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Appunti di chimica sui polimeri
Tipologia: Appunti
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I polimeri sono macromolecole ad elevato peso molecolare; sono ottenuti da molecole a basso peso molecolare ( monomeri ) che posseggono uno o più gruppi funzionali in grado di reagire tra loro. Questo termine si usa generalmente per indicare sostanze, come già detto a elevato peso molecolare, mentre si usa il termine oligomeri , per indicare sostanze a basso peso molecolare, formati da poche unità ripetentesi. Caratteristiche e proprietà dei polimeri vengono descritte dalla Chimica Macromolecolare, nata nel 1920 grazie agli studi pionieristici del chimico tedesco H. Staundinger. Fu il primo a capire che le caratteristiche uniche dei polimeri sono legati al loro elevato peso molecolare e che per ottenere polimeri utili alle applicazioni tecnologiche è necessario controllare il processo di polimerizzazione. Nel 1930 fu sintetizzato nei laboratori della DuPont dallo scienziato Carothers il Nylon , la prima fibra sintetica che imitava le caratteristiche delle fibre proteiche naturali come la lana, brevettata nel 1937 e commercializzata nel 1938. In base alla loro provenienza possono essere classificati in:
I polimeri sono formati dalla ripetizione di numerose unità strutturali, le unità di partenza con le quali si forma il polimero, vengono chiamate monomeri e la reazione che unisce i monomeri tra loro a costituire il polimero viene detta polimerizzazione.
In base al tipo di reazione con cui sono stati ottenuti vengono classificati in:
Un esempio di reazione di polimerizzazione più conosciuta è quella del polietilene.
Il polietilene o politene , si ottiene dall’ etilene. La presenza di un doppio legame, rende l’etilene molto reattivo e può più facilmente polimerizzare. Il processo di polimerizzazione può avvenire sia in autoclave (temperature e pressione elevati), sia in soluzione con un solvente (miscela di idrocarburi saturi).
Il polietilene è un omopolimero non igroscopico (non assorbe le molecole dell’acqua), con un’ottima inerzia chimica: resiste sia agli acidi che alle basi e alla maggior parte dei solventi della chimica organica.
L’unico problema è che non resiste al calore: a 100° rammollisce e a 120° fonde.
Le unità strutturali sono legate tra loro tramite legami chimici (generalmente legami covalenti ) a costituire la catena polimerica. L’unità strutturale viene denominata secondo la definizione internazionale IUPAC , unità ripetentesi costituzionale ( CRU – Constitutional Repeating Unit ). Oppure (comunemente ma impropriamente) unità monomerica poiché spesso equivalente o quasi al monomero. Dal punto di vista della costituzione della catena i polimeri si dividono in:
Dal punto di vista dei monomeri utilizzati per la produzione del polimero si distinguono:
Esistono molte classificazioni dei polimeri; una di quelle possibili è in base al loro campo di applicazione :
Le macromolecole che formano i polimeri sono tutte simili come struttura e configurazione ma diverse come lunghezza: si ha pertanto una distribuzione dei pesi molecolari (DPM) tra le varie macromolecole, e il peso molecolare stesso deve essere espresso tramite un valore medio che tiene conto della composizione del campione.
Si definisce quindi grado di polimerizzazione il rapporto tra il peso molecolare medio del polimero (M) e il peso molecolare dell’unità ripetentesi costituzionale (Mo).