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Igiene: Scienza, Salute e Prevenzione delle Malattie - Prof. Caggiano, Prove d'esame di Economia Sanitaria

igiene completo, riassunto

Tipologia: Prove d'esame

2014/2015

Caricato il 26/09/2015

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IGIENE: SCIENZA, che in base alle conoscenze mediche e di altre discipline ha come OBIETTIVI la DIFESA e il
MIGLIORAMENTO dello STATO di SALUTE dei singoli individui e della comunità.
Perciò è una scienza direzionata verso la PROMOZIONE DELLA SALUTE, processo che consente alle persone
di aumentare il controllo individuale al fine di migliorare le loro condizioni di salute. La promozione avviene
tramite la RICERCA dei MEZZI atti alla PREVENZIONE delle malattie.
SALUTE: per il senso comune di solito “salute” sta ad indicare assenza di malattia.
Secondo l’O.M.S. (Organizzazione Mondiale
della Sanità) la salute è uno
Parlando di salute bisogna fare riferimento agli INDICATORI DI SALUTE, che ci permettono di valutare:
La salute inoltre è
determinata da diversi
Promozione
della salute
Informazione
sanitaria
EDUCAZIONE
SANITARIA
STATO DI
BENESSERE
PSICO FISICO SOCIALE
da preservare
nel tempo
Diretti, valutano in maniera specifica lo
stato di salute di una precisa
popolazione
1. Demografici
(natalità,
fecondità)
2. Sanitari
3. Biometrici
(indice di massa
corporea, obesità,
colesterolo)
Indiretti, forniscono un quadro
generale dello stato di salute/malattia
di una precisa popolazione
1. Socio-economici
(reddito)
2. Socio-sanitari
(affollamento
della popolazione)
3. Stile di vita
lo stato di salute della popolazione;
la diffusione della malattia;
il grado di efficienza e di qualità dei
servizi e degli interventi sanitari.
FATTORI
AMBIENTALI
Fisico
Sociale
INDIVIDUALI
Oggettivi
Soggettivi
-agenti chimici
-agenti biologici
-agenti climatici
-condizioni di vita
-grado di
istruzione
-cultura
che agiscono in senso negativo o positivo sullo sviluppo della malattia o sulle condizioni di salute.
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IGIENE : SCIENZA, che in base alle conoscenze mediche e di altre discipline ha come OBIETTIVI la DIFESA e il

MIGLIORAMENTO dello STATO di SALUTE dei singoli individui e della comunità.

Perciò è una scienza direzionata verso la PROMOZIONE DELLA SALUTE, processo che consente alle persone

di aumentare il controllo individuale al fine di migliorare le loro condizioni di salute. La promozione avviene

tramite la RICERCA dei MEZZI atti alla PREVENZIONE delle malattie.

SALUTE : per il senso comune di solito “salute” sta ad indicare assenza di malattia.

Secondo l’O.M.S. (Organizzazione Mondiale

della Sanità) la salute è uno

Parlando di salute bisogna fare riferimento agli INDICATORI DI SALUTE, che ci permettono di valutare:

La salute inoltre è

determinata da diversi

Promozione della salute

Informazione sanitaria

EDUCAZIONE SANITARIA

STATO DI

BENESSERE

PSICO FISICO SOCIALE

da preservare nel tempo

Diretti, valutano in maniera specifica lo stato di salute di una precisa popolazione

  1. Demografici (natalità, fecondità)
  2. Sanitari
  3. Biometrici (indice di massa corporea, obesità, colesterolo)

Indiretti, forniscono un quadro generale dello stato di salute/malattia di una precisa popolazione

  1. Socio-economici (reddito)
  2. Socio-sanitari (affollamento della popolazione)
  3. Stile di vita

 lo stato di salute della popolazione;  la diffusione della malattia;  il grado di efficienza e di qualità dei servizi e degli interventi sanitari.

FATTORI

AMBIENTALI

Fisico

Sociale

INDIVIDUALI

Oggettivi

Soggettivi

  • agenti chimici
  • agenti biologici
  • agenti climatici
  • condizioni di vita
  • grado di istruzione
  • cultura

che agiscono in senso negativo o positivo sullo sviluppo della malattia o sulle condizioni di salute.

PREVENZIONE

La prevenzione (obiettivo principe dell’igiene) ha come fine l’impedire l’insorgenza e la progressione delle malattie. A seconda degli obiettivi e dei metodi di intervento, distinguiamo 3 tipi di prevenzione:

L'igiene per poter raggiungere i suoi obiettivi si avvale di 2 branche:

EPIDEMIOLOGIA, scienza che studia la frequenza, la distribuzione delle malattie, cause e fattori correlati, con il fine di attuarne la prevenzione

PREVENZIONE, permette di individuare e rimuovere cause e fattori

L'epidemiologia si compone a sua volta di 3 fasi:

  1. E. DESCRITTIVA, comprende gli studi osservazionali che ci permettono di descrivere tutti gli eventi sanitari, utilizzando le tecniche della statistica per la corretta raccolta, osservazione e descrizione dei dati. Risponde alle dom.: chi? dove? quando? 2. E. ANALITICA, indaga l'eventuale relazione causa-effetto tra fattori di rischio e di malattie. Risponde alla dom.: perchè?
  2. E. SPERIMENTALE, valuta l'efficacia di eventuali interventi sanitari, sia preventivi (campagne di ed. sanitaria, strategie vaccinali) che terapeutici (sperimentazione di farmaci, strumenti). Risponde alla dom.: funziona?

P.PRIMARIA

  • Obiettivo: impedire l'insorgenza di nuovi casi di malattia. N° casi= 0 (incidenza 0).
  • Strategie: rimuovere le cause di malattia e impedire che i fattori facilitino l'insorgenza.
  • Interventi: -potenziare le difese immunitarie; -eliminare comportamenti nocivi e indurre quelli positivi; -intervenire sull'ambiente di vita e di lavoro.

P.SECONDARIA

  • Obiettivo: scoperta e cura dei casi di malattia prima che si manifestino con segni e sintomi clinici.
  • Strategie: giungere ad interventi terapeutici tempestivi, in modo da ridurre la incidenze negative della malattia.
  • Interventi:
    • conoscere la malattia; -periodo di incubazione lungo; -screening individuale o di massa.

P.TERZIARIA

  • Obiettivo: impedire l'invalidità di persone affette da malattie croniche e recuperare i soggetti portatori di handicap.
  • Interventi: -riabilitazione fisica, psichica e sociale; -protezione delle singole persone dalla contrazione delle malattie (protezione individuale); -controllo delle malattie; -eliminazione dei casi di malattia (assenza di nuovi casi); -eradicazione dell'agente eziologico.

I MICRORGANISMI:

Le malattie infettive sono determinate da AGENTI MICROBATTERICI, cioè organismi di piccolissime dimensioni, visibili tramite microscopio ottico o elettronico. Gli agenti microbici sono rappresentati da:

 BATTERI

 VIRUS

 MICETI

 PROTOZOI

che a loro volta si possono suddividere dal punto di vista

CARATTERISTICHE:

 INFETTIVITA’: capacità del microrganismo di penetrare, moltiplicarsi e attecchire nell’ospite;  CONTAGIOSITA’: capacità del microrganismo di passare da un soggetto ammalato all’altro recettivo;  PATOGENICITA’: capacità del microrganismo di causare danno all’ospite, recando uno stato di malattia;  VIRULENZA: capacità del microrganismo di esprimere, in maniera molto aggressiva, la sua patogenicità;  INVASIVITA’: capacità del microrganismo di invadere l’organismo. Per l’invasività dei microrganismi possiamo suddividerli in organismi:  Invasivi;  Invasivi, che provocano la lesione degli organi (hanno un organo bersaglio da attaccare);  Non invasivi, ma che provocano danno a distanza (in una sede diversa dell’organo bersaglio). Essi sono fermi nel sito di penetrazione e producono tossine che circolano e raggiungono di solito il s.n.c.

COMPORTAMENTALE, in:

  • SOPROFITI, ambiente: habitat naturale.
  • COMMENSALI, si trovano a contatto con il sogetto a livello intestinale, orale, vaginale e nasale e servono a mantenere il normale equilibrio biologico, conservando il microambiente fisiologico.
  • PARASSITI, arrecano danno al soggetto, che viene interessato dall'intervento del microbatterio.

della capacità di AGGRESSIONE, in:

  • PATOGENI, capaci di penetrare me di moltiplicarsi, provocando uno stato di malattia indipendente dallo stato di salute iniziale del soggetto.
  • PATOGENI-OPPURTUNISTI, capaci di arrecare un processo infettivo quando le normali barriere difensive sono deficitarie (es. stress, ansia, cura antibiotica). Essi sono potenzialmente pericolosi.

ORIGINE:

Inoltre tutti i microrganismi responsabili di causare una malattia vengono definiti AGENTI EZIOLOGICI e

solitamente la malattia prende il nome dall’agente eziologico che la causa.

Ma DA CHI e DA DOVE PROVENGONO gli agenti eziologici dei microrganismi che possono infettare una

persona?

VIE DI ELIMINAZIONE/PENETRAZIONE:

I microrganismi penetrano i soggetti recettivi tramite:

  1. VIA AEREA _ fonazione, colpi di tosse, starnuti_
  2. VIA ORALE (oro-fecale) _ uso di alimenti contaminati_
  3. VIA PARENTERALE (attraverso il sangue) _ trasfusione, tattoo, pinzette, forbicette_
  4. VIA SESSUALE

TRASMISSIONE:

  • fonte da cui il microrganismo parte per raggiungere il soggetto recettivo. Dal soggetto ammalato (animale o uomo)al soggetto portatore (cioè chi ha il microrganismo in sè, ma non si è ancora manifestato), in incubazione, convalescenza, cronico (>6mesi), sano.

SORGENTE DI INFEZIONE

  • habitat naturale di un microrganismo, da cui può essere trasmesso ad ospiti recettivi. L'habitat può essere rappresentato da terreno, alimenti, aria, tessuti, organi, animali e uomo.

SERBATOIO DI INFEZIONE

  • Per contatto
  • Per via aerea

Diretta

  • particelle di Flugge
  • secrezione infette prodotte dalle vie respiratorie

Semi-diretta

  • Veicoli inanimati (acqua, alimenti)
  • Vettori animati (insetti infetti)

Indiretta

NOTIFICA della malattie infettive:

In Italia il decreto ministeriale del 1990 dice che per legge è obbligatorio che un medico debba notificare

tutti i casi di malattie pericolose, per il bene della salute pubblica, a tutte le unità sanitarie locali (A.S.L.),

che a loro volta devono comunicare le informazioni ricevute dai medici alla regione e al ministero della

salute.

RISANAMENTO AMBIENTALE:

Nel caso di microrganismi che possono trasmettersi dall’ambiente all’uomo si può intervenire attraverso

interventi di:

 Antisepsi: mirano ad eliminare tutti i microrganismi presenti sulla pelle e sulle mucose;  Detersione: mirano ad eliminare tutti i residui di sporco e la sostanza organica presente su uno strato;  Disinfestazione: mirano ad eliminare insetti e animali fastidiosi e nocivi;  Disinfezione: mirano ad eliminare microrganismi, utilizzando sostanze biocide, appunto i disinfettanti;  Decontaminazione: mirano a ridurre la carica batterica e microbica;  Asepsi: mirano a mantenere l’ambiente sterile;  Sterilizzazione: mirano ad eliminare i microrganismi patogeni e non patogeni, comprese le spore. Tuttavia non sarà mai efficace al 100%; infatti si parla di “livello di sicurezza di sterilità”, cioè un ambiente viene definito sterile se trovo meno di un milione di microrganismi sopravvissuti alla sterilizzazione. Per quanto riguarda i metodi di sterilizzazione abbiamo la sterilizzazione a livello:  Fisico (calore, vapore …)  Chimico.

PROTEZIONE=IMMUNITA’:

Per comprendere come le singole persone e la popolazione si possono proteggere dalle malattie infettive

mediante la PROFILASSI IMMUNITARIA, è necessario fare riferimento ai meccanismi difensivi del nostro

organismo.

IMMUNITA' ottenuta iniettando:

A) IMMUNITA' NATURALE: le difese dell'organismo sono rappresentate da barriere difensive, cellule e sostanze chimiche, l'ospite fin dal primo contatto con i mivrobi patogeni, oppone una serie di difese naturali (cute, peli, mucose). Se i microrganismi riescono a superare le barriere naturali, si ha l'intervento del sistema immunitario, che mette in opera un'IMMUNITA' ASPECIFICA INNATA, in cui intervengono un insieme di proteine del sangue, che si attivano a contatto con la superficie di alcuni organismi.

B) IMMUNITA' SPECIFICA ACQUISITA: l'immunità specifica è sviluppata nell'organismo solo in seguito a una malattia infettiva o ad una vaccinazione, quindi rivolta a un preciso microrganismo.

ANTIGENI, sostanze che introdotte nell'organismo stimolano il sistema immunitario a produrre anticorpi.

ANTICORPI, sostanze prodotte dal sistema immunitario in seguito all'introduzione di antigeni, che ci salvaguardano dalla malattia.

VACCINI

I vaccini sono preparati biologici ottenuti in laboratorio con un elevato potere antigenico, che va a

stimolare la produzione di anticorpi per proteggere l’individuo dalla manifestazione della malattia. Con il

vaccino si ha un’immediata risposta immunitaria, senza che il soggetto sia a rischio infezione.

CARATTERISTICHE:

 INNOCUITA’, l’antigene non deve prendere il sopravvento e avere effetti tossici:  EFFICACIA  IMMUNIZZANTE, deve essere in grado di stimolare la produzione di anticorpi;  PROTETTIVA, deve stimolare la produzione di una certa dose di anticorpi, che impediscono l’insorgenza della malattia.

Inoltre i vaccini possono essere classificati in:

 Vaccini con microrganismi vivi e attenuati, costituiti da microrganismi vivi, ma privati del loro agente patogeno;  Vaccini con microrganismi uccisi e inattivati: si prende l’agente eziologico e lo si uccide con sostanze chimiche;  Vaccini a frazioni di microrganismi: si prende il microrganismo e lo si uccide, frazionando la parte utile a stimolare la produzione di anticorpi;  Vaccini ad antigene purificato: dell’intero microrganismo si seleziona l’antigene;  Vaccini con anatossine, in cui si neutralizza la tossina;  Vaccini manipolati,in cui il virus viene manipolato, ma mantiene il suo potere antigenico.

COSTITUENTI:

 Liquido di sospensione (principio attivo)  Conservanti  Stabilizzanti  Antibiotici  Audiuvanti

MODALITA’ DI SOMMINISTRAZIONE:

VACCINI COMBINATI: somministrazione contemporanea di più vaccini

VACCINI CONIUGATI: si utilizzano quando i vaccini hanno una scarsa capacità immunogena. Quindi avviene

una coniugazione con proteine di supporto per aumentare e potenziare la risposta immunitaria.

Per via ORALE

Per via PARENTERALE

  • intradermica;
  • sottocutanea;
  • intramuscolare.

CALENDARI VACCINALI

VACCINAZIONI OBBLIGATORIE PER L’INFANZIA

Età Dose Tipo di vaccinazione

3° mese 1° Poliomielite A, B, C-difterite- tetano-epatite B-pertosse

4°-5° mese 2° Poliomielite A, B, C-difterite- tetano-epatite B-pertosse

10°-12° mese 3° Poliomielite A, B, C-difterite- tetano-epatite B-pertosse 3° anno Morbillo-parotite-rosolia- varicella

5°-6° anno Difterite-tetano-pertosse- poliomielite

11°-15° anno Difterite-pertosse

11 anni (solo femmine) Papillomavirus

n.b.: perché il programma di vaccinazione comincia dal 3° mese del bambino?

-Fino al 3° mese il bambino usufruisce degli anticorpi che gli sono stati conferiti per 9 mesi dalla madre

durante la gravidanza, ovvero usufruisce della cosiddetta immunità naturale passiva.

-Fino al 3° mese il bambino non ha contatti sociali, quindi non avrà contatto con microrganismi patogeni.

-Fino al 3° mese il bambino ha il suo sistema immunitario ancora in fase di sviluppo.

VACCINAZIONI RACCOMANDATE PER L’INFANZIA

 Anti-pertosse, che può essere associata all’ anti-difterite e all’antitetanica;  Anti -MPR (morbillo-parotite-rosolia)  Anti-Hib (influenza)  Anti-varicella  Anti-pneumocco

VACCINAZIONI OBBLIGATORIE PER ALCUNE CATEGORIE DI LAVORATORI/SOGGETTI

Vaccinazione Categoria Antitetanica Stallieri, fantini, sportivi affiliati al CONI, metalmeccanici, addetti alle ferrovie Antitubercolare Soggetti iscritti a medicina, servizio di leva, addetti agli ospedali/cliniche Antitifica Addetti ai servizi di cucina, approvvigionamento idrico, raccolta e scarico di latte Antimeningococcica Militari di leva

VACCINAZIONI RACCOMANDATE PER ALCUNE CATEGORIE DI LAVORATORI

 Anti-influenzale  Anti-pneumococcica  Anti-rabbica  Anti-epatite B e A

VACCINAZIONI POST-ESPOSIZIONE:

La vaccinazione post-esposizione è un intervento a posteriori, cioè quando c’è già stato il contatto con

l’agente eziologico. Essa si pratica in casi di.

 RABBIA (appena possibile, secondo le situazioni  MORBILLO (entro 72h)  EPATITE A (entro 48h)

SIEROPROFILASSI

La sieroprofilassi è il conferimento di un’immunità passiva immediata, ma di breve durata tramite

somministrazione per via parenterale di sieri, cioè di preparati biologici. Essa è un intervento post-

esposizione e viene pertanto praticata quando si teme che una determinata infezione sia in incubazione. Si

usa la sieroprofilassi quando la malattia è a un livello molto grave, per cui il rischio di decesso è molto alto e

per questo si richiede un intervento immediato, ovvero nei casi di:

 Rabbia  Tetano  Botulismo

I sieri possono essere:

SIERI OMOLOGHI, di origine umana. Rischio: trasmissione di microrganismi.

SIERI ETEROLOGHI, di origine animale. Rischio: shock anafilattico, malattia da siero (febbre innoqua).

2) PERTOSSE

 Altamente CONTAGIOSA;  ACUTA;  Si manifesta di solito nei primi anni di vita del bambino;  UOMO, unica fonte di CONTAGIO (contagio diretto, attraverso le goccioline di saliva proiettate con la tosse).

EZIOLOGIA

L’agente eziologico è la Bordetella pertossi , un microrganismo che ha le seguenti caratteristiche:

 NON è SPORIGENO;  È molto LABILE nell’ambiente esterno, dove viene rapidamente inattivato dagli agenti chimici e fisici.

PATOGENESI e CENNI CLINICI

a. PENETRAZIONE del bacillo b. LOCALIZZAZIONE sulla MUCOSA TRACHEO-BRONCHIALE, tra le ciglia delle cellule epiteliali. Questo processo è a carico dell’emoagglutinina filamentosa, che svolge un ruolo importante nell’adesione del batterio al tessuto del tratto respiratorio c. INFIAMMAZIONE CATARRALE con conseguente NECROSI TESSUTALE d. ACCESSO PAROSSITISTICO di TOSSE

INCUBAZIONE: da 7-10 gg a 21 gg. Nel periodo di incubazione la malattia segue un:

  1. P. CATARRALE, in cui la malattia esordisce con manifestazioni catarrali (apparentemente banali) a carico delle prime vie aeree. La tosse è prevalentemente notturna e resiste ai sedativi.
  2. P. ACCESSUALE (o CONVULSIVO), con accessi più o meno frequenti nelle 24h, caratterizzati da:  tosse (colpi di tosse spasmodici),  ripresa (inspirazione profonda) ed  espettorazione (emissione di catarro). Il periodo è chiamato convulsivo perché durante gli accessi di tosse si possono manifestare delle convulsioni determinate da carenza di ossigeno nel cervello per la difficoltà respiratoria.

L’infezione provoca la comparsa di anticorpi, che conferiscono un’immunità duratura.

EPIDEMIOLOGIA

La pertosse è una malattia diffusa in ogni paese e in ogni clima (meno di 1.000.000 morti/anno).

In Italia, da quando l’adesione alla vaccinazione ha raggiunto quote elevate, i casi di pertosse sono

notevolmente diminuiti, non risultando nessun decesso a causa di pertosse.

PREVENZIONE

L’unica forma di prevenzione è la vaccinazione antipertosse.

INTERVENTI PROFILATTICI

  1. ISOLAMENTO del malato, in ospedale o nella propria abitazione
  2. Accurata pulizia e AERAZIONE dell’ambiente
  3. SIEROPROFILASSI con siero omologo

3) EPATITE B

EZIOLOGIA

Il virus dell’epatite B è l’ Hepatitis B Virus (HBV), che è uno dei virus più RESISTENTI agli agenti chimici e

fisici: resiste più di una settimana nell’ambiente ed è inattivato solo dopo 1h di esposizione alla

temperatura di 90°; tuttavia è sensibile ai comuni disinfettanti, come la candeggina.

PATOGENESI e CENNI CLINICI

a. PENETRAZIONE del VIRUS nell’organismo attraverso:  la trasfusione del sangue,  liquidi contaminati,  saliva,  mucose genitali, durante i rapporti sessuali. Le vie di penetrazione del virus sono costituite da lesioni della cute e delle mucose, anche se integre. b. Il virus raggiunge il FEGATO e si moltiplica c. PROCESSO INFIAMMATORIO

Si distinguono 4 forme cliniche di epatite b:

I. F. subacute con manifestazioni aspecifiche = inappetenza, nausea, malessere; II. F. acute con sintomi extraepatici = dolori articolari, artriti, eruzioni cutanee; III. F. itteriche tipiche = ittero; IV. F. fulminanti = seguite da decesso.

INCUBAZIONE: di 45-160 gg.

Le modalità di TRASMISSIONE:

 tra adulti avviene principalmente con rapporti sessuali e con strumenti riutilizzati e/o non propriamente sterilizzati (trasfusioni di sangue, strumenti medico-chirurgici ed odontoiatrici, siringhe, tattoo e piercing, rasoi, pettini, forbici, pinzette, spazzolini da denti …);  per i bambini rimane il rischio della trasmissione perinatale (durante il travaglio o il parto) da parte della madre portatrice. I bambini devono essere protetti con sieroprofilassi e con la vaccinazione secondo lo schema 0,1,2,10,12 mesi.

EPIDEMIOLOGIA

L’epatite B è una malattia diffusa in tutto il mondo, con più elevata frequenza nei paesi in via di sviluppo. In

Italia, grazie agli interventi di prevenzione, i casi di epatite B sono notevolmente diminuiti.

PREVENZIONE

La conoscenza delle vie e delle modalità di trasmissione dell’HBV ha consentito di mettere in pratica, già

prima della disponibilità del vaccino, efficaci misure di prevenzione in ambito medico-chirurgico:

 screening dei donatori di sangue;  impiego di materiale medico-chirurgico ed odontoiatrico sterile monouso.

VACCINAZIONE

I vaccini anti-epatite B presentano elevate caratteristiche di sicurezza ed efficacia immunogena e protettiva, così non è raccomandata successive dosi di richiamo.

PATOGENESI e CENNI CLINICI

Il ruolo determinante di questa malattia è svolto dal portatore sano, in cui alberga il microrganismo a livello

naso-faringeo. Esso può rimanere anche per lungo tempo senza dar luogo a manifestazioni, ma trasmettere

il microrganismo ad altri individui. Infatti la virulenza del microrganismo sembra legata alla recettività del

soggetto; così i fattori favorenti la diffusione della malattia sono:

 Densità di popolazione;  Condizioni socio-economiche;  Età.

a. TRASMISSIONE DIRETTA PER VIA AEREA (tramite particelle di Flugge) b. COLONIZZAZIONE NASO-FARINGE, che fungono da vie d’ingresso c. RAGGIUNGIMENTO del SANGUE d. LOCALIZZAZIONE nel SNC e. PROCESSO INFIAMMATORIO, che colpisce le meningi f. PRESSIONE del LIQUOR sulle meningi, con conseguenti disturbi acustici e visivi e deficit intellettivi.

INCUBAZIONE: da 1 a 10 gg. In questo periodo la malattia è accompagnata dai seguenti sintomi:

EPIDEMIOLOGIA

La malattia è diffusa in tutto il mondo, provocando 200.00 morti/anno.

In particolare in Italia:

 sierogruppo A = 2%;  siero gruppo B = 70%;  sierogruppo C = 25%.

L’epidemiologia della meningite è caratterizzata dai seguenti fattori e condizioni:

 andamento STAGIONALE: fine inverno- inizio primavera;  aree a CLIMA SECCO-CALDO, densamente popolate;  CINTURA della MENINGITE (Est-Ovest Africa: 60% dei casi mondiali).

VACCINAZIONE

Disponibilità di vaccino per i sierogruppi: A, C, W135, Y, perché il vaccino per il s. B è ancora in fase di

sperimentazione.

INTERVENTI PROFILATTICI

  1. SORVEGLIANZA sanitaria (10gg) dall’ultimo contatto con il caso indice;

 Febbre  Cefalea  Vomito  Agitazione psicomotoria

 Rigidità nucale e della colonna vertebrale  Paralisi dei muscoli dell’occhio  Posizione a “cane da fucile” (rigidità posturale che non permette il piegamento del busto in avanti.

  1. CHEMIOPROFILASSI o TERAPIA ANTIBIOTICA per i soggetti che hanno avuto dei contatti con il caso indice. La terapia ha due funzioni: 1. Bloccare la malattia; 2. Bonificare il portatore sano.

P. di INVASIONE

  • febbre alta
  • rinite
  • faringite
  • congiuntivite

P. ESENTEMATICO

  • insorgenza delle cosiddette macchie di Koplik, puntini bianchi, circondati da un alone rosso. Le macchie si espandono in faccia, sul collo, sul busto e sugli arti
  • febbre molto alta

5) MORBILLO

EZIOLOGIA

Il virus del morbillo è il Morbillivirus , che ha la seguente caratteristica:

 Virus LABILE e molto sensibile ai comuni disinfettanti chimici e fisici. Il virus è inattivato da radiazioni ultraviolette;  L’unico serbatoio è l’uomo.

PATOGENESI e CENNI CLINICI

a. PENETRAZIONE del virus PER VIA AEREA e CONGIUNTIVALE b. MOLTIPLICAZIONE a livello delle mucose c. ARRIVO, tramite il sistema linfatico, all’apparato CIRCOLATORIO

INCUBAZIONE: da 8 a 14 gg. La sintomatologia clinica evolve in 2 fasi:

L’infezione provoca la comparsa di anticorpi, che conferiscono un’immunità duratura.

6) PAROTITE

EZIOLOGIA

Il virus della parotite è il Rubulavirus.

PATOGENESI e CENNI CLINICI

a. PENETRAZIONE del virus PER VIA AEREA o CONTAGGIO DIRETTO b. MOLTIPLICAZIONE nelle PRIME VIE RESPIRATORIE c. DIFFUSIONE, per via ematica, in tutto l’ORGANISMO d. LOCALIZZAZIONE nelle GHIANDOLE PAROTIDI con conseguente RIGONFIAMENTO. Le ghiandole colpite raggiungono il massimo volume, conferendo al viso del malato l’aspetto caratteristico dello spostamento dei padiglioni auricolari (“Orecchioni”).

INCUBAZIONE: di 16-18 gg. La FASE VIREMICA è caratterizzata dai seguenti sintomi:

 Febbre  Cefalea  Inappetenza

 Malessere  Otalgia (mal d’orecchio)  Gonfiore delle ghiandole auricolari

STRATEGIE VACCINALI PER L’ERADICAZIONE DELLE MALATTIE ESANTEMATICHE

Il morbillo, la parotite, la rosolia e la varicella hanno caratteristiche eziologiche ed epidemiologiche che le

rendono suscettibili di eliminazione

In Italia, da quando l’adesione alla vaccinazione ha raggiunto quote elevate, i casi di malattie esantematiche

sono notevolmente diminuiti. Infatti grazie alla vaccinazione di massa esse sono state eradicate o sono

sotto controllo in molti paesi, tra cui i paesi in via di sviluppo. L’eradicazione di queste malattie è possibile

perché i loro virus si trasmettono solo per contagio interumano e non hanno serbatoi animali, mentre il

vaccino determina un’immunità di lunga durata che costituisce una barriera alla diffusione delle malattie

infettive.

MISURE DI PREVENZIONE DELLE MALATTIE ESENTEMATICHE NELLA SCUOLA E IN ALTRI AMBIENTI

I bambini con malattie esantematiche devono essere allontanati dalla scuola e possono essere riammessi

solo quando non sono più contagianti, il che avviene in tempi diversi a seconda della malattia.

I PERIODI DI ALLONTAMENTO dalla scuola, strutture sportive, ambienti comunitari sono:

MALATTIA ALLONTANAMENTO

Morbillo Per almeno 4 gg dalla comparsa dell’esantema

Parotite Per almeno 9 gg dal gonfiore delle ghiandole

Rosolia Per almeno 7 gg dalla comparsa dell’esantema

Varicella Fino a comparsa delle croste

9) INFLUENZA

EZIOLOGIA

L’influenza è una malattia acuta e altamente contagiosa, causata da virus influenzali.

PATOGENESI e CENNI CLINICI

a. PENETRAZIONE nelle PRIME VIE AEREE b. NECROSI delle CELLULE EPITELIALI c. PROCESSO INFIAMMATORIO della MUCOSA NASALE, FARINGEA, LARINGEA, TRACHEA e BRONCHIALE d. DESQUAMAZIONE delle cellule EPITELIALI e. INFILTRAZIONE di LINFOCITI

INCUBAZIONE: 48-72 h. La malattia si presenta con i seguenti sintomi:

 Febbre  Cefalea  Infiammazione di tutte le vie respiratorie  Dolori muscolari e ossei  Inappetenza  Nausea, vomito e diarrea  Senso di debolezza

Le complicanze più frequenti sono le otiti, bronchiti, polmoniti, sovrainfezioni batteriche.

EPIDEMIOLOGIA

La trasmissione avviene per via aerea, il che rende particolarmente difficile bloccare la circolazione del

virus, specie in comunità numerose o in popolazioni addensate.

Il contagio avviene con le goccioline di secrezione, cariche di virus espulse con lo starnuto e i colpi di tosse,

ma può avvenire anche con le mani contaminate dalle secrezioni stesse. La porta d’ingresso e la

localizzazione fondamentale dei virus influenzali sono costituite dalle mucose respiratorie.

PREVENZIONE

L’unica forma di prevenzione dell’influenza è il programma di vaccinazione.