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Riassunto argomento terremoti scienze della terra
Tipologia: Sintesi del corso
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I terremoti , o sismi, sono vibrazioni naturali del suolo che sono provocate dalla liberazione repentina di energia meccanica all’interno della litosfera. Insieme ai vulcani, i terremoti sono la prova che la terra non è statica. Quando si verifica un terremoto, l’energia accumulata viene liberata in modo repentino : le rocce si fratturano e l’energia viene dissipata in parte sotto forma di calore, in parte sotto forma di onde elastiche che, giunte in superficie, generano le scosse sismiche che percepiamo. Il luogo in profondità in cui viene liberata l’energia è l’ ipocentro del terremoto, dal quale partono le vibrazioni elastiche che si propagano in tutte le direzioni dello spazio mentre l’ epicentro è il punto della superficie terrestre situato verticalmente sopra l’ipocentro, che viene raggiunto per prima dalle vibrazioni e dove le scosse sono avvertite con maggiore intensità. ➔ scosse sussultorie ➔ scosse ondulatorie ➔ scosse rotatorie Le scosse possono durare qualche secondo come qualche minuto e si possono ripetere per ore a intervalli irregolari. Terremoti di piccola intensità = microsismi , molto frequenti Terremoti di grande intensità = macrosismi , Classificazione di terremoti in base alle cause : ➔ da crollo : terremoti causati da crollo della volta di una grotta o di una miniera, episodi occasionali e di debole intensità ➔ da esplosione : terremoti che si verificano in seguito a detonazioni di dispositivi chimici o nucleari nel sottosuolo; occasionali ➔ vulcanici : terremoti provocati dal movimento del magma nel sottosuolo e accompagnano o precedono le eruzioni vulcaniche, in genere di debole intensità mentre durante le eruzioni esplosive si verificano scosse più violente ➔ tettonici : terremoti che avvengono quando masse rocciose si fratturano improvvisamente in zone della litosfera sottoposte a forti tensioni; sono i terremoti più violenti e frequenti e non sono quasi mai episodi occasionali perché sono legati a situazioni di generale instabilità della litosfera. Aree sismiche : regioni particolari della litosfera dove i terremoti tettonici si verificano frequentemente. Ogni nuovo sisma ha ipocentro diverso da quelli precedenti. I terremoti tendono a distribuirsi in fasce sottili e allungate e le fasce sismiche coincidono, o sono disposte parallelamente, alle fasce dove si localizza l’attività vulcanica.
Teoria formulata in seguito all’osservazione degli effetti provocati dal terremoto di San Francisco avvenuto nel 1906. Quando un blocco di rocce viene sottoposto a sforzo, inizialmente si comporta in modo elastico, cioè si deforma lentamente. Le rocce accumulano energia e la deformazione subita è proporzionale all’intensità. Limite di elasticità : ogni massa rocciosa ha un limite oltre il quale non può deformarsi elasticamente. Se la forza continua ad agire e la tensione accumulata supera il limite di elasticità, il blocco roccioso si spacca improvvisamente nel punto più debole, producendo una faglia , una
frattura lungo la quale due blocchi rocciosi si muovono in senso opposto e subiscono spostamenti verticali,orizzontali o obliqui. Nel momento in cui si forma la faglia, le rocce slittano lungo i margini della frattura e liberano repentinamente l'energia sotto forma di calore e di intense e rapide vibrazioni che si propagano in tutte le direzioni. Il punto di rottura diventa quindi l’ipocentro del terremoto. Le masse rocciose, scorrendo lungo i margini della faglia, riacquistano il loro volume e la loro forma e, in pochi secondi, si stabilisce una nuova condizione di equilibrio. Il movimento in questo modo può propagarsi lungo una faglia anche per decine o centinaia di chilometri a velocità impressionante. L'energia accumulata si libera in genere con una forte scossa principale ( mainshock ), che talvolta può essere preceduta da una serie di scosse premonitrici ( foreshocks ), quasi sempre di debole intensità, che possono verificarsi per diversi giorni prima dell'inizio del terremoto vero e proprio. Molto spesso la scossa principale è seguita da una serie di scosse successive ( repliche / aftershocks ). In genere hanno intensità via via decrescente. In altri casi, invece, si realizza uno sciame sismico (swarms), costituito da una serie di scosse di intensità simile, la cui frequenza in genere aumenta fino a un massimo per poi decrescere.
Finché la faglia resta attiva, essa può generare nuovi eventi sismici. In genere, se gli eventi sismici lungo una faglia sono frequenti, le scosse non sono troppo violente; se invece l’intervallo tra un sisma e l’altro si prolunga, le rocce possono accumulare una maggiore quantità di energia elastica e le scosse avranno effetti sicuramente più gravi. ➔ Esempio : faglia di San Andreas , che attraversa la California per 950 km ed è stata causa di numerosi terremoti tra cui quello del 1906 a San Francisco le cui scosse sono state precedute, secondo un’analisi della zona, da un movimento impercettibile,ma reale, dei blocchi di rocce localizzati ai lati della faglia. ➔ Esempio Italia : faglia prodotta dal terremoto dell’ Irpinia del 1980. Lunga nel complesso 35 km. Il terremoto, di magnitudo 6,9, si è propagato rapidamente causando 3 distinti fenomeni di rottura, non contemporanei, in 3 diversi segmenti della faglia.
L’energia liberata dal sisma provoca due tipi di effetti : ➔ deformazioni statiche e permanenti, che accompagnano il movimento lungo la faglia ➔ deformazioni dinamiche, cioè onde elastiche, che si propagano dall’ipocentro in tutte le direzioni dello spazio. Le onde elastiche generate nei terremoti sono dette onde sismiche e provocano una deformazione dinamica dei materiali. Le onde sismiche non causano un vero spostamento dei materiali che attraversano, ma solo vibrazioni delle particelle. La vibrazione si propaga perché le particelle che compongono le rocce, oscillando, trasmettono alle particelle vicine l'impulso ricevuto. Una parte dell'energia si trasforma in calore.