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Fenomeni sismici spiegati in dettaglio
Tipologia: Appunti
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1. Introduzione Etimologicamente la parola terremoto deriva dal latino e significa “scuotimento della terra” (terrae motus). Infatti, i terremoti sono vibrazioni del terreno causate da fratture che si producono nelle rocce della crosta terrestre a seguito di un accumulo di energia di deformazione causato da movimenti tettonici a grande scala. La teoria della genesi dei terremoti è da attribuirsi al geologo statunitense Reid che studiò i comportamenti del terreno a San Francisco in seguito ad un grave terremoto che distrusse in gran parte la città. Secondo la sua teoria del rimbalzo elastico (1910) le masse rocciose presenti nella parte superficiale della crosta terrestre (la litosfera) sono sottoposte a sforzi deformanti dovuti al movimento delle placche. Queste rocce superficiali sono più o meno fragili e, raggiunto il loro limite di rottura, si rompono liberando l’energia accumulata. Tale energia in parte viene liberata sotto forma di calore prodotto dall'attrito e in parte convertita in energia cinetica e propagata a distanza sotto forma di onde sismiche. (+ esempio tronco di legno) 2. Dove? I terremoti sono concentrati in alcune zone particolari, soprattutto nel cosiddetto “anello di Fuoco” nel Pacifico che si estende dalle coste asiatiche fino alla Cordigliera delle Ande. Un’altra zona estremamente sismica è quella posizionata tra la catena montuosa delle Alpi e l’Himalaya. Tra gli stati con la più alta percentuale di terremoti troviamo l’Italia; nel bacino del Mediterraneo troviamo, infatti, l’incontro tra la placca Africana e Asiatica. 3. Quando? I fenomeni sismici avvengono di continuo ma, per fortuna, la maggior parte non sono percepiti dalla popolazione ma soltanto dal sismografo. Quelli che realmente provocano danni avvengono poche volte all’anno. 4. Terminologia
5. Tipi di onde -Dall’ipocentro partono le onde di volume , P e S, che si propagano con dei fronti d’onda sferici. Le onde di volume P sono più veloci e, quindi, le prime d’arrivare. Questo perché la propagazione avviene per successive compressioni e dilatazioni in direzione parallela. Si propagano in tutti i materiali, sia nei solidi che nei fluidi. Infatti, il boato che si percepisce prima dell’arrivo di un terremoto deriva proprio dalle onde P che si propagano nell’atmosfera (essendo trasmissibili anche in aria) Le onde di volume S , invece, sono più lente (circa la metà delle onde P) perché le loro oscillazione avvengono perpendicolarmente alla direzione dell’onda. Si propagano solo nei solidi. -Solamente sulla superficie, invece, si propagano le onde superficiali (o lunghe) che hanno una velocità minore sia delle onde P sia delle onde S. Provocano grandi spostamenti di terreno (e, quindi, gravi danni). Esistono due tipi di onde lunghe:
all'epicentro (non possiamo fare una scala di comparazione) Ad esempio, un terremoto di bassa mangnitude può avere grosse ripercussione in determinate regioni con morfologie particolari. c. Rete sismica nazionale centrallizata Il controllo dell'attività sismica su tutto il territorio nazionale e nelle regioni limitrofe è svolto dall' INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) attraverso una rete di sensori collegati in tempo reale al centro di acquisizione dati di Roma. Lo scopo è duplice: -comunicazione tempestiva agli organi di Protezione Civile della localizzazione e all'entità di ogni evento sismico
-un catalogo dei terremoti, che consente di ricostruire la distribuzione spaziale e temporale degli eventi sismici; -un modello di attenuazione, che consente di calcolare per ciascun sito l’entità dello scuotimento prodotto dai terremoti generati nelle aree circostanti
9. Risonanza Durante il terremoto di Città del Messico (1985) con magnitudo 8.1 ci furono una serie di collassi di numerose strutture. L’analisi dei danni condotta dopo l’evento sismico portò alla luce una statistica degna di nota. Tutti gli edifici che riportarono seri danni strutturali e collassi avevano un’altezza compresa fra 6 e 15 piani. Gli edifici di altezza fino a 5 piani e quelli con più di 15 piani resistettero tranquillamente al terremoto, subendo pochissimi danni. Ci si interrogava all’epoca sui motivi di quanto era accaduto. Venne scoperto che l’altezza degli edifici faceva sì che il periodo di vibrazione di queste strutture fosse tale da mandarle in risonanza a causa dell’evento sismico verificatosi. Più specificamente, la frequenza di vibrazione di queste strutture era molto simile al contenuto in frequenza delle onde sismiche generate dal terremoto. a. Periodo di vibrazione degli edifici È il tempo impiegato da una struttura per compiere un'intera oscillazione sotto l'effetto di una sollecitazione. Varia con la massa e con la rigidezza dell'edificio, in è strettamente legato all'altezza e al materiale con cui è costruito. Quanto più il periodo di oscillazione naturale dell'edificio si avvicina al periodo delle onde sismiche generate dal terremoto, tanto più si ha un'amplificazione del moto dell'edificio. 10. Prevenzione Purtroppo non siamo ancora capaci di prevedere con accuratezza prevenzione, costruendo, ad esempio, gli edifici secondo i moderni sistemi antisismici. Con dei particolari accorgimenti strutturali si possono, infatti, evitare crolli di interi edifici (ad esempio si può rafforzare la struttura con dei traversi) Inoltre anche gli isolatori sismici sono efficacie nell’attenuare gli effetti causati dal terremoto. Sotto le fondamenta vengono, infatti, posti degli isolatori composti da materiale elastico. Così facendo, durante la scossa, l’edificio rimane praticamente fermo. L’ultima forma di prevenzione dai danni causati dal terremoto sono le prove antisismiche, in modo tale da preparare la popolazione ad adottare comportamenti corretti durante un futuro evento sismico. In tali circostanze è altamente consigliato: -cercare riparo, possibilmente sotto un robusto tavolo. -non precipitarsi fuori in quanto le scale sono la parte più debole dell’edificio -assolutamente non utilizzare l’ascensore -una volta finita la scossa chiudere le luci e la valvola del gas, evitando così possibili incendi o esplosioni -non bloccare le strade