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Appunti ICT e società dell informatica a partire dai primi fondamenti teorici
Tipologia: Appunti
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I primi fondamenti teorici nacquero nel 3 secolo A.C., ad opera di Eucide, un matematico greco ed uno dei più grandi matematici mai vissuti che, inconsapevolmente, mosse il primo passo verso il fondamento dell’informatica. L'ALGORITMO: Egli definì il metodo per calcolare il massimo comun divisore, noto come MCD, di due numeri e lo descrisse come metodo da passi. Un metodo a passi è di fatto un algoritmo e un algoritmo è calcolabile con un programma, i primi programmi per computer usavano metodi a passi. Quasi 1000 anni dopo un matematico persiano Abu Ja Far Muhammad pubblicò un metodo a passi per risolvere equazioni di 2 grado, metodo che nella traduzione del nome in latino chiamò algoritmo. Gli algoritmi sono il fondamento della programmazione. Si parte da un concetto e poi si arriva a una soluzione. Dal III secolo a.C., nuove innovazioni. Arriviamo al 1834 dove Charles Baddage, matematico e filosofo inglese, ebbe l’idea di concepire un calcolatore programmabile che chiamò macchina differenziale. Non riuscì a realizzarla perché gli mancarono alcune fondamentali componenti tecnologiche. Nel 1991, invece, utilizzando i progetti originali (con gli schemi di Baddage) e seguendo gli standard di fabbricazione e i materiali dell’epoca, fu costruita una macchina differenziale funzionante. Ciò ha dimostrato che il progetto di Sir Baddage era corretto ed una simile macchina avrebbe potuto funzionare. Nello stesso periodo, Joseph Henry, un fisico americano, inventa il relè, un dispositivo che azionato a corrente chiudeva i morsetti, allo spegnimento della corrente i morsetti restavano aperti. È il sistema On/Off alla base del funzionamento del computer. dispositivo che tramite il passaggio della corrente si attivava, per aprire o chiudere i morsetti. Si trattava proprio di quelle componenti tecnologiche che servivano a Babbage. Qualche anno dopo, George Boole, matematico britannico, inventò una particolare algebra che usa due soli numeri: “0” (o “falso”) e “1” (o “vero”) algebra binaria. Con due soli numeri riuscì a sviluppare un’intera matematica e fu lui a comprendere come il dispositivo inventato da Henry avrebbe consentito di sviluppare una macchina capace non solo di calcolare, ma anche di ragionare: “vero” e “falso” sono le basi della logica matematica sulla quale si sviluppa la programmazione. Nel 1888 William Seward Burroughs lasciò l’impiego in banca e fondò una società per produrre le sue macchine calcolatrici, le Burroughs. Nel 1986 tramite una operazione tra la Sperry Corporation e la Burroughs, venne costruita la Unisys, tuttora operativa, con un fatturato da 2,83 miliardi di dollari (2018). macchine che risolvevano i problemi e non solo calcoli matematici. Nel 1906, Lee Dee Forest inventò il triodo, più performante del relè, in quanto a differenza di quest’ultimo, non ha parti meccaniche in movimento. Il triodo, detto anche valvola termoionica, è composto da tre elettrodi: anodo, catodo e griglia. il relè a lungo andare dava dei problemi, perché le parti meccaniche in continuo movimento si arrugginivano. Nel 1929, Vladimir, ingegnere americano di origini russe, inventò il tubo catodico migliorato, precursore della televisione, la tecnologia con la quale, un po’ di anni dopo, si sarebbe realizzati i primi monitor (monitor computer grandi). Negli stessi anni, Pieter Zeeman, un fisico olandese che ottenne il premio Nobel nel 1902 per i suoi studi effetti dei campi magnetici sulla luce, scoprì e approfondì le proprietà del Silicio come materiale semiconduttore. Un semiconduttore è un materiale che permette alla corrente di “passare” in un senso ma in non in quello inverso. Quindi se associo a “corrente che passa” il valore 1 e “corrente che non passa” valore 0, il semiconduttore è il materiale che permette di sviluppare l’algebra booleana in “modalità elettronica”.
Se il triodo fu il dispositivo che sostituì il relè, il transitor sarà il dispositivo che sostituirà il triodo. Bisognerà tuttavia attendere la fine degli anni ’50 per riuscire a sfruttare appieno il cilicio come semiconduttore. Al giorno d’oggi viene usato per costruire computer e telefoni. Digitale deriva da digit “cifra, numero”. “0” e “1” sono digit, quindi tutto ciò che è codificato con “0” e “1” è digitale. È una sorta di onda. Tutto il resto che noi vediamo in naturale è analogico , come la lunghezza d’onda, le tensioni elettriche, le trasmissioni meccaniche… Digitalizzare quindi significa portare qualcosa di analogico in digitale. Es. voce è analogica, ma se si registra diventa digitale. Nel 1936, Konrad Zuse, ingegnere tedesco, a soli 26 anni costruì la Z1, la prima macchina calcolatrice digitale brevettata. Durante la seconda guerra mondali, Alan Turing, matematico, logico, crittografo e filosofo britannico e omossessuale, motivo per cui venne discriminato. Studiò e sviluppò la Macchina Turing, uno strumento teorico che rappresenta un modello astratto di un computer attraverso la teoria degli algoritmi e della computabilità. Consentiva di decifrare i messaggi, le comunicazioni in tempo di guerra. Essa consiste in: ● Un nastro infinito in entrambe le direzioni, diviso in caselle ciascuna della quali può contenere il simbolo 0 oppure 1. Il nastro rappresenta la memoria della macchina; il nastro faceva da memoria ● Una testina che può leggere il simbolo, 0 oppure 1, contenuto in una casella e scrivere un simbolo in una casella, e può muoversi lungo il nastro, una casella per volta. La testina si occupava della scrittura e della lettura. Alonzo Church, matematico e logico americano, definì il concetto computazionale di decidibile e indicibile. DECIDIBILE (si dice anche ricorsivo): è un problema per il quale è possibile trovare un algoritmo che lo calcoli e lo risolve. Le affinità con la macchina Turing sono notevoli, perché entrambi erano interessati a definire e dimostrare una modalità che inquadrasse l’universo delle funzioni computabili. Può sembrare un vezzo da matematici, in realtà la teoria della computabilità sta all’informatica come il teorema di Pitagora sta alla geometria: la possibilità di dimostrare che un algoritmo è calcolabile è il fondamento teorico per la realizzazione di programmi che, banalmente funzionino. se io dimostro che un algoritmo è calcolabile, posso teorizzare e creare programmi che funzionino. C’è ora tutto il necessario: teoria e strumenti. La guerra, nella sua drammatica, fa da volano agli investimenti e imprime fortissime accelerazioni alle innovazioni. Nel 1941 venne costruita la Z3, dotata di 2600 relè, il primo calcolatore elettromagnetico digitale realmente funzionante, capace di memorizzare 64 byte ed eseguire una moltiplicazione in circa 4 secondi. un pc di oggi di media potenza è in grado di eseguire la stessa operazione in 1 miliardesimo di secondo uno smartphone di fascia media ha una capacità di memoria 500 milioni di volte quella della Z3. Nel 1911 viene costruita l’IBM, tuttora un colosso dell’informatica mondiale e protagonista della maggiori innovazioni nell’ICT, nel 1948 costruì il SSEC, un calcolatore dotato di 13.500 valvole, 21.400 relè con una memoria di 50 kb. NOVITÀ: Questa macchina aveva, oltre a una potenza di calcolo avveniristica per quei tempi, anche la possibilità di memorizzare i programmi con i quali eseguire le operazioni. Costosa e difficile da usare, fu utile solo per impieghi militari e di ricerca. Inizialmente le macchine prima di tutto venivano sviluppate e create per scopi militari e bellici, poi vengono utilizzate da università, banche e grandi imprese. Infine, per poi arrivare al comune cittadino.
computer sul quale farlo girare. Una volta completato un prototipo ne parlò durante le sue conferenze all’Homebrew Computer Club, dove mostrò per la prima volta il suo sistema. Fu in quell’occasione che Wozniak incontrò Steve Jobs che riuscì a convincerlo ad assemblare la macchina e a venderla assieme a lui. La macchina si chiamava Apple I. 1981 il primo computer commerciale Ibm esce, la paternità del primo PC della storia è universalmente riconosciuta a Pier Giorgio Perotto e all’Olivetti, che fra il 1962 e il 1964 progettarono la P101, una macchina che aveva molte delle caratteristiche di un PC e per questo riconosciuto come il primo PC della storia, sebbene nacque come macchina per fare i conti. (la pirottina) Il PC IBM nacque invece come Personal Computer e per essere venduto come personal computer. Aveva installato MS/DOS, il sistema operativo dalla Microsoft, un’accoppiata vincente che ha portato l’ICT ad iniziare la fissione verso il grande pubblico. 1990 è “l’anno zero” dell’informatica per tutti. Nasce Windows 3.1, la versione di Windows che conquistò il grande pubblico grazie alla sua interfaccia grafica e al mouse. Gates capì che per diffondere l’informatica serviva rendere facile, user friendly, l’interfaccia, e legarci l’uso del mouse, un’invenzione di Douglas CARL Engelbart che, in collaborazione con Bill English, lo brevettò nel 1967. Bill Gates era riuscito nell’intento di portare l’informatica nelle case di tutte le persone, anche se non tecnicamente competenti. Anche se Jobs capì che la diffusione del PC era strettamente dipendente dall’usabilità, ma la sua intuizione fu che il PC sarebbe diventato con la diffusione anche un oggetto parte dell’arredamento, pertanto doveva essere bello a vedersi. 1991 Tim Berners-Lee, ricercatore del CERN di Ginevra, inventa il Word Wide Web, sulle basi tecnologiche (ormai vecchi, ma pur valide) di Arpanet, la rete finalizzata dal Dipartimento della Difesa Americano nel 1969. 1993 il CERN rende pubblica la tecnologia alla base del World Wide Web ( la diffuse gratuitamente per tutti) e ciò portò a partire nel 1995 alla diffusione su vasta scala nel mondo. 1995 inizia l’era di internet 1996 sono connessi ad internet 10 milioni di computer. 2019 sono connessi ad internet oltre 4 milioni di computer.
Word→ programma che si occupa della elaborazione e formattazione dei testi. Control+ c = ci permette di copiare Control + x = ci permette di tagliare Control + v= ci permette di incollare Un click sulla parola me la seleziona. Doppio clic mi seleziona tutta la frase. Quando copio un testo da internet, word mi dà tre possibilità di scelta, l’ultima mi dà la possibilità di mantenere solo il testo, e mi pulisce tutta la formattazione da internet. Interlinea, spazio tra una linea e l’altra. => interlinea, pulsante al lato. paragrafo, il primo viene detto anche a Bandiera. Trova e sostituisci= trova una parola all’interno del testo e sostituisci (cambiare parole già scritte, cambiando carattere e la forma scritta, per esempio corsivo o sottolineatura). Mettere il testo su due colonne= seleziono il testo, vado su layout e cerco colonne e metto due/tre… Su layout si possono decidere i margini della nostra pagina. Interruzione di pagina= ci permette di dire a Word che quella pagina finisce lì e poi ne comincia una nuova. Quindi il testo scritto nella pagina nuova rimane scritto in alto e non si abbassa ogni volta che scrivo qualcosa di nuovo nella pagina sopra.
Mostra tutto= p al contrario, ci mostra tutte le modifiche e le cose che abbiamo fatto all’interno del nostro documento. Tabulazioni= mettere il righello visualizza e righello. Tabulazione L, sinistra. Per toglierla la clicco e la tiro giù. Tabulazione centrata Tabulazione decimale, per i numeri in colonna perfetti a partire dalla virgola. Tasto tab: Tab ⇆ Intestazione: per scrivere doppio click sulla parte interessata, per chiuderlo ci clicco fuori. Possono essere diverse per ogni pagina. Collegamento contestuale: ovvero i link , seleziono la parola, posso collegarlo a un documento o a una pagine web. Tabella= inserisci tabella, posso scegliere il layout grafico, lo stile, il bordo, il colore…
Le infrastrutture informatiche, strumenti che vengono utilizzati dagli utenti. Una delle prime distinzioni terminologiche è quella da sistema informatico e sistema informativo. Il sistema informatico è l’infrastruttura tecnologica che serve per elaborare, memorizzare e trasmettere dati e informazioni. È formato da Hardware e Software. Il sistema informativo è invece l’insieme più grande che comprende le applicazioni, procedure e risorse umane che, utilizzando l’infrastruttura tecnologica sulla quale poggia, consente la produzione e la gestione delle informazioni di un soggetto o di una impresa. Il sistema informativo può comprendere il sistema informatico. Tutte le aziende hanno al giorno d’oggi un sistema informatico, all’interno del suo sistema informativo. Come viene implementato un sistema informativo? per l’implementazione di un sistema informativo bisogna studiare l’analisi dei progressi, ovvero sia schematizzare ciò che fa l’azienda, tutti i suoi processi (es. della vendita, della programmazione); dopo individuare le procedure automatizzabili. Ovvero le procedure che posso fare da macchine, da un sistema automatizzato. Una volta fatto ciò devo trovare le risorse necessarie, le risorse riguardano i dati e le persone. Per gestire tutto ciò che riguarda la struttura; per gestire questi dati avrò bisogno delle fatture di acquisto, dei documenti fiscali… che vengono gestiti dalle risorse umane. Le persone che poi andranno a utilizzare il computer per fare la contabilità, gli ordini… Dopo aver indentificato questi parametri devo scegliere le Tecnologie e poi la metodologia dello sviluppo di questo sistema. Dati e informazioni non sono sinonimi. DATO: è una rappresentazione asettica, oggettiva e non interpretata della realtà immediatamente presente alla conoscenza. INFORMAZIONE: è una concezione della realtà che deriva dall’elaborazione ed interpretazione (del pensiero o del computer) di uno o più dati. DATO=> ELABORAZIONE => INFORMAZIONE (come fa il nostro cervello e anche il computer) Parlando di sistema organizzativi è importante il concetto di architettura. Architettura: Disciplina che ha come scopo l’organizzazione dello spazio a qualsiasi scala, ma principalmente quella in cui vive l’essere umano. Semplificando si può dire che essa attiene principalmente alla progettazione e costruzione di un immobile o dell’ambiente costruito (in Wikipedia) Architettura dei sistemi informativi: Disciplina che ha come scopo l’organizzazione dei processi e delle tecnologie per l’elaborazione dei dati e la produzione delle informazioni per l’ecosistema aziendale in cui opera. Semplificando, si può dire che essa attiene principalmente alla progettazione e costruzione di un sistema informativo. Uno dei principali modelli di architettura è:
Unicode che lavora con 16 bit e perciò è detto anche esadecimale. Con tale sistema che utilizza due registri di 8 bit, si ottengono 65.535 caratteri. Il sistema Unicode è stato oggetto di aggiornamenti. Ossi abbiamo la versione Unicode 4.1 del 2005. Inserisci simbolo su Word: Al codice 0041 corrisponde la lettera A: premendo «A» (maiuscola) sulla tastiera viene scritto – con impulsi elettrici – su un registro a 16 bit (una coppia di registri da 8 bit) il numero «0000000000101001». Il computer saprà che abbiamo digitato «A» e leggerà il nostro comando come 0000000000101001, ma ci restituirà sullo schermo la lettera «A». Il computer converte le lettere in codici. LO SCHEMA ARCHITETTURALE DEL COMPUTER: Tutti i computer, smartphone si basa sull’architettura fatta negli anni 40, anche quelli della NASA. Negli anni ‘40, il matematico ungherese Von Neumann realizzò lo schema logico di funzionamento di un computer, tuttora valido: la parte più importante dell’elaborazione è l’unità centrale di elaborazione CPU. CPU (Central Process Unit) è in sostanza il «cervello» del computer, esegue i programmi per manipolare i dati e trasformarli in informazioni. E’ composta da: ● ALU (Arithmetic Logic Unit) svolge le operazioni aritmetiche e logiche. Per queste ultime confronta due dati per vedere se uno è = > oppure < dell’altro. E’ il luogo dove si eseguono i calcoli. ● UNITA’ DI CONTROLLO è «la centrale operativa» che organizza l’esecuzione delle istruzioni per la ALU svolge 4 operazioni (insieme vengono dette ciclo macchina): 1. Legge l’istruzione, 2. decodifica l’istruzione, 3. esegue l’istruzione, 4. memorizza il risultato. ● REGISTRI sono aree di memorizzazione ad alta velocità che conservano momentaneamente i dati durante l’elaborazione. ● MEMORIA CENTRALE è organizzata in registri ed è l’area dove vengono memorizzati i dati e le istruzioni per la ALU. E’ una memoria «volatile», ovvero al termine delle elaborazioni perde il contenuto. Luogo dove vengono elaborate le informazioni. È composta da: ● RAM (Random Access Memory) memoria ad accesso casuale, luogo dove vengono memorizzate le istruzioni per ALU; è una memoria volatile; ● ROM (Read Only Memory) = sono memorizzati processi fondamentali per il funzionamento del computer, non è modificale dall’utente. È immmodificabile. ● Cache memory = è un memoria dove vengono memorizzate le operazioni più frequenti, consente al computer si farle in modo più veloce. Fuori dall’unità centrale abbiamo quelle che vengono definite le unità periferiche. (ovvero di input, che consentono l’inserimento di dati all’interno dell’elaboratore, e output, quelle che permettono all’elaboratore di farci vedere le informazioni). Il dato viene immesso all’interno dell’elaboratore, che lo elabora e poi ce lo manda sotto forma di informazione. Unità centrale e periferiche e memoria di massa sono connetti tramite canali di comunicazione i BUS. Esempi input: la tastiera Esempi output: il monitor Memoria di massa: Chiavetta USB, il cloud, il touch screen, sia input e output. LE COMPONENTI DI UN COMPUTER: Unità centrale è messa su un cip, la RAM è in posizione esterna (che è intercambiabile). La ventola è un elemento fondamentale, raffredda la CPU. Tutti i componenti come la ventola, la RAM, hard disk, tutti quanti sono componenti installati sulla scheda madre detta Mater Board. scheda fatta in silicio con tutti i vari a alloggiamenti e connettori di tutte le componenti del computer. Poi c’è l’alimentatore che è quello che trasforma l’energia di corrente in energia utilizzabile per il computer.
Scheda madre : E’ la scheda sulla quale vengono montate o collegate tramite i bus tutte le componenti dell’unità centrale. CPU : Chiamati più spesso «microprocessori» o «processori», sono «il cervello» del computer. Memoria di massa (disco fisso ): Memoria con grande capacità di archiviazione e stabile, ovvero memorizza e/o cancella le informazioni solo dietro comando esplicito (dell’utente o del sistema operativo). MEMORIA CENTRALE: RAM (Random Access Memory):
Memorie che consentono di salvare e preservare una grande quantità di dati. LE COMPONENTI DI UN COMPUTER: SCHEDA PERFORATE , prima memoria di massa. NASTRO MAGNETICO : è un supporto di memorizzazione a memoria magnetica che consiste in una sottile striscia in materiale plastico, rivestita di un materiale trattato con polarizzazione magnetica. Ha accesso e scrittura sequenziale. Un elemento negativo è che molte volte si incastrava. DISCO FLOPPY : (o dischetto o solo floppy) è un disco in mylar protetto da un involucro plastico letto da apposita unità chiamata drive. Capacità molto limitata. Poteva essere visto in scrittura sequenziale enon, possibilità si scelta dell’immagine. DISCO FISSO : (hard disk) disco di materiale metallico rivestito da materiale magnetico in un involucro per impedire contaminazioni. I dati possono essere registrati su entrambi i lati. Scrittura e lettura dei dati avvengono grazie ad una testina che non tocca mai il disco. La capacità dei dischi fissi viene è solitamente misurata in GB o TB. Si può smagnetizzare, molto fragile.
Le caratteristiche di qualità dei videoterminali sono quattro le caratteristiche fondamentali (per semplicità): 1.La dimensione: si misura in pollici (inch) ed è la lunghezza della diagonale maggiore della superficie utile dello schermo (la cornice non conta). Maggiore è questa misura, maggiore è la dimensione dello schermo. 2.La risoluzione: si misura in punti (pixel, che è il «puntino» che si illumina per formare l’immagine) per pollice quadrato (dpi, «dots per inch») o con una sigla che esprime con un prodotto il numero di pixel che compongono la superficie dello schermo
Le stampanti si basano sostanzialmente su cinque tecnologie: A pressione con testina di stampa rotante : analoga alla tecnologia delle macchine da scrivere elettriche, nate e diffuse nello stesso periodo, oggi è una tecnologia abbandonata. Ad aghi, evoluzione della precedente, erano diventate grafiche e la stampa avveniva attraverso la pressione di aghi su un nastro inchiostrato. Anch’essa abbandonata da tempo. Termiche , che utilizzano il calore per riprodurre la stampa. Alcune tecniche termiche si basavano sul depositare sulla carta sostanze cerose che fungevano da inchiostro il cui solvente evaporava durante la stampa, altre utilizzavano una carta speciale con delle sostanze che aghi riscaldati della testina di stampa facevano evaporare riproducendo l’immagine. Oggi, è sopravvissuta la tecnica a carta speciale perché permette stampanti di dimensioni molto ridotte (non necessitano di serbatoi per l’inchiostro, ad esempio) che possono essere montate ad esempio sui registratori di cassa per l’emissione degli scontrini fiscali o sui terminali POS come scontrino di avvenuto pagamento con carta di credito o bancomat. Possono sbiadire con fonti diretti da calore. A getto di inchiostro : molto diffusa ancora oggi perché economica e offre stampe di ottima qualità, sostituisce gli aghi con dei microfori che fungono da ugelli attraverso i quali spruzzano l’inchiostro sulla carta. La testina diventa quindi più importante della stampante, che è il dispositivo che muove la testina ed il foglio. Il difetto è che le testine sono piuttosto costose e teoricamente andrebbero sostituite una volta esaurito l’inchiostro, ma si sono diffusi negozi specializzati che hanno la tecnologia adatta per ricaricarle e la tecnologia a serbatoi separati ricaricabili sta evolvendo verso la produzione di stampanti a basso costo destinate all’uso amatoriale e già si trovano presso le catene di elettronica a prezzi accessibili.
Laser: utilizza un cilindro di materiale fotosensibile e un raggio laser disegna l’immagine da riprodurre sul cilindro. Il cilindro viene quindi caricato elettricamente in modo tale da attrarre le particelle del toner che a contatto con la carta la riproduce come se fosse un timbro. La sovrapposizione di più immagini o di toner a sensibilità elettrica diversa consente la stampa laser a colori. La stampa laser è di ottima qualità come quella a getto di inchiostro. Ci sono bianco e nero, ci sono anche a colori.
Infrastruttura di rete→ insieme di apparecchiature, che comunicano tra loro attraverso un canale trasmissivo. Se le reti erano collegate tra loro con un collegamento fisico, ora è tendenzialmente senza fili. Quindi, ora si percepisce di meno l'appartenenza di un computer ad una rete, perchè non ci sembra connesso. Differenziazione tra i tipi di rete a carattere di grandezza:
Livello 1 e 2 → sono i protocolli che definiscono gli standard fisici (come per esempio le frequenze di trasmissione, le tensioni elettriche, le potenze di trasmissione sulle antenne sui cavi, gli algoritmi di codifica e decodifica digitale, ecc.) e di collegamento. Livello 3 → l’IP (Internet Protocol) è ormai lo standard di fatto al livello “network layer” per tutte le connessioni di rete. IP è stato studiato per permettere di connettere ad internet collegamenti di reti eterogenee (livello 2). Livello 4→ il TCP è parte integrante dell’IP, difatti si utilizza abitualmente l’espressione TCP/IP quasi a sottolineare l’indissolubilità dei due protocolli. E’ tuttavia il TCP la componente fondamentale che presiede a tutta la comunicazione che avviene sulla rete ed è ormai l’unico standard utilizzato. E’ il TCP che gestisce la modalità cosiddetta a commutazione di pacchetto. La commutazione di pacchetto nasce
a metà degli anni ’60 in ambito militare, per risolvere un problema connesso alle comunicazioni militari che potevano essere compromesse in caso di attacco su vasta scala all’impianto di comunicazione. L’idea alla base era quella di dividere il messaggio in “pezzi” (pacchetti) da inoltrare in modo indipendente su più“strade” (i nodi di rete) e riassemblarli poi a destinazione ricomponendo il messaggio originale. In tal modo, anche se una parte della rete venisse distrutta, il messaggio almeno da qualche nodo superstite sarebbe comunque giunto a destinazione integro e in caso di compromissione sarebbe stato possibile sapere che il messaggio poteva aver risentito di errori. Livello 5 → i protocolli di sessione specificano le modalità con le quali comporre una chiamata ad una procedura remota attraverso internet. Livello 6→ SSL è una tecnologia di sicurezza nell’uso di internet, che protegge i dati scambiati tra due computer connessi mediante l’impiego di algoritmi di crittografia. Oggi è una tecnologia evoluta a TSL (Transport Layer Security), ma ha conservato il termine SSL perché più conosciuto ed entrato nel lessico comune. Livello 7 → molti degli acronimi della tabella vi saranno familiari, tanto sono entrati nell’uso comune. Cosa significano veramente queste sigle? DHCP è un protocollo che definisce la modalità con la quale il router al quale siamo collegati a fronte di una nostra richiesta di connessione alla rete ci configura automaticamente l’indirizzo IP locale alla LAN evitandoci di doverlo fare manualmente. Gli indirizzi IP sono 2: uno pubblico ed uno locale. Quello locale è quello che consente al router di sapere tutte le periferiche ed i PC collegati alla rete locale per permettere loro di accedere ad Internet, quello pubblico è invece assegnato univocamente ad ogni dispositivo abilitato a connettersi alla rete al momento della sua fabbricazione. Un indirizzo IP, a prescindere che sia pubblico o privato, è formato da 4 sequenze di 3 numeri interi separate da un “.”; ad esempio: 123.123.123.123. Esistono 2 indirizzi IP: IPv4 e IPv6. Nel 1998, in considerazione dello sviluppo della rete e conseguentemente dei device connessi, si notò che gli indirizzi IP avevano un limite che prima o poi sarebbe stato raggiunto. Il DNS (Domain Name System) è un grande archivio gerarchico e distribuito in cui ci sono le corrispondenze tra i domini e gli indirizzi IP. La funzione del sistema degli indirizzi dei domini è quella di evitare all’utente di dover ricordare l’indirizzo IP di ogni sito o server che vogliamo visitare. Qualsiasi browser accetta benissimo anche un indirizzo IP come mezzo per individuare un certo sito oppure un certo dispositivo connesso in rete (provate ad inserire 172.217.16.195 nel vostro browser ed arriverete comunque alla pagina www.google.it). HTTP è invece il protocollo principale con il quale vengono scambiate le informazioni sulla rete. Le sue specifiche sono gestite ed aggiornate dal W3C. E’ ormai lo standard mondiale e che se digitiamo nella riga dei comandi del browser www.sito.it o http://www.sito.it è la stessa cosa, http è il protocollo utilizzato per default. HTTPS è invece un’estensione del protocollo http ed è utilizzato per instaurare una comunicazione sicura fra due nodi. Tecnicamente ciò avviene criptando la comunicazione attraverso il TLS o l’SSL (che come abbiamo visto prima si usa ancora SSL nel linguaggio comune, ma è TSL l’aggiornamento in funzione). Se un nodo utilizza https, non ci si può collegare se non si specifica “https” come prefisso. POP3 è un protocollo di posta elettronica che consente l’autenticazione e l’accesso di un client al proprio server di posta per leggere e scaricare le mail arrivate nella propria casella. Anche IMAP è un protocollo di posta elettronica che consente l’autenticazione e l’accesso di un client al proprio server di posta per leggere e scaricare le mail, ma è più moderno di POP3 ed ha alcune caratteristiche in più, come la possibilità di condividere la stessa casella di posta fra più utenti o di accedere a piùcaselle di posta sul server eventualmente condivise da piùutenti, oltre ad altre funzionalità più specificatamente tecniche. Si può dire che questo protocollo sia più adatto all’utilizzo su server aziendali di posta, mentre POP3 è più adatto per uso individuale tramite provider esterni di servizi di posta elettronica.
● Libero→ viene fornito il sorgente dell’applicazione e concesso a chiunque di poterlo usare, copiare e distribuire. Libero ≠ gratuito, chi lo modifica potrebbe anche decidere di distribuirlo a pagamento (raro, ma non è vietato). ● Privato→ sviluppato da un singolo (o gruppo) programmatore che lo tiene per sé e non lo distribuisce. ● Pubblico dominio→ diffuso gratuitamente in rete, «a disposizione della collettività» TIPI DI SOFTWARE APPLICATIVO: ● Open source→ i sorgenti sono liberamente distribuiti per essere modificati ed evoluti da una comunità di sviluppatori che contribuiscono gratuitamente ed il compenso che un utente volesse offrire per il software è su base volontaria. ● Copyleft→ con il copyleft un autore concede l’uso, la copia, la modifica e la distribuzione del suo programma, a condizione che venga garantito che i diritti originari dell’opera, primo fra tutti la gratuità, siano mantenuti. ● Shareware→ l’applicazione viene concessa in uso gratuito per qualche tempo, trascorso il quale bisogna pagare una licenza o la si può continuare ad usare con delle limitazioni. ● Freeware→ l’applicazione viene concessa in uso gratuito, ma la proprietà rimane dell’autore. ● Rentalware→ l’applicazione viene concessa in affitto con corresponsione di un canone periodico. Ad esempio, Office365, Norton internet security sono rentalware. Modello waterfall molto rigido perché se non passo una fase torno a quella di prima. Il modello a spirale (o incrementale) Supera la rigidità del modello waterfall: orientato alla flessibilità itera per fasi successive fino al completamento della realizzazione, passaggio in produzione e avvio della manutenzione. Il modello Agile (o evolutivo) Nasce da un gruppo di ingegneri del software e sviluppatori che notarono, a partire dalle loro stesse esperienze, come i requisiti fossero sempre meno strutturati e più “idea”, i tempi dettati dal mercato sempre più veloci e i cambiamenti sempre più frequenti e intercorrenti già nelle fasi di progettazione. Non ci sono regole, si dà importanza più alla sostanza che alla forma.
anni ’70 = Nasce un nuovo ruolo manageriale: il CIO (Chief Information Officer), il Responsabile dei sistemi informativi.
anni ’10 = Nasce un nuovo ruolo manageriale che si affianca al CIO (talvolta interpretato dalla stessa persona) il CDO (Chief Digital Officer), un manager che unisce competenze tecniche a competenze umanistiche e sociali come il mondo digitale impone di avere. Si occupa dele pubbliche relazioni sul web. Servono riferimenti metodologici e una disciplina di riferimento (che non c’era): il governo inglese se ne rende conto negli anni ‘80 e nasce ITIL (IT Infrastructure Library). ITIL non è una metodologia, ma una libreria di best practices: non è possibile infatti definire una metodologia per il governo dell’IT che sia univocamente valida per tutti i settori. Il framework ITIL Il governo dell’IT è un insieme di processi, suddivisi in 2 aree principali all’interno del cuore di ITIL, il service management, vale a dire la gestione del servizio. La prima deduzione del gruppo di lavoro che definì ITIL per la prima volta fu notare che i sistemi informativi e l’informatica in generale rendono un servizio all’utente. Il governo dell’IT è quindi assicurare il miglior servizio possibile e ciò si ottiene con processi di rilascio del servizio (service delivery) e di supporto al servizio (service support).
● Service Level Management, ovvero la gestione dei livelli di servizio con i quali misurare la capacità del servizio di soddisfare le esigenze degli utenti ed allo stesso tempo garantirli; ● Financial Management for IT services, ovvero come assicurare che i costi dell’IT siano effettivamente commisurati al servizio reso e con il miglior rapporto qualità/costo; ● Capacity Management, ovvero capire ed anticipare quelli che potranno essere le esigenze future dell’azienda e quale infrastruttura informatica sarà necessaria affinché il servizio reso continui a rispettare il miglior rapporto qualità/costo; ● IT Service Continuity Management, ovvero assicurare la continuità del servizio IT, fare in modo, cioè, di garantire che anche in caso di guasto o malfunzionamento i servizi possano essere ripristinati secondo tempi e modalità prestabiliti; ● Availability Management, ovvero fare in modo che l'infrastruttura IT offra – nell’ambito del miglior rapporto qualità/costo – performances e disponibilità adeguate ai requisiti di business dell’Azienda. IT Service Continuity Management La tecnologia è sempre più affidabile, ma anche sempre più diffusa e pervasiva. In Europa, la Commissione Europea ha emanato il 6 luglio 2016 la direttiva 2016/1148, “recante misure per un livello comune elevato di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell'Unione”, meglio nota come “Direttiva NIS (National Infrastructure Security)”. previene determinati malfunzionamenti e/o interruzioni del sistema. In Italia, è stata recepita dal Dlgs. 65 del 18 maggio 2018. In questo provvedimento vengono individuati gli operatori di servizi essenziali, come ad esempio le utility (gas, acqua, energia, carburanti), trasporto, banche, mercati finanziari, sanità e infrastrutture digitali (trasmissione dati, connessione, telecomunicazioni), ai quali sono richieste un insieme di azioni come misure adeguate alla gestione dei rischi, analisi del rischio informatico, piano di D/R, piano di continuità operativa, procedura di gestione degli incidenti informatici, misure organizzative di collaborazione con le autorità in caso di grave incidente informatico. In ottemperanza alla Direttiva NIS nasce il CSIRT Italia (Computer Security Incident Response Team), in coordinamento con gli altri CSIRT dei paesi dell’UE per rispondere ad eventuali gravi incidenti informatici. Change management ed il governo del cambiamento Coinvolge aspetti psicologici, di politica aziendale, organizzativi e reputazionali ed in ultimo tecnici. Va progettato e programmato in anticipo ed è una componente fondamentale di ogni progetto di evoluzione
1999Si supera il milione di siti web che cos’è il World Wide Web? Come carico un documento su internet? Letteralmente sarebbe «ragnatela di dimensione mondiale»: una ragnatela di contenuti fra loro collegati da link. E’ un insieme di tecnologie che nella sua prima versione forniva gli strumenti per reperire e fruire di informazioni eterogenee (testi, contenuti multimediali, documenti, ecc.) navigando i link che l’utente aveva attribuito loro a prescindere dal tipo di computer in cui risiedono e del computer con il quale vengono accedute. Es: ho un documento (o un filmato, o una foto, ecc.) che desidero sia accessibile a chi vuole. Si chiama «miodoc.docx». PUBBLICAZIONE: serve avere una URL, Uniform Resource Locator, un indirizzo elettronico che identifica e localizza univocamente il documento. http://www.miosito.it/miodoc.docx La URL in generale usa un sito (che è un insieme di pagine web correlate = una struttura di link fra documenti e pagine) dove il documento che voglio pubblicare è una di esse. URL è univoca. Il sito ha un dominio univoco che si chiede ad una registration authority (come Aruba o altri) e viene registrato sull’anagrafe dei domini. Al suo interno posso pubblicare documenti e/o strutturarlo in pagine che avranno tutte una loro URL. I motori di ricerca e i browser consentono di raggiungere le informazioni pubblicate navigando fra le pagine. Web 1.0 molto statico, non veniva aggiornato. Il web 2.0 è collaborativo, usato da tutti. Si sviluppano i primi social network. Evoluzione del web ci ha consentito di creare nuove professionalità. I modelli di e-commerce ● Modello B2B (Business-to-Business) Modello in cui le transazioni avvengono tra aziende, tramite market place o tramite portale di un’azienda che vende direttamente i propri prodotti ad altre aziende. Possessori di partita iva (es. Metro, Alibaba, Amazon Business, ecc…) ● Modello B2C (Business-to-Consumer) Modello in cui le transazioni avvengono tra aziende e consumatori privati, tramite market place (es. Amazon, Booking.com, Zalando, Yoox, ecc…) o portale di un’azienda che vende direttamente i propri prodotti. ● Modello C2C (Consumer-to-Consumer) Modello in cui le transazioni avvengono tra consumatori privati, non sono prefessionaisti, in generale tramite il market place di un soggetto terzo che agisce da garante (es. Ebay, Vinted, ecc…) ● Modello M2C (Mobile-to-Consumer) Nato con lo sviluppo dell’e-commerce tramite smartphone/tablet, non è un vero e proprio modello perché la differenza è nel mezzo e non nella relazione, ma lo si distingue perché ha esigenze particolari per le dimensioni ridotte dello schermo ● Modello C2B (Consumer-to-Business)
Modello in cui è il privato a vendere ad un’azienda: si è sviluppato di recente grazie allo sviluppo delle capacità di registrazione di video e foto che possono interessare aziende di comunicazione e media (TV, Youtube, ecc.) ● Modello B2A (Business-to-Administration) Modello in cui le transazioni avvengono tra aziende ed un market place costituito da Enti Pubblici progettato per rispettare le esigenze normative tipiche della PA. Esempio lavoratori nel servizio pubblico per comprare auto. (es. polizia) Modello analogo al B2A, in cui le transazioni avvengono tra consumatori privati (in generale professionisti) e la PA.
E-Government: termine con il quale si intende l’evoluzione digitale della PA «uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle Pubbliche Amministrazioni, coniugato a modifiche organizzative e all’acquisizione di nuove competenze al fine di migliorare i servizi pubblici e i processi democratici e di rafforzare il sostegno alle politiche pubbliche» «Piano d’azione UE per l’eGovernment 2021-2023. Accelerare la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione». Principi portanti dell’E-Government: ● Digitale per definizione I servizi per la PA dovrebbero essere tutti digitali, ad eccezione per chi non dispone (per scelta o per necessità) di una connessione a internet ● Una tantum Le informazioni vanno chieste una volta sola: evitare di chiedere ai cittadini e alle imprese informazioni già fornite. ● Inclusività e accessibilità Le PA dovrebbero progettare servizi inclusivi (cioè che siano alla portata di tutti) e che siano accessibili (ad esempio ad anziani e alle persone con disabilità). ● Apertura e trasparenza Le PA dovrebbero scambiarsi le informazioni, permettere a cittadini e imprese di accedere ai propri dati, di controllarli e di correggerli (principio presente anche nel GDPR), permettere agli utenti di sorvegliare i processi amministrativi che li vedono coinvolti, coinvolgere e aprirsi alle parti interessate ai servizi nella progettazione e nella prestazione dei servizi stessi. ● Transfrontaliero per definizione I servizi pubblici rilevanti vanno resi fruibili anche negli altri paesi UE e impedirne la frammentazione per facilitare la mobilità all’interno del mercato unico. Li posso usare in tutta l’UE, tutti i miei documenti. Testo unico (aggiornato periodicamente) con le norme per l’informatizzazione della PA Ogni 3 anni, AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) pubblica il “Piano triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione”, con il quale definisce gli obiettivi da realizzare nel triennio, coerentemente al Piano di azione europeo sull’eGovernment