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I terremoti scienze schemi, Schemi e mappe concettuali di Scienze della Terra

Schemi su i terremoti in scienze della terra

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2020/2021

Caricato il 05/06/2021

giorgia-m-2
giorgia-m-2 🇮🇹

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I terremoti sono manifestazioni superficiali dell’azione di forze tettoniche che si
sviluppano all’interno della crosta terrestre. Essi sono dei violenti scuotimenti
del suolo che possono provocare danni a persone e infrastutture.
TEORIA DEL RIMBALZO ELASTICO
prevede che le rocce che compongono la crosta abbiano un comportamento
elastico e che, se sottoposte a sforzi, si deformino accumulando energia fino a giungere
al punto di rottura. A questo punto l’energia viene liberata con formazione di un piano di
faglia, per mezzo di un meccanismo simile a quello
che fa “scattare” una molla.
Una volta formata la faglia, il meccanismo si può innescare anche in tempi
successivi; in questo caso però, affinché ci possa essere un ulteriore
spostamento, gli sforzi interni alla crosta devono vincere l’attrito tra le due
parti rocciose a contatto sul piano di faglia.
La tensione si accumula per lunghi periodi di tempo in modo graduale fino a quando non
viene vinta la forza di attrito che ostacola il movimento.
In pochi secondi tutta l’energia viene liberata sotto forma di calore e di onde
elastiche.
Il punto in profondità dove si verifica la rottura si chiama IPOCENTRO.
La sua proiezione sulla superficie terrestre si chiama EPICENTRO.
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I terremoti sono manifestazioni superficiali dell’azione di forze tettoniche che si sviluppano all’interno della crosta terrestre. Essi sono dei violenti scuotimenti del suolo che possono provocare danni a persone e infrastutture. TEORIA DEL RIMBALZO ELASTICO

prevede che le rocce che compongono la crosta abbiano un comportamento elastico e che, se sottoposte a sforzi, si deformino accumulando energia fino a giungere al punto di rottura. A questo punto l’energia viene liberata con formazione di un piano di faglia, per mezzo di un meccanismo simile a quello che fa “scattare” una molla. Una volta formata la faglia, il meccanismo si può innescare anche in tempi successivi; in questo caso però, affinché ci possa essere un ulteriore spostamento, gli sforzi interni alla crosta devono vincere l’attrito tra le due parti rocciose a contatto sul piano di faglia. La tensione si accumula per lunghi periodi di tempo in modo graduale fino a quando non viene vinta la forza di attrito che ostacola il movimento. In pochi secondi tutta l’energia viene liberata sotto forma di calore e di onde elastiche.

Il punto in profondità dove si verifica la rottura si chiama IPOCENTRO. La sua proiezione sulla superficie terrestre si chiama EPICENTRO.

-le ONDE P (primarie o longitudinali) provocano al loro passaggio oscillazioni delle particelle nella stessa direzione di propagazione dell’onda. Vengono chiamate anche “onde di compressione”, perchè al passaggio dell’onda le particelle adiacenti alternativamente si avvicinano La velocità varia nella crosta dai 4 agli 8km/s. Possono attraversare solidi, liquidi^ e si allontanano provocando variazioni di volume nella roccia. e gas. -le ONDE S (secondarie o trasversali) provocano oscillazioni delle particelle perpendicolari rispetto alla direzione di propagazione dell’onda. Non possono propagarsi nei fluidi; esse sono più lente delle onde P, infatti viaggiano a una velocità che nella crosta varia dai 2 ai 4km/s. Quando i fronti d’onda delle onde P e delle onde S raggiungono la superficie, a partire dall’epicentro, si generano onde superficiali dette anche... -ONDE L, che si distinguono in:

le onde di RAYLEIGH, che generano movimenti ellittici delle particelle del materiale attraversato dall’onda in piani orientati nella stessa direzione dell’onda.

le onde di LOVE, che provocano movimenti trasversali e perpendicolari alla direzione di propagazione dell’onda

le onde sismiche vengono rilevate in superficie da strumenti chiamati

il sismografo tradizionale è costituito da un supporto, al quale è agganciata una massa metallica che tende a rimanere ferma per inerzia quando il supporto si muove. Alla massa è agganciato un pennino che registra su un foglio arrotolato su un cilindro rotante i movimenti del suolo.