e soprattutto nello sperma (quindi può essere anche trasmesso per via sessuale). Il virus è presente nei linfociti B→può essere trasmesso anche tramite trasfusioni e trapianti. Ad esempio un campanello d’allarme che l’HIV si sta trasformando in AIDS è la polmonite (più raramente l’epatite) da Cytomegalovirus